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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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2 ottobre 2018

ESSERE DONNA...

Nell'ormai lontano 2008 ho scritto e pubblicato "ESSERE DONNA". 

Le parole del prof.Strumia riportate dalla stampa di ieri mi inducono a pubblicare nuovamente la mia storia... con un sorriso amaro...


·                    Anni ’60. La finestra della stanza del vecchio convento riconvertito in liceo scientifico incorniciava una larga lama di sole, quel sole di maggio che riempiva le menti degli allievi di immagini di libertà. La vita premeva contro il muro della lezione di latino, ed i secondi erano minuti, ed i minuti ore..

Quel largo grembiule nero che doveva celare  le braccia ormai scoperte e le gonne più leggere lunghe fin sotto al ginocchio pesava come una corazza.

66a8ee32d839938ae8917638f42bb289.jpgFinalmente la campanella della fine! Via il grembiule, sulle spalle il golfino di cotone ed Anna con i libri nella borsa corre verso la libertà sottobraccio a due compagni, uno a destra ed uno a sinistra, tre moschettieri con il passo lungo e sicuro e il sorriso incontenibile  della primavera nel sangue.

La mattina seguente Anna è convocata in Presidenza dove il Preside, uomo burbero, severo, con grandi baffi, la rimprovera per il comportamento “poco dignitoso per una signorina” nel dare esplicita dimostrazione di confidenza verso i compagni di sesso opposto.

Le scuse di Anna e l’espressione compunta son solo di circostanza, pur di fuggire da quella stanza ammetterebbe anche un delitto. Con quei compagni c’è un cameratismo poco “femminile”, ma che racchiude un affetto sincero che nulla potrà scalfire.

·                    Il mitico ’68.  L’Università degli studi di Roma è occupata. Anna, matricola alla facoltà di Chimica, vuole entrare per vedere l’Istituto. Si può passare solo dall’ingresso laterale, dove c’è una scrivania con due appartenenti al collettivo studentesco che selezionano gli ingressi.

-          “ E tu chi sei? Dove vuoi andare?”

-          “Sono una matricola di chimica e voglio entrare”.

-          “Matricola eh? “- lungo sguardo penetrante dalle scarpe alla punta dei capelli - “Tch! Tu non arrivi alla laurea, o ti sposi prima o comunque resti incinta e abbandoni, comunque passa!” .

Ecco la sentenza, era un complimento, voleva dire che non era proprio un “cesso”.

·                    Secondo anno di chimica, prima lezione di “Impianti chimici”.

Entra un professore piccoletto, abito grigio, cravatta in tinta, leggermente stempiato, quel che si definisce “tipo commenda”.

-          “ Oh! Vedo che ci son due ragazze. Complimenti! All’esame io alle donne do un voto in più perché se dimostrano di aver capito almeno qualcosa meritano d’essere premiate!”

Anna lo guarda con compassione e decide di passare dalla facoltà a cui era iscritta, cioè Chimica Industriale, a quella di Chimica Pura, sperando di non imbattersi in altri microcerebrati dello stesso tipo.0bf5274c59d4092cfd231c179c70447b.jpg

·                    Fine Anni ’70. Anna lavora in una ditta Farmaceutica a Roma, ma deve trasferirsi “per amore” a Torino, quindi presenta domanda di assunzione in molte ditte piemontesi, vantando un curriculum decisamente interessante e la volontà espressa di trasferirsi.  Solo poche, pur essendo in cerca di personale, rispondono. Una ditta la invita al primo colloquio, che evidentemente risulta positivo visto che viene fissata la data del secondo colloquio, quello con il “direttore”.

Anna, emozionata e speranzosa apre la porta dell’ufficio del “direttore”, una stanza ben illuminata con l’immancabile mega scrivania.

-          “ Ma Lei è una donna!” Questa è la frase che apre il colloquio.

Il nome è Anna, non Giulia o Andrea. Ha  mandato un curriculum completo. Ha superato un colloquio faccia a faccia con un altro impiegato. Si veste con le gonne, sempre!, perché ha l’incubo dei fianchi larghi! … “ Ma Lei è una donna!”… Ma Noo!

Già, le donne si sposano, fanno i figli, soffrono di emicranie. Che importa se hanno tutte le carte in regola per essere assunte, se hanno un’esperienza pluriennale, se sanno fare benissimo un lavoro specializzato. L’unica cosa divertente del colloquio è l’equilibrismo dialettico del “direttore” che doveva liquidare la “signorina” senza troppo danno d’immagine, come se non l’avesse già fatto!

·                    “Una vita” nella scuola.

Per tutti i dirigenti la docente è “la Signora”, mentre gli uomini sono o “l’ingegnere” o “l’architetto” o “il professore”, chissà perché!. Per molti è difficile accettare anche nella scuola una donna in posizione direttiva,  ogni sua scelta viene discussa più che se fosse fatta da  un uomo. Eppure la scuola va avanti grazie alle donne, alla loro sensibilità, alla loro caparbietà, al loro spirito di sacrificio.

91f8e7f6ec46b66dfe825d24d1439f1b.jpgLa prima frase che ho detto a mia figlia quando l’ho avuta per la prima volta tra le braccia è stata:

-          “Mi dispiace tanto per te, che tu sia nata femmina, ma son felice per me… Benvenuta Ranocchietta mia!”




24 aprile 2018

CHI PAGA ?

Da qualche tempo vengono allaluce, sempre più frequentemente, episodi di bullismo nei confronti deiprofessori delle scuole superiori “grazie” alle nuove tecnologie degli smartphone.

Il riferimento alle“superiori” è importante perché è una scuola che ha a che fare con ragazzi chesono nella fase di sviluppo detta “della stùpidèra”, cioè della stupiditàcostituzionale.

Episodi di prevaricazione neiconfronti di docenti da parte degli alunni ne ho “visti” parecchi nella mialunga vita di insegnante, ma la gestione degli stessi è sempre stata adeguataal comportamento e alla “missione” della docenza.

Nei primi anni del 1900 miononno frequentava il liceo ed aveva un professore di scienze piccolo e rotondettoche indossava sempre braghe bianche che gli mettevano in risalto un “belmappamondo” posteriore. Gli allievi per “idiozia costituzionale” gli miserodell’inchiostro blu sulla sedia. Quando si rialzò sul suo deretano si eradisegnato un magnifico sole blu con tutti i suoi raggi. Mio nonno conosceva amemoria l’intero testo di botanica!

Avere a che fare conadolescenti spocchiosi e convinti di essere onnipotenti, onniscenti , con tuttii diritti dell’universo e nessun dovere non è certo facile, specie sel’obiettivo è aiutarne la maturazione corretta. In questa fase l’unica arma perl’adulto è l’autorevolezza e non l’autorità, il che non sempre è possibileperché si dimentica spesso che il docente è un essere umano.

La transizione dall’infanziaalla maturità (che taluni non raggiungono mai) è un passo difficile da fare, eavviene con  un confronto-scontrocontinuo con l’adulto per determinare i limiti della propria individualità.Purtroppo molto dipende sia dal contesto sociale che dai “prerequisiti”, cioèdalle regole apprese nella fase di crescita primaria, e questo è motivoprevalente.

Un’infanzia vissuta senzaostacoli mette le basi per un futuro privo della capacità di superare iproblemi, che induce quindi o in crisi di arroganza e violenza pura o didepressione a rischio di esiti funesti.

Le liti infantili con “botteda orbi” e con “bande di amichetti” contro “amichetti” insegnano lasocializzazione e la reazione positiva nella sconfitta, ma spesso sono propriogli adulti d’oggi che intervengono rovinando la lezione.

Mia figlia ricorda ancora lafrustrazione del materno “se stavi a casa tua non ti succedeva”, in rispostaalla richiesta di intervento nelle liti con i compagni di gioco, ma così haimparato a gestire autonomamente le situazioni di contenzioso sempre presentinella vita.

Il problema più grave è,invece, la crescita in un contesto sociale che premia l’arroganza e lasopraffazione, diffusa anche tramite “l’etere” con trasmissioni televisive  prive di ogni filtro di buona educazione e dicorrettezza anche morale. Mi riferisco ad esempio a programmi come “scherzi aparte” in cui si provocano volutamente  situazionid’ansia e di panico a qualcuno per puro divertimento dello spettatore. (Infondo anche gli spettacoli per gli antichi romani al Colosseo avevano lo stessofine, divertire la gente di 2700 anni fa.)

Anche “l’sola dei fumosi” (nessunerrore di battitura) o “il grande fratello” sono ottimi esempi educativi per igiovani, saturi di vacuità cerebrale e morale, specialmente nel valore delrispetto nei confronti sia del pudore che della persona. Non parliamo poi deitalk show in cui la violenza verbale e vocale nasconde il vuoto profondo delleargomentazioni e delle idee.

Dal crescere con gli esempinegativi di persone il cui unico scopo è l’apparire per sentire d’essere, per iquali solo il danaro ed il potere da questo comprato è l’essenza dell’esistenza,che giudicano con disprezzo chi non condivide questi falsi valori e necalpestano senza vergogna la vita, cosa ci si può attendere se non uncomportamento aberrante?

Ormai “la scuola” si vuolesia la sola maestra di comportamento, mentre il mondo la svilisce e la bastonaprivandola delle armi per farlo.

Ed a fronte di tutto questochi paga?

La società condanna soloquanto viene  alla luce, il resto è solopolvere sotto al tappeto, e il conto arriva al colpevole in questione, unadolescente a cui nessuno ha insegnato il comportamento corretto, e che forseemula esempi familiari e sociali mai condannati da alcuno.

E sarà lui a pagare anche pergli errori degli altri.


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5 aprile 2017

TEORIA SULL’EVOLUZIONE

Molti anni fa ho scritto un racconto(pubblicato sulla rivista “CnS” ) che spiegava, con parole semplici e moltafantasia (anche se scientificamente corretta), la nascita dall’universo dellavita, dal titolo ovvio : “… E così.. Nacque la vita !! …”

Il racconto terminava con queste parole:

…“Mail gioco più bello lo inventarono proprio gli atomi di carbonio, quando siunirono tra di loro in catena, e, con l’aiuto di tanti idrogeni e di qualche ossigenoe qualche azoto, inventarono tutta una serie molecole, dette“amminoacidi”,  capaci di congiungersipoi tra di loro, e, prova e riprova, un giorno riuscirono a fare sequenze tantolunghe da diventare “proteine” e…   e quila storia può continuare finché dura la vita!”

Ora è tempo di continuare la storia perspiegare alcuni “perché”…

Dunque...

” Proteina su proteina, amminoacido conamminoacido, un pizzico di atomi di metalli e non metalli, tanta acqua e tantaconfusione organizzata, e ne uscì un abbozzo di essere vivente pronto adevolvere in tante varietà assolutamente imprevedibili.

Cominciarono a formarsi talmente tantespecie differenti che, millenni dopo, qualcuno con la mania degli schemi, (forseun ingegnere),  per capirci qualcosa le divisein : vegetali, minerali e animali.

Ai minerali venne data una categoria tuttaper loro, perché di proteico non hanno nulla, ma sono solo o puri o fatti di“Sali”, cioè raggruppamenti di metalli e non metalli legati fra di loro dacompatibilità energetico-strutturale, come il carbonio, (che forma gliamminoacidi di cui già detto,o legandosi con l’ossigeno dà l’anidride carbonicao il carbonato di calcio o di magnesio, cioè quei simpaticissimi sali cheincrostano le tubature), ma quando è “puro” a seconda delle condizionichimico-fisiche (pressione, temperatura ecc.) dà il carbone, la grafite o ildiamante, che sempre carbonio sono, ma hanno un valore commerciale ed unutilizzo ben differente.

I vegetali invece hanno strutture complessea base di glucosio, che è uno zucchero (anche questo a base di carbonio, ma construttura differente) e non un amminoacido, legato in lunghe catene, moltoforti e resistenti, capaci di usare luce e acqua per moltiplicarsi, quindialtra categoria con varianti complesse.

Per quanto riguarda invece gli animali,gli amminoacidi  che formano le struttureproteiche si affidarono alla casualità per fabbricare strutture multiformi,capaci di sorprendere per la loro funzionalità.

Ne uscì di tutto!  Dai peli al tessuto muscolare, al tessutoosseo rinforzato da alcuni sali, che alcune cellule particolari continuano a dissociare e altre a riassociareper rinnovarlo.

Ma il capolavoro fu il cervello! Cifurono milioni di prove prima di riuscire a fare un qualcosa che comandasse lefunzioni generali di un organismo complesso.

Purtroppo la natura non “butta via” mainulla e molte forme, pur se “venute male”, trovarono comunque una loro funzionenel mondo animale.

E la selezione naturale per cui “solo ipiù forti sopravvivevano nel tempo” pian piano popolò il mondo delle forme piùresistenti, i cui esemplari prevalenti sono quelli che oggi si definiscono “testadi ciazetadueo” e/o “coglioni”.

Trattasi di forme vitali la cui materiacerebrale viene utilizzata prevalentemente per due funzioni : il funzionamentodegli organi interni (cuore, polmoni, ecc..) ed il “sistema idraulico”,mediante il quale si riproducono copiosamente.

Una delle caratteristiche principali diqueste diffusissime specie è la convinzione di essere onniscienti e onnipotenti, e sono proprio questecaratteristiche che li portano a mettersi sempre in evidenza ed aspirare allecariche di “comando”.

Purtroppo esiste un’altra variazionesullo stesso tema, ed e la categoria dei “rapaci”, ovverosia degli essericapaci di ogni bassezza pur di ottenere vantaggi per loro.

Queste categorie si sostengono a vicendaed interagiscono a discapito d’ogni logica pur di soddisfare i loro istinti. Laseconda spalleggia la prima nell’arrampicata verso il “potere”, incapaci entrambedi valutare il danno che vanno provocando sul resto dell’umanità e dellanatura.

La prima categoria ha una caratteristicareazione biochimica, limitata ai glutei, che provoca la produzione di un collantespecifico che si attiva in presenza di una “poltrona” e ne rende difficoltoso,se non impossibile, l’abbandono. Oltre a ciò ha la capacità di teletrasportarsida una poltrona ad un’altra appartenente ad altro sito di comando senza danniper se, ma con uso, anzi abuso, dell’energia pecuniaria, caratteristico “cibo”della specie in questione.

Ci sono poi i “coglioni puri”, ovverosiatutti coloro che si fanno bellamente prendere per i fondelli dalla categoriadei “paraculi”, ossia dalle legioni dei fedelissimi delle categorie suddette. Essicredono ad ogni millanteria da questi propinata, ed al contrario della stessarifilata dopo poco tempo.

Nella sperimentazione si formarono anchecervelli normodotati, buoni, ottimi ed eccellenti, ma per questi l’uso dei neuronia scopo riproduttivo fu, ed è ancora, sempre secondario rispetto alle attività intellettuali e creative,permettendo una progressiva caduta “in minoranza” nei confronti delle altretipologie.

Per logica statistica talvolta il“comando” passa nelle mani di qualche personaggio “illuminato”, ma, sempre perstatistica prevalgono gli onniscenti iponeuronici  che pur di far vedere che  sono loro ad aver “scoperto l’acqua calda” siammantano il cranio di foglie d’alloro e s’arrogano il diritto di cambiare lecose a loro immagine e somiglianza.

A questo punto “madre natura” inventa l’autodifesa.

Quando l’energia dell’illogico supera illimite di guardia interviene il caos.

Le classi dirigenti cominciano adincolparsi reciprocamente dei danni provocati.

I paraculi si lanciano in slalom ailimiti delle leggi della fisica.

I rapaci restano in posizione d’attesa adistanza di sicurezza pronti a riprendere un posto di vantaggio.

I coglioni puri in parte prendonocoscienza del loro destino e si siedono sugli scalini del sagrato con la testatra le mani incapaci di capire cosa fare, in parte continuano a credere allefavole propinate.

Le persone normali cercano vie d’uscita  sperando di trovarle.

Gli altri osservano il tutto con un solopensiero : “Ma quando si riapre ‘sto cavolo di varco dimensionale che vogliotornare nel mio universo ‘che ‘sti alieni non li reggo più!!!”




permalink | inviato da AnnaSerenity il 5/4/2017 alle 16:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



10 aprile 2016

CONTRO NATURA ?

Mentre centinaia di persone lottano quotidianamente per riuscire a sbarcare il lunario senza un lavoro, o con la spada di Damocle della precarietà sulla testa, per cosa si stracciano le vesti in parlamento? Per i rapporti omosessuali, definiti “contro natura”, e per il diritto delle coppie dello stesso sesso di cornificarsi allegramente, mentre per le coppie etero il tradimento è vietato.

Oltre ogni limite di decenza.

Parliamo della definizione di “contro natura”.

Siamo alla solita imbecillità delle definizioni degli “scientificamente ignoranti”, esattamente come nel caso di “chimico o naturale”(post del 2005).

Anche se vorrei non reputarla tale, quella di chi ci governa è una “forma di vita naturale”, pur se con processi chimici, che ne permettono l’esistenza, limitati al funzionamento degli organi vitali e del sistema idraulico.

Cioè, per costoro funzionano solo le reazioni comandate da un pensiero primitivo ed istintivo di predazione ed accumulazione inestinguibile che li rende indifferenti o incapaci di prevedere le conseguenze che ne possono derivare per gli altri.

La natura, ordinando gli atomi in molecole e le molecole in strutture sempre più complesse, ha creato ogni cosa presente nell’universo, dalle stelle ai due neuroni nel cranio di qualcuno che si crede in grado di governare il mondo.

Ora, “andare contro natura” è un concetto sbagliato, perché la natura non ha direzione o verso come i vettori, ma influisce su ogni cosa indipendentemente dalla volontà del soggetto.

La cosiddetta “libertà di scelta” è un’illusione perché è sempre influenzata dalla genetica e dalle situazioni contingenti.

Una persona che ha ereditato un carattere irascibile, esattamente come quello del nonno paterno ad esempio, nei suoi comportamenti sociali tenderà sempre a ripetere gli errori atavici, modificati solo dall’educazione ricevuta e dal contesto sociale del momento.

E’ il codice genetico che comanda, in collaborazione con eventuali variazioni legate a processi biochimici influenzati da fattori casuali ed imprevedibili.

Prendiamo in considerazione il colore della pelle umana.

Esso è determinato da una sola sostanza, la melanina biologica. Questo porta ad avere variazioni del colore di pelle e capelli a seconda del meccanismo genetico di partenza che ne determina la concentrazione.

Bianchi, rossi, gialli o neri, siamo tutti frutto degli stessi processi chimici di base, variati dall’incrocio genetico plurimillenario e dalla relativa selezione naturale.

Anche il colore degli occhi dipende dalla quantità di melanina, ed il variare della proporzione di eumelanina (un pigmento nero prodotta dai melanociti) provoca la variazione del colore dell’iride che la contiene.

Alle volte un codice variato casualmente nella gestazione provoca una diversa colorazione delle due iridi, (eterocromia), che può essere anche parziale (nello stesso occhio). Ma questo non è “innaturale”, ma naturalissimo, come lo sono tutti i vari caratteri, da quelli somatici al sesso, determinati nella fase di concepimento e sviluppo del feto, fase in cui i delicatissimi equilibri biochimici possono condurre a variazioni del codice base e, quindi, ad una difformità del “prodotto finale” rispetto alla matrice del concepimento.

Esattamente come una variazione di un codice di sistema del pc può portare ad un programma ben diverso da quello concepito inizialmente, ma perfettamente funzionante.

Ma tutto ciò è assolutamente naturale e non “contro natura”.

A questo punto della dissertazione mi sorge il dubbio che la Natura sia soggetta ad una sorta di continua sperimentazione legata all’intelletto.

Partita da soggetti genetici di varia levatura della mente, essa ha elaborato un metodo d’incrocio basato sul “minimale” al fine di ottenere da soggetti capaci di mirare sempre al proprio interesse anche a scapito di quello comune a persone normali.

Ma la faccenda sembra le sia sfuggita di mano.

I simili di basso profilo si sono diffusi ed incrociati più del dovuto generando un eccesso statistico di “deficitari”, confluiti prevalentemente nelle posizioni direttive e di governo.

Ora, la natura ha generalmente una difesa immunitaria che limita i danni.

Mi aspetto che entri velocemente in azione provocando la distruzione degli elementi dannosi per la società.

O perlomeno lo spero…





permalink | inviato da AnnaSerenity il 10/4/2016 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



21 febbraio 2016

OLTRE OGNI LIMITE DI DECENZA

Un tempo per penitenza asconto dei propri peccati si fustigava il corpo o s’indossava il cilicio (cordacon nodi stretta sulla nuda pelle), oggi invece si leggono i giornali “nonallineati” e si seguono le notizie sui nuovi mezzi di comunicazione, tipofacebook o twitter, e, se si resiste alla tentazione di rompere ogni cosa, siacquistano direttamente voucher per il paradiso.

“Essere informati” è una verapena senza sconti, perché non c’è via di scampo alla consapevolezza di esserecircondati da un tessuto sociale le cui trame sono strettamente intrecciate conil bieco interesse personale e con la più sordida indifferenza per la vitadegli altri.

Ogni giorno il mondodell’informazione affoga in veri e propri uragani di parole spese pro o controproblemi idioti, usati per seppellire reali rapine da perpetrare a danno deipiù deboli.

Prendiamo ad esempio ildisegno di legge sulle pensioni di reversibilità, depredabili per reperirefondi per il contrasto alla povertà (già, togli al povero per dare ad altropovero !!), nascosto dal “casino” creato ad arte sulle “unioni civili” con osenza “adozione del figlio del partner”.

Naturalmente le pensionid’oro non si toccano, come non si toccano i vitalizi agli ex parlamentari chehanno “lavorato” solo per qualche anno… o giorno.. (versando poco menodel 10 per cento dell’indennità, a 65 anni di età e con cinque anni di mandatoil parlamentare si riscuotono circa 1.500 euro di pensione lorda). 

Per puro masochismo elenco alcuni nomi e sommepercepite:

“..i cappellani militari ricevono stipendi e pensioni dallo Stato e possonomaturare la pensione con largo anticipo rispetto ai comuni mortali: non mancanocasi di baby-pensionati. Tra cui lo stesso cardinale Angelo Bagnasco, che non èsolo presidente della Cei ma ex ordinario militare. Il prelato, che è anche ungenerale di brigata, ha diritto - secondo alcune fonti - ad una pensioneattorno a 4.000 euro mensili. Nonostante abbia prestato servizio solo 3 anni,arrivato a 63 primavere ha maturato il vitalizio. (sic !!)”.

 “..anche la società civile e lecategorie professionali sono tutte degnamente rappresentate. Dagli avvocaticome Gaetano Pecorella (4.372 euro) e Carlo Taormina (2.150); ai sindacalisticome Pierre Carniti (2.381), Sergio D’Antoni (3.958) e Giorgio Benvenuto(4.581); ai giornalisti come Rossana Rossanda (2.124), Eugenio Scalfari (2.270)e Demetrio Volcic (2.934); ai magistrati come Giuseppe Ayala (5.692), airegisti Franco Zeffirelli (3.408), ai critici d’arte come Vittorio Sgarbi(5.007) e ai capitani d’industria come Vittorio Cecchi Gori (3.408), LucianoBenetton (2,.381) e Santo Versace (1.589).”

Poi prendonoanche bellamente per i fondelli sbandierando ai quattro venti “moralizzazioni”inesistenti come il taglio deivitalizi agli ex parlamentari condannati, infatti su questo la casta ha confezionatoun vero e proprio “pacco”, una cancellazione finta. Sono in tutto una ventinagli ex onorevoli che hanno subito il taglio, ma basta la riabilitazione per ottenere nuovamente la dorata pensioncina.Cioè.. scontata la pena chiedi “perdono” e non solo ti ridanno la pensione, maanche gli arretrati, questo per legge! La riabilitazione, infatti, è una misuradel nostro ordinamento giudiziario che cancella gli effetti penali dellacondanna e le pene accessorie, ma non la condanna.

Ed una maestra d’asilo deve lavorare fino asessantotto anni, occupandosi di 25 mocciosi resi ancor più rompiballe dagenitori incapaci di impartire una qualsivoglia forma di educazione, per avereuno straccio di pensione! E se muore in servizio meglio!, così la pensione direversibilità legata all’ISEE non vale neppure la carta su cui fare la domanda.

Poi c’è tutto il casino sulle “unioni civili”provocato ad arte dai soliti “incivili”. Chiacchiere inutili e presedi posizione idiote di quella nuova specie umana denominata “catto-dem” ecompagnucci, che pone problemi di coscienza soprattutto sull’adozione delfiglio del convivente, quando il primo adottante un figlio non suo fu SanGiuseppe la cui storia è ben nota.

Ma quello che mi fa infuriareè proprio l’evidenza della strumentalizzazione della cosa da parte di gente chenon sa neppure lontanamente di cosa si stia parlando, che ignora totalmenteleggi esistenti o realtà scientifiche, oltre che i congiuntivi.

Le banche fottono i risparmidelle persone anziane giocando sulla fiducia data ai loro rappresentanti esulle “informative” di tante pagine scritte in caratteri piccolissimi fattefirmare , mentre si premurano di salvare i “soliti amici”.

La sanità pubblica è stata messain stato di asfissia grazie alle tangenti ed alle ruberie sui servizi erogatiche hanno generato tagli discriminanti chi può e chi non può.

La scuola ridotta ad unservizio di volontariato obbligatorio (..pur di lavorare..) soggetto a ricattied ingiustizie.

In questo marasma spuntanopoi le incomprensibili ed ingiustificabili idiozie della burocrazia riservataai “poveri onesti”, che  vengonolicenziati per non aver dichiarato di aver pisciato dietro ad un cespuglio a nottefonda quando avevano 18 anni (o giù di lì !).

E quelli che ci stannopisciando in testa dicendo che piove ormai da anni, a quelli neppure uncalcetto negli stinchi tanto per punizione.

Personalmente li evirereitagliando loro la testa! 




permalink | inviato da AnnaSerenity il 21/2/2016 alle 16:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



11 novembre 2015

RICORDI DI LICEO

Da : “il portone della scuola”

· Comincia l'anno scolastico e la nuova fase della vita; il Liceo scientifico è il più noto nella nuova città. C'è un tragitto piuttosto lungo per arrivarci, ma nulla è troppo per avere il meglio!

Una strada piena di sole e di storia.

Dietro alle spalle il simbolo più noto delle origini del popolo italiano, il Colosseo, davanti il candido testimone della Repubblica Italiana, nel mezzo un severo palazzo con la base di pietra "a bugnato" dell' ex convento, le finestre alte e severe, ancora una volta di legno grigio, ( il ministero della P.I. deve avere scorte infinite di vernice grigia!) ed un grande portone nero, che si chiude alle ore 8.30, e si riapre solo alle 13.30, cascasse il mondo!

Dietro al portone quella breve salita scura, poi il cortile con il portico da una parte, le scale interne in vecchia pietra e i corridoi e le aule con il piancito in legno consumato dall'uso.

Nelle vecchie aule i banchi a gradinata con le ribaltine nere ed i sedili fissi, naturalmente grigi, con le incisioni accumulate nei lunghi anni d'uso, che saranno lentamente sostituiti dai nuovi banchi in formica verde, ma mai verrà a finire quell'odore di legno vecchio ed impolverato, imbevuto delle più impregnanti e varie essenze umane, cotto dal sole estivo che penetra dalle finestre prive di scuri, misto al profumo delle sostanze usate nelle pulizie.

E del grande portone rimarrà indelebile nelle orecchie il sordo rumore del catenaccio che non perdona i ritardi e che delimita il tempo dell'attesa libertà al suono dell'ultima campanella.

Da : Essere Donna…

· Anni ’60. La finestra della stanza del vecchio convento riconvertito in liceo scientifico incorniciava una larga lama di sole, quel sole di maggio che riempiva le menti degli allievi di immagini di libertà.

La vita premeva contro il muro della lezione di latino, ed i secondi erano minuti, ed i minuti ore..

Quel largo grembiule nero, che doveva celare le braccia ormai scoperte e le gonne più leggere lunghe fin sotto al ginocchio, pesava come una corazza.

Finalmente la campanella della fine!

Via il grembiule, sulle spalle il golfino di cotone ed Anna con i libri nella borsa corre verso la libertà sottobraccio a due compagni, uno a destra ed uno a sinistra, tre moschettieri con il passo lungo e sicuro e il sorriso incontenibile della gioventù e della primavera nel sangue.

La mattina seguente Anna è convocata in Presidenza dove il Preside, uomo burbero, severo, con grandi baffi, la rimprovera per il comportamento “poco dignitoso per una signorina” nel dare esplicita dimostrazione di confidenza verso i compagni di sesso opposto.

Le scuse di Anna e l’espressione compunta son solo di circostanza, pur di fuggire da quella stanza ammetterebbe anche un delitto. Con quei compagni c’è un cameratismo poco “femminile”, ma che racchiude un affetto sincero che nulla potrà scalfire.

Riaffiorato tra i tanti (ormai!) ricordi..

  • Mattina di primavera. Le finestre dell’aula sono spalancate.

I ragazzi gironzolano tra i banchi in attesa dell’arrivo del docente chiacchierando con le (poche) ragazze della classe.

L’aula è troppo piccola per il numero di allievi ed i banchi su tre file la riempiono quasi da muro a muro.

Qualcuno si affaccia e osserva il piccolo campo in terra rossa circondato da reti che “funziona” da campo sportivo, dove sta per arrivare un gruppo di studenti con il professore di educazione fisica, un giovane docente pieno di energia.

Nell’aula un paio di ragazzi inizia a fare degli aeroplanini di carta sfidandosi nel volo più lungo.

“Guarda.. sembra un jet!”, “Eh no! Il mio vola più lontano.. guarda…” e tutti osservano la splendida virata verso lo spazio aperto della finestra… fino a giù nel campetto rosso.

Imitare la cosa ormai è una sfida e tre o quattro missili di carta partono verso l’ignoto.

Qualcuno è affacciato per vedere il percorso quando la voce del professore di educazione fisica lancia un esasperato :

  • ” Smettetela che ora arrivo io! Che classe è quella lì ?!”

Il solito compagno burlone si affaccia e risponde:

  • “Non è una classe. Questo è l’aeroporto di Ciampino!” e si ritira precipitosamente.

Poco dopo arriva il docente della classe seguito da quello di ginnastica decisamente incinghialato.

La classe affronta ad occhi bassi l’inevitabile ramanzina, sembra il pentimento fatto persona, ma le labbra serrate bloccano il riso e la soddisfazione per la battuta.

Non ricordo come sia finita…


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 11/11/2015 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



3 ottobre 2015

NON SONO NORMALE...

Cronaca di un giorno di dieci anni fa...


Li chiamano Eventi….


Giornata uggiosa. Sono sveglia dalle sei, ma non vorrei mai scendere dal letto, specialmente quest’oggi, il giorno del Convegno di Matematica. Ieri ho lottato tutto il dì con la mia capacità intellettuale (decisamente inadeguata per la situazione)  per prevedere ogni cosa, e far in modo che tutto sia al posto giusto, conscia che comunque dovrò affrontare mille imprevisti.

‘Che almeno le cose prevedibili siano pronte!

Sono le otto meno cinque, ovviamente sono in ritardo, avrei voluto essere a scuola alle sette e tre quarti. Ho lottato strenuamente contro i miei capelli (lunghissimi e mezzi ricci), con l’abito (non scivolava adeguatamente, o, per meglio dire, si era attorcigliato in modo inusitato), con il cane, (che poverino voleva pisciottare qua e là con calma nel giardino, mentre io dovevo uscire con l’automobile).

I ragazzi stanno arrivando a frotte, tranquillamente, mentre scendo dalla macchina davanti alla scuola.

Entro con passo frettoloso, e la bidella mi assale con un  “Finalmente!! Una Signora è qui dalle sette e mezza. E’ una di quelli che parlano, e vuole vedere se  è tutto pronto”.

“Va bene Teresa, ora me ne occupo io.”

Sto per entrare nella mia stanza per posare il cappotto, quando sono letteralmente investita da un collega furioso, che mi urla in faccia :

- “ Come ti sei permessa di far entrare la mia classe più tardi! Chi te lo ha detto di farlo!”

La collega, che collabora con me, ha gli occhi a palla, è arrabbiata, ed  aggiunge :

- ” Eccola, finalmente sei arrivata,  è stata lei a dirmelo, figurati se avrei preso io un’iniziativa del genere! Questo sta strillando con me…….”

-“ Hai dato l’adesione al Convegno e quindi ti ho lasciato libero da impegni, come ho fatto con gli altri!”

- “Ma io partecipavo solo dalla terza ora! Chi ti ha autorizzato! Come ti sei permessa!”

- “Mi è stato dato, dalla collega che raccoglieva le adesioni,  il tuo nome insieme agli altri, ed io ho  organizzato le cose in modo da favorire la tua a scelta. Nessuno mi ha detto che avresti partecipato solo dalla terza ora.”

L’energumeno con la solita arroganza, perché purtroppo non è la prima volta che mi capita di discutere con lui,  si avvicina urlandomi in faccia :

-“Allora cerchiamo la collega, e vediamo un poco se…….”

-“Se continui con questo tono  ci vediamo in tribunale, perché ti denuncio!” Dico, con un tono di voce quasi baritonale per la rabbia repressa,  scansandolo dalla porta ed entrando nella vicepresidenza, vibrante di collera, per posare la borsa.

Dei ragazzi, quelli che avevo designato per l’accoglienza dei convegnisti, mi attorniano chiedendomi istruzioni e chiarimenti, e la collega, dietro alla scrivania, continua ad organizzare le sostituzioni.

L’energumeno non smette di sbraitare, chiedendomi chi mi dà l’autorità per fare certe cose.  Lo sciocco non si rende conto di far la figura che merita, visto che “certe scelte” mi sono autorizzate dalla stessa funzione che svolgo, senza voler scomodare il fatto che il Dirigente mi ha dato carta bianca per l’occasione, troppo importante per il prestigio della scuola.

Appendo il cappotto all’appendiabiti e, girandomi, sbatto contro la faccia irritante ed irritata del personaggio in questione. 

Aspiro a fondo per dominare i miei istinti, conto a bassa voce fino a cinque, mentre il campione d’arroganza e presunzione continua nella sua sceneggiata,  quindi, con la fredda razionalità che situazioni particolari richiedono, stringo il suo gomito con una mano, accompagnandolo con autorità verso la porta, ringhiando (letteralmente):

 - “Fuori da questa stanza! Ti ho detto di uscire dalla stanza, ‘che devo fare altro che ascoltare te!”

Chiudo la porta senza sbatterla, con un miracolo di self-control, poi mi giro verso gli allievi che assistevano impauriti alla scena,  essendo note le mie doti animalesche nella rabbia più pura, perplessi dal mio autocontrollo, dicendo :

- ” Allora, è qui tutto preparato, dovete…….” Poi mostro loro le mani che tremano, quasi per scusarmi non so bene di cosa….

Comincia una giostra di ordini, spiegazioni, richieste, controlli, passi veloci da un posto all’altro, perché tutto parta adeguatamente.

 …..Chiamare il tecnico per caricare il file sul PC della sala riunioni. 

……Salutare le colleghe-amiche provenienti da altre scuole…

….. Sollecitare i ragazzi all’accoglienza  delle persone che arrivavano, coadiuvata dal personale della scuola…

…… Mandare in classe, ringhiando affettuosamente, i ritardatari…

……. Calmare borbottii dovuti a pretesi disservizi, rimandando quello che non è urgente, ed  abbaiando contro i soliti ragazzini curiosi che volevano spiare gli arrivi…….. 

Nel frattempo osservo il professore arrabbiato che parla concitatamente con la collega che risponde per le rime.. Se avessi avuto il dono della stregoneria, credo che “qualcuno” non sarebbe riuscito a raggiungere il bagno prima di rilasciare le sue scorie!

Lentamente ogni tessera raggiunge la sua posizione, ed il puzzle inizia a mostrare la sua trama. 

Arrivano le personalità che attendevamo, arrivano i relatori, che avevo incontrato la sera precedente, arrivano alla spicciolata  molte persone non preventivamente iscritte, arrivano le parole e gli applausi, mentre la vecchia macchina, rilucidata a nuovo, con quell'orgoglio delle vecchie carrette, ormai misconosciuto alle nuove produzioni rilucenti di tecnologia, ma povere di spina dorsale e di cuore, percorre silenziosamente il suo cammino a testa alta, superando le difficoltà, con quella fantasia e quella forza che l’hanno fatta arrivare, ancora efficiente,  all'età della pensione.





13 agosto 2015

TOCCARE IL FONDO E’ IMPOSSIBILE

E’ impossibile toccare il fondo perché la supponente ignoranza di chi si succede sulle poltrone del ministero dell’istruzione (e anche di altri ministeri) ha un andamento esponenziale.

Riforma (della scuola), il piano assunzioni rischia di causare un grande esodo.

Per i 55mila posti di potenziamento, le cosiddette fasi 2 e 3, si dovrà pescare da graduatorie con docenti prevalentemente del Sud, dove le scuole sono sature. Il modulo di domanda d'assunzione, infatti, prevede di esprimere preferenze per tutte e cento le province italiane.”

Sembrerebbe un “nulla di che”, ma in realtà è un disastro, oltre per chi lo subisce in prima persona anche per l’organizzazione stessa della realtà scolastica.

Le fasi in questione sono quelle che riguardano i 55mila posti di potenziamento, cioè le assunzioni supplementari varate dal governo per creare i nuovi organici funzionali a disposizione dei presidi. Tradotto in italiano vuol dire che ad ogni plesso scolastico saranno assegnati un certo numero di docenti, (non ho capito come scelgano le discipline,) che faranno di tutto e di più, magari spostandosi nelle varie scuole del plesso, e, anche se i docenti resisteranno qualche anno , la ruota riprenderà a girare presto perché, appena possibile, chiederanno il trasferimento in tanti.

E visti i tagli, tutti, docenti, studenti, famiglie, eccetera, si dovranno accontentare, zitti e mosca!

Nel 2008 una delle menti più brillanti del parlamento con le sue dichiarazioni mi stimolò a scrivere un post che trovo ancora in argomento, (tanto per giustificare il titolo):


Posted on 26 ottobre 2008

“ Tour operator” ?!? Olèe !!!

<< ROMA (26 ottobre) - Per il ministro delle Riforme Umberto Bossi ci vorrebbero delle graduatorie regionali per gli insegnanti, da sostituire a quelle nazionali per evitare che i prof si spostino in continuazione «come in un tour operator». Durante un comizio che ha tenuto a Sotto il Monte…>>

Questa la trovo decisamente esilarante! Se non ricordo male quando si iniziava a parlare di tagli sulla scuola si disse che i docenti in esubero avrebbero potuto essere impiegati nel settore turistico… Che sia stato un “ lapis froidiano” (Lapsus freudiano)?

Mioddio, il discorso delle graduatorie regionali ha un senso se ci si riferisce alle supplenze brevi durante l’anno scolastico, perché è più facile “trovare” chi accetti 15 giorni di lavoro precario magari a 50 Km da casa che a 800, è invece cosa diversa se la supplenza dura più di 30 giorni. Ma con questi chiari di luna è un problema assolutamente inutile da porsi, visto che nelle scuole non ci son fondi per pagare i supplenti. Allora “L’è tant per dir..” !

Poi parlando dell’opportunità della riforma ha detto..

«.. Senza contare poi che c’è il problema che al Sud è più facile avere voti alti che favoriscono nei concorsi. Io mi auguro che la Gelmini stia in forza e continui sulla sua strada»,

dimenticando , il tapino, che la suddetta ha sostenuto l’esame di Stato per la professione di avvocato presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria nel 2002, dopo aver svolto il primo anno di praticantato a Brescia e il secondo nella stessa città di Reggio Calabria, o forse lo dice in conferma che..?

Aggiunge poi.. «Sembra davvero un nuovo ’68 . Io lo sapevo che se si cerca di modificare la scuola la sinistra si scatena, non ha più gli operai e adesso usa come motore gli studenti».

Già, non ci sono più gli operai, perché son tutti “a spasso” visto che l’attuale situazione delle banche ha messo tanti piccoli imprenditori con crediti provati in crisi di liquidità, pertanto in condizione di lasciare a casa la manodopera, iniziando da quella precaria e, purtroppo, spesso finendo anche con quella a tempo indeterminato.

Il dorato mondo della finanza se ne frega, tanto scarica ora ed ha scaricato in passato ogni perdita sulle fasce deboli con incredibile disumanità.

Chissà perché si sente dire che mentre i consumi legati ai generi di prima necessità continuano a contrarsi, quelli dei prodotti d’élite sono in crescita. Sicuramente il “Mario Rossi” nazionale, operaio con il mutuo, non si mette in coda per comperare la Ferrari , né investe in arte o gioielli. Anzi non ha neppure il fiato per gridare la sua rabbia!

Nel ’68 ero all’Università, ed ho vissuto il cambiamento in prima persona, quindi posso ben testimoniare che sono due situazioni assolutamente diverse.

Allora c’era in ballo una trasformazione sociale, i giovani chiedevano una “modernizzazione”, un adeguamento della struttura che favorisse la diffusione della cultura.

Oggi lottano per non morire strangolati da un taglio dei fondi statali, e dalla “privatizzazione” degli atenei che porterebbe ad un aumento vertiginoso delle tasse universitarie, che si rischia diventino come in America rendendo la laurea un privilegio. Naturalmente il peggio sarebbe per le facoltà scientifiche, quelle che devono offrire laboratori adeguati, nei quali si fa spesso quella ricerca di base che poi sviluppata porta alle “scoperte del secolo”.

Una vita fa ho costruito apparecchiature di distillazione usando perfino i secchi di latta come “bagnomaria”, per la scarsità di risorse, ma quante cose ho imparato a fare!

Oggi vogliono rubare anche i secchi, e con questi l’allegria dei giovani che già stanno guardando al loro futuro nella prospettiva di emigrare, come sta succedendo a mia figlia ed a molti dei suoi colleghi.

E nel frattempo sui giornali ci triturano gli zebedei con la “guerra di cifre” sui partecipanti alla manifestazione del Circo Massimo. Come fosse importante un numero! Erano tanti, punto. Erano quelli che erano, punto.

Il Circo Massimo.. ci correvano le bighe, ora ci fanno correre le beghe, quelle piccinerie che non hanno nulla a che spartire con la vita di troppa gente, quella stessa gente che dicono li abbia “legittimati” a far ciò che fanno.

Mentono sapendo di mentire!

Nessuno di noi “popolo cencioso e cane” ha messo una crocetta sul nome del “suo” rappresentante, ma si è dovuta accontentare di scommettere su di un gruppo di partiti, sperando che alle parole seguissero i fatti, mentre son seguiti solo spot mediatici, dietro ai quali è nascosto il più becero abuso, quello delle leggi ad personam e del taglio al sociale.

Son passati quasi otto anni ed al peggio sarà mai messa la parola “fine”??




5 luglio 2015

D’ANNATA CULTURA !

In questi giorni ho trovato su “Il Fatto Quotidiano” un “Bestiario della maturità” che riporta alcune risposte date durante gli esami. Mi sono tornate alla mente le chicche da me raccolte sia durante gli esami che nelle mie lunghe giornate tra i banchi.

Ho cercato l’agenda nella quale, in tempi lontani, ho appuntato alcune “perle” e sono ritornata a quel passato in cui, tra mille problemi, cercavo di infondere un po’ di cultura in quelle menti di adolescenti prevalentemente di sesso maschile.

Alla faccia dei “riformatori” della scuola d’oggi che, privi d’ogni rapporto col mondo reale, la vogliono trasformare in qualcosa che non potrà mai essere, posso affermare senza timore di smentita che solo il rapporto diretto ed empatico è capace di trasmettere il sapere, e che nessun Ateneo titolato, nessun super corso, nessun marchingegno intellettuale potrà mai sostituire quell’esperienza diretta che permette all’allievo e al docente di crescere assieme, l’uno nella conoscenza e l’altro nel metodo con cui trasmetterla.

L’ironia ed il sorriso sono mezzi potenti di comunicazione ed è importante la serenità del docente nel rapporto, cosa difficile da avere se vittime del disprezzo della società e dell’incertezza del futuro.

Ricordo spesso uno “scherzo” che facevo nella veste di “controllore dei corridoi” durante l’intervallo. Mi ammantavo della fama di strega veggente ed in questo ruolo intimavo ai ragazzi di entrare nelle classi, poi, blaterando sottovoce con gesti diretti alla soglia, fingevo di lanciare un incantesimo alla fine del quale spiegavo che “il primo che l’avesse attraversata sarebbe stato interrogato e gli sarebbe andata male”.

Era uno spasso! Tutti cercavano di spingere fuori l’amico, poi agguantavano il solito “sfigato” e lo spingevano verso la soglia, per non attraversare la quale il malcapitato si puntellava con mani e piedi agli stipiti. Nel frattempo io mi allontanavo ridendo.

Crudeltà? Forse, ma nessuno mi ha mai odiata per questo, ero sulla loro stessa lunghezza d’onda e i corridoi erano sotto controllo.

Altro divertissement era il serissimo “Stai attento” detto a qualcuno senza un vero motivo. Seguiva un “a cosa? ” del malcapitato a cui rispondevo “Tu stai attento e vedrai”. Generalmente poco dopo succedeva qualcosa, una cosa qualsiasi, alla quale io attribuivo il mio “hai visto? Te lo avevo detto!”. Ecco perché avevo fama di strega. Ma anche di punto di riferimento per qualsiasi problema perché il sorriso mi rendeva “umana”.

La società tecnologica sta cambiando tante cose, ma i ragazzi son sempre tali, preda dei problemi dello sviluppo della personalità e del confronto con gli altri, delle difficoltà di accettare le imposizioni e, oggigiorno, anche del copia-incolla che non fa apprendere, ma solo produrre, il che aumenta il rischi di incappare nell’ignoranza, e così i “bestiari” non saranno mai in crisi.

Anni ’80, insegnavo merceologia :

· Prima dell’estrazione dell’olio .. le olive vanno raccolte..

· ..si ottiene l’olio di salsa

· Il caglio o presame si ricava dal 4° ventriloco dei ruminanti.

· La cagliata è fatta con il vitello

· Il caglio prelevato dal vitello ancora ruminante…

· Il parmigiano reggiano viene cagliato con latte di vitello

· La sudorazione profusa è quella che si ha quando si suda con tutte le parti capaci di farlo.

· Quando si suda la pelle evapora

· Durezza delle acque : troviamo sali crostanti e incrostanti..

· Tramite la data di imbottigliamento si può stabilire l’età dell’acqua

· Biodegradabili sono quei saponi e quei detersivi che si possono sciogliere in acqua

Fine anni ’80 insegnavo chimica :

· Orgia : unità di misura inglese

· 75 + 25 = 95 … !?! …vabbè profff. ma la calcolatrice era rotta.

· La velocità di reazione tra… diminuisce con la diluizione perché l’ha detto il prof. di laboratorio

· Newton : l’inventore della gravidanza universale. (e la prof.: “Si, lo scopatore folle ha colpito ancora!”)

· Br : simbolo del Birilio

· D : Se Giovanni percorre 1200 m in 2 minuti a quanti Km/h corre? R : 360.000 Km/h (il prof di educazione fisica voleva che gli presentassi Giovanni! )

Ed un prof. disse ad un allievo : “ Tu sei una diarrea di parole ed una stitichezza di idee!”

Amen.




25 giugno 2015

NON HO PAROLE

PUBBLICATO IL 16 OTTOBRE 2008... 

NON SO CHE DIRE DI NUOVO...


Ieri sera guardavo uno dei programmi televisivi, e dallo schermo un adolescente arrogante ed incolto raccontava con orgoglio la sua vita di piccolo ignorante parassita .

- “ .. Sti exstracommunitari ce rubbeno er lavoro! Vengheno quà pè rubbarce er lavoro. Se ne devono da annà! A casa loro! Nun li vòlemo! .. Io ce la metterebbe na bomba su le baracche dove stanno.. sotto ar ponte.. Li farebbe sartà ‘n aria!” …

Devastante! Attorno a lui un gruppuscolo dei coetanei .

-“ ..No! Io a scola nun ce vado…nun me piace.. m’hanno detto si nun voi studià và a lavorà. ‘So annato à lavorà pè poco, ma nun me piaceva e allora so restato a ccasa. Me mantengono li miei. L’exstracommunitari freghano er lavoro a uno come mi padre.. no.. o come mi madre.  Li miei lavoreno e me mantengono… Cazzeggio tutto er giorno. ..”

E’ scoppiata la polemica sulle classi differenziali per chi non parla l’italiano… a questo punto quante se ne dovrebbero fare?

Quei ragazzi dallo sguardo sfuggente avrebbero diritto ad una scuola capace di interagire con loro, ma qualcuno reputa improduttivo il lavoro di chi si occupa d’istruzione, esattamente come quello della casalinga, che passa la sua giornata a casa mentre il detersivo X lava i pavimenti per lei, il panno Y spolvera per lei lasciandole tanto tempo libero, ed i figli dopo aver contato i pezzetti di cioccolato nei bocconi, vanno a scuola felici e sereni per apprendere tutto lo scibile elargito da docenti amorevolmente sorridenti e prone ai desideri dei fanciulli.

Accidenti! Non hanno capito un tubo! La scuola produce il lavoratore di domani, ma a chi legifera non interessa. Impadronirsi delle parti redditizie dello stato, quello si che interessa, garantire l’immunità a chi distorcendo bilanci e infognando debiti ha quasi fatto crollare l’economia mondiale, quello si che interessa, ma garantire la possibilità di essere istruiti.. quello è solo un impiccio da risolvere con tagli e sforbiciate.  

Nelle scuole il numero di ragazzi  poco avvezzi, o completamente digiuni della lingua italiana è sicuramente aumentato negli ultimi anni, e il sistema scolastico ha adeguatamente reagito con “progetti di alfabetizzazione” che riunivano gli stranieri in gruppi di studio della lingua italiana in tempi e modi differenti a seconda del grado di scuola, mantenendo però sempre l’appartenenza alla classe di provenienza. Ma questo ha un costo, visto che ci vogliono almeno due docenti in contemporanea.

C’è stato il taglio delle risorse alla scuola, e con questo il taglio dei docenti, l’aumento del numero degli allievi per classe, e, tanto per gradire, anche la razionalizzazione a livello regionale delle scuole con la soppressione di quelle con meno di 500 allievi, il che vuol dire più di 4000 istituti in Italia.

A questo punto un docente che ha davanti una trentina di ragazzini della fascia dell’obbligo, tra i quali parecchi che non parlano italiano, o che lo parlano e fanno finta di non capire, uno sport praticatissimo a quelle età,  che deve fare? Allora, per risolvere il problema, facciamo le classi differenziate, mandando al macero  le esperienze d’alfabetizzazione, così tutti i “rompicoglioni” finiscono in un tritacarne qualsiasi, tanto chissenefrega, e per gi altri facciamo una scuola ai limiti della decenza.

Nel blog di Luk4 ho trovato il discorso di un giurista e costituzionalista di innegabile statura, Piero Calamandrei, sulla scuola. C’è da meditarci .

“..«”Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione , non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.   Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. ” » 

 (in Scuola Democratica, 20 marzo 1950. )

Amen!




3 maggio 2015

A QUANDO L’OLIO DI RICINO ?

Parlavo del nuovo significato di “democrazia” e mi viene offerto “casualmente” un chiarimento inoppugnabile, che arriva da Roma, città da cui iniziò la nostra storia e dove finì più volte la nostra libertà :

la circolare del Comune minaccia le maestre. Le minacce sono contenute nella fine della lettera. "Si raccomanda di vigilare attentamente sulla corretta osservanza delle richiamate norme (norme che si riferiscono al fatto che le docenti hanno fornito informazioni ai media circa l'applicazione dei nuovi istituti contrattuali anche inviando foto e utilizzando altri più moderni mezzi di comunicazione) la violazione delle quali integra comportamenti contrari ai doveri d'ufficio ed è fonte di responsabilità accertata all'esito del relativo procedimento disciplinare".>>

Le maestre nei giorni delle vacanze pasquali dovevano essere in servizio presso gli uffici dei Municipi comunali che, impreparati, le hanno rinchiuse nelle sale dei Consigli col divieto, in qualche caso, anche di andare al bagno. Una dichiarazione critica delle docenti messa su facebook o altro social network, darebbe dunque luogo a stili di comportamento non consoni al prestigio di Roma e alla sua funzione di capitale della Repubblica !

Siamo tornati alla concezione di pulito sette-ottocentesca, legata al candore del colletto della camicia stretto intorno al collo per bloccare gli effluvi mefitici della scarsa igiene.

Questa è la nuova democrazia! Zitti e mosca e… proni ai voleri del potente di turno.

Mi domando: quando ritorneremo all’olio di ricino per i dissidenti?

Questa è la nuova frontiera della democrazia. Non passa giorno senza dichiarazioni arroganti.

La ministro della P.I. liquida i docenti come “…squadristi che strillano e gli altri che assistono passivi..”. Li prendi letteralmente a calci nei cabbasisi e poi li etichetti da squadristi strillanti? E vorrei vedere!

Parti con “La buona scuola” on line per farli partecipare al rinnovamento e poi te ne fotti di quei consigli, perché hai già deciso cosa fare, cioè dare 471,9 milioni di € alle paritarie, quelle che per la Costituzione dovrebbero essere senza oneri per lo Stato.

Pretendi i test Invalsi per valutare il livello delle conoscenze nelle scuole dello Stato e poi non te ne può fregare di meno, visto che riduci le entrate e il personale, anzi t’inventi un nuovo percorso per entrare nella scuola come docenti al fine di avere personale gratuito, o quasi, per le supplenze, fermo restando che ogni tre anni se non sei di gradimento al comandante di turno sei fuori.

Per inciso, si parla di flessibilità del posto di lavoro, quello dei docenti lo è che più flessibile non si può!

Personalmente ho insegnato in sei scuole diverse ed in comuni diversi, sono entrata di ruolo dopo  solo 6 anni. Io, con laurea in chimica analitica, ho insegnato da “impianti e finissaggio dei tessili” a “merceologia” a “chimica delle fermentazioni e batteriologia industriale”, materie non troppo legate alle mie conoscenze, ma imparate in fretta e perfezionate in almeno tre anni di lotta con i discenti.

Non dimentichiamo che ho insegnato anche il rispetto e la comprensione agli adolescenti, ma questo mi è venuto naturale, perché agli adulti ho sperimentato che non si può più insegnare.


Se continuano sulla strada della riforma in esame sarà difficile che un docente arrivi ad una competenza decente e gli allievi avranno la vera e giusta scuola per il loro futuro : la scuola precaria in cui ognuno imparerà a navigare a vista e ad arrangiarsi da solo.




28 aprile 2015

QUESTI DANNO I NUMERI !

Potrei scrivere un secondo libro solo mettendo insieme tutti i post di commento alle cazzate dei politici sulla “riforma” della scuola!

Gente avvezza solo all’ammirazione del proprio ombelico ed al confronto degli attributi maschili tra di loro, si lancia in mirabolanti affermazioni sull’effettiva valenza dei metodi didattici e sulla pochezza del rapporto ruolo-tempo dei docenti nei confronti di una politica aziendale, e spara innovazioni capaci di rendere intere generazioni ignoranti come loro.

L’insopportabile arroganza di un capo di governo che palesa opinioni di una supponenza irritante ne dimostrano solo la superficialità e l’inconsistenza razionale:

“Mi fa ridere, se non fosse una cosa triste, il fatto che si proponga di scioperare contro un governo che sta assumendo 100mila insegnanti. Il più grande investimento fatto da un governo nella scuola italiana”.

Piccolo, ma doloso, inganno: quei 100mila che il governo vuole assumere sono i precari, ormai storici, indispensabili al funzionamento a minimo regime della scuola.
E torneranno ad essere precari dopo tre anni. E se brutti e antipatici ai presidi diverranno disoccupati.

Per avere un sovrappiù da destinare alla copertura delle assenze è necessario diminuire il numero della classi aumentando quello degli studenti per classe. Non frega un tubo ad alcuno se poi un laureato in lettere finisce per coprire l’assenza di uno di matematica, tanto la tuttologia è la laurea imperante nel mondo della politica (e dei Q.I. inferiori al 50 che abbondano tra le classi dirigenti).

La scuola è delle famiglie e degli studenti, non dei sindacati della scuola. Se fanno sciopero perché gli portiamo via il diritto di decidere cosa succede nella scuola, fanno bene”.

“Il dritto di decidere” deve dunque essere in mano a chi conosce solo la scuola che ha frequentato, magari privata e confessionale, mentre chi ha bagnato le pareti con il sudore della sua fronte deve tacere e ringraziare?!? E gli studenti di cui tener conto devono forse essere solo quelli delle superiori e in sintonia con chi impone la riforma? Perché per i più piccoli basta che non si diano compiti e si promuova senza rompere i cabasisi  e tutto va bene, specie per le famiglie per cui la cultura è qualcosa che si compera al mercato.

Ma questo vogliono lorsignori : un popolo ignorante che si faccia prendere per i fondelli da lupi mascherati da “salvatori della patria”.

C’è un tale livello d’imbecillità tra di loro che un pirla romano propone <<Scuole aperte h24 per 365 giorni l’anno. È il sogno dell’assessore capitolino alla Scuola Paolo Masini che immagina luci accese anche di pomeriggio e aule vissute perfino d’estate.>>

Ma stiamo dando i numeri?!?

A parte che le 24h prevedono anche la notte, fare della scuola un luogo aperto ad attività extrascolastiche non attinenti alla didattica vuol dire avere personale a disposizione per il controllo e la pulizia dei locali (24h su 24 e 365 gg su 365 ?) e poi organizzare ogni cosa in modo da non interferire con gli impegni scolastici.  Ma forse il sognatore pensa di far tutto con la gente a disposizione con una democratica riduzione in schiavitù !!

Già! Perché ormai è chiaro come il concetto di democrazia delle nuove leve del governo sia la legge del “se non sei d’accordo con me te ne vai e ti sostituisco con chi mi da ragione”, legge che fa dire al “..capo del governo e segretario del Pd che è “necessaria per la democrazia” la sostituzione dei deputati (in disaccordo n.d.r.) in commissione,…”, e al  “..ministro per le Riforme Maria Elena Boschi .. che le minoranze hanno “poca dimestichezza con le regole della democrazia…” a dimostrazione della sua innegabile democraticità.

E per spirito democratico “uno” si arroga il diritto di ordinare e di pretendere obbedienza magari obtorto collo.La minoranza può anche aver ragione, ma il gruppo degli yes man non deve discutere, ma  obbedire.

E per colmare la misura (il premier) si permette anche di prendere per le terga.


Ma attenzione perché dice il proverbio che “chi troppo in alto sale cade sovente precipitevolissimevolmente”, ed io me lo auguro.




25 marzo 2015

RIFLESSIONI SULL’EDUCAZIONE

Tra i commenti ad un post di Zac ho trovato una richiesta diretta a me:

<< posso chiedere ad Anna un commento su questo?  LINK

L’argomento è l’educazione sessuale di bambini e ragazzi.

Problema complesso, troppo per essere limitato a poche righe. 

Quindi partendo dalla risposta a Stefano ( il cui nikname è per me, leggermente dislessica, impossibile da leggere) rifletto sull’argomento:

“Caro Stefano, dopo giri da rincoglionita e pirlate varie, ti rispondo.

Ho letto, anche se non completamente, la scheda sull'educazione sessuale e quella di genere. Hanno entrambe lo stesso principio di base : l'educazione come rispetto per se e per gli altri…”

Alla fine degli anni '90 ho organizzato nella “mia” scuola, nell’ambito del “progetto giovani”, degli incontri sull'educazione sessuale diretti alle 4° ITIS, giusto per far capire che il preservativo non andava infilato sulla testa dei compagni e neppure ridotto a bomba d'acqua, ma aveva uno scopo preciso. Sono stati incontri con personale specializzato e non con gente qualsiasi della scuola.

La carenza di risorse non ha concesso un seguito all’iniziativa, anche se era stata giudicata positivamente dai ragazzi, perché solo il volontariato permette di fare qualcosa nel mondo scolastico pubblico ( uno dei miei scritti può darne un’idea : “Il mio diario 16° puntata”).

In ogni caso penso che sia compito del genitore la scelta dei tempi e modi d’informazione nel campo della sessualità, anche se so bene che la maggior parte degli adulti non ne sono all’altezza

Avere un figlio non è solo un’esigenza naturale per la trasmissione del codice genetico, ma  anche una grande responsabilità, perché vuol dire immettere una persona in un contesto sociale non sempre incoraggiante e positivo, che necessita dunque di strumenti per affrontare le avversità.  

Il punto focale della questione è nell’impegno necessario a seguire la normale crescita dei figli, rispondendo alle loro domande, quando le pongono e non quando lo si ritiene opportuno, stimolando l’interesse con linguaggio adeguato e con libri idonei (come mamma per la conoscenza dei misteri della nascita ho usato "Il segreto delle cicogne", un libricino illustrato e molto colorato che spiega tutto), ed è una questione di tempi e di rinunce.

Il problema è l’odierna confusione tra sessualità e sesso, mercificato in ogni dove, e le difficoltà insorgono per tenere sotto controllo tutti i canali di informazione e ludici che bombardano le nuove generazioni.

Il senso del limite non è una cosa normale per i ragazzi, va insegnato dalle prime fasi della vita imponendo barriere che non devono essere superate, come l’abitudine al pudore e alla riservatezza nei confronti della propria intimità.

Non è facile opporsi al consumismo di massa, specie se si è genitore privo di autorevolezza.

Il fatto di sostenere che “tutti lo hanno”, per esempio, è sempre stato per me un punto a sfavore della cosa, che ho trasmesso a mia figlia usando il disprezzo per il gregge di  pecoroni. Ma non è stato semplice. Ci vuole tempo, pazienza e fermezza.

Il cellulare, ad esempio, è una delle cose più inutili nella scuola, visto che esistono telefoni fissi e adulti che possono intervenire, ma quanti genitori pretendono che non venga imposto neppure l’obbligo di spegnimento e forniscono i rampolli di smartphone di ultima generazione abilitati anche ad usi inopportuni?

Sopperire alle indifferenze e carenze educative familiari non dovrebbe essere incarico della scuola, ma purtroppo è diventato uso comune delegare ad altri il compito formativo, salvo poi protestare quando l’intervento altrui è reputato sgradito al pargolo. (Pianti al telefono : link)

Purtroppo dire di si è facile, dire di no è sempre difficile, usare tv e videogiochi o pc come baby sitter è comodo, usarli sotto la supervisione o con l’adulto è scomodo. Specie se l’adulto ha altri interessi in gioco.

Essere genitori è un istinto naturale, ma essere buoni genitori è una fatica immane perché prevede di rinunciare spesso ai propri comodi per sostenere i passi della crescita educativa dei figli, coltivando l’autorevolezza e non l’autoritarismo nei loro confronti, cosa non sempre facile.


Concludendo è importante prima di tutto l’educazione al rispetto nei confronti degli altri e di se  stessi che deve nascere anche dagli esempi familiari, poi ogni argomento può essere affrontato con serenità.  




14 marzo 2015

SCUOLA : LEI NON SA CHI SONO IO !

Ormai è lo sport della politica quello di voler mettere mano in settori dei quali non si conosce nulla facendo finta di essere esperti.

Si parla inglese maccheronico immaginando sia puro idioma, si interviene con piglio navigato su questioni sanitarie con la cultura di un pur ottimo liceo classico, si opera una riforma costituzionale concepita in base agli interessi di parte con un voto espresso senza nemmeno conoscerne i contenuti. Si parla di riforma della scuola basandosi sui lanci propagandistici più che sulla realizzabilità degli interventi.

Se la scuola, pur interpellata in un sito dedicato ma ignorato da chi poi si pavoneggia, potesse parlare direbbe : “Parli di quel che conosce perché Lei non sa chi sono io!”

La scuola sono persone e non viti e bulloni, sono bambini, magari viziati o problematici, sono adolescenti insicuri e spocchiosi, sono ragazzi tutti diversi tra loro, ognuno con le sue manie e con i suoi fantasmi.

La scuola sono uomini e donne che vorrebbero essere qualcuno ed invece sono stati etichettati come il peggior nessuno, che fanno del loro meglio nella maggioranza dei casi ma bollati dai comportamenti di quella minoranza infame statisticamente sempre presente.

La scuola sono spazi e tempi, spesso inconciliabili, ma che persone fantasiose hanno imparato a far coesistere.

La scuola son numeri soggetti a scelte individuali che variano ogni anno in tempi spesso incompatibili con l’organizzazione generale.

Cari governo et company, provate a mettere in orario 10-11 materie, alcune per 2 o 3 o 5 ore classe, su 30 ore settimanali, per 16-18 ore docente, per 30 classi su 24 aule più palestra e laboratori, con docenti e insegnanti tecnici previsti in contemporanea, che lavorano su più classi, ma non per tutte le ore, solo per quelle di laboratorio.

Provate a mettere sulla classe un supplente non docente della classe, che quindi non ha “merce di scambio” con i “fetenti”, perché gli adolescenti son furbi come il demonio ed esperti nel fancazzismo.

Poi : “il preside sceglie i docenti tra quelli in graduatoria”? E chi determina quale preside sceglie per primo? E se piglia una fregatura cheffà se la tiene? E se è un preside di parte cheffà sceglie tutti dello stesso partito? (Non intendo politico soltanto, ma anche partito dei lecchini associati).

Nella mia lunga e perigliosa esperienza alcuni anni sarei stata una prima scelta ed altri sarei stata scartata come una mela marcia, vista la mia alternante situazione empatica con la dirigenza.

“Con l’organico funzionale si evitano le classi pollaio”.. eccome no!

Se dividi la classe raddoppi le ore delle 11 materie quindi servono docenti per tutte le ore e di discipline varie, oltre che aule su cui far ruotare le classi.

C’era una normativa che limitava il numero minimo e massimo di iscritti per classe, bastava quella per determinare l’organico, e la pratica delle supplenze brevi era affrontata con le ore eccedenti dei docenti sulle stesse classi, così, con buona pace dei ragazzi, si beccavano magari qualche ora in più con quella belva della prof di chimica che, pur facendo casino con loro, non permetteva di cazzeggiare.

Parliamo dell’orario pomeridiano : negli ITIS c’era e lo hanno tolto.

Se ti fermi al pomeriggio serve un servizio di mensa, o almeno di ristoro, con sorveglianza adeguata, ‘che già durante l’intervallo devi fare il segugio per evitare le “canne” ed il conseguente successivo rincoglionimento…immaginiamo una pausa per il pranzo..

Il discorso del curriculum flessibile è poi bellissimo!

Immaginare un adolescente che opera una scelta delle materie (del corso già esiste con una molteplicità che garantisce decine di percorsi diversi) è garantire uno squilibrio delle conoscenze basato su fattori empatici e di convenienza.

Tutte le altre amenità, caro governo dell’aria fritta, son secoli che girano, come i coglioni della gente oggi, e son secoli che le scuole fanno i miracoli per il bene dei ragazzi.

Il discorso dei soldi è infine la slide più bugiarda. E’ come “quella” che te la mostra sempre e non te la da mai, con le stesse conseguenze pratiche… ci fai il pensiero e poi te la prendi in saccoccia.

E la storia del 5 per mille alle scuole sai che casino!! Già non si capisce bene come funziona su un numero limitato di associazioni, se ci metti tutte le scuole d’Italia… o vanno prioritariamente alle scuole di Firenze e Roma?

Son pronta a pagare il viaggio dal Congo al padre di Cecile Kyenge purché faccia una maledizione, come ha fatto per Calderoli, che protegga gli italiani da questa manica di incompetenti togliendoceli di torno. Chissà che la magia nera non ci salvi!


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2 marzo 2015

LA POLVERE SOTTO AL TAPPETO

Questi son fuori di testa!

E sono anche ignoranti come una scarpa (la cui esistenza ritengo più utile della loro).

L’ultima che si sono inventati per parare le terga ai loro amici è un emendamento al decreto Ilva in cui si permette di usare le scorie d’acciaieria di Taranto in tutta Italia. Sotto le strade, nelle massicciate ferroviarie, come materiale di riempimento per le bonifiche e i recuperi ambientali.

E cambierà anche la normativa di riferimento per stabilire se quegli scarti industriali sono pericolosi e inquinanti oppure no.

Come la vecchia storia dell’aperitivo Rosso Antico ritirato dal mercato, nel 1977, a causa del colorante, ritenuto potenzialmente cancerogeno, ma solo dalla fine di quell’anno lontana qualche mese. Nel frattempo “alla salute !! ”.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Che ci ordinino di respirare a pieni polmoni per depurare l’atmosfera dallo smog?

Ma questi sanno di cosa parlano oppure sanno solo contare il danaro che guadagnano?

Gliene frega un tubo se i soffitti delle scuole si sbriciolano sulle teste dei ragazzi.

‘Mporta ‘na sega se qualche migliaio di persone muore per l’amianto o gli inquinanti … tanto lo fa diluita nel tempo!

E poi siamo tanti, così fàmo posto.

Quello che serve con urgenza è la responsabilità civile dei giudici! ‘Sti fetenti che si permettono di giudicare la gente “perbene” che ha rubato solo poco poco, che ha concusso o è collusa con quella brava gente che fa parte di particolari aggregazioni che garantiscono conforto e protezione. I piccoli delinquenti, invece, possono affollare le patrie galere.

Così fatta questa legge, le conseguenze sono evidenti: il giudice, per non sbagliare, potrebbe non prendersi la responsabilità di emettere provvedimenti giudiziari soprattutto se si tratta di personaggi potenti in grado di criminalizzare in ogni modo il suo operato, con il risultato che tutti possiamo immaginare. E la prescrizione è la soluzione.

La sicurezza e l’ordine sono priorità solo a parole.

Pochi finanziamenti per le forze dell’ordine, ma tante dichiarazioni d’intenti che valgono aria fritta.

Un manipolo di militari che viene spostato da nord a sud a seconda delle necessità di facciata, ma che nessuno vede.

Soldi per gli aerei e le missioni “di pace” all’estero, ma le auto della polizia son tenute insieme con lo scotch. Le auto blu invece non fanno neppure il secondo tagliando.

Poi il solito celodurista si mette a strillare che non c’è sicurezza e che i cittadini si devono difendere da soli, anzi “gli paghiamo l’avvocato” se necessario!

Ma chi c’è in parlamento, te o ‘l mi’ gatto? E prima, quando ti compravi la laurea , il diploma o le mutande chi c’era al governo?

E intanto un giudice che indaga su rifiuti e violazioni ambientali finisce fuori strada in rettilineo e muore… Ma era un magistrato quindi … chissà se affetto da sfiga o da onestà. Che oggi è la stessa cosa.

Chiacchiere idiote sulla scuola come distrattore di massa. Le solite idiozie sull’informatizzazione e sull’alternanza scuola lavoro, poi i soldi vanno alle private e al pubblico solo classi sovraffollate e puttanate sulla creatività della docenza…

Ho insegnato la chimica alle elementari nella classe di mia figlia facendo l’analisi del pH dell’acqua delle rogge 25 anni fa. Ed ancora lo ricordano. Ho insegnato chimica delle fermentazioni con la torta allo yogurth e con la birra. (Per assaggiarla, io astemia, mi sono leggermente ubriacata e giravo con quella specie di pipì nel beker cercando di farla assaggiare ai colleghi… figura di mer..!!).

E non sono un’eccezione. Nel giugno 2005, ad esempio, è stato presentato un lavoro degli allievi della “mia” scuola :

Progetto “ Free Climber “ 1° classificato per la categoria "recreation" del concorso "xplore New Automation Award 2005" indetto da Phoenix Contact, e premiato alla Fiera di Hannover da parte del Ministro Tedesco per la Formazione e Ricerca D.ssa Bulmahn

Ora mi tocca leggere che le ministro cadendo dal pero scoprono che la terra è dura! E la lingua italiana è morta.

Ma l’importante per l’italiano medio è che lo rassicurino promettendogli una raccomandazione per l’amico dell’amico e sostengono anche il lupo di cappuccetto rosso!

Basta !!! Dov’è l’interruttore?




4 febbraio 2015

ARIA DI TIRANNIA

Sinceramente per la rabbia che mi fanno farei saltare in aria tutti i centri di potere, ma più ancora scuoterei fino a farli vomitare tutti quelli che ancora credono alle bugie dei potenti. E dei loro servi.

Da un lato una massa di persone oneste e corrette che lottano per sopravvivere. Sopravvivere e non vivere.

Dall’altro gli altri. Persone convinte di avere tutti i diritti, compreso quello di vita o di morte (per l’indifferenza o il disprezzo) su di chi non è come loro. Complici e artefici della tirannide. E tiranni essi stessi.

L’atteggiamento comune tra i partecipanti politici ai talk show è dispregiativo verso chiunque esprima pareri, e non dico pareri diversi, ma semplicemente pensieri, perché dall’alto della loro gretta autoincensante ignoranza non sanno ascoltare, ma solo sentire, e quindi dissentono.

Ora, chi si abbassa ad apparire tanto misero, convinto d’essere il migliore, è un sottoprodotto della razza umana e con lui lo sono quelli che lo sfruttano in nome di un’audience ormai ridotta all’osso.

Il valore delle persone è determinato dai loro comportamenti sociali e, da troppo tempo ormai, è evidente che siamo mescolati ad una massa fluida di gente di bassa lega, i cui elementi peggiori dettano legge.

Ad ogni passo si inciampa nel pregiudicato o imbecille di turno che pontifica “in nome del popolo”.

Not in my name! Accidenti!

Assisto continuamente a bieche mistificazioni delle norme e delle leggi, legate più che alla conoscenza al “sentito dire”, ed usate per fuorviare l’ascoltatore (o il lettore) e indurlo alla propria mercé.

Nel frattempo, con arrogante indifferenza, continuano a calpestare la gente piegata dalla disperazione, sputando loro addosso sentenze dispregiative ed inventando strade normative che privilegiano chi è forte a scapito di chi è debole.

La lotta all’evasione fiscale riguarda tutti, a patto che abbiano un introito qualunque, cosa diventata difficile per molti.

Ho copiato un commento tra i tanti comparso su di un articolo di un quotidiano on line:

Tanto ci siamo già da terzo mondo, basta un piccolo sforzo, per farci morire del tutto. Non so te, io è da due anni che sono disoccupato, ho 51 anni, non si riesce a trovare lavoro nemmeno se lo pago ( dicono che sono vecchio), non posso curarmi, non percepisco un'euro, ho pagato le tasse come Artigiano Autonomo, e ci facciamo prendere per il culo da questi stronzetti dicendo che ci sarà la ripresa...

Questa è la realtà!

E da una parte ci massacrano con i soliti “distrattori di massa” delle notizie gossip, magari di cronaca nera, dall’altra con le ricette di cucina. Mai però che facessero vedere come si possono sfamare le famiglie senza stipendio e con il frigo vuoto! Ammesso che una casa ed un frigo lo abbiano ancora!

Intanto pensano a far cassa recuperando dalle pensioni la percentuale di rivalutazione, prevista per lo scorso anno al 1,2% ma determinata invece dell’1,1%, quindi verrà trattenuta la differenza percepita. Su 500€ di pensione 5,40€ in meno al primo mese di quest’anno. Alla faccia di chi si fotte decine di migliaia di euro in vitalizi anche se è in galera! Gli auguro pessimi incontri nelle docce!

Nello stesso tempo sono tutti indignati per l’assenteismo nel pubblico impiego, e poi si legge che l’assemblea siciliana ha fatto 30 sedute in 5 mesi con un costo per deputato di 27 euro al minuto e che “per danni erariali sono imputabili solo i dirigenti. Non i politici” (Riforma Pa).

Se questa è equità…!!

La situazione genera frustrazione e questa inietta nella mente più veleno di un serpente.

L’antidoto non lo conosco. Forse sarebbe veder ristabilita equità e giustizia.


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8 gennaio 2015

LA FIERA DELL’IGNORANZA

Assolutamente assurdo!

Stavo meditando sulle reazioni all’assenza per malattia dei vigili romani quando è arrivata la dichiarazione agghiacciante del capo del governo (e non di un passante qualsiasi intervistato davanti ad un bar) in merito alle “due righe”, inserite il 24 dicembre in un decreto, per sanare evasione e frode fiscale e depenalizzare il reato, a primo uso e consumo dell’ex cavaliere.

Dichiarazione: “Il premier: “Se è davvero così la cambiamo””

Se è davvero così? Ma non sai cosa c’è nel decreto presentato dai tuoi ministri?

Come dire “mo’ io ce provo e se va’ bene, bene,.. e se va’ male dico che nun c’ero e se c’ero dormivo!” ..‘Tacci Vostri!

E dopo il “botto” sui mezzi d’informazione tutto viene bloccato!

Era “davvero” cosi, dunque, ed ancora una volta si conferma la malafede di chi vuole apparire un vero innovatore e si dimostra un imbonitore e, per di più, senza coscienza e scrupoli.

Poi la “telenovela” continua con :

Si so’ stato io che ce l’ho infilata, ma mi avevano detto che non c’erano problemi”…

Cioè prima la bugia, poi la controbugia, poi il depistaggio con una dichiarazione del tipo “in fondo mica ho ammazzato qualcuno! Adesso rimedio con altri giretti di walzer.”

Corruzione e mafia a tutto campo. Saltimbanchi e funamboli della politica. Venditori di fumo e acquirenti stregati dalle luminarie rutilanti. Ecco com’è la situazione. E questi vogliono mettere mano alla Costituzione? Si, per trasformarla in carta igienica.

Viene a galla che la corruzione nelle istituzioni è ormai di prassi, che gli onesti vengono isolati o fatti fuori, magari letteralmente, che la gente è spesso obbligata a chinare la testa alle prevaricazioni, mentre chi entra nel meccanismo e si aberra gira con in tasca la vasellina e in mano olio profumato in quantità sempre maggiori per ammorbidire le pelli ormai diventate di squalo.

Però se i pizzardoni romani esasperati dalla situazione che devono sopportare e supportare quotidianamente reagiscono con un “non ce la faccio più” collettivo, allora è polemica! (*)

E chi usa voli di stato da 9000 euro all’ora (si all’ora!) per andare a sciare blatera che “è una vergogna! Provvederemo a cambiare le regole nel pubblico impiego!”

Quindi cominciare dai tuoi comportamenti no?!?

(Anche se poi ad una verifica statistica risulta che : “ Lavoro, nel privato più giorni di malattia che nel pubblico “ )

Tutti scagliano pietre contro “il pubblico” senza però distinguere tra le varie funzioni. Ad esempio è ben differente la vita di chi sta dietro ad una scrivania in una stanza, chi è dietro ad uno sportello a combattere con regolamenti spesso assurdi da un lato e gente maleducata ed incazzata dall’altro, e chi sta sulla strada a fare “il difensore delle regole” in una città senza regole, perché ormai c’è la sensazione generalizzata del diritto all’impunità, visto che “lo fanno tutti”, e questo aumenta l’arroganza e spinge all’odio verso chi vuol far rispettare le norme.

Infine per chiudere la bagarre e distrarre l’attenzione del popolo cencioso e cane dai fattacci loro ecco il ciarlatano che si butta sulla solita scialuppa di salvataggio : la scuola!

Povera scuola, povera istruzione!

Il “faremo una riforma epocale”, ormai diventato argomento cult, suona come un pernacchione, specie se tornano a far sventolare le bandiere della meritocrazia e dell’alternanza scuola lavoro, per non parlare del : Scuola, i nuovi insegnanti obbligati a conoscere l’inglese e l’informatica”… e l’italiano sarà sempre più un optional.

Siamo alla fiera dell’ignoranza dove lo sventolio di bandiere lanciate in aria dai pagliacci cerca di mascherare la merce marcia e puzzolente offerta da mani sporche e rapaci.

(*) Roma, 4 vigili su 5 malati a Capodanno. E tanto per.. “Roma, due vigili urbani travolti da un'auto mentre effettuano rilievi per incidente: entrambi in ospedale, uno è grave” il giorno 4 gennaio.




23 dicembre 2014

BUON NATALE… SI, BUON NATALE UN CORNO!

Auguri di qua, auguri di là, … ma auguri de ché?

Siamo talmente nella merda che neppure con il periscopio si riesce più a vedere fuori.

Quella massa di arroganti sputasentenze privi di ogni senso morale fanno colare fiumi di bugie sulle ferite aperte della società per mezzo dei media, proni al loro servizio pur di entrare nel girone dei protetti.

E nel frattempo si fanno le leggi a loro immagine e misura alla faccia di chi paga con le tasse le loro prebende (Parlamento, commissioni a delinquere: 1 poltrona su 10 a condannati e indagati).

La gente ormai non segue più le mirabolanti acrobazie della politica per stanchezza ed assuefazione. A questo punto la scelta è tra la morte per prostrazione e quella per sfinimento.

Non sono una giurista, sono un chimico, quindi leggere il linguaggio burocratico per me è una sfida (che regolarmente vinco solo grazie al mio livello culturale e ad un serie infinita di parolacce per la mia testardaggine), ma il mio “Q.I. logico” mi permette di dire che un decreto con 755 emendamenti, ognuno dei quali fa riferimento ad un articolo specifico e ai suoi commi (esempio : “..in riferimento alla legge n° tot del x/y/z art.n°5 comma 3 e 4.. e dove sia scritta questa legge e suoi commi sono fatti tuoi..cercatela! ”) è una truffa bella e buona ed è da “figli di madre ignota” porlo in fiducia alle camere, specie se non si concede tempo adeguato alla lettura, analisi (ricerca delle pagine mancanti) e discussione.

Per far passare le peggiori angherie, infatti, basta seppellire tutto in un mare di “emendamenti” e “commi” così nessuno, proprio nessuno, capisce quello che viene proposto e tutti possono dire che hanno fatto qualcosa per l’interesse generale. ..Anche se il “qualcosa” a questo punto dovrebbe essere solo una scarica di cartoni sulle gengive di chi sta pigliando in giro l’Italia senza legittimazione.

Ma quello che offende più d’ogni altra cosa è l’arrogante supponenza delle frasi che vengono profferite allo scopo di smentire lo stato delle cose e di affermare prese di posizione risolutorie per un futuro che mai vedrà la luce.

<< “Dite di essere nella merda, anche se a me non pare, ma non vi lamentate più perché ora chiamo Nembo Kid che vi tira fuori almeno il naso”. >>

Per tutelare il lavoro s’inventano di tutto e di più, dalle tutele crescenti che garantiscono sicuramente la “precarietà” del lavoro, perché è più conveniente rinnovare il parco uomini che aumentare i livelli salariali, ad un possibile licenziamento “per scarso rendimento”, traducibile in un “o me lo dai o scendi” (il cu.. intendo), visto che è ben difficile, nella situazione contingente, fidarsi dell’onestà e della correttezza di chi deve stabilire i limiti.

Non parliamo poi della tassazione!

Bloccata l’IMU ma aumenta la TARI e se non TASI ti aumento anche le ACCISE, a te e tu’ nonno! E l’IRPEF la mollo solo a chi pare a me, per non parlare dell’IVA che forse te l’aumento e forse no, intanto però sul pane è del 4% e sulle slot machine dello 0,6% e non ci penso neppure per scherzo ad aumentarla, sulle slot naturalmente, perché so’ amici mii!

E con ‘sti chiari de luna vorresti che fosse un Buon Natale?

Buon Natale ‘sto ciufolo!




1 dicembre 2014

FAVOLA DI NATALE

Un articolo letto in questi giorni mi ha riportato a rileggere un mio scritto di quasi 15 anni fa, nato dalla fantasia indotta dall’approfondimento di alcuni argomenti scientifici, necessario per la mia professione.

Rileggendo questo racconto di fantasia mi sono accorta di aver inserito informazioni corrette e facili da comprendere, ed un vero e proprio grido di dolore per la frustrazione di chi cerca di comunicare e non viene ascoltato.

Forse è vero che vengo da un mondo parallelo e per questo non capisco quello che mi circonda…

FAVOLA DI NATALE

Dietro i vetri della finestra la tenda ondeggiava leggera, quasi mossa da un alito di vento;

Seduta sul divano, la mano abbandonata in una carezza continua sulla testa del cane, Madame ne osservava il movimento, nella luce di ghiaccio del tardo meriggio di quella stupida giornata invernale. “Presto comincerà a nevicare”, pensava , ed il pensiero aveva il colore della luce e la lievità della neve, e non lasciava quasi traccia nella mente, mentre si allontanava nelle strade aggrovigliate del cervello a cavallo di un bizzoso impulso elettrico, che sconvolgeva gli equilibri cellulari in cui incappava.

Lentamente gli occhi presero a fissare un punto lontano, creando contorni di ombre grigie, e nelle orecchie prese vita in suono, sempre più netto e sempre più vicino, una cantilena di natale, dalle parole senza senso, ma dalla melodia ben nota. .." ..Ui .scio ..Meri crismas…….. ui uiscio a meri crismas end epi niu ir… .." e di nuovo…e di nuovo… Ma nella casa non c'era nessuno oltre a Madame ed al suo cane, e la strada era lontana , troppo lontana per un suono così netto.

La tenda oscillava sempre di più, ma non c'era alcun alito di vento, e la voce ripeteva all'infinito la cantilena, sempre più vicino alla signora che quasi per istinto protese una mano verso il suono ritirandola poi di scatto.

Aveva toccato qualcosa che però non vedeva!

Protese nuovamente la mano guardando attentamente la punta delle dita che ad un certo punto cominciavano a scomparire ed iniziava la sensazione tattile. Poi anche la mano spariva e…

Il suono s'interrompe, per un attimo il silenzio prende la forza di un boato, poi dal nulla dove spariva la mano arriva uno scroscio di risa, la voce è melodiosa ed infantile

.." .. mi fai il solletico !! Chi sei ? vedo solo le tue dita.. sembri una signora!…"

Madame cerca disperatamente di collegare le sensazioni tattili con quelle uditive e con i pochi elementi scientifici che avrebbero dovuto spiegare il fenomeno, ma lo stupore paralizza le sue facoltà.

La voce riprende..

" Ehi!! Non ti spaventare!! Non c'è nulla di cui avere paura ! E' solo un normale fenomeno fisico! Non te lo hanno spiegato a scuola?…"

Madame prende fiato e proferisce un "no" talmente flebile che non muove quasi l'aria.

..".. Certo.." dice la voce ".. non mi capacito mai di come la mia dimensione, pur essendo parallela alla vostra sia tremendamente più sviluppata!.. forse sarà merito della struttura dell'antielettrone che riesce , con la sua carica positiva , a favorire tutte le attività cerebrali. Evidentemente le sinapsi vengono attraversate più facilmente per uno squilibrio di potenziale opposto al vostro! "

… Madame prende nuovamente fiato e si raddrizza sul divano. Il cane non mostrava segni di nervosismo anche se seguiva attentamente le mosse della padrona. Forse non sentiva la voce…..forse si trattava di un sogno…

" Perché il cane non sembra sentirti? …. Cosa significa antielettrone?.. dimensione parallela.. che cos'è?.."

.." Si, calma, ora ti spiego; Neppure io ti vedo ma ti sento soltanto, se passi attraverso la zona di perturbazione posso vederti, ma non lo fare totalmente perché poi non so se potresti rientrare nella tua dimensione, il passaggio potrebbe essere irreversibile o causare danni permanenti al ritorno. Sono colta ma non sono un'esperta del fenomeno.

Dunque.. sai che esiste l'antimateria… e che è formata esattamente come la materia che tu conosci, protoni, neutroni, elettroni, ma con cariche esattamente opposte, cioè il protone dei miei atomi è negativo, dei tuoi è positivo, ma hanno la stessa massa e la stessa disposizione nel nucleo. E così anche per gli elettroni che, per me , sono positivi per te negativi, l'unica differenza è nel campo generato dallo spin……sai di che si tratta?"

…"no" ….

" Dunque.. l'elettrone gira su se stesso generando un campo elettrico, e sai che il campo elettrico è vettoriale, cioè ha una direzione ed un verso, e il verso in questo caso è opposto nelle due dimensioni… quali caratteristiche determini ..non lo so.. , ma , se pure siamo uguali come forma e dimensioni , abbiamo occhi, naso, bocca, eccetera anche noi, pure siamo più evoluti della vostra specie, i nostri esperti hanno inventato delle lenti particolari che permettono di vedere la vostra dimensione, e per questo so come sei fatta.

Ogni tanto tra la materia e antimateria si forma una specie di fascia di transito per cui possiamo entrare in contatto. Il Cane sente la mia voce ma non mi vede… quindi pensa sia la radio.. o la televisione…… voi siete ancora con la televisione non è vero?…… "

.." Si, sono sconvolta! Perché nessuno ha mai parlato di questo? …..eppure non devo essere stata la prima……"

.." Certo che no!.. non ci facciamo sentire spesso, ci piace giocare sugli equivoci…. In fondo è la nostra televisione, giocare con voi…..Mai sentito parlare di fenomeni paranormali?.. Siamo noi che facciamo spostare i tavolini nelle sedute spiritiche! Come ci divertiamo a rispondere secondo scemenza alle vostre paure!…. Abbiamo dei piccoli apparecchi che si comperano nei supermercati, che ci permettono di attraversare le perturbazioni, ma voi non potete vederci perché non rifrangiamo le vostre lunghezze d'onda, ma altre a voi invisibili. Ho visto la tua mano perché stavo indossando gli occhiali dell'altra dimensione, li ho presi quando mi sono sentita toccare. "

.. " perché ti sento?"..

“ Perché sfruttiamo le stesse lunghezze d'onda nel campo dei suoni, e questo ci permette di sentire da uno spazio all'altro. "

…" Allora tutte le storie di fantasmi.."

" Ah! Ah! .. Certo ..è sempre molto divertente… Pensa che la scorsa settimana ho comperato un pacchetto viaggi per un castello scozzese della vostra dimensione… in quella zona sono frequentissime le perturbazioni!!

Il prossimo fine settimana , con mio marito e la bimba andiamo a spaventare qualche turista in cerca di emozioni!!"..

.. " Pacchetto turistico?.."

… "Certo…. Visitiamo la nostra Scozia … e spaventiamo la vostra….."

.. " Ma non ci sono rischi?" ….

" No! .. forniscono tutta l'attrezzatura necessaria direttamente nel pacchetto!"…

".. Ma il contatto tra materia e antimateria non dovrebbe creare l'annichilimento della materia?.." …" Certo se avviene in condizioni di stato normale e non perturbato come ora!.. Nella perturbazione dimensionale le caratteristiche personali restano invariate ma non entrano in contatto con gli opposti per una sorta di campo in opposizione… non lo so spiegare meglio… è un fenomeno legato al campo elettrico generato dalle nostre strutture opposte, che non si attira ma può coesistere.. non mi chiedere di più! .."

.. " Quanto dura questa perturbazione?"..

" E’ stata inattesa quindi da un momento all'altro può chiudersi…a proposito mi chiamo Anna e tu?…." ..

" Anna anch'io. Quanti anni hai?… io cinquanta..".

" Anch'io cinquanta e sono sposata con una figlia che si chiama Sonia."…

.." Sonia come mia figlia!… "

.." Già!!!! … E' un fatto eccezionale incontrare il proprio opposto! .. Sai che siamo esattamente uguali?.. Ho infilato la testa nella perturbazione e ti ho vista! .. "

.." .. Sono perplessa, ma la cosa mi piace.. vivi una vita uguale alla mia?…."

…" Non credo, ma solo perché le realtà sono diverse, però qui sono quello che saresti tu se fossi al mio posto.."

.. " Cioè.. che vita fai? "..

" .. insegno, come te, ma nelle nostre scuole dove tutto è più tecnologico, ci pagano meglio di voi, sappiamo tutto dai racconti dei viaggiatori fra le due dimensioni, e, poi, sono stata eletta nella commissione del diritto alla felicità e sto facendo un ottimo lavoro, specialmente con i ragazzi….. sono riuscita ad introdurre delle macchine che permettono di sentirsi felici solo quando si apprende una cosa nuova!"

.." Invidia feroce! Ecco cosa sento! Darei la metà dei miei organi interni per avere la macchina!"

…" Pazienta ! Arriverà presto anche da voi, visto che tutto comincia dalla realtà virtuale.. quella con casco e guanti…..noi non la usiamo più…ormai tutto è diventato micro….. basta un elettrodo sulla tempia e puoi fare……l'amore con chi ti pare o essere gratificato da una torta senza mangiarla davvero, o imparare ed essere felice!"

…" Spero di vederla questa realtà.. per ora comincerò a sognarla.."

.. "Ora la perturbazione si sta chiudendo. Ciao….Se si riapre torn……"

….." ciao….."

Madame si riappoggia allo schienale del divano ripensando a quanto vissuto…. Forse è stato tutto un sogno. Lo sguardo si perde nella luce grigia del pomeriggio che entra dalla finestra ……cominciano i primi fiocchi di neve…… Presto sarà Natale.




12 novembre 2014

IDIOZIA E VOLGARITA’ DI UN MONDO SFRONTATO

Un’altra supposta pubblicizzata in tv.

Dopo quella effervescente, (che forse deve l’effetto al solletico che innesta una risata intestinale,) ora appare una bionda sensuale che dice di chiamarsi “Eva-qu” con l’effetto immediato di mandarti a cag…!!!

Il collegamento tra il nome femminile e le funzioni intestinali lo reputo offensivo, e per di più è lesivo della dignità di chi si chiama Eva. L’ironia a cui è destinata chi ha quel nome non è difficile da immaginare.

Ormai il limite della decenza è stato più che superato!

Il termine evacuazione, avendo un doppio significato, si presta ad equivoci decisamente divertenti. Durante gli anni della mia carriera ho dovuto presentare agli allievi il “piano di evacuazione” previsto per i casi di pericolo (incendio, terremoto, ecc.) e se viene letto nel senso di “fuga ordinata” è normale, ma se si ha in mente l’altro significato… Non sono mai riuscita a smettere di riderne con gli allievi, inizialmente disorientati, quando informati del “mio pensiero”.

La volgarità è diventata ormai normale, talmente normale che spesso mi trovo a pensare di essere io in difetto.

Quand’ero piccola (oddio si fa per dire..) l’immagine della signora nella fontana di Trevi sui manifesti del film “La dolce vita” era, a detta di mio padre, poco adatta a delle signorine “per bene”.

Oggi per essere “per bene” devi “darla via” alla persona giusta fregandotene se si viene a sapere… anzi.

Orrore per orrore ho letto (o sentito..) un’intervista ad un adolescente maschio che si dichiarava in difficoltà per l’offerta esplicita delle ragazzine di fare sesso, e le stesse dichiaravano che “se non ti sei fatta “stappare” sei una sfigata”.

Si, stappare, come una bottiglia di birra!

Ho raccolto da terra la mandibola ed il cuore… ma che fine hanno fatto i sentimenti?

Il rispetto per se stessi e per gli altri, l’amore vero fatto di tenerezza e di dedizione, la timidezza ed il pudore per l’intimità che rendono ogni rapporto speciale non hanno più spazio in questa società dell’apparenza?

Per non parlare del dilagare dell’arroganza e del disprezzo, specie quello che la classe dirigente mostra per la gente.

Leggo frasi di scherno nei confronti di chi manifesta il proprio disagio sociale.

Leggo e sento ignobili confutazioni in merito a fatti evidenti.

Assisto a risse furiose nei talk show, (ottima scuola per i giovani che poi si convincono sia loro diritto il contestare anche l’acqua calda,) nelle quali il rispetto e la cortesia sono morte e sotterrate e la normale dialettica è sostituita dal polemizzare “a priori” e demandare la vittoria a chi sovrasta con il tono di voce e non all’argomentare corretto.

Ma il massimo della crudeltà della classe politica (a tutti i livelli) è nell’illusione che elargiscono largamente a chi sta affogando nella povertà.

Una somma sbandierata come risolutoria in busta paga, a qualcuno si e ad altri no, forse per un mese, forse per sempre, ma intanto serve a coprire la spregiudicatezza morale di chi parla, visto che è solo un’operazione “pro domo sua”.

Infatti il problema è che ci deve essere una busta paga, e che il limite per averne diritto è talmente basso che molti lo superano, ma intanto il “comune mortale” viene illuso e non si accorge che hanno aumentato qualche tassa qui e qualche lì per compensare l’elargizione, mentre, alla faccia dell’equità, i loro stipendi d’oro (di chiunque sia su di uno scranno o una poltrona) non subiscono decurtazione alcuna. Ed anche le tasse sui patrimoni di rilievo, o sulle eredità superiori ad un milione di euro (cioè quelle d’ogni impiegato o operaio!) non si toccano.

Il top della vomitevole spregiudicatezza è però nell’incentivazione al gioco d’azzardo, sia esso lotto o gratta e vinci o quella lotteria che promuove il sogno di vincere una casa giocando 5 numeri su 40, per il quale la probabilità che escano tutti e cinque talmente piccola da essere insignificante, (1 su 658.008) cioè vinci solo per la classica “botta di c…” e per rispetto della statistica dei grandi numeri (tutti quelli che ci cascano).

Ma un sogno vale più di un litro di latte ed una pagnotta.

Il tutto perché il gioco d’azzardo contribuisce alle entrate tributarie con una media di 9,2 miliardi l’anno e quindi quel sogno serve ai “ladri di stato” per far cassa.

Poi la frase finale degli spot pronunciata in velocità “il gioco è vietato ai minori e può dare dipendenza” e il più vile esonero di responsabilità che quei sepolcri imbiancati possano esprimere (anche se fatto per ottemperare ad una norma legislativa).

Naturalmente dell’aumento dell’aliquota di tassazione dei proventi del gioco non si parla neppure per scherzo, perché quelli vanno agli amici.

Gente sfacciata, ignorante, arrogante e crudele

Son passati più di cent’anni… eppure pare mo’!!!

Trilussa novembre 1910

ER DISCORSO DE LA CORONA

V'era una vorta un Rè così a la mano

ch'annava sempre a piedi come un omo,

senza fanfare, senza maggiordomo,

senza ajutante...; insomma era un Sovrano

che quanno se mischiava fra la gente

pareva quasi che nun fosse gnente.

A la Reggia era uguale: immagginate

che nun dava mai feste, e certe vorte

ch'era obbrigato a da' li pranzi a Corte

je faceva li gnocchi de patate,

perché — pensava — la democrazzia

se basa tutta su l'economia.

— Lei me pare ch'è un Rè troppo a la bona :

— je diceva spessissimo er Ministro —

e così nun pò annà, cambi reggistro,

se ricordi che porta la Corona,

e er popolo je passa li bajocchi

perché je dia la porvere nell'occhi.

Ma lui nun ce badava: era sincero,

diceva pane ar pane e vino ar vino;

scocciato d'esse er primo cittadino

finiva pe' regnà soprappensiero,

e in certi casi succedeva spesso

che se strillava « abbasso » da lui stesso.

Un giorno che s'apriva er Parlamento

dovette fa' un discorso, ma nun lesse

la solita filara de promesse

che se ne vanno come fumo ar vento:

— 'Sta vorta tanto — disse — nun so' io

se nu' je la spiattello a modo mio! —

E cominciò: — Signori deputati!

Credo che su per giù sarete tutti

mezzi somari e mezzi farabbutti

come quell'antri che ce so' già stati,

ma ormai ce séte e basta la parola,

la volontà der popolo è una sola!

Conosco bene le vijaccherie .

ch'avete fatto per ave 'sto posto,

e tutte quel'idee che v'hanno imposto

le banche, le parrocchie e l'osterie...

Ma ormai ce séte, ho detto, e bene o male

rispecchiate er pensiero nazzionale.

Dunque forza a la machina! Er Governo

è pronto a fa' qualunque umijazzione

purché je date la soddisfazzione

de fallo resta su tutto l'inverno;

poi verrà chi vorrà: tanto er Paese

se ne strafotte e vive su le spese.

Pe' conto mio nun vojo che un piacere:

che me lassate in pace; in quanto ar resto

fate quer che ve pare: nun protesto,

conosco troppo bene er mi' mestiere;

io regno e nun governo e co' 'sta scusa

fo li decreti e resto a bocca chiusa.

Io servo a inaugura li monumenti

e a corre su li Ioghi der disastro;

ma nun me vojo mette ne l'incastro!

fra tutti 'sti partiti intransiggenti :

anzi j'ho detto: Chiacchierate puro,

che più ve fo parla più sto sicuro.

Defatti la Repubbrica s'addorme

davanti a li ritratti de Mazzini,

er Socialismo cerca li quatrini,

sconta cambiali e studia le riforme,

e quello de la barca de San Pietro

nun sa se rema avanti o rema addietro. —-

A sto punto er Sovrano arzò la testa

e vidde che nun c'era più nessuno

perché li deputati, uno per uno,

èreno usciti in segno de protesta.

— Benone! — disse — Vedo finarmente

un Parlamento onesto e inteliggente!




13 ottobre 2014

RESPIRARE

Sul comodino borbotta la caffettiera elettrica ed arriva alle narici l’odore del caffè che segna l’inizio della giornata.

Il liquido fumante viene versato nella tazza, preparata alla sera con lo zucchero ed il cucchiaino pronti all’uso, per permettere alla vita di abbandonare dolcemente il sonno e riprendere contatto con la realtà, quella realtà che i sogni hanno ricordato sotto metafora tutta la notte.

Aprire le persiane.

L’afa assale sin dal primo raggio di sole.

Un refolo di vento caldo entra e muove le tende sfiorando il gatto steso pancia all’aria sul pavimento.

Anche lui ha caldo.

Non è il caldo il nemico peggiore, ma il pensiero di tutto quello che aspetta prima di sera, prima di quel sospiro liberatorio dell’ultimo atto, prima di stendersi a letto per una notte di sogni in libertà.

Manca il respiro. Manca l’allegria nel sorriso. Manca la voglia di avvicinarsi agli altri.

Ma questo non importa.

Il respiro si comanda, il sorriso si impone e la capacità di ascoltare è ormai un’abitudine.

Ascoltare. Nessuno, o quasi nessuno, ascolta più.

Tutti, o quasi tutti, parlano. Parlano di se. Parlano di quello che pensano degli altri. Parlano della vita di tutti i giorni e dei problemi che ne derivano.

E ti guardano stupendosi che tu muova le labbra perché non sentono le tue parole, ma è solo un inciso.

E indossi l’abito grigio della pazienza e della tolleranza, al collo metti la collana di perle della saggezza di un’intera vita, passata di madre in figlia per più generazioni, con il fermaglio prezioso della rettitudine.

Non temi d’esser depredata perché nessuno crede ormai che quei monili valgano più d’un soldo bucato.

Tutti indossano perle finte e pietre luccicanti di convenienza e manierismo, monili che finiscono nel fondo d’un cassetto senza pena alcuna quando non servono più alla menzogna.

Non indossi abiti firmati, anche se in realtà la firma c’è ed è quel fiore dipinto da te sulla spalla, ma l’unicità del capo non è evidente.

Non sbandieri la tua cultura e tuoi titoli ed allora sei un nessuno a cui si offrono poche parole perché ritenuto non all’altezza di capire.

Dio com’è frustrante lo sguardo sorpreso quando qualcosa fa intuire la tua erudizione e la tua competenza. Allora viene dispensata la scienza a gocce perché, comunque, si reputa che tu non possa essere loro pari.

Comprendi e passi oltre.

Le tue braccia offrono l’appoggio a chiunque sia in difficoltà, sorrette dall’istintivo desiderio d’essere utili, sempre e comunque, anche se respinte malamente.

E la stanchezza toglie il respiro.

I problemi si accavallano. Li districhi e li risolvi uno per volta.

Un piede segue l’altro per un cammino che copre il tempo del giorno.

Guardi il colore del cielo attraverso i rami dell’albero di fronte alla tua finestra. Quell’azzurro ti fa male. Chissà perché.

Forse perché gli occhi sono stanchi di guardare lo strano puzzle che si chiama vita, per trovare il pezzo giusto per andare avanti. C’è sempre qualcuno che scompiglia i tasselli e bisogna allora ricominciare secondo nuove “logiche illogiche” da imparare velocemente prima che tutto si rovini e divenga più difficile.

Si avvicina un temporale che rende l’aria elettrica e l’afa peggiore, ma poi si allontana e lascia solo le macchie di poche gocce sul selciato.

Si forza l’aria nei polmoni oppressi. Si continua il cammino.

E si fa sera…





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14 settembre 2014

LA BUONA SCUOLA!

Inizio anno scolastico ed … ecco quali sono le novità:

Già! C’è un nuovo ministro della P.I. che, naturalmente, deve fare qualcosa di nuovo… come assumere 150mila precari… ma non da subito perché lo Stato “no tiene dinero” ed allora per quest’anno si prova a metterne dentro 30mila… che son quelli già previsti dal precedente ministro e senza i quali non si coprirebbero le necessità minime indispensabili.

Come al solito prendono in giro!

Siamo nell’epoca delle slide e delle comunicazioni via internet. Allora si presenta un sito di proposte e lo si intitola : “La buona scuola”

Forse tanto per evidenziare la differenza con quella che c’è adesso e che si reputa una scuola cattiva?

Porca paletta! Son trent’anni che ministro dopo ministro la scuola pubblica viene riformata con logiche puramente aziendali, d’immagine e politiche, assolutamente prive del buon senso necessario all’educazione culturale dei giovani.

Nel 2007 ho pubblicato “Una presa per i fondelli” e nel 2010 “Povera, povera scuola.. “, in cui esprimo il mio parere sulle dichiarazioni del ministro d’allora, ma sembra che nulla sia cambiato …ancora una volta.

Le proposte son sempre le stesse, come quella della valorizzazione degli insegnanti. Si, quella specie “poco umana” caratterizzata da lazzaronismo e ignoranza, assassina determinata delle libertà dei virgulti della società, e sadicamente decisa ad instilare nozioni inutili nelle loro menti.

Allora, visto che ardono dal desiderio di diffondere cultura, diamo loro più allievi in classe, così aumenta la probabilità che trovino qualcuno che li comprenda…!

Ma santa paletta! Come ciazetadueo si può fare una “buona scuola” con le classi sovraffollate?

Basta pensare ad una trentina di ragazzi del giorno d’oggi, stipati come sardine in classi spesso di dubbia agibilità con un docente che cerca di ottenere l’attenzione senza bazooka o lanciagranate.

Ormai qualche anno è passato da quando con “soli” venticinque dèsesperados sollevavo un lato della cattedra e poi la lasciavo ricadere di botto per ottenere il silenzio. Qualcuno protestava per l’infarto che gli avevo provocato, ma nessuno dubitava della possibilità d’essere sollevato di peso dalla gemella della statua della libertà quale appaio agli occhi dei comuni mortali.

Non so cosa farei con le nuove leve che son state allevate a presunzione ed arroganza, ma so bene che differenza fa avere venticinque o trenta allievi. E so bene anche come sia importante dare loro attenzione, e più alunni hai meno ne puoi dare.

Se poi son marmocchi delle materne che le madri sparano dentro alle scuole con la fionda perchè “non li reggono più” dopo le vacanze, è da immaginare la piacevolezza di quel branco scatenato, tra urla e naso moccioso per le lacrime, capricci per il distacco e mini risse per il dominio degli spazi o delle cose.

Ma questo al governo non interessa un tubo!

Si deve risparmiare, purchè non sulle loro prebende. Quindi chissenefrega della scelta giusta. Basta la slide della “Buona Scuola” e chiacchiere su chiacchiere.

“Le aziende entrino nella scuola”.

A Pirla al quadrato! Negli anni ’98-2000 e seguenti lavoravo con le aziende del territorio a tesine nell’ambito della chimica con allegata premiazione finale in presenza dei maggiorenti del territorio e di chiunque riuscissimo a convincere in cambio del ringraziamento dei nostri allievi. (Il rinfresco finale è stato spesso finanziato da un paio di colleghi e da me, che ero anche incaricata di comperare cibi e bevande al più vicino discount che non si chiamava ancora così. E le bidelle preparavano un’aula con i banchi a ferro di cavallo e le tovaglie portate da casa.. visto che la scuola è sempre stata povera).

E per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro dagli anni novanta c’era già collaborazione con le aziende per stages estivi. Ricordo che un anno un ragazzo della chimica fu messo a guidare un muletto in azienda ed il professore responsabile degli stages fece un casino.

Il tutto “a gratis” per preparazione e organizzazione, compreso il lavoro per le slides che nel 2000 erano d’avanguardia.

Mo’ si son svegliati tutti e vantano l’adeguamento tecnologico.

Per fare una “buona scuola” i pc a quell’epoca li rimediavamo dalle banche della zona, erano quelli che loro “dismettevano”…. Adesso.. invece forse pure.

Tanto per non smentirsi, notizia fresca-fresca, l’ultimo decreto con i soldi destinati alle nostre scuole per il miglioramento e la messa in sicurezza vede inserito anche il Fondo edifici di culto, che è un fondo immobiliare che ha come unica missione la manutenzione e la conservazione di circa 750 edifici religiosi e non contempla scuole nel suo patrimonio.

In fondo non hanno tutti i torti visto che con queste premesse non resta che pregare!


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25 agosto 2014

MA IN CHE MONDO VIVIAMO…

Sfogliare i giornali on line è un piccolo piacere che mi concedo ogni giorno… ma da un po’ si sta trasformando quasi in una pratica masochista perché il mondo che ne traspare è un qualcosa che ferisce o indigna.

La parte riguardante la politica evidenzia un totale scollamento con la realtà della vita quotidiana della maggior parte dei cittadini, quell’ottanta per cento che vive, o cerca di vivere, con il frutto del proprio lavoro, se lo ha, o in qualche modo se non lo ha più.

Un gruppo omogeneo di persone prive di onore e dignità, colme di arroganza e presunzione, dall’alto del proprio rapace egoismo pretende di estrarre fino all’ultima goccia di sangue da chi è ormai morto dissanguato pur di non rinunciare alla coppa di champagne di marca, e pontifica senza pudore in merito a questioni di cui non sa nulla, se non quanto riferito da altri.

Se ciò non bastasse vuole anche metter mano a quella Costituzione Italiana che è rimasta l’ultimo baluardo a difesa della nostra dignità.

Lo sport più praticato dal popolo di questi presenzialisti ad oltranza è l’esprimere opinioni su ogni argomento senza avere la più pallida idea dei fatti nella loro realtà.

Critica un libro o uno scritto senza averlo letto, partendo da una frase scelta a caso e puntando sull’effetto che può avere per sostenere una tesi o quella contraria, su dettato del “padrone” di loro competenza. Esattamente come nelle votazioni parlamentari. “Mi hanno detto di votare così perché è nella politica del partito”.

Non importa se sia giuso o sbagliato, in accordo o in contrasto con l’interesse comune.

Già, l’interesse comune… quando per loro l’unico interesse ammissibile è “il proprio”.

Qualsiasi logica viene calpestata.

Giocano con la vita e l’intelligenza della gente facendo promesse che non verranno mantenute, ed il peggio è che lo sanno in partenza, quindi con dolo.

E’ così che portano all’esasperazione e alla disperazione che avvelena le menti, specialmente quelle più fragili, quelle abituate alla crudeltà delle immagini diffuse ampiamente dalla tv, che ormai loro identificano come l’unica realtà, ed allora succede di leggere un elenco di aberrazioni, riportate tutte nello stesso giorno da un quotidiano on line (Il Messaggero )

· Genitori si rifiutano di finanziare le spese folli del figlio: lui li fa a pezzi, li cucina e li mangia

· Uccisa dall'ecstasy a 17 anni: arrestato il padre, le aveva dato la droga

· Festeggia nascita del figlio, poi lo massacra di botte: il bimbo rimarrà con una paralisi cerebrale

· Salerno, fratello e sorella massacrano il papà, bruciano il corpo e lo occultano

· Ucciso e sepolto sotto la sabbia due arresti nel cuneese

· Lodi, cadavere a pezzi in un trolley. Era stato compagno di scuola di Berlusconi

· Lasciato dalla famiglia senza cibo mangia insetti: a 8 anni pesa 11 chili

· Stermina l'intera famiglia in vacanza poi chiama le sorelle: ora mi uccido

· Picchia, insegue e uccide la madre infilandole un sacchetto in bocca

L’indignazione in questo caso è tutta per quella maledetta classe politica che, protetta dalla classe economica (banchieri) e da quella delinquenziale (mafia, ndrangheta, sacra corona e affini), da un quarto di secolo si fa gli affari propri alla faccia dell’onestà, e per avere mano libera ipnotizza le menti con falsi idoli facendo passare per normale ciò che normale non è, dal sesso di scambio (e non mi riferisco agli “scambisti”) all’evasione fiscale, passando per il vuoto culturale e l’assoluta assenza di morale che ammette anche l’omicidio.

Un’intensa diatriba è aperta da giorni su come intervenire per sconfiggere il terrorismo, naturalmente solo quello rivolto alle nazioni del mondo cosiddetto “democratico-occidentale”, quello delle altre nazioni non è che un danno collaterale accettabile.

Ancora una volta i soloni blaterano senza sapere, alzano bandiere di condanna o lanciano minacce.

Ma quando le mie mani sono legate dietro alla schiena e sono in ginocchio davanti al re di turno, che io vedo nudo mentre agli altri fa comodo vederlo paludato di sete e broccati, mi resta solo lo sputo per dimostrare il mio disprezzo.

Se prima avessero ascoltato le mie parole e mi avessero convinto ad ascoltare le loro, forse avremmo trovato un punto di partenza per scrivere un futuro.

Ma la gente purtroppo non ascolta, sente solo.

Questo è un mondo che non mi appartiene e che ho sempre combattuto con la forza della mia parola e del mio esempio, insegnando che l’albero della violenza non porta che frutti avvelenati mentre quello della comunicazione e dell’ascolto ne porta solo di buoni…




17 luglio 2014

LE MIE FAVOLE

I TRE PORCELLINI NEGLI ANNI 2000

L’inverno era ormai passato e quel mattino il sole primaverile entrava libero nella cucina della casa dalla porta-finestra spalancata riscaldando l’aria piena dei profumi delle vivande appena cotte,aggiungendo ad essi il classico odore di sole, così morbido e pieno da fondersi perfettamente con quello del cibo.

Nella luce della finestra un seggiolone bianco e rosso coccolava una bimba bruna,dagli occhi un pochino a mandorla, con al collo una bavaglia a collare bianca e verde, e tra le mani un cucchiaio che luccicava nel sole.

“Adesso la mamma ti da la pappa, e ti racconta la favola dei porcellini ranocchietta mia!”

 

Allora.........   C’erano una volta  Tre Porcellini che si chiamavano Timmy, Tommy e Jimmy , che vivevano in una terra lontana, dove ci sono tanti porcellini, porcelloni e semplici porci!  Poi ci sono anche tante vacche, orsi, lupi e così via.

In quella terra gli animali hanno imparato dagli uomini a parlare e a comportarsi come loro.

I tre porcellini vivevano insieme, perchè erano fratelli, ma non andavano d’accordo, litigavano sempre come  te e tuo cugino.

Timmy voleva sempre guardare la televisione e non permetteva a nessuno di usare il telecomando, Tommy portava sempre via i giochi dei fratelli e poi li lasciava in giro, così la mamma sgridava gli altri per colpa sua, Jimmy era il più grande, il più serio, e non sopportava il disordine nella sua stanzetta, ma la doveva dividere con gli altri due disordinati, non ce la faceva proprio più!

Così un giorno, stanco di tutto questo,fu proprio Jimmy che propose ai fratelli di costruire ognuno una casetta ed andare ad abitare da soli, in questo modo tutte le lotte sarebbero finite!

OH! Yesss! Disse Timmy, che adorava il Surf e aveva sempre pensato ad una bella casetta sulla spiaggia per andare sulle onde anche quando non c’era vacanza!

Tommy, invece, adorava la campagna e non vedeva l’ora di starsene sdraiato giorno e notte dentro ad un pagliaio, per sentire l’odore della paglia e del fieno, e dell’erba bagnata. Era un’idea meravigliosa quella di dividersi, tanto i genitori se ne erano andati via,vivevano con due nuovi compagni, la madre, al nord, viveva con un verro grosso al doppio del papà, con un muso da porco che sprècati!, ma chissà se sarebbe durata, visto che aveva due cosce da prosciutto che facevano impazzire!

Il Papà se la faceva a Tahiti con una scrofetta mezzo sangue,  che aveva la stessa età di Jimmy, e che gli prosciugava tutte le energie tanto che ormai non era più adatto nemmeno a fare salami!

Anche Tommy era dunque d’accordo!

Jimmy avrebbe potuto restare nella stalla dove erano nati, gli altri due pretendevano solo il danaro per comperare un fazzoletto di terra e il materiale da costruzione per la baracca e il pagliaio. I risparmi fatti dal fratello maggiore erano sufficienti a soddisfare le richiesta dei due minori, quindi tutti tre si misero alla ricerca del posto adatto.

La pianura in cui vivevano aveva da una parte il mare e dall’altra delle splendide colline, sulle quali era stata costruita la stalla. La strada, che scendeva a valle, aveva la stessa forma della coda di Jimmy, e passava tra campi seminati a grano ed a mais, alternati a boschetti di pioppi e betulle.

Tommy scelse una piccola radura ai margini di un boschetto, poco lontano dalla strada, così non avrebbe avuto difficoltà a raggiungere i fratelli, in caso di necessità.  Il terreno era in vendita perchè il precedente padrone si doveva trasferire in Francia, dove aveva ereditato una fattoria con vigneto e cantina produttrice di champagne doc. Che c.. !  (pardon), fortuna per lui!  D’altronde era uno che, figlio di immigrati bretoni,  per tanti anni aveva tirato la cinghia per farsi quel po’ di terra, prima della fortuna, quindi nessuna invidia! Felici per lui e per Tommy!

I fratelli cominciarono a progettare e costruire un bel pagliaio, piano terra con pareti laterali in tavole di legno e fascine di paglia, scala interna in legno e piano rialzato in fascine, con tetto a cono, tutto in paglia scelta, trattata antipioggia, con un’ampia apertura davanti, per poter guardare il cielo. Tavolo sedie, letto, armadio,tutto di paglia di prima scelta, profumata all’essenza di fieno! Una vera sciccheria!   Perfino le tende erano state tessute a mano con fili di paglia di Firenze. Le ragazze sarebbero state felici di visitare ( si fa per dire) quel meraviglioso luogo, per rotolarsi nella paglia profumata! Poi, come non plus ultra, c’era una stanza da bagno con una vasca piena di fanghi curativi, ed una doccia di polvere antiparassitariaal profumo di campagna in fiore!

I Lavori furono lunghi e faticosi, perchè Jimmy era un perfezionista, ed i fratelli non si sprecavano certo, quindi il più era sulle spalle dell’unico dotato di buon senso. Aveva provato a far capire a Tommy che forse una base in muratura e cemento armato avrebbe reso il tutto più stabile e sicuro, ed un tetto in tegole avrebbe riparato meglio  specie durante l’inverno, ma chi lo ascoltava? Non certo quella testa calda di Tommy, che sognava solo di rotolarsi nella paglia con la sua ultima fiamma! Ed allora ...sia fatta la volontà dello stolto!

Finito il pagliaio, e naturalmente inauguratolo con una festa adeguatamente sgangherata, e fuori dai canoni, ( la musica a tutto volume aveva fatto scappare una famiglia di puzzole che aveva la tana a cinque chilometri di distanza!), i tre fratelli partirono per cercare il terreno su cui costruire la casa per Timmy.

La via principale costeggiava una spiaggia poco frequentata, lunga dieci Km, il cui arenile era soggetto a divieto di edificazione, ad esclusione di un’ area di soli due Km quadrati,posta al confine tra due comuni vicini, che litigavano di continuo per il possesso di quel territorio finendo per non concedere autorizzazioni all’edificazione per tanto tempo che .. alla fine non le chiedeva più nessuno.

Jimmy, che conosceva bene la storia,passò in entrambi i comuni, chiese l’autorizzazione all’edificazione di una semplice baracca, (tre camere, salone, doppi servizi, cucina abitabile e boxauto), facendo capire all’impiegato che nell’ALTRO comune gli era stato detto che quel LORO territorio era inedificabile, che però lui era sicuro fosse loro,e così gli avevano detto che il terreno era di loro pertinenza e poteva chiedere l’autorizzazione!

Entrambi i sindaci firmarono la concessione, solo per dispetto all’altro e per affermare, con la loro firma, il possesso della terra.  Insomma, tutto il mondo è paese, e tra i litiganti il porcellino gode come un maiale!

Così, carte alla mano, iniziarono i lavori di edificazione della baracca-villetta ad un piano, con accesso diretto al mare!

Legno di prima scelta, pavimenti in parquet, accessori bagno della Maial-Signori con vasca  ad idromassaggio salino-fangoso ed asciugatura tramite lampade solari a raggi-vino (quelli uva li usano solo i maiali di seconda classe!). Naturalmente anche questa casa fu fatta senza murature, perchè ci voleva troppo  tempo per fare delle fondamenta decenti, e la stagione del Surf si avvicinava.

All’inaugurazione furono invitati i due sindaci che, sbronzi come due maiali, si scambiarono solo bicchieri di vino,rum, tequila, amaretto di Saronno, limoncello, e grappa,  e finirono a dormire sulla spiaggia abbracciati come amanti, dopo aver vomitato anche il pertugio finale dell’intestino. E, da allora, furono amici per la pelle.

Così ogni fratello ebbe ciò che voleva,e l’estate benedì con sole e belle maialine l’esistenza dei tre porcellini,  Timmy, divenne il più quotato surfista della zona, ricercato dalle “ragazze”come un topolino da un branco di gatti affamati.

Tommy si fidanzò ogni sera nella paglia,regalando sogni e numeri al lotto (10= Maiale, 32=Traditore, 27=Cretina,9=Gravidanza, 80=Tragedia) che uscirono ben tre volte in un mese.

Quando furono terminati gli impegni coni fratelli, Jimmy, rinforzò le fondamenta in muratura della vecchia stalla, con l’aggiunta di pilastri in cemento armato sotto la soletta del pianterreno,imbiancò tutte le pareti e, riarredate le camere dei fratelli, si dichiarò alla Rosa, la porcellina che amava da sempre, e convolò con lei a giuste nozze.

Ma il destino non sempre è benevolo con chi si fa gli affari propri e...

Nella zona viveva un lupo di nome Ezechiele, Lele per gli amici, un tipo ben conosciuto nella zona, infatti possedeva le stazioni radio dei due comuni sopradetti, aveva costruito un paio di quartieri nelle vicinanze delle città, aveva fatto urbanizzare tutta la fascia compresa tra la città e i quartieri a spese dei comuni, aveva messo suo fratello a capo delle più importanti compagnie commerciali della zona, e suo cognato , uno strano individuo con la lingua saettante e biforcuta anche se appartenente alla specie dei lupi, gli parava le terga con adeguate teste di legno e con piuttosto costoso proselitismo ad ogni livello.

Anche a livello politico era ben legato con cani e porci, per avere da ogni parte le migliori occasioni per il proprio vantaggio. Molti ammiravano la sua innata capacità di manovrare le situazioni in modo da averne il tornaconto migliore, ma si trattava solo di incroci genetici, che della specie dei lupi avevano poco, generalmente rimanevano loro solo le zanne , che però si cariavano inevitabilmente con facilità, e il pelo dentro allo stomaco, che serviva a poco visto che non riuscivano mai a saziare il loro appetito avendo i lupi il monopolio della cacciagione.

Ezechiele aveva sposato, in prime nozze,una lupa, conosciuta quando aveva ancora poco danaro, anzi, giocava a comprare cose senza danaro e rivenderle prima di averle pagate, spuntando un prezzo maggiore, in contanti, con cui sanava il debito precedente. Una situazione ad alto rischio, che non sempre andava dritta, ma da cui egli riusciva ad uscire grazie alle “amicizie” che aveva.

Da questa Lupa aveva avuti più figli, ai quali aveva insegnato il gioco del “quello che dico io è vangelo, altrimenti fuori o ti sbrano”. E la famiglia crebbe sana forte , ma non felice, infatti Lele si era invaghito, dopo pochi anni, di una lupetta smorfiosa, che girava per i set cinematografici, non molto colta, ma molto sviluppata nelle partigiuste, così, dopo un divorzio, convolò con lei a giuste nozze, e ci fece altri cuccioli che, tra scuole private e relazioni con altri lupi con la puzza sotto il naso, crebbero talmente presuntuosi da debuttare in società come lupi con il pedigree.

Pensare che ci fosse nella contea qualcosa che Ezechiele non potesse dire suo, era quasi un’offesa alla morale!Cose da maiali comunisti!

“....Quelli vogliono tutto loro! Non vorrebbero che avessi il possesso di tutte le radio e televisioni della zona, non parliamo dei giornali poi, loro dicono che son tutti miei ed invece ne hanno uno anche loro! E su quello dicono male di me!”

diceva.

Era legato a doppio filo con i politici del partito dei falchi, che si decoloravano le penne per sembrare colombe, ma non sempre riuscivano a nascondere gli artigli, anche se facevano tutti i giorni i gargarismi col miele per addolcire le loro voci.

Un giorno, passando con lo Yacht davanti alla spiaggia, aveva osservato la baracca di Timmy, ed aveva pensato che su quella spiaggia avrebbe potuto farci un bel villaggio turistico,con piscina, campi da tennis e ristorante a sei stelle, molto esclusivo, così s’informò dal sindaco,suo compaesano e del partito dei falchi, in merito alla proprietà.

“ Lo convinco io a vendere! Poi ti do la percentuale e per il comune sarà un trampolino di lancio!” disse al Sindaco del primo comune, che gli suggerì di tirare dentro all’affare anche l’altro sindaco... un bravo ragasso!

Così Timmy fu contattato da una schiera di avvocati, accompagnati da portaborse con la giacca rigonfia sotto l’ascella.Se avesse venduto il terreno  avrebbe avuto la direzione del “Club Esclusivo” e sarebbe stato l’attrazione principale come Trainer della “Scuola di Surf del campione Timmy”, avrebbe potuto conoscere maialette di razza, e pranzare con lupi di grido, nessuno avrebbe mai fatto salami con le sue carni! Parola di Ezechiele! Altrimenti....... Tim, Tim,..prosciuttin...!

Come rinunciare ad una tanto gentile e“succosa” proposta?

Timmy pensò di consultarsi con i fratelli, ma una graziosa porcellina, infilatasi “per caso” nella sua vasca idromassaggio, lo convinse a capitolare velocemente, e Timmy divenne la testa di legno di Ezechiele nella gestione del “SuperSurf Club”, mantenendo la sua casa come reception del villaggio, composto da bungalow immersi nella pineta, con spiaggia privatissima fornita di idromassaggio con acqua marina, e massaggiatori e massaggiatrici bravissimi e disponibilissimi, nonché prezzi da almeno tre zeri  in euro!

Ma un’altra situazione stimolava la fantasia e l’orgoglio di Ezechiele, e si trattava della piccola proprietà di Tommy che, guarda caso, era confinante con le proprietà di due cari amici del lupo, che si erano messi in testa di fare un’azienda agrituristica, ma quel porcellino che divideva le loro terre mandava a monte i loro progetti.

Non fosse mai! Due amici fraterni che potevano diventare ricchi e non ci riuscivano a causa di un innocuo maiale? Come si usa dire.. “ o ci vendi la terra , o facciamo SALAMI!”.

Ma così non sempre si ottiene quello che si desidera.

Ed allora si può offrire la direzione dell’ “agriturismo del maialino rosa”, con servizio di Bed and Breakfast, e per il resto ci pensavano gli altri, naturalmente la casa di paglia sarebbe stata ampliata con l’aggiunta di almeno altre cinque stanze con servizi adeguati, ed una cucina con tutte le comodità, compresa una cuoca più brava di quella del club sulla spiaggia.

A Tommy, che in fondo non gradiva di essere oggetto di minacce, e che dopotutto voleva solo spassarsela con le sue amichette, un agriturismo avrebbe fornito tutta la varietà possibile, (poi un direttore ci smicia  mica di poco!), così non ci pensò che pochi istanti e firmò un contratto bicentenario per l’uso della sua casa come suggerito dai due emissari del lupo.

All’inizio ci fu un po’ di confusione per i lavori, ma poi non fu certo scontento nel vedere che il giro di ospiti offriva vantaggi sia economici che in natura!

Jimmy ad ogni novità scuoteva la testa esi ripeteva che la vita era loro, che erano ormai grandi, che lui aveva fatto anche troppo, e poi ormai aveva famiglia, che cosa poteva fare se quegli sconsiderati non avevano la testa sulle spalle come lui, e si lasciavano affascinare da quel venditore di illusioni, la cui caratteristica più spiccata era quella di mentire a proprio vantaggio, fino a convincere la maggior parte dei suoi conoscenti  di essere assolutamente onesto e, per di più, anche perseguitato dai comunisti invidiosi e malvagi!

Così passava le giornate dividendosi trai lavori della stalla e dell’orto, e il rinforzo delle pareti della sua amata casetta.

La vittoria  del lupo Lele, per essere completa,  mancava solo della proprietà di Jimmy.

La banda iniziò a tastare il terreno,con la prospettiva di un allevamento di bovini da latte d.o.c. ed annessa produzione di formaggi  di qualità selezionata per la vendita solo nelle “boutiques du fromage” in coppia con vini d.o.p. oppure d.s.p.q.r  (decisamente solo per qualche riccone) prodotti nelle cantine del gruppo “anche” con l’uva(tanto chi se ne sarebbe mai accorto! Il marchio fa la qualità!). L’azienda agricola “La bella Rosa” avrebbe avuto tutte le caratteristiche per finire nello spot del “Cielo azzurro” come simbolo di purezza della catena di produzioni alimentari facente capo alla solita combriccola.

Dapprima gli inviti furono cortesi,melliflui, caldamente solleciti e adeguatamente remunerativi, poi sempre più pressanti e sottilmente allusivi nei confronti delle salumerie della catena.

Ma il destino ha le sue strade imprevedibili, e, mentre la trattativa era ancora in corso, dopo un inverno né troppo freddo, né troppo caldo,  venne un’estate talmente piovosa che tutta la campagna ne fu allagata, i raccolti andarono persi, di turisti manco l’ombra, e Tommy dovette essere salvato da una motobarca dei pompieri, mentre stava abbarbicato al ramo più alto del ciliegio che cresceva da anni (per fortuna) dietro al pagliaio.

Per Timmy fu ancor peggio, infatti una mareggiata, figlia di una leggera scossa tellurica con epicentro al largo della costa, che nessuno poteva prevedere, portò via bungalow, baracche,  sdraio ed ombrelloni, e, per poco, non fece affogare anche lui, che si salvò solo perchè si era legato ad un canotto che il vento trascinò fino a cinque Km dalla costa, ma verso l’interno, tanto era tutto allagato!

Così Ezechiele si ritrovò con tantidanni che nemmeno le abbondanti sovvenzioni statali che sicuramente avrebbeottenuto sarebbero state sufficienti a coprire, e con un terreno che nonavrebbe dato frutti per almeno tre anni, e con tanti dipendenti che, perso illavoro, chiedevano di essere pagati almeno per il periodo precedente.

Ma Lele i conti li sapeva fare e l’unica soluzione era di prendere i soldi, ricostruire solo le case, e lottizzare il tutto rivendendolo sul mercato dopo qualche anno, quando l’evento fosse dimenticato e ...chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato!

Timmy e Tommy, a quel punto non poterono far altro che, con la coda fra le gambe, tornare da Jimmy, che, fatta loro la giusta ramanzina, li assunse come stallieri, e, nel tempo,  fu per loro un padrone inflessibile, ma giusto, come il suo gran cuore gli suggeriva, e li aiutò a ricominciare tutto da capo dando  loro una piccola casa in affitto, e spingendoli a trovare una brava scrofetta che dividesse con loro un’esistenza serena!

..................Finita la storia ..................finita la pappa!.......... Ed ora andiamo a cercare ilgatto... vedrai che è nascosto sotto il cespuglio del giardino.........




8 luglio 2014

NULLA E' CAMBIATO

Per caso ho riletto un post scritto nel febbraio del 2012 cioè più di DUE anni fa, ed ho scoperto che nulla è cambiato. Ho vissuto e non me ne sono accorta oppure sono veramente una viaggiatrice spazio-temporale? Boh! 

Ripropongo il post in questione : MI FA INCAZZARE





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26 giugno 2014

VASSALLI E VALVASSORI

La situazione politico-sociale attuale ha risvegliato in me ricordi di quella cultura storica liceale che avevo messo in un cassetto, privilegiando la scienza in tutti i suoi aspetti.

Sono andata a rinfrescare le mie nozioni e ho trovato interessanti similitudini con l’odierno.

 “Tra IX e X secolo l'Europa, che aveva conosciuto un momento di prosperità durante la nascita dell'Impero carolingio,era presto ripiombata nell'insicurezza e nella difficoltà indotta dalla mancanza di un potere centrale, causata da una vera e propria destrutturazione dell'organizzazione regia carolingia, senza garanzia della salvaguardia dei cittadini...”(Wikipedia)

Il tempo è circolare, prima o poi ripassi sullo stesso cammino.

Non ci son più i reali, ma sicuramente ci sono alcune figure che, pur senza corona,regnano e dispongono, e c’è un’Europa in bilico fra “impero” e “nazionalismo”.I cittadini non sono certo “salvaguardati”, direi che son piuttosto “usati”come sgabelli su cui accomodar le terga.

Così torna in voga la “piramide sociale i cui i vertici godono della sudditanza assoluta dei sottoposti” esattamente come nel medioevo.

La rigida separazione in gradini sociali era sottoscritta dai “giuramenti vassallatici” che ogni vassallo doveva prestare al proprio signore e, di conseguenza, sulla vetta c’era un concessore di benefici e a lui facevano capo tutte le altre figure”.

M sembra qualcosa di familiare… sottomissione ad un signore che concede benefici…

La“piramide” era costituita da :

1.    Un Governante,quasi sempre un re o un nobile di alto rango, ma anche un'alta carica religiosa.

2.    I vassalli,solitamente nobili di medio rango

3.    I valvassori,solitamente nobili di medio-piccolo rango

4.    I contadini liberi che per quest'uomo lavoravano. Il loro lavoro obbligatorio veniva chiamato "angaria",( da cui l'italiano "angheria")

5.    I contadini liberi

6.    I servi della gleba

Alla base della gerarchia feudale, al di sopra dei contadini liberi e dei servi della gleba, c'erano i milites e i caballari dotati di scarse risorse ma aventi il diritto e le capacità economiche di possedere un cavallo e un'armatura e di partecipare alla vita delle corti.

Oggi ci sono:

-     Un capo del governo (e uno della Repubblica, collegati tra di loro)

-     Dei parlamentari a capo di correnti e commissioni e di varie cariche con funzioni di comando (vassalli)

-     I parlamentari di rango inferiore con compiti d’immagine e di supina difesa ad oltranza dei loro “mandanti” (valvassori)

-     I parlamentari di bassa manovalanza proni e pronti ad eseguire ogni comando

-     La gente di libero ed informato pensiero

-     La gente legata ai vassalli e valvassori per interesse o per  ignorante stupidità (servi della gleba)

Milites e Caballari  sono inseriti nel sistema con la versione moderna di cavallo ed armatura, (automobile e residenza estera)e cercano di barcamenarsi in questa realtà partecipando alla vita sociale della“corte” pronti alla compiacenza, decisi alla scalata sociale.

L’arroganza dei governanti si è tramandata nei secoli e l’imbecille obbedienza supina dei corrotti in cerca di potere continua a distruggere l’esistenza della massa che,stanca e privata di ogni strumento di intervento, cerca di sopravvivere nella frustrante quotidianità.

Di Robin Hood ne spuntano spesso, ma vengono inghiottiti dalla moderna “foresta di Sherwood” del malaffare, e non trovano più la via di fuga.

Il tempo scorre e dalla similitudine si possono preconizzare tempi difficili.

Il“re” ed i suoi vassalli parlano di riformare la legge base dello stato (costituzione).

Nessuno li ha scelti. Son stati bollati come fuorilegge dalla dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale. Ed ora vogliono introdurre nuove forme di governo fatte ad uso e consumo delle loro terga.

I vertici della piramide vogliono essere dichiarati cittadini al disopra d’ogni sospetto, e al disopra di ogni nefandezza.

Quando ero piccina mia madre mi diceva che anche la “cacca” dei re puzzava come tutte le altre.

Ma chi è abituato a vivere con le mani sempre immerse nel malaffare pensa che il suo odore sia “Eau de Toilette” (tradotto letteralmente: acqua di cesso).

Sono disgustata e furiosa.

Una manica di facce di bronzo si sta appropriando, col beneplacito di una massa di gente incapace di vedere ad un palmo dal naso, di ogni cosa.

Vendono aria fritta e la gente a bocca aperta compera pensando di aver tra le mani il talismano che cambierà la vita.

Il gioco delle tre carte è cosa da bambini al confronto.

Ti do Ottanta euro in più, ottima cosa. Però ti tolgo il diritto a curati adeguatamente, ti dimezzo certe detrazioni fiscali, lo scoprirai prossimamente e non ora, ti aumento qualche tassa qui e là, ti incentivo al gioco d’azzardo però faccio lo spot in tv per dirti che puoi finire male.

Ma una gitarella a “morì ammazzati” quando la farete?

Lentamente,come le gocce di pioggia prima del temporale, la gente comincia a svegliarsi dall’incanto. Il temporale sta arrivando.

Mi auguro che l’acqua lavi via almeno la sporcizia peggiore… ma ci credo poco perché è talmente incrostata al suolo che difficilmente se ne andrà, sembrerà solo più pulita.

 

 




4 giugno 2014

IL DONO DELLA STUPIDITA'

Mai come di questi tempi certe considerazioni sono inoppugnabili. Lo scritto ha la data del Novembre 2008, ma le frustrazioni della mia (e di molti altri) esistenza mi spingono a renderle nuovamente di dominio pubblico in cerca di una smentita. 

Il dono della stupidità.

L’unico significato vero di intelligenza è strettamente legato alla capacità di prevedere correttamente le conseguenze di un’azione o di un evento, basandosi su di un numero di “indizi” inferiore a quello necessario per gli altri, e, quindi, è la capacità di spingere il processo logico a conclusione su basi inconsistenti per molti. Chi possiede tale capacità può organizzare le cose con lungimiranza, precedendo le scelte di chi gli sta intorno, cosa d’estrema importanza quando lo scopo è la sopravvivenza. La capacità di apprendimento, la dialettica, le varie abilità specifiche, sono solo significati parziali del termine “intelligenza”, riduttivi in molti casi, ingannevoli in altri. 

cane a spassoC.jpgCome si definisce l’animale capace di anticipare i desideri del padrone, o di ingannare per ottenere la ricompensa, sia essa una preda o la sua stessa vita? ….“E’ intelligente!”  Certo, perché dimostra, mediante ragionamento, anche se elementare o istintivo, di prevedere il risultato delle proprie azioni (e nessuno sarà capace di dissuadermi dal pensare che la fine del suo ragionamento sia un bel … “tu ti credi furbo, ma sono io che ti prendo in giro” ). 

Già! Ma questo ha un “rovescio della medaglia”. L’intelligenza permette di prevedere prima degli altri gli eventi,  di vedere più lontano, e questo ha come conseguenza il fatto di essere spesso in contrasto con le opinioni altrui, di dover imporre le proprie scelte, o di rinunciare, nell'attesa che anche gli altri arrivino alle stesse conclusioni, ma con la conseguenza che ormai è troppo tardi per porre rimedio ai danni, e questo genera frustrazione e rabbia.

pirlaC.jpgEssere stupidi! Ecco la formula della serenità!

Lo stupido arriva sempre e comunque alla meta da lui prestabilita, perché non è in grado di deviare dal suo cammino. Crede fermamente nelle proprie capacità, sostiene contro tutti e contro tutto le proprie idee, senza prevederne le conseguenze che non siano in linea con il suo obiettivo, pensa di essere migliore degli altri e non comprende ne accetta critiche o suggerimenti.  La frustrazione è, per lui, solo nell’opposizione di chi reputa gli debba attenzione e considerazione, ma, naturalmente, non ne tiene conto,  anzi lo passa nel nutrito gruppo dei nemici. Si crede all'altezza di qualunque compito, sia esso pertinente o meno con la sua specializzazione. 

Essere a capo di una famiglia non è diverso che esserlo di un’azienda o un ministero, tutto sta nell'imporre la propria volontà senza sentir ragioni, contenti che tutti dicano si, magari “piangendo il morto per fregare il vivo”, tanto non se ne accorge. 

Come potrebbe il mondo non apprezzare le azioni  e le risposte dettate dalla saggezza della Sua onniscienza! 

Lo stupido non  vede neppure un millimetro al di là del proprio naso perciò non ha problemi, solo tanti “amici” che lo appoggiano e …  si appoggiano dietro di lui.

Essere stupidi è uno  dei valori per far carriera.neonato.jpg

Essere stupidi, maschi e conoscere “qualcuno” è il massimo! 

Se rinasco voglio essere maschio e stupido, chissà che non mi si prospetti una carriera di spicco nella politica!




29 maggio 2014

LO SGUARDO

In questo periodo di elezioni europee l’attenzione è focalizzata su di un vuoto riempito di parole che vendono promesse come fossero merci.

Parole gridate, discorsi contro, ideali adattati alle presunte esigenze delle platee.

L’io è messo davanti al voi, come sempre.

L’interesse del gruppo ristretto che prevale su quello della collettività.  Fino al cadere nel ridicolo del “dentiere a prezzo scontato”. A “me” i soldi ed il potere, a voi uno sconto sulle dentiere!

Poi, come sempre, trionfalmente viene proclamato che i successi “sono opera mia” e gli insuccessi “solo colpa tua”. Lo sport preferito da troppi : lo scarico di responsabilità.

Quello che viene venduto è la speranza, una merce che ormai ha sempre meno acquirenti.

Troppi anni di promesse non mantenute, di manovre truffaldine a scapito dei deboli per l’interesse venale di pochi, ha ucciso ogni aspettativa.

Si spera a questo punto con rassegnazione o non si spera più.

Un’operaia si è suicidata. Era in cassa integrazione e viveva da sola. «Non si può continuare a vivere per anni sul ciglio del burrone dei licenziamenti», ha scritto. Ma questo non interessa a quanti hanno potere decisionale.

Centinaia di vite vengono spezzate ogni giorno per i più assurdi motivi, ma quello che li accomuna è la sopraffazione di uomini su altri esseri viventi e chi paga il prezzo più caro è chi è più debole.

Nel nome di un credo, di un Dio, di un’usanza, tutte dettate da uomini  e da uomini interpretate,viene imposta con la violenza la volontà di alcuni, che hanno il subdolo intento di affermare il proprio potere e ricavarne un utile.

Non riesco a dimenticare lo sguardo di Gino Strada durante i suoi interventi a “Servizio Pubblico”. Le sue parole scagliate come pietre contro l’ingiustizia di un potere che esalta la disuguaglianza, che sacrifica i popoli in nome di una pretesa civiltà democratica, proferite con la voce sommessa e ferma di chi conosce la verità dei fatti.

Nei suoi occhi c’è il dolore per l’ingiustizia, per la cattiveria, per la stupidità dei conflitti, che colpiscono sempre i deboli,quelli che non hanno colpe.

Qualcuno risponde di tanti bambini morti in questi anni?? … Non morti per malattie,…ma per pallottole, per schegge, per mine…”

Il volto impallidisce, e lo sguardo si fissa nel nulla, in un nulla pieno delle immagini che hanno riempito la sua vita in Afghanistan.

E continua con la denuncia del comportamento della politica degli stati “cosiddetti democratici”di assoluta indifferenza per l’esistenza delle persone in nome di un obiettivo comune: l’interesse di chi già è ricco.

“Qualunque politico spenda miliardi in questo momento per comprare unF-35 è un cretino. Non sanno nemmeno dov’è  l’Afghanistan. Al Tg1 annunciarono che le nostre navi erano al largo delle coste afghane. Ma quando cazzo mai c’è stato il mare in Afghanistan. E l’Italia approvò la partecipazione alla missione statunitense contro il parere dell’Onu ”…“I nostri politici sono esperti di balle. Prima dicevano fosse una missione di pace, ora finalmente dicono ‘siamo in guerra’”

Ed i suoi occhi diventano bui, pieni della rabbia repressa perle iniquità che ben conosce, per  l’illogicità di tante scelte politiche, per l’ingiustizia sociale che destina il danaro ad acquisti d’armi mentre i deboli muoiono di fame o di malattia in assenza di quell’assistenza che i governi dovrebbero garantire.

Le sue parole sono le mie. Il dolore e la rabbia di quello sguardo li condivido.

Il disprezzo per quegli uomini che difendono la sopraffazione delle guerre e non vogliono (o possono) poi spiegarne l’utilità lo sento anch’io, ed è lo stesso disprezzo che io sento nei confronti di quella gente che rivolge la sua rabbia verso i diseredati che fuggono dai conflitti e dalla fame invece che verso tutti coloro che per avidità e ignoranza hanno provocato le condizioni in cui sono.

E per chi sfrutta questa insensibilità dettata dall’ignoranza per raggiungere i suoi fini provo un odio lacerante.

 


(Da Servizio Pubblico, Gino Strada vs Mauro: “E’ come discutere con l’aspirapolvere”

Ferocissimo scontro tra Gino Strada e Mario Mauro sulle spese militari in Italia e sull’accordo con la Nato. Il medico di Emergency chiede polemicamente: “Chiedo all’ex ministro: ‘Da chi dobbiamo difenderci?’ E poi mi piacerebbe sapere che un ministro ad un anno dall’acquisto di un F35 mi spiegasse come è stato usato, dov’è”. Mauro ribatte: “Cina, Giappone. Ma noi esercitiamo un ruolo insieme ad altri. Noi pensiamo di poter gestire le vicende del mondo. Le spese militari in Italia sono calate del 19%, a differenza degli altri Paesi. Negli Usa sono aumentate”. E aggiunge: “Noi non siamo schiavi degli Usa, siamo alleati”. Strada insorge: “La Costituzione dice che l’Italia rinuncia alla guerra, la cui decisione spetta solo all’Onu. L’Italia invece ha sempre ignorato le risoluzioni dell’Onu. La Nato non è niente. A cosa serve?”. Mauro non ci sta e si infuria: “Di cosa sta parlando? Parla di Afghanistan dove si uccidono negli stadi?”..…Mauro accusa Strada: “Stai zitto, fantasma!”. E il chirurgo di Emergency sbotta: “È come discutere con l’aspirapolvere, questo non sa nemmeno dove cazzo è l’Afghanistan”.)




6 maggio 2014

IL PIANETA DEI DINOSAURI




Si legge nei libri di storia che i dinosauri si estinsero migliaia di anni orsono, per una delle tante vicissitudini meteorologiche  che il nostro pianeta ha subito dal momento della sua formazione in poi. 

La verità è nota solo a pochi, ed ora è giunto il momento di informare il pubblico, perché nulla deve rimanere celato all'infinito!

Orbene, torniamo alla notte dei tempi, quando il cielo si fece scuro e la natura cominciò a morire lentamente, molte specie animali si rifugiarono negli angoli più disparati del pianeta per riuscire a sopravvivere, e solo coloro che, anche attraverso mutazioni, furono in grado di adattarsi alle nuove condizioni, tramandarono i loro geni verso il futuro.
Tra tante specie,  ve ne fu una che mutò talmente il proprio aspetto da non essere più riconoscibile come tale, ma creò una mutazione a tal punto forte da giungere, solo parzialmente evoluta, fino ai giorni nostri : il Mini Tyrannosaurus Rox, fratello minore del Tyrannosaurus Rex, del quale aveva preso il caratteraccio, il cervello piccolo e l’istinto predatorio rivolto a qualunque specie o cosa mobile o immobile.

Il Ty.Rox (denominazione abbreviata)  mutò il suo aspetto, aumentando le doti di postura eretta, trasformando le zampe anteriori in braccia, quelle posteriori in gambe, la testa divenne ovoidale (più o meno come quella degli ominidi), la coda si accorciò fino a diventare una semplice appendice nascosta tra le due natiche,   ma il resto rimase quello che era, cioè cervello minuto, caratteraccio ed istinto predatorio  non mutarono di un pelo. 

Furono proprio quest’ultime caratteristiche che garantirono la conservazione della specie nei secoli, perché estremamente adatte alla conquista di posizioni strategiche per la loro sopravvivenza.

La società si evolse, divenne sempre più complessa, necessitò sempre maggiormente di strutture gerarchiche e di comando piramidali, denominate governi, i quali ebbero necessità di una base organizzata rigidamente che potesse sopportare le continue vicissitudini ed abusi dei vertici. Tali basi necessitavano di una supervisione di coordinamento che potesse dare forma, più che sostanza (della quale la base era sempre abbondantemente dotata), alle parti  sottostanti.

Quale posizione più adatta per la specie dei Ty-Rox!

Comando, ossia soddisfazione del caratteraccio, su di una base di per se stessa votata al martirio.

Possibilità di annientare qualunque irresponsabile ribelle, soddisfazione dell’istinto predatorio.

Uso limitato del cervello, poiché la biologia pone le sue barriere! 

Bastava cambiare il nome alla specie trasformandolo in quello di Burocrate!

Burocrati tra noi.

Burocrati  contro di noi.

Noi esseri umani che, dall’inizio della nostra storia, combattiamo contro questa specie, incapace di vedere ad un palmo dal proprio naso, che si nutre di regole e regolamenti, che non conosce la fantasia, che accetta prona e deferente qualunque ingiunzione cali dall’alto, e la trasmette come “verbo divino” da imporre con rigore e crudeltà, che non accetta il progresso finché non è diventato obsoleto, che uccide, per asfissia da protocolli, tutte le iniziative volte all'innovazione, che per essere resa inoffensiva deve essere messa a riposo tramite C.F.R. (congedo di fine rapporto, non gas asfissiante).

Chi non si è mai imbattuto in un ex Ty-Rox, magari nel momento in cui avrebbe avuto l’idea per risolvere il problema della sua vita, ed ha, invece,  dovuto aggirare o abbattere le decine di ostacoli burocratici per ottenere solo ciò che gli spettava!?!

L’ultimo esemplare  della specie  da me incontrato vive comodamente abbarbicato ad una poltrona d’ufficio, controllando con minuzia maniacale che nulla cambi, che la situazione contingente del “suo” territorio rimanga immutata.

E così, accampando regole, regolamenti, e, soprattutto, bieca e cieca obbedienza nei confronti di quelle direttive complessamente involute ed assurdamente bizzarre che portano verso una società divisa in due gruppi distinti, quelli che vorrebbero fare e quelli che fanno di tutto per non permetterlo,  afferma  il suo potere mantenendo tutto immobile, fiero della sua arroganza.

Ecco dove sono finiti i dinosauri : nel pianeta Burocrazia!


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 6/5/2014 alle 16:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



24 aprile 2014

PARTIGIANI

Questa è una storia vera, raccontatami dalla protagonista (mia madre) e ripescata nei miei ricordi.. Solo i nomi son di fantasia,  anche se li ricordo bene..


Donnnn…Uno, … L'una!

Il sonno non vuole arrivare, fa caldo! D'altronde  è luglio, non sarebbe giusto facesse freddo,  e poi, thiene notte.gifdopo tutto il freddo patito lo scorso inverno! Niente combustibile e niente calore. Solo la stufa nella cucina, con la legna presa dal Giuà ed il poco carbone rimasto dal passato!!

E' tutto buio, posso spostare la tenda dell'oscuramento così entra un po’ di aria., se c'è!.

La piazza con la fontana che borbotta nel buio, quale buio! Con questa luna ci si vede quasi meglio che a mezzogiorno!....

Nella fontana l'acqua sembra  argento liquido.

Esagerata…

Si, ma tutte quelle storie sull'oscuramento per evitare che "Pippo" il bombardiere individui  un obiettivo.

In questa notte così chiara non serve certo mostrare una luce, 'che Pippo può contare le mattonelle del sagrato! 

Già! Pippo! Chissà che faccia ha. Tutte le notti, alla stessa ora, passa per darci la buonanotte spezzonando or qui or lì, tanto per accendere qualche fuocherello per riscaldar  la notte tanto fredda e farti dormire in cantina!

…E quella sera che ha spezzonato proprio il “Convento Paglia”, la cascina dove vive la nonna di Nino,B-17_Flying_Fortress1.jpg e mia suocera ha spento le braci pestandole coi piedi! Cosa da ustionarsi anche di brutto! Per fortuna i danni non sono stati rilevanti! Quel cretino di Pippo non poteva mollare il carico sul comando tedesco!

Deutsche Kommend Comando Tedesco.  Proprio nella villetta della Gina! Quando la vado a trovare… veramente non ci sono più andata. Il solo pensiero che ci portano i partigiani per farli parlare!…Le urla si sentono da fuori…   Crudeltà! Solo tanta crudeltà. Gli uomini son capaci delle peggiori azioni senza un briciolo di cuore.

Povera Gina… Ha perso la testa per quel….. Colonnello?  Bho!  Non mi va più di andare da lei, viene lei da me in negozio. ……  

Cos’è laggiù? Un’ombra o un cristiano?..

Chi è quel matto che gira con il coprifuoco?

Dio sono due ..e ..sembra il Tonio, ma mica sarà matto a venire giù da Asiago, i tedeschi lo cercano, sanno che è coi partigiani! Quello scemo vuole farci arrestare tutti,  se lo trovano  ci fucilano senza prima chiedere permesso!..

Sta almeno sotto il portico, mona!,  'che la luna ti illumina tutto! 

partigiani12.jpgIl Tonio, diciassette anni e via sulle montagne, senza pensare che ha una famiglia, due sorelle  ed una madre, e un negozio. Potrebbero farla pagare a loro, e poi, quel fascista dell'Alvise che abita proprio davanti alle loro finestre.

"E' partito con gli alpini!" ..Bella bugia detta a tutti dalla madre, come se non si sapesse che è fuori con il Tancredi, l'altro matto, il figlio della Amneris, …  

Amneris ..e il padre si chiama Otello! Dio li fa e poi li accoppia! 

Credo che la Licia faccia la “postina” per il gruppo. Sparisce spesso sul tardi e va con la bici verso le campagne, o fa il contrabbando, o fa la postina per i partigiani! 

Certo che hanno fegato! 

L'altro mese al paese qui vicino i tedeschi hanno bruciato la casa  di una contadina  perché cercavano i figli che secondo loro erano nascosti dentro. L’hanno legata all'albero davanti casa perché dicesse dov'erano, ma lei non ha parlato. Dicono che fossero davvero nascosti in una cantina. La madre per questo ha dato fuori di matto, pare non parli più da allora, pare non mangi né dorma! Va bene la guerra, ma questa è pura crudeltà!… Se poi i partigiani fanno saltare i crucchi sulle mine, o li fanno sparire nelle grotte….

Anche se poi non sono tutti dei santi, quei ragazzi! Anche loro col fatto che vogliono liberarci dai mangiacrauti spesso si prendono delle belle libertà!  "Fanno la spesa" dai contadini e poi s’arrabbiano e urlano se non trovano abbastanza! .. I tedeschi per la stessa ragione invece li ammazzano,  donne e bambini compresi.307.jpg

Anche se i contadini sanno farsi i loro affari, ma tra i cartofen e i partigiani……

Dio!! Era proprio il Tonio, è salito dalla parte di dietro, Dio aiutaci! che nessuno dei fascisti lo abbia visto!. Fa tanto caldo che dubito di essere la sola alla finestra! Certo che per la signora Luisa almeno vedere che il figlio è ancora vivo!..

Vorrei tanto fumare una sigaretta, di quelle vere, col tabacco dentro, non  con la cicoria essiccata come quelle che mi faccio! Ho provato di tutto! Anche la paglia! Credo di non aver provato solo lo sterco di vacca!!  Ma se somigliasse al tabacco…!!!!! 

..Lo sapevo! Quel disgraziato del  Canessi che la lebbra lo colpisca!!! Lo sapevo che non dormiva!!! Non dorme mai quello!! Fascista della prim'ora !  Camicia Nera nell'anima! Solo il diavolo conosce il nero del suo cuore!! Eccolo che và verso il Comando… Ho solo cinque minuti per avvertire la signora Luisa!……. passo per la corte così sono solo amici se mi vedono! …….  Presto!!!..  La luna per fortuna mi fa vedere dove metto i piedi! .. non devo cadere! ….

-" signora Luisa!!!" .. " ..Si affacci!" .. -" signora Luisa!!!" . -" signora Luisa!!!" .

-"Signora Luisaaa!!!!" … -

-"Che C'è….. "

-" Quel verme del Canessi stà andando verso il Comando.."

-" E allora..??!"

-"Ho visto … so chi c'è…"…." Faccia presto… io ho avvisato.. e torno a letto……almeno se arrivano son in casa!.."

-" Grazie…"

Ha capito per fortuna.. speriamo bene..  chiudiamo bene la porta…. Per quel che vale.. tanto se vogliono la sfondano!!.. 

Spio dalla finestra da lontano …  vedrai che ho indovinato!…. Il Tonio passerà per i tetti e scenderà dalla canonica, che il prete è dei loro…o quasi…….. eccoli  i tedeschi!! Corrono quei bastardi!  E quella faccia da demonio davanti!  Guarda il verme come ci gode a far vedere che lui è il bravo leccac… dei cartofen! 29cdc11837a19142d0a99b5e337433f1.jpg

Fermati cuore!!…. Sei forte altrimenti avresti già fatto un infarto!   ….  Questo maledetto suono degli stivali sulla strada! Arrivati!! 

Bussano….. anche qui!! Mio Dio aiutami..

-"Arrivo!!!!"..  "Cosa succede!"…

-"Dove scala.. Ya.. Tu mostra prego!" ..

-"di là….. ma cosa è successo..??  sono i tedeschi Mamma ,  non so cosa sia capitato….. " -"..stanno cercando la terrazza.. .. evidentemente cercano qualcuno!"

-"Chi in qvesta casa? Raus!!"

-" ..noi e mia sorella piccola….. eccola…vieni qui vicino a me..  nessun altro!! "

_" dove andate.. li c'è il bagno!…  Noi non abbiamo fatto niente..!  .. Non aver paura tesoro, non vogliono noi, ma chissà chi…"

-" Nicht ! ……..Raus !  Commensire...."

Se ne vanno... non hanno trovato niente...

-" Prego comodi.. fate come se foste a casa vostra!..  arrivederci……all'inferno spero!.. Chiudi la porta che ..senti come strillano dalla signora Luisa! Povera donna… cercano suo figlio… Assassini!! Cosa le fanno!!   ..   Maledetto Canessi .. sarà contento di sentirla urlare! Signore falli smettere che non ha fatto nessun male! .. mamma non ce la faccio a sopportare..  Venite via  che lo strazio è troppo!! … …… stanno buttando all'aria la casa…… andate in camera mia così si sente di meno, che adesso arrivo anch'io.. chiudo le finestre .. meglio il caldo!…….   "

Voglio spiare se  lo hanno trovato……  sembra di no!  Stanno picchiando la madre, maledetti! Che succeda anche alle vostre!..   siete voi che parlate un'altra lingua, perché dobbiamo capirvi!! Animali!…… Vanno via scornati…..  appena fa giorno vado a vedere passando per la corte! ……… stanno andando in canonica……lo sapevo che ci sarebbero arrivati….. ma ormai sarà di nuovo lontano ……se la prenderanno con il prete….. speriamo se la prendano col Canessi …. Quel verme mira alla bottega della signora Luisa, farebbe carte false per…si in fondo le ha fatte con la drogheria dell'ebreo! E pensare che la madre dell'ebreo era sua cugina! Prima si fa mettere a suo nome la bottega, poi  guarda caso lo fa partire col treno pieno di giovani fascisti! Bella trovata! Se mai giustizia ci sarà spero paghi 1940.jpgun conto salato!

La piccola si è calmata, con la mamma ci parlerò quando potrò…… questa notte non si dorme più! .. manca solo un allarme aereo…….  Dio, le sirene! Prevedo il futuro!……. andiamo a passare le ultime ore della notte in cantina!…..   

Domani ….. vedrò un domani?…..



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