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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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2 novembre 2010

Dal mio diario ... 7° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Mercoledì 1° Novembre

 

Ho lavorato tutto il giorno per preparare i materiali per l’orientamento!

Lavoro come una schiava e, alla fine, mi chiedo il perché!

Ieri c’è stata la riunione con i colleghi della Commissione Orientamento, tutte donne, ...nuovamente…

chissà perché!

Si, è vero percentualmente siamo in maggioranza nella scuola, ma non è questa la ragione, lo è invece quella che solamente noi donne accettiamo di “smazzare per un pugno di lenticchie” , perché alla fine da questo lavoro non c’è da ricavare che tanti oneri e pochi onori.

Non sono nati problemi se non sul “cosa dire”, visto che dobbiamo vendere un prodotto che è il migliore possibile nelle circostanze in cui siamo, ma che fa acqua da tutte le parti, specialmente da quella del Dirigente che non ha capito un tubo dei problemi di questa scuola a due settori, e tratta il tecnico come il fratello scemo del professionale. 

Non possiamo andare a dire che cambiamo il Preside un anno si e uno no, che la demotivazione per lo studio dei ragazzi del professionale tende ad influenzare anche quelli del tecnico, visto che per gli adolescenti l’unico comandamento valido è quello del puntare al risultato sufficiente con il minimo sforzo possibile.

… Dobbiamo fornire l’immagine di una scuola seria, sicura, e soprattutto di qualità.    La scuola che si regge sulle nostra povere spalle di docenti che lavorano con il cuore oltre che con il cervello (connesso!), di tutti quegli insegnanti (e sono almeno l’80%) che, senza comparire, fanno il loro lavoro con competenza, e dai quali gli allievi accettano anche le peggiori rampogne, perché sanno che sono corretti e che vogliono loro bene!

Non sempre è facile.

Dovremo girare la pianura padana gratis et amore Dei, (manco la benzina ci rimborsano e in caso d’incidente mica so se c’è copertura..), con la lancia in resta ed il cimiero con la celata abbassata per nascondere la nostra espressione di triste stanchezza, sperando di fare un buon lavoro, onesto, nei limiti del possibile, per aumentare almeno gli iscritti alla 1°… altrimenti siamo destinati a.. già! a che cosa?

Con la riforma non si capisce un tubo.  Parte dalle primarie. Dovrebbe arrivare alle superiori… se non erro… quando sarò in pensione! 

Sperèm..

Ecco come vive un’insegnante che ama il proprio lavoro!

Figurarsi quelli che lo fanno per forza.



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