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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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8 dicembre 2010

Dal mio diario ... 11° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

1° dicembre

 

Anna, altezza media, corporatura media, capelli di quel colore che si perde nelle sfumature delle meches (comunque tendente al biondo), occhi vivaci, carattere esuberante, cuore grande.

La cosa che più colpisce è la sua personalità, vivace fino ad essere quasi “debordante”, espressa dalla classica tonalità di voce della bergamasca DOC, un’ottava al disopra del normale, con l’uso casuale di frasi idiomatiche in puro vernacolo, inserite al momento giusto.

L’ho conosciuta quand’era nella scuola come genitore di uno dei miei allievi, madre angosciata di un adolescente, buono come il pane, ma, come tutti i suoi coetanei, poco avvezzo allo studio.

Ricordo due occhi sorridenti, simili a quelli della madre, un orecchino al lobo, ed una sensazione di simpatica allegria, anche nei più neri insuccessi scolastici.

Anna, figlia della “Gera d’Adda”, con lo spirito arguto della gente di questa terra avara, che vive tra estremi, come la coperta di nebbia che non ti fa vedere la punta del tuo naso, o il gelo della galaverna, che copre gli alberi di merletti di ghiaccio, o l’afa più torrida  che fa maturare le pannocchie per la “polenta taragna”.

In un momento di genitoriale disperazione, tentata ogni altra soluzione, Anna scrive al Vescovo una lettera in cui dice più o meno così :

- “ Noi, suoi genitori naturali, abbiamo provato ogni strada per mettere un po’ di sale in zucca a nostro figlio, senza ottenere alcun risultato, ora, visto che Voi vi dite suoi padri spirituali, provateci un po’ Voi a raddrizzargli le idee!..”.

Limpida come l’acqua e come l’acqua semplice e naturale.

Il suo cuore è nel suo sguardo, rabbia, felicità, allegria o tristezza, tutto appare sul suo volto senza veli o menzogne.

-                 “ Professoressa… Sa che cosa ho combinato?! .. Una mia vicina ha il marito ch’el laùra in televisùn.. lì a Canale cinque.. alùra gli ho detto, ma non podarès  mia farmi venire in trasmisùn, ma non mi piace come pubblico.

 Allora mi ha detto di provare col “brutto anatroccolo”, sono andata e mi hanno presa subito!… C’era tanta gente, ma certe facce brutte per davvero! Poi gli è piaciuto che faccio la bidella e adesso vogliono venire a scuola a fare le riprese, e io gli dico che sono dell’ITIS, vogliono riprendere i ragassi,….. Lei che ne dice?….. “

La decisione alle riprese nella scuola spetta al Preside, quindi bisogna che Lui dia l’autorizzazione.

Giorni di si e di no, di “..glielo dico..” poi di “..no! non se ne fa niente!”

Alla fine, negato il premesso per le riprese a scuola, si va a Milano.

-        “Prof. .. la regista vuole cinque ragazzi e nessuno vuole venire!.. mi aiuti… devo trovare qualcuno!.. Perché non mi accompagna Lei così dice qualcosa dell’ITI..”

-        “..No, io non posso venire, ma perché non prova con quei disperati della V°A laggiù nel corridoio, quelli sono tanto matti che di certo qualcuno lo trova che l’accompagni.”

-        “..Certo, non ci avevo pensato, si quelli mi stanno sempre tra i piedi, .. vediamo …adesso vado a chiedere..”

-        ..”non ora…….”

Ma lei è già nel corridoio che cerca la sua claque.

Dopo qualche minuto torna felice perché ne ha trovati a iosa, tutti vogliono accompagnarla. Vogliono vedere cosa succede al di là dello schermo, lo immaginavo, sono una manica di buontemponi, poca voglia di studiare, ma tanta simpatia!

Io mi accontento di conoscere le leggi fisiche del tubo catodico, mentre ai giovani interessano molto di più quelle della natura, soprattutto della riproduzione umana! Femmine! Dove ci sono femmine..

Le loro età si dividono in :

1.     Anche se non respirano

2.     anche se non respirano purché da poco

3.     basta che respirino

4.     devono piacere

La quarta corrisponde alla maturità che qualcuno non raggiungerà mai!

Ieri sono andati a registrare la puntata, e stamani Anna è arrivata a scuola con un caschetto di capelli color tiziano e gli occhi bistrati che sprizzavano allegria.

-        “ E’ stato bellissimo!! mi sono divertita tanto, poi scendere la scala con i Boys! che belli che erano! Poi i bidelli che mi hanno accompagnata li hanno inquadrati, e anche i ragazzi!  E’ stato bellissimo, Le piaccio?!”

-        “Sei proprio cambiata, ma tu sei sempre la stessa ..pazza di un’Anna!”



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