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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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6 marzo 2011

Dal mio diario ... 17° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof. 

 Mercoledì 28 febbraio

 

 

E’ passato un mese denso di avvenimenti : prima gli scrutini con la classica paranoia dilagante per il tempo totalmente insufficiente a compiere tutte le operazioni.

“Basta organizzarsi!”, dice la voce dall’alto, ma la predisposizione anticipata di tutte le operazioni richieste non concede comunque quel tempo tanto importante per le discussioni in merito alle situazioni individuali, così i primi in elenco hanno lo spazio più o meno corretto, gli ultimi vengono scagliati letteralmente nel cesto del tabellone dei voti. Al termine, per le operazioni burocratiche, naturalmente il lavoro più gravoso ricade sempre sui soliti fessi, visto che i furbi si dileguano anguillescamente al momento opportuno!

Sic transit gloria mundi!

Per quanto mi riguarda, ho fatto il verbale prima dello scrutinio, tanto son vent’anni che sento la stessa musica e quindi la suono ad orecchio! Ovviamente ci son sempre piccole correzioni da fare, o qualche rara aggiunta, ma nell’insieme ci colgo da dio!

Ai giorni “caldi” son seguiti quelli di sospensione delle lezioni per effettuare i “corsi di recupero” per gli allievi con votacci in “non più di due materie” , e le altre…  “ fatti loro, potevano studiare prima!”

Penso che chi ha progettato la farsa sia assolutamente digiuno di come funziona la scuola e il cervello dei ragazzi.

Fare i corsi a febbraio e non quando servono veramente, cioè quando si rilevano le prime difficoltà,  è come prendere una malattia, diagnosticarla, ma rimandare di qualche mese la cura. O guarisci da solo o quando la cura arriva sei già in coma e puoi salvarti solo se non è coma irreversibile…

Così si fa “spallucce”, chi può farlo recupera “in itinere” (cioè quando serve ferma il programma e ripete per i ragazzi in difficoltà mentre gli altri fanno qualcosa “in più”), chi non può ci prova a febbraio.

Tutto il mondo gira allo stesso modo, ma questo non mi consola, perché vorrei che il mio lavoro avesse la struttura solida e limpida della competenza e dell’onestà intellettuale….

Nella settimana di sospensione delle lezioni ho “rispolverato” il mio progetto per una diversa distribuzione oraria, che permetta il lavoro su gruppi differenziati, sfruttando le ore di 50 minuti e i conseguenti recuperi dei 10 minuti. Naturalmente d’un canto non è facile far capire un meccanismo, semplice nella sua complessità, ad una mente che lo rifiuta a priori, (il dirigente!), d’altro canto c’è l’obbligo di un orario più pesante, e di un lavoro di squadra,  da far accettare ad un gruppo di  persone che, per abitudine, demotivazione o stanchezza tira a far il meno possibile.

In fondo, visti i chiari di luna, non son certa di dar loro completamente torto.

Logica conclusione : “ Se proprio vuole… lo portiamo in commissione autonomia, ma non penso che venga accettato per la storia delle ore da recuperare..”

Giorni di lavoro scritti su di un rotolo di carta igienica messa in uso nel bagno della scuola!



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