.
Annunci online

  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

la legge è uguale.JPG

free bloggerC3.jpg


14 settembre 2014

LA BUONA SCUOLA!

Inizio anno scolastico ed … ecco quali sono le novità:

Già! C’è un nuovo ministro della P.I. che, naturalmente, deve fare qualcosa di nuovo… come assumere 150mila precari… ma non da subito perché lo Stato “no tiene dinero” ed allora per quest’anno si prova a metterne dentro 30mila… che son quelli già previsti dal precedente ministro e senza i quali non si coprirebbero le necessità minime indispensabili.

Come al solito prendono in giro!

Siamo nell’epoca delle slide e delle comunicazioni via internet. Allora si presenta un sito di proposte e lo si intitola : “La buona scuola”

Forse tanto per evidenziare la differenza con quella che c’è adesso e che si reputa una scuola cattiva?

Porca paletta! Son trent’anni che ministro dopo ministro la scuola pubblica viene riformata con logiche puramente aziendali, d’immagine e politiche, assolutamente prive del buon senso necessario all’educazione culturale dei giovani.

Nel 2007 ho pubblicato “Una presa per i fondelli” e nel 2010 “Povera, povera scuola.. “, in cui esprimo il mio parere sulle dichiarazioni del ministro d’allora, ma sembra che nulla sia cambiato …ancora una volta.

Le proposte son sempre le stesse, come quella della valorizzazione degli insegnanti. Si, quella specie “poco umana” caratterizzata da lazzaronismo e ignoranza, assassina determinata delle libertà dei virgulti della società, e sadicamente decisa ad instilare nozioni inutili nelle loro menti.

Allora, visto che ardono dal desiderio di diffondere cultura, diamo loro più allievi in classe, così aumenta la probabilità che trovino qualcuno che li comprenda…!

Ma santa paletta! Come ciazetadueo si può fare una “buona scuola” con le classi sovraffollate?

Basta pensare ad una trentina di ragazzi del giorno d’oggi, stipati come sardine in classi spesso di dubbia agibilità con un docente che cerca di ottenere l’attenzione senza bazooka o lanciagranate.

Ormai qualche anno è passato da quando con “soli” venticinque dèsesperados sollevavo un lato della cattedra e poi la lasciavo ricadere di botto per ottenere il silenzio. Qualcuno protestava per l’infarto che gli avevo provocato, ma nessuno dubitava della possibilità d’essere sollevato di peso dalla gemella della statua della libertà quale appaio agli occhi dei comuni mortali.

Non so cosa farei con le nuove leve che son state allevate a presunzione ed arroganza, ma so bene che differenza fa avere venticinque o trenta allievi. E so bene anche come sia importante dare loro attenzione, e più alunni hai meno ne puoi dare.

Se poi son marmocchi delle materne che le madri sparano dentro alle scuole con la fionda perchè “non li reggono più” dopo le vacanze, è da immaginare la piacevolezza di quel branco scatenato, tra urla e naso moccioso per le lacrime, capricci per il distacco e mini risse per il dominio degli spazi o delle cose.

Ma questo al governo non interessa un tubo!

Si deve risparmiare, purchè non sulle loro prebende. Quindi chissenefrega della scelta giusta. Basta la slide della “Buona Scuola” e chiacchiere su chiacchiere.

“Le aziende entrino nella scuola”.

A Pirla al quadrato! Negli anni ’98-2000 e seguenti lavoravo con le aziende del territorio a tesine nell’ambito della chimica con allegata premiazione finale in presenza dei maggiorenti del territorio e di chiunque riuscissimo a convincere in cambio del ringraziamento dei nostri allievi. (Il rinfresco finale è stato spesso finanziato da un paio di colleghi e da me, che ero anche incaricata di comperare cibi e bevande al più vicino discount che non si chiamava ancora così. E le bidelle preparavano un’aula con i banchi a ferro di cavallo e le tovaglie portate da casa.. visto che la scuola è sempre stata povera).

E per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro dagli anni novanta c’era già collaborazione con le aziende per stages estivi. Ricordo che un anno un ragazzo della chimica fu messo a guidare un muletto in azienda ed il professore responsabile degli stages fece un casino.

Il tutto “a gratis” per preparazione e organizzazione, compreso il lavoro per le slides che nel 2000 erano d’avanguardia.

Mo’ si son svegliati tutti e vantano l’adeguamento tecnologico.

Per fare una “buona scuola” i pc a quell’epoca li rimediavamo dalle banche della zona, erano quelli che loro “dismettevano”…. Adesso.. invece forse pure.

Tanto per non smentirsi, notizia fresca-fresca, l’ultimo decreto con i soldi destinati alle nostre scuole per il miglioramento e la messa in sicurezza vede inserito anche il Fondo edifici di culto, che è un fondo immobiliare che ha come unica missione la manutenzione e la conservazione di circa 750 edifici religiosi e non contempla scuole nel suo patrimonio.

In fondo non hanno tutti i torti visto che con queste premesse non resta che pregare!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. cultura scuola insegnamento

permalink | inviato da AnnaSerenity il 14/9/2014 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



9 marzo 2014

SPERO, PROMITTO ET JURO


 “Spero, promitto et juro vogliono l’infinito futuro”.

Dai miei ormai lontani ricordi di scuola è venuta a galla questa regola del latino perché, a questo punto, l’Italia sta affogando in questi tre verbi profferiti ad ogni istante per dimostrare buona volontà, lena e coraggio ed infondere fiducia…si, fiducia…

Ma quale fiducia è ormai più possibile se anche a livello della lingua dei nostri “padri” son solo indicazioni di un “infinito” futuro?

La “mia scuola”! La “mia povera scuola”! Usata come palco dall’ultimo arrivato!

E quello splendido gruppo composto da “idioti interessati” e “idioti e basta” usa addirittura una vetero-usanza, quella della canzoncina ad personam cantata dai bambini,  per disporsi a tappeto ai suoi piedi. 

Il Furboide di turno non è andato a visitare la scuola in cui piove dentro.

Non è andato in quella il cui soffitto è crollato.

Fa più immagine spiegare a dei bimbi in grembiulino immacolato in una scuola tirata a lucido che “facebook non vale un abbraccio” e poi illustrare che ci saranno… si, ci saranno, (al “futuro”), son pronti e ci saranno, stanno arrivando… (son anni che son li, pronti per essere promessi).. i soldi e tanti, tutti per la scuola, che intanto si arrangia come può visto che arriveranno, promesso al futuro, e se non se li mangeranno i ladri ai vertici delle piramidi di cui la scuola purtroppo è la base!

Questa società dell’immagine vende speranza ad un futuro che senza una buona educazione e con poca cultura resta senza speranza.

Ormai l’immagine è diventata merce. Per ottenere qualcosa devi andare in tv e piangere o urlare. Allora le tue disgrazie fanno notizia e se sei svelto ad approfittare della luce dei riflettori forse rimedi qualcosa.

Il valore di una persona è connesso con due fattori : la notorietà ed il danaro.

Molti anni orsono era legato a ben altri valori : la rettitudine e l’onestà.

Oggi se sei ricco puoi commettere qualunque reato! Al limite compri la prescrizione. Poi, se sei ricco e potente è evidente che son gli altri che sbagliano nel giudicare.

Ed anche se sei noto hai una corsia preferenziale.

Due fatti dell’ultimo periodo mi hanno offerto un motivo di riflessione :

-       una persona viene investita sulle strisce pedonali da una star. Preoccupazione per la star e poche notizie sulla vittima dell’investimento ben più gravemente ferita. Solo in un secondo tempo c’è stata qualche notizia in più.

-       un tassista milanese morto per una banale lite (per un “quasi investimento” sulle strisce pedonali) che ha un angolo buio, quello della compagna del “colpevole” che per lo stress, esasperato dai media,  partorisce all’ottavo mese e della neonata che potrebbe averne delle gravi conseguenze. Ma loro infondo non fan parte di alcuna cerchia e perciò non sono importanti.

In ogni fatto che accade ci sono persone coinvolte loro malgrado. Ed è su costoro che ricade il dolore più profondo, quello dei senza colpa e senza diritti.

Spesso le conseguenze di un atto inconsulto sono che tutti i problemi che lo hanno generato vengono scaricati su qualcun altro che, a quel punto, non ha neppure più il diritto di piangere in pace, di continuare la sua vita com’era prima.

Ma la fatica di essere “nessuno” in questa società che vive di stereotipi e nell’ammirazione egoistica del proprio orticello non lascia speranza.


E’ l’infinito futuro che si allontana sempre più, e solo il ritorno all’esaltazione del “galantuomo” ed al disprezzo del “furbetto” e del “così fan tutti” del gregge dei disonesti può riavvicinare il futuro e quindi la speranza.




3 novembre 2011

USTIONI GARANTITE!!

scopa a vapore,pubblicità,spot tv,scienza,informazione,cultura

Pubblicità in tv :

“… scopa a vapore H2O… risparmiate sui detersivi perché basta il vapore a 230° centigradi…”

Si! Centigradi!! Sono caduta dalla sedia per lo stupore! …230°C ?!? Minchia ma di che macchina parlano? Di una scopa a vapore?

Sinceramente non ricordo la formula che mette in relazione pressione e temperatura dell’acqua, ma un getto di vapore a quella temperatura penso non sia molto adatto alle incombenze domestiche.

Se per caso mi scappa una spruzzatina sull’allucione nudo esposto dalla ciabatta? … metto direttamente  la cenere nel portacenere e l’osso lo uso come portafortuna vista l’ustione?

La soluzione del busillis è nella trasformazione da gradi Fahreneith a gradi Centigradi che, per chi ha tradotto lo spot, sembrano essere la stessa cosa.

Ma 230°F corrispondono a 110°C… ed allora ci siamo! (In America l’acqua bolle a 210°F, mentre in Italia, governo permettendo, continua a bollire a 100°C).scopa a vapore,pubblicità,spot tv,scienza,informazione,cultura

Ancora una volta si conferma come in questo paese la cultura sia solo “classica” (congiuntivi e consecutio a parte…), e quella “scientifica” sia un mondo a sé.

Quando si parla di fisica o di chimica o di matematica sembra di raccontare  di un universo parallelo che affascina, ma non coinvolge. Non si pensa che ogni fenomeno che ci circonda o ci riguarda è legato a queste tre discipline.

Eppure fu una mela (si dice) caduta in testa a Newton che innescò quel progresso che ora corre talmente veloce da farmi sentire “vecchia” mentre l’utilizzo nelle sue forme avanzate come questo pc.

Non fu una poesia o trattato filosofico. Magari fu quest’ultimo che gli cadde sul callo che lo faceva soffrire… ma non era elegante dirlo.

Non è forse curioso che perfino il normale “rapporto sessuale” sia stato “investigato” in condizioni di assenza di gravità? Si tratta di fisica anche in questo caso.

scopa a vapore,pubblicità,spot tv,scienza,informazione,culturaE non è curioso che ora si faccia tanto parlare della “cucina molecolare” quando in cucina le molecole ci son sempre state?  (Forse il nome deriva dal fatto che "te lo fanno appena vedere"!)

Quando sento vanterie in merito (per non parlare dei prezzi) “gli atomi” mi girano vorticosamente! Tanto per parlar di chimica..

Entrambe, cultura classica e scientifica,  servono alla formazione dell’individuo, e rifiutarne o sottovalutarne una è formare una persona a metà.

Mi accorgo, osservando la società odierna che mi circonda (media in primo piano), che le cose vengono affrontate sempre più superficialmente.

Fare in fretta e passare ad altro, ecco la nuova frontiera.  (Esempio lampante gli sms senza articoli e con scorciatoie grafologiche come l’impossibile k sostituente il “ch”. Orripilante il “xkè” che unisce un simbolo matematico con due fonetici. Sinceramente quando li trovo scritti  mi viene l’orticaria.)

scopa a vapore,pubblicità,spot tv,scienza,informazione,culturaTornando alla pubblicità, vien detto che “si risparmia sui detersivi” e non vien detto che si spende in corrente. Il consumo infatti è superiore al kilowatt/ora e se non hai i pannelli fotovoltaici con il prezzo raggiunto dall’energia…

Poi c’è l’acqua che devi usare. Deve essere deionizzata, cioè quella che chiamano distillata. A proposito, se non ho letto male, il serbatoio contiene meno di mezzo litro per volta. Cioè un pieno dura…?

Ma per il mondo mediatico la donna intelligente compra cose che puliscono da se, che igienizzano al punto da trasformare i pavimenti in piatti (però non ha il solito marito che entra pestando con le scarpe infangate il pavimento appena lavato), che alleviano ogni sua fatica, dallo stirare 

scopa a vapore,pubblicità,spot tv,scienza,informazione,cultura

al cucinare con pentole che “fanno tutto da sole” (ora manco quelle! C’è un sacchetto che ti arrostisce al punto giusto il pollo, ed “il Trota” non capisce come mai non gli riesca di farlo anche se son due giorni che lo ha sul tavolo di cucina ben chiuso col pollastro dentro!).

La “belladdormentata” volteggia per la casa gorgheggiando felice mentre i “settenani” lavorano in miniera e di che’ si può lamentare dunque?

Ormai il turpiloquio è stato sdoganato, (come lo sono stati certi suoni, che per me son volgari, ovvero le emissioni gassose sia orali che ..dal lato opposto ad esempio,) quindi, pur con riluttanza, mi permetto un sonoro “mmmannateafanc..”!!!

Che ci stà benissimo!




27 febbraio 2011

“LE SCUOLE PUBBLICHE NON EDUCANO”

 

Lily4.JPGFrase del giorno del giullare che vuole un “popolo bue”.

Già!... le pubbliche non educano e le private si?!?

Esaminando bene il concetto, in fondo non  è altro che un’estensione  dell’arcinoto detto “pagando s’impara” trasformato in “pagando si educa”.

Si educa all’orgoglio di casta.

Si educa al disprezzo del meno abbiente.

Si educa al potere del danaro.

Sicuramente si educa nel senso che s’indottrina.

Nella scuola pubblica c’è libertà di pensiero. Lo affermo con cognizione di causa.

La scuola privata seleziona anche in base alla capacità di adattamento.

Gli elementi di disturbo vengono allontanati.Student_41.jpg

I ragazzi con handicap non vengono addirittura presi in considerazione. Con l’approvazione delle famiglie degli iscritti che in tal modo instillano nei figli l’arroganza della superiorità di ceto.

Naturalmente ci sarà anche l’eccezione, ma rara.

Emerge  chiaro il disegno di distruggere tutto ciò che può portare alla cultura diffusa, e con essa alla libertà del pensiero.

Altro che “scuola di qualità” come sostiene il (purtroppo) ministro, scelto per l’indubbio livello culturale (link) e incaricato da qualcuno di “non pensare, ma obbedire”

Ah! L’ignoranza! La facilità con cui per anni mi son burlata dei ragazzi per dimostrare loro come fosse possibile raggirarli se non avevano gli strumenti della conoscenza!

La credulità è la più semplice da manovrare.

Arrivavo in classe con lo sguardo serio e preoccupato e fissando negli occhi uno qualunque gli dicevo :

“Stai attento che ti capiterà qualcosa”.

“Cosa prof?!?” era l’inevitabile seguito.

“Tu fai attenzione”.

“A cosa” …“nulla però fai attenzione”…“ma perché cosa deve succedere”… “nulla però stai attento.”…

E la cosa continuava così finché inevitabilmente qualcosa succedeva, del tipo che distratto dalle mie parole inciampava nei sui stessi piedi, ed allora avevo la mia “vittoria”.

A questo punto spiegavo il gioco alla classe e ne facevo una lezione di “anti pirlaggine”.

I ragazzi inevitabilmente sfruttavano la cosa per fare  nuove vittime nelle altre classi… e la storia finiva quando era noto a tutti il meccanismo.

Altro gioco era quello “della soglia”.

Al cambio dell’ora i ragazzi tendevano ad uscire dalle classi.

Io, da vera “fetente”, mi avvicinavo ad una classe (non una “mia” classe) e fingevo di lanciare una fattura biascicando qualcosa tra i denti, poi avvertivo i ragazzi che il primo che avesse varcato quella soglia sarebbe stato vittima di un’interrogazione negativa.

fattucchiera2.jpgTutti ridevano, ma nessuno voleva passare per primo, per cui andavano ad abbrancare il “solito sfigato” della classe per spingerlo fuori, tra resistenze attive di piedi puntati per terra e ridenti a denti stretti “ghe credo mia mia ‘ste storie!” smentiti dal contesto.

La mia fama di strega burlona era rafforzata dal mio essere un chimico. E la lezione più importante era quella di far pensare, di far analizzare alla luce della conoscenza la superstizione.

E proprio con la scienza  ho messo alla berlina tante scemenze che girano, specialmente negli spot pubblicitari. Il pH ad esempio (e si scrive così perché p è una funzione matematica ed H è il simbolo dell’idrogeno ione, che è il “responsabile” dell’acidità della soluzione) è uno degli argomenti degli inganni più diffusi. Conoscere un po’ di chimica in questo caso permette di evitare di farsi prendere in giro. E di buttar via danaro alle volte.

Ma il “popolo” per essere manovrabile deve essere ignorante.

Allora può essere sedotto dalle promesse mai mantenute, dalla povertà intellettuale nascosta dietro qualche citazioneil re nudo.JPG latina magari sentita per caso e riutilizzata per scena.

Allora può essere distratta dall’immagine della “virilità” esagerata e prenderla come esempio di vita auspicabile.

Le nudità del re ormai son messe alla berlina (link), ma è la “corte” che mi fa maggiormente schifo!




19 ottobre 2010

NON PER FARE POLEMICA…

 

E’ apparsa in questi giorni sui muri di Treviglio (nella “bassa” provincia di Bergamo) una pubblicità della scuola dell’ENFAPI (un centro di formazione professionale legato alla pubblicità enfapi3.jpgConfindustria e finanziato dalla regione) che mette a confronto il futuro di un operaio specializzato con quello di un laureato, dando al primo ottime prospettive ed al secondo triste disoccupazione.

La scuola vende la sua merce.

La Confindustria fa il suo mestiere.

Ma che si ponga agli occhi di un adolescente una scelta tra un percorso “blu o verde”, tra studio faticoso e disprezzato o veloce e semplice accesso al mondo del lavoro con prospettive rosee è un colpo meschino alla cultura ed una parziale mistificazione della realtà, specie in un periodo in cui nella zona decine e decine di piccole aziende stanno navigando in acque a dir poco burrascose.

E’ il paragone che vien fatto sul manifesto che è fortemente disprezzabile.operai20al20lavoro.jpg

In una provincia dove già per “forma genetica” c’è una netta propensione all’abbandono degli studi superiori in favore di un lavoro operaio, magari sottopagato, ma molto appetibile per un quindicenne, il denigrare una formazione universitaria ( senza peraltro tener conto delle prospettive che offrono alcune facoltà rispetto ad altre) vuol dire imporre una scelta non offrirla.

E questo è disonesto nei confronti dei ragazzi.

Per anni ho girato per le scuole medie inferiori per presentare l’Istruzione Tecnica. Ho sempre chiarito che era un percorso a doppia uscita: mondo del lavoro o università. Una scelta “per la vita” rinviata di qualche anno, quando le inclinazioni fossero state più chiare.

Molti degli studenti iscritti, dopo il diploma quinquennale, hanno continuato il percorso, anche classe operaia.jpgse erano entrati con l’idea di andare a lavorare prima.

Altri in difficoltà, o per necessità familiare, sono passati dall’istruzione tecnica alla professionale (qualifica dopo tre anni esattamente come all’ENFAPI) presente nello stesso complesso scolastico.

Ma tutti son partiti con la consapevolezza che lo studio è un valore per la persona, che la cultura permette di comprendere il proprio ruolo sociale.

Non so se ora sia ancora così. Forse il ruolo sociale attualmente è legato ad un bel culetto o ad un fisico palestrato.

E dietro agli occhi … niente. 

Forse dipende dalla flessibilità morale, dall’attitudine all’intrallazzo…

No! Io non ci sto! Io conosco tanti giovani (miei ex allievi) che sono colti e soddisfatti del loro lavoro. Giovani che sanno scegliere nella vita. Giovani che possono svolgere qualunque attività dalla più umile alla più qualificata con la coscienza di se e delle loro capacità.

Dalla biondina alta come un soldo di cacio laureata in chimica, all’ing. informatico che scrive racconti di fantascienza, al perito chimico che si è laureato in Storia, a tanti altri  che hanno segnato la mia vita, più di quanto io abbia segnato la loro, e che ora lavorano con IMG_2916.JPGappagamento, viene l’esempio di come se pur  sia difficile scegliere la strada tutta in salita dello studio, il risultato non è così deprimente come prospettato dal manifesto.

Forse se avessero visto quella pubblicità oggi sarebbero altre persone… Più felici? Non credo.

 




15 novembre 2009

AHO!!!!

Cazzarola!  È impossibile evitare di dire le parolacce.

Ora di pranzo più o meno. TV accesa e zapping veloce alla ricerca del solito “qualcosa di decente”.

hulk_tv2.JPGPassaggio su canale 5.  Casa del Grande Fratello con giardinetto solatio e delle  persone che discutono.

Sono due diretti discendenti degli scimpanzé che battibeccano, proprio come due galli in un pollaio, sul diritto ai “favori” di una delle ragazze presenti, che nel frattempo cerca di sedare gli animi.

Cambio canale.

Al passaggio  successivo c’è uno dei due galli che protesta a favore di telecamera dicendo che …” le donne devono da stà’ ‘n parcheggio quando parlo … nun s’hanno da ‘ntromette”..body1.jpg

Osservandolo meglio noto le caratteristiche da primate e lo sguardo torvo.

Già, si sa che per certi stereotipi sociali “l’omo si è omo ha da puzzà!”. Gli si addice.

Al passaggio successivo, tra una padella e l’altra sono una vera funambola dello zapping, colgo la frase di una fanciulla : …“io so’ coatta e coatta voglio restà!”.

Percarità ecchissenefreega! 

Libera tu di restare coatta, libera io di cambiare canale!

Dalla visione su youtube dei provini per la trasmissione ho capito che c’è una ricerca accurata del peggio del trash mediatico pur di attirare spettatori.

Il problema è che questo  induce una  fascia della società all’assuefazione ad una realtà di pessimo livello.

televisione-e-bimbi2.jpgParlo degli spettatori più giovani che sono subdolamente indotti a seguire il programma per divertirsi alle spalle delle scimmie in gabbia, poi senza rendersene conto cominciano ad imitarne il modello e finiscono per cadere nella trappola della mediocrità come status simbol sociale.

Certo! Questo modello calza a perfezione al bacino di voti a cui fa riferimento quella parte di parlamentari che si rasa tutte le mattine lo stomaco pur di restare legata ad una poltrona moooolto ben remunerata.

Mi ricorda qualcuno che disse che per avere i favori del popolo bastava dar loro lo spettacolo del circo (inteso come Colosseo e belve contro umani).giustizia_2.JPG

Così distratti dalla falsa realtà del teleschermo, indottrinati da un’informazione allineata, mantenuti nella più crassa ignoranza .. non capiscono, ad esempio,  che con la  riforma della giustizia che stà per passare  praticamente daranno un colpo di spugna anche a reati gravissimi come truffe, frodi, lesioni personali, omicidi colposi per colpa medica, maltrattamenti, violenza privata, eccetera.

Eppure ormai e palese come prendano in giro il paese, tanto che quella mezza misura d’uomo che per farsi vedere tira cazzate a raffica, ha nuovamente partorito una delle sue “direttive” punitive per i fannulloni della pubblica amministrazione : Il Giuramento Dei Dipendenti

Bhuuuhaaa! «Chi non lo farà sarà licenziato»… «.. serve a rafforzare la coscienza civile del paese e a valorizzare la figura del dipendente pubblico» …AriBhuuuuahaaa!

Poi vista la sua nota logorrea e altrettanto nota arroganza, dice lui stesso che è “acqua fresca” ma molto d’immagine. Infatti anche lui ha giurato al momento dell’assunzione dell’incarico di ministro, forse pensando di giurare il falso..

Quando ho preso servizio nell’amministrazione statale come docente di ruolo ho giurato di essere fedele alla Repubblica e di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato, quindi non è una novità, e vien tirata in ballo Bull_-_Cartoon_2.jpgora solo per sventolare il drappo rosso sul muso del toro che si sta incazzando.

Insomma, la donna deve tornare a far la calzetta, gli extracomunitari devono tornare a casa loro, la crisi che non passa è un’invenzione della sinistra, gli statali son tutti dei fannulloni e peggio di loro solo i musicisti.. ed intanto il ministro Prestigiacomo si preoccupa della carta igienica ..:

A gennaio la ministra sotto la spinta estetica, con un ordine di servizio ha comunicato che il Ministero dell’Ambiente, promotore degli acquisti verdi per la Pubblica amministrazione, non si servirà più  di carta riciclata bensì di carta 100 per cento cellulosa, spiegando ai sindacalisti attoniti: “È grigia me ne vergogno”, mentre aggiungeva che non si sarebbe fatta intimorire dalle loro spiritosaggini…

Naturale! Si può ipotizzare che in parlamento molti abbiano paura di rovinarsi la faccia ..



sfoglia     agosto        ottobre
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom