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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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3 maggio 2015

A QUANDO L’OLIO DI RICINO ?

Parlavo del nuovo significato di “democrazia” e mi viene offerto “casualmente” un chiarimento inoppugnabile, che arriva da Roma, città da cui iniziò la nostra storia e dove finì più volte la nostra libertà :

la circolare del Comune minaccia le maestre. Le minacce sono contenute nella fine della lettera. "Si raccomanda di vigilare attentamente sulla corretta osservanza delle richiamate norme (norme che si riferiscono al fatto che le docenti hanno fornito informazioni ai media circa l'applicazione dei nuovi istituti contrattuali anche inviando foto e utilizzando altri più moderni mezzi di comunicazione) la violazione delle quali integra comportamenti contrari ai doveri d'ufficio ed è fonte di responsabilità accertata all'esito del relativo procedimento disciplinare".>>

Le maestre nei giorni delle vacanze pasquali dovevano essere in servizio presso gli uffici dei Municipi comunali che, impreparati, le hanno rinchiuse nelle sale dei Consigli col divieto, in qualche caso, anche di andare al bagno. Una dichiarazione critica delle docenti messa su facebook o altro social network, darebbe dunque luogo a stili di comportamento non consoni al prestigio di Roma e alla sua funzione di capitale della Repubblica !

Siamo tornati alla concezione di pulito sette-ottocentesca, legata al candore del colletto della camicia stretto intorno al collo per bloccare gli effluvi mefitici della scarsa igiene.

Questa è la nuova democrazia! Zitti e mosca e… proni ai voleri del potente di turno.

Mi domando: quando ritorneremo all’olio di ricino per i dissidenti?

Questa è la nuova frontiera della democrazia. Non passa giorno senza dichiarazioni arroganti.

La ministro della P.I. liquida i docenti come “…squadristi che strillano e gli altri che assistono passivi..”. Li prendi letteralmente a calci nei cabbasisi e poi li etichetti da squadristi strillanti? E vorrei vedere!

Parti con “La buona scuola” on line per farli partecipare al rinnovamento e poi te ne fotti di quei consigli, perché hai già deciso cosa fare, cioè dare 471,9 milioni di € alle paritarie, quelle che per la Costituzione dovrebbero essere senza oneri per lo Stato.

Pretendi i test Invalsi per valutare il livello delle conoscenze nelle scuole dello Stato e poi non te ne può fregare di meno, visto che riduci le entrate e il personale, anzi t’inventi un nuovo percorso per entrare nella scuola come docenti al fine di avere personale gratuito, o quasi, per le supplenze, fermo restando che ogni tre anni se non sei di gradimento al comandante di turno sei fuori.

Per inciso, si parla di flessibilità del posto di lavoro, quello dei docenti lo è che più flessibile non si può!

Personalmente ho insegnato in sei scuole diverse ed in comuni diversi, sono entrata di ruolo dopo  solo 6 anni. Io, con laurea in chimica analitica, ho insegnato da “impianti e finissaggio dei tessili” a “merceologia” a “chimica delle fermentazioni e batteriologia industriale”, materie non troppo legate alle mie conoscenze, ma imparate in fretta e perfezionate in almeno tre anni di lotta con i discenti.

Non dimentichiamo che ho insegnato anche il rispetto e la comprensione agli adolescenti, ma questo mi è venuto naturale, perché agli adulti ho sperimentato che non si può più insegnare.


Se continuano sulla strada della riforma in esame sarà difficile che un docente arrivi ad una competenza decente e gli allievi avranno la vera e giusta scuola per il loro futuro : la scuola precaria in cui ognuno imparerà a navigare a vista e ad arrangiarsi da solo.




28 aprile 2015

QUESTI DANNO I NUMERI !

Potrei scrivere un secondo libro solo mettendo insieme tutti i post di commento alle cazzate dei politici sulla “riforma” della scuola!

Gente avvezza solo all’ammirazione del proprio ombelico ed al confronto degli attributi maschili tra di loro, si lancia in mirabolanti affermazioni sull’effettiva valenza dei metodi didattici e sulla pochezza del rapporto ruolo-tempo dei docenti nei confronti di una politica aziendale, e spara innovazioni capaci di rendere intere generazioni ignoranti come loro.

L’insopportabile arroganza di un capo di governo che palesa opinioni di una supponenza irritante ne dimostrano solo la superficialità e l’inconsistenza razionale:

“Mi fa ridere, se non fosse una cosa triste, il fatto che si proponga di scioperare contro un governo che sta assumendo 100mila insegnanti. Il più grande investimento fatto da un governo nella scuola italiana”.

Piccolo, ma doloso, inganno: quei 100mila che il governo vuole assumere sono i precari, ormai storici, indispensabili al funzionamento a minimo regime della scuola.
E torneranno ad essere precari dopo tre anni. E se brutti e antipatici ai presidi diverranno disoccupati.

Per avere un sovrappiù da destinare alla copertura delle assenze è necessario diminuire il numero della classi aumentando quello degli studenti per classe. Non frega un tubo ad alcuno se poi un laureato in lettere finisce per coprire l’assenza di uno di matematica, tanto la tuttologia è la laurea imperante nel mondo della politica (e dei Q.I. inferiori al 50 che abbondano tra le classi dirigenti).

La scuola è delle famiglie e degli studenti, non dei sindacati della scuola. Se fanno sciopero perché gli portiamo via il diritto di decidere cosa succede nella scuola, fanno bene”.

“Il dritto di decidere” deve dunque essere in mano a chi conosce solo la scuola che ha frequentato, magari privata e confessionale, mentre chi ha bagnato le pareti con il sudore della sua fronte deve tacere e ringraziare?!? E gli studenti di cui tener conto devono forse essere solo quelli delle superiori e in sintonia con chi impone la riforma? Perché per i più piccoli basta che non si diano compiti e si promuova senza rompere i cabasisi  e tutto va bene, specie per le famiglie per cui la cultura è qualcosa che si compera al mercato.

Ma questo vogliono lorsignori : un popolo ignorante che si faccia prendere per i fondelli da lupi mascherati da “salvatori della patria”.

C’è un tale livello d’imbecillità tra di loro che un pirla romano propone <<Scuole aperte h24 per 365 giorni l’anno. È il sogno dell’assessore capitolino alla Scuola Paolo Masini che immagina luci accese anche di pomeriggio e aule vissute perfino d’estate.>>

Ma stiamo dando i numeri?!?

A parte che le 24h prevedono anche la notte, fare della scuola un luogo aperto ad attività extrascolastiche non attinenti alla didattica vuol dire avere personale a disposizione per il controllo e la pulizia dei locali (24h su 24 e 365 gg su 365 ?) e poi organizzare ogni cosa in modo da non interferire con gli impegni scolastici.  Ma forse il sognatore pensa di far tutto con la gente a disposizione con una democratica riduzione in schiavitù !!

Già! Perché ormai è chiaro come il concetto di democrazia delle nuove leve del governo sia la legge del “se non sei d’accordo con me te ne vai e ti sostituisco con chi mi da ragione”, legge che fa dire al “..capo del governo e segretario del Pd che è “necessaria per la democrazia” la sostituzione dei deputati (in disaccordo n.d.r.) in commissione,…”, e al  “..ministro per le Riforme Maria Elena Boschi .. che le minoranze hanno “poca dimestichezza con le regole della democrazia…” a dimostrazione della sua innegabile democraticità.

E per spirito democratico “uno” si arroga il diritto di ordinare e di pretendere obbedienza magari obtorto collo.La minoranza può anche aver ragione, ma il gruppo degli yes man non deve discutere, ma  obbedire.

E per colmare la misura (il premier) si permette anche di prendere per le terga.


Ma attenzione perché dice il proverbio che “chi troppo in alto sale cade sovente precipitevolissimevolmente”, ed io me lo auguro.




3 aprile 2013

IL SIGNIFICATO

Ho rivisto in tv il film “Anna dei miracoli” nel quale è rappresentata la lotta per far comprendere ad una bimba cieca e sorda come ad ogni parola compitata corrisponda un oggetto.

democrazia,onestà,coerenza,rispetto,politica,adolescenti,equità, giustizia,Già. Ogni parola ha un significato, ma non sempre è univoco.

Ricordo che ho imparato il significato del termine “fascista” usato come invettiva quando, nell’aula magna della facoltà di chimica a Roma nel lontano ’69, durante un’assemblea, se lo “lanciarono addosso” reciprocamente una rappresentante del gruppo “Lotta continua” ed un rappresentante di “Potere operaio”, notoriamente entrambi della sinistra extraparlamentare.

In questi giorni l’etere è saturo di assurdi linguistici.

Partiamo dal termine “democrazia”.

Il significato più aderente è : “quello che dico io”. L’io è a scelta del blaterante.

E’ normale pensare che le proprie idee siano le migliori, ma il dubbio e la conseguente scelta, anche di modificazione, sono caratteristiche di un’intelligenza che sembra merce rara.

Come è rara la capacità di ascoltare fino alla conclusione dei discorsi. Dopo le prime frasi la maggioranza delle persone parte in contraddittorio con il proprio parere senza accorgersi che, magari, la controparte sta esprimendo lo stesso concetto, ma con altre parole.

Così torna in primo piano l’io.

L’arrogante “io” che appartiene alla “seconda fase” della crescita psicologica dell’essere umano, fase che troppe persone non superano mai (la prima, neonatale,  è “il mondo sono io”, la seconda, infantile, è “Io e il mondo” e la terza, corrispondente alla maturità intellettuale, è “il mondo ed io”).

Altro termine è “onestà”.

Il criterio di onestà è diventato elastico.

Il derelitto che rubacchia, quello che opera piccole truffe magari ai danni dello stato, quello è disonesto e viene perseguito a norma di legge.

Chi arricchisce indecentemente lucrando con il pubblico danaro, chi truffa truccando bilanci o con spericolate operazioni finanziarie il cui danno ricade su altri, chi accetta vacanze in isole da sogno senza pagare un quattrino in cambio di favori concessi, chi compera ville o case a “due lire”, è solo un “furbetto” che, se stupidamente si è fatto scoprire, può cavarsela con una sculacciata metaforica.

Se poi è parlamentare di lungo corso allora la fa franca magari con scappatoie ad hoc.

La rettitudine morale in politica è diventata un handicap.

Come lo è la coerenza.

Se sei retto e coerente sarai distrutto ed emarginato, specialmente se sei a conoscenza di malefatte e intrallazzi altrui, e lotti per affermare i tuoi principi contro coloro di cui solo tu conosci la reale portata delle “colpe”.

Sensibilità” : ecco un altro termine oscuro.

Tutti abbiamo una sensibilità, il problema sono “gli altri”.

Noi pretendiamo il rispetto dagli altri. Siamo attenti alle offese e alle carenze d’attenzione degli altri. Spesso però non diamo reciprocità a questi sentimenti, o ne sottovalutiamo il valore quando siamo noi ad agire.

La sensibilità intesa come “rispetto” nei confronti di alcuni campi d’interesse sociale ormai è nulla.

Parlo della sfera del sesso. Parlo dell’ironia sulla religione. Parlo delle volgarità.

democrazia,onestà,coerenza,rispetto,politica,adolescenti,equità,giustizia

Trovo idiota l’indignazione per la condotta di assoluta libertà sessuale delle e degli adolescenti visto che hanno avuto come balia la tv che ad ogni ora mostra con liberalità gente che “si fa i fatti propri” davanti alle telecamere, insegnando che tutto è concesso.

Per non parlare della violenza diretta di certi telefilm o videogiochi che inducono all’assuefazione e all’imitazione.

Mi sono divertita allo scandalo e successivo ostracismo verso una persona che ha “osato” definire gli individui che operano in parlamento con il termine che molti prima di lui hanno usato, magari utilizzando altri termini,  e che per molti è dimostrato da inchieste come sia aderente.

In un mondo di trivialità verbali, in una società, purtroppo, retrograda nei confronti del rispetto per la donna, “tanto furor per nulla”!

Concludo con “Equità e giustizia ”, termini che troppi scrivono sulle loro bandiere con la malizia e l’arroganza dell’imbroglione.

Equità”  vuol dire per costoro “quel che è tuo è mio e quel che è mio è mio”, come diceva mia nonna.

Giustizia” invece è solo un termine altisonante e tutto da interpretare in base alle necessità.

Ci sono parole, infine, il cui significato è unico e irrimediabilmente confermato dai fatti e sono “violenza”, “crudeltà”, “prevaricazione”, “intolleranza” e “arbitrio”.

Questi sono atti di cui si nutrono gli avidi di potere, magari trincerandosi dietro ad una dottrina scritta da uomini per gli uomini,  comportamenti che determinano la divisione del mondo in due gruppi : quelli che hanno tutto e chi non ha neppure il diritto di vivere, figuriamoci “alla felicità”.

 




1 giugno 2011

UN FILO DI SPERANZA

Immagine 019.jpgNon ho ancora acceso la tv,(sono le sei di lunedì  30 maggio), ma ho seguito sui quotidiani on line  le novità. I titoli sparano dallo schermo un sorriso soddisfatto o beffardo.

Finalmente qualcosa si è mosso. La gente come me, quella che brontola e spera, dalla misura colma, ha trovato la strada per muovere un passo verso quella “democrazia” che sta soffocando sotto l’ampia coperta del malaffare e sollevandone un capo darle nuovo respiro e forza.

Dobbiamo tutti ringraziare, chi per gratitudine e chi per scherno, le nuove generazioni che hanno  riportato a galla l’ironia, quell’ironia tagliente e beffarda del Pasquino romano, capace di uccidere più della spada. E si è visto!

A Milano la diffamazione politica è finita nel più ampio sberleffo che mai io abbia veduto.

A Napoli “le mani pulite” alzate a difesa del peggior degrado hanno avuto la piena fiducia di un popolo sano ed onesto in cerca solo della sua dignità lordata dalla corruzione e dalla supponenza dei “soliti ignoti”.

Ed ora leggendo le parole scritte dai calzascarpe dei potenti o le grida che si levano dal sole delle alpi, del tipo “Ora Godetevi i Comunisti”, oppure “Radio Padania trasmette 'Bandiera Rossa'!” mi nasce spontaneo un quesito :

- "Chi sono i comunisti oggi?".

La mia nonna materna, donna di chiesa, rispondeva alle provocazioni irridenti di mio padre dandogli del “can de un sosialista” perché dargli del comunista sarebbe stato troppo. Comunista era il demonio per lei. (Per inciso mio padre non era di sinistra.)

4GRANDI.JPGForse certe persone d’oggi son rimaste agli anni dell’immediato dopoguerra quando ad est c’era “baffone”!

Oggi il comunismo è diventato solo un capitalismo deviato.

Per me ha lo stesso significato del “Roma ladrona” in bocca a chi in quella stessa città ha trovato mammelle gonfie da mungere.

La  stessa chiesa cattolica ha nelle sue origini il vero comunismo, e alcuni suoi componenti lo stanno ricordando con parole di fuoco. Anche se chi, pur della stessa parrocchia, ha il ventre prominente e li mette all’indice. (video 1 – video 2)

fiore rosso1.JPG

Oggi si è compiuto un nuovo passo :

  • ieri da mangia bambini a sozzoni puzzolenti

  • oggi da sporchi fetenti a sindaci comunisti

E la gente come me ritorna a sperare.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 1/6/2011 alle 16:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



1 novembre 2008

DEMOCRAZIA E’…

è    Democrazia è permettere di governare a persone senza scrupoli e prive di onestà.
è    Democrazia è riuscire a convivere con persone che non vedono aldilà del proprio tornaconto.
è    Democrazia è consentire di parlare a chi dice solo frasi fatte imparate a memoria, e contesta per partito preso.
Penso di essere masochista perché ho voluto assistere alle dichiarazioni di voto sul decreto Gelmini in senato.

gelmini coda.jpgLa signora ministro, seduta sul “trono”, con aria annoiata faceva finta di seguire le parole degli oratori. Si, faceva finta perché sfogliava con non chalance un libro sollevando a tratti il viso e lo sguardo verso un punto indefinito. L’aula era praticamente vuota, tra gli scranni qua e là qualche rappresentante dei vari schieramenti intento a distrarsi il più possibile.Gli oratori si susseguivano stando in piedi contornati da cinque colleghi, due ai lati e tre dietro, per riempire lo schermo della diretta televisiva. Loro si che ascoltavano, per poter assentire o applaudire, mentre gli altri presenti continuavano le loro faccende nella più totale indifferenza, in ogni caso erano proprio “quattro gatti” a presidio dei propri settori. Gli interventi erano parole scritte “a futura memoria”.. visto che interessavano solo la telecamera…

·  “..Signora ministro, Noi…. Bla, bla, bla …(cose come:  le hanno fatto fare una schifezza di decreto che non tiene in alcun conto l’opinione di chi lavora nel settore, prende a calci nelle pa… più di un centinaio di migliaia di lavoratori precari, e se ne frega  altamente dei bambini che, dal tono con cui ne parla, sembra le rompano solo gli zebedei..)”.. Oppure

·  “..Signora ministro, Noi…. Bla, bla, bla …(cose come : ..Insomma qualcosa di buono in quello che è scritto può esserci ad analizzare con attenzione i punti e le virgole, ma i tagli sono troppo evidenti e profondi, potevate nasconderli almeno un po’, in ogni caso l’aver esautorato il parlamento ci mette nelle condizioni di operare una scelta…)”.. Oppure

·  “..Signora ministro, Noi…. Bla, bla, bla …(cose come : Siamo fermamente convinti che sia un decreto bellissimo. Anche perché lo ha concepito il “capo” che sa quello che fa, e noi siamo sempre con lui. La sinistra deve finirla di intromettersi in cose che non capisce. I comunisti vogliono che la scuola insegni a ragionare! Basta! La nostra scuola sarà un’ottima scuola d’elite!..)”..

senato.jpgLa reazione era sempre la stessa, un pallido sorriso agli “amici”, niente agli altri, nessuna reazione visibile se non quella dello stereotipo dell’indifferenza.

Un’immagine tristissima del Senato.

Il mio limite di sopportazione è stato velocemente raggiunto ed ho chiuso la TV. L’unica cosa bella di quella scatola è il tasto che permette di cancellare fisicamente una presenza sgradevole. Ormai le varie reti stanno modellando i palinsesti  in modo da fornire un’informazione preconfezionata ed il resto diretto ad una platea immatura, preparato in modo  da indurre una specie di “anestesia” dei valori che ne formi dei sudditi miopi ed obbedienti.

Quando si assiste alla performance di un capo del governo che, come mia nonna buonanima, identifica il demonio nei comunisti, e invita gli industriali  a non fare pubblicità su “certe reti” le cui Inflation.comp.jpgtrasmissioni “diffondono panico e sfiducia”, quando si sentono ministri che affermano che per la scuola non ci sono “lettere di licenziamento”, (e tte credo! I docenti di ruolo non sono licenziabili se non in casi veramente particolari, e quelli che ci lasciano la pelle sono i precari, cioè quei docenti che vengono assunti da settembre alla fine delle lezioni, vale a dire giugno, e non mangiano a luglio ed ad agosto, che lo sono magari da 10 e più anni, che hanno abilitazione, laurea specialistica per l’insegnamento, corsi di tutti i tipi fatti per avere punteggi in più nelle graduatorie, e che nella scuola in cui insegnavo erano dal 40 al 60% del corpo docente, una bazzecola), allora si deve pensare che questa sia la vera democrazia, permettere che cose così succedano!



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