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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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2 ottobre 2018

ESSERE DONNA...

Nell'ormai lontano 2008 ho scritto e pubblicato "ESSERE DONNA". 

Le parole del prof.Strumia riportate dalla stampa di ieri mi inducono a pubblicare nuovamente la mia storia... con un sorriso amaro...


·                    Anni ’60. La finestra della stanza del vecchio convento riconvertito in liceo scientifico incorniciava una larga lama di sole, quel sole di maggio che riempiva le menti degli allievi di immagini di libertà. La vita premeva contro il muro della lezione di latino, ed i secondi erano minuti, ed i minuti ore..

Quel largo grembiule nero che doveva celare  le braccia ormai scoperte e le gonne più leggere lunghe fin sotto al ginocchio pesava come una corazza.

66a8ee32d839938ae8917638f42bb289.jpgFinalmente la campanella della fine! Via il grembiule, sulle spalle il golfino di cotone ed Anna con i libri nella borsa corre verso la libertà sottobraccio a due compagni, uno a destra ed uno a sinistra, tre moschettieri con il passo lungo e sicuro e il sorriso incontenibile  della primavera nel sangue.

La mattina seguente Anna è convocata in Presidenza dove il Preside, uomo burbero, severo, con grandi baffi, la rimprovera per il comportamento “poco dignitoso per una signorina” nel dare esplicita dimostrazione di confidenza verso i compagni di sesso opposto.

Le scuse di Anna e l’espressione compunta son solo di circostanza, pur di fuggire da quella stanza ammetterebbe anche un delitto. Con quei compagni c’è un cameratismo poco “femminile”, ma che racchiude un affetto sincero che nulla potrà scalfire.

·                    Il mitico ’68.  L’Università degli studi di Roma è occupata. Anna, matricola alla facoltà di Chimica, vuole entrare per vedere l’Istituto. Si può passare solo dall’ingresso laterale, dove c’è una scrivania con due appartenenti al collettivo studentesco che selezionano gli ingressi.

-          “ E tu chi sei? Dove vuoi andare?”

-          “Sono una matricola di chimica e voglio entrare”.

-          “Matricola eh? “- lungo sguardo penetrante dalle scarpe alla punta dei capelli - “Tch! Tu non arrivi alla laurea, o ti sposi prima o comunque resti incinta e abbandoni, comunque passa!” .

Ecco la sentenza, era un complimento, voleva dire che non era proprio un “cesso”.

·                    Secondo anno di chimica, prima lezione di “Impianti chimici”.

Entra un professore piccoletto, abito grigio, cravatta in tinta, leggermente stempiato, quel che si definisce “tipo commenda”.

-          “ Oh! Vedo che ci son due ragazze. Complimenti! All’esame io alle donne do un voto in più perché se dimostrano di aver capito almeno qualcosa meritano d’essere premiate!”

Anna lo guarda con compassione e decide di passare dalla facoltà a cui era iscritta, cioè Chimica Industriale, a quella di Chimica Pura, sperando di non imbattersi in altri microcerebrati dello stesso tipo.0bf5274c59d4092cfd231c179c70447b.jpg

·                    Fine Anni ’70. Anna lavora in una ditta Farmaceutica a Roma, ma deve trasferirsi “per amore” a Torino, quindi presenta domanda di assunzione in molte ditte piemontesi, vantando un curriculum decisamente interessante e la volontà espressa di trasferirsi.  Solo poche, pur essendo in cerca di personale, rispondono. Una ditta la invita al primo colloquio, che evidentemente risulta positivo visto che viene fissata la data del secondo colloquio, quello con il “direttore”.

Anna, emozionata e speranzosa apre la porta dell’ufficio del “direttore”, una stanza ben illuminata con l’immancabile mega scrivania.

-          “ Ma Lei è una donna!” Questa è la frase che apre il colloquio.

Il nome è Anna, non Giulia o Andrea. Ha  mandato un curriculum completo. Ha superato un colloquio faccia a faccia con un altro impiegato. Si veste con le gonne, sempre!, perché ha l’incubo dei fianchi larghi! … “ Ma Lei è una donna!”… Ma Noo!

Già, le donne si sposano, fanno i figli, soffrono di emicranie. Che importa se hanno tutte le carte in regola per essere assunte, se hanno un’esperienza pluriennale, se sanno fare benissimo un lavoro specializzato. L’unica cosa divertente del colloquio è l’equilibrismo dialettico del “direttore” che doveva liquidare la “signorina” senza troppo danno d’immagine, come se non l’avesse già fatto!

·                    “Una vita” nella scuola.

Per tutti i dirigenti la docente è “la Signora”, mentre gli uomini sono o “l’ingegnere” o “l’architetto” o “il professore”, chissà perché!. Per molti è difficile accettare anche nella scuola una donna in posizione direttiva,  ogni sua scelta viene discussa più che se fosse fatta da  un uomo. Eppure la scuola va avanti grazie alle donne, alla loro sensibilità, alla loro caparbietà, al loro spirito di sacrificio.

91f8e7f6ec46b66dfe825d24d1439f1b.jpgLa prima frase che ho detto a mia figlia quando l’ho avuta per la prima volta tra le braccia è stata:

-          “Mi dispiace tanto per te, che tu sia nata femmina, ma son felice per me… Benvenuta Ranocchietta mia!”




15 marzo 2012

POSSO DIRE “CHE SCHIFO”?

lily nel lavandino1.JPGL’espressione più spontanea in questo periodo è il “sorriso amaro”.

Spesso scappa da ridere, cioè, ma c’è poco da ridere in effetti.

Pare che lo facciano apposta.

Sparano sentenze oltre il limite del ridicolo perché sembrano totalmente dimentichi del recente passato in cui, come attività prevalente,  hanno curato la crescita delle loro corna fino a farle diventare avanguardie lunghe e lucenti della loro presenza, ed ora additano al pubblico ludibrio le bozze frontali, di origine traumatica da contatto con muri più duri 

politici,lega,società,maleducazione,educazione,diritti delle donnedel miglior cemento armato, di chi sta cercando di tirare fuori dal pantano la carretta sottratta alla loro incuria.

Come il bue che dà del cornuto all’asino.

Quando poi, in conversazione “privata” in pubblico, cioè non dichiarazione ufficiale, qualcuno afferma che c’è un modo di far politica che fa schifo, apriti cielo!

Incitare a pulirsi il c…o con la bandiera italiana, o mandare a quel paese il Presidente della Repubblica, o girare col dito medio alzato nei confronti di chiunque, o l’inciucio, o la collusione, o il ladrocinio legalizzato, questo era ed è normale.

Dare dello schifoso a chi lo è di fatto non lo è!

A proposito del dito medio… e della scomparsa della “buona educazione” che vent’anni di predominio di maleducati arroganti e prevaricatori dilaganti nei media ci hanno regalato…

Un fatto accaduto a me : Stavo camminando lungo uno dei viali della cittadina in cui abito quando ho incrociato una fila di piccini dell’asilo che, accompagnati dalle maestre, tornavano verso la scuola.

Ho sempre un sorriso pronto per i bimbi, ed ho cominciato a salutarli con la mano e con le parole. I cuccioli rispondevano con grandi sorrisi quando uno di loro mi ha mostrato il dito medio ridendo e nascondendo poi la faccia dietro al compagno di fila.

Sono subito intervenuta dicendo che era un gesto volgare da non farsi e che solo i “bimbi brutti” lo politici,lega,società,maleducazione,educazione,diritti delle donnefacevano, mentre “i belli” no. A questo punto una delle maestre si è girata dicendomi : “Eh! Ma insomma! Sono solo dei bambini! ”

Si! E’ vero, ma proprio per questo è importante demonizzare i comportamenti sbagliati. Forse in futuro comprenderebbero che certi personaggi non sono degni della loro attenzione e diverrebbero cittadini migliori.

E Tu, maestra (o genitore), dovresti essere un’educatrice e quindi sapere che “loro” sono bombardati dagli esempi di una società che ha perso la strada giusta e quindi dovresti comprendere ed appoggiare il mio intervento. Ma poiché sei anche Tu vittima della stessa società e sei talmente intellettualmente debole da essere ormai incapace di usare il cervello non sei adeguata al ruolo che hai.

Senza vergogna o limite le “finesses” dei politici non finiscono mai e continuano a riempire l’etere, l’ultima è di Formigoni (link per la boutade in diretta). Seguita a ruota da:

 La confessione di Maroni: “Macché xenofoba La Lega ci ha solo marciato per avere voti””!  

Ci ha solo marciato?!?  E gli elettori son dei pirla!

Mentre lentamente affiorano nel mare dell’informazione gli scheletri delle malefatte della politica, fatte inabissare legate a macine da mulino di intrallazzi, corruzioni e concussioni, si evince che chi più grida d’essere innocente è chi più ha da nascondere.

Senza vergogna alcuna per le sue lunghe corna urla cornuto, cornuto, cornuto.

Ed ancora una volta si cerca di fare una legge per sommergere nuovamente quanto già emerso o che rischia di emergere. Ormai nulla se non questa cosa è più rilevante per “coloro”.

Ormai nulla al di fuori del loro tornaconto può sconvolgere le loro esistenze.

Le migliaia di persone torturate e poi uccise con barbarie, i bambini  violati ed usati come merci, le donne dichiarate (link) dalla legge, approvata da pochi giorni, senza diritti… valgono al massimo uno sguardo distratto a meno che non ritornino a loro vantaggio.

Dramma nella Grecia in recessione. A 12 anni mette in vendita il figlio neonato

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Quello che colpisce è l’assenza di attenzione per chi ha partorito, cioè una bambina di dodici anni…  è un dramma solo della recessione...





16 agosto 2009

“..ALABARDA SPAZIALE !.. “

 gold3.jpg“ Alabarda Spaziale Contro le forze del male!!!”
Indimenticabile esclamazione del mitico Goldrake nel cartoon “UFO robot”..
Ora mi trovo un Goldrake nazionale, certamente meno imponente dell’altro, ma non meno “colorato”, che “lotta contro le forze del male” (“Berlusconi: ..«Pronto un progetto a lungo termine contro le forze del male».” ) incarnate in chiunque non sia dalla sua parte, nella sua guerra privata per la difesa degli interessi suoi e degli “amici”.
In più di trent’anni che son passati son certo cambiate le armi.. ed anche gli antagonisti.
Lui è talmente impegolato con l’avversario che dovrà scegliere bene la strategia per non morire con esso. Sicuramente continuerà a ricorrere alla solita magia del “chiudete gli occhi e pensate che tutto vada bene” che ammalia gli italioti. E beatamente contornato da figure servili che si cibano degli avanzi che vengono loro lanciati, ed in cambio dei quali dicono sempre “si, si”, continuerà a credere di essere “l’Idolo” per antonomasia.
Porca Vacca! Intanto per pararsi il lato b sta begando per far fare le carceri private. Così se tutto andasse male nel futuro, visto che certo nella costruzione e gestione delle struttura ci infilerà “ zii e cugini”, una bella “Casa Circondariale Certosa on the sea” potrebbe salvargli la pensione.
Certo che… tra il Goldrake nazionale ed il Sènatùr siam messi di lusso!
I soliti ignoti “tanto per no restar à sèco de casàde” (tanto per non restare privi di scemenze) per mezza bocca di “Lui” continuano con la storia dei dialetti da insegnare a scuola tramite le canzoni popolari come “gli ha suggerito la moglie maestra elementare”. Sinceramente vorrei sentire come parla il varesotto la signora Manuela, agrigentina doc.Bossi medio.jpg
Poi con quali canzoni?
Con NOTER DE BERGHEM (video) (testo con traduzione), ma è solo strettamente territoriale. Meglio con la “ Bernardona” , quella che dice (e non ci penso neppure a tradurla!)
O siate benedetta, Bernardona,
alza li gambi e mostrami Verona,
mostrami Verona affatto affatto
ch'io ti farò veder Bernardo matto;
Bernardo matto ch'i' ho l'è 'na brutta bestia
che in tutti i büs al gh' völ mettar la testa.
Non digo minga i büs dalli murai,
ma digo quelli ch'è sota li patài.
Così uniamo l’utile con il dilettevole, dialetto ed educazione sessuale! Ed il “celodurismo” può trovar così culla nello stesso sistema educativo.
Eppure ci son ben altri orizzonti da guardare.
Quello della guerra, per esempio. Perché siamo in guerra, non in “missione di pace” come dicono. Basta leggere : “La pericolosa onestà dei ministri italiani” , “Attacco al cuore della Kabul occupata” , “Afghanistan: più truppe straniere, più mine, più morti civili. Parola di esercito Usa(video)”.
Ma è meglio distrarsi con puttanopoli e dintorni.
ishr-burka.jpgAnche se poi, a proposito di come vengon trattate e si fanno trattare le donne, ci si ritrova a pensare di come non sia ancora maturata nel mondo la consapevolezza della pari dignità tra i sessi. Il potere è saldamente nelle mani degli uomini, sia quello laico che quello religioso. Il medioevo non è ancora finito, e gli uomini sfogano sulle donne i loro peggiori istinti :Afghanistan, in vigore legge che calpesta i diritti delle donne”.
E se non c’è credo c’è la convinzione dello scambio di favori. E se non c’è neppure questo allora c’è l’assurda pretesa del “possesso” per amore.
Dio Santissimo! Io sono donna e sono un essere pensante che la natura ha fatto capace di intendere e volere, di scegliere quello che è meglio sia per me che per la sopravvivenza della prole. Ma questo è proprio questo che fa paura.



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