.
Annunci online

  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

la legge è uguale.JPG

free bloggerC3.jpg


2 ottobre 2018

ESSERE DONNA...

Nell'ormai lontano 2008 ho scritto e pubblicato "ESSERE DONNA". 

Le parole del prof.Strumia riportate dalla stampa di ieri mi inducono a pubblicare nuovamente la mia storia... con un sorriso amaro...


·                    Anni ’60. La finestra della stanza del vecchio convento riconvertito in liceo scientifico incorniciava una larga lama di sole, quel sole di maggio che riempiva le menti degli allievi di immagini di libertà. La vita premeva contro il muro della lezione di latino, ed i secondi erano minuti, ed i minuti ore..

Quel largo grembiule nero che doveva celare  le braccia ormai scoperte e le gonne più leggere lunghe fin sotto al ginocchio pesava come una corazza.

66a8ee32d839938ae8917638f42bb289.jpgFinalmente la campanella della fine! Via il grembiule, sulle spalle il golfino di cotone ed Anna con i libri nella borsa corre verso la libertà sottobraccio a due compagni, uno a destra ed uno a sinistra, tre moschettieri con il passo lungo e sicuro e il sorriso incontenibile  della primavera nel sangue.

La mattina seguente Anna è convocata in Presidenza dove il Preside, uomo burbero, severo, con grandi baffi, la rimprovera per il comportamento “poco dignitoso per una signorina” nel dare esplicita dimostrazione di confidenza verso i compagni di sesso opposto.

Le scuse di Anna e l’espressione compunta son solo di circostanza, pur di fuggire da quella stanza ammetterebbe anche un delitto. Con quei compagni c’è un cameratismo poco “femminile”, ma che racchiude un affetto sincero che nulla potrà scalfire.

·                    Il mitico ’68.  L’Università degli studi di Roma è occupata. Anna, matricola alla facoltà di Chimica, vuole entrare per vedere l’Istituto. Si può passare solo dall’ingresso laterale, dove c’è una scrivania con due appartenenti al collettivo studentesco che selezionano gli ingressi.

-          “ E tu chi sei? Dove vuoi andare?”

-          “Sono una matricola di chimica e voglio entrare”.

-          “Matricola eh? “- lungo sguardo penetrante dalle scarpe alla punta dei capelli - “Tch! Tu non arrivi alla laurea, o ti sposi prima o comunque resti incinta e abbandoni, comunque passa!” .

Ecco la sentenza, era un complimento, voleva dire che non era proprio un “cesso”.

·                    Secondo anno di chimica, prima lezione di “Impianti chimici”.

Entra un professore piccoletto, abito grigio, cravatta in tinta, leggermente stempiato, quel che si definisce “tipo commenda”.

-          “ Oh! Vedo che ci son due ragazze. Complimenti! All’esame io alle donne do un voto in più perché se dimostrano di aver capito almeno qualcosa meritano d’essere premiate!”

Anna lo guarda con compassione e decide di passare dalla facoltà a cui era iscritta, cioè Chimica Industriale, a quella di Chimica Pura, sperando di non imbattersi in altri microcerebrati dello stesso tipo.0bf5274c59d4092cfd231c179c70447b.jpg

·                    Fine Anni ’70. Anna lavora in una ditta Farmaceutica a Roma, ma deve trasferirsi “per amore” a Torino, quindi presenta domanda di assunzione in molte ditte piemontesi, vantando un curriculum decisamente interessante e la volontà espressa di trasferirsi.  Solo poche, pur essendo in cerca di personale, rispondono. Una ditta la invita al primo colloquio, che evidentemente risulta positivo visto che viene fissata la data del secondo colloquio, quello con il “direttore”.

Anna, emozionata e speranzosa apre la porta dell’ufficio del “direttore”, una stanza ben illuminata con l’immancabile mega scrivania.

-          “ Ma Lei è una donna!” Questa è la frase che apre il colloquio.

Il nome è Anna, non Giulia o Andrea. Ha  mandato un curriculum completo. Ha superato un colloquio faccia a faccia con un altro impiegato. Si veste con le gonne, sempre!, perché ha l’incubo dei fianchi larghi! … “ Ma Lei è una donna!”… Ma Noo!

Già, le donne si sposano, fanno i figli, soffrono di emicranie. Che importa se hanno tutte le carte in regola per essere assunte, se hanno un’esperienza pluriennale, se sanno fare benissimo un lavoro specializzato. L’unica cosa divertente del colloquio è l’equilibrismo dialettico del “direttore” che doveva liquidare la “signorina” senza troppo danno d’immagine, come se non l’avesse già fatto!

·                    “Una vita” nella scuola.

Per tutti i dirigenti la docente è “la Signora”, mentre gli uomini sono o “l’ingegnere” o “l’architetto” o “il professore”, chissà perché!. Per molti è difficile accettare anche nella scuola una donna in posizione direttiva,  ogni sua scelta viene discussa più che se fosse fatta da  un uomo. Eppure la scuola va avanti grazie alle donne, alla loro sensibilità, alla loro caparbietà, al loro spirito di sacrificio.

91f8e7f6ec46b66dfe825d24d1439f1b.jpgLa prima frase che ho detto a mia figlia quando l’ho avuta per la prima volta tra le braccia è stata:

-          “Mi dispiace tanto per te, che tu sia nata femmina, ma son felice per me… Benvenuta Ranocchietta mia!”




3 ottobre 2015

NON SONO NORMALE...

Cronaca di un giorno di dieci anni fa...


Li chiamano Eventi….


Giornata uggiosa. Sono sveglia dalle sei, ma non vorrei mai scendere dal letto, specialmente quest’oggi, il giorno del Convegno di Matematica. Ieri ho lottato tutto il dì con la mia capacità intellettuale (decisamente inadeguata per la situazione)  per prevedere ogni cosa, e far in modo che tutto sia al posto giusto, conscia che comunque dovrò affrontare mille imprevisti.

‘Che almeno le cose prevedibili siano pronte!

Sono le otto meno cinque, ovviamente sono in ritardo, avrei voluto essere a scuola alle sette e tre quarti. Ho lottato strenuamente contro i miei capelli (lunghissimi e mezzi ricci), con l’abito (non scivolava adeguatamente, o, per meglio dire, si era attorcigliato in modo inusitato), con il cane, (che poverino voleva pisciottare qua e là con calma nel giardino, mentre io dovevo uscire con l’automobile).

I ragazzi stanno arrivando a frotte, tranquillamente, mentre scendo dalla macchina davanti alla scuola.

Entro con passo frettoloso, e la bidella mi assale con un  “Finalmente!! Una Signora è qui dalle sette e mezza. E’ una di quelli che parlano, e vuole vedere se  è tutto pronto”.

“Va bene Teresa, ora me ne occupo io.”

Sto per entrare nella mia stanza per posare il cappotto, quando sono letteralmente investita da un collega furioso, che mi urla in faccia :

- “ Come ti sei permessa di far entrare la mia classe più tardi! Chi te lo ha detto di farlo!”

La collega, che collabora con me, ha gli occhi a palla, è arrabbiata, ed  aggiunge :

- ” Eccola, finalmente sei arrivata,  è stata lei a dirmelo, figurati se avrei preso io un’iniziativa del genere! Questo sta strillando con me…….”

-“ Hai dato l’adesione al Convegno e quindi ti ho lasciato libero da impegni, come ho fatto con gli altri!”

- “Ma io partecipavo solo dalla terza ora! Chi ti ha autorizzato! Come ti sei permessa!”

- “Mi è stato dato, dalla collega che raccoglieva le adesioni,  il tuo nome insieme agli altri, ed io ho  organizzato le cose in modo da favorire la tua a scelta. Nessuno mi ha detto che avresti partecipato solo dalla terza ora.”

L’energumeno con la solita arroganza, perché purtroppo non è la prima volta che mi capita di discutere con lui,  si avvicina urlandomi in faccia :

-“Allora cerchiamo la collega, e vediamo un poco se…….”

-“Se continui con questo tono  ci vediamo in tribunale, perché ti denuncio!” Dico, con un tono di voce quasi baritonale per la rabbia repressa,  scansandolo dalla porta ed entrando nella vicepresidenza, vibrante di collera, per posare la borsa.

Dei ragazzi, quelli che avevo designato per l’accoglienza dei convegnisti, mi attorniano chiedendomi istruzioni e chiarimenti, e la collega, dietro alla scrivania, continua ad organizzare le sostituzioni.

L’energumeno non smette di sbraitare, chiedendomi chi mi dà l’autorità per fare certe cose.  Lo sciocco non si rende conto di far la figura che merita, visto che “certe scelte” mi sono autorizzate dalla stessa funzione che svolgo, senza voler scomodare il fatto che il Dirigente mi ha dato carta bianca per l’occasione, troppo importante per il prestigio della scuola.

Appendo il cappotto all’appendiabiti e, girandomi, sbatto contro la faccia irritante ed irritata del personaggio in questione. 

Aspiro a fondo per dominare i miei istinti, conto a bassa voce fino a cinque, mentre il campione d’arroganza e presunzione continua nella sua sceneggiata,  quindi, con la fredda razionalità che situazioni particolari richiedono, stringo il suo gomito con una mano, accompagnandolo con autorità verso la porta, ringhiando (letteralmente):

 - “Fuori da questa stanza! Ti ho detto di uscire dalla stanza, ‘che devo fare altro che ascoltare te!”

Chiudo la porta senza sbatterla, con un miracolo di self-control, poi mi giro verso gli allievi che assistevano impauriti alla scena,  essendo note le mie doti animalesche nella rabbia più pura, perplessi dal mio autocontrollo, dicendo :

- ” Allora, è qui tutto preparato, dovete…….” Poi mostro loro le mani che tremano, quasi per scusarmi non so bene di cosa….

Comincia una giostra di ordini, spiegazioni, richieste, controlli, passi veloci da un posto all’altro, perché tutto parta adeguatamente.

 …..Chiamare il tecnico per caricare il file sul PC della sala riunioni. 

……Salutare le colleghe-amiche provenienti da altre scuole…

….. Sollecitare i ragazzi all’accoglienza  delle persone che arrivavano, coadiuvata dal personale della scuola…

…… Mandare in classe, ringhiando affettuosamente, i ritardatari…

……. Calmare borbottii dovuti a pretesi disservizi, rimandando quello che non è urgente, ed  abbaiando contro i soliti ragazzini curiosi che volevano spiare gli arrivi…….. 

Nel frattempo osservo il professore arrabbiato che parla concitatamente con la collega che risponde per le rime.. Se avessi avuto il dono della stregoneria, credo che “qualcuno” non sarebbe riuscito a raggiungere il bagno prima di rilasciare le sue scorie!

Lentamente ogni tessera raggiunge la sua posizione, ed il puzzle inizia a mostrare la sua trama. 

Arrivano le personalità che attendevamo, arrivano i relatori, che avevo incontrato la sera precedente, arrivano alla spicciolata  molte persone non preventivamente iscritte, arrivano le parole e gli applausi, mentre la vecchia macchina, rilucidata a nuovo, con quell'orgoglio delle vecchie carrette, ormai misconosciuto alle nuove produzioni rilucenti di tecnologia, ma povere di spina dorsale e di cuore, percorre silenziosamente il suo cammino a testa alta, superando le difficoltà, con quella fantasia e quella forza che l’hanno fatta arrivare, ancora efficiente,  all'età della pensione.





5 luglio 2015

D’ANNATA CULTURA !

In questi giorni ho trovato su “Il Fatto Quotidiano” un “Bestiario della maturità” che riporta alcune risposte date durante gli esami. Mi sono tornate alla mente le chicche da me raccolte sia durante gli esami che nelle mie lunghe giornate tra i banchi.

Ho cercato l’agenda nella quale, in tempi lontani, ho appuntato alcune “perle” e sono ritornata a quel passato in cui, tra mille problemi, cercavo di infondere un po’ di cultura in quelle menti di adolescenti prevalentemente di sesso maschile.

Alla faccia dei “riformatori” della scuola d’oggi che, privi d’ogni rapporto col mondo reale, la vogliono trasformare in qualcosa che non potrà mai essere, posso affermare senza timore di smentita che solo il rapporto diretto ed empatico è capace di trasmettere il sapere, e che nessun Ateneo titolato, nessun super corso, nessun marchingegno intellettuale potrà mai sostituire quell’esperienza diretta che permette all’allievo e al docente di crescere assieme, l’uno nella conoscenza e l’altro nel metodo con cui trasmetterla.

L’ironia ed il sorriso sono mezzi potenti di comunicazione ed è importante la serenità del docente nel rapporto, cosa difficile da avere se vittime del disprezzo della società e dell’incertezza del futuro.

Ricordo spesso uno “scherzo” che facevo nella veste di “controllore dei corridoi” durante l’intervallo. Mi ammantavo della fama di strega veggente ed in questo ruolo intimavo ai ragazzi di entrare nelle classi, poi, blaterando sottovoce con gesti diretti alla soglia, fingevo di lanciare un incantesimo alla fine del quale spiegavo che “il primo che l’avesse attraversata sarebbe stato interrogato e gli sarebbe andata male”.

Era uno spasso! Tutti cercavano di spingere fuori l’amico, poi agguantavano il solito “sfigato” e lo spingevano verso la soglia, per non attraversare la quale il malcapitato si puntellava con mani e piedi agli stipiti. Nel frattempo io mi allontanavo ridendo.

Crudeltà? Forse, ma nessuno mi ha mai odiata per questo, ero sulla loro stessa lunghezza d’onda e i corridoi erano sotto controllo.

Altro divertissement era il serissimo “Stai attento” detto a qualcuno senza un vero motivo. Seguiva un “a cosa? ” del malcapitato a cui rispondevo “Tu stai attento e vedrai”. Generalmente poco dopo succedeva qualcosa, una cosa qualsiasi, alla quale io attribuivo il mio “hai visto? Te lo avevo detto!”. Ecco perché avevo fama di strega. Ma anche di punto di riferimento per qualsiasi problema perché il sorriso mi rendeva “umana”.

La società tecnologica sta cambiando tante cose, ma i ragazzi son sempre tali, preda dei problemi dello sviluppo della personalità e del confronto con gli altri, delle difficoltà di accettare le imposizioni e, oggigiorno, anche del copia-incolla che non fa apprendere, ma solo produrre, il che aumenta il rischi di incappare nell’ignoranza, e così i “bestiari” non saranno mai in crisi.

Anni ’80, insegnavo merceologia :

· Prima dell’estrazione dell’olio .. le olive vanno raccolte..

· ..si ottiene l’olio di salsa

· Il caglio o presame si ricava dal 4° ventriloco dei ruminanti.

· La cagliata è fatta con il vitello

· Il caglio prelevato dal vitello ancora ruminante…

· Il parmigiano reggiano viene cagliato con latte di vitello

· La sudorazione profusa è quella che si ha quando si suda con tutte le parti capaci di farlo.

· Quando si suda la pelle evapora

· Durezza delle acque : troviamo sali crostanti e incrostanti..

· Tramite la data di imbottigliamento si può stabilire l’età dell’acqua

· Biodegradabili sono quei saponi e quei detersivi che si possono sciogliere in acqua

Fine anni ’80 insegnavo chimica :

· Orgia : unità di misura inglese

· 75 + 25 = 95 … !?! …vabbè profff. ma la calcolatrice era rotta.

· La velocità di reazione tra… diminuisce con la diluizione perché l’ha detto il prof. di laboratorio

· Newton : l’inventore della gravidanza universale. (e la prof.: “Si, lo scopatore folle ha colpito ancora!”)

· Br : simbolo del Birilio

· D : Se Giovanni percorre 1200 m in 2 minuti a quanti Km/h corre? R : 360.000 Km/h (il prof di educazione fisica voleva che gli presentassi Giovanni! )

Ed un prof. disse ad un allievo : “ Tu sei una diarrea di parole ed una stitichezza di idee!”

Amen.




14 giugno 2012

DI MALE IN PEGGIO


scuola,docenti,tagli,crisi,pubblica istruzione,meritocrazia,merito
Mi sento un disco rotto quando le scelte insulse dei signori ministri della pubblica, 
si! Pubblica, Istruzione, che dimenticano che devono garantirla per dettato costituzionale a tutti, mi spingono, per l’ennesima volta, a ripetere che la strada intrapresa da anni è quella di danneggiare i più fragili, di discriminare sulla base del potere economico.

Il valore di una scuola, di un docente, di un allievo non si può basare sul confronto con altri impari, ma sul percorso compiuto.

La valutazione su base generale non può dare indicazioni sul cammino fatto, o fatto fare, dal singolo.

Mi spiego : se  un docente ha una classe selezionata in partenza con allievi di competenze medio alte (un mio collega che formava i gruppi classe all’iscrizione, sceglieva accuratamente chi doveva essere messo nella “sua”), ed alla fine dell’anno alla verifica del livello raggiunto viene lodato per il successo,  è di certo  meno efficiente di chi ha una classe di ragazzi difficili e in un percorso ad ostacoli, sempre nuovi, riesce a raggiungere gli obiettivi minimi con quasi tutti, ma non becca neppure una pacca sulla spalla.

E non compare nella “bacheca” del merito.

La spinta evidente dei signori del ministero è nella direzione discriminatoria della “meritocrazia di casta”.

La richiesta di riconoscimento da parte di studenti e genitori è quella diretta  alla valorizzazione delle capacità individuali, quali esse siano, all’incentivazione positiva di ogni studente e non alla “medaglia al valore” appuntata sul petto.

Chi cerca “la medaglia” è chi è subdolamente classista. E’ lo stesso che non vuole che i suoi, “figli di dottore”, frequentino quelli dello “spazzino”.

La puttanata del secolo è quella di premiare il “migliore” della scuola, che verrà determinato sulla base dellascuola,docenti,tagli,crisi,pubblica istruzione,meritocrazia,merito votazione di un consiglio di classe addomesticato da fattori di concorrenza con gli altri consigli o con le altre scuole. (testimonianza d.o.c.g. )

Il vero studente “migliore” è quello che è passato da un nulla ad una conoscenza, strisciando su ginocchia e gomiti per raggiungere la meta. Ma non verrà premiato se non dalla vita che saprà costruirsi su questa base.

L’altro, magari vincitore di un quizzone, non sarà forse mai capace di superare gli ostacoli futuri senza il supporto di una cerchia di casta, e l’esperienza mi ha insegnato che subirà le frustrazioni degli insuccessi con scelte spesso discutibili se non addirittura tragiche.

Ma avrà comunque un attestato da esibire per avere sconti, ricchi premi e cotillons!

Le scelte del ministro, l’ultimo della serie, vanno nella direzione del mantenere lo statu quo della scuola evitando tagli ulteriori. Anche perché l’unico taglio all’istruzione oggi possibile sarebbe quello dei gioielli di famiglia dei docenti (maschi naturalmente!).

Tagliare le spese della difesa (es: F-35 circa 18 miliardi) o della politica (c’è una marea di sprechi!) o mettere una patrimoniale (avversata dalla casta per ovvi motivi … di casta!) per restituire alla scuola pubblica tutte quelle attività di supporto per i soggetti fragili (compresenze, corsi di sostegno, eccetera) questo no eh?!?

Eppure sarebbe questo il giusto passo nel verso di una crescita della società.

scuola,docenti,tagli,crisi,pubblica istruzione,meritocrazia,meritoCosì, guarda caso, scoppia il caso dei cinque bambini bocciati in prima elementare, proprio perché avevano bisogno di un aiuto che lo Stato ha loro negato per continuare a garantire i privilegi ai suoi rappresentanti (non eletti dal popolo!).

Vorrei che tutti coloro che lavorano al ministero della P.I. facessero una supplenza di almeno una settimana in una scuola superiore di periferia, preferibilmente in un istituto tecnico o professionale, visto che le signore ministro ne auspicano la scelta, cercando di insegnare qualcosa, per rendersi conto di quanto sia differente il concetto di “migliore” a seconda delle condizioni “ambientali”.

Anche se non sono  titoli accademici o onorifici, che infondo valgono per l’immagine, di medaglie acquisite sul campo ne ho tante.

Ho le macchie delle lacrime, quelle degli sputi, quelle del gesso e dell’inchiostro, ho le cicatrici di anni di lotta per mantenere un livello decente d’istruzione in una scuola  disprezzata perché pubblica e non elitaria, ho i lividi per le botte prese nella difesa dei ragazzi, ho l’impronta dei loro sorrisi quando superavano le difficoltà.  

Queste son le mie medaglie!

Queste sono i titoli che mi danno la competenza per criticare e dire che “senza mezzi” la scuola continuerà a contare solo sulla buona volontà di chi ci “vive” cercando di lavorare al meglio, perché parlano di flessibilità nel lavoro senza pensare quanto “flessibile” sia quello dei docenti, che passa dalle supplenze anche brevi scuola,docenti,tagli,crisi,pubblica istruzione,meritocrazia,merito(sovente anche in altre regioni), agli incarichi annuali e spesso per discipline molto diverse, in scuole spesso molto diverse e questo avviene anche se sei “di ruolo”, perché la sede viene data in base alle classi formate ed alle conseguenti esigenze di personale docente. Non tutti hanno la fortuna di “mantenere la cattedra” per anni. Quindi quest’anno sei qui ed il prossimo.. forse, anche con trent’anni d’anzianità.

Ma chi fa l’insegnante è ormai per antonomasia il fannullone ignorante di turno, mentre il parlamentare che legifera senza aver letto ciò per cui vota è un degno e capace lavoratore acculturato, come gli interventi sgrammaticati e le lauree scritte solo sul diploma dimostrano.

No! Stiamo andando di male in peggio, ma non vedo il fondo della china.

 




11 gennaio 2011

MA SIAMO IMPAZZITI?

Non so dire se le sognino di notte per proporle di giorno o se faccian uso di acidi che gli Medical_Workers.jpgmandano in tilt il cervello, ma è certo che Santa Logica per loro è in vacanza alle Maldive e pure sbronza ventiquattrore su ventiquattro!

Da ilfattoquotidiano.it Dopo le bocciature dei collegi dei docenti di Napoli e Torino, il ministro ci prova con Milano. Si chiede ai collegi di aderire alla sperimentazione, di eleggere due docenti di fiducia che insieme al dirigente scolastico dovranno indagare tra docenti e genitori quale sia la figura di docente desiderabile. Quei docenti che dichiareranno la propria disponibilità a sottoporsi all’investigazione saranno misurati dal terzetto e, coloro che conquisteranno la nomination, saranno graduati secondo classifica. Il 25% di questi ultimi riceveranno il pacco dono (una mensilità di stipendio una tantum)”.

Si! Dopo il salumiere di fiducia ci sono i docenti di fiducia (del collegio docenti)!

Ti sei chiesta perché l’abbiano bocciata a Napoli e Torino? Non ti rendi conto della puttanata proposta?

Fashion-20219.jpgMa che cavolo vuol dire “docente desiderabile”? Quella che ha due meloni davanti e due di dietro, o il palestrato con gli occhi maliardi e un pacco da un milione di dollari? Oppure quello che non rompe i coglioni agli allievi, non dà compiti e quelli in classe li fa fare a casa e poi “tutti promossi”?

E lo chiedi a chi? Ai genitori? A certi che ho conosciuto io? O a quelli che non ho mai visto ad una riunione?

E poi chi è così megalomane da proporsi per giudicare i colleghi e chi così ingenuo da sottomettersi al giudizio? Ed in cambio di niente nel 75% dei casi e di “un nulla” nel restante 25%?Teacher_-_Mad.jpg

Ossigùr.. io ne ho conosciuti alcuni che certo appoggerebbero una o l’altra delle due posizioni, ma sorvolo sulla  “considerazione” in cui erano tenuti dagli altri!

E’ facile determinare la validità di una scuola, basta andare sul territorio ed ascoltare la gente che ne parla, osservare quanti chiedono d’iscrivere i figli in quella struttura, come ne parlano le aziende della zona, quanti ne cercano provenienti proprio da lì. Quanti assunti dopo il periodo di prova vengono lasciati a casa. Quanti raggiungono la laurea triennale e quinquennale e quanti abbandonano durante il percorso. E quanti cambiano scuola dopo i primi anni. E questo è già pronto nella statistica che viene regolarmente richiesta alle scuole.

Accidenti! Un’analfabeta che vuol dissertare di letteratura ecco chi è la Gelmini, e ha intorno degli illetterati che le suggeriscono cosa dire! Mavàallinferno!

Deve essere il campo magnetico terrestre che ha mandato fuori fase i cervelli.

Anche la chiesa ci si mette con la storia dell’educazione sessuale. E si leggono notizie di tredicenni diventate mamme, di discoteche diurne in cui minorenni fanno di tutto e di più senza curarsi delle conseguenze, e di malattie a trasmissione sessuale in aumento.

Dobbiamo fare come i bambini con il “cùcù”? Ci nascondiamo gli occhi pensando che il brutto possa “sparire”? Basta non parlarne e nulla succede?

Basta essere fiduciosi ed ottimisti e la crisi è superata.

MAIALINO.JPGNulla conta se poi mangi unghie a cena e colazione, se ti scaldi con un braciere e rischi di lasciarci le penne per avvelenamento da ossido di carbonio, o se tuo figlio muore di freddo e stenti, basta che tu abbia fiducia e tutto va bene.

E intanto cicciano fuori come i funghi dopo la pioggia i “pirla”.

Borghezio che cavalca l’onda del “terù che sa solo piangersi addosso” arringando gli sprovveduti allo scopo di raggranellare potere e danaro per se ed i suoi.

La Fiat che chiede con un referendum se preferisci perdere il lavoro e morir di fame o lasciarti schiavizzare.

Alemanno che scioglie la giunta visto che tutti i parenti dei componenti son sistemati ed ora tocca ad altri. A cominciare da quelli rimasti a bocca asciutta del BertolasoCondom_Man.jpg (Ci siamo dimenticati dell’appalto più ricco per i lavori all’isola della Maddalena andato a una società di imprenditori in affari con la moglie di Angelo Balducci, che ha l’ufficio vicino a Frascati, supermanager della Protezione civile?).

Per fortuna leggo che almeno una briciola di giustizia è arrivata :

Il ministero della Gelmini condannato per discriminazione agli studenti disabili”.

… mi domando … Esisterà il karma?



sfoglia     aprile       
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom