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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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24 aprile 2018

CHI PAGA ?

Da qualche tempo vengono allaluce, sempre più frequentemente, episodi di bullismo nei confronti deiprofessori delle scuole superiori “grazie” alle nuove tecnologie degli smartphone.

Il riferimento alle“superiori” è importante perché è una scuola che ha a che fare con ragazzi chesono nella fase di sviluppo detta “della stùpidèra”, cioè della stupiditàcostituzionale.

Episodi di prevaricazione neiconfronti di docenti da parte degli alunni ne ho “visti” parecchi nella mialunga vita di insegnante, ma la gestione degli stessi è sempre stata adeguataal comportamento e alla “missione” della docenza.

Nei primi anni del 1900 miononno frequentava il liceo ed aveva un professore di scienze piccolo e rotondettoche indossava sempre braghe bianche che gli mettevano in risalto un “belmappamondo” posteriore. Gli allievi per “idiozia costituzionale” gli miserodell’inchiostro blu sulla sedia. Quando si rialzò sul suo deretano si eradisegnato un magnifico sole blu con tutti i suoi raggi. Mio nonno conosceva amemoria l’intero testo di botanica!

Avere a che fare conadolescenti spocchiosi e convinti di essere onnipotenti, onniscenti , con tuttii diritti dell’universo e nessun dovere non è certo facile, specie sel’obiettivo è aiutarne la maturazione corretta. In questa fase l’unica arma perl’adulto è l’autorevolezza e non l’autorità, il che non sempre è possibileperché si dimentica spesso che il docente è un essere umano.

La transizione dall’infanziaalla maturità (che taluni non raggiungono mai) è un passo difficile da fare, eavviene con  un confronto-scontrocontinuo con l’adulto per determinare i limiti della propria individualità.Purtroppo molto dipende sia dal contesto sociale che dai “prerequisiti”, cioèdalle regole apprese nella fase di crescita primaria, e questo è motivoprevalente.

Un’infanzia vissuta senzaostacoli mette le basi per un futuro privo della capacità di superare iproblemi, che induce quindi o in crisi di arroganza e violenza pura o didepressione a rischio di esiti funesti.

Le liti infantili con “botteda orbi” e con “bande di amichetti” contro “amichetti” insegnano lasocializzazione e la reazione positiva nella sconfitta, ma spesso sono propriogli adulti d’oggi che intervengono rovinando la lezione.

Mia figlia ricorda ancora lafrustrazione del materno “se stavi a casa tua non ti succedeva”, in rispostaalla richiesta di intervento nelle liti con i compagni di gioco, ma così haimparato a gestire autonomamente le situazioni di contenzioso sempre presentinella vita.

Il problema più grave è,invece, la crescita in un contesto sociale che premia l’arroganza e lasopraffazione, diffusa anche tramite “l’etere” con trasmissioni televisive  prive di ogni filtro di buona educazione e dicorrettezza anche morale. Mi riferisco ad esempio a programmi come “scherzi aparte” in cui si provocano volutamente  situazionid’ansia e di panico a qualcuno per puro divertimento dello spettatore. (Infondo anche gli spettacoli per gli antichi romani al Colosseo avevano lo stessofine, divertire la gente di 2700 anni fa.)

Anche “l’sola dei fumosi” (nessunerrore di battitura) o “il grande fratello” sono ottimi esempi educativi per igiovani, saturi di vacuità cerebrale e morale, specialmente nel valore delrispetto nei confronti sia del pudore che della persona. Non parliamo poi deitalk show in cui la violenza verbale e vocale nasconde il vuoto profondo delleargomentazioni e delle idee.

Dal crescere con gli esempinegativi di persone il cui unico scopo è l’apparire per sentire d’essere, per iquali solo il danaro ed il potere da questo comprato è l’essenza dell’esistenza,che giudicano con disprezzo chi non condivide questi falsi valori e necalpestano senza vergogna la vita, cosa ci si può attendere se non uncomportamento aberrante?

Ormai “la scuola” si vuolesia la sola maestra di comportamento, mentre il mondo la svilisce e la bastonaprivandola delle armi per farlo.

Ed a fronte di tutto questochi paga?

La società condanna soloquanto viene  alla luce, il resto è solopolvere sotto al tappeto, e il conto arriva al colpevole in questione, unadolescente a cui nessuno ha insegnato il comportamento corretto, e che forseemula esempi familiari e sociali mai condannati da alcuno.

E sarà lui a pagare anche pergli errori degli altri.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 24/4/2018 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



25 giugno 2015

NON HO PAROLE

PUBBLICATO IL 16 OTTOBRE 2008... 

NON SO CHE DIRE DI NUOVO...


Ieri sera guardavo uno dei programmi televisivi, e dallo schermo un adolescente arrogante ed incolto raccontava con orgoglio la sua vita di piccolo ignorante parassita .

- “ .. Sti exstracommunitari ce rubbeno er lavoro! Vengheno quà pè rubbarce er lavoro. Se ne devono da annà! A casa loro! Nun li vòlemo! .. Io ce la metterebbe na bomba su le baracche dove stanno.. sotto ar ponte.. Li farebbe sartà ‘n aria!” …

Devastante! Attorno a lui un gruppuscolo dei coetanei .

-“ ..No! Io a scola nun ce vado…nun me piace.. m’hanno detto si nun voi studià và a lavorà. ‘So annato à lavorà pè poco, ma nun me piaceva e allora so restato a ccasa. Me mantengono li miei. L’exstracommunitari freghano er lavoro a uno come mi padre.. no.. o come mi madre.  Li miei lavoreno e me mantengono… Cazzeggio tutto er giorno. ..”

E’ scoppiata la polemica sulle classi differenziali per chi non parla l’italiano… a questo punto quante se ne dovrebbero fare?

Quei ragazzi dallo sguardo sfuggente avrebbero diritto ad una scuola capace di interagire con loro, ma qualcuno reputa improduttivo il lavoro di chi si occupa d’istruzione, esattamente come quello della casalinga, che passa la sua giornata a casa mentre il detersivo X lava i pavimenti per lei, il panno Y spolvera per lei lasciandole tanto tempo libero, ed i figli dopo aver contato i pezzetti di cioccolato nei bocconi, vanno a scuola felici e sereni per apprendere tutto lo scibile elargito da docenti amorevolmente sorridenti e prone ai desideri dei fanciulli.

Accidenti! Non hanno capito un tubo! La scuola produce il lavoratore di domani, ma a chi legifera non interessa. Impadronirsi delle parti redditizie dello stato, quello si che interessa, garantire l’immunità a chi distorcendo bilanci e infognando debiti ha quasi fatto crollare l’economia mondiale, quello si che interessa, ma garantire la possibilità di essere istruiti.. quello è solo un impiccio da risolvere con tagli e sforbiciate.  

Nelle scuole il numero di ragazzi  poco avvezzi, o completamente digiuni della lingua italiana è sicuramente aumentato negli ultimi anni, e il sistema scolastico ha adeguatamente reagito con “progetti di alfabetizzazione” che riunivano gli stranieri in gruppi di studio della lingua italiana in tempi e modi differenti a seconda del grado di scuola, mantenendo però sempre l’appartenenza alla classe di provenienza. Ma questo ha un costo, visto che ci vogliono almeno due docenti in contemporanea.

C’è stato il taglio delle risorse alla scuola, e con questo il taglio dei docenti, l’aumento del numero degli allievi per classe, e, tanto per gradire, anche la razionalizzazione a livello regionale delle scuole con la soppressione di quelle con meno di 500 allievi, il che vuol dire più di 4000 istituti in Italia.

A questo punto un docente che ha davanti una trentina di ragazzini della fascia dell’obbligo, tra i quali parecchi che non parlano italiano, o che lo parlano e fanno finta di non capire, uno sport praticatissimo a quelle età,  che deve fare? Allora, per risolvere il problema, facciamo le classi differenziate, mandando al macero  le esperienze d’alfabetizzazione, così tutti i “rompicoglioni” finiscono in un tritacarne qualsiasi, tanto chissenefrega, e per gi altri facciamo una scuola ai limiti della decenza.

Nel blog di Luk4 ho trovato il discorso di un giurista e costituzionalista di innegabile statura, Piero Calamandrei, sulla scuola. C’è da meditarci .

“..«”Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione , non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.   Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. ” » 

 (in Scuola Democratica, 20 marzo 1950. )

Amen!




28 aprile 2015

QUESTI DANNO I NUMERI !

Potrei scrivere un secondo libro solo mettendo insieme tutti i post di commento alle cazzate dei politici sulla “riforma” della scuola!

Gente avvezza solo all’ammirazione del proprio ombelico ed al confronto degli attributi maschili tra di loro, si lancia in mirabolanti affermazioni sull’effettiva valenza dei metodi didattici e sulla pochezza del rapporto ruolo-tempo dei docenti nei confronti di una politica aziendale, e spara innovazioni capaci di rendere intere generazioni ignoranti come loro.

L’insopportabile arroganza di un capo di governo che palesa opinioni di una supponenza irritante ne dimostrano solo la superficialità e l’inconsistenza razionale:

“Mi fa ridere, se non fosse una cosa triste, il fatto che si proponga di scioperare contro un governo che sta assumendo 100mila insegnanti. Il più grande investimento fatto da un governo nella scuola italiana”.

Piccolo, ma doloso, inganno: quei 100mila che il governo vuole assumere sono i precari, ormai storici, indispensabili al funzionamento a minimo regime della scuola.
E torneranno ad essere precari dopo tre anni. E se brutti e antipatici ai presidi diverranno disoccupati.

Per avere un sovrappiù da destinare alla copertura delle assenze è necessario diminuire il numero della classi aumentando quello degli studenti per classe. Non frega un tubo ad alcuno se poi un laureato in lettere finisce per coprire l’assenza di uno di matematica, tanto la tuttologia è la laurea imperante nel mondo della politica (e dei Q.I. inferiori al 50 che abbondano tra le classi dirigenti).

La scuola è delle famiglie e degli studenti, non dei sindacati della scuola. Se fanno sciopero perché gli portiamo via il diritto di decidere cosa succede nella scuola, fanno bene”.

“Il dritto di decidere” deve dunque essere in mano a chi conosce solo la scuola che ha frequentato, magari privata e confessionale, mentre chi ha bagnato le pareti con il sudore della sua fronte deve tacere e ringraziare?!? E gli studenti di cui tener conto devono forse essere solo quelli delle superiori e in sintonia con chi impone la riforma? Perché per i più piccoli basta che non si diano compiti e si promuova senza rompere i cabasisi  e tutto va bene, specie per le famiglie per cui la cultura è qualcosa che si compera al mercato.

Ma questo vogliono lorsignori : un popolo ignorante che si faccia prendere per i fondelli da lupi mascherati da “salvatori della patria”.

C’è un tale livello d’imbecillità tra di loro che un pirla romano propone <<Scuole aperte h24 per 365 giorni l’anno. È il sogno dell’assessore capitolino alla Scuola Paolo Masini che immagina luci accese anche di pomeriggio e aule vissute perfino d’estate.>>

Ma stiamo dando i numeri?!?

A parte che le 24h prevedono anche la notte, fare della scuola un luogo aperto ad attività extrascolastiche non attinenti alla didattica vuol dire avere personale a disposizione per il controllo e la pulizia dei locali (24h su 24 e 365 gg su 365 ?) e poi organizzare ogni cosa in modo da non interferire con gli impegni scolastici.  Ma forse il sognatore pensa di far tutto con la gente a disposizione con una democratica riduzione in schiavitù !!

Già! Perché ormai è chiaro come il concetto di democrazia delle nuove leve del governo sia la legge del “se non sei d’accordo con me te ne vai e ti sostituisco con chi mi da ragione”, legge che fa dire al “..capo del governo e segretario del Pd che è “necessaria per la democrazia” la sostituzione dei deputati (in disaccordo n.d.r.) in commissione,…”, e al  “..ministro per le Riforme Maria Elena Boschi .. che le minoranze hanno “poca dimestichezza con le regole della democrazia…” a dimostrazione della sua innegabile democraticità.

E per spirito democratico “uno” si arroga il diritto di ordinare e di pretendere obbedienza magari obtorto collo.La minoranza può anche aver ragione, ma il gruppo degli yes man non deve discutere, ma  obbedire.

E per colmare la misura (il premier) si permette anche di prendere per le terga.


Ma attenzione perché dice il proverbio che “chi troppo in alto sale cade sovente precipitevolissimevolmente”, ed io me lo auguro.




25 marzo 2015

RIFLESSIONI SULL’EDUCAZIONE

Tra i commenti ad un post di Zac ho trovato una richiesta diretta a me:

<< posso chiedere ad Anna un commento su questo?  LINK

L’argomento è l’educazione sessuale di bambini e ragazzi.

Problema complesso, troppo per essere limitato a poche righe. 

Quindi partendo dalla risposta a Stefano ( il cui nikname è per me, leggermente dislessica, impossibile da leggere) rifletto sull’argomento:

“Caro Stefano, dopo giri da rincoglionita e pirlate varie, ti rispondo.

Ho letto, anche se non completamente, la scheda sull'educazione sessuale e quella di genere. Hanno entrambe lo stesso principio di base : l'educazione come rispetto per se e per gli altri…”

Alla fine degli anni '90 ho organizzato nella “mia” scuola, nell’ambito del “progetto giovani”, degli incontri sull'educazione sessuale diretti alle 4° ITIS, giusto per far capire che il preservativo non andava infilato sulla testa dei compagni e neppure ridotto a bomba d'acqua, ma aveva uno scopo preciso. Sono stati incontri con personale specializzato e non con gente qualsiasi della scuola.

La carenza di risorse non ha concesso un seguito all’iniziativa, anche se era stata giudicata positivamente dai ragazzi, perché solo il volontariato permette di fare qualcosa nel mondo scolastico pubblico ( uno dei miei scritti può darne un’idea : “Il mio diario 16° puntata”).

In ogni caso penso che sia compito del genitore la scelta dei tempi e modi d’informazione nel campo della sessualità, anche se so bene che la maggior parte degli adulti non ne sono all’altezza

Avere un figlio non è solo un’esigenza naturale per la trasmissione del codice genetico, ma  anche una grande responsabilità, perché vuol dire immettere una persona in un contesto sociale non sempre incoraggiante e positivo, che necessita dunque di strumenti per affrontare le avversità.  

Il punto focale della questione è nell’impegno necessario a seguire la normale crescita dei figli, rispondendo alle loro domande, quando le pongono e non quando lo si ritiene opportuno, stimolando l’interesse con linguaggio adeguato e con libri idonei (come mamma per la conoscenza dei misteri della nascita ho usato "Il segreto delle cicogne", un libricino illustrato e molto colorato che spiega tutto), ed è una questione di tempi e di rinunce.

Il problema è l’odierna confusione tra sessualità e sesso, mercificato in ogni dove, e le difficoltà insorgono per tenere sotto controllo tutti i canali di informazione e ludici che bombardano le nuove generazioni.

Il senso del limite non è una cosa normale per i ragazzi, va insegnato dalle prime fasi della vita imponendo barriere che non devono essere superate, come l’abitudine al pudore e alla riservatezza nei confronti della propria intimità.

Non è facile opporsi al consumismo di massa, specie se si è genitore privo di autorevolezza.

Il fatto di sostenere che “tutti lo hanno”, per esempio, è sempre stato per me un punto a sfavore della cosa, che ho trasmesso a mia figlia usando il disprezzo per il gregge di  pecoroni. Ma non è stato semplice. Ci vuole tempo, pazienza e fermezza.

Il cellulare, ad esempio, è una delle cose più inutili nella scuola, visto che esistono telefoni fissi e adulti che possono intervenire, ma quanti genitori pretendono che non venga imposto neppure l’obbligo di spegnimento e forniscono i rampolli di smartphone di ultima generazione abilitati anche ad usi inopportuni?

Sopperire alle indifferenze e carenze educative familiari non dovrebbe essere incarico della scuola, ma purtroppo è diventato uso comune delegare ad altri il compito formativo, salvo poi protestare quando l’intervento altrui è reputato sgradito al pargolo. (Pianti al telefono : link)

Purtroppo dire di si è facile, dire di no è sempre difficile, usare tv e videogiochi o pc come baby sitter è comodo, usarli sotto la supervisione o con l’adulto è scomodo. Specie se l’adulto ha altri interessi in gioco.

Essere genitori è un istinto naturale, ma essere buoni genitori è una fatica immane perché prevede di rinunciare spesso ai propri comodi per sostenere i passi della crescita educativa dei figli, coltivando l’autorevolezza e non l’autoritarismo nei loro confronti, cosa non sempre facile.


Concludendo è importante prima di tutto l’educazione al rispetto nei confronti degli altri e di se  stessi che deve nascere anche dagli esempi familiari, poi ogni argomento può essere affrontato con serenità.  




1 aprile 2014

PESCE D'APRILE

L'ultimo anno  prima della pensione ho voluto fare uno "scherzo d'addio" ai ragazzi della mia scuola in occasione del 1° di Aprile. Ecco il racconto:



Oggi è il primo giorno di aprile, un sabato come tanti altri, ma.. mi sono alzata dal letto con una specie di effervescenza neuronica nell’area del cervello dedicata alla creatività, chissà come evolverà.

Sotto la doccia medito. Non mi piacciono gli scherzi, perché sono maledettamente permalosa, ma, con l’età, ho cominciato a superare l’handicap, e liberare il mio spirito irridente, anche se con molte limitazioni legate al mio ruolo.

Quest’anno divido i grattacapi della vicepresidenza con una collega dallo spirito adolescenziale, che riesce ad “indurmi in tentazione”, anche se , finora, ho solo lasciato fare, non opponendomi alla “zingarata” (definizione toscana di scherzo), consolando la vittima dello zimbello, ma solo dopo averlo adeguatamente deriso.

Si sa però che.. chi va con il lupo impara ad ululare, e quel movimento scomposto di scariche elettriche tra i neuroni, forse con il calore dell’acqua calda, lentamente prende una forma di pensiero, un pensierino.. ino.. ino, che cresce e si palesa in un’idea balzana : un “pesce d’aprile”!! Il problema è rivolto a chi? Ai colleghi? Agli studenti? Ad una persona particolare? 

E mica è semplice scegliere per un’azione “elegantemente bilanciata” e nel contempo divertente! 

La vittima è essenziale, ha un ruolo ben definito, quello di vittima, ruolo impegnativo e non adatto a tutti! In base alla vittima, poi, si deve scegliere l’azione, che non deve essere offensiva, né lesiva della dignità, ne sguaiata.

Dunque, scartati i colleghi, per sfiducia nelle loro capacità ironiche, ed in molti casi per la semplicità nell’eventuale raggiro, che avrebbe tolto il gusto all’azione, eleggo vittime gli allievi, anche per il gusto sadico che, negli anni, ho accumulato nei loro confronti. 

Ora non resta che scegliere l’azione.

Le operazioni mattutine, ormai da tempo routinarie, vengono svolte con automatismo, soverchiate dalla creazione di un gioco adeguatamente progettato per coinvolgere decine e decine di persone, senza sconvolgere la vita di alcuno!

Alla fine, mentre guido verso la scuola, il progetto giunge alla conclusione, completo anche nei particolari. 

Sorrido immaginando lo sconquasso, ma non so se avrò il coraggio di attuare l’imbroglio. Naturalmente, comunicato il pensiero in linea generale alla collega, vengo sostenuta con “ole”e applausi. 

Mi metto al PC e scrivo una “COMUNICAZIONE URGENTE” da appendere nelle bacheche, ed un bigliettino da consegnare alle vittime dello scherzo, naturalmente di persona. 

Per correttezza chiedo l’autorizzazione al Preside, che inizialmente non comprende, poi, pensando che tanto lui non c’entra, approva con un ghignetto sadico.

Dopo pochi minuti, con la complicità di due bidelli, le fotocopie della comunicazione sono attaccate in posti molto frequentati dagli allievi.

Ecco la comunicazione :

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Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore


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Indirizzi:

Meccanico - Elettrotecnico - Chimico – Informatico Meccanico - Termico - Elettrico

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T……..,01/04/2006


COMUNICAZIONE URGENTE

A TUTTI GLI ALLIEVI


Oggetto: partecipazione attività extrascolastica


Qualunque allievo voglia partecipare alla trasmissione “School in Action” di MTV, che avrà luogo presso il nostro Complesso, deve iscriversi tramite modello in distribuzione presso la vicepresidenza, ENTRO E NON OLTRE LE ORE 12.00 DI OGGI.


PER IL DIRIGENTE SCOLASTICO

(firma mia)

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Ed ecco il bigliettino che ogni allievo arrivato ad iscriversi riceveva, accompagnato dalla frase : 

….“ Ecco quello che devi fare” ..oppure….. “Qui ci sono gli indirizzi”.

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INVECE DI SPRECARE TEMPO IN STUPIDAGGINI PENSA A STUDIARE “ASINO” !!!!!

1° APRILE 2006

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Giuro! Non mi sono mai divertita tanto! Anche perché ogni vittima veniva trasformata in carnefice dalla richiesta di assoluto silenzio riguardo al pesce d’Aprile, altrimenti non ci sarebbe più caduto nessuno nella trappola. E le vittime hanno accompagnato, irridenti, decine di nuove vittime!

Il gioco ha colpito anche alcuni adulti, che hanno chiesto il modulo per qualcuno, o per l’intera classe, ed il Preside, constatato il successo, ha voluto copia della comunicazione e del biglietto, per ridere  della cosa.

Ma il successo maggiore l’ho avuto perché nessuno ha creduto che sia stata farina dl mio sacco, ma colpa della collega burlona, che giurava e stragiurava sulla sua innocenza, derisa da tutti.. tanto per confermare la favola del “Al lupo! Al lupo!”.

Prima di uscire ho trovato incollato sulla mia porta un grosso foglio su cui sono rappresentata con forme di pesce (muso rotondo e con gli occhiali) e con una bavaglia con le mie iniziali, con sotto scritto con il pennarello rosso :

“GRAZIE PER IL PESCE D’APRILE……. A buon rendere!!!”

Ne sono felice, anch’io ho avuto il mio pesce!

E’ il mio ultimo anno di scuola e voglio chiudere in bellezza, tra tante grane, rimbrotti, arrabbiature, quelle sane risate saranno uno dei ricordi più cari!



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permalink | inviato da AnnaSerenity il 1/4/2014 alle 18:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



28 febbraio 2014

ERA MEGLIO MORIRE DA PICCOLI

Era meglio morire da piccoli, con i peli del c… a batuffoli, che morire da grandi soldati, con i peli del c… bruciati..”

(queste erano le parole che accompagnavano la marcia dell’esercito del Regno Unito di Gran Bretagna verso Boston e da un po’ mi frullano nel cervello.)

Ascoltavo, in realtà senza volerlo, una delle solite onorevoli (si fa per dire..) presenzialiste che riempiva con le sue parole vuote lo spazio del solito talk show, e tiravo fuori dai cassetti della mente i peggiori epiteti appresi nel tempo, sparandoli a mitraglia nei suoi confronti ed anche in quelli della manica di mangiapaneatradimento della classe politica che da giorni vende fumo, mentre la gente arrostisce nel fuoco dell’indignazione e della rabbia per la situazione attuale, quando… squilla il cellulare:

“..mamma di Marco – dice una voce a me nota, mia sorella – vero che sei contenta se lui mangia tutto? diglielo velocemente che poi lui mangia”. Voce flautata e morbida.. “Ammmore… mangia tutto che fai contenta la mamma”.. rispondo e ne ottengo un piagnucoloso “va bene” completato da un grazie mamma di.. e da una risata di allegra complicità su di un sottofondo di vociare infantile e di stoviglie in uso.

Siamo due sorelle che vivono in due regioni diverse, accomunate da una professione, anche se a livelli differenti, quella d’insegnante. Insegnanti di vecchia scuola, un po’ cerbero ed un po’ mamma.

Periodicamente vengo usata come sostituto materno di supporto psicologico a bimbi in crisi (altro post) o in fase di capriccio (interpellata come Befana prima di Natale).

Quelle telefonate, di cui non verrà chiesto alcun rimborso, anche se chiaramente determinate da  “necessità di servizio”, sono state fatte da una persona che si guadagna fino all’ultimo spicciolo di quella miseria di stipendio che ha, mentre la faccia di bronzo che dice cazzate in tv scarica anche le mentine per l’alito fetido, oltre a guadagnare almeno 10 volte di più.

A questo punto mi sono venute in mente le parole dei vari ministri della P.I. che vogliono stimare il valore degli insegnanti in base al merito, e mi son chiesta come e chi possa valutare un’abilità del genere, e quanto possa valere la capacità di risolvere con fantasia una tragedia così enorme per un bimbo di tre anni o poco più.

Quanto varrà per la burocrazia quell’abbraccio rassicurante di una voce distorta dal telefono, cercato e ottenuto da una maestra che vuole fare bene il suo mestiere?

Ho già detto e scritto tanto in merito che ora l’unica cosa che mi frulla nel cervello sono parole di assoluto disprezzo per chi ha rovinato questo splendido mondo della scuola, cercando di tradurlo in una succursale di qualche trasmissione tv pregna di ignoranza arroganza e stupidità, e di profonda gratitudine per quella numerosissima schiera di docenti che per amore del proprio lavoro continuano a tentare di non far troppi danni viste le direttive imposte.

Era meglio morire da piccoli, con i peli del c… a batuffoli, che morire da grandi soldati, con i peli del c… bruciati..”



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permalink | inviato da AnnaSerenity il 28/2/2014 alle 17:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



28 ottobre 2012

PIANTI AL TELEFONO

lily2.JPGDopo l’inizio della scuola ogni tanto mi squilla il cellulare e dall’altra parte dell’ètere mi arriva una voce a me ben nota che mi apostrofa come “mamma di…” e mi incarica di una “missione” che in passato svolgeva la mia mamma, quella di consolare un “pulcino” disperato.

- Prontooo…? Mamma di Sara?  Sara non vuole fare la pipì prima di andare a fare il riposino. Per favore dì a Sara che deve fare la pipì altrimenti si bagna le mutandine? Ora te la passo…

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso).Mammmaaa! (pianto disperato) Voglio venire a caaasa! (singhiozzi smocciolanti) …

- Sara! Amore di mamma tua! (voce flautata) Non piangere che la mamma, se fai la pipì e poi il riposino, quando ti svegli la trovi ad aspettarti.

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso) mammma vieniiii…

-Tranquilla amore mio, la mamma ora si prepara per venire, intanto tu vai a fare la pipì e poi la nanna che mamma arriva, va bene?

- Siii (sospiro moccioloso)…

- Grazie mamma di Sara, ora andiamo a fare la pipì.

Finalmente posso ridere!

- Pronto Mamma di Paolo? Per favore dì a Paolo che deve mangiare la pasta col sugo e poi fare la nanna?

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso).Mammmaaa! (pianto disperato) Voglio venire a caaasa! (singhiozzi smocciolanti) …

- Paolo amore!..

-Mamma vieni a prendermi…Uhhhhh!

- Tranquillo tesoro, non piangere, la mamma ora non può venire, ma mi spiccio e intanto tu mangi la pasta al sugo, così poi arrivo.. va bene? Dai retta alla maestra.

- Uhhhh! Sciiii!

- Grazie mamma di Paolo. Ora Paolo mangerà, vero?

- Shii…

Ho sempre avuto una vena profondamente gigionesca nei confronti dei bambini, al punto che mia figlia dice sempre che le ho “rovinato l’infanzia” con le mie invenzioni , come quella di convincerla che la coca cola rallentava la crescita, sfatata solo per ragionamento logico all’età di dieci anni, quindi l’interpretazione consolatoria per i pargoletti mi si adatta a meraviglia.

Ma le telefonate, fatte col cellulare personale e non rimborsate da alcuno, di quella maestra di una scuola dell’infanzia a seicento Km da casa mia, rivelano come sia complesso il lavoro nella scuola, e quanta fantasia e creatività richieda.

I bimbi di tre anni son cuccioletti forti e fragili nello stesso tempo e solo gli anni d’esperienza sanno creare lescuola,infanzia,maestre,bambini,pubblica istruzione,genitori,educazione condizioni migliori per la loro crescita. Non gli asettici corsi d’aggiornamento che “pontificano” grazie a teorie innovative sullo sviluppo cognitivo del fanciullo nella società moderna…

Nella società moderna ci sono genitori che mettono il pannolone ai bimbi di tre anni per non avere la “rottura” di abituarli al vasino, e protestano perché il pargolo “si bagna” a scuola, dove è d’obbligo essere autonomi nelle funzioni e (per regolamento) si accettano solo incidenti casuali.

Nella società moderna ci sono genitori che allevano i bambini fino ai tre anni solo con omogeneizzati e passati cosicché il pargoletto non sa masticare i solidi come la pasta.

E la maestra insegna a masticare, e la bidella pulisce e cambia più e più volte.

E il genitore non si capacita del motivo di tanti cambi. E il genitore confessa che è più comodo il pannolone che non mette in imbarazzo “nelle uscite”, o che la stanchezza del lavoro consiglia l’omogeneizzato, veloce e non impegnativo.

La mia bimba mangiava pane vecchio per massaggiare le gengive nella dentizione e a due anni stava sul vasino finchè non “la faceva” con la mamma che raccontava le favole rinunciando “a se stessa”.

La maestra ha sessant’anni, è una del ’52 che ha perso il diritto alla pensione quest’anno grazie alle nuove regole.

Ora, vorrei che la  M.me ministro la sostituisse almeno un paio di giorni per provare il piacere di una mocciosa piangente in braccio, un moccioloso attaccato alla gonna ed un terzo da portare velocemente sul vasino per fargli fare quella funzione fisiologica solida che è abituato a fare in piedi nel pannolone. Vorrei proprio “vedere” come se la cava!

Ed a quel simpatico ministro “odoroso”, che gira col sorriso ebete stampato sul viso per nascondere l’opinione della “propria superiorità umana, culturale e di competenza” alla plebe cenciosa che lo circonda, vorrei dire che il merito del fatto che la scuola permette a migliaia di ragazzi di crescere “decentemente” è discuola,infanzia,maestre,bambini,pubblica istruzione,genitori,educazione migliaia di maestri e di professori che se ne fottono delle “linee programmatiche” lavorando ben più delle ventiquattro ore che vorrebbe, e inventano giorno dopo giorno la didattica utile agli allievi che si trovano tra le mani, cercando di tirarsi dietro anche i più deboli, magari facendoli “attaccare alla gonna” per non perderli nel cammino, lottando in classi sovraffollate e mal equipaggiate, e contro burocrati abbarbicati alle norme a causa di collusioni e tangenti prese da altri burocrati, senza piegar la schiena sotto il peso del disprezzo, del dileggio della categoria e della stanchezza per l’età e per un lavoro reso sempre più complesso dall’arroganza ingorda di chi “comanda”.

 




15 marzo 2012

POSSO DIRE “CHE SCHIFO”?

lily nel lavandino1.JPGL’espressione più spontanea in questo periodo è il “sorriso amaro”.

Spesso scappa da ridere, cioè, ma c’è poco da ridere in effetti.

Pare che lo facciano apposta.

Sparano sentenze oltre il limite del ridicolo perché sembrano totalmente dimentichi del recente passato in cui, come attività prevalente,  hanno curato la crescita delle loro corna fino a farle diventare avanguardie lunghe e lucenti della loro presenza, ed ora additano al pubblico ludibrio le bozze frontali, di origine traumatica da contatto con muri più duri 

politici,lega,società,maleducazione,educazione,diritti delle donnedel miglior cemento armato, di chi sta cercando di tirare fuori dal pantano la carretta sottratta alla loro incuria.

Come il bue che dà del cornuto all’asino.

Quando poi, in conversazione “privata” in pubblico, cioè non dichiarazione ufficiale, qualcuno afferma che c’è un modo di far politica che fa schifo, apriti cielo!

Incitare a pulirsi il c…o con la bandiera italiana, o mandare a quel paese il Presidente della Repubblica, o girare col dito medio alzato nei confronti di chiunque, o l’inciucio, o la collusione, o il ladrocinio legalizzato, questo era ed è normale.

Dare dello schifoso a chi lo è di fatto non lo è!

A proposito del dito medio… e della scomparsa della “buona educazione” che vent’anni di predominio di maleducati arroganti e prevaricatori dilaganti nei media ci hanno regalato…

Un fatto accaduto a me : Stavo camminando lungo uno dei viali della cittadina in cui abito quando ho incrociato una fila di piccini dell’asilo che, accompagnati dalle maestre, tornavano verso la scuola.

Ho sempre un sorriso pronto per i bimbi, ed ho cominciato a salutarli con la mano e con le parole. I cuccioli rispondevano con grandi sorrisi quando uno di loro mi ha mostrato il dito medio ridendo e nascondendo poi la faccia dietro al compagno di fila.

Sono subito intervenuta dicendo che era un gesto volgare da non farsi e che solo i “bimbi brutti” lo politici,lega,società,maleducazione,educazione,diritti delle donnefacevano, mentre “i belli” no. A questo punto una delle maestre si è girata dicendomi : “Eh! Ma insomma! Sono solo dei bambini! ”

Si! E’ vero, ma proprio per questo è importante demonizzare i comportamenti sbagliati. Forse in futuro comprenderebbero che certi personaggi non sono degni della loro attenzione e diverrebbero cittadini migliori.

E Tu, maestra (o genitore), dovresti essere un’educatrice e quindi sapere che “loro” sono bombardati dagli esempi di una società che ha perso la strada giusta e quindi dovresti comprendere ed appoggiare il mio intervento. Ma poiché sei anche Tu vittima della stessa società e sei talmente intellettualmente debole da essere ormai incapace di usare il cervello non sei adeguata al ruolo che hai.

Senza vergogna o limite le “finesses” dei politici non finiscono mai e continuano a riempire l’etere, l’ultima è di Formigoni (link per la boutade in diretta). Seguita a ruota da:

 La confessione di Maroni: “Macché xenofoba La Lega ci ha solo marciato per avere voti””!  

Ci ha solo marciato?!?  E gli elettori son dei pirla!

Mentre lentamente affiorano nel mare dell’informazione gli scheletri delle malefatte della politica, fatte inabissare legate a macine da mulino di intrallazzi, corruzioni e concussioni, si evince che chi più grida d’essere innocente è chi più ha da nascondere.

Senza vergogna alcuna per le sue lunghe corna urla cornuto, cornuto, cornuto.

Ed ancora una volta si cerca di fare una legge per sommergere nuovamente quanto già emerso o che rischia di emergere. Ormai nulla se non questa cosa è più rilevante per “coloro”.

Ormai nulla al di fuori del loro tornaconto può sconvolgere le loro esistenze.

Le migliaia di persone torturate e poi uccise con barbarie, i bambini  violati ed usati come merci, le donne dichiarate (link) dalla legge, approvata da pochi giorni, senza diritti… valgono al massimo uno sguardo distratto a meno che non ritornino a loro vantaggio.

Dramma nella Grecia in recessione. A 12 anni mette in vendita il figlio neonato

politici,lega,società,maleducazione,educazione,diritti delle donne

Quello che colpisce è l’assenza di attenzione per chi ha partorito, cioè una bambina di dodici anni…  è un dramma solo della recessione...





27 novembre 2010

30 e Lode IN COMUNICAZIONE

 

Mia cara ministra con la “m” minuscola, certo che sei una “comunicatrice nata”!

Se volevi far incazzare ancor di più i giovani hai trovato la strada giusta!

GelminiYoutube220x160.jpgFaccia da maestrina saccente.

Atteggiamento da maestrina stronza, abbigliamento in tono.

Intonazione modulata su frequenze seganervi.

Contenuti studiati appositamente per trovare facile smentita.

Macchècavolo! Non ci fai, Ci sei proprio!

Ormai son convinta che da piccola sbattevi la testa al muro e ti si son rimescolati i neuroni cavolo!

Se a vent’anni mi avessero trattata con quel tono supponente sicuramente avrebbero rimediato una tal tranvata sul muso che manco un tir sarebbe stato all’altezza.

Questo mi fa supporre che un’eminenza grigia ti stia manovrando adeguatamente per ottenere che, come dici tu, “qualcuno si faccia male” per avere la motivazione per interventi ora non accettabili.

Forse non sai che i giovani oggi son molto più informati e pronti al confronto anche dialettico di quanto non lo fossimo noi “vecchia generazione”, passati attraverso il ’68 magari senza grande convinzione, ma pronti a difendere i nostri diritti.protesta_studenti1.jpg

La scuola dei talk show “gridati” ora dà i suoi frutti.

La loro consuetudine con le nuove tecnologie comunicative li rende impermeabili alle sceneggiate on line, e ti fa apparire ancor più vuota di quanto finora tu sia apparsa.

Il dialetto romano ha modo di dire che adatta perfettamente : “ Ma dàtte nà chiodata!”

Come il tuo mentore poi scivoli sulla buccia di banana del curriculum universitario.

“Aaa scema de gùera!”! Ma taci no!?! Proprio tu che nel campo sei super attaccabile!

Quando si dice aprir bocca e daije fiato!

Se per caso vuoi vedere anche i miei di voti non faccio una piega! E per buon peso ci aggiungo anche la pagella delle monache, quella della mia prima elementare, quando ancora nessuno aveva rovinato questa povera istruzione.

Ah, dimenticavo, il mio curriculum universitario è precedente a tutte le riforme, quindi con gli esamoni che “ti spaccavano in due”, come ad esempio quello di stechiometria (i problemi della chimica)  che ho sostenuto al Palazzo degli Esami di via Induno a Roma, con controllo di polizia pure al cesso perché non copiassimo. E non esistevano i cellulari. E manco le calcolatrici. Si usava il regolo calcolatore e le tavole dei logaritmi.universita-la-sapienza-roma.jpg

Tu, ci scommetto, non sai fare un calcolo a mente!

E pazienza se non sei forte in matematica, ma come vuoi dar da bere a gente che conosce perfettamente il mondo dell’Istruzione che cerchi di fare il loro bene con quel paternalismo vuoto di contenuti e chiaramente impostato alla turlupinatura di un intero sistema?

Ancora una volta traspare dalle nebbie delle tue parole l’intento di riportare la società a tre classi sociali:

  • Chi comanda
  • Chi dirige per unica volontà di chi comanda
  • Chi ubbidisce e ..zitto e mosca!

Il tutto su di una base discriminante : I Soldi.

Anche la storia conosci poco, cara ministra (con la m minuscola!). Vorrei ricordarti che sono sempre stati i giovani che hanno cominciato con le fronde ed hanno continuato con le rivoluzioni. E solo allora son arrivate le “cavallerie” che non aspettavano altro.

 

 

Health31.jpgBATTUTACCE

 

  • Ha detto Clemente Mastella. “Dopo tante amarezze, la depressione è inevitabile. Mi hanno aiutato la fede e la grande voglia di tornare in politica per affrontare i problemi del Sud. Non nascondo di aver rasentato il suicidio! HAI TROVATO IL MODO GIUSTO PER FARLO!!!
  • “Pranzo a L'Aquila, Brunetta non gradisce. E il suo portavoce protesta per lettera.” NON C’ERA IL SEGGIOLONE E NESSUNO GLI TAGLIAVA LA CARNE. HA DOVUTO MANGIARE IN PIEDI E CON LE MANI!!




31 gennaio 2010

MI DISPIACE PER LORO..

Baby_Crying.jpgMi dispiace molto per questa generazione che deve ancora attraversare tutto, o quasi, l’universo scuola, vivendo in una società che ha sostituito l’autorevolezza con il sopruso, la prevaricazione, l’arroganza e l’ignoranza.

Questa società che venera il totem “danaro e potere” in spregio ai valori di onestà, rispetto, generosità e cultura, e che offre loro esempi di supina resa alle richieste dei più forti e soffoca talora nel sangue, i bisogni dei deboli.

Il baluardo familiare è, sempre più spesso, andato in rovina in seguito ai bisogni indotti da un mercato dell’apparenza che millanta il “dovere” di omologazione, contrabbandato in nome di chi vuole sdoganare i propri comportamenti socialmente riprovevoli.

Questi bambini che si affacciano alla vita sociale stanno sempre di più perdendo quelle guide che preparano alla dura lotta per la sopravvivenza.Girl_Swinging_on_Gate.jpg

Quando ero piccola sono stati i giochi nel cortile con i ragazzi del vicinato che mi hanno preparato a cadere e rialzarmi, lottare e a volte vincere a volte perdere, ma sempre accettare la realtà e trovare la soluzione al problema. Se mi rivolgevo alla mamma per avere protezione lei mi invitava a “stare a casa mia” se non volevo problemi, così ho imparato a “far da me”, a non mettermi nei guai, che allora erano piccini, ed in futuro sarebbero stati grandi.

Health11.jpgHo spesso mangiato con le mani sporche, magari la frutta rubata nell’orto del vicino, nella convinzione radicata  che “quel che no sofega  (soffoca) ingrassa”.

Così mi son fatta gli anticorpi che mi hanno permesso di affrontare una vita piena di ostacoli senza cedere né alla fatica né alle difficoltà.

Oggi osservo i bambini crescere nella bambagia imbevuta di preconcetti e assurde pretese.

sostata12.JPGLi vedo, piccoli tiranni, preda del naturale istinto alla prevaricazione nei confronti di un genitore debole o psicologicamente assente, avanzare pretese soddisfatte dopo debole lotta.

Crescono così privi di regole in una libertà assoluta, ad esclusione di quel che riguarda il loro “tempo”.

Questi cuccioli non conoscono il tempo del gioco creativo, ma solo di Babysitter_Nightmare.jpgquello indotto, non conoscono il tempo delle dispute e delle alleanze che insegnano l’amicizia e la solidarietà.

Conoscono la solitudine di quello schermo illuminato, il velocissimo moto delle dita sul joystick o sulla tastiera, o l’obbligo alle attività predisposte dagli adulti convinti di soddisfare un’esigenza dei figli mentre aderiscono solo ad uno stereotipo sociale.

E se qualcuno nella scuola cerca di stabilire delle regole, di insegnare a crescere rafforzati dalla gradualità delle abilità apprese e dall’educazione idonea alla loro fascia d’età, viene “crocifisso” da genitori “vittime” di un mucchietto di molecole che non supera il metro di altezza ed i venti kg di peso.

E anche le gerarchie scolastiche cadono preda dell’ignoranza e per opportunismo si schierano contro docenti di provata e dimostrabile competenza e capacità, inducendo in loro quella demotivazione che accelera ancor più la deriva culturale e sociale che riforme affette da miopia e incompetenza stanno incalzando.  

Così viene allevata una generazione di ragazzi che da una parte, non conoscendo limiti, si sentono liberi di fare qualunque cosa, dall’aggressione allo stupro, dal furto all’omicidio senza motivo, e dall’altra incapaci di sopportare una qualsiasi frustrazione, un divieto, un impegno gravoso, diavolo.jpgsituazioni che risolvono con la depressione ed il rifiuto.

E la società ancora una volta mostra la strada facile: lo sballo.

Non hanno imparato a cadere e rialzarsi con le ginocchia sbucciate, ma con la voglia di giocare ancora.

Non hanno imparato ad abbassare la testa e mordere la vita.

Non hanno imparato a ridere “di nulla” e neppure a piangere “di nulla”...

“ … Non più di nulla, sì di qualcosa,/ di tante cose! Ma il cuor lo vuole./ quel pianto grande che poi riposa/ quel gran dolore che poi non duole;…”

scrive Giovanni Pascoli, … e mi dispiace molto per questa generazione che dovrà molto piangere, ma “di qualcosa”, se chi guida il carrozzone non interverrà in tempo.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 31/1/2010 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



5 novembre 2009

TANTE CHIACCHIERE PER NULLA..

Tanto rumor per nulla.. ancora una volta si parte a lancia in resta per la novella guerra di religione!

Causa scatenante la sentenza della  Corte di Strasburgo: Via crocifisso dalle aule”.crocifisso2.jpg

“La Cei: irresponsabile cancellarlo. - Gelmini: simbolo della nostra tradizione. - Bersani: non è offensivo per nessuno. - Il governo italiano annuncia ricorso.

Povero Cristo in croce! 

Periodicamente brandito come arma da mani calcolatrici, testimone di una vita sconvolta dall’avidità rapace di chi lo agita gridando più forte.

“Simbolo della nostra tradizione” dice la “madama dall’occhio vacuo” che sta calpestando con le suole chiodate la tradizione di cultura della nostra scuola.

E’ importante che il crocefisso resti e chissenefrega se vedrà un’aula piena di volti annoiati dalla barbosa lezione frontale, l’unica possibile con più di trenta allievi di fronte.Edu45.jpg Quale lezione puoi fare se per l’affollamento puoi a malapena girare tra i banchi per controllare che non abbiano l’i-pod nelle orecchie mentre parli.

Chissenefrega se capiscono o meno, hanno ridotto le ore, basta parlare più in fretta e son cavoli loro! Tu il tuo dovere di docente lo fai spiegando, poi…( Mi domando che lingua si possa imparare in due ore settimanali di lezione ad esempio).

Ma l’importante è mantenere “il simbolo della nostra tradizione” appeso al muro , così oltre all’essere inchiodato avrà la tortura di veder ciò che vedrà!

Un giorno ho trovato il crocifisso con l’effige a faccia in giù Cross.JPGsulla cattedra. Alla richiesta di spiegazioni mi è stato detto che “Tizio” si era cambiato in aula e volevano risparmiare l’orrore di quella vista  al Cristo.  Questi sono i ragazzi. Meravigliosi nella loro semplice ironia. E pensate che possa fregar loro qualcosa se c’è o non c’è un simbolo cattolico sulla parete?

E forse sarebbe meglio non ci fosse o fosse nuovamente a testa in giù sulle cattedre piuttosto che assistere al degrado morale di una gioventù che a colazione mangia merendine e risse verbali piene di epiteti e mancanza di rispetto per gli altri, o latte addolcito da immagini di sesso esplicito che la mia generazione ha conosciuto solo dopo la maggior età (io son diventata maggiorenne a 21 anni).

Ho avuto allievi ebrei, mussulmani, testimoni di Geova e protestanti, ognuno di loro portava il suo credo nel cuore e nessuno criticava gli altri. Guai invece se si parlava della squadra di calcio.. allora erano fiumi di sangue virtuale!Edu19.jpg

Ora debbo sentire che su di un giornale si grida al “vogliono farci diventare tutti mussulmani”. Ma che idiozia! Per cavalcare un’onda si sventola un fantasma.  

Ormai tutto si fa non per convinzione , ma per calcolo. Quello delle elezioni regionali in arrivo. Non c’è buonafede dietro i proclami. Non c’è razionalità nelle scelte. Ancora una volta si difende un simbolo e si distrugge il futuro dei giovani.

Accidenti!!! Aprite gli occhi!  Stanno giocando con le nostre vite!
Il parlamento è in pausa perché non possono assicurare la copertura economica alle leggi e non c’è nulla da discutere.

Migliaia di persone sono con l’acqua alla gola per la perdita o quasi del lavoro.

Non c’è una lira manco a piangere, ad esclusione che per quello che interessa i soliti caimani.

E cercano di farci scordare i crampi per la fame distraendoci con l’aria fritta!



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