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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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2 ottobre 2018

ESSERE DONNA...

Nell'ormai lontano 2008 ho scritto e pubblicato "ESSERE DONNA". 

Le parole del prof.Strumia riportate dalla stampa di ieri mi inducono a pubblicare nuovamente la mia storia... con un sorriso amaro...


·                    Anni ’60. La finestra della stanza del vecchio convento riconvertito in liceo scientifico incorniciava una larga lama di sole, quel sole di maggio che riempiva le menti degli allievi di immagini di libertà. La vita premeva contro il muro della lezione di latino, ed i secondi erano minuti, ed i minuti ore..

Quel largo grembiule nero che doveva celare  le braccia ormai scoperte e le gonne più leggere lunghe fin sotto al ginocchio pesava come una corazza.

66a8ee32d839938ae8917638f42bb289.jpgFinalmente la campanella della fine! Via il grembiule, sulle spalle il golfino di cotone ed Anna con i libri nella borsa corre verso la libertà sottobraccio a due compagni, uno a destra ed uno a sinistra, tre moschettieri con il passo lungo e sicuro e il sorriso incontenibile  della primavera nel sangue.

La mattina seguente Anna è convocata in Presidenza dove il Preside, uomo burbero, severo, con grandi baffi, la rimprovera per il comportamento “poco dignitoso per una signorina” nel dare esplicita dimostrazione di confidenza verso i compagni di sesso opposto.

Le scuse di Anna e l’espressione compunta son solo di circostanza, pur di fuggire da quella stanza ammetterebbe anche un delitto. Con quei compagni c’è un cameratismo poco “femminile”, ma che racchiude un affetto sincero che nulla potrà scalfire.

·                    Il mitico ’68.  L’Università degli studi di Roma è occupata. Anna, matricola alla facoltà di Chimica, vuole entrare per vedere l’Istituto. Si può passare solo dall’ingresso laterale, dove c’è una scrivania con due appartenenti al collettivo studentesco che selezionano gli ingressi.

-          “ E tu chi sei? Dove vuoi andare?”

-          “Sono una matricola di chimica e voglio entrare”.

-          “Matricola eh? “- lungo sguardo penetrante dalle scarpe alla punta dei capelli - “Tch! Tu non arrivi alla laurea, o ti sposi prima o comunque resti incinta e abbandoni, comunque passa!” .

Ecco la sentenza, era un complimento, voleva dire che non era proprio un “cesso”.

·                    Secondo anno di chimica, prima lezione di “Impianti chimici”.

Entra un professore piccoletto, abito grigio, cravatta in tinta, leggermente stempiato, quel che si definisce “tipo commenda”.

-          “ Oh! Vedo che ci son due ragazze. Complimenti! All’esame io alle donne do un voto in più perché se dimostrano di aver capito almeno qualcosa meritano d’essere premiate!”

Anna lo guarda con compassione e decide di passare dalla facoltà a cui era iscritta, cioè Chimica Industriale, a quella di Chimica Pura, sperando di non imbattersi in altri microcerebrati dello stesso tipo.0bf5274c59d4092cfd231c179c70447b.jpg

·                    Fine Anni ’70. Anna lavora in una ditta Farmaceutica a Roma, ma deve trasferirsi “per amore” a Torino, quindi presenta domanda di assunzione in molte ditte piemontesi, vantando un curriculum decisamente interessante e la volontà espressa di trasferirsi.  Solo poche, pur essendo in cerca di personale, rispondono. Una ditta la invita al primo colloquio, che evidentemente risulta positivo visto che viene fissata la data del secondo colloquio, quello con il “direttore”.

Anna, emozionata e speranzosa apre la porta dell’ufficio del “direttore”, una stanza ben illuminata con l’immancabile mega scrivania.

-          “ Ma Lei è una donna!” Questa è la frase che apre il colloquio.

Il nome è Anna, non Giulia o Andrea. Ha  mandato un curriculum completo. Ha superato un colloquio faccia a faccia con un altro impiegato. Si veste con le gonne, sempre!, perché ha l’incubo dei fianchi larghi! … “ Ma Lei è una donna!”… Ma Noo!

Già, le donne si sposano, fanno i figli, soffrono di emicranie. Che importa se hanno tutte le carte in regola per essere assunte, se hanno un’esperienza pluriennale, se sanno fare benissimo un lavoro specializzato. L’unica cosa divertente del colloquio è l’equilibrismo dialettico del “direttore” che doveva liquidare la “signorina” senza troppo danno d’immagine, come se non l’avesse già fatto!

·                    “Una vita” nella scuola.

Per tutti i dirigenti la docente è “la Signora”, mentre gli uomini sono o “l’ingegnere” o “l’architetto” o “il professore”, chissà perché!. Per molti è difficile accettare anche nella scuola una donna in posizione direttiva,  ogni sua scelta viene discussa più che se fosse fatta da  un uomo. Eppure la scuola va avanti grazie alle donne, alla loro sensibilità, alla loro caparbietà, al loro spirito di sacrificio.

91f8e7f6ec46b66dfe825d24d1439f1b.jpgLa prima frase che ho detto a mia figlia quando l’ho avuta per la prima volta tra le braccia è stata:

-          “Mi dispiace tanto per te, che tu sia nata femmina, ma son felice per me… Benvenuta Ranocchietta mia!”




3 aprile 2013

IL SIGNIFICATO

Ho rivisto in tv il film “Anna dei miracoli” nel quale è rappresentata la lotta per far comprendere ad una bimba cieca e sorda come ad ogni parola compitata corrisponda un oggetto.

democrazia,onestà,coerenza,rispetto,politica,adolescenti,equità, giustizia,Già. Ogni parola ha un significato, ma non sempre è univoco.

Ricordo che ho imparato il significato del termine “fascista” usato come invettiva quando, nell’aula magna della facoltà di chimica a Roma nel lontano ’69, durante un’assemblea, se lo “lanciarono addosso” reciprocamente una rappresentante del gruppo “Lotta continua” ed un rappresentante di “Potere operaio”, notoriamente entrambi della sinistra extraparlamentare.

In questi giorni l’etere è saturo di assurdi linguistici.

Partiamo dal termine “democrazia”.

Il significato più aderente è : “quello che dico io”. L’io è a scelta del blaterante.

E’ normale pensare che le proprie idee siano le migliori, ma il dubbio e la conseguente scelta, anche di modificazione, sono caratteristiche di un’intelligenza che sembra merce rara.

Come è rara la capacità di ascoltare fino alla conclusione dei discorsi. Dopo le prime frasi la maggioranza delle persone parte in contraddittorio con il proprio parere senza accorgersi che, magari, la controparte sta esprimendo lo stesso concetto, ma con altre parole.

Così torna in primo piano l’io.

L’arrogante “io” che appartiene alla “seconda fase” della crescita psicologica dell’essere umano, fase che troppe persone non superano mai (la prima, neonatale,  è “il mondo sono io”, la seconda, infantile, è “Io e il mondo” e la terza, corrispondente alla maturità intellettuale, è “il mondo ed io”).

Altro termine è “onestà”.

Il criterio di onestà è diventato elastico.

Il derelitto che rubacchia, quello che opera piccole truffe magari ai danni dello stato, quello è disonesto e viene perseguito a norma di legge.

Chi arricchisce indecentemente lucrando con il pubblico danaro, chi truffa truccando bilanci o con spericolate operazioni finanziarie il cui danno ricade su altri, chi accetta vacanze in isole da sogno senza pagare un quattrino in cambio di favori concessi, chi compera ville o case a “due lire”, è solo un “furbetto” che, se stupidamente si è fatto scoprire, può cavarsela con una sculacciata metaforica.

Se poi è parlamentare di lungo corso allora la fa franca magari con scappatoie ad hoc.

La rettitudine morale in politica è diventata un handicap.

Come lo è la coerenza.

Se sei retto e coerente sarai distrutto ed emarginato, specialmente se sei a conoscenza di malefatte e intrallazzi altrui, e lotti per affermare i tuoi principi contro coloro di cui solo tu conosci la reale portata delle “colpe”.

Sensibilità” : ecco un altro termine oscuro.

Tutti abbiamo una sensibilità, il problema sono “gli altri”.

Noi pretendiamo il rispetto dagli altri. Siamo attenti alle offese e alle carenze d’attenzione degli altri. Spesso però non diamo reciprocità a questi sentimenti, o ne sottovalutiamo il valore quando siamo noi ad agire.

La sensibilità intesa come “rispetto” nei confronti di alcuni campi d’interesse sociale ormai è nulla.

Parlo della sfera del sesso. Parlo dell’ironia sulla religione. Parlo delle volgarità.

democrazia,onestà,coerenza,rispetto,politica,adolescenti,equità,giustizia

Trovo idiota l’indignazione per la condotta di assoluta libertà sessuale delle e degli adolescenti visto che hanno avuto come balia la tv che ad ogni ora mostra con liberalità gente che “si fa i fatti propri” davanti alle telecamere, insegnando che tutto è concesso.

Per non parlare della violenza diretta di certi telefilm o videogiochi che inducono all’assuefazione e all’imitazione.

Mi sono divertita allo scandalo e successivo ostracismo verso una persona che ha “osato” definire gli individui che operano in parlamento con il termine che molti prima di lui hanno usato, magari utilizzando altri termini,  e che per molti è dimostrato da inchieste come sia aderente.

In un mondo di trivialità verbali, in una società, purtroppo, retrograda nei confronti del rispetto per la donna, “tanto furor per nulla”!

Concludo con “Equità e giustizia ”, termini che troppi scrivono sulle loro bandiere con la malizia e l’arroganza dell’imbroglione.

Equità”  vuol dire per costoro “quel che è tuo è mio e quel che è mio è mio”, come diceva mia nonna.

Giustizia” invece è solo un termine altisonante e tutto da interpretare in base alle necessità.

Ci sono parole, infine, il cui significato è unico e irrimediabilmente confermato dai fatti e sono “violenza”, “crudeltà”, “prevaricazione”, “intolleranza” e “arbitrio”.

Questi sono atti di cui si nutrono gli avidi di potere, magari trincerandosi dietro ad una dottrina scritta da uomini per gli uomini,  comportamenti che determinano la divisione del mondo in due gruppi : quelli che hanno tutto e chi non ha neppure il diritto di vivere, figuriamoci “alla felicità”.

 




31 maggio 2012

NON HANNO CAPITO NULLA

Lily depressa.JPGIl terremoto quando arriva sconvolge oltre alla terra anche quella vita che faticosamente vi è stata costruita sopra, distruggendo quel “tetto” faticosamente conquistato, e seppellendo quelle piccole cose con cui si rinnovano i ricordi d’ognuno, senza le quali sembra di non avere un passato.

Ricominciare daccapo è possibile in rapporto inversamente proporzionale all’età. Quando i ricordi son tanti, quando le “tue cose” son divenute importanti, quando un giorno dura quasi nulla in rapporto a tutti quelli vissuti, ricominciare è impossibile, e tutto diviene solo un “andare avanti” e basta.

Ascoltavo le parole dette da un qualcuno qualsiasi dei soliti “presenzialisti” del piccolo schermo, a scelta fra giornalisti e politici, e sentivo palpabile la falsità del loro cordoglio, l’assoluta vacuità delle loro parole, la sciacallagine pura fatta dono all’altare del presenzialismo.

Poi c’è stato il viraggio netto dei discorsi sull’affermazione “blasfema” riguardo al campionato di calcio, e lì la partecipazione è diventata vera, l’indignazione palese, il dibattito infocato.scimmia_sorride--400x300.jpg

A parte che l’affermazione  era stata fatta a livello personale ed ipotetico, non istituzionale e programmatico, mi son chiesta il perché sia stata fatta, visto che non ritengo la persona in questione tipo da aprir bocca senza un fine predefinito.

Il volume delle voci sul secondo argomento offuscava quello sul primo, e l’attenzione ritornava puntata su di “un dito” invece che su quella luna piena di buchi vista da lontano piena nel cielo.

E dietro a quel dito continua l’ignobile manfrina dei “non eletti dal popolo” per mantenere i privilegi e continuare a depredare chi è a portata di ladrocinio perché non può opporsi al furto.

Non ho visto che un “moderato” correre al destinare i fondi che forse arriveranno o un dirottarli da altre iniziative, purchè non siano quelle legate al mondo dei privilegiati.

Non hanno capito nulla.

Lo sguardo diretto verso la parte pulita della società nelle ultime elezioni (con le dovute eccezioni) non ha suggerito di usare l’occasione per una virata netta nel senso dell’equità.

Così ci prendiamo tra capo e collo l’aumento delle accise sulla benzina, come quando ero giovane per il Vajont del ’63, per Firenze del ’66, per il Belice del ’68, per il Friuli del ’76, per l’Irpinia dell’1980,

(La vergogna delle tasse sulla benzina Tratto dal sito del Governo italiano  ww.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed440/pdfbt31.pdf)

senza parlare dell’1,90 lire per l’Abissinia del 1935.

La Casta è incapace di rinunciare al suo danaro.

Sentir parlare di un presidente di provincia che si “regala” vacanze da centinaia di migliaia di euro mentre centinaia di migliaia di persone non riescono ad arrivare a fine mese mi fa salire la pressione.

Sentire disquisizioni dotte sul patrimonio artistico da ricostruire mentre migliaia di persone non hanno più casa mi fa pensare.

Si, pensare che l’arroganza dell’essere umano ancora una volta stabilisce la scala dei valori, decidendo che le persone possono avere pregio diverso a seconda del loro “potere contrattuale”, e che dunque possono essere discriminate anche rispetto alle cose, teorizzando un legame tra di loro che favorendo le seconde offra possibilità alle prime. 

Se nel frattempo non son morte!

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Penso che la distruzione delle chiese per il terremoto sia la metafora del momento.

Anche i simulacri di una fede che ha abbandonato i suoi stessi principi si sono sbriciolati alla reazione della terra che non premia o castiga, ma semplicemente “vive”.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 31/5/2012 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



9 aprile 2012

SANTA NEGA

lega,equità,partiti,finanziamento pubblico,povertà“Quanno l’hai fatta grossa, tu vòtate a S.Nega e và a vedè  n’do sta la verità!”

Lo diceva una vecchia zia laureata in “menzogne e affini”.

In questi tempi mi sembra di stare al concorso a premi “Trova la scusa!”.

“Mai preso soldi dalla Lega!” dice il Trota alla tv, e non mente, infatti li ha presi da mamma o da un intermediario di papà, che li hanno presi da… finanziamenti o fondi neri.

Già! Quel papà che ha millantato creativamente una laurea in medicina, dimostrando una notevole propensione alla menzogna. 

Quel papà che ora ha in buono stato solo metà del cervello o poco più.

Come colpevolizzarlo se con la precedente (all’ictus) mania di protagonismo e propensione alla fandonia è convinto ora di essere nel vero e nel suo diritto.

L’affettuosa mogliettina rapace lo protegge e lo blandisce con l’incoscienza della più totale assenza di onestà civile, nella più profonda convinzione che il partito sia un “prerogativa inalienabile di famiglia” e regnare dispensando benefici ai consanguinei sia un dovere.

L’appoggio di un’amica fidata, e forse maestra nell’intrigo, garantisce diritto ed impunità nella tresca.

Soldi facili. Ecco il motore di troppe realtà che stanno affiorando.lega,equità,partiti,finanziamento pubblico,povertà

Indifferenza per la sorte degli altri, egoismo esasperato sono il punto focale della società odierna.

Tanti, troppi individui stanno perdendo ogni voglia di vivere, a partire da quelle persone anziane che non sanno più come affrontare la miseria che incombe su di loro.

Un diploma al rampollo infingardo è stato pagato 120mila euro presi dalle casse del partito.

Un’anziana si suicida per una riduzione di 200euro su di una pensione di 800euro elargiti dallo stato.

Le due facce di una stessa medaglia : quella della società Italia.

Responsabile di entrambi uno stato padre per il primo e patrigno per la seconda.

Uno stato incapace di equità e giustizia.

Uno stato che si piega al malaffare, inadeguato a far fronte  al disagio dei deboli sottraendo il maltolto a chi ha legalizzato la truffa.

Quello che offende maggiormente è l’uso ripetitivo della parola “equità” quando nei fatti di equo non c’è nulla.

Cinquecento milioni di euro vengono elargiti ai partiti a fronte di cento milioni di spesa certificati. La differenza paga ville, barche, viaggi, diplomi, lauree, case, tessere di partito, imbrogli e attività dissolute… spesso “a sua insaputa”.

Sarebbe sufficiente recuperare i quattrocento milioni non fatturati e gli esodati sarebbero a posto, tanto per fare un esempio.

L’Aquila, a tre anni dal terremoto cinque milioni per le indennità dei funzionari Sono 231 gli esponenti di enti pubblici ad aver ottenuto i bonus per la ricostruzione. Per il progetto C.A.S.E. e le strutture temporanee pagati anche i dirigenti della Protezione civile

Ladre nel cortile del Famila? No, sono due madri alla ricerca di cibo fra i rifiuti.  I passanti segnalano le donne che scavalcano il cancello, ma gli agenti scoprono la storia di disagio e disperazione

e…

05/02/2012: San Remo, 47 anni, elettricista si spara.

26/02/2012: Firenze, 65 anni, imprenditore si impicca.

02/03/2012: Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco.

02/03/2012: Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida

09/03/2012: Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente

09/03/2012: Taranto, 60 anni, commerciante trovato impiccato.

10/03/2012: Torino, 59 anni, muratore si da fuoco.

14/03/2012: Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco.

15/03/2012: Lucca, 37 anni, infermiera ingerisce acido.

21/03/2012: Lecce, 29 anni, artigiano si impicca.

21/03/2012: Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara.

23/03/2012: Pescara, 44 anni, imprenditore si impicca.

27/03/2012: Trani: 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.

28/03/2012: Bologna: 58 anni, si dà fuoco davanti all'Agenzia delle entrate.

29/03/2012: Verona, 27 anni, operaio si da fuoco.

01/04/2012: Sondrio: 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo.

02/04/2012: Roma: 57 anni, corniciaio, si impicca.

03/04/2012: Catania, 58 anni, imprenditore si spara.

03/04/2012: Gela,78 anni pensionata si getta dalla finestra, riduzione della pensione

03/04/2012: Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.

04/04/2012 Milano, 51 anni, disoccupato si impicca.

04/04/2012 Roma Imprenditore si spara al petto col fucile. La sua azienda stava fallendo.

cari politici... che le loro anime possano disturbare i vostri sogni tranquilli con i vostri stipendi d'oro e tutti i vostri privilegi !

Temo che “equo” sia per il parlamento solo un sinonimo di “cavallo” (dal latino equus magari asinus) da nominare per indicare chi tira la carretta!




12 febbraio 2012

MI FA INCAZZZZARE!!

spot,tv,politici,equità,vaticanoBoh! Sarà l’età, sarà la cultura, sarà il giramento del nucleo magnetico della terra…, ma ci son cose che mi fanno incazzzzare con quattro zeta!

Vivo nel quotidiano a stretto contatto con radio e tv, vado per supermercati, osservo la vita scorrermi attorno e mi sento come se fossi al cinema a guardare la realtà virtuale del 3D assolutamente slegata dalla mia vita.

Quelle parole che sento, quelle immagini che vedo…  e mi arrabbio furiosamente.

Dagli studi asettici delle tv giornaliste botulinate e giornalisti leccati sbagliano senza pudore le concordanze dei verbi, sputano sentenze su argomenti di cui si sono superficialmente informati come se si fossero laureati nel campo e spargono ampie volute di fumo su arrosti carbonizzati.

Altri “anchorman” dalle piazze e dalle strade infilano il microfono in bocca alla gente per avere risposte a domande assolutamente idiote del tipo : “Come si sente dopo che le hanno ammazzato il figlio?”

spot,tv,politici,equità,vaticanoE comecazzovuoi che si senta!

Il mio istinto in un caso del genere sarebbe un sonoro “cartone” sul naso dell’imbecille con domanda di seguito : “Comesisenteleicolnasorotto?”

E m’imbufalisco sempre più!

Allora scrivo quello che più mi colpisce nell’elenco del :

Mi fa incazzare

  • Mi fa incazzare quel sindaco che starnazza davanti alle telecamere per comunicare a tutti che “la colpa non è sua”…  gallina che canta ha fatto l’ovo?
  • Mi fa incazzare vedere alla tv alle 15,03 del pomeriggio un adolescente che si scopa una tardona come se fosse normale e dopo poco altri due che si rotolano tra le lenzuola tra mugolii imbarazzanti fino alla naturale conclusione sonora. … Poi si fa un gran casino se le dodicenni trovano normale offrire “prestazioni orali” al bellone di turno e la danno via per una ricarica al cellulare?
  • Mi fa incazzare  quello spot che applaude i pirla che per essere cittadini onesti che rispettano la legge hanno pagato la gabella del canone (perché è “una prestazione patrimoniale coattiva” e non una scelta!) e in cambio hanno un deficiente in mutande bianche che si crede l’erede di mago merlino e che si lascia sbertucciare dal coautore  delle canzoni di mister B. che gli è assolutamente pari in pochezza.  …  Ho sentito che qualcuno di loro soffre di emorroidi… mandategli un dentista!
  • Mi fa incazzare, incazzzzare ed ancora incazzzzare quello spot che fa l’elegia del gioco d’azzardo “che può cambiare la vita” ed alla fine dice “gioca il giusto”. Il giusto? E quale sarebbe il giusto in questo momento in cui l’unica cosa che abbonda son le lacrime? E vallo a dire a chi è malato di gioco d’azzardo! Per me è delinquenziale cercare di raschiare il fondo delle tasche di chi non ha che poco o nulla facendogli sottrarre anche quel solo euro alla cassa familiare. La scelta è tra un litro di latte ed un sogno. Per poi arricchire chi già ha, i soliti figli di puttana cioè, perché al sociale non vanno certo!
  • Mi fa incazzare la storia dell’area C di Milano trattata come se fosse uno strangolamento dei negozianti. Ma in quei negozi una borsa costa anche 2000 euro  e chi se la può permettere è talmente micragnoso da rifiutarsi di pagare i 5 euro dell’entrata col suvvino perché gli pesa il cu…? Ma annassero a morì ammazzati!!!
  • Mi fanno incazzare quei politici che non vogliono rinunciare a nulla, anzi si ribellano a qualsiasi “sacrificio” al punto da ricorrere contro il versamento del vitalizio a 60 anni invece che a 50 o meno, mentre tutti sono costretti ad arrivare almeno ai 65 per vedere un briciolo di quello che vedranno loro.
  • Mi fanno incazzare le prese per i fondelli che cercano di propinarci come “equità”, mentre si mangiano anche le nostre ossa.
  • Mi fanno incazzare tutti i baciapile pronti a slanciarsi contro chiunque chieda al Vaticano trasparenza, correttezza ed onestà e, soprattutto, di rispettare quella dottrina che dice di dare ai poveri e non pretendere dai poveri! Gira per l’web un’immagine doppia : una “chiesa ricca” e accanto un bimbo che raccoglie da terra briciole di cibo con la didascalia “ Se Dio scendesse sulla terra vi prenderebbe a calci in culo! ”

spot,tv,politici,equità,vaticanoQuanto la condivido!

E l’estendo a politici, banchieri e caste varie.



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permalink | inviato da AnnaSerenity il 12/2/2012 alle 17:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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