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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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15 gennaio 2014

LA SCUOLA CHE VORREI ?

LA SCUOLA CHE VORREI ?

Caro Einstein, nella tua famosa citazione sulle cose infinite hai dimenticato la paraculaggine della classe politica italiana.
Sinceramente non trovo parola diversa per definire il comportamento dei cosiddetti legislatori visto che ne “infilano” una dietro l’altra e non ci credo nemmeno se mi pagano che lo facciano per dabbenaggine.

Fanno un decreto e subito lo smentiscono con dichiarazioni tipo: “Scusate abbiamo scherzato! Però intanto pagate che poi vi rimborsiamo… forse… o forse no… ”… intanto ci hanno provato!
Emanano una normativa e non si accorgono (?) che è in contrasto con quella precedente se non addirittura incostituzionale.
Promulgano decreti “omnibus” in cui infilano di tutto e di più per poi dire, se scoperti, “Oops! Non lo sapevo che..”. (Cioè.. neppure l’hai letto o non capisci quello che leggi?)
Il punto fermo è in tutti i casi che vince chi ha più forza nella voce o peso “negli amici”. Vedi il decreto sulla restituzione delle somme percepite dagli scatti d’anzianità dei docenti, che come importo da recuperare in totale vale meno di mezzo F-35 (se non ho capito male) e il ministero della finanza ha gentilmente detto al ministro della P.I. “… ciazetaduei tuoi come li rimedi, però dal tuo portafoglio devono arrivare, la cazzata della retroattività ormai è fatta dunque …”. Ed ora si attende la stangata per i bilanci delle scuole pubbliche, perché alle private non toglieranno neppure una lira, ci scommetto!
Già! Perché il vero punto di forza irrinunciabile e intangibile della nazione è nella difesa, che deve essere in
grado di reagire all’arrivo degli ufo che stanno per invadere il pianeta, (lo sappiamo tutti no?), l’istruzione invece non difende nessuno, anzi danneggia “il popolo” perché gli permette di capire quanto siano grosse e inutili nei confronti della malattia le supposte che prescrivono i medici del governo.
Poi ci sono le boutades che servono per deviare l’attenzione dal fatto che nulla è possibile fare, come il sondaggio su “La scuola che vorrei”.
Mccheffai? Prendi in giro? Questo direi io. Usando magari un termine meno educato.
Questa povera, povera scuola! (link ad un post del 2010)  Distrutta mattone su mattone dalla sfilza di incompetenti arroganti passata negli ultimi trent’anni (con qualche breve eccezione, ma breve!), e tenuta su da migliaia di persone che, nonostante tutto, credono ancora nel loro lavoro.
La scuola che vorremmo?  Ma santa papera! Come se i mali della scuola non fossero ben noti!(link ad articolo pubblicato on line nel 2006!)
Potrei elencare decine di miei scritti sulle puttanate fatte nel tempo dai vari “riformatori”, la cui regina è stata la riformatrice per eccellenza, M.me gelmini (minuscolo voluto), colei che ha sempre interpretato “d’istruzione” come “distruzione” agendo perciò adeguatamente.Ma sono stanca!
Tanti anni fa, durante uno dei corsi di aggiornamento frequentati, una psicologa ci chiese di trasformare in un’immagine grafica il concetto di insegnante che avevamo di noi stessi ed io disegnai una finestra spalancata su di un mondo fantastico e fantasioso.
Ecco la scuola che vorrei. Una finestra aperta a cui far affacciare i ragazzi, tenendo per mano chi ha paura dell’incognito, mettendo sotto ai piedi di chi non arriva al davanzale uno sgabello o sollevandoli di peso, indirizzando lo sguardo dei più curiosi agli angoli più difficili da vedere, e quello dei più deboli  verso le forme di base.
Ma per far questo ci vuole cuore ed intelletto, due caratteristiche che la società dei rapaci ha sepolto sotto la melma dell’interesse personale e dell’avidità.
Da: “Compro una vocale” un piccolo stralcio in tema:
            ..” E Tu, Ministro della Pubblica Istruzione, Tu che riempi la Tua bocca di parole altisonanti, Ti sei mai calata nella realtà che mille e mille di noi, stupidi esseri Umani, Insegnanti di professione, armati solo della nostra Disponibilità, della nostra Sensibilità, e dei nostri Valori, viviamo giorno dopo giorno, per dare un futuro a quelle menti che hanno il diritto di sbocciare liberando ingegno e creatività.
Tu che allevi i tuoi figli con l’aiuto di personale specializzato, e li mandi a studiare all’estero, per preparare il loro futuro in una bolla dorata, Ti sei mai “sporcata le mani” raccogliendo le lacrime di un ragazzino in crisi di disadattamento, o ti sei mai metaforicamente pulita la faccia dallo sputo di un genitore che ti accusa di qualsiasi delitto?
Hai sempre scelto gli interlocutori per i tuoi comizi e per le tue collaborazioni, senza ascoltare chi ha maturato un’esperienza pluriennale con la parte più critica della popolazione scolastica, e, nella logica utilitaristica di chi non ha mai guardato oltre li muro del suo giardino, hai scelto di riportare la società a due gruppi distinti : i nobili ed i servi della gleba!
Io, profondamente serva della gleba, ma con la cultura di un nobile e la forza di gigante, percorrerò l’ultimo tratto del mio cammino a testa alta, fiera di aver generato una figlia a cui ho trasmessi i miei valori, e di aver contribuito a rendere liberi tanti Uomini, perché ho insegnato loro a pensare, e con questo a scegliere, anche di avere un cuore.”




9 aprile 2012

SANTA NEGA

lega,equità,partiti,finanziamento pubblico,povertà“Quanno l’hai fatta grossa, tu vòtate a S.Nega e và a vedè  n’do sta la verità!”

Lo diceva una vecchia zia laureata in “menzogne e affini”.

In questi tempi mi sembra di stare al concorso a premi “Trova la scusa!”.

“Mai preso soldi dalla Lega!” dice il Trota alla tv, e non mente, infatti li ha presi da mamma o da un intermediario di papà, che li hanno presi da… finanziamenti o fondi neri.

Già! Quel papà che ha millantato creativamente una laurea in medicina, dimostrando una notevole propensione alla menzogna. 

Quel papà che ora ha in buono stato solo metà del cervello o poco più.

Come colpevolizzarlo se con la precedente (all’ictus) mania di protagonismo e propensione alla fandonia è convinto ora di essere nel vero e nel suo diritto.

L’affettuosa mogliettina rapace lo protegge e lo blandisce con l’incoscienza della più totale assenza di onestà civile, nella più profonda convinzione che il partito sia un “prerogativa inalienabile di famiglia” e regnare dispensando benefici ai consanguinei sia un dovere.

L’appoggio di un’amica fidata, e forse maestra nell’intrigo, garantisce diritto ed impunità nella tresca.

Soldi facili. Ecco il motore di troppe realtà che stanno affiorando.lega,equità,partiti,finanziamento pubblico,povertà

Indifferenza per la sorte degli altri, egoismo esasperato sono il punto focale della società odierna.

Tanti, troppi individui stanno perdendo ogni voglia di vivere, a partire da quelle persone anziane che non sanno più come affrontare la miseria che incombe su di loro.

Un diploma al rampollo infingardo è stato pagato 120mila euro presi dalle casse del partito.

Un’anziana si suicida per una riduzione di 200euro su di una pensione di 800euro elargiti dallo stato.

Le due facce di una stessa medaglia : quella della società Italia.

Responsabile di entrambi uno stato padre per il primo e patrigno per la seconda.

Uno stato incapace di equità e giustizia.

Uno stato che si piega al malaffare, inadeguato a far fronte  al disagio dei deboli sottraendo il maltolto a chi ha legalizzato la truffa.

Quello che offende maggiormente è l’uso ripetitivo della parola “equità” quando nei fatti di equo non c’è nulla.

Cinquecento milioni di euro vengono elargiti ai partiti a fronte di cento milioni di spesa certificati. La differenza paga ville, barche, viaggi, diplomi, lauree, case, tessere di partito, imbrogli e attività dissolute… spesso “a sua insaputa”.

Sarebbe sufficiente recuperare i quattrocento milioni non fatturati e gli esodati sarebbero a posto, tanto per fare un esempio.

L’Aquila, a tre anni dal terremoto cinque milioni per le indennità dei funzionari Sono 231 gli esponenti di enti pubblici ad aver ottenuto i bonus per la ricostruzione. Per il progetto C.A.S.E. e le strutture temporanee pagati anche i dirigenti della Protezione civile

Ladre nel cortile del Famila? No, sono due madri alla ricerca di cibo fra i rifiuti.  I passanti segnalano le donne che scavalcano il cancello, ma gli agenti scoprono la storia di disagio e disperazione

e…

05/02/2012: San Remo, 47 anni, elettricista si spara.

26/02/2012: Firenze, 65 anni, imprenditore si impicca.

02/03/2012: Ragusa, commerciante tenta di darsi fuoco.

02/03/2012: Pordenone, 46 anni, magazziniere si suicida

09/03/2012: Genova, 45 anni disoccupato, sale su un traliccio della corrente

09/03/2012: Taranto, 60 anni, commerciante trovato impiccato.

10/03/2012: Torino, 59 anni, muratore si da fuoco.

14/03/2012: Trieste, 40 anni, appena disoccupato si da fuoco.

15/03/2012: Lucca, 37 anni, infermiera ingerisce acido.

21/03/2012: Lecce, 29 anni, artigiano si impicca.

21/03/2012: Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara.

23/03/2012: Pescara, 44 anni, imprenditore si impicca.

27/03/2012: Trani: 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.

28/03/2012: Bologna: 58 anni, si dà fuoco davanti all'Agenzia delle entrate.

29/03/2012: Verona, 27 anni, operaio si da fuoco.

01/04/2012: Sondrio: 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo.

02/04/2012: Roma: 57 anni, corniciaio, si impicca.

03/04/2012: Catania, 58 anni, imprenditore si spara.

03/04/2012: Gela,78 anni pensionata si getta dalla finestra, riduzione della pensione

03/04/2012: Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.

04/04/2012 Milano, 51 anni, disoccupato si impicca.

04/04/2012 Roma Imprenditore si spara al petto col fucile. La sua azienda stava fallendo.

cari politici... che le loro anime possano disturbare i vostri sogni tranquilli con i vostri stipendi d'oro e tutti i vostri privilegi !

Temo che “equo” sia per il parlamento solo un sinonimo di “cavallo” (dal latino equus magari asinus) da nominare per indicare chi tira la carretta!



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