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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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25 marzo 2015

RIFLESSIONI SULL’EDUCAZIONE

Tra i commenti ad un post di Zac ho trovato una richiesta diretta a me:

<< posso chiedere ad Anna un commento su questo?  LINK

L’argomento è l’educazione sessuale di bambini e ragazzi.

Problema complesso, troppo per essere limitato a poche righe. 

Quindi partendo dalla risposta a Stefano ( il cui nikname è per me, leggermente dislessica, impossibile da leggere) rifletto sull’argomento:

“Caro Stefano, dopo giri da rincoglionita e pirlate varie, ti rispondo.

Ho letto, anche se non completamente, la scheda sull'educazione sessuale e quella di genere. Hanno entrambe lo stesso principio di base : l'educazione come rispetto per se e per gli altri…”

Alla fine degli anni '90 ho organizzato nella “mia” scuola, nell’ambito del “progetto giovani”, degli incontri sull'educazione sessuale diretti alle 4° ITIS, giusto per far capire che il preservativo non andava infilato sulla testa dei compagni e neppure ridotto a bomba d'acqua, ma aveva uno scopo preciso. Sono stati incontri con personale specializzato e non con gente qualsiasi della scuola.

La carenza di risorse non ha concesso un seguito all’iniziativa, anche se era stata giudicata positivamente dai ragazzi, perché solo il volontariato permette di fare qualcosa nel mondo scolastico pubblico ( uno dei miei scritti può darne un’idea : “Il mio diario 16° puntata”).

In ogni caso penso che sia compito del genitore la scelta dei tempi e modi d’informazione nel campo della sessualità, anche se so bene che la maggior parte degli adulti non ne sono all’altezza

Avere un figlio non è solo un’esigenza naturale per la trasmissione del codice genetico, ma  anche una grande responsabilità, perché vuol dire immettere una persona in un contesto sociale non sempre incoraggiante e positivo, che necessita dunque di strumenti per affrontare le avversità.  

Il punto focale della questione è nell’impegno necessario a seguire la normale crescita dei figli, rispondendo alle loro domande, quando le pongono e non quando lo si ritiene opportuno, stimolando l’interesse con linguaggio adeguato e con libri idonei (come mamma per la conoscenza dei misteri della nascita ho usato "Il segreto delle cicogne", un libricino illustrato e molto colorato che spiega tutto), ed è una questione di tempi e di rinunce.

Il problema è l’odierna confusione tra sessualità e sesso, mercificato in ogni dove, e le difficoltà insorgono per tenere sotto controllo tutti i canali di informazione e ludici che bombardano le nuove generazioni.

Il senso del limite non è una cosa normale per i ragazzi, va insegnato dalle prime fasi della vita imponendo barriere che non devono essere superate, come l’abitudine al pudore e alla riservatezza nei confronti della propria intimità.

Non è facile opporsi al consumismo di massa, specie se si è genitore privo di autorevolezza.

Il fatto di sostenere che “tutti lo hanno”, per esempio, è sempre stato per me un punto a sfavore della cosa, che ho trasmesso a mia figlia usando il disprezzo per il gregge di  pecoroni. Ma non è stato semplice. Ci vuole tempo, pazienza e fermezza.

Il cellulare, ad esempio, è una delle cose più inutili nella scuola, visto che esistono telefoni fissi e adulti che possono intervenire, ma quanti genitori pretendono che non venga imposto neppure l’obbligo di spegnimento e forniscono i rampolli di smartphone di ultima generazione abilitati anche ad usi inopportuni?

Sopperire alle indifferenze e carenze educative familiari non dovrebbe essere incarico della scuola, ma purtroppo è diventato uso comune delegare ad altri il compito formativo, salvo poi protestare quando l’intervento altrui è reputato sgradito al pargolo. (Pianti al telefono : link)

Purtroppo dire di si è facile, dire di no è sempre difficile, usare tv e videogiochi o pc come baby sitter è comodo, usarli sotto la supervisione o con l’adulto è scomodo. Specie se l’adulto ha altri interessi in gioco.

Essere genitori è un istinto naturale, ma essere buoni genitori è una fatica immane perché prevede di rinunciare spesso ai propri comodi per sostenere i passi della crescita educativa dei figli, coltivando l’autorevolezza e non l’autoritarismo nei loro confronti, cosa non sempre facile.


Concludendo è importante prima di tutto l’educazione al rispetto nei confronti degli altri e di se  stessi che deve nascere anche dagli esempi familiari, poi ogni argomento può essere affrontato con serenità.  




28 ottobre 2012

PIANTI AL TELEFONO

lily2.JPGDopo l’inizio della scuola ogni tanto mi squilla il cellulare e dall’altra parte dell’ètere mi arriva una voce a me ben nota che mi apostrofa come “mamma di…” e mi incarica di una “missione” che in passato svolgeva la mia mamma, quella di consolare un “pulcino” disperato.

- Prontooo…? Mamma di Sara?  Sara non vuole fare la pipì prima di andare a fare il riposino. Per favore dì a Sara che deve fare la pipì altrimenti si bagna le mutandine? Ora te la passo…

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso).Mammmaaa! (pianto disperato) Voglio venire a caaasa! (singhiozzi smocciolanti) …

- Sara! Amore di mamma tua! (voce flautata) Non piangere che la mamma, se fai la pipì e poi il riposino, quando ti svegli la trovi ad aspettarti.

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso) mammma vieniiii…

-Tranquilla amore mio, la mamma ora si prepara per venire, intanto tu vai a fare la pipì e poi la nanna che mamma arriva, va bene?

- Siii (sospiro moccioloso)…

- Grazie mamma di Sara, ora andiamo a fare la pipì.

Finalmente posso ridere!

- Pronto Mamma di Paolo? Per favore dì a Paolo che deve mangiare la pasta col sugo e poi fare la nanna?

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso).Mammmaaa! (pianto disperato) Voglio venire a caaasa! (singhiozzi smocciolanti) …

- Paolo amore!..

-Mamma vieni a prendermi…Uhhhhh!

- Tranquillo tesoro, non piangere, la mamma ora non può venire, ma mi spiccio e intanto tu mangi la pasta al sugo, così poi arrivo.. va bene? Dai retta alla maestra.

- Uhhhh! Sciiii!

- Grazie mamma di Paolo. Ora Paolo mangerà, vero?

- Shii…

Ho sempre avuto una vena profondamente gigionesca nei confronti dei bambini, al punto che mia figlia dice sempre che le ho “rovinato l’infanzia” con le mie invenzioni , come quella di convincerla che la coca cola rallentava la crescita, sfatata solo per ragionamento logico all’età di dieci anni, quindi l’interpretazione consolatoria per i pargoletti mi si adatta a meraviglia.

Ma le telefonate, fatte col cellulare personale e non rimborsate da alcuno, di quella maestra di una scuola dell’infanzia a seicento Km da casa mia, rivelano come sia complesso il lavoro nella scuola, e quanta fantasia e creatività richieda.

I bimbi di tre anni son cuccioletti forti e fragili nello stesso tempo e solo gli anni d’esperienza sanno creare lescuola,infanzia,maestre,bambini,pubblica istruzione,genitori,educazione condizioni migliori per la loro crescita. Non gli asettici corsi d’aggiornamento che “pontificano” grazie a teorie innovative sullo sviluppo cognitivo del fanciullo nella società moderna…

Nella società moderna ci sono genitori che mettono il pannolone ai bimbi di tre anni per non avere la “rottura” di abituarli al vasino, e protestano perché il pargolo “si bagna” a scuola, dove è d’obbligo essere autonomi nelle funzioni e (per regolamento) si accettano solo incidenti casuali.

Nella società moderna ci sono genitori che allevano i bambini fino ai tre anni solo con omogeneizzati e passati cosicché il pargoletto non sa masticare i solidi come la pasta.

E la maestra insegna a masticare, e la bidella pulisce e cambia più e più volte.

E il genitore non si capacita del motivo di tanti cambi. E il genitore confessa che è più comodo il pannolone che non mette in imbarazzo “nelle uscite”, o che la stanchezza del lavoro consiglia l’omogeneizzato, veloce e non impegnativo.

La mia bimba mangiava pane vecchio per massaggiare le gengive nella dentizione e a due anni stava sul vasino finchè non “la faceva” con la mamma che raccontava le favole rinunciando “a se stessa”.

La maestra ha sessant’anni, è una del ’52 che ha perso il diritto alla pensione quest’anno grazie alle nuove regole.

Ora, vorrei che la  M.me ministro la sostituisse almeno un paio di giorni per provare il piacere di una mocciosa piangente in braccio, un moccioloso attaccato alla gonna ed un terzo da portare velocemente sul vasino per fargli fare quella funzione fisiologica solida che è abituato a fare in piedi nel pannolone. Vorrei proprio “vedere” come se la cava!

Ed a quel simpatico ministro “odoroso”, che gira col sorriso ebete stampato sul viso per nascondere l’opinione della “propria superiorità umana, culturale e di competenza” alla plebe cenciosa che lo circonda, vorrei dire che il merito del fatto che la scuola permette a migliaia di ragazzi di crescere “decentemente” è discuola,infanzia,maestre,bambini,pubblica istruzione,genitori,educazione migliaia di maestri e di professori che se ne fottono delle “linee programmatiche” lavorando ben più delle ventiquattro ore che vorrebbe, e inventano giorno dopo giorno la didattica utile agli allievi che si trovano tra le mani, cercando di tirarsi dietro anche i più deboli, magari facendoli “attaccare alla gonna” per non perderli nel cammino, lottando in classi sovraffollate e mal equipaggiate, e contro burocrati abbarbicati alle norme a causa di collusioni e tangenti prese da altri burocrati, senza piegar la schiena sotto il peso del disprezzo, del dileggio della categoria e della stanchezza per l’età e per un lavoro reso sempre più complesso dall’arroganza ingorda di chi “comanda”.

 




11 dicembre 2011

SONO PROPRIO SENZA VERGOGNA

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E’ incredibile la sfacciataggine con cui si aggrappano ai loro privilegi berciando come bertucce impazzite al solo pensiero di rimetterci qualche soldo.

<<No a taglio stipendi parlamentari. Verso emendamento alla manovra>>

Poverini! Il salto sarebbe quasi mortale. Sarebbe un dimezzamento delle entrate!

Passare da più di undicimila a soli cinque/sei mila … è difficile sopravvivere così.

Dimezzare! Cioè è come se ad un pensionato a mille euro al mese portassero la pensione a seicento euro. (Cioè quello che stanno per fare, magari non in queste proporzioni).

Ma questi mica c’hanno l’abitudine al lusso, loro, no!?!.

Si dice siano più di due milioni i pensionati che hanno pensioni inferiori ai mille e quattrocento euro LORDI, cioè dai 950 circa netti in giù, e ci mantengono anche i figli disoccupati.

Fatti loro!

Poi : Guai a chi tocca i vitalizzi. E la cosa è trasversale, infatti…

<<..il parlamentare e presidente di Provincia, Ettore Pirovano della Lega Nord rassegna le dimissioni da deputato. Dopo aver resistito per anni finanche alle sentenze della corte costituzionale in merito alla incompatibilità del doppio incarico….. non vuol rischiare di mettere in discussione il suo lauto vitalizio.>>

Anche una sola legislatura è più che sufficiente ad avere diritto, e sottolineo diritto, ad una pensione superiore a quella di un operaio con 40 anni di contributi.

Legge che si son fatti da soli, come da soli devono decidere se cambiarla.stipendi parlamentari,vitalizzi,pirovano,ici vaticano,pensioni,insegnanti,genitori

Cioè è chiedere a dei ladri di essere onesti… equandomai!

Poverini! Il loro lavoro è usurante! Vuoi mettere lo stress che subiscono a difendere quotidianamente il proprio interesse contro tutti?

Invece una donna che si occupa per sole otto ore di un lavoro in fabbrica, magari su tre turni, e tornata a casa diventa colf., badante, baby sitter, cuoca, stiratrice, e magari anche idraulico o elettricista, quella non è usurata! Quella è privilegiata!

Il lavoro casalingo lo fanno da soli i detersivi, le aspirapolvere, gli spazzoloni eccetera, basta accendere la tv e se ne ha la prova!

Se poi fa l’insegnate, addirittura di scuola materna (per non mettermi in mezzo!), solo sei ore con 
stipendi parlamentari,vitalizzi,pirovano,ici vaticano,pensioni,insegnanti,genitoriventicinque ragazzini dai tre ai cinque anni, alcuni da allevare da zero perché le mamme non hanno insegnato loro a mangiare cose solide e quindi non sanno masticare il cibo, (giuro che avviene!), per questa categoria è una passeggiata il lavorare.

E’ così bello occuparsi di quegli angioletti urlanti, pieni d’energia, con il moccolo al naso e dei genitori trentenni che pensano di sapere tutto di pedagogia di fronte ad una sessantenne che fa la maestra da quarant’anni.

Allora in pensione a sessantatre o sessantaquattro anni.

O in cimitero per suicidio, così si diminuisce l’esborso dello stato e si possono tranquillamente aumentare i vitalizzi!

Poi la storia dell’ICI per il Vaticano (video)… 

Il cardinale è pronto a discutere”.

Non pronto a pagare, secondo giustizia ed equità, alla pari delle “pecorelle” del suo gregge che non sanno più a che santo votarsi.

A discutere.

Per arrivare al solito nulla di sostanza e fumo per l’apparenza.

E il solito Cav. non vuole l’asta delle frequenze che salverebbe le pensioni da fame, e la chiesa  dice “si, vabbè, però…”, e la casta studia sentieri e passaggi nascosti per salvarsi i privilegi, e le spese militari stipendi parlamentari,vitalizzi,pirovano,ici vaticano,pensioni,insegnanti,genitorinon si toccano, anzi vanno a fottere i soldi allo sviluppo per darli alla difesa, …

Tra poco non ci sarà più bisogno di difenderci, saremo tutti talmente depressi che basterà un soffio di vento per farci volare via, visto che spremono sempre lo stesso limone e non riusciamo a toglierceli dai cabasisi! 




31 gennaio 2010

MI DISPIACE PER LORO..

Baby_Crying.jpgMi dispiace molto per questa generazione che deve ancora attraversare tutto, o quasi, l’universo scuola, vivendo in una società che ha sostituito l’autorevolezza con il sopruso, la prevaricazione, l’arroganza e l’ignoranza.

Questa società che venera il totem “danaro e potere” in spregio ai valori di onestà, rispetto, generosità e cultura, e che offre loro esempi di supina resa alle richieste dei più forti e soffoca talora nel sangue, i bisogni dei deboli.

Il baluardo familiare è, sempre più spesso, andato in rovina in seguito ai bisogni indotti da un mercato dell’apparenza che millanta il “dovere” di omologazione, contrabbandato in nome di chi vuole sdoganare i propri comportamenti socialmente riprovevoli.

Questi bambini che si affacciano alla vita sociale stanno sempre di più perdendo quelle guide che preparano alla dura lotta per la sopravvivenza.Girl_Swinging_on_Gate.jpg

Quando ero piccola sono stati i giochi nel cortile con i ragazzi del vicinato che mi hanno preparato a cadere e rialzarmi, lottare e a volte vincere a volte perdere, ma sempre accettare la realtà e trovare la soluzione al problema. Se mi rivolgevo alla mamma per avere protezione lei mi invitava a “stare a casa mia” se non volevo problemi, così ho imparato a “far da me”, a non mettermi nei guai, che allora erano piccini, ed in futuro sarebbero stati grandi.

Health11.jpgHo spesso mangiato con le mani sporche, magari la frutta rubata nell’orto del vicino, nella convinzione radicata  che “quel che no sofega  (soffoca) ingrassa”.

Così mi son fatta gli anticorpi che mi hanno permesso di affrontare una vita piena di ostacoli senza cedere né alla fatica né alle difficoltà.

Oggi osservo i bambini crescere nella bambagia imbevuta di preconcetti e assurde pretese.

sostata12.JPGLi vedo, piccoli tiranni, preda del naturale istinto alla prevaricazione nei confronti di un genitore debole o psicologicamente assente, avanzare pretese soddisfatte dopo debole lotta.

Crescono così privi di regole in una libertà assoluta, ad esclusione di quel che riguarda il loro “tempo”.

Questi cuccioli non conoscono il tempo del gioco creativo, ma solo di Babysitter_Nightmare.jpgquello indotto, non conoscono il tempo delle dispute e delle alleanze che insegnano l’amicizia e la solidarietà.

Conoscono la solitudine di quello schermo illuminato, il velocissimo moto delle dita sul joystick o sulla tastiera, o l’obbligo alle attività predisposte dagli adulti convinti di soddisfare un’esigenza dei figli mentre aderiscono solo ad uno stereotipo sociale.

E se qualcuno nella scuola cerca di stabilire delle regole, di insegnare a crescere rafforzati dalla gradualità delle abilità apprese e dall’educazione idonea alla loro fascia d’età, viene “crocifisso” da genitori “vittime” di un mucchietto di molecole che non supera il metro di altezza ed i venti kg di peso.

E anche le gerarchie scolastiche cadono preda dell’ignoranza e per opportunismo si schierano contro docenti di provata e dimostrabile competenza e capacità, inducendo in loro quella demotivazione che accelera ancor più la deriva culturale e sociale che riforme affette da miopia e incompetenza stanno incalzando.  

Così viene allevata una generazione di ragazzi che da una parte, non conoscendo limiti, si sentono liberi di fare qualunque cosa, dall’aggressione allo stupro, dal furto all’omicidio senza motivo, e dall’altra incapaci di sopportare una qualsiasi frustrazione, un divieto, un impegno gravoso, diavolo.jpgsituazioni che risolvono con la depressione ed il rifiuto.

E la società ancora una volta mostra la strada facile: lo sballo.

Non hanno imparato a cadere e rialzarsi con le ginocchia sbucciate, ma con la voglia di giocare ancora.

Non hanno imparato ad abbassare la testa e mordere la vita.

Non hanno imparato a ridere “di nulla” e neppure a piangere “di nulla”...

“ … Non più di nulla, sì di qualcosa,/ di tante cose! Ma il cuor lo vuole./ quel pianto grande che poi riposa/ quel gran dolore che poi non duole;…”

scrive Giovanni Pascoli, … e mi dispiace molto per questa generazione che dovrà molto piangere, ma “di qualcosa”, se chi guida il carrozzone non interverrà in tempo.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 31/1/2010 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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