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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

la legge è uguale.JPG

free bloggerC3.jpg


8 maggio 2012

L’ALBERO E’ CRESCIUTO STORTO

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici“Se vuoi che l’albero cresca dritto devi mettergli un tutore che ne sostenga ed accompagni la crescita” mi diceva il nonno quando mi lamentavo per le “regole” imposte.

Fuor di metafora, ogni ragazzo dovrebbe avere l’attenzione ed il sostegno tutoriale sia della famiglia che della società, rappresentato dall’istruzione pubblica.

Fornero: “I nostri giovani sanno troppo poco. Non conoscono le lingue, l’italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica. Non sanno fare di conto”.

Questa affermazione fatta poco tempo dopo quella della quarta carica dello stato a “Porta a Porta” in merito alla sua somaronaggine  fa ridere… magari amaro.

Per la dimestichezza con l’italiano poi, i parlamentari non son certo letterati, visto che fanno a pugni coi tempi verbali, e fanno la figura dei pirla se interrogati su termini desueti. (video)

E non sono certo dei “giovincelli”!

Con il “far di conto” poi nel mondo della politica c’è la dimostrazione di come la matematica SIA un’opinione, basta vedere come sanno dare i numeri in ogni occasione. Alle elezioni ad esempio non si sa come, ma vincono sempre tutti o “non perdono” secondo la loro lettura dei risultati!scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici

Per quanto riguarda le spese per “coloro”  gli zeri valgono nulla in uscita e molto in entrata!

Tornando all’analisi del ministro (mi rifiuto di chiamarla ministra perché il termine mi ricorda la minestrina in brodo! e, sinceramente mi sembra assomigli più ad una pietanza indigesta), ancora una volta esce fuori che i giovani studiano poco…

Ma Vah!?!

Negli ultimi anni la scuola è stata passata al tritacarne. Hanno infilato in un’aula più di trenta ragazzini, che raramente hanno avuto un tutore equilibrato fino a quel punto della crescita, hanno tagliato il numero degli insegnanti, hanno infilato nei programmi materie del cavolo per indottrinarli o sviluppare la creatività a danno della capacità di memorizzazione e delle conoscenze. Hanno creato tramite i media l’effimera convinzione dell’ascesa sociale solo attraverso l’apparire. Hanno generato il mostro “studio” e la principessa “ignoranza” perché questo fa comodo a loro. E ora spingono per l’apprendistato:

 “Crediamo che questo possa essere una via tipica per i giovani per entrare nel mondo del lavoro. Il giovane che entra in apprendistato, infatti, lo fa per migliorare le sue conoscenze e per irrobustire la sua risorsa umana..”.

Non un valorizziamo la scuola.

Non un pensiamo di fornirle i mezzi per “rincorrere” i ragazzi difficili e portarli a scuola.

Non un pensiamo di impegnare ancor più figure nel sostegno di quelli fragili.

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politiciNo! Va a laùrà Barbun! Che ti rafforzi la risorsa umana a forza di grattarti le “scatole” nell’impossibile ricerca di un lavoro che non c’è!

Ancora una volta viene a galla la completa estraneità del mondo dei signori “iosonotuttoetunonseiunc..” rispetto al vivere quotidiano della maggioranza della gente.

Emergono dai miei ricordi le facce di alcuni dei mie allievi che avevano un rapporto molto conflittuale con lo studio, fatto superare con tanti di quei calcioni negli stinchi (e sovente non metaforici!) che ancora ne portano i lividi, ma con il diploma o la laurea in tasca.

La “risorsa umana” degli adolescenti si sviluppa con l’attenzione, la pazienza e l’autorevolezza, e non con la ghettizzazione. La conoscenza si migliora con il lavoro certosino della fantasia nell’insegnamento.

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Molti anni fa ho scritto alcuni miei pensieri di insegnante che potrebbero essere utili alla Signora ministro e ai suoi “simili” per meditare su cosa vuol dire “insegnare” e che mal si conciliano con le riforme attuate:


 ... Negli ultimi anni scolastici i risultati estremamente deludenti che ottenevo, nonostante gli sforzi didattici, mi hanno indotto a mettere in discussione il mio atteggiamento verso gli studenti, perché non trovavo né logico né giusto scaricare ogni responsabilità sulla "poca voglia di studiare dei ragazzi d'oggi" o "sulla scarsa capacità di apprendimento" (un eufemismo per definire stupido qualcuno!). Avevo, in passato, letto testi sulla didattica e ascoltate conferenze o seminari sulla comunicazione, ma non avevo mai avuto il tempo di sedermi e pensare, pensare a lungo, rivedendo con gli occhi del ricordo il volto dei miei insuccessi, analizzando i pensieri ed i sentimenti ancora vivi nel mio subconscio, cercando di creare una struttura logica capace di unire più di vent'anni di problemi degli adolescenti della scuola media superiore. Poi ho trovato questo decalogo del professor Alex Johnstone dell'Università di Glasgow che ordina i miei pensieri e mi suggerisce una strada migliore…

 DIECI REGOLE PER CHI INSEGNA

 1.      Ciò che si apprende dipende da ciò che già si conosce e si capisce. (metafora di quanto detto dal pedagogista svizzero Pestalozzi :"Per condurre qualcuno non  importa dove, bisogna prenderlo dove egli è".)

2.      Il modo in cui si apprende è regolato da come si è riusciti ad apprendere con successo nel passato.

3.      Per essere efficace, l'apprendimento deve connettersi alle conoscenze e abilità preesistenti arricchendole e ampliandole.

4.      La quantità di materiale che può essere trattata nell'unità di tempo è limitata.

5.      Per sentirsi a proprio agio il discente ha bisogno di rassicurazione e di retroazione e a tal fine le modalità di valutazione devono essere umane.

6.      Si deve tener conto dei differenti stili d'apprendimento e delle diverse motivazioni.

7.      Gli studenti devono consolidare il proprio apprendimento interrogandosi su ciò che avviene nelle loro menti.

8.      Bisogna dare spazio alla soluzione di problemi veri e propri (non pure e semplici applicazioni di formule), in modo di mettere alla prova e rafforzare i nessi concettuali.

9.      Si devono dare occasioni per esercitare la creatività, sostenere le proprie ragioni, mettersi alla prova e fare ipotesi.

10. Si devono dare occasioni per insegnare e spiegare (non si conosce realmente un argomento finché non lo si ha insegnato).

(Pubblicato sul N. 44 (settembre 1997) della Education Division Newsletter della Royal Society of Chemistry e su “La Chimica nella Scuola”  n° 1 , 1998)




27 febbraio 2011

“LE SCUOLE PUBBLICHE NON EDUCANO”

 

Lily4.JPGFrase del giorno del giullare che vuole un “popolo bue”.

Già!... le pubbliche non educano e le private si?!?

Esaminando bene il concetto, in fondo non  è altro che un’estensione  dell’arcinoto detto “pagando s’impara” trasformato in “pagando si educa”.

Si educa all’orgoglio di casta.

Si educa al disprezzo del meno abbiente.

Si educa al potere del danaro.

Sicuramente si educa nel senso che s’indottrina.

Nella scuola pubblica c’è libertà di pensiero. Lo affermo con cognizione di causa.

La scuola privata seleziona anche in base alla capacità di adattamento.

Gli elementi di disturbo vengono allontanati.Student_41.jpg

I ragazzi con handicap non vengono addirittura presi in considerazione. Con l’approvazione delle famiglie degli iscritti che in tal modo instillano nei figli l’arroganza della superiorità di ceto.

Naturalmente ci sarà anche l’eccezione, ma rara.

Emerge  chiaro il disegno di distruggere tutto ciò che può portare alla cultura diffusa, e con essa alla libertà del pensiero.

Altro che “scuola di qualità” come sostiene il (purtroppo) ministro, scelto per l’indubbio livello culturale (link) e incaricato da qualcuno di “non pensare, ma obbedire”

Ah! L’ignoranza! La facilità con cui per anni mi son burlata dei ragazzi per dimostrare loro come fosse possibile raggirarli se non avevano gli strumenti della conoscenza!

La credulità è la più semplice da manovrare.

Arrivavo in classe con lo sguardo serio e preoccupato e fissando negli occhi uno qualunque gli dicevo :

“Stai attento che ti capiterà qualcosa”.

“Cosa prof?!?” era l’inevitabile seguito.

“Tu fai attenzione”.

“A cosa” …“nulla però fai attenzione”…“ma perché cosa deve succedere”… “nulla però stai attento.”…

E la cosa continuava così finché inevitabilmente qualcosa succedeva, del tipo che distratto dalle mie parole inciampava nei sui stessi piedi, ed allora avevo la mia “vittoria”.

A questo punto spiegavo il gioco alla classe e ne facevo una lezione di “anti pirlaggine”.

I ragazzi inevitabilmente sfruttavano la cosa per fare  nuove vittime nelle altre classi… e la storia finiva quando era noto a tutti il meccanismo.

Altro gioco era quello “della soglia”.

Al cambio dell’ora i ragazzi tendevano ad uscire dalle classi.

Io, da vera “fetente”, mi avvicinavo ad una classe (non una “mia” classe) e fingevo di lanciare una fattura biascicando qualcosa tra i denti, poi avvertivo i ragazzi che il primo che avesse varcato quella soglia sarebbe stato vittima di un’interrogazione negativa.

fattucchiera2.jpgTutti ridevano, ma nessuno voleva passare per primo, per cui andavano ad abbrancare il “solito sfigato” della classe per spingerlo fuori, tra resistenze attive di piedi puntati per terra e ridenti a denti stretti “ghe credo mia mia ‘ste storie!” smentiti dal contesto.

La mia fama di strega burlona era rafforzata dal mio essere un chimico. E la lezione più importante era quella di far pensare, di far analizzare alla luce della conoscenza la superstizione.

E proprio con la scienza  ho messo alla berlina tante scemenze che girano, specialmente negli spot pubblicitari. Il pH ad esempio (e si scrive così perché p è una funzione matematica ed H è il simbolo dell’idrogeno ione, che è il “responsabile” dell’acidità della soluzione) è uno degli argomenti degli inganni più diffusi. Conoscere un po’ di chimica in questo caso permette di evitare di farsi prendere in giro. E di buttar via danaro alle volte.

Ma il “popolo” per essere manovrabile deve essere ignorante.

Allora può essere sedotto dalle promesse mai mantenute, dalla povertà intellettuale nascosta dietro qualche citazioneil re nudo.JPG latina magari sentita per caso e riutilizzata per scena.

Allora può essere distratta dall’immagine della “virilità” esagerata e prenderla come esempio di vita auspicabile.

Le nudità del re ormai son messe alla berlina (link), ma è la “corte” che mi fa maggiormente schifo!




18 febbraio 2011

MA COME SI FA’…

 

occhi di gatto.jpgInsegnante condannata a un anno. Fece scrivere a un alunno: "Sono deficiente"

Della vicenda ho parlato nel post “Cento volte deficiente” che ho scritto in occasione della prima sentenza.

“Qualcuno” ha insultato gli Italiani, ha bestemmiato anche se in un ambito “contestuale ” assolvibile a giudizio della chiesa, offende quotidianamente l’intelligenza delle persone e la morale, e non succede ancora nulla.

Devo riconoscere che le condizioni sono cambiate e che, data la completa inversione delle norme sociali, sia giusto così.  Insultare, aggredire, prevaricare con atti o con parole è diventato normale. Educare è diventato inopportuno.

Qualche sera orsono mi sono trovata a seguire una parte del programma della De Filippi “Amici” e ne sono rimasta profondamente disturbata.

Descrizione :

Un ragazzo parla alla telecamera esprimendo su di una delle insegnanti giudizi a dir poco offensivi, usa termini volgari e con arroganza disprezza la professionalità della docente.Edu19.jpg

La scena viene riprodotta in trasmissione e la conduttrice spinge i presenti al commento, preconizzando l’arrivo in diretta dell’insegnante in questione.

Alcuni dei  presenti e dei “giurati” ridacchiano e minimizzano, mentre il ragazzo da un disagio iniziale passa al rafforzamento della bravata.

La conduttrice finge imbarazzo.

Naturalmente la docente arriva ed esprime il suo parare dichiarandosi offesa soprattutto dall’atteggiamento dei colleghi, mentre i ragazzo dimostra con il linguaggio del corpo il suo disprezzo.

Cambio canale! Non resisto oltre. Non so come sia andata a finire, ma ho capito che questa è la nuova normalità.

Se sei aggressivo, se sei arrogante, se sei ignorante come una capra, ma hai buoni polmoni per urlare e una frase qualsiasi da ripetere all’infinito (vedi il “capra” di  Sgarbi, o il “colpa della sinistra comunista” imperante in ogni dove) arrivi ovunque.

D’altronde in uno stato in cui :

Ha rivoluzionato l'astrofisica, ma all'università è un precario da 1.300 euro”

Si chiama Fabrizio Tamburini

Anche Mattia Boeri, biotecnologo, dottorando alla Open University di Londra e responsabile del progetto di ricerca sul test di diagnosi precoce del cancro al polmone, ha una borsa di studio da 1.200 euro al mese. (da Il Fatto Quotidiano del 17/12/2011)

E invece il figlio di Bossi che ha ripetuto più volte l’esame di maturità viene pagato più di 10.000 € al mese, come altre persone della politica che hanno guadagnato il “posto” con referenze da lavoro peripatetico subordinato.

Proprio poche ore fa ho assistito ad una parte di una puntata di “Forum” in cui una ragazza risata.JPGlicenziata durante il periodo di prova chiedeva la riassunzione. Era uno studio medico. La ragazza oltre a rispondere al telefono con un elegantissimo “Chi è?” esponeva cartelli con errori (anzi orrori) ortografici, del calibro della famosa “h” presente dove non va ed assente dove ci vuole. Naturalmente c’è andata di mezzo la scuola, quella stessa scuola che viene massacrata se vengono assegnati i compiti da fare a casa, perché tolgono tempo alle attività sociali. Quella scuola che deve sopravvivere alle riforme e controriforme con la fantasia.

Cultura, moralità, “meritocrazia” valgono un nulla per quella gente di poco valore che ha conquistato uno scranno nel mondo delle istituzioni e che ora lotta per i suoi privilegi impermeabile alle critiche come alle suppliche.

E il motivo c’è ! Il motivo risiede tutto nel fatto che gli attuali nominati, soprattutto alla Camera, in caso di elezioni anticipate perderanno il vitalizio; da questa legislatura, infatti, è in vigore la legge che prevede di aver portato a termine un’intera legislatura per poterlo ottenere e non più solo due anni, sei mesi e un giorno come era prima.

Più passa il tempo, più i deputati consapevoli di non essere rieletti faranno carte false pur di arrivare alla dorata pensione di parlamentare. Dai 2700 € ai 10.000 € scarsi. Pagati da chi lavora e paga le tasse.Shot_in_the_Rear.jpg

Il Deputato Antonio Borghesi (IDV) ha proposto alla Camera in data 21 settembre 2010 l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura. Ne ha chiesto l’abolizione perché iniquo rispetto a quanto previsto per qualunque altro lavoratore che deve versare contributi per 40 anni per maturare la pensione. (video “Vogliamo abolire i privilegi”)

Come e’ andata la votazione:

Presenti 525, Votanti 520, Astenuti 5, Maggioranza 261, Hanno votato sì 22, Hanno votato no 498.

E quando mai si e’ vista una maggioranza cosi schiacciante! 




26 agosto 2009

ARRIVEREBBERO SECONDI…

 Ad una gara per eleggere “il Re della stupidità” arriverebbero secondi perché troppo stupidi per vincere.
Laughing.jpgE’ ovviamente una battuta, ma mette ben in evidenza quanto io reputi ottusi i membri del governo che si occupano di scuola.
Mille volte ormai ho scritto che la scuola non è frequentata da tondini di ferro o prestampati plastici, ma da esseri umani con le loro identità biologiche che portano a quello che si definisce carattere, con i loro retroterra socio-culturali, con le loro differentissime abilità.
Quindi la scuola non può essere messa nel calderone.
· Università, allarme neo-iscritti: troppi somari tra le matricole
Già! E così tanto per migliorare le cose si taglia sulle classi, si taglia sulle cattedre, si taglia sulle ore
Normale! Se sei ignorante per imparare ti servono meno ore di lezione!.. (Se devi preparare un chimico capace di affrontare un’analisi di laboratorio se ti tagliano le ore lo fai più in fretta! )
E poi..Giusto! Mettiamo più allievi per classe smembrando classi affiatate, inserendoli a piccoli gruppi in altre, tanto chettifrega sono giovani e si adatteranno ai nuovi compagni ed ai nuovi docenti soprattutto.. Infatti : Per le istituzioni siamo solo numeri (lettera degli allievi di una classe)
Walking_to_School_2.jpgE’ risaputo che i ragazzi si rovinano per lo studio, allora diamo loro più tempo libero così potranno fare i compiti e studiare “autonomamente”, (frase senza significato per gli adolescenti).
Poi se sono tanti in classe statisticamente è meno possibile che vengano “verificati” ed allora si studia un paio di volte al quadrimestre memorizzando superficialmente quello che serve ad arrivare alla “quasisuff.” Che poi qualche santo aiuta.
E aiutano anche le famiglie che protestano che "il povero ragazzo deve fare troppa fatica”, inducendo un’apatia didattica nel docente.(Trad. = Chiccazzomelofafare! Se ‘sti deficenti vogliono un ignorante che ignorante sia!”)
Altro discorso : cosa vuol dire tagliare sulle cattedre?
Vuol dire che nelle superiori lo stesso docente deve insegnare discipline differenti e non le stesse tutti gli anni.
Cioè, per fare un esempio comprensibile, è come se un laureato in medicina con specializzazione in dermatologia, Doctor__Patient.jpgvenisse messo a visitare ad aprile nell’ambulatorio di cardiologia ed in quello di urologia, a maggio in quello di ostetricia ed in quello di ortopedia, a giugno in quello di otorinolaringoiatria o in quello di pediatria… eccetera, tanto laureato in medicina è!
Ma porca paletta! Sappiamo bene che la “tuttologia” è la laurea solo dei politici, presa anche con lode per la profonda ed arrogante ignoranza nei campi specifici d’intervento. Ma nella docenza la tuttologia non esiste, tanto è vero che poi ti danno dell’ignorante quando non conosci l’argomento.
Accidenti! Ma se sono laureata in chimica pura come diamine faccio ad insegnare impianti? Me la studio! E ci vogliono tre anni per raggiungere una competenza adeguata. Parola di ex docente. Però il secondo anno passi su altre discipline..
“lo studio non finisce mai”, e questo non è male se poi non dovessi insegnare.
I soliti “intelligentoni” dicono che bastano dei corsi di una settantina di ore.. Seeee.. per imparare che? A far le divisioni con la virgola?!
L’ignoranza comunque è diffusa specialmente nel campo dei congiuntivi e delle consecutio (quando parlano in tv è peggio che azzeccare il jackpot) e scientifico.
La migliore degli ultimi giorni è quella del medicinale che ha avvelenato Jackson.
Prima l’ho sentita in tv, poi l’ho trovata sul giornale : “Michael Jackson ucciso dall'anestetico È stato un potente anestetico, il Propofol, ad uccidere Michael Jackson, …… trattamento per sei settimane, durante le quali venivano somministrati alla pop star 50 grammi di Propofol al giorno, iniettate per endovena. Per evitare che il cantante si assuefacesse alla sostanza, ha aggiunto il medico, aveva abbassato la dose a 25 grammi, aggiungendo altri due sedativi. “
Minchia!!! 50 grammi!!! Se fosse zucchero sarebbe diventato la balena bianca in un anno! Che pensano i giornalisti .. anzi .. non pensano. Manco di coca se ne fanno tanta! Solo l’idea che si tratti diShot_in_the_Rear.jpg un anestetico, cioè di un medicinale dovrebbe mettere il dubbio! Un controllo su Wikipedia anche senza leggere metterebbe sull’avviso visto che c’è la foto della soluzione da 200 ml all’1%( un quinto di lito per chi non fosse in grado di ragionarci).. Per farne 50 grammi si dovrebbero usare 25 bottiglie…
Per la cronaca se si inietta il solo Propofol si usano 2,5 milligrammi per Kg di peso, quindi per un uomo di 100 Kg si userebbero 250 milligrammi !! E Jackson non pesava certo 100 Kg. (Link : Propofol usato da solo)
Ma riducendo le ore di scuola, inserendo il dialetto obbligatorio, utilizzando su cattedra i docenti di laboratorio, tanto “a che servono?,” alleviamo delle “trote” che devono fare per tre anni la maturità prima di sfangarla e diamo ragione a chi sostiene che la scuola non prepara..
Non è vero! Prepara! Eccome prepara! Prepara a driblare congiuntivi e mg e fare la figura dei fessi senza vergognarsi se un intervistatore ti chiede il passato remoto di cuocere.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 26/8/2009 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


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