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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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14 settembre 2014

LA BUONA SCUOLA!

Inizio anno scolastico ed … ecco quali sono le novità:

Già! C’è un nuovo ministro della P.I. che, naturalmente, deve fare qualcosa di nuovo… come assumere 150mila precari… ma non da subito perché lo Stato “no tiene dinero” ed allora per quest’anno si prova a metterne dentro 30mila… che son quelli già previsti dal precedente ministro e senza i quali non si coprirebbero le necessità minime indispensabili.

Come al solito prendono in giro!

Siamo nell’epoca delle slide e delle comunicazioni via internet. Allora si presenta un sito di proposte e lo si intitola : “La buona scuola”

Forse tanto per evidenziare la differenza con quella che c’è adesso e che si reputa una scuola cattiva?

Porca paletta! Son trent’anni che ministro dopo ministro la scuola pubblica viene riformata con logiche puramente aziendali, d’immagine e politiche, assolutamente prive del buon senso necessario all’educazione culturale dei giovani.

Nel 2007 ho pubblicato “Una presa per i fondelli” e nel 2010 “Povera, povera scuola.. “, in cui esprimo il mio parere sulle dichiarazioni del ministro d’allora, ma sembra che nulla sia cambiato …ancora una volta.

Le proposte son sempre le stesse, come quella della valorizzazione degli insegnanti. Si, quella specie “poco umana” caratterizzata da lazzaronismo e ignoranza, assassina determinata delle libertà dei virgulti della società, e sadicamente decisa ad instilare nozioni inutili nelle loro menti.

Allora, visto che ardono dal desiderio di diffondere cultura, diamo loro più allievi in classe, così aumenta la probabilità che trovino qualcuno che li comprenda…!

Ma santa paletta! Come ciazetadueo si può fare una “buona scuola” con le classi sovraffollate?

Basta pensare ad una trentina di ragazzi del giorno d’oggi, stipati come sardine in classi spesso di dubbia agibilità con un docente che cerca di ottenere l’attenzione senza bazooka o lanciagranate.

Ormai qualche anno è passato da quando con “soli” venticinque dèsesperados sollevavo un lato della cattedra e poi la lasciavo ricadere di botto per ottenere il silenzio. Qualcuno protestava per l’infarto che gli avevo provocato, ma nessuno dubitava della possibilità d’essere sollevato di peso dalla gemella della statua della libertà quale appaio agli occhi dei comuni mortali.

Non so cosa farei con le nuove leve che son state allevate a presunzione ed arroganza, ma so bene che differenza fa avere venticinque o trenta allievi. E so bene anche come sia importante dare loro attenzione, e più alunni hai meno ne puoi dare.

Se poi son marmocchi delle materne che le madri sparano dentro alle scuole con la fionda perchè “non li reggono più” dopo le vacanze, è da immaginare la piacevolezza di quel branco scatenato, tra urla e naso moccioso per le lacrime, capricci per il distacco e mini risse per il dominio degli spazi o delle cose.

Ma questo al governo non interessa un tubo!

Si deve risparmiare, purchè non sulle loro prebende. Quindi chissenefrega della scelta giusta. Basta la slide della “Buona Scuola” e chiacchiere su chiacchiere.

“Le aziende entrino nella scuola”.

A Pirla al quadrato! Negli anni ’98-2000 e seguenti lavoravo con le aziende del territorio a tesine nell’ambito della chimica con allegata premiazione finale in presenza dei maggiorenti del territorio e di chiunque riuscissimo a convincere in cambio del ringraziamento dei nostri allievi. (Il rinfresco finale è stato spesso finanziato da un paio di colleghi e da me, che ero anche incaricata di comperare cibi e bevande al più vicino discount che non si chiamava ancora così. E le bidelle preparavano un’aula con i banchi a ferro di cavallo e le tovaglie portate da casa.. visto che la scuola è sempre stata povera).

E per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro dagli anni novanta c’era già collaborazione con le aziende per stages estivi. Ricordo che un anno un ragazzo della chimica fu messo a guidare un muletto in azienda ed il professore responsabile degli stages fece un casino.

Il tutto “a gratis” per preparazione e organizzazione, compreso il lavoro per le slides che nel 2000 erano d’avanguardia.

Mo’ si son svegliati tutti e vantano l’adeguamento tecnologico.

Per fare una “buona scuola” i pc a quell’epoca li rimediavamo dalle banche della zona, erano quelli che loro “dismettevano”…. Adesso.. invece forse pure.

Tanto per non smentirsi, notizia fresca-fresca, l’ultimo decreto con i soldi destinati alle nostre scuole per il miglioramento e la messa in sicurezza vede inserito anche il Fondo edifici di culto, che è un fondo immobiliare che ha come unica missione la manutenzione e la conservazione di circa 750 edifici religiosi e non contempla scuole nel suo patrimonio.

In fondo non hanno tutti i torti visto che con queste premesse non resta che pregare!


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 14/9/2014 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



8 maggio 2012

L’ALBERO E’ CRESCIUTO STORTO

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici“Se vuoi che l’albero cresca dritto devi mettergli un tutore che ne sostenga ed accompagni la crescita” mi diceva il nonno quando mi lamentavo per le “regole” imposte.

Fuor di metafora, ogni ragazzo dovrebbe avere l’attenzione ed il sostegno tutoriale sia della famiglia che della società, rappresentato dall’istruzione pubblica.

Fornero: “I nostri giovani sanno troppo poco. Non conoscono le lingue, l’italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica. Non sanno fare di conto”.

Questa affermazione fatta poco tempo dopo quella della quarta carica dello stato a “Porta a Porta” in merito alla sua somaronaggine  fa ridere… magari amaro.

Per la dimestichezza con l’italiano poi, i parlamentari non son certo letterati, visto che fanno a pugni coi tempi verbali, e fanno la figura dei pirla se interrogati su termini desueti. (video)

E non sono certo dei “giovincelli”!

Con il “far di conto” poi nel mondo della politica c’è la dimostrazione di come la matematica SIA un’opinione, basta vedere come sanno dare i numeri in ogni occasione. Alle elezioni ad esempio non si sa come, ma vincono sempre tutti o “non perdono” secondo la loro lettura dei risultati!scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici

Per quanto riguarda le spese per “coloro”  gli zeri valgono nulla in uscita e molto in entrata!

Tornando all’analisi del ministro (mi rifiuto di chiamarla ministra perché il termine mi ricorda la minestrina in brodo! e, sinceramente mi sembra assomigli più ad una pietanza indigesta), ancora una volta esce fuori che i giovani studiano poco…

Ma Vah!?!

Negli ultimi anni la scuola è stata passata al tritacarne. Hanno infilato in un’aula più di trenta ragazzini, che raramente hanno avuto un tutore equilibrato fino a quel punto della crescita, hanno tagliato il numero degli insegnanti, hanno infilato nei programmi materie del cavolo per indottrinarli o sviluppare la creatività a danno della capacità di memorizzazione e delle conoscenze. Hanno creato tramite i media l’effimera convinzione dell’ascesa sociale solo attraverso l’apparire. Hanno generato il mostro “studio” e la principessa “ignoranza” perché questo fa comodo a loro. E ora spingono per l’apprendistato:

 “Crediamo che questo possa essere una via tipica per i giovani per entrare nel mondo del lavoro. Il giovane che entra in apprendistato, infatti, lo fa per migliorare le sue conoscenze e per irrobustire la sua risorsa umana..”.

Non un valorizziamo la scuola.

Non un pensiamo di fornirle i mezzi per “rincorrere” i ragazzi difficili e portarli a scuola.

Non un pensiamo di impegnare ancor più figure nel sostegno di quelli fragili.

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politiciNo! Va a laùrà Barbun! Che ti rafforzi la risorsa umana a forza di grattarti le “scatole” nell’impossibile ricerca di un lavoro che non c’è!

Ancora una volta viene a galla la completa estraneità del mondo dei signori “iosonotuttoetunonseiunc..” rispetto al vivere quotidiano della maggioranza della gente.

Emergono dai miei ricordi le facce di alcuni dei mie allievi che avevano un rapporto molto conflittuale con lo studio, fatto superare con tanti di quei calcioni negli stinchi (e sovente non metaforici!) che ancora ne portano i lividi, ma con il diploma o la laurea in tasca.

La “risorsa umana” degli adolescenti si sviluppa con l’attenzione, la pazienza e l’autorevolezza, e non con la ghettizzazione. La conoscenza si migliora con il lavoro certosino della fantasia nell’insegnamento.

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici

Molti anni fa ho scritto alcuni miei pensieri di insegnante che potrebbero essere utili alla Signora ministro e ai suoi “simili” per meditare su cosa vuol dire “insegnare” e che mal si conciliano con le riforme attuate:


 ... Negli ultimi anni scolastici i risultati estremamente deludenti che ottenevo, nonostante gli sforzi didattici, mi hanno indotto a mettere in discussione il mio atteggiamento verso gli studenti, perché non trovavo né logico né giusto scaricare ogni responsabilità sulla "poca voglia di studiare dei ragazzi d'oggi" o "sulla scarsa capacità di apprendimento" (un eufemismo per definire stupido qualcuno!). Avevo, in passato, letto testi sulla didattica e ascoltate conferenze o seminari sulla comunicazione, ma non avevo mai avuto il tempo di sedermi e pensare, pensare a lungo, rivedendo con gli occhi del ricordo il volto dei miei insuccessi, analizzando i pensieri ed i sentimenti ancora vivi nel mio subconscio, cercando di creare una struttura logica capace di unire più di vent'anni di problemi degli adolescenti della scuola media superiore. Poi ho trovato questo decalogo del professor Alex Johnstone dell'Università di Glasgow che ordina i miei pensieri e mi suggerisce una strada migliore…

 DIECI REGOLE PER CHI INSEGNA

 1.      Ciò che si apprende dipende da ciò che già si conosce e si capisce. (metafora di quanto detto dal pedagogista svizzero Pestalozzi :"Per condurre qualcuno non  importa dove, bisogna prenderlo dove egli è".)

2.      Il modo in cui si apprende è regolato da come si è riusciti ad apprendere con successo nel passato.

3.      Per essere efficace, l'apprendimento deve connettersi alle conoscenze e abilità preesistenti arricchendole e ampliandole.

4.      La quantità di materiale che può essere trattata nell'unità di tempo è limitata.

5.      Per sentirsi a proprio agio il discente ha bisogno di rassicurazione e di retroazione e a tal fine le modalità di valutazione devono essere umane.

6.      Si deve tener conto dei differenti stili d'apprendimento e delle diverse motivazioni.

7.      Gli studenti devono consolidare il proprio apprendimento interrogandosi su ciò che avviene nelle loro menti.

8.      Bisogna dare spazio alla soluzione di problemi veri e propri (non pure e semplici applicazioni di formule), in modo di mettere alla prova e rafforzare i nessi concettuali.

9.      Si devono dare occasioni per esercitare la creatività, sostenere le proprie ragioni, mettersi alla prova e fare ipotesi.

10. Si devono dare occasioni per insegnare e spiegare (non si conosce realmente un argomento finché non lo si ha insegnato).

(Pubblicato sul N. 44 (settembre 1997) della Education Division Newsletter della Royal Society of Chemistry e su “La Chimica nella Scuola”  n° 1 , 1998)



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