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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

la legge è uguale.JPG

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25 giugno 2015

NON HO PAROLE

PUBBLICATO IL 16 OTTOBRE 2008... 

NON SO CHE DIRE DI NUOVO...


Ieri sera guardavo uno dei programmi televisivi, e dallo schermo un adolescente arrogante ed incolto raccontava con orgoglio la sua vita di piccolo ignorante parassita .

- “ .. Sti exstracommunitari ce rubbeno er lavoro! Vengheno quà pè rubbarce er lavoro. Se ne devono da annà! A casa loro! Nun li vòlemo! .. Io ce la metterebbe na bomba su le baracche dove stanno.. sotto ar ponte.. Li farebbe sartà ‘n aria!” …

Devastante! Attorno a lui un gruppuscolo dei coetanei .

-“ ..No! Io a scola nun ce vado…nun me piace.. m’hanno detto si nun voi studià và a lavorà. ‘So annato à lavorà pè poco, ma nun me piaceva e allora so restato a ccasa. Me mantengono li miei. L’exstracommunitari freghano er lavoro a uno come mi padre.. no.. o come mi madre.  Li miei lavoreno e me mantengono… Cazzeggio tutto er giorno. ..”

E’ scoppiata la polemica sulle classi differenziali per chi non parla l’italiano… a questo punto quante se ne dovrebbero fare?

Quei ragazzi dallo sguardo sfuggente avrebbero diritto ad una scuola capace di interagire con loro, ma qualcuno reputa improduttivo il lavoro di chi si occupa d’istruzione, esattamente come quello della casalinga, che passa la sua giornata a casa mentre il detersivo X lava i pavimenti per lei, il panno Y spolvera per lei lasciandole tanto tempo libero, ed i figli dopo aver contato i pezzetti di cioccolato nei bocconi, vanno a scuola felici e sereni per apprendere tutto lo scibile elargito da docenti amorevolmente sorridenti e prone ai desideri dei fanciulli.

Accidenti! Non hanno capito un tubo! La scuola produce il lavoratore di domani, ma a chi legifera non interessa. Impadronirsi delle parti redditizie dello stato, quello si che interessa, garantire l’immunità a chi distorcendo bilanci e infognando debiti ha quasi fatto crollare l’economia mondiale, quello si che interessa, ma garantire la possibilità di essere istruiti.. quello è solo un impiccio da risolvere con tagli e sforbiciate.  

Nelle scuole il numero di ragazzi  poco avvezzi, o completamente digiuni della lingua italiana è sicuramente aumentato negli ultimi anni, e il sistema scolastico ha adeguatamente reagito con “progetti di alfabetizzazione” che riunivano gli stranieri in gruppi di studio della lingua italiana in tempi e modi differenti a seconda del grado di scuola, mantenendo però sempre l’appartenenza alla classe di provenienza. Ma questo ha un costo, visto che ci vogliono almeno due docenti in contemporanea.

C’è stato il taglio delle risorse alla scuola, e con questo il taglio dei docenti, l’aumento del numero degli allievi per classe, e, tanto per gradire, anche la razionalizzazione a livello regionale delle scuole con la soppressione di quelle con meno di 500 allievi, il che vuol dire più di 4000 istituti in Italia.

A questo punto un docente che ha davanti una trentina di ragazzini della fascia dell’obbligo, tra i quali parecchi che non parlano italiano, o che lo parlano e fanno finta di non capire, uno sport praticatissimo a quelle età,  che deve fare? Allora, per risolvere il problema, facciamo le classi differenziate, mandando al macero  le esperienze d’alfabetizzazione, così tutti i “rompicoglioni” finiscono in un tritacarne qualsiasi, tanto chissenefrega, e per gi altri facciamo una scuola ai limiti della decenza.

Nel blog di Luk4 ho trovato il discorso di un giurista e costituzionalista di innegabile statura, Piero Calamandrei, sulla scuola. C’è da meditarci .

“..«”Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione , non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.   Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. ” » 

 (in Scuola Democratica, 20 marzo 1950. )

Amen!




3 maggio 2015

A QUANDO L’OLIO DI RICINO ?

Parlavo del nuovo significato di “democrazia” e mi viene offerto “casualmente” un chiarimento inoppugnabile, che arriva da Roma, città da cui iniziò la nostra storia e dove finì più volte la nostra libertà :

la circolare del Comune minaccia le maestre. Le minacce sono contenute nella fine della lettera. "Si raccomanda di vigilare attentamente sulla corretta osservanza delle richiamate norme (norme che si riferiscono al fatto che le docenti hanno fornito informazioni ai media circa l'applicazione dei nuovi istituti contrattuali anche inviando foto e utilizzando altri più moderni mezzi di comunicazione) la violazione delle quali integra comportamenti contrari ai doveri d'ufficio ed è fonte di responsabilità accertata all'esito del relativo procedimento disciplinare".>>

Le maestre nei giorni delle vacanze pasquali dovevano essere in servizio presso gli uffici dei Municipi comunali che, impreparati, le hanno rinchiuse nelle sale dei Consigli col divieto, in qualche caso, anche di andare al bagno. Una dichiarazione critica delle docenti messa su facebook o altro social network, darebbe dunque luogo a stili di comportamento non consoni al prestigio di Roma e alla sua funzione di capitale della Repubblica !

Siamo tornati alla concezione di pulito sette-ottocentesca, legata al candore del colletto della camicia stretto intorno al collo per bloccare gli effluvi mefitici della scarsa igiene.

Questa è la nuova democrazia! Zitti e mosca e… proni ai voleri del potente di turno.

Mi domando: quando ritorneremo all’olio di ricino per i dissidenti?

Questa è la nuova frontiera della democrazia. Non passa giorno senza dichiarazioni arroganti.

La ministro della P.I. liquida i docenti come “…squadristi che strillano e gli altri che assistono passivi..”. Li prendi letteralmente a calci nei cabbasisi e poi li etichetti da squadristi strillanti? E vorrei vedere!

Parti con “La buona scuola” on line per farli partecipare al rinnovamento e poi te ne fotti di quei consigli, perché hai già deciso cosa fare, cioè dare 471,9 milioni di € alle paritarie, quelle che per la Costituzione dovrebbero essere senza oneri per lo Stato.

Pretendi i test Invalsi per valutare il livello delle conoscenze nelle scuole dello Stato e poi non te ne può fregare di meno, visto che riduci le entrate e il personale, anzi t’inventi un nuovo percorso per entrare nella scuola come docenti al fine di avere personale gratuito, o quasi, per le supplenze, fermo restando che ogni tre anni se non sei di gradimento al comandante di turno sei fuori.

Per inciso, si parla di flessibilità del posto di lavoro, quello dei docenti lo è che più flessibile non si può!

Personalmente ho insegnato in sei scuole diverse ed in comuni diversi, sono entrata di ruolo dopo  solo 6 anni. Io, con laurea in chimica analitica, ho insegnato da “impianti e finissaggio dei tessili” a “merceologia” a “chimica delle fermentazioni e batteriologia industriale”, materie non troppo legate alle mie conoscenze, ma imparate in fretta e perfezionate in almeno tre anni di lotta con i discenti.

Non dimentichiamo che ho insegnato anche il rispetto e la comprensione agli adolescenti, ma questo mi è venuto naturale, perché agli adulti ho sperimentato che non si può più insegnare.


Se continuano sulla strada della riforma in esame sarà difficile che un docente arrivi ad una competenza decente e gli allievi avranno la vera e giusta scuola per il loro futuro : la scuola precaria in cui ognuno imparerà a navigare a vista e ad arrangiarsi da solo.




11 dicembre 2011

SONO PROPRIO SENZA VERGOGNA

stipendi parlamentari,vitalizzi,pirovano,ici vaticano,pensioni,insegnanti,genitori

E’ incredibile la sfacciataggine con cui si aggrappano ai loro privilegi berciando come bertucce impazzite al solo pensiero di rimetterci qualche soldo.

<<No a taglio stipendi parlamentari. Verso emendamento alla manovra>>

Poverini! Il salto sarebbe quasi mortale. Sarebbe un dimezzamento delle entrate!

Passare da più di undicimila a soli cinque/sei mila … è difficile sopravvivere così.

Dimezzare! Cioè è come se ad un pensionato a mille euro al mese portassero la pensione a seicento euro. (Cioè quello che stanno per fare, magari non in queste proporzioni).

Ma questi mica c’hanno l’abitudine al lusso, loro, no!?!.

Si dice siano più di due milioni i pensionati che hanno pensioni inferiori ai mille e quattrocento euro LORDI, cioè dai 950 circa netti in giù, e ci mantengono anche i figli disoccupati.

Fatti loro!

Poi : Guai a chi tocca i vitalizzi. E la cosa è trasversale, infatti…

<<..il parlamentare e presidente di Provincia, Ettore Pirovano della Lega Nord rassegna le dimissioni da deputato. Dopo aver resistito per anni finanche alle sentenze della corte costituzionale in merito alla incompatibilità del doppio incarico….. non vuol rischiare di mettere in discussione il suo lauto vitalizio.>>

Anche una sola legislatura è più che sufficiente ad avere diritto, e sottolineo diritto, ad una pensione superiore a quella di un operaio con 40 anni di contributi.

Legge che si son fatti da soli, come da soli devono decidere se cambiarla.stipendi parlamentari,vitalizzi,pirovano,ici vaticano,pensioni,insegnanti,genitori

Cioè è chiedere a dei ladri di essere onesti… equandomai!

Poverini! Il loro lavoro è usurante! Vuoi mettere lo stress che subiscono a difendere quotidianamente il proprio interesse contro tutti?

Invece una donna che si occupa per sole otto ore di un lavoro in fabbrica, magari su tre turni, e tornata a casa diventa colf., badante, baby sitter, cuoca, stiratrice, e magari anche idraulico o elettricista, quella non è usurata! Quella è privilegiata!

Il lavoro casalingo lo fanno da soli i detersivi, le aspirapolvere, gli spazzoloni eccetera, basta accendere la tv e se ne ha la prova!

Se poi fa l’insegnate, addirittura di scuola materna (per non mettermi in mezzo!), solo sei ore con 
stipendi parlamentari,vitalizzi,pirovano,ici vaticano,pensioni,insegnanti,genitoriventicinque ragazzini dai tre ai cinque anni, alcuni da allevare da zero perché le mamme non hanno insegnato loro a mangiare cose solide e quindi non sanno masticare il cibo, (giuro che avviene!), per questa categoria è una passeggiata il lavorare.

E’ così bello occuparsi di quegli angioletti urlanti, pieni d’energia, con il moccolo al naso e dei genitori trentenni che pensano di sapere tutto di pedagogia di fronte ad una sessantenne che fa la maestra da quarant’anni.

Allora in pensione a sessantatre o sessantaquattro anni.

O in cimitero per suicidio, così si diminuisce l’esborso dello stato e si possono tranquillamente aumentare i vitalizzi!

Poi la storia dell’ICI per il Vaticano (video)… 

Il cardinale è pronto a discutere”.

Non pronto a pagare, secondo giustizia ed equità, alla pari delle “pecorelle” del suo gregge che non sanno più a che santo votarsi.

A discutere.

Per arrivare al solito nulla di sostanza e fumo per l’apparenza.

E il solito Cav. non vuole l’asta delle frequenze che salverebbe le pensioni da fame, e la chiesa  dice “si, vabbè, però…”, e la casta studia sentieri e passaggi nascosti per salvarsi i privilegi, e le spese militari stipendi parlamentari,vitalizzi,pirovano,ici vaticano,pensioni,insegnanti,genitorinon si toccano, anzi vanno a fottere i soldi allo sviluppo per darli alla difesa, …

Tra poco non ci sarà più bisogno di difenderci, saremo tutti talmente depressi che basterà un soffio di vento per farci volare via, visto che spremono sempre lo stesso limone e non riusciamo a toglierceli dai cabasisi! 




24 settembre 2010

NON ME L’ASPETTAVO…

 

lily2.JPGNon pensavo che i miei pensieri di docente potessero mettere in luce una realtà che stupisce.

Infondo era il mio lavoro e come per tutti è diventato la normalità dei miei giorni.

Non sono “una mosca bianca” (al massimo un’elefantessa color crema). Ci son tanti docenti che hanno nei confronti dei ragazzi un atteggiamento corretto e valido didatticamente.

Nella mia vita ne ho incontrati molti, siamo divenuti amici e collaboratori. Abbiamo lottato spesso “lancia in resta” per lo stesso obiettivo: far funzionare questa povera scuola che tutti tacciano d’inefficienza e di lassismo.

Cachi c.JPGMa le foglie dei frutteti che cadono non fanno rumore, eppur son tante, mentre si sente chiara e forte la bestemmia del contadino per le due mele marce nel cesto pieno che va al mercato.

Le foglie però hanno permesso ai frutti di crescere e maturare rigogliosi e sani, ma il coltivatore le calpesta incurante.

Tutte le mie battaglie, le mie sfuriate, i miei fervorini hanno dato il loro frutto.

100_5022.JPGE’ un frutto che raccolgo ogni volta che incontro un uomo o una donna che ho contribuito a formare come tecnici e come persone, e che mi raccontano del loro lavoro, dei loro successi, della famiglia che si son formati e ricordano ridendo quella cattedra che sollevavo da un lato facendola ricadere di botto per chiedere il silenzio.

Oggi è tutto più difficile perché l’indifferenza colpevole della classe politica ha spezzato quel filo che univa i giovani insegnanti a quelli più esperti e permetteva la trasmissione di quell’umanità nella docenza che nessuna università può insegnare.

I giovani son sparpagliati su cattedre assurde ( quattro o cinque  materie differenti in classi differenti e magari in scuole diverse), gli anziani in pensione o chiusi nel loro mondo perché non capiscono più il nuovo. E gli anziani dicono sempre si ad ogni balla ministeriale e poi fanno di testa loro cercando di fare il danno minore…

Con questi chiari di luna nel mondo politico ormai non mi aspetto più nulla.

L’imbecillità assurda dei leghisti, che cavalcano l’onda degli autoctoni insoddisfatti con puttanate come quelle di Adro e della corsia privilegiata all’università per i padani, possono solo portare rabbia e follia in questo mondo così profondamente fragile e difficile da gestire.

L’ignoranza, che è base dell’arroganza tracotante delle frange leghiste, e la disonestà ormai sdoganata da una classe dirigente collusa, corrotta e depravata, se non soffoca presto nei fenice.jpgpropri miasmi, porterà alla distruzione di una generazione.

Spero allora che l’Italia sia Fenice e sappia risorgere dalle sue ceneri.

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 23 settembre

Finalmente un giorno a casa!  Niente pensieri di scuola.. 

(sembra vero!). Questo lavoro non ti abbandona mai. 

Quando esci di casa trovi sempre qualcuno che ti conosce, e ritorni ad indossare quell’abito  correttamente accollato, sapientemente tagliato e colorato, che è classico della tua professione, ed i pensieri tornano, i problemi si riaffacciano,  ed il mondo della scuola, che ti ha plasmato e marchiato, ti fa riconoscere ovunque, come i vecchi spazzacamini, identificabili dal loro aspetto.

La cosa peggiore è che il cervello continua a programmare, le idee si affollano e tu cerchi di fermarle, per riappropriartene quando servono. Naturalmente il risultato è quello di non ritrovarle quasi mai, come quando metti via una cosa dicendo :”la metto qui così ricordo dov’è” e poi non la ritrovi se non quando ormai non serve più!

I problemi che si prospettano sono sempre gli stessi.

La classe seconda marcia in avanti con lo spirito indomito di chi sa già tutto e pensa di avere il mondo tra le dita.

La classe terza, messa in soggezione da uno dei colleghi, perplessa per il distaccante “Lei” ed ubriacata dalla ipercinesi di un altro, spaventata dal rigore didattico di un terzo che trasmette la sensazione di essere gelidamente insensibile,  è ingessata ed  impaurita.

“L’insensibile” è solo un pignolo, forse un pochino bastardo, visto il ricordo dei suoi recenti trascorsi di studente “carogna”.

L’ipercinetico si impara a conoscerlo, e poi lo si apprezza.

L’unico vero ed inevitabile problema è il primo, con la sua gesuitica intransigenza, con la totale incapacità di “comunicare”, con la convinzione di essere l’unico in possesso della “conoscenza”. Sono sicura che non sarebbe in grado di addestrare un cane a dare la zampa, perché sosterrebbe che ne ha il diritto perché è il padrone che si degna di dargli da mangiare. 

Quando si insegna, è importante raggiungere un rapporto empatico con lo studente.

Poi è necessario inizialmente adattarsi al livello culturale e linguistico dell’allievo, partendo da operazioni semplici e rendendole automatiche, poi si facilita ogni cosa dividendola nelle operazioni di base, senza tante “sbrodolature” che, anche se corrette, fanno perdere solo tempo e non centrare l’obiettivo.  Ad esempio, che valore avrebbe il misurare la lunghezza di un corridoio in metri, e poi perder tempo andando  a disquisire sulla inesattezza della quarta decimale (decimi di millimetro)?

Non è difficile imparare a memoria “l’Avemaria” in ostrogoto memorizzando i suoni e lasciandone il concetto assolutamente vuoto di significato (come fanno gli allievi molto spesso se il docente “vola” troppo alto). Da  piccola “tradussi” il titolo “ Colonel Bogey” in “corni e busi” molto più significativo per me e di suono paritario al mio orecchio. E lo ricordo ancora.

Martedì scorso c’è stata la riunione con il Preside.

Alle 16.45 ho imboccato l’uscita . Pazzesco!

Sono stati decisi gli argomenti all’o.d.g. per il prossimo collegio. 

Discussioni, timori, ansie, paranoie, ..ho dovuto faticare per convincere il Preside che l’unico intervento didattico che dia dei risultati è quello in itinere, o lo “sportello” ( praticamente una sorta di ripetizione privata per un gruppo di allievi non superiore ai tre, da tenere dopo l’orario scolastico)  che viene  fatto solo quando serve e su argomenti ben definiti. Lui propende per la sospensione delle lezioni, per effettuare dei corsi di recupero che servivano mesi prima e che io giudico la peggior “vaccata mangiaquattrini” inventata dal sistema.

E’ stato dimostrato da relazioni ed interventi che la sospensione non serve a nulla, e che la maggior parte dei docenti preferisce evitare i corsi e fare una settimana di riposo.  Io ne resto fuori!


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 24/9/2010 alle 19:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



30 luglio 2009

CAZZATE A RAFFICA..!

 Dopo la splendida boutade della Lega: “test di dialetto per prof” immediatamente corretto in "Ma non c'è l'esame di dialetto"! perché basta che "si attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell'insegnante" mi sono persa nel cercare di capire come caspita c’entri la storia del territorio se devo insegnare la chimica a dei ragazzini di 15 anni il cui più pressante interesse è il famoso “chi ce l’ha più lungo”!
acqua10.jpgIpotizziamo : “ Allora ragazzi, voi sapete che nella bassa padana àl ghe le rogge (piccoli canali) con l’aqua frècia (fredda). L’acqua è un composto. Anche se l’è frecia, non è fatta da un solo atomo, ma da tre, legati tra loro in una struttura di tipo triangolare, propi come el tùrù (pisello) e i ball (gonadi), cioè un ossigeno (el tùrù) e due idrogeni (i ball). …” Sicuramente la struttura atomica risulta chiara e comprensibile anche da quel pubblico molto poco attento, e la valorizzazione del territorio potrebbe essere indotta con :” Ma fate attensiù, ‘che l’aqua l’è mia trop nèta (pulita) perché i ghe bùta drent dè ogni (ci buttano dentro di tutto), da l’aqua che i lava i purcèi (maiali), a quela de la tintoria, che ogni tanto vien l’aqua rossa o verde. Poi se ci fate il bagno potrebbe irritare anche la vostra sfera intima ,… si i ball!”
E per la matematica si potrebbero far calcolare volumi e pesi di certi “gioielli” e riportarli in un grafico, differenziando la provenienza territoriale.. con discussione dei risultati.
Ottimo esempio d’integrazione scientifico-adolescenzial-culturale!
Quante cazzate!
Il dialetto è una lingua “madre”, nel senso che si apprende dalla culla ed è parte integrante di se. Il rispetto per il territorio e la sua valorizzazione sono concetti totalmente slegati dalla conoscenza dello stesso. Lo dice una persona che in 60 anni ha vissuto in ben 5 regioni.Shadow19.jpg
Oggi è “uscita” l’ultima scemenza del solito gruppo : "La Lega vuole l'Esercito del nord. Niente meridionali tra gli alpini" perché ”l'operatività di alcuni corpi militari, ad esempio degli alpini, è compromessa dalla presenza di meridionali” !!?!
Penso che solo l’intelligenza di chi sa discernere possa metter fine a tante baggianate!
D’altronde, vista l’enormità dell’idiozia delle dichiarazioni, mi punge vaghezza che anche queste boutades siano della schiera dei “distrattori”, cioè di quelle notizie che servono per focalizzare altrove l’attenzione.
Ad esempio distrarre dalla figura di me… che il governo sta facendo con il “decreto anti crisi” sul quale vuol chiedere la fiducia per poi cambiarlo. …Cioè ho rovesciato il barattolo del sale sull’arrosto prima di cuocerlo, ma non lo lavo e poi lo rimetto in pentola, no! Prima lo cuocio, poi lo lavo, poi lo rimetto in pentola con tanta acqua che diventa una specie di bollito da schifo!
Deal_with_the_Devil.jpgOppure dal fatto che il conflitto d’interessi ha raggiunto l’evidenza :
Clemente Mimun, il direttore del Tg5, sarebbe destinato a guidare Rai Fiction. O, almeno, questa è l'indicazione che Silvio Berlusconi avrebbe già comunicato ai consiglieri Rai di maggioranza”.
Naturalmente c’è il condizionale, ma si è ben capito che in tutta l’informazione vige ormai la legge del : “O me la/lo dai, o scendi”! tanto è vero che si parla “di Vittorio Feltri dalla direzione di Libero a quella del quotidiano fondato da Indro Montanelli”.. Povero, vero, gran giornalista! Sicuramente lo sentirà come la profanazione della sua stessa tomba!
Allora giriamo la faccia e … caccia al terù! Visto che i nègher ormai son cotti. Poveri Noi!
Al fondo del cammin della mia vita
Mi son trovata in una selva oscura
Che la diritta via era smarrita
Ah! quanto a dir qual è questa bruttura
di gente mentitrice e puttaniera
Che nel pensier mi nasce la paura..




23 ottobre 2008

TANTO PER CHIARIRE..

 Due argomenti sono all’ordine del giorno e dilagano per ogni dove rendendo ormai impossibile l’impresa di estrapolazione della verità.

1473833144.jpgUno di questi è lo stato di incertezza del risparmio dovuto alla tracotante leggerezza e spudoratezza degli operatori dei mercati finanziari.

L’altro è la reintroduzione del maestro unico nelle scuole elementari.

Del primo non posso discutere per ignoranza, l’unica cosa che posso dire è che da quello che emerge si impara che la disonestà è più diffusa di quanto si pensi, e a certi livelli viene protetta addirittura con  decreti legge ad hoc.

Nel secondo invece, mi permetto di intervenire in funzione di “esperta”, visto che trent’anni nella scuola ed almeno una quindicina di corsi di aggiornamento sulla didattica e affini me ne danno l’autorevolezza.

1735288821.jpgIl passaggio a un insegnante unico, scelta basata solo (e sottolineo solo) su opportunismo economico, è collegata anche ad una riduzione di orari per la didattica (non è solo il tempo pieno che viene messo in discussione, ma quello per il sostegno a soggetti in difficoltà e approfondimenti per chi ne ha  le possibilità ) ed a un aumento degli allievi per classe. Situazioni basilari per la discriminazione.

C’è inoltre il completo oblio su di un aspetto fondamentale in questo discorso, cioè sul programma da svolgere. Chi non è del mestiere non sa che anche il semplice “insegnare a leggere, scrivere e far di conto” segue una programmazione per argomenti con tempi e metodi.

Allora se i tempi non sono adeguati, i metodi li adeguano, con corrispondente ricaduta del pressappochismo e dell’indifferenza  nei confronti dei soggetti più deboli.

Scelte didattiche come quella di insegnare a scrivere con le frasi complete, invece che con le paginette di “Aa come asino”, che hanno fatto emergere la dislessia (che invece con le “paginette” era superabile in molti casi), in una situazione scolastica di sovraffollamento e tempi limitati provocherà ancor più danni.

1448761377.jpgUn  ulteriore problema è nel campo logico-matematico. Imparare le basi matematiche e sviluppare la logica fino alla capacità di risolvere i problemi è un meccanismo che richiede molta applicazione specialmente per persone non geneticamente predisposte.

Togliamo tempo e personale e mandiamo al macero il futuro di tanti bambini. Questo è più vergognoso che farli partecipare ad una protesta.

Altro argomento : la valutazione dei docenti e delle scuole.

I docenti diventano di ruolo attraverso lunghe e faticose strade di corsi di formazione e di concorsi a cattedra, cosa che non succede con altre professioni. Il ruolo definitivo si raggiunge dopo un anno di prova, detto “straordinariato”, al termine del quale la valutazione avviene da parte di un “comitato” di docenti “anziani” presieduto dal preside.

Non nascondo che ci possano essere scuole con situazioni  di favoritismo, clientelarismo e nepotismo, ma questo è compito dello Stato evitare che avvenga, e nella situazione attuale dove “ovunque il guardo giri” trovi la stesso disonestà, non so che dire..

Invece la valutazione delle scuole avviene attraverso i test dell’INVALSI. Cosa sono?

Dunque, ad un docente incaricato dalla scuola un giorno arriva un pacco contenente dei test per il numero esatto di allievi delle classi scelte, dal docente stesso e dal preside, per la prova.

La scelta viene sicuramente fatta per classi con docenti reputati “i migliori”, per ovvie ragioni, quindi il giorno deciso si “somministra” il test in presenza di un paio di professori della classe. Le regole ci sono, ma … ne va del buon nome della scuola. Allora si ricade nel campo dell’onestà e della rettitudine morale. Chi è aduso alla menzogna mente, chi non lo è magari si limita a distrarsi un po’.  Così la valutazione è sicuramente corretta!

In un paese dove si fanno inghippi anche per entrare in graduatoria…

Infine la gente vede la scuola come un “nemico da combattere” più che come “un amico da aiutare” e questo porta chi ci lavora a sentirsi un oggetto di scarto, tanto che spesso ho sentito 865965069.jpgla frase.. “sono finito ad insegnare…” come se essere docenti fosse l’ultimo ripiego. Non sono i soldi il problema principale, ma la mancanza di considerazione per la professione e la professionalità, raggiunta con sacrificio e tanto lavoro non dimostrabile.

Questo solo per chiarire che in questo momento son tante le voci che spostano l’attenzione dall’unico vero problema : il danaro.

Negli ultimi 100  giorni la “rete 4” di Emilio Fede ci è costata  35.000.000 di € , l’Alitalia  236.000.000 di €, Roma capitale 500.000.000 di € e il buco in bilancio di Catania  140.000.000 di €.

Totale = 911.000.000 di €… tanto per gradire.

E la scuola pubblica viene assassinata!

“….Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta….  Piero Calamandrei (in Scuola Democratica, 20 marzo 1950. )”.




4 settembre 2008

E FINIAMOLA!!!!....

 Naturalmente, come ogni inizio d’anno scolastico, parte la “sinfonia” del “caro libri”.
-“E’ aumentata la spesa per i libri di testo scolastici !! Orrore, obbrobrio, morte agli untori!!!”
-“Gli insegnanti hanno sforato il tetto di spesa ! Cambiano i libri ogni anno !”
E finiamola con queste scemenze!
Ogni anno ci risiamo! Sempre lo stesso discorso!
Non condivido le proteste per la spesa annuale per i libri di testo, perchè vorrei si parlasse di "valore" e non di "costo", infatti non è la spesa per i testi che è rilevante, ma quella per il famoso corredo scolastico!
Lo zaino deve essere griffato, e non può durare più di due anni. Il diario, le biro, i quaderni, devono essere scelti tra le marche più pubblicizzate, non possono essere “anonimi”.
Quanto mi arrabbio quando assisto alle solite scenette della mamma seccata che con voce stridula richiama il capricciosissimo rampollo dicendo:
-”Allooora! Deciditi, scegli quale vuoi! Vuoi questo o vuoi quello? Forza scegli…”
Un tubo! Cretina! Questo è l’inizio di una china, cosparsa di rivendicazioni e di lamentele, sulla quale stai scivolando inconscia, verso il baratro della sottomissione alle pretese del futuro adolescente. La solita scusa del non farlo sentire “diverso” è la bandiera della tua incapacità d’educatrice!
Il dire che i libri costano cari è, poi, l’ammissione che la cultura è una scelta secondaria e non primaria, come lo è stato nella mia infanzia, quando c’era meno companatico pur di avere un libro in più.
Quando sento che il Ministro prende atto che il livello culturale degli studenti italiani è inadatto alla nuova Europa, e teme seriamente la concorrenza dell’est, ho un istintivo gesto di stizza, perché da anni la scuola è stata lentamente corrosa dal disprezzo delle istituzioni, nelle quali un vero e proprio “branco” di incolti, concentrati sul loro egoistico interesse, ha favorito il dilagare dell’ignoranza, incanalando l’attenzione delle masse sull’immagine, (solo se sei “visibile” esisti), e sui “non valori” dello “status symbol”, legato ad un potere economico saturo d’arroganza, per poter manovrare a piacimento intere masse ipnotizzate dal luccichio del nulla.
Ed è questo nulla il padre di atti come gli incendi che sono stati appiccati anche da ragazzi che “volevano provare l’emozione”, o come le ragazze che hanno sparato sulla gente girando in macchina, solo perché annoiate di una sera d’agosto povera di nuovi divertimenti, o come chi ubriaco, o strafatto per noia, scambia le strade per circuiti.
Ed è sempre questo nulla che partorisce l’educazione alla violenza, alla prevaricazione, al non rispetto delle persone e delle cose.
Quante volte al giorno assistiamo a scene aberranti di esseri, tronfi del loro “status symbol”, che si arrogano diritti non dovuti, quali la precedenza sulle strade perché in auto blu, oppure che arringano da un palco al disprezzo delle istituzioni e delle leggi, magari da loro stessi promulgate, o che si schierano a favore di una idea che loro stessi hanno già calpestata, ossequiati dai delegati all’informazione con ampli echi, sicuri di far presa sulla massa di “ignoranti”, ed insensibili al disprezzo di chi, grazie alla sua cultura, distingue le lucciole dalle lanterne.
Comunque se i docenti cambiano i libri di testo, spesso lo fanno perché ormai i ragazzi sono abituati all’immagine e, quindi, di anno in anno sono sempre più incapaci di comprendere un concetto scritto, per cui è necessario un libro a mò di fumetto, con tante immagini e poche parole, corredato da supporti informatici, generalmente inutilizzati dai ragazzi, a meno che non siano tipo videogiochi, e divisi in tanti libercoli, perché la cartella non deve pesare, ed anche così,… signori e signore, …potete trovare sul mercato dell’usato testi assolutamente nuovi, appena sfogliati nelle prime pagine, perché, dopo, l’informazione è rimasta legata al “sentito dire”, tanto la cultura non serve a nulla, meglio un bell’aspetto e un’assenza totale di morale e di scrupoli.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 4/9/2008 alle 13:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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