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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

la legge è uguale.JPG

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28 aprile 2015

QUESTI DANNO I NUMERI !

Potrei scrivere un secondo libro solo mettendo insieme tutti i post di commento alle cazzate dei politici sulla “riforma” della scuola!

Gente avvezza solo all’ammirazione del proprio ombelico ed al confronto degli attributi maschili tra di loro, si lancia in mirabolanti affermazioni sull’effettiva valenza dei metodi didattici e sulla pochezza del rapporto ruolo-tempo dei docenti nei confronti di una politica aziendale, e spara innovazioni capaci di rendere intere generazioni ignoranti come loro.

L’insopportabile arroganza di un capo di governo che palesa opinioni di una supponenza irritante ne dimostrano solo la superficialità e l’inconsistenza razionale:

“Mi fa ridere, se non fosse una cosa triste, il fatto che si proponga di scioperare contro un governo che sta assumendo 100mila insegnanti. Il più grande investimento fatto da un governo nella scuola italiana”.

Piccolo, ma doloso, inganno: quei 100mila che il governo vuole assumere sono i precari, ormai storici, indispensabili al funzionamento a minimo regime della scuola.
E torneranno ad essere precari dopo tre anni. E se brutti e antipatici ai presidi diverranno disoccupati.

Per avere un sovrappiù da destinare alla copertura delle assenze è necessario diminuire il numero della classi aumentando quello degli studenti per classe. Non frega un tubo ad alcuno se poi un laureato in lettere finisce per coprire l’assenza di uno di matematica, tanto la tuttologia è la laurea imperante nel mondo della politica (e dei Q.I. inferiori al 50 che abbondano tra le classi dirigenti).

La scuola è delle famiglie e degli studenti, non dei sindacati della scuola. Se fanno sciopero perché gli portiamo via il diritto di decidere cosa succede nella scuola, fanno bene”.

“Il dritto di decidere” deve dunque essere in mano a chi conosce solo la scuola che ha frequentato, magari privata e confessionale, mentre chi ha bagnato le pareti con il sudore della sua fronte deve tacere e ringraziare?!? E gli studenti di cui tener conto devono forse essere solo quelli delle superiori e in sintonia con chi impone la riforma? Perché per i più piccoli basta che non si diano compiti e si promuova senza rompere i cabasisi  e tutto va bene, specie per le famiglie per cui la cultura è qualcosa che si compera al mercato.

Ma questo vogliono lorsignori : un popolo ignorante che si faccia prendere per i fondelli da lupi mascherati da “salvatori della patria”.

C’è un tale livello d’imbecillità tra di loro che un pirla romano propone <<Scuole aperte h24 per 365 giorni l’anno. È il sogno dell’assessore capitolino alla Scuola Paolo Masini che immagina luci accese anche di pomeriggio e aule vissute perfino d’estate.>>

Ma stiamo dando i numeri?!?

A parte che le 24h prevedono anche la notte, fare della scuola un luogo aperto ad attività extrascolastiche non attinenti alla didattica vuol dire avere personale a disposizione per il controllo e la pulizia dei locali (24h su 24 e 365 gg su 365 ?) e poi organizzare ogni cosa in modo da non interferire con gli impegni scolastici.  Ma forse il sognatore pensa di far tutto con la gente a disposizione con una democratica riduzione in schiavitù !!

Già! Perché ormai è chiaro come il concetto di democrazia delle nuove leve del governo sia la legge del “se non sei d’accordo con me te ne vai e ti sostituisco con chi mi da ragione”, legge che fa dire al “..capo del governo e segretario del Pd che è “necessaria per la democrazia” la sostituzione dei deputati (in disaccordo n.d.r.) in commissione,…”, e al  “..ministro per le Riforme Maria Elena Boschi .. che le minoranze hanno “poca dimestichezza con le regole della democrazia…” a dimostrazione della sua innegabile democraticità.

E per spirito democratico “uno” si arroga il diritto di ordinare e di pretendere obbedienza magari obtorto collo.La minoranza può anche aver ragione, ma il gruppo degli yes man non deve discutere, ma  obbedire.

E per colmare la misura (il premier) si permette anche di prendere per le terga.


Ma attenzione perché dice il proverbio che “chi troppo in alto sale cade sovente precipitevolissimevolmente”, ed io me lo auguro.




22 ottobre 2012

IL TRIONFO DELL’OTTUSITA’

scuola,politici,tagli,istruzione,lavoroVogliamo chiamarla “ottusità” o “imbecillità” o “egocentrismo idiota” o altra definizione capace di stigmatizzare in un solo motto l’incapacità di valutare le conseguenze dei propri atti.

Seguo passivamente i notiziari e, sempre passivamente, leggo i titoli dei giornali online, ma talvolta scatta la molla del disgusto o della rabbia che conduce ad un colorito turpiloquio, come nel caso del “Celeste” che parla in terza persona innescando il dubbio sul “di chi” stia parlando.

Presuntuoso ed arrogante omuncolo in preda ad un delirio d’onnipotenza che ha pari solo negli ormai numerosi suoi “colleghi”. Esempio eclatante dell’ultim’ora la dichiarazione della Madamina  ministra del lavoro (che non c’è) e che si permette dall’alto della sua supponenza di consigliare ai giovani che “Non bisogna mai essere troppo ‘choosy‘ (schizzinosi), meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale”.

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Mi ricordano il “Lei non sa chi sono io” del film con Totò.

Emergono, giorno dopo giorno, ladrocini legalizzati, sprechi di infimo livello, corruzioni d’ogni tipo e in collusione con la malavita organizzata, di cui i componenti d’un qualsivoglia consesso istituzionale sembrano aver assorbito lo spirito e le regole.La triste conseguenza è che molti di coloro che hanno una qualsiasi posizione di “potere” vengono contagiati dallo stesso delirio e si convincono di essere autorizzati a qualunque bassezza.

Contemporaneamente vien data notizia che nelle scuole  «Mancano gli assistenti e i ragazzi disabili restano a casa», o «Mancano i soldi, tornate a casa, e trovatevi un’altra scuola». (Fu così che 27 studenti dell’istituto di formazione professionale, iscritti al corso per operatore elettronico, coordinata dal Comune di Roma Capitale che, a sua volta, dipende economicamente dall’ente presieduto da Renata Polverini,  sono a spasso. )

Son situazioni che urtano contro lo sperpero legato agli ignobili sprechi delle varie giunte regionali, o dei consigli comunali che, con indifferenza suprema, per pianger meglio miseria, tagliano i fondi per il “pulmino” che porta a scuola i bambini o la mensa a quelli i cui genitori son morosi, ma non tagliano le loro ruberie. E neppure le nascondono con la scusa del “così fan tutti”. Ancora una volta chi paga lo scotto sono i bambini ed il loro diritto a crescer “sani”, felici e “colti”.scuola,politici,tagli,istruzione,lavoro

Infatti è scritto nella Costituzione della Repubblica Italiana (art. 34) che viene stabilita l'istruzione pubblica, gratuita e obbligatoria per almeno 8 anni (aumentati in seguito) e viene sancita la libertà di istituire scuole "senza oneri per lo stato" (cioè le “private” confessionali e non).

Quindi, per mia deduzione logica, la mensa ed il trasporto dovrebbero essere gratuite per tutti nel periodo della scuola dell’obbligo, ed i fondi dovrebbero essere reperiti con priorità rispetto a quelli per i “rimborsi” dei gruppi consiliari, per le consulenze e per la somma negli stipendi eccedente il limite dello stipendio medio di un qualsiasi lavoratore specializzato, siano essi di parlamentari o dirigenti statali o impiegati o siano vitalizi.

E taglio netto a tutti quei privilegi come l’assistenza sanitaria “speciale”. Vadano come tutti alle Asl di zona!

Poi niente 5,650 milioni per i parcheggi dei deputati davanti alla Camera, niente sconti su autostrade e trasporti, perché il loro stipendio permette certo largamente di pagare questi servizi, visto che io mi son pagata sempre la benzina per ogni impegno istituzionale fuorisede (orientamento, maturità, corsi di aggiornamento, incontri al provveditorato) con lo stipendio da docente di media superiore.

Ma “lorsignori”, interessatamente “baciapile”, prevedono nella legge “di stabilità” 723 milioni di euro di tagli per l’istruzione pubblica, ma ne danno 233 di milioni alle “private”, per inciso togliendoli all’assistenza agli invalidi, senza parlare del fatto che 6 cacciabombardieri F-35 ci costano 765 milioni di euro.scuola,politici,tagli,istruzione,lavoro

Ma i caccia servono per difendere i privilegi di quei figli di madre ignota che si decidono da soli lo stipendio e che banchettano a botte di migliaia di euro, mentre i bimbi colti, diventati grandi, vanno a lavorare all’estero invece di fare gli zerbini a basso costo per l’intrallazzatore di turno.

Mi triturano “i cosiddetti” quotidianamente con le diatribe sulle “primarie”, sul “mi ricandido-no non mi ricandido”, sul “noi abbiamo fatto” e “voi non vi rendete conto”, sul “dimissioni si o no”, ma, porca paletta!, ormai la misura è colma, l’unico danaro che circola è quello dei benemeriti fetenti che piangono miseria per non rinunciare neppure a uno delle loro migliaia di euro, e quello dei loro corruttori e sodali che hanno trasferito all’estero ormai da tempo i loro capitali, ed ora raschiano il fondo delle tasche dei “morti di fame” per mantenere i loro privilegi.

Spero che la rabbia degli onesti inneschi una vendetta fredda e sadicamente studiata.

L’unico male che “coloro” temono è nella perdita dei loro privilegi e dei loro introiti. Perciò  sta evidenziandosi il terrore che sia eletto chi propone questa via, infatti ogni proposta in merito viene immediatamente oscurata, denigrata e distrutta, a partire da chi la fa, ed io spero che la gente apra gli occhi e non “scarti il libro a causa della copertina”, ma si soffermi a leggere le pagine interne prima di “comprare” un prodotto.


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23 luglio 2012

MONDI PARALLELI

Lili pensosa.JPGNon è più certo che questo universo sia l’unico esistente, come ormai è certa al frammentabilità dell’atomo, così chiamato nel passato dal greco “?t?µ?? - indivisibile”.

La scoperta della particella capace di “addensare” le varie forme di partenza per farne poi le basi della materia a noi nota, (raccontino), ha reso più verosimile l’ipotesi di una realtà spazio-temporale stratificata con “buche” di transito per viaggi nel tempo e nello spazio.

Io penso di esserne una dimostrazione.

A “mia insaputa” son caduta in una buca ed ora mi ritrovo in un mondo parallelo a vivere le stessa vita di prima, ma circondata da una società che non riconosco.

La gente parla dagli schermi tv sparando cazzate a raffica in contraddittori ad aggressione reciproca, discutendo se sia meglio legalizzare o meno le unioni gay, oppure se usare i pochi fondi rimasti dopo la rapina sistematica di un branco numeroso di delinquenti, non condannabili per cavilli legali o leggi ad personam, per acquistare armi o istruzione.

C’è chi difende a spada tratta la vita di un ammasso di cellule e poi gira le spalle a chi non ha modo di sopravvivere. Anzi, con indifferenza, mette in primo piano discussioni accademiche su opportunità politiche (voto anticipato, primarie,  alleanze, ricandidature..) e in secondo, anzi terzo piano  il continuo olocausto di poveri e migranti.

E poi ci sono i bigotti scarsi d’intelletto e incolti.politica, istruzione,morale,ecclesiastici,parroco,

Un piccolo parroco di paese, tal don Marco, si spertica ad affermare che «La bocciatura è come il peccato», cioè merita l’inferno, anche se “casualmente” lo stai già scontando in quest’esistenza che vivi!

Non è un “peccato” che le riforme insensate abbiano distrutto il sistema dell’istruzione sottraendo tutte le forme di supporto a chi è in difficoltà.

Non è un peccato che molti non abbiano un tetto sicuro e da mangiare perché privati del lavoro da una casta rapace e insaziabile.

Non è un peccato che sia sempre più spesso tradita la fiducia dell’infanzia da parte di predoni travestiti da amici (frequentemente con l’abito talare).

Peccato è non applicarsi nello studio, invece.

E’ assolutamente normale “caro don Marco” che un bambino o un adolescente non abbia voglia di studiare e preferisca dedicarsi al gioco (naturale forma d’apprendimento dell’infanzia, preparatoria alla realtà futura, per cui son essenziali i rapporti sociali tra coetanei) e sia compito dell’insegnamento rendere i percorsi più gratificanti (e non più facili !!), ma per far questo non si possono tagliare classi e personale docente, come stanno facendo.

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E lo spettro del “peccato” non ha presa sui ragazzi, abituati ormai alla crudeltà propinata quotidianamente da ogni tipo di piccolo schermo.


L’inferno per loro è essere rifiutati dal gruppo. Non la caldaia fiammeggiante di Lucifero.

E molti quest’inferno lo vivono di già, privati della mediazione dell’adulto che, in famiglia, è sempre più distratto dai problemi e dai falsi totem della vita odierna, e nella scuola è stato costretto a scelte di produttività e demotivato  dal disprezzo di chi crede nel danaro più che nella conoscenza e nella cultura.

“Peccato” è una parola che mi riporta un ricordo d’infanzia.

Andavo a scuola dalle monache (una vita fa!) e per maggio, “il mese della Madonna”, mi avevano fatto fare 

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una coroncina con delle perline di due tipi, 10 più piccole e 10 più grandi, azzurre naturalmente, e messe in modo da scorrere sul “filo-binario” così da risultare una sorta di contatore. Servivano a contare i “fioretti”, 
cioè le piccole rinunce. Ogni 10 piccole perle spostate si muoveva una grande e, alla fine dei 100 fioretti, veniva garantito come “premio” che al momento della morte, pur se in peccato mortale, destinazione inferno dunque, sarebbe arrivato un “salvatore” che ci avrebbe condotto verso il paradiso.

Ricordo chiaramente come “mi sia sacrificata” per l’accumulo di indulgenze, e al raggiungimento della meta io abbia espresso questo pensiero : “Adesso posso fare quel che mi pare tutta la vita tanto alla fine mi salvo!”.

E a quei tempi ancora c’era tutta l’ingenuità del modo nell’infanzia. Cosa che oggi non c’è più grazie a questo mondo parallelo che ha perso con tanti valori anche il candore dei suoi bimbi.


P.S. - La signora ministro del Lavoro ha detto : «Il lavoro che mi è stato assegnato è sicuramente un lavoro da uomini. Mi hanno chiesto di intervenire duramente, È stato necessario».

Se intendeva dire che le è stato assegnato il compito di sodomizzare un intero popolo, con l’eccezione solo dei suoi sodali, mi trova completamente in accordo e devo ammettere che ha fatto davvero dei miracoli.




30 novembre 2011

HANNO PAURA !

Da non crederci!

Libero shock: “Togliete i libri alle donne e torneranno a far figli” (link da Lettera Viola)

libero,donne,istruzione,treni,casteNegli anni della mia gioventù ci consigliavano di andare “a fare la calzetta” invece che imparare a guidare la macchina o lavorare in fabbrica.

Cavolo! E’ passato mezzo secolo e mi ritrovo degli imbecilli che rivogliono la donna schiava.

Ignorante e schiava.

Fattrice come una vacca e analfabeta, per ritrovare il predominio intellettuale.

Si, perché i “signori” che espongono tali idee hanno meno intelletto di un carciofo e le palle talmente insignificanti da non essere in grado di competere.

(citazioni dall’articolo)

“…fare il genitore... non esiste oggi lavoro più gravoso e meno remunerato, anzi tartassato.”

 Io ho una figlia che non è mai stata un lavoro per me, ma un affetto, una tenerezza, una promessa per la continuazione della mia genetica, ecco la remunerazione! 

“…Una volta i piccoli erano braccia per l’agricoltura, i grandi bastoni per la vecchiaia… adesso tocca mantenerli vita natural durante..” 

“… Culle vuote e barconi pieni sono fenomeni strettamente legati…”

“… ci vorrebbe un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, dall’Egitto, dalla Libia,..”

“… se non è la religione, se non è l’ideologia, qual è il vero fattore fertilizzante?...”

“… il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione …”

Pazzesco!

L’ignoranza fertilizzante, come il letame per i campi.

Non è la difficoltà di un mondo del lavoro governato da caimani ingordi che affossano i servizi sociali pubblici a favore della casta dei rapaci.

Non è la corruzione generalizzata che impedisce lo sviluppo delle eccellenze sul territorio nazionale.

Non sono le lobbies che blindano il presente affossando le scoperte scientifiche che potrebbero danneggiare il loro business.

Sono le donne istruite che “rendono infertile” la società.

L’imbecille in questione, poi, ironizza sulle migrazioni, non tenendo conto che i “più migranti” nel mondo siamo proprio noi italiani, e che subiamo l’onta di aver tali furfanti in patria.

Nobili, clero e terzo stato!

E donne, anzi femmine che hanno l'audacia di sostenere d’aver cervello.libero,donne,istruzione,treni,caste

Reietti che osano alzar la testa sostenendo d’essere persone ed aver diritto alla “felicità”.

Quel signore superbo, tal Moretti,  a.d. di Trenitalia, ha concepito e partorito il nuovo treno con quattro classi : executive, business, premium e standard.

Cioè superricchi spocchiosi con la puzza sotto il naso, manager facoltosi, benestanti desiderosi di apparire, gente normale anzi un po’ puzzolente.

E per evitare mescolamenti di genere il passaggio tra le carrozze dei poveri e quelle dei ricchi viene sigillato. Fosse mai che t’attacchino la rogna!

Poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi…

E le donne ignoranti e sottomesse (nel senso di messe sotto, tanto servono solo a quello!)

Mi spiace! Ma ormai le donne non hanno più timore a mettersi in gioco e hanno sicuramente più determinazione di tanti uomini nella lotta per la vita.

E sanno usare il cervello.

E anche il cuore.

Per questo gli uomini hanno paura!


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6 ottobre 2011

ASSURDO E’ UN EUFEMISMO

Articolo scatenante  : “Concorso per presidi nel caos tra quiz sbagliati e fughe di notizie”.

Naturalmente, visto che nella scuola ci sono letteralmente vissuta (19 da studente e quasi trenta da docente) quando leggo “scuola” vado a vedere di che si tratta.

Mi sono scaricata le domande (oltre 5000) e sono andata al leggerle a campione. (Per chi è curioso come me :  Il Miur ha pubblicato sul proprio sito la batteria di oltre 5mila quiz )

Premetto che per anni sono stata membro del consiglio d’istituto e della giunta esecutiva, nonché vicepreside di una scuola superiore con (ai tempi d’oro) più di 800 allievi.

Tra informazioni indispensabili nella preparazione di un dirigente scolastico vista la complessità dell’attuale normativa, ci sono domande che definire assurde è un eufemismo.

Ad esempio:

Nei seguenti Paesi europei, tranne uno,il capo d’istituto proviene esclusivamente dai ranghi dell’insegnamento. In quale Paese il capo d’istituto può provenire anche da altri settori?

Non in Italia, ma in altri paesi europei!

La Legge Fondamentale (Grundgesetz del 1949) per l’istruzione scolastica e universitaria in Germania colloca a quale livello le responsabilità legislative e amministrative nel settore?

Poi per l’area amministrativa penso che una laurea in giurisprudenza non sarebbe sufficiente senza un’approfondito studio delle normative comunitarie, e non solo nel campo dell’istruzione.

Boh!


concorso presidi,scuola,istruzioneQuei “nostri rappresentanti” che non sanno usare i congiuntivi, che fanno delle emerite figure di m…. alle banali domande sull’Italia (Le Iene: politici e Unità d'Italia, quante gaffe!) che sparano i neutrini in un tunnel di più di 700Km, vogliono dei dirigenti scolastici “super colti”, che sanno quanti condomini deve avere un condominio per avere un regolamento (area3 – n°323) oppure quando si apre una successione (morte del defunto o redazione del testamento o… area 3 – 337). Forse sperano in qualche lascito al ministero?

L’area4, quella psicopedagogica è spettacolare!

Ho fatto tanto lavoro a scuola senza sapere rispondere a quali novità sensazionali l’educazione cristiana introdusse rispetto all’educazione tradizionale, o quale fosse il pensiero riportato nella Ratio studiorum Societatis Jesu(1599) o il valore diAmos Komensky che con l’Orbis sensualium pictus realizzò un libro innovativo.

Poi mi vergogno di non sapere chi minchia sia Carleton Wolsey Washburne che, porca paletta!, ha influenzato significativamente lo sviluppo della scuola italiana.

Però … so cos’è un neutrino, come è composto un atomo, (un mio racconto è pubblicato anche sulla rivista CnS nel 2004 Così nacque la vita.) e ho saputo, a suo tempo, evitare più di qualche abbandono scolastico e parecchie situazioni critiche in un mondo difficile come quello degli adolescenti di un Istituto Tecnico.

Per chi volesse erudirsi, poi, sul metodo con cui si svolgerà il concorso, c’è il Facsimile istruzioni e risposte per il concorso che è veramente illuminante, specie nei fogli per la ricerca delle domande a cui si deve rispondere.

DEMENZIALE specie con 1 minuto per domanda!

Concorso vietato alle persone con leggera dislessia (quella che fa invertire le cifre : es. 137 in 173). Bocciati in partenza!

concorso presidi,scuola,istruzioneAh! Ci son poi 4 sezioni, una per ogni lingua comunitaria principale con domande in lingua originale.

Pretendono forse dirigenti poliglotti? Vada per l’informatica (area7) anche se prevede informazioni piuttosto particolareggiate (a me note però, quindi non più di tanto) , ma quattro lingue… al massimo un paio…

Ahò!  Ma un bel camion per la differenziata che se li carichi tanto son tutti da infilare nella frazione dell’umido no?!?…

 

 


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27 febbraio 2011

“LE SCUOLE PUBBLICHE NON EDUCANO”

 

Lily4.JPGFrase del giorno del giullare che vuole un “popolo bue”.

Già!... le pubbliche non educano e le private si?!?

Esaminando bene il concetto, in fondo non  è altro che un’estensione  dell’arcinoto detto “pagando s’impara” trasformato in “pagando si educa”.

Si educa all’orgoglio di casta.

Si educa al disprezzo del meno abbiente.

Si educa al potere del danaro.

Sicuramente si educa nel senso che s’indottrina.

Nella scuola pubblica c’è libertà di pensiero. Lo affermo con cognizione di causa.

La scuola privata seleziona anche in base alla capacità di adattamento.

Gli elementi di disturbo vengono allontanati.Student_41.jpg

I ragazzi con handicap non vengono addirittura presi in considerazione. Con l’approvazione delle famiglie degli iscritti che in tal modo instillano nei figli l’arroganza della superiorità di ceto.

Naturalmente ci sarà anche l’eccezione, ma rara.

Emerge  chiaro il disegno di distruggere tutto ciò che può portare alla cultura diffusa, e con essa alla libertà del pensiero.

Altro che “scuola di qualità” come sostiene il (purtroppo) ministro, scelto per l’indubbio livello culturale (link) e incaricato da qualcuno di “non pensare, ma obbedire”

Ah! L’ignoranza! La facilità con cui per anni mi son burlata dei ragazzi per dimostrare loro come fosse possibile raggirarli se non avevano gli strumenti della conoscenza!

La credulità è la più semplice da manovrare.

Arrivavo in classe con lo sguardo serio e preoccupato e fissando negli occhi uno qualunque gli dicevo :

“Stai attento che ti capiterà qualcosa”.

“Cosa prof?!?” era l’inevitabile seguito.

“Tu fai attenzione”.

“A cosa” …“nulla però fai attenzione”…“ma perché cosa deve succedere”… “nulla però stai attento.”…

E la cosa continuava così finché inevitabilmente qualcosa succedeva, del tipo che distratto dalle mie parole inciampava nei sui stessi piedi, ed allora avevo la mia “vittoria”.

A questo punto spiegavo il gioco alla classe e ne facevo una lezione di “anti pirlaggine”.

I ragazzi inevitabilmente sfruttavano la cosa per fare  nuove vittime nelle altre classi… e la storia finiva quando era noto a tutti il meccanismo.

Altro gioco era quello “della soglia”.

Al cambio dell’ora i ragazzi tendevano ad uscire dalle classi.

Io, da vera “fetente”, mi avvicinavo ad una classe (non una “mia” classe) e fingevo di lanciare una fattura biascicando qualcosa tra i denti, poi avvertivo i ragazzi che il primo che avesse varcato quella soglia sarebbe stato vittima di un’interrogazione negativa.

fattucchiera2.jpgTutti ridevano, ma nessuno voleva passare per primo, per cui andavano ad abbrancare il “solito sfigato” della classe per spingerlo fuori, tra resistenze attive di piedi puntati per terra e ridenti a denti stretti “ghe credo mia mia ‘ste storie!” smentiti dal contesto.

La mia fama di strega burlona era rafforzata dal mio essere un chimico. E la lezione più importante era quella di far pensare, di far analizzare alla luce della conoscenza la superstizione.

E proprio con la scienza  ho messo alla berlina tante scemenze che girano, specialmente negli spot pubblicitari. Il pH ad esempio (e si scrive così perché p è una funzione matematica ed H è il simbolo dell’idrogeno ione, che è il “responsabile” dell’acidità della soluzione) è uno degli argomenti degli inganni più diffusi. Conoscere un po’ di chimica in questo caso permette di evitare di farsi prendere in giro. E di buttar via danaro alle volte.

Ma il “popolo” per essere manovrabile deve essere ignorante.

Allora può essere sedotto dalle promesse mai mantenute, dalla povertà intellettuale nascosta dietro qualche citazioneil re nudo.JPG latina magari sentita per caso e riutilizzata per scena.

Allora può essere distratta dall’immagine della “virilità” esagerata e prenderla come esempio di vita auspicabile.

Le nudità del re ormai son messe alla berlina (link), ma è la “corte” che mi fa maggiormente schifo!




23 ottobre 2008

TANTO PER CHIARIRE..

 Due argomenti sono all’ordine del giorno e dilagano per ogni dove rendendo ormai impossibile l’impresa di estrapolazione della verità.

1473833144.jpgUno di questi è lo stato di incertezza del risparmio dovuto alla tracotante leggerezza e spudoratezza degli operatori dei mercati finanziari.

L’altro è la reintroduzione del maestro unico nelle scuole elementari.

Del primo non posso discutere per ignoranza, l’unica cosa che posso dire è che da quello che emerge si impara che la disonestà è più diffusa di quanto si pensi, e a certi livelli viene protetta addirittura con  decreti legge ad hoc.

Nel secondo invece, mi permetto di intervenire in funzione di “esperta”, visto che trent’anni nella scuola ed almeno una quindicina di corsi di aggiornamento sulla didattica e affini me ne danno l’autorevolezza.

1735288821.jpgIl passaggio a un insegnante unico, scelta basata solo (e sottolineo solo) su opportunismo economico, è collegata anche ad una riduzione di orari per la didattica (non è solo il tempo pieno che viene messo in discussione, ma quello per il sostegno a soggetti in difficoltà e approfondimenti per chi ne ha  le possibilità ) ed a un aumento degli allievi per classe. Situazioni basilari per la discriminazione.

C’è inoltre il completo oblio su di un aspetto fondamentale in questo discorso, cioè sul programma da svolgere. Chi non è del mestiere non sa che anche il semplice “insegnare a leggere, scrivere e far di conto” segue una programmazione per argomenti con tempi e metodi.

Allora se i tempi non sono adeguati, i metodi li adeguano, con corrispondente ricaduta del pressappochismo e dell’indifferenza  nei confronti dei soggetti più deboli.

Scelte didattiche come quella di insegnare a scrivere con le frasi complete, invece che con le paginette di “Aa come asino”, che hanno fatto emergere la dislessia (che invece con le “paginette” era superabile in molti casi), in una situazione scolastica di sovraffollamento e tempi limitati provocherà ancor più danni.

1448761377.jpgUn  ulteriore problema è nel campo logico-matematico. Imparare le basi matematiche e sviluppare la logica fino alla capacità di risolvere i problemi è un meccanismo che richiede molta applicazione specialmente per persone non geneticamente predisposte.

Togliamo tempo e personale e mandiamo al macero il futuro di tanti bambini. Questo è più vergognoso che farli partecipare ad una protesta.

Altro argomento : la valutazione dei docenti e delle scuole.

I docenti diventano di ruolo attraverso lunghe e faticose strade di corsi di formazione e di concorsi a cattedra, cosa che non succede con altre professioni. Il ruolo definitivo si raggiunge dopo un anno di prova, detto “straordinariato”, al termine del quale la valutazione avviene da parte di un “comitato” di docenti “anziani” presieduto dal preside.

Non nascondo che ci possano essere scuole con situazioni  di favoritismo, clientelarismo e nepotismo, ma questo è compito dello Stato evitare che avvenga, e nella situazione attuale dove “ovunque il guardo giri” trovi la stesso disonestà, non so che dire..

Invece la valutazione delle scuole avviene attraverso i test dell’INVALSI. Cosa sono?

Dunque, ad un docente incaricato dalla scuola un giorno arriva un pacco contenente dei test per il numero esatto di allievi delle classi scelte, dal docente stesso e dal preside, per la prova.

La scelta viene sicuramente fatta per classi con docenti reputati “i migliori”, per ovvie ragioni, quindi il giorno deciso si “somministra” il test in presenza di un paio di professori della classe. Le regole ci sono, ma … ne va del buon nome della scuola. Allora si ricade nel campo dell’onestà e della rettitudine morale. Chi è aduso alla menzogna mente, chi non lo è magari si limita a distrarsi un po’.  Così la valutazione è sicuramente corretta!

In un paese dove si fanno inghippi anche per entrare in graduatoria…

Infine la gente vede la scuola come un “nemico da combattere” più che come “un amico da aiutare” e questo porta chi ci lavora a sentirsi un oggetto di scarto, tanto che spesso ho sentito 865965069.jpgla frase.. “sono finito ad insegnare…” come se essere docenti fosse l’ultimo ripiego. Non sono i soldi il problema principale, ma la mancanza di considerazione per la professione e la professionalità, raggiunta con sacrificio e tanto lavoro non dimostrabile.

Questo solo per chiarire che in questo momento son tante le voci che spostano l’attenzione dall’unico vero problema : il danaro.

Negli ultimi 100  giorni la “rete 4” di Emilio Fede ci è costata  35.000.000 di € , l’Alitalia  236.000.000 di €, Roma capitale 500.000.000 di € e il buco in bilancio di Catania  140.000.000 di €.

Totale = 911.000.000 di €… tanto per gradire.

E la scuola pubblica viene assassinata!

“….Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece cha alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta….  Piero Calamandrei (in Scuola Democratica, 20 marzo 1950. )”.



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