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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

la legge è uguale.JPG

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3 novembre 2013

LADRI..

IMG_6301.JPG“Ladri”  disse l’oratore e l’emiciclo insorse visibilmente e violentemente offeso per l’accusa.

Una reazione talmente furiosa da far sospettare che le critiche rivolte fossero arrivate al segno

e la sola possibilità di mascherarle fosse l’indignazione per il termine più che per il delitto.

Ormai si parla solo con grida e insulti per nascondere  ogni verità scomoda.

E di cose scomode per la classe politica ce ne sono a bizzeffe ad iniziare dall’argomento in discussione in quel momento: il finanziamento pubblico ai partiti.

Indubbio, comunque, che ladri lo siano davvero, perché con le loro scelte hanno condizionato la vita di intere generazioni derubandoli del diritto di vivere agiatamente, ma soprattutto del desiderio di sognare, della speranza nel futuro, della fiducia negli altri.

Hanno ammorbato l’aria della società civile con i miasmi dei loro bassi istinti, fino ad abbassare il livello della morale comune all’assuefazione all’illecito e al dubbio di differente valenza tra esseri umani.

Hanno ridotto l’onestà al rango di imbecillità, contrabbandando la disonestà come colpa lieve specie se perpetrata nei confronti dello Stato e a danno solo dei più deboli.

La caduta dei valori ha portato ad un brutale declassamento anche dei rapporti intimi tra persone. Un tempo si diceva “fare all’amore” oggi si dice “far sesso”,  cosa che non prevede il coinvolgimento emotivo, ma solo lo sfogo di banali istinti primordiali.

Ed è così che l’uomo è tornato a vedere il sesso come dominio, con il conseguente senso di possesso della “cosa” di suo piacimento, o di trofeo.

Spinta al limite questa condizione genera lo stupro come offesa al nemico o sfregio al rivale, o, nel caso di rifiuto o resistenza, porta al delitto.

Nulla di nuovo in tutto questo, solo un ritorno alle origini quando la società era divisa in nobili, clero e plebe, e le donne venivano bruciate sul rogo perché streghe.

Ai nobili tutto era concesso, al clero tutto era perdonato, e la plebe viveva in povertà ed ignoranza, schiava del potente e del senso dell’onore e della giustizia di costui.

Oggi, sotto le luci della ribalta ogni piccolo uomo di potere si sente un gigante e pontifica, puntando il dito contro gli altri per sminuire le proprie colpe, mentendo spudoratamente per promettere ciò che sa già non verrà mai elargito.

Usa le lacrime ed il dolore degli altri per illuminare il proprio cammino in un tripudio di crudeltà e cinismo.

Usa giochi di parole per alzare cortine fumogene che nascondano i saccheggi e le ruberie perpetrati sempre sui deboli.

Usa il proprio potere per rafforzare la sua stessa egemonia.

E si offende se lo chiamano ladro!  


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 3/11/2013 alle 18:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



8 novembre 2010

VENDITA DELLE INDULGENZE

 

Tutto è iniziato con l’ormai arcinota bestemmia detta in pubblico, peraltro inserita in un Luther.jpgcontesto dispregiativo nei confronti di una parlamentare (Bindi), e con la successiva “contestualizzazione” per l’assoluzione ecclesiastica.

Ma tutto ha un prezzo.

La bestemmia ci costa, e sottolineo ci  (a noi!), la reintroduzione dei fondi per le scuole paritarie, in gran parte “confessionali”. Ma la coperta è corta.

La legge di stabilità aveva previsto per il prossimo anno un taglio ai finanziamenti per le scuole paritarie di 253 milioni di euro su un totale di 534, ovvero il 47% in meno. Bill_-_Flying.jpgL’ammontare che Tremonti ha proposto per ripianare il taglio sono proprio 250 milioni, praticamente tutti. Solo una parte di questi soldi sono relativi alle scuole non statali, come gli asili comunali. Ma la stragrande maggioranza andranno alle scuole cattoliche, a partire dalle primarie.

E perché si sente la necessità mandare i figli alle private? Perché queste offrono il tempo pieno, spesso “più allungato” per le necessità di chi lavora, mentre alle statali sta saltando tutto.

E grazie all’autoreferenziale algida Cyborg,_Fantasy.jpgcyborg ministra della Povera Istruzione con le sue cavolo di idee di scuola di qualità!

Si! la qualità dell’ignoranza. La qualità di chi si permette di parlare pur nella più totale incompetenza dell’argomento.

Anzi di legiferare.

Perché come teorizzato da Noam Chomsky, filosofo e teorico della comunicazione statunitense nella codificazione della manipolazione mediatica (tratto dal blog di Giorgio Bargna) . “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori”.Scrooge_Counting_Money.jpg

Purtroppo la “classe superiore” non è quella “illuminata”, ma quella con “i danè”, soldi accumulati in molti casi con la più completa indifferenza per legalità, correttezza, onestà ed umanità. Quel che si definisce da “furbetti del quartierino”.
Ma ogni peccato vien perdonato grazie alla vendita d’indulgenze che serve a nutrire ventri già grassi, magari tramite restauro di opere appartenenti ad “altro stato”, mentre le nostre crollano sotto il peso dell’incuria e dell’approssimazione nella tutela.

Per alimentare cortine  fumogene e ricreare una verginità morale partono allora crociate contro il libero pensiero da parte di “menti (appena) superiori al nulla”, come quella di un articolo  scritto (22/10/2010) sul quotidiano dello “stato estero” da un ministro italiano, in cui si sostiene  che “.. «l’ateismo, il materialismo e il relativismo» sono «fenomeni perversi», caratterizzati da «fanatismo e intolleranza», che «minacciano la società», e vanno pertanto combattuti con un’alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei.”.

crociati.gifNaturalmente per controbilanciare le crociate contro mussulmani ed ebrei che altri ministri da tempo conducono.

Ed intanto la classe “inferiore” viene nutrita dalle storie di aberrante follia di delitti esaminati da ogni possibile angolazione e somministrati a pranzo, cena e colazione come pillole salvavita, o di sordidi scenari hard alimentanti la fantasiaIMG_3766.JPG naturale del popolo monogamo all’intrigante vita dell’harem.

Questo è “il prosciutto che fodera gli occhi” della gente che poi si domanda perché si sveglia col culo per terra.

Peccato che il prezzo pagato sia fuori da ogni logica di equilibrio sociale. 




15 dicembre 2009

LA DIFFERENZA E’…

 

Ieri ho voluto esporre solo parte del mio pensiero con intento “provocatorio”. 

Volevo suscitare in chi legge una riflessione sulla violenza gratuita e sulle reazioni mediatiche.

Studente.JPGIn due commenti al post si fa differenza tra l’uomo politico ed il ragazzo indicato come teppista. 

Non so se teppista lo sia veramente, ma non è questo il punto da sottolineare.

Questo non ha alcuna importanza di fronte ad un gesto aggressivo, ad una violenza che non può trovare giustificazione in alcun motivo.

Sbagliata in un caso e sbagliata nell’altro.

Però si evidenzia come il comune sentire abbia quasi giustificato una delle due, come se un cittadino fosse realmente diverso da un altro.

E i media ne hanno la colpa.

Nessuno informa delle condizioni di salute del “barbone” picchiato o bruciato tempo fa.homeless2.jpg

Le vittime di aggressioni razziste, come quelle dell’omofobia, spariscono da ogni giornale con la velocità del vento pur essendo spesso dalle conseguenze ben più gravi.

Son mesi che si tace sulla “strage degli innocenti”, vittime dei respingimenti bellamente sbandierati come “nostro diritto”.

Invece son due giorni che si discute con toni aspri ed arroganti sulle parole dette o non dette, sulla “colpa” di questo o di quello, e si dimentica che un’intera generazione è ormai assuefatta alla violenza, perché cresciuta con un contorno di immagini crudeli, dai videogiochi ai film.schiaffo.jpg

Veder sbudellare un essere vivente almeno una volta al giorno per tutti i giorni della propria vita dona l’assuefazione all’immagine brutale.

Veder il “rambo” di turno che impone la propria giustizia fregandosene del rispetto delle regole porta all’emulazione.

I ragazzi non distinguono la sottile morale del discorso filmico se non c’è un adulto che la sottolinea.

E la violenza, come il sesso, se sbattuto in faccia ad ogni piè sospinto, diventa naturale per molte, troppe menti ineducate.

E non vale il discorso del “se l’è cercata o meritata”, perché non esiste azione che meriti risposta lesiva della dignità altrui.  Nemmeno nel caso in cui si voglia tener conto dell’aspetto umano nella situazione di “azione – reazione” .

Se non si ferma la macchina assurda “dell’audience a tutti i costi”, con le sue bizzarre liti, con le discussioni irose e le aggressioni verbali, con l’abuso dello “spettacolare” a danno del buon gusto, la lite diverrà routine, la prevaricazione status symbol, e la violenza sarà gratuita nella vita d’ogni giorno.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 15/12/2009 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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