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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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24 aprile 2018

CHI PAGA ?

Da qualche tempo vengono allaluce, sempre più frequentemente, episodi di bullismo nei confronti deiprofessori delle scuole superiori “grazie” alle nuove tecnologie degli smartphone.

Il riferimento alle“superiori” è importante perché è una scuola che ha a che fare con ragazzi chesono nella fase di sviluppo detta “della stùpidèra”, cioè della stupiditàcostituzionale.

Episodi di prevaricazione neiconfronti di docenti da parte degli alunni ne ho “visti” parecchi nella mialunga vita di insegnante, ma la gestione degli stessi è sempre stata adeguataal comportamento e alla “missione” della docenza.

Nei primi anni del 1900 miononno frequentava il liceo ed aveva un professore di scienze piccolo e rotondettoche indossava sempre braghe bianche che gli mettevano in risalto un “belmappamondo” posteriore. Gli allievi per “idiozia costituzionale” gli miserodell’inchiostro blu sulla sedia. Quando si rialzò sul suo deretano si eradisegnato un magnifico sole blu con tutti i suoi raggi. Mio nonno conosceva amemoria l’intero testo di botanica!

Avere a che fare conadolescenti spocchiosi e convinti di essere onnipotenti, onniscenti , con tuttii diritti dell’universo e nessun dovere non è certo facile, specie sel’obiettivo è aiutarne la maturazione corretta. In questa fase l’unica arma perl’adulto è l’autorevolezza e non l’autorità, il che non sempre è possibileperché si dimentica spesso che il docente è un essere umano.

La transizione dall’infanziaalla maturità (che taluni non raggiungono mai) è un passo difficile da fare, eavviene con  un confronto-scontrocontinuo con l’adulto per determinare i limiti della propria individualità.Purtroppo molto dipende sia dal contesto sociale che dai “prerequisiti”, cioèdalle regole apprese nella fase di crescita primaria, e questo è motivoprevalente.

Un’infanzia vissuta senzaostacoli mette le basi per un futuro privo della capacità di superare iproblemi, che induce quindi o in crisi di arroganza e violenza pura o didepressione a rischio di esiti funesti.

Le liti infantili con “botteda orbi” e con “bande di amichetti” contro “amichetti” insegnano lasocializzazione e la reazione positiva nella sconfitta, ma spesso sono propriogli adulti d’oggi che intervengono rovinando la lezione.

Mia figlia ricorda ancora lafrustrazione del materno “se stavi a casa tua non ti succedeva”, in rispostaalla richiesta di intervento nelle liti con i compagni di gioco, ma così haimparato a gestire autonomamente le situazioni di contenzioso sempre presentinella vita.

Il problema più grave è,invece, la crescita in un contesto sociale che premia l’arroganza e lasopraffazione, diffusa anche tramite “l’etere” con trasmissioni televisive  prive di ogni filtro di buona educazione e dicorrettezza anche morale. Mi riferisco ad esempio a programmi come “scherzi aparte” in cui si provocano volutamente  situazionid’ansia e di panico a qualcuno per puro divertimento dello spettatore. (Infondo anche gli spettacoli per gli antichi romani al Colosseo avevano lo stessofine, divertire la gente di 2700 anni fa.)

Anche “l’sola dei fumosi” (nessunerrore di battitura) o “il grande fratello” sono ottimi esempi educativi per igiovani, saturi di vacuità cerebrale e morale, specialmente nel valore delrispetto nei confronti sia del pudore che della persona. Non parliamo poi deitalk show in cui la violenza verbale e vocale nasconde il vuoto profondo delleargomentazioni e delle idee.

Dal crescere con gli esempinegativi di persone il cui unico scopo è l’apparire per sentire d’essere, per iquali solo il danaro ed il potere da questo comprato è l’essenza dell’esistenza,che giudicano con disprezzo chi non condivide questi falsi valori e necalpestano senza vergogna la vita, cosa ci si può attendere se non uncomportamento aberrante?

Ormai “la scuola” si vuolesia la sola maestra di comportamento, mentre il mondo la svilisce e la bastonaprivandola delle armi per farlo.

Ed a fronte di tutto questochi paga?

La società condanna soloquanto viene  alla luce, il resto è solopolvere sotto al tappeto, e il conto arriva al colpevole in questione, unadolescente a cui nessuno ha insegnato il comportamento corretto, e che forseemula esempi familiari e sociali mai condannati da alcuno.

E sarà lui a pagare anche pergli errori degli altri.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 24/4/2018 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



11 novembre 2015

RICORDI DI LICEO

Da : “il portone della scuola”

· Comincia l'anno scolastico e la nuova fase della vita; il Liceo scientifico è il più noto nella nuova città. C'è un tragitto piuttosto lungo per arrivarci, ma nulla è troppo per avere il meglio!

Una strada piena di sole e di storia.

Dietro alle spalle il simbolo più noto delle origini del popolo italiano, il Colosseo, davanti il candido testimone della Repubblica Italiana, nel mezzo un severo palazzo con la base di pietra "a bugnato" dell' ex convento, le finestre alte e severe, ancora una volta di legno grigio, ( il ministero della P.I. deve avere scorte infinite di vernice grigia!) ed un grande portone nero, che si chiude alle ore 8.30, e si riapre solo alle 13.30, cascasse il mondo!

Dietro al portone quella breve salita scura, poi il cortile con il portico da una parte, le scale interne in vecchia pietra e i corridoi e le aule con il piancito in legno consumato dall'uso.

Nelle vecchie aule i banchi a gradinata con le ribaltine nere ed i sedili fissi, naturalmente grigi, con le incisioni accumulate nei lunghi anni d'uso, che saranno lentamente sostituiti dai nuovi banchi in formica verde, ma mai verrà a finire quell'odore di legno vecchio ed impolverato, imbevuto delle più impregnanti e varie essenze umane, cotto dal sole estivo che penetra dalle finestre prive di scuri, misto al profumo delle sostanze usate nelle pulizie.

E del grande portone rimarrà indelebile nelle orecchie il sordo rumore del catenaccio che non perdona i ritardi e che delimita il tempo dell'attesa libertà al suono dell'ultima campanella.

Da : Essere Donna…

· Anni ’60. La finestra della stanza del vecchio convento riconvertito in liceo scientifico incorniciava una larga lama di sole, quel sole di maggio che riempiva le menti degli allievi di immagini di libertà.

La vita premeva contro il muro della lezione di latino, ed i secondi erano minuti, ed i minuti ore..

Quel largo grembiule nero, che doveva celare le braccia ormai scoperte e le gonne più leggere lunghe fin sotto al ginocchio, pesava come una corazza.

Finalmente la campanella della fine!

Via il grembiule, sulle spalle il golfino di cotone ed Anna con i libri nella borsa corre verso la libertà sottobraccio a due compagni, uno a destra ed uno a sinistra, tre moschettieri con il passo lungo e sicuro e il sorriso incontenibile della gioventù e della primavera nel sangue.

La mattina seguente Anna è convocata in Presidenza dove il Preside, uomo burbero, severo, con grandi baffi, la rimprovera per il comportamento “poco dignitoso per una signorina” nel dare esplicita dimostrazione di confidenza verso i compagni di sesso opposto.

Le scuse di Anna e l’espressione compunta son solo di circostanza, pur di fuggire da quella stanza ammetterebbe anche un delitto. Con quei compagni c’è un cameratismo poco “femminile”, ma che racchiude un affetto sincero che nulla potrà scalfire.

Riaffiorato tra i tanti (ormai!) ricordi..

  • Mattina di primavera. Le finestre dell’aula sono spalancate.

I ragazzi gironzolano tra i banchi in attesa dell’arrivo del docente chiacchierando con le (poche) ragazze della classe.

L’aula è troppo piccola per il numero di allievi ed i banchi su tre file la riempiono quasi da muro a muro.

Qualcuno si affaccia e osserva il piccolo campo in terra rossa circondato da reti che “funziona” da campo sportivo, dove sta per arrivare un gruppo di studenti con il professore di educazione fisica, un giovane docente pieno di energia.

Nell’aula un paio di ragazzi inizia a fare degli aeroplanini di carta sfidandosi nel volo più lungo.

“Guarda.. sembra un jet!”, “Eh no! Il mio vola più lontano.. guarda…” e tutti osservano la splendida virata verso lo spazio aperto della finestra… fino a giù nel campetto rosso.

Imitare la cosa ormai è una sfida e tre o quattro missili di carta partono verso l’ignoto.

Qualcuno è affacciato per vedere il percorso quando la voce del professore di educazione fisica lancia un esasperato :

  • ” Smettetela che ora arrivo io! Che classe è quella lì ?!”

Il solito compagno burlone si affaccia e risponde:

  • “Non è una classe. Questo è l’aeroporto di Ciampino!” e si ritira precipitosamente.

Poco dopo arriva il docente della classe seguito da quello di ginnastica decisamente incinghialato.

La classe affronta ad occhi bassi l’inevitabile ramanzina, sembra il pentimento fatto persona, ma le labbra serrate bloccano il riso e la soddisfazione per la battuta.

Non ricordo come sia finita…


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 11/11/2015 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



3 ottobre 2015

NON SONO NORMALE...

Cronaca di un giorno di dieci anni fa...


Li chiamano Eventi….


Giornata uggiosa. Sono sveglia dalle sei, ma non vorrei mai scendere dal letto, specialmente quest’oggi, il giorno del Convegno di Matematica. Ieri ho lottato tutto il dì con la mia capacità intellettuale (decisamente inadeguata per la situazione)  per prevedere ogni cosa, e far in modo che tutto sia al posto giusto, conscia che comunque dovrò affrontare mille imprevisti.

‘Che almeno le cose prevedibili siano pronte!

Sono le otto meno cinque, ovviamente sono in ritardo, avrei voluto essere a scuola alle sette e tre quarti. Ho lottato strenuamente contro i miei capelli (lunghissimi e mezzi ricci), con l’abito (non scivolava adeguatamente, o, per meglio dire, si era attorcigliato in modo inusitato), con il cane, (che poverino voleva pisciottare qua e là con calma nel giardino, mentre io dovevo uscire con l’automobile).

I ragazzi stanno arrivando a frotte, tranquillamente, mentre scendo dalla macchina davanti alla scuola.

Entro con passo frettoloso, e la bidella mi assale con un  “Finalmente!! Una Signora è qui dalle sette e mezza. E’ una di quelli che parlano, e vuole vedere se  è tutto pronto”.

“Va bene Teresa, ora me ne occupo io.”

Sto per entrare nella mia stanza per posare il cappotto, quando sono letteralmente investita da un collega furioso, che mi urla in faccia :

- “ Come ti sei permessa di far entrare la mia classe più tardi! Chi te lo ha detto di farlo!”

La collega, che collabora con me, ha gli occhi a palla, è arrabbiata, ed  aggiunge :

- ” Eccola, finalmente sei arrivata,  è stata lei a dirmelo, figurati se avrei preso io un’iniziativa del genere! Questo sta strillando con me…….”

-“ Hai dato l’adesione al Convegno e quindi ti ho lasciato libero da impegni, come ho fatto con gli altri!”

- “Ma io partecipavo solo dalla terza ora! Chi ti ha autorizzato! Come ti sei permessa!”

- “Mi è stato dato, dalla collega che raccoglieva le adesioni,  il tuo nome insieme agli altri, ed io ho  organizzato le cose in modo da favorire la tua a scelta. Nessuno mi ha detto che avresti partecipato solo dalla terza ora.”

L’energumeno con la solita arroganza, perché purtroppo non è la prima volta che mi capita di discutere con lui,  si avvicina urlandomi in faccia :

-“Allora cerchiamo la collega, e vediamo un poco se…….”

-“Se continui con questo tono  ci vediamo in tribunale, perché ti denuncio!” Dico, con un tono di voce quasi baritonale per la rabbia repressa,  scansandolo dalla porta ed entrando nella vicepresidenza, vibrante di collera, per posare la borsa.

Dei ragazzi, quelli che avevo designato per l’accoglienza dei convegnisti, mi attorniano chiedendomi istruzioni e chiarimenti, e la collega, dietro alla scrivania, continua ad organizzare le sostituzioni.

L’energumeno non smette di sbraitare, chiedendomi chi mi dà l’autorità per fare certe cose.  Lo sciocco non si rende conto di far la figura che merita, visto che “certe scelte” mi sono autorizzate dalla stessa funzione che svolgo, senza voler scomodare il fatto che il Dirigente mi ha dato carta bianca per l’occasione, troppo importante per il prestigio della scuola.

Appendo il cappotto all’appendiabiti e, girandomi, sbatto contro la faccia irritante ed irritata del personaggio in questione. 

Aspiro a fondo per dominare i miei istinti, conto a bassa voce fino a cinque, mentre il campione d’arroganza e presunzione continua nella sua sceneggiata,  quindi, con la fredda razionalità che situazioni particolari richiedono, stringo il suo gomito con una mano, accompagnandolo con autorità verso la porta, ringhiando (letteralmente):

 - “Fuori da questa stanza! Ti ho detto di uscire dalla stanza, ‘che devo fare altro che ascoltare te!”

Chiudo la porta senza sbatterla, con un miracolo di self-control, poi mi giro verso gli allievi che assistevano impauriti alla scena,  essendo note le mie doti animalesche nella rabbia più pura, perplessi dal mio autocontrollo, dicendo :

- ” Allora, è qui tutto preparato, dovete…….” Poi mostro loro le mani che tremano, quasi per scusarmi non so bene di cosa….

Comincia una giostra di ordini, spiegazioni, richieste, controlli, passi veloci da un posto all’altro, perché tutto parta adeguatamente.

 …..Chiamare il tecnico per caricare il file sul PC della sala riunioni. 

……Salutare le colleghe-amiche provenienti da altre scuole…

….. Sollecitare i ragazzi all’accoglienza  delle persone che arrivavano, coadiuvata dal personale della scuola…

…… Mandare in classe, ringhiando affettuosamente, i ritardatari…

……. Calmare borbottii dovuti a pretesi disservizi, rimandando quello che non è urgente, ed  abbaiando contro i soliti ragazzini curiosi che volevano spiare gli arrivi…….. 

Nel frattempo osservo il professore arrabbiato che parla concitatamente con la collega che risponde per le rime.. Se avessi avuto il dono della stregoneria, credo che “qualcuno” non sarebbe riuscito a raggiungere il bagno prima di rilasciare le sue scorie!

Lentamente ogni tessera raggiunge la sua posizione, ed il puzzle inizia a mostrare la sua trama. 

Arrivano le personalità che attendevamo, arrivano i relatori, che avevo incontrato la sera precedente, arrivano alla spicciolata  molte persone non preventivamente iscritte, arrivano le parole e gli applausi, mentre la vecchia macchina, rilucidata a nuovo, con quell'orgoglio delle vecchie carrette, ormai misconosciuto alle nuove produzioni rilucenti di tecnologia, ma povere di spina dorsale e di cuore, percorre silenziosamente il suo cammino a testa alta, superando le difficoltà, con quella fantasia e quella forza che l’hanno fatta arrivare, ancora efficiente,  all'età della pensione.





13 agosto 2015

TOCCARE IL FONDO E’ IMPOSSIBILE

E’ impossibile toccare il fondo perché la supponente ignoranza di chi si succede sulle poltrone del ministero dell’istruzione (e anche di altri ministeri) ha un andamento esponenziale.

Riforma (della scuola), il piano assunzioni rischia di causare un grande esodo.

Per i 55mila posti di potenziamento, le cosiddette fasi 2 e 3, si dovrà pescare da graduatorie con docenti prevalentemente del Sud, dove le scuole sono sature. Il modulo di domanda d'assunzione, infatti, prevede di esprimere preferenze per tutte e cento le province italiane.”

Sembrerebbe un “nulla di che”, ma in realtà è un disastro, oltre per chi lo subisce in prima persona anche per l’organizzazione stessa della realtà scolastica.

Le fasi in questione sono quelle che riguardano i 55mila posti di potenziamento, cioè le assunzioni supplementari varate dal governo per creare i nuovi organici funzionali a disposizione dei presidi. Tradotto in italiano vuol dire che ad ogni plesso scolastico saranno assegnati un certo numero di docenti, (non ho capito come scelgano le discipline,) che faranno di tutto e di più, magari spostandosi nelle varie scuole del plesso, e, anche se i docenti resisteranno qualche anno , la ruota riprenderà a girare presto perché, appena possibile, chiederanno il trasferimento in tanti.

E visti i tagli, tutti, docenti, studenti, famiglie, eccetera, si dovranno accontentare, zitti e mosca!

Nel 2008 una delle menti più brillanti del parlamento con le sue dichiarazioni mi stimolò a scrivere un post che trovo ancora in argomento, (tanto per giustificare il titolo):


Posted on 26 ottobre 2008

“ Tour operator” ?!? Olèe !!!

<< ROMA (26 ottobre) - Per il ministro delle Riforme Umberto Bossi ci vorrebbero delle graduatorie regionali per gli insegnanti, da sostituire a quelle nazionali per evitare che i prof si spostino in continuazione «come in un tour operator». Durante un comizio che ha tenuto a Sotto il Monte…>>

Questa la trovo decisamente esilarante! Se non ricordo male quando si iniziava a parlare di tagli sulla scuola si disse che i docenti in esubero avrebbero potuto essere impiegati nel settore turistico… Che sia stato un “ lapis froidiano” (Lapsus freudiano)?

Mioddio, il discorso delle graduatorie regionali ha un senso se ci si riferisce alle supplenze brevi durante l’anno scolastico, perché è più facile “trovare” chi accetti 15 giorni di lavoro precario magari a 50 Km da casa che a 800, è invece cosa diversa se la supplenza dura più di 30 giorni. Ma con questi chiari di luna è un problema assolutamente inutile da porsi, visto che nelle scuole non ci son fondi per pagare i supplenti. Allora “L’è tant per dir..” !

Poi parlando dell’opportunità della riforma ha detto..

«.. Senza contare poi che c’è il problema che al Sud è più facile avere voti alti che favoriscono nei concorsi. Io mi auguro che la Gelmini stia in forza e continui sulla sua strada»,

dimenticando , il tapino, che la suddetta ha sostenuto l’esame di Stato per la professione di avvocato presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria nel 2002, dopo aver svolto il primo anno di praticantato a Brescia e il secondo nella stessa città di Reggio Calabria, o forse lo dice in conferma che..?

Aggiunge poi.. «Sembra davvero un nuovo ’68 . Io lo sapevo che se si cerca di modificare la scuola la sinistra si scatena, non ha più gli operai e adesso usa come motore gli studenti».

Già, non ci sono più gli operai, perché son tutti “a spasso” visto che l’attuale situazione delle banche ha messo tanti piccoli imprenditori con crediti provati in crisi di liquidità, pertanto in condizione di lasciare a casa la manodopera, iniziando da quella precaria e, purtroppo, spesso finendo anche con quella a tempo indeterminato.

Il dorato mondo della finanza se ne frega, tanto scarica ora ed ha scaricato in passato ogni perdita sulle fasce deboli con incredibile disumanità.

Chissà perché si sente dire che mentre i consumi legati ai generi di prima necessità continuano a contrarsi, quelli dei prodotti d’élite sono in crescita. Sicuramente il “Mario Rossi” nazionale, operaio con il mutuo, non si mette in coda per comperare la Ferrari , né investe in arte o gioielli. Anzi non ha neppure il fiato per gridare la sua rabbia!

Nel ’68 ero all’Università, ed ho vissuto il cambiamento in prima persona, quindi posso ben testimoniare che sono due situazioni assolutamente diverse.

Allora c’era in ballo una trasformazione sociale, i giovani chiedevano una “modernizzazione”, un adeguamento della struttura che favorisse la diffusione della cultura.

Oggi lottano per non morire strangolati da un taglio dei fondi statali, e dalla “privatizzazione” degli atenei che porterebbe ad un aumento vertiginoso delle tasse universitarie, che si rischia diventino come in America rendendo la laurea un privilegio. Naturalmente il peggio sarebbe per le facoltà scientifiche, quelle che devono offrire laboratori adeguati, nei quali si fa spesso quella ricerca di base che poi sviluppata porta alle “scoperte del secolo”.

Una vita fa ho costruito apparecchiature di distillazione usando perfino i secchi di latta come “bagnomaria”, per la scarsità di risorse, ma quante cose ho imparato a fare!

Oggi vogliono rubare anche i secchi, e con questi l’allegria dei giovani che già stanno guardando al loro futuro nella prospettiva di emigrare, come sta succedendo a mia figlia ed a molti dei suoi colleghi.

E nel frattempo sui giornali ci triturano gli zebedei con la “guerra di cifre” sui partecipanti alla manifestazione del Circo Massimo. Come fosse importante un numero! Erano tanti, punto. Erano quelli che erano, punto.

Il Circo Massimo.. ci correvano le bighe, ora ci fanno correre le beghe, quelle piccinerie che non hanno nulla a che spartire con la vita di troppa gente, quella stessa gente che dicono li abbia “legittimati” a far ciò che fanno.

Mentono sapendo di mentire!

Nessuno di noi “popolo cencioso e cane” ha messo una crocetta sul nome del “suo” rappresentante, ma si è dovuta accontentare di scommettere su di un gruppo di partiti, sperando che alle parole seguissero i fatti, mentre son seguiti solo spot mediatici, dietro ai quali è nascosto il più becero abuso, quello delle leggi ad personam e del taglio al sociale.

Son passati quasi otto anni ed al peggio sarà mai messa la parola “fine”??




5 luglio 2015

D’ANNATA CULTURA !

In questi giorni ho trovato su “Il Fatto Quotidiano” un “Bestiario della maturità” che riporta alcune risposte date durante gli esami. Mi sono tornate alla mente le chicche da me raccolte sia durante gli esami che nelle mie lunghe giornate tra i banchi.

Ho cercato l’agenda nella quale, in tempi lontani, ho appuntato alcune “perle” e sono ritornata a quel passato in cui, tra mille problemi, cercavo di infondere un po’ di cultura in quelle menti di adolescenti prevalentemente di sesso maschile.

Alla faccia dei “riformatori” della scuola d’oggi che, privi d’ogni rapporto col mondo reale, la vogliono trasformare in qualcosa che non potrà mai essere, posso affermare senza timore di smentita che solo il rapporto diretto ed empatico è capace di trasmettere il sapere, e che nessun Ateneo titolato, nessun super corso, nessun marchingegno intellettuale potrà mai sostituire quell’esperienza diretta che permette all’allievo e al docente di crescere assieme, l’uno nella conoscenza e l’altro nel metodo con cui trasmetterla.

L’ironia ed il sorriso sono mezzi potenti di comunicazione ed è importante la serenità del docente nel rapporto, cosa difficile da avere se vittime del disprezzo della società e dell’incertezza del futuro.

Ricordo spesso uno “scherzo” che facevo nella veste di “controllore dei corridoi” durante l’intervallo. Mi ammantavo della fama di strega veggente ed in questo ruolo intimavo ai ragazzi di entrare nelle classi, poi, blaterando sottovoce con gesti diretti alla soglia, fingevo di lanciare un incantesimo alla fine del quale spiegavo che “il primo che l’avesse attraversata sarebbe stato interrogato e gli sarebbe andata male”.

Era uno spasso! Tutti cercavano di spingere fuori l’amico, poi agguantavano il solito “sfigato” e lo spingevano verso la soglia, per non attraversare la quale il malcapitato si puntellava con mani e piedi agli stipiti. Nel frattempo io mi allontanavo ridendo.

Crudeltà? Forse, ma nessuno mi ha mai odiata per questo, ero sulla loro stessa lunghezza d’onda e i corridoi erano sotto controllo.

Altro divertissement era il serissimo “Stai attento” detto a qualcuno senza un vero motivo. Seguiva un “a cosa? ” del malcapitato a cui rispondevo “Tu stai attento e vedrai”. Generalmente poco dopo succedeva qualcosa, una cosa qualsiasi, alla quale io attribuivo il mio “hai visto? Te lo avevo detto!”. Ecco perché avevo fama di strega. Ma anche di punto di riferimento per qualsiasi problema perché il sorriso mi rendeva “umana”.

La società tecnologica sta cambiando tante cose, ma i ragazzi son sempre tali, preda dei problemi dello sviluppo della personalità e del confronto con gli altri, delle difficoltà di accettare le imposizioni e, oggigiorno, anche del copia-incolla che non fa apprendere, ma solo produrre, il che aumenta il rischi di incappare nell’ignoranza, e così i “bestiari” non saranno mai in crisi.

Anni ’80, insegnavo merceologia :

· Prima dell’estrazione dell’olio .. le olive vanno raccolte..

· ..si ottiene l’olio di salsa

· Il caglio o presame si ricava dal 4° ventriloco dei ruminanti.

· La cagliata è fatta con il vitello

· Il caglio prelevato dal vitello ancora ruminante…

· Il parmigiano reggiano viene cagliato con latte di vitello

· La sudorazione profusa è quella che si ha quando si suda con tutte le parti capaci di farlo.

· Quando si suda la pelle evapora

· Durezza delle acque : troviamo sali crostanti e incrostanti..

· Tramite la data di imbottigliamento si può stabilire l’età dell’acqua

· Biodegradabili sono quei saponi e quei detersivi che si possono sciogliere in acqua

Fine anni ’80 insegnavo chimica :

· Orgia : unità di misura inglese

· 75 + 25 = 95 … !?! …vabbè profff. ma la calcolatrice era rotta.

· La velocità di reazione tra… diminuisce con la diluizione perché l’ha detto il prof. di laboratorio

· Newton : l’inventore della gravidanza universale. (e la prof.: “Si, lo scopatore folle ha colpito ancora!”)

· Br : simbolo del Birilio

· D : Se Giovanni percorre 1200 m in 2 minuti a quanti Km/h corre? R : 360.000 Km/h (il prof di educazione fisica voleva che gli presentassi Giovanni! )

Ed un prof. disse ad un allievo : “ Tu sei una diarrea di parole ed una stitichezza di idee!”

Amen.




28 aprile 2015

QUESTI DANNO I NUMERI !

Potrei scrivere un secondo libro solo mettendo insieme tutti i post di commento alle cazzate dei politici sulla “riforma” della scuola!

Gente avvezza solo all’ammirazione del proprio ombelico ed al confronto degli attributi maschili tra di loro, si lancia in mirabolanti affermazioni sull’effettiva valenza dei metodi didattici e sulla pochezza del rapporto ruolo-tempo dei docenti nei confronti di una politica aziendale, e spara innovazioni capaci di rendere intere generazioni ignoranti come loro.

L’insopportabile arroganza di un capo di governo che palesa opinioni di una supponenza irritante ne dimostrano solo la superficialità e l’inconsistenza razionale:

“Mi fa ridere, se non fosse una cosa triste, il fatto che si proponga di scioperare contro un governo che sta assumendo 100mila insegnanti. Il più grande investimento fatto da un governo nella scuola italiana”.

Piccolo, ma doloso, inganno: quei 100mila che il governo vuole assumere sono i precari, ormai storici, indispensabili al funzionamento a minimo regime della scuola.
E torneranno ad essere precari dopo tre anni. E se brutti e antipatici ai presidi diverranno disoccupati.

Per avere un sovrappiù da destinare alla copertura delle assenze è necessario diminuire il numero della classi aumentando quello degli studenti per classe. Non frega un tubo ad alcuno se poi un laureato in lettere finisce per coprire l’assenza di uno di matematica, tanto la tuttologia è la laurea imperante nel mondo della politica (e dei Q.I. inferiori al 50 che abbondano tra le classi dirigenti).

La scuola è delle famiglie e degli studenti, non dei sindacati della scuola. Se fanno sciopero perché gli portiamo via il diritto di decidere cosa succede nella scuola, fanno bene”.

“Il dritto di decidere” deve dunque essere in mano a chi conosce solo la scuola che ha frequentato, magari privata e confessionale, mentre chi ha bagnato le pareti con il sudore della sua fronte deve tacere e ringraziare?!? E gli studenti di cui tener conto devono forse essere solo quelli delle superiori e in sintonia con chi impone la riforma? Perché per i più piccoli basta che non si diano compiti e si promuova senza rompere i cabasisi  e tutto va bene, specie per le famiglie per cui la cultura è qualcosa che si compera al mercato.

Ma questo vogliono lorsignori : un popolo ignorante che si faccia prendere per i fondelli da lupi mascherati da “salvatori della patria”.

C’è un tale livello d’imbecillità tra di loro che un pirla romano propone <<Scuole aperte h24 per 365 giorni l’anno. È il sogno dell’assessore capitolino alla Scuola Paolo Masini che immagina luci accese anche di pomeriggio e aule vissute perfino d’estate.>>

Ma stiamo dando i numeri?!?

A parte che le 24h prevedono anche la notte, fare della scuola un luogo aperto ad attività extrascolastiche non attinenti alla didattica vuol dire avere personale a disposizione per il controllo e la pulizia dei locali (24h su 24 e 365 gg su 365 ?) e poi organizzare ogni cosa in modo da non interferire con gli impegni scolastici.  Ma forse il sognatore pensa di far tutto con la gente a disposizione con una democratica riduzione in schiavitù !!

Già! Perché ormai è chiaro come il concetto di democrazia delle nuove leve del governo sia la legge del “se non sei d’accordo con me te ne vai e ti sostituisco con chi mi da ragione”, legge che fa dire al “..capo del governo e segretario del Pd che è “necessaria per la democrazia” la sostituzione dei deputati (in disaccordo n.d.r.) in commissione,…”, e al  “..ministro per le Riforme Maria Elena Boschi .. che le minoranze hanno “poca dimestichezza con le regole della democrazia…” a dimostrazione della sua innegabile democraticità.

E per spirito democratico “uno” si arroga il diritto di ordinare e di pretendere obbedienza magari obtorto collo.La minoranza può anche aver ragione, ma il gruppo degli yes man non deve discutere, ma  obbedire.

E per colmare la misura (il premier) si permette anche di prendere per le terga.


Ma attenzione perché dice il proverbio che “chi troppo in alto sale cade sovente precipitevolissimevolmente”, ed io me lo auguro.




25 marzo 2015

RIFLESSIONI SULL’EDUCAZIONE

Tra i commenti ad un post di Zac ho trovato una richiesta diretta a me:

<< posso chiedere ad Anna un commento su questo?  LINK

L’argomento è l’educazione sessuale di bambini e ragazzi.

Problema complesso, troppo per essere limitato a poche righe. 

Quindi partendo dalla risposta a Stefano ( il cui nikname è per me, leggermente dislessica, impossibile da leggere) rifletto sull’argomento:

“Caro Stefano, dopo giri da rincoglionita e pirlate varie, ti rispondo.

Ho letto, anche se non completamente, la scheda sull'educazione sessuale e quella di genere. Hanno entrambe lo stesso principio di base : l'educazione come rispetto per se e per gli altri…”

Alla fine degli anni '90 ho organizzato nella “mia” scuola, nell’ambito del “progetto giovani”, degli incontri sull'educazione sessuale diretti alle 4° ITIS, giusto per far capire che il preservativo non andava infilato sulla testa dei compagni e neppure ridotto a bomba d'acqua, ma aveva uno scopo preciso. Sono stati incontri con personale specializzato e non con gente qualsiasi della scuola.

La carenza di risorse non ha concesso un seguito all’iniziativa, anche se era stata giudicata positivamente dai ragazzi, perché solo il volontariato permette di fare qualcosa nel mondo scolastico pubblico ( uno dei miei scritti può darne un’idea : “Il mio diario 16° puntata”).

In ogni caso penso che sia compito del genitore la scelta dei tempi e modi d’informazione nel campo della sessualità, anche se so bene che la maggior parte degli adulti non ne sono all’altezza

Avere un figlio non è solo un’esigenza naturale per la trasmissione del codice genetico, ma  anche una grande responsabilità, perché vuol dire immettere una persona in un contesto sociale non sempre incoraggiante e positivo, che necessita dunque di strumenti per affrontare le avversità.  

Il punto focale della questione è nell’impegno necessario a seguire la normale crescita dei figli, rispondendo alle loro domande, quando le pongono e non quando lo si ritiene opportuno, stimolando l’interesse con linguaggio adeguato e con libri idonei (come mamma per la conoscenza dei misteri della nascita ho usato "Il segreto delle cicogne", un libricino illustrato e molto colorato che spiega tutto), ed è una questione di tempi e di rinunce.

Il problema è l’odierna confusione tra sessualità e sesso, mercificato in ogni dove, e le difficoltà insorgono per tenere sotto controllo tutti i canali di informazione e ludici che bombardano le nuove generazioni.

Il senso del limite non è una cosa normale per i ragazzi, va insegnato dalle prime fasi della vita imponendo barriere che non devono essere superate, come l’abitudine al pudore e alla riservatezza nei confronti della propria intimità.

Non è facile opporsi al consumismo di massa, specie se si è genitore privo di autorevolezza.

Il fatto di sostenere che “tutti lo hanno”, per esempio, è sempre stato per me un punto a sfavore della cosa, che ho trasmesso a mia figlia usando il disprezzo per il gregge di  pecoroni. Ma non è stato semplice. Ci vuole tempo, pazienza e fermezza.

Il cellulare, ad esempio, è una delle cose più inutili nella scuola, visto che esistono telefoni fissi e adulti che possono intervenire, ma quanti genitori pretendono che non venga imposto neppure l’obbligo di spegnimento e forniscono i rampolli di smartphone di ultima generazione abilitati anche ad usi inopportuni?

Sopperire alle indifferenze e carenze educative familiari non dovrebbe essere incarico della scuola, ma purtroppo è diventato uso comune delegare ad altri il compito formativo, salvo poi protestare quando l’intervento altrui è reputato sgradito al pargolo. (Pianti al telefono : link)

Purtroppo dire di si è facile, dire di no è sempre difficile, usare tv e videogiochi o pc come baby sitter è comodo, usarli sotto la supervisione o con l’adulto è scomodo. Specie se l’adulto ha altri interessi in gioco.

Essere genitori è un istinto naturale, ma essere buoni genitori è una fatica immane perché prevede di rinunciare spesso ai propri comodi per sostenere i passi della crescita educativa dei figli, coltivando l’autorevolezza e non l’autoritarismo nei loro confronti, cosa non sempre facile.


Concludendo è importante prima di tutto l’educazione al rispetto nei confronti degli altri e di se  stessi che deve nascere anche dagli esempi familiari, poi ogni argomento può essere affrontato con serenità.  




14 marzo 2015

SCUOLA : LEI NON SA CHI SONO IO !

Ormai è lo sport della politica quello di voler mettere mano in settori dei quali non si conosce nulla facendo finta di essere esperti.

Si parla inglese maccheronico immaginando sia puro idioma, si interviene con piglio navigato su questioni sanitarie con la cultura di un pur ottimo liceo classico, si opera una riforma costituzionale concepita in base agli interessi di parte con un voto espresso senza nemmeno conoscerne i contenuti. Si parla di riforma della scuola basandosi sui lanci propagandistici più che sulla realizzabilità degli interventi.

Se la scuola, pur interpellata in un sito dedicato ma ignorato da chi poi si pavoneggia, potesse parlare direbbe : “Parli di quel che conosce perché Lei non sa chi sono io!”

La scuola sono persone e non viti e bulloni, sono bambini, magari viziati o problematici, sono adolescenti insicuri e spocchiosi, sono ragazzi tutti diversi tra loro, ognuno con le sue manie e con i suoi fantasmi.

La scuola sono uomini e donne che vorrebbero essere qualcuno ed invece sono stati etichettati come il peggior nessuno, che fanno del loro meglio nella maggioranza dei casi ma bollati dai comportamenti di quella minoranza infame statisticamente sempre presente.

La scuola sono spazi e tempi, spesso inconciliabili, ma che persone fantasiose hanno imparato a far coesistere.

La scuola son numeri soggetti a scelte individuali che variano ogni anno in tempi spesso incompatibili con l’organizzazione generale.

Cari governo et company, provate a mettere in orario 10-11 materie, alcune per 2 o 3 o 5 ore classe, su 30 ore settimanali, per 16-18 ore docente, per 30 classi su 24 aule più palestra e laboratori, con docenti e insegnanti tecnici previsti in contemporanea, che lavorano su più classi, ma non per tutte le ore, solo per quelle di laboratorio.

Provate a mettere sulla classe un supplente non docente della classe, che quindi non ha “merce di scambio” con i “fetenti”, perché gli adolescenti son furbi come il demonio ed esperti nel fancazzismo.

Poi : “il preside sceglie i docenti tra quelli in graduatoria”? E chi determina quale preside sceglie per primo? E se piglia una fregatura cheffà se la tiene? E se è un preside di parte cheffà sceglie tutti dello stesso partito? (Non intendo politico soltanto, ma anche partito dei lecchini associati).

Nella mia lunga e perigliosa esperienza alcuni anni sarei stata una prima scelta ed altri sarei stata scartata come una mela marcia, vista la mia alternante situazione empatica con la dirigenza.

“Con l’organico funzionale si evitano le classi pollaio”.. eccome no!

Se dividi la classe raddoppi le ore delle 11 materie quindi servono docenti per tutte le ore e di discipline varie, oltre che aule su cui far ruotare le classi.

C’era una normativa che limitava il numero minimo e massimo di iscritti per classe, bastava quella per determinare l’organico, e la pratica delle supplenze brevi era affrontata con le ore eccedenti dei docenti sulle stesse classi, così, con buona pace dei ragazzi, si beccavano magari qualche ora in più con quella belva della prof di chimica che, pur facendo casino con loro, non permetteva di cazzeggiare.

Parliamo dell’orario pomeridiano : negli ITIS c’era e lo hanno tolto.

Se ti fermi al pomeriggio serve un servizio di mensa, o almeno di ristoro, con sorveglianza adeguata, ‘che già durante l’intervallo devi fare il segugio per evitare le “canne” ed il conseguente successivo rincoglionimento…immaginiamo una pausa per il pranzo..

Il discorso del curriculum flessibile è poi bellissimo!

Immaginare un adolescente che opera una scelta delle materie (del corso già esiste con una molteplicità che garantisce decine di percorsi diversi) è garantire uno squilibrio delle conoscenze basato su fattori empatici e di convenienza.

Tutte le altre amenità, caro governo dell’aria fritta, son secoli che girano, come i coglioni della gente oggi, e son secoli che le scuole fanno i miracoli per il bene dei ragazzi.

Il discorso dei soldi è infine la slide più bugiarda. E’ come “quella” che te la mostra sempre e non te la da mai, con le stesse conseguenze pratiche… ci fai il pensiero e poi te la prendi in saccoccia.

E la storia del 5 per mille alle scuole sai che casino!! Già non si capisce bene come funziona su un numero limitato di associazioni, se ci metti tutte le scuole d’Italia… o vanno prioritariamente alle scuole di Firenze e Roma?

Son pronta a pagare il viaggio dal Congo al padre di Cecile Kyenge purché faccia una maledizione, come ha fatto per Calderoli, che protegga gli italiani da questa manica di incompetenti togliendoceli di torno. Chissà che la magia nera non ci salvi!


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 14/3/2015 alle 15:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



2 marzo 2015

LA POLVERE SOTTO AL TAPPETO

Questi son fuori di testa!

E sono anche ignoranti come una scarpa (la cui esistenza ritengo più utile della loro).

L’ultima che si sono inventati per parare le terga ai loro amici è un emendamento al decreto Ilva in cui si permette di usare le scorie d’acciaieria di Taranto in tutta Italia. Sotto le strade, nelle massicciate ferroviarie, come materiale di riempimento per le bonifiche e i recuperi ambientali.

E cambierà anche la normativa di riferimento per stabilire se quegli scarti industriali sono pericolosi e inquinanti oppure no.

Come la vecchia storia dell’aperitivo Rosso Antico ritirato dal mercato, nel 1977, a causa del colorante, ritenuto potenzialmente cancerogeno, ma solo dalla fine di quell’anno lontana qualche mese. Nel frattempo “alla salute !! ”.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Che ci ordinino di respirare a pieni polmoni per depurare l’atmosfera dallo smog?

Ma questi sanno di cosa parlano oppure sanno solo contare il danaro che guadagnano?

Gliene frega un tubo se i soffitti delle scuole si sbriciolano sulle teste dei ragazzi.

‘Mporta ‘na sega se qualche migliaio di persone muore per l’amianto o gli inquinanti … tanto lo fa diluita nel tempo!

E poi siamo tanti, così fàmo posto.

Quello che serve con urgenza è la responsabilità civile dei giudici! ‘Sti fetenti che si permettono di giudicare la gente “perbene” che ha rubato solo poco poco, che ha concusso o è collusa con quella brava gente che fa parte di particolari aggregazioni che garantiscono conforto e protezione. I piccoli delinquenti, invece, possono affollare le patrie galere.

Così fatta questa legge, le conseguenze sono evidenti: il giudice, per non sbagliare, potrebbe non prendersi la responsabilità di emettere provvedimenti giudiziari soprattutto se si tratta di personaggi potenti in grado di criminalizzare in ogni modo il suo operato, con il risultato che tutti possiamo immaginare. E la prescrizione è la soluzione.

La sicurezza e l’ordine sono priorità solo a parole.

Pochi finanziamenti per le forze dell’ordine, ma tante dichiarazioni d’intenti che valgono aria fritta.

Un manipolo di militari che viene spostato da nord a sud a seconda delle necessità di facciata, ma che nessuno vede.

Soldi per gli aerei e le missioni “di pace” all’estero, ma le auto della polizia son tenute insieme con lo scotch. Le auto blu invece non fanno neppure il secondo tagliando.

Poi il solito celodurista si mette a strillare che non c’è sicurezza e che i cittadini si devono difendere da soli, anzi “gli paghiamo l’avvocato” se necessario!

Ma chi c’è in parlamento, te o ‘l mi’ gatto? E prima, quando ti compravi la laurea , il diploma o le mutande chi c’era al governo?

E intanto un giudice che indaga su rifiuti e violazioni ambientali finisce fuori strada in rettilineo e muore… Ma era un magistrato quindi … chissà se affetto da sfiga o da onestà. Che oggi è la stessa cosa.

Chiacchiere idiote sulla scuola come distrattore di massa. Le solite idiozie sull’informatizzazione e sull’alternanza scuola lavoro, poi i soldi vanno alle private e al pubblico solo classi sovraffollate e puttanate sulla creatività della docenza…

Ho insegnato la chimica alle elementari nella classe di mia figlia facendo l’analisi del pH dell’acqua delle rogge 25 anni fa. Ed ancora lo ricordano. Ho insegnato chimica delle fermentazioni con la torta allo yogurth e con la birra. (Per assaggiarla, io astemia, mi sono leggermente ubriacata e giravo con quella specie di pipì nel beker cercando di farla assaggiare ai colleghi… figura di mer..!!).

E non sono un’eccezione. Nel giugno 2005, ad esempio, è stato presentato un lavoro degli allievi della “mia” scuola :

Progetto “ Free Climber “ 1° classificato per la categoria "recreation" del concorso "xplore New Automation Award 2005" indetto da Phoenix Contact, e premiato alla Fiera di Hannover da parte del Ministro Tedesco per la Formazione e Ricerca D.ssa Bulmahn

Ora mi tocca leggere che le ministro cadendo dal pero scoprono che la terra è dura! E la lingua italiana è morta.

Ma l’importante per l’italiano medio è che lo rassicurino promettendogli una raccomandazione per l’amico dell’amico e sostengono anche il lupo di cappuccetto rosso!

Basta !!! Dov’è l’interruttore?




8 gennaio 2015

LA FIERA DELL’IGNORANZA

Assolutamente assurdo!

Stavo meditando sulle reazioni all’assenza per malattia dei vigili romani quando è arrivata la dichiarazione agghiacciante del capo del governo (e non di un passante qualsiasi intervistato davanti ad un bar) in merito alle “due righe”, inserite il 24 dicembre in un decreto, per sanare evasione e frode fiscale e depenalizzare il reato, a primo uso e consumo dell’ex cavaliere.

Dichiarazione: “Il premier: “Se è davvero così la cambiamo””

Se è davvero così? Ma non sai cosa c’è nel decreto presentato dai tuoi ministri?

Come dire “mo’ io ce provo e se va’ bene, bene,.. e se va’ male dico che nun c’ero e se c’ero dormivo!” ..‘Tacci Vostri!

E dopo il “botto” sui mezzi d’informazione tutto viene bloccato!

Era “davvero” cosi, dunque, ed ancora una volta si conferma la malafede di chi vuole apparire un vero innovatore e si dimostra un imbonitore e, per di più, senza coscienza e scrupoli.

Poi la “telenovela” continua con :

Si so’ stato io che ce l’ho infilata, ma mi avevano detto che non c’erano problemi”…

Cioè prima la bugia, poi la controbugia, poi il depistaggio con una dichiarazione del tipo “in fondo mica ho ammazzato qualcuno! Adesso rimedio con altri giretti di walzer.”

Corruzione e mafia a tutto campo. Saltimbanchi e funamboli della politica. Venditori di fumo e acquirenti stregati dalle luminarie rutilanti. Ecco com’è la situazione. E questi vogliono mettere mano alla Costituzione? Si, per trasformarla in carta igienica.

Viene a galla che la corruzione nelle istituzioni è ormai di prassi, che gli onesti vengono isolati o fatti fuori, magari letteralmente, che la gente è spesso obbligata a chinare la testa alle prevaricazioni, mentre chi entra nel meccanismo e si aberra gira con in tasca la vasellina e in mano olio profumato in quantità sempre maggiori per ammorbidire le pelli ormai diventate di squalo.

Però se i pizzardoni romani esasperati dalla situazione che devono sopportare e supportare quotidianamente reagiscono con un “non ce la faccio più” collettivo, allora è polemica! (*)

E chi usa voli di stato da 9000 euro all’ora (si all’ora!) per andare a sciare blatera che “è una vergogna! Provvederemo a cambiare le regole nel pubblico impiego!”

Quindi cominciare dai tuoi comportamenti no?!?

(Anche se poi ad una verifica statistica risulta che : “ Lavoro, nel privato più giorni di malattia che nel pubblico “ )

Tutti scagliano pietre contro “il pubblico” senza però distinguere tra le varie funzioni. Ad esempio è ben differente la vita di chi sta dietro ad una scrivania in una stanza, chi è dietro ad uno sportello a combattere con regolamenti spesso assurdi da un lato e gente maleducata ed incazzata dall’altro, e chi sta sulla strada a fare “il difensore delle regole” in una città senza regole, perché ormai c’è la sensazione generalizzata del diritto all’impunità, visto che “lo fanno tutti”, e questo aumenta l’arroganza e spinge all’odio verso chi vuol far rispettare le norme.

Infine per chiudere la bagarre e distrarre l’attenzione del popolo cencioso e cane dai fattacci loro ecco il ciarlatano che si butta sulla solita scialuppa di salvataggio : la scuola!

Povera scuola, povera istruzione!

Il “faremo una riforma epocale”, ormai diventato argomento cult, suona come un pernacchione, specie se tornano a far sventolare le bandiere della meritocrazia e dell’alternanza scuola lavoro, per non parlare del : Scuola, i nuovi insegnanti obbligati a conoscere l’inglese e l’informatica”… e l’italiano sarà sempre più un optional.

Siamo alla fiera dell’ignoranza dove lo sventolio di bandiere lanciate in aria dai pagliacci cerca di mascherare la merce marcia e puzzolente offerta da mani sporche e rapaci.

(*) Roma, 4 vigili su 5 malati a Capodanno. E tanto per.. “Roma, due vigili urbani travolti da un'auto mentre effettuano rilievi per incidente: entrambi in ospedale, uno è grave” il giorno 4 gennaio.




1 dicembre 2014

FAVOLA DI NATALE

Un articolo letto in questi giorni mi ha riportato a rileggere un mio scritto di quasi 15 anni fa, nato dalla fantasia indotta dall’approfondimento di alcuni argomenti scientifici, necessario per la mia professione.

Rileggendo questo racconto di fantasia mi sono accorta di aver inserito informazioni corrette e facili da comprendere, ed un vero e proprio grido di dolore per la frustrazione di chi cerca di comunicare e non viene ascoltato.

Forse è vero che vengo da un mondo parallelo e per questo non capisco quello che mi circonda…

FAVOLA DI NATALE

Dietro i vetri della finestra la tenda ondeggiava leggera, quasi mossa da un alito di vento;

Seduta sul divano, la mano abbandonata in una carezza continua sulla testa del cane, Madame ne osservava il movimento, nella luce di ghiaccio del tardo meriggio di quella stupida giornata invernale. “Presto comincerà a nevicare”, pensava , ed il pensiero aveva il colore della luce e la lievità della neve, e non lasciava quasi traccia nella mente, mentre si allontanava nelle strade aggrovigliate del cervello a cavallo di un bizzoso impulso elettrico, che sconvolgeva gli equilibri cellulari in cui incappava.

Lentamente gli occhi presero a fissare un punto lontano, creando contorni di ombre grigie, e nelle orecchie prese vita in suono, sempre più netto e sempre più vicino, una cantilena di natale, dalle parole senza senso, ma dalla melodia ben nota. .." ..Ui .scio ..Meri crismas…….. ui uiscio a meri crismas end epi niu ir… .." e di nuovo…e di nuovo… Ma nella casa non c'era nessuno oltre a Madame ed al suo cane, e la strada era lontana , troppo lontana per un suono così netto.

La tenda oscillava sempre di più, ma non c'era alcun alito di vento, e la voce ripeteva all'infinito la cantilena, sempre più vicino alla signora che quasi per istinto protese una mano verso il suono ritirandola poi di scatto.

Aveva toccato qualcosa che però non vedeva!

Protese nuovamente la mano guardando attentamente la punta delle dita che ad un certo punto cominciavano a scomparire ed iniziava la sensazione tattile. Poi anche la mano spariva e…

Il suono s'interrompe, per un attimo il silenzio prende la forza di un boato, poi dal nulla dove spariva la mano arriva uno scroscio di risa, la voce è melodiosa ed infantile

.." .. mi fai il solletico !! Chi sei ? vedo solo le tue dita.. sembri una signora!…"

Madame cerca disperatamente di collegare le sensazioni tattili con quelle uditive e con i pochi elementi scientifici che avrebbero dovuto spiegare il fenomeno, ma lo stupore paralizza le sue facoltà.

La voce riprende..

" Ehi!! Non ti spaventare!! Non c'è nulla di cui avere paura ! E' solo un normale fenomeno fisico! Non te lo hanno spiegato a scuola?…"

Madame prende fiato e proferisce un "no" talmente flebile che non muove quasi l'aria.

..".. Certo.." dice la voce ".. non mi capacito mai di come la mia dimensione, pur essendo parallela alla vostra sia tremendamente più sviluppata!.. forse sarà merito della struttura dell'antielettrone che riesce , con la sua carica positiva , a favorire tutte le attività cerebrali. Evidentemente le sinapsi vengono attraversate più facilmente per uno squilibrio di potenziale opposto al vostro! "

… Madame prende nuovamente fiato e si raddrizza sul divano. Il cane non mostrava segni di nervosismo anche se seguiva attentamente le mosse della padrona. Forse non sentiva la voce…..forse si trattava di un sogno…

" Perché il cane non sembra sentirti? …. Cosa significa antielettrone?.. dimensione parallela.. che cos'è?.."

.." Si, calma, ora ti spiego; Neppure io ti vedo ma ti sento soltanto, se passi attraverso la zona di perturbazione posso vederti, ma non lo fare totalmente perché poi non so se potresti rientrare nella tua dimensione, il passaggio potrebbe essere irreversibile o causare danni permanenti al ritorno. Sono colta ma non sono un'esperta del fenomeno.

Dunque.. sai che esiste l'antimateria… e che è formata esattamente come la materia che tu conosci, protoni, neutroni, elettroni, ma con cariche esattamente opposte, cioè il protone dei miei atomi è negativo, dei tuoi è positivo, ma hanno la stessa massa e la stessa disposizione nel nucleo. E così anche per gli elettroni che, per me , sono positivi per te negativi, l'unica differenza è nel campo generato dallo spin……sai di che si tratta?"

…"no" ….

" Dunque.. l'elettrone gira su se stesso generando un campo elettrico, e sai che il campo elettrico è vettoriale, cioè ha una direzione ed un verso, e il verso in questo caso è opposto nelle due dimensioni… quali caratteristiche determini ..non lo so.. , ma , se pure siamo uguali come forma e dimensioni , abbiamo occhi, naso, bocca, eccetera anche noi, pure siamo più evoluti della vostra specie, i nostri esperti hanno inventato delle lenti particolari che permettono di vedere la vostra dimensione, e per questo so come sei fatta.

Ogni tanto tra la materia e antimateria si forma una specie di fascia di transito per cui possiamo entrare in contatto. Il Cane sente la mia voce ma non mi vede… quindi pensa sia la radio.. o la televisione…… voi siete ancora con la televisione non è vero?…… "

.." Si, sono sconvolta! Perché nessuno ha mai parlato di questo? …..eppure non devo essere stata la prima……"

.." Certo che no!.. non ci facciamo sentire spesso, ci piace giocare sugli equivoci…. In fondo è la nostra televisione, giocare con voi…..Mai sentito parlare di fenomeni paranormali?.. Siamo noi che facciamo spostare i tavolini nelle sedute spiritiche! Come ci divertiamo a rispondere secondo scemenza alle vostre paure!…. Abbiamo dei piccoli apparecchi che si comperano nei supermercati, che ci permettono di attraversare le perturbazioni, ma voi non potete vederci perché non rifrangiamo le vostre lunghezze d'onda, ma altre a voi invisibili. Ho visto la tua mano perché stavo indossando gli occhiali dell'altra dimensione, li ho presi quando mi sono sentita toccare. "

.. " perché ti sento?"..

“ Perché sfruttiamo le stesse lunghezze d'onda nel campo dei suoni, e questo ci permette di sentire da uno spazio all'altro. "

…" Allora tutte le storie di fantasmi.."

" Ah! Ah! .. Certo ..è sempre molto divertente… Pensa che la scorsa settimana ho comperato un pacchetto viaggi per un castello scozzese della vostra dimensione… in quella zona sono frequentissime le perturbazioni!!

Il prossimo fine settimana , con mio marito e la bimba andiamo a spaventare qualche turista in cerca di emozioni!!"..

.. " Pacchetto turistico?.."

… "Certo…. Visitiamo la nostra Scozia … e spaventiamo la vostra….."

.. " Ma non ci sono rischi?" ….

" No! .. forniscono tutta l'attrezzatura necessaria direttamente nel pacchetto!"…

".. Ma il contatto tra materia e antimateria non dovrebbe creare l'annichilimento della materia?.." …" Certo se avviene in condizioni di stato normale e non perturbato come ora!.. Nella perturbazione dimensionale le caratteristiche personali restano invariate ma non entrano in contatto con gli opposti per una sorta di campo in opposizione… non lo so spiegare meglio… è un fenomeno legato al campo elettrico generato dalle nostre strutture opposte, che non si attira ma può coesistere.. non mi chiedere di più! .."

.. " Quanto dura questa perturbazione?"..

" E’ stata inattesa quindi da un momento all'altro può chiudersi…a proposito mi chiamo Anna e tu?…." ..

" Anna anch'io. Quanti anni hai?… io cinquanta..".

" Anch'io cinquanta e sono sposata con una figlia che si chiama Sonia."…

.." Sonia come mia figlia!… "

.." Già!!!! … E' un fatto eccezionale incontrare il proprio opposto! .. Sai che siamo esattamente uguali?.. Ho infilato la testa nella perturbazione e ti ho vista! .. "

.." .. Sono perplessa, ma la cosa mi piace.. vivi una vita uguale alla mia?…."

…" Non credo, ma solo perché le realtà sono diverse, però qui sono quello che saresti tu se fossi al mio posto.."

.. " Cioè.. che vita fai? "..

" .. insegno, come te, ma nelle nostre scuole dove tutto è più tecnologico, ci pagano meglio di voi, sappiamo tutto dai racconti dei viaggiatori fra le due dimensioni, e, poi, sono stata eletta nella commissione del diritto alla felicità e sto facendo un ottimo lavoro, specialmente con i ragazzi….. sono riuscita ad introdurre delle macchine che permettono di sentirsi felici solo quando si apprende una cosa nuova!"

.." Invidia feroce! Ecco cosa sento! Darei la metà dei miei organi interni per avere la macchina!"

…" Pazienta ! Arriverà presto anche da voi, visto che tutto comincia dalla realtà virtuale.. quella con casco e guanti…..noi non la usiamo più…ormai tutto è diventato micro….. basta un elettrodo sulla tempia e puoi fare……l'amore con chi ti pare o essere gratificato da una torta senza mangiarla davvero, o imparare ed essere felice!"

…" Spero di vederla questa realtà.. per ora comincerò a sognarla.."

.. "Ora la perturbazione si sta chiudendo. Ciao….Se si riapre torn……"

….." ciao….."

Madame si riappoggia allo schienale del divano ripensando a quanto vissuto…. Forse è stato tutto un sogno. Lo sguardo si perde nella luce grigia del pomeriggio che entra dalla finestra ……cominciano i primi fiocchi di neve…… Presto sarà Natale.




14 settembre 2014

LA BUONA SCUOLA!

Inizio anno scolastico ed … ecco quali sono le novità:

Già! C’è un nuovo ministro della P.I. che, naturalmente, deve fare qualcosa di nuovo… come assumere 150mila precari… ma non da subito perché lo Stato “no tiene dinero” ed allora per quest’anno si prova a metterne dentro 30mila… che son quelli già previsti dal precedente ministro e senza i quali non si coprirebbero le necessità minime indispensabili.

Come al solito prendono in giro!

Siamo nell’epoca delle slide e delle comunicazioni via internet. Allora si presenta un sito di proposte e lo si intitola : “La buona scuola”

Forse tanto per evidenziare la differenza con quella che c’è adesso e che si reputa una scuola cattiva?

Porca paletta! Son trent’anni che ministro dopo ministro la scuola pubblica viene riformata con logiche puramente aziendali, d’immagine e politiche, assolutamente prive del buon senso necessario all’educazione culturale dei giovani.

Nel 2007 ho pubblicato “Una presa per i fondelli” e nel 2010 “Povera, povera scuola.. “, in cui esprimo il mio parere sulle dichiarazioni del ministro d’allora, ma sembra che nulla sia cambiato …ancora una volta.

Le proposte son sempre le stesse, come quella della valorizzazione degli insegnanti. Si, quella specie “poco umana” caratterizzata da lazzaronismo e ignoranza, assassina determinata delle libertà dei virgulti della società, e sadicamente decisa ad instilare nozioni inutili nelle loro menti.

Allora, visto che ardono dal desiderio di diffondere cultura, diamo loro più allievi in classe, così aumenta la probabilità che trovino qualcuno che li comprenda…!

Ma santa paletta! Come ciazetadueo si può fare una “buona scuola” con le classi sovraffollate?

Basta pensare ad una trentina di ragazzi del giorno d’oggi, stipati come sardine in classi spesso di dubbia agibilità con un docente che cerca di ottenere l’attenzione senza bazooka o lanciagranate.

Ormai qualche anno è passato da quando con “soli” venticinque dèsesperados sollevavo un lato della cattedra e poi la lasciavo ricadere di botto per ottenere il silenzio. Qualcuno protestava per l’infarto che gli avevo provocato, ma nessuno dubitava della possibilità d’essere sollevato di peso dalla gemella della statua della libertà quale appaio agli occhi dei comuni mortali.

Non so cosa farei con le nuove leve che son state allevate a presunzione ed arroganza, ma so bene che differenza fa avere venticinque o trenta allievi. E so bene anche come sia importante dare loro attenzione, e più alunni hai meno ne puoi dare.

Se poi son marmocchi delle materne che le madri sparano dentro alle scuole con la fionda perchè “non li reggono più” dopo le vacanze, è da immaginare la piacevolezza di quel branco scatenato, tra urla e naso moccioso per le lacrime, capricci per il distacco e mini risse per il dominio degli spazi o delle cose.

Ma questo al governo non interessa un tubo!

Si deve risparmiare, purchè non sulle loro prebende. Quindi chissenefrega della scelta giusta. Basta la slide della “Buona Scuola” e chiacchiere su chiacchiere.

“Le aziende entrino nella scuola”.

A Pirla al quadrato! Negli anni ’98-2000 e seguenti lavoravo con le aziende del territorio a tesine nell’ambito della chimica con allegata premiazione finale in presenza dei maggiorenti del territorio e di chiunque riuscissimo a convincere in cambio del ringraziamento dei nostri allievi. (Il rinfresco finale è stato spesso finanziato da un paio di colleghi e da me, che ero anche incaricata di comperare cibi e bevande al più vicino discount che non si chiamava ancora così. E le bidelle preparavano un’aula con i banchi a ferro di cavallo e le tovaglie portate da casa.. visto che la scuola è sempre stata povera).

E per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro dagli anni novanta c’era già collaborazione con le aziende per stages estivi. Ricordo che un anno un ragazzo della chimica fu messo a guidare un muletto in azienda ed il professore responsabile degli stages fece un casino.

Il tutto “a gratis” per preparazione e organizzazione, compreso il lavoro per le slides che nel 2000 erano d’avanguardia.

Mo’ si son svegliati tutti e vantano l’adeguamento tecnologico.

Per fare una “buona scuola” i pc a quell’epoca li rimediavamo dalle banche della zona, erano quelli che loro “dismettevano”…. Adesso.. invece forse pure.

Tanto per non smentirsi, notizia fresca-fresca, l’ultimo decreto con i soldi destinati alle nostre scuole per il miglioramento e la messa in sicurezza vede inserito anche il Fondo edifici di culto, che è un fondo immobiliare che ha come unica missione la manutenzione e la conservazione di circa 750 edifici religiosi e non contempla scuole nel suo patrimonio.

In fondo non hanno tutti i torti visto che con queste premesse non resta che pregare!


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1 aprile 2014

PESCE D'APRILE

L'ultimo anno  prima della pensione ho voluto fare uno "scherzo d'addio" ai ragazzi della mia scuola in occasione del 1° di Aprile. Ecco il racconto:



Oggi è il primo giorno di aprile, un sabato come tanti altri, ma.. mi sono alzata dal letto con una specie di effervescenza neuronica nell’area del cervello dedicata alla creatività, chissà come evolverà.

Sotto la doccia medito. Non mi piacciono gli scherzi, perché sono maledettamente permalosa, ma, con l’età, ho cominciato a superare l’handicap, e liberare il mio spirito irridente, anche se con molte limitazioni legate al mio ruolo.

Quest’anno divido i grattacapi della vicepresidenza con una collega dallo spirito adolescenziale, che riesce ad “indurmi in tentazione”, anche se , finora, ho solo lasciato fare, non opponendomi alla “zingarata” (definizione toscana di scherzo), consolando la vittima dello zimbello, ma solo dopo averlo adeguatamente deriso.

Si sa però che.. chi va con il lupo impara ad ululare, e quel movimento scomposto di scariche elettriche tra i neuroni, forse con il calore dell’acqua calda, lentamente prende una forma di pensiero, un pensierino.. ino.. ino, che cresce e si palesa in un’idea balzana : un “pesce d’aprile”!! Il problema è rivolto a chi? Ai colleghi? Agli studenti? Ad una persona particolare? 

E mica è semplice scegliere per un’azione “elegantemente bilanciata” e nel contempo divertente! 

La vittima è essenziale, ha un ruolo ben definito, quello di vittima, ruolo impegnativo e non adatto a tutti! In base alla vittima, poi, si deve scegliere l’azione, che non deve essere offensiva, né lesiva della dignità, ne sguaiata.

Dunque, scartati i colleghi, per sfiducia nelle loro capacità ironiche, ed in molti casi per la semplicità nell’eventuale raggiro, che avrebbe tolto il gusto all’azione, eleggo vittime gli allievi, anche per il gusto sadico che, negli anni, ho accumulato nei loro confronti. 

Ora non resta che scegliere l’azione.

Le operazioni mattutine, ormai da tempo routinarie, vengono svolte con automatismo, soverchiate dalla creazione di un gioco adeguatamente progettato per coinvolgere decine e decine di persone, senza sconvolgere la vita di alcuno!

Alla fine, mentre guido verso la scuola, il progetto giunge alla conclusione, completo anche nei particolari. 

Sorrido immaginando lo sconquasso, ma non so se avrò il coraggio di attuare l’imbroglio. Naturalmente, comunicato il pensiero in linea generale alla collega, vengo sostenuta con “ole”e applausi. 

Mi metto al PC e scrivo una “COMUNICAZIONE URGENTE” da appendere nelle bacheche, ed un bigliettino da consegnare alle vittime dello scherzo, naturalmente di persona. 

Per correttezza chiedo l’autorizzazione al Preside, che inizialmente non comprende, poi, pensando che tanto lui non c’entra, approva con un ghignetto sadico.

Dopo pochi minuti, con la complicità di due bidelli, le fotocopie della comunicazione sono attaccate in posti molto frequentati dagli allievi.

Ecco la comunicazione :

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Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore


xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

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Indirizzi:

Meccanico - Elettrotecnico - Chimico – Informatico Meccanico - Termico - Elettrico

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T……..,01/04/2006


COMUNICAZIONE URGENTE

A TUTTI GLI ALLIEVI


Oggetto: partecipazione attività extrascolastica


Qualunque allievo voglia partecipare alla trasmissione “School in Action” di MTV, che avrà luogo presso il nostro Complesso, deve iscriversi tramite modello in distribuzione presso la vicepresidenza, ENTRO E NON OLTRE LE ORE 12.00 DI OGGI.


PER IL DIRIGENTE SCOLASTICO

(firma mia)

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Ed ecco il bigliettino che ogni allievo arrivato ad iscriversi riceveva, accompagnato dalla frase : 

….“ Ecco quello che devi fare” ..oppure….. “Qui ci sono gli indirizzi”.

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INVECE DI SPRECARE TEMPO IN STUPIDAGGINI PENSA A STUDIARE “ASINO” !!!!!

1° APRILE 2006

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Giuro! Non mi sono mai divertita tanto! Anche perché ogni vittima veniva trasformata in carnefice dalla richiesta di assoluto silenzio riguardo al pesce d’Aprile, altrimenti non ci sarebbe più caduto nessuno nella trappola. E le vittime hanno accompagnato, irridenti, decine di nuove vittime!

Il gioco ha colpito anche alcuni adulti, che hanno chiesto il modulo per qualcuno, o per l’intera classe, ed il Preside, constatato il successo, ha voluto copia della comunicazione e del biglietto, per ridere  della cosa.

Ma il successo maggiore l’ho avuto perché nessuno ha creduto che sia stata farina dl mio sacco, ma colpa della collega burlona, che giurava e stragiurava sulla sua innocenza, derisa da tutti.. tanto per confermare la favola del “Al lupo! Al lupo!”.

Prima di uscire ho trovato incollato sulla mia porta un grosso foglio su cui sono rappresentata con forme di pesce (muso rotondo e con gli occhiali) e con una bavaglia con le mie iniziali, con sotto scritto con il pennarello rosso :

“GRAZIE PER IL PESCE D’APRILE……. A buon rendere!!!”

Ne sono felice, anch’io ho avuto il mio pesce!

E’ il mio ultimo anno di scuola e voglio chiudere in bellezza, tra tante grane, rimbrotti, arrabbiature, quelle sane risate saranno uno dei ricordi più cari!



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9 marzo 2014

SPERO, PROMITTO ET JURO


 “Spero, promitto et juro vogliono l’infinito futuro”.

Dai miei ormai lontani ricordi di scuola è venuta a galla questa regola del latino perché, a questo punto, l’Italia sta affogando in questi tre verbi profferiti ad ogni istante per dimostrare buona volontà, lena e coraggio ed infondere fiducia…si, fiducia…

Ma quale fiducia è ormai più possibile se anche a livello della lingua dei nostri “padri” son solo indicazioni di un “infinito” futuro?

La “mia scuola”! La “mia povera scuola”! Usata come palco dall’ultimo arrivato!

E quello splendido gruppo composto da “idioti interessati” e “idioti e basta” usa addirittura una vetero-usanza, quella della canzoncina ad personam cantata dai bambini,  per disporsi a tappeto ai suoi piedi. 

Il Furboide di turno non è andato a visitare la scuola in cui piove dentro.

Non è andato in quella il cui soffitto è crollato.

Fa più immagine spiegare a dei bimbi in grembiulino immacolato in una scuola tirata a lucido che “facebook non vale un abbraccio” e poi illustrare che ci saranno… si, ci saranno, (al “futuro”), son pronti e ci saranno, stanno arrivando… (son anni che son li, pronti per essere promessi).. i soldi e tanti, tutti per la scuola, che intanto si arrangia come può visto che arriveranno, promesso al futuro, e se non se li mangeranno i ladri ai vertici delle piramidi di cui la scuola purtroppo è la base!

Questa società dell’immagine vende speranza ad un futuro che senza una buona educazione e con poca cultura resta senza speranza.

Ormai l’immagine è diventata merce. Per ottenere qualcosa devi andare in tv e piangere o urlare. Allora le tue disgrazie fanno notizia e se sei svelto ad approfittare della luce dei riflettori forse rimedi qualcosa.

Il valore di una persona è connesso con due fattori : la notorietà ed il danaro.

Molti anni orsono era legato a ben altri valori : la rettitudine e l’onestà.

Oggi se sei ricco puoi commettere qualunque reato! Al limite compri la prescrizione. Poi, se sei ricco e potente è evidente che son gli altri che sbagliano nel giudicare.

Ed anche se sei noto hai una corsia preferenziale.

Due fatti dell’ultimo periodo mi hanno offerto un motivo di riflessione :

-       una persona viene investita sulle strisce pedonali da una star. Preoccupazione per la star e poche notizie sulla vittima dell’investimento ben più gravemente ferita. Solo in un secondo tempo c’è stata qualche notizia in più.

-       un tassista milanese morto per una banale lite (per un “quasi investimento” sulle strisce pedonali) che ha un angolo buio, quello della compagna del “colpevole” che per lo stress, esasperato dai media,  partorisce all’ottavo mese e della neonata che potrebbe averne delle gravi conseguenze. Ma loro infondo non fan parte di alcuna cerchia e perciò non sono importanti.

In ogni fatto che accade ci sono persone coinvolte loro malgrado. Ed è su costoro che ricade il dolore più profondo, quello dei senza colpa e senza diritti.

Spesso le conseguenze di un atto inconsulto sono che tutti i problemi che lo hanno generato vengono scaricati su qualcun altro che, a quel punto, non ha neppure più il diritto di piangere in pace, di continuare la sua vita com’era prima.

Ma la fatica di essere “nessuno” in questa società che vive di stereotipi e nell’ammirazione egoistica del proprio orticello non lascia speranza.


E’ l’infinito futuro che si allontana sempre più, e solo il ritorno all’esaltazione del “galantuomo” ed al disprezzo del “furbetto” e del “così fan tutti” del gregge dei disonesti può riavvicinare il futuro e quindi la speranza.




28 febbraio 2014

ERA MEGLIO MORIRE DA PICCOLI

Era meglio morire da piccoli, con i peli del c… a batuffoli, che morire da grandi soldati, con i peli del c… bruciati..”

(queste erano le parole che accompagnavano la marcia dell’esercito del Regno Unito di Gran Bretagna verso Boston e da un po’ mi frullano nel cervello.)

Ascoltavo, in realtà senza volerlo, una delle solite onorevoli (si fa per dire..) presenzialiste che riempiva con le sue parole vuote lo spazio del solito talk show, e tiravo fuori dai cassetti della mente i peggiori epiteti appresi nel tempo, sparandoli a mitraglia nei suoi confronti ed anche in quelli della manica di mangiapaneatradimento della classe politica che da giorni vende fumo, mentre la gente arrostisce nel fuoco dell’indignazione e della rabbia per la situazione attuale, quando… squilla il cellulare:

“..mamma di Marco – dice una voce a me nota, mia sorella – vero che sei contenta se lui mangia tutto? diglielo velocemente che poi lui mangia”. Voce flautata e morbida.. “Ammmore… mangia tutto che fai contenta la mamma”.. rispondo e ne ottengo un piagnucoloso “va bene” completato da un grazie mamma di.. e da una risata di allegra complicità su di un sottofondo di vociare infantile e di stoviglie in uso.

Siamo due sorelle che vivono in due regioni diverse, accomunate da una professione, anche se a livelli differenti, quella d’insegnante. Insegnanti di vecchia scuola, un po’ cerbero ed un po’ mamma.

Periodicamente vengo usata come sostituto materno di supporto psicologico a bimbi in crisi (altro post) o in fase di capriccio (interpellata come Befana prima di Natale).

Quelle telefonate, di cui non verrà chiesto alcun rimborso, anche se chiaramente determinate da  “necessità di servizio”, sono state fatte da una persona che si guadagna fino all’ultimo spicciolo di quella miseria di stipendio che ha, mentre la faccia di bronzo che dice cazzate in tv scarica anche le mentine per l’alito fetido, oltre a guadagnare almeno 10 volte di più.

A questo punto mi sono venute in mente le parole dei vari ministri della P.I. che vogliono stimare il valore degli insegnanti in base al merito, e mi son chiesta come e chi possa valutare un’abilità del genere, e quanto possa valere la capacità di risolvere con fantasia una tragedia così enorme per un bimbo di tre anni o poco più.

Quanto varrà per la burocrazia quell’abbraccio rassicurante di una voce distorta dal telefono, cercato e ottenuto da una maestra che vuole fare bene il suo mestiere?

Ho già detto e scritto tanto in merito che ora l’unica cosa che mi frulla nel cervello sono parole di assoluto disprezzo per chi ha rovinato questo splendido mondo della scuola, cercando di tradurlo in una succursale di qualche trasmissione tv pregna di ignoranza arroganza e stupidità, e di profonda gratitudine per quella numerosissima schiera di docenti che per amore del proprio lavoro continuano a tentare di non far troppi danni viste le direttive imposte.

Era meglio morire da piccoli, con i peli del c… a batuffoli, che morire da grandi soldati, con i peli del c… bruciati..”



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15 gennaio 2014

LA SCUOLA CHE VORREI ?

LA SCUOLA CHE VORREI ?

Caro Einstein, nella tua famosa citazione sulle cose infinite hai dimenticato la paraculaggine della classe politica italiana.
Sinceramente non trovo parola diversa per definire il comportamento dei cosiddetti legislatori visto che ne “infilano” una dietro l’altra e non ci credo nemmeno se mi pagano che lo facciano per dabbenaggine.

Fanno un decreto e subito lo smentiscono con dichiarazioni tipo: “Scusate abbiamo scherzato! Però intanto pagate che poi vi rimborsiamo… forse… o forse no… ”… intanto ci hanno provato!
Emanano una normativa e non si accorgono (?) che è in contrasto con quella precedente se non addirittura incostituzionale.
Promulgano decreti “omnibus” in cui infilano di tutto e di più per poi dire, se scoperti, “Oops! Non lo sapevo che..”. (Cioè.. neppure l’hai letto o non capisci quello che leggi?)
Il punto fermo è in tutti i casi che vince chi ha più forza nella voce o peso “negli amici”. Vedi il decreto sulla restituzione delle somme percepite dagli scatti d’anzianità dei docenti, che come importo da recuperare in totale vale meno di mezzo F-35 (se non ho capito male) e il ministero della finanza ha gentilmente detto al ministro della P.I. “… ciazetaduei tuoi come li rimedi, però dal tuo portafoglio devono arrivare, la cazzata della retroattività ormai è fatta dunque …”. Ed ora si attende la stangata per i bilanci delle scuole pubbliche, perché alle private non toglieranno neppure una lira, ci scommetto!
Già! Perché il vero punto di forza irrinunciabile e intangibile della nazione è nella difesa, che deve essere in
grado di reagire all’arrivo degli ufo che stanno per invadere il pianeta, (lo sappiamo tutti no?), l’istruzione invece non difende nessuno, anzi danneggia “il popolo” perché gli permette di capire quanto siano grosse e inutili nei confronti della malattia le supposte che prescrivono i medici del governo.
Poi ci sono le boutades che servono per deviare l’attenzione dal fatto che nulla è possibile fare, come il sondaggio su “La scuola che vorrei”.
Mccheffai? Prendi in giro? Questo direi io. Usando magari un termine meno educato.
Questa povera, povera scuola! (link ad un post del 2010)  Distrutta mattone su mattone dalla sfilza di incompetenti arroganti passata negli ultimi trent’anni (con qualche breve eccezione, ma breve!), e tenuta su da migliaia di persone che, nonostante tutto, credono ancora nel loro lavoro.
La scuola che vorremmo?  Ma santa papera! Come se i mali della scuola non fossero ben noti!(link ad articolo pubblicato on line nel 2006!)
Potrei elencare decine di miei scritti sulle puttanate fatte nel tempo dai vari “riformatori”, la cui regina è stata la riformatrice per eccellenza, M.me gelmini (minuscolo voluto), colei che ha sempre interpretato “d’istruzione” come “distruzione” agendo perciò adeguatamente.Ma sono stanca!
Tanti anni fa, durante uno dei corsi di aggiornamento frequentati, una psicologa ci chiese di trasformare in un’immagine grafica il concetto di insegnante che avevamo di noi stessi ed io disegnai una finestra spalancata su di un mondo fantastico e fantasioso.
Ecco la scuola che vorrei. Una finestra aperta a cui far affacciare i ragazzi, tenendo per mano chi ha paura dell’incognito, mettendo sotto ai piedi di chi non arriva al davanzale uno sgabello o sollevandoli di peso, indirizzando lo sguardo dei più curiosi agli angoli più difficili da vedere, e quello dei più deboli  verso le forme di base.
Ma per far questo ci vuole cuore ed intelletto, due caratteristiche che la società dei rapaci ha sepolto sotto la melma dell’interesse personale e dell’avidità.
Da: “Compro una vocale” un piccolo stralcio in tema:
            ..” E Tu, Ministro della Pubblica Istruzione, Tu che riempi la Tua bocca di parole altisonanti, Ti sei mai calata nella realtà che mille e mille di noi, stupidi esseri Umani, Insegnanti di professione, armati solo della nostra Disponibilità, della nostra Sensibilità, e dei nostri Valori, viviamo giorno dopo giorno, per dare un futuro a quelle menti che hanno il diritto di sbocciare liberando ingegno e creatività.
Tu che allevi i tuoi figli con l’aiuto di personale specializzato, e li mandi a studiare all’estero, per preparare il loro futuro in una bolla dorata, Ti sei mai “sporcata le mani” raccogliendo le lacrime di un ragazzino in crisi di disadattamento, o ti sei mai metaforicamente pulita la faccia dallo sputo di un genitore che ti accusa di qualsiasi delitto?
Hai sempre scelto gli interlocutori per i tuoi comizi e per le tue collaborazioni, senza ascoltare chi ha maturato un’esperienza pluriennale con la parte più critica della popolazione scolastica, e, nella logica utilitaristica di chi non ha mai guardato oltre li muro del suo giardino, hai scelto di riportare la società a due gruppi distinti : i nobili ed i servi della gleba!
Io, profondamente serva della gleba, ma con la cultura di un nobile e la forza di gigante, percorrerò l’ultimo tratto del mio cammino a testa alta, fiera di aver generato una figlia a cui ho trasmessi i miei valori, e di aver contribuito a rendere liberi tanti Uomini, perché ho insegnato loro a pensare, e con questo a scegliere, anche di avere un cuore.”




3 novembre 2013

UN MONDO DIVERSO

scuola,temiTra poco ricominciano le lezioni nelle scuole nel caos più completo.

La “nuova didattica”, dettata da soloni che non capiscono un tubo di cosa sia il vero insegnamento, basata su ipotesi psico-intellettive, inapplicabili indifferentemente agli individui “studente” data la varietà di personalità e sviluppo emotivo, e debitamente sottomessa a logiche di tipo imprenditoriale che sono disinteressate alle vere necessità della scuola, si prepara a fare i soliti danni.

Una classe docente ormai allo stremo, chi per l’età avanzata, chi per la precarietà che porta a cambiare scuola quasi ogni anno con l’impossibilità di formare il rapporto empatico indispensabile per la trasmissione del sapere, sta per ritrovare le aule tristi e “sgarrupate” di tante scuole, dal nord al sud.

Ma i ragazzi son sempre ragazzi (o bambini), mentre gli insegnanti invecchiano, e, troppi di loro, grazie allo slittamento delle età per andare in pensione, ricordano nostalgici com’era la scuola tanti anni fa, mentre devono affrontare un mondo che non capiscono più.

Conservo tracce di quella scuola diversa, quella della mia infanzia, e nei temi  scritti con il pennino e l’inchiostro blu sulle “righe di quinta” del quaderno nero, ritrovo quella leggerezza di un tempo in cui “essere bambini” voleva dire guardare il mondo con i propri occhi e colorarlo con la propria fantasia. (Allora non c’era alcuna “sirena televisiva” a stregare le nostre menti dal momento della colazione).

Un tema risalente ai miei 10 anni, fatto come “compito delle vacanze” (la scuola cominciava il 1° di ottobre), difficile e strano si è trasformato per me un vero exploit di comicità letteraria involontaria che mi ha fatto ridere di cuore. Ne ricopio il testo (errori compresi):

“ Trieste, 8 settembre 1958

Tema : La nebbia

La nebbia e formata di nuvole.

La nebbia può venire sotto forma di nebbia forte cioè che non ci si può vedere, nebbia giusta e foschia che sarebbe pochina.

Mestre, sotto la nebbia, scompare perché non ci sono grattacieli e neppure case alte.

Ora vi racconto cosa successe un giorno.

Era notte, le strade deserte. In tutta la città non si vedeva anima viva.

Pioveva fortissimo, diluviava si può dire.

Le luci erano spente, era più di mezzanotte , regnava la pace.

Tutta la notte ci fu una nebbia molto fitta.

La mattina dopo ancora la nebbia e l’acqua alta mezzo metro.

Tutti si incontravano e, prima di vedersi , dovevano battere i nasi l’uno contro l’altro.

La sera sentimmo il giornale radio dissero che per fortuna nessuna vittima ma tutti avevano fatto un bagno più o meno lungo.

Da quel giorno tutti si munirono di un costume di lana per simili sgradevoli sorprese.”

Beata ingenuità!scuola,temi

 (p.s. : Il costume era di lana perché le fibre sintetiche non avevano ancora raggiunto il mercato.)


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12 febbraio 2013

IL GATTO CHE ASSALE

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Twit, app, itunes, ipad, @ varie , girando in internet e leggendo i giornali mi pare di “uscire pazza”.

Per fortuna son nata tanti anni fa e ho imparato a leggere sui libri, quelli fatti di carta, pieni di parole difficili come “scalpitare” o “fulgido” o “digrigno” il cui significato desumevo dal contesto. Ora applico la stessa esperienza per aggirare gli ostacoli, e mi diverto, nel caso specifico, con i twit  sulla politica pubblicati.

A proposito di parole devo testimoniare che molti ragazzi non sanno che il verbo “stortare” non è corretto, pur essendo in uso corrente dalle mie parti, e quello giusto è “storcere” da cui deriva storto e non stortato come spesso trovo scritto in facebook.

Tornando a bomba, un twit sui sondaggi trovato on line mi rappresenta decisamente :

SONDAGGIO : il 70% di me è visibilmente nauseato, il 14% è tentato dall'espatrio, il 10% vuol fare a botte, il 6% s'astiene. (@Mangino Brioches )

Sulla “miglior balla della settimana” cioè la restituzione della tassa sulla casa con bonifico o in contanti le migliori, a mio gusto, sono :

”Berlusconi toglierà l’Imu e salverà le famiglie e se serve verrà a casa per combattere lo sporco impossibile”,

“Risarciremo l’Imù …e alle prime cento telefonate anche una batteria di pentole”, magari quelle dei 13.000 gradi…

“Via Imu, Irap e patrimoniale. In più vi rimboccheremo le coperte dopo il lattuccio caldo”.

"voglio il rimborso #imu prima casa in banconote non segnate e un elicottero sul tetto"

Sembra impossibile, ma la gente sa anche ridere in questa situazione che non sembra aver altre soluzioni che quella di buttare tutto a mare e ricominciare daccapo.

Non mi fanno ridere invece le varie dotte disquisizioni sui diritti e le libertà individuali.

L’omosessualità, ad esempio, è presa a spunto per lotte ideologiche e dottrinali finalizzate alla banale acquisizione di alleanze di potere, senza alcun rispetto per le persone, quello stesso rispetto che viene però preteso dagli stessi per la vita in embrione, e magari si tollera (o si auspica) la condanna dei gay alla pena di morte (come succede in 37 paesi del mondo).

Mi sganascio, invece, dal ridere quando un giornalista, noto per la sua “simpatia”, nell’intento di denigrare uno dei candidati alle prossime elezioni denuncia pubblicamente che :

"Il gatto di Giannino mi ha aggredito"!

E manco a un gatto stai simpatico!!! Non ti sopporta neanche lui come me e qualche milione di altri!

Oscar stava tutto il giorno in redazione con un gatto che sbranava chi entrava nel suo ufficio e diffondeva odori sgradevoli". Il gatto, per inciso, si chiama Arturo e aveva l'abitudine di dormire sulla fotocopiatrice della redazione di Libero.

E’ noto come gli animali abbiano una particolare sensibilità nei confronti delle persone, è molto importante l’odore che si emana e lo stato d’animo in cui ci si trova.

Evidentemente il caro Sallusti per il gatto puzza più di quanto gli sia sopportabile, e l’animo livoroso unito al tono di voce sgradevole probabilmente hanno portato all’esasperazione il povero Arturo, specie se scacciato malamente dalla fotocopiatrice!

In ogni caso posso testimoniare, da convivente di gatti da quando facevo il liceo (una vita fa!), che mai un gatto aggredisce qualcuno a meno che non si senta in pericolo, e certi figuri sono un vero e proprio pericolo per tutti.

Ancora una volta il giornalista è riuscito a dimostrare che per diventare direttore di un giornale non è necessario essere particolarmente “acuti e colti”, basta saper scegliere con chi dividere il talamo e a chi lucidar le scarpe.

 P.S. Il web dimostra ancora una volta come sia veloce la rielaborazione delle notizie e pungente l’ironia della gente. Il Papa ha annunciato le sue dimissioni e dopo poche ore c’era già chi annunciava il successore :

Pio Tutto.jpg




9 novembre 2012

NON DICO COSA VI TAGLIEREI

gattoTagli ai comuni?

Niente pulmino e niente mensa per i bimbi.

Tagli alle provincie?

Niente riscaldamento alle scuole.

Tagli alle regioni?

Niente assistenza ai più deboli, malati e non.

Ogni giorno una nuova “uscita” ricattatoria da parte di quella massa di mangiapaneatradimento che non vuole rinunciare neppure ad un quattrino di quanto incamera dei soldi pubblici in emolumenti, rimborsi, gettoni di presenza e balle varie.

Son troppo educata alla vecchia maniera per dire in chiaro cosa taglierei loro io! Tanto l’allusione scatena la fantasia.

Continua il balletto di veti incrociati e di proposte oscene nella disperata ricerca di salvezza per il loro fondoschiena incollato alla poltrona e intanto si lavora duro per approvare  un importantissimo ddl che “promuove l'insegnamento dell’inno di Mameli nelle scuole e istituisce la "Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'Inno e della Bandiera" il 17 marzo”.

Ciazetadueo!

Questo si che ci salverà dalla disoccupazione!

Tutti impegnati sull’attenti a cantare con la mano tesa nella speranza che passi qualche politico e sganci una monetina!

Sessant’anni fa ho imparato l’inno d’Italia a scuola e ho anche un attestato di partecipazione alla “giornataAnt.jpg del risparmio” con una orrenda formichina disegnata dalla mano di una seienne, ed ora la “sbandierano” come una novità (Alunni protagonisti alla giornata del risparmio. Iniziativa a Cuneo alle Poste centrali ) per  "sensibilizzare sul valore economico e formativo del risparmio".

Come se ci fosse in giro danaro da risparmiare.

Al massimo si possono risparmiare le contumelie e passare direttamente alle vie di fatto!

Ma chi vogliono pigliare per il c… ! Sicuramente non me e tutti quelli che han vissuto la scuola degli anno ’50.

Il “fuoco dell’immagine” per la classe politica è nella importantissima questione di come dividersi il bottino dei voti alle prossime elezioni, in modo da pigliare per i fondelli tutti quei fessi che hanno votato pensando di scegliere chi li rappresentasse.

Imbecilli!

Anche se cercate fottere gli avversari siete talmente stupidi da non accorgervi che state fottendo tutto il sistema, voi compresi.

Ormai per non sentirci scemi, visto che stiamo toccando con mano i nostri fondelli lacerati dai vostri calci, non ci fidiamo più, e cercheremo e diffonderemo la squallida verità su di voi.

E non pensate di chiudere la nostra bocca con l’intimidazione perché un passato storico ha dimostrato che né carcere, né torture hanno dissuaso chi voleva difendere quei principi di onestà e solidarietà che Costituzione_b_gr.jpghanno ispirato poi la Nostra (e non vostra) Costituzione e noi ne siamo i figli!

Potete fare le primarie, le secondarie o quello che vi pare, ma senza la garanzia di una svolta nella mentalità clientelaristica e dissoluta del sistema, però non basata sul diventare “eminenze grigie” dietro volti giovani e sufficientemente ingenui da credere di decidere con la loro testa, magari attratti dai benefici economici che, per voi irrisori, ma per loro, disoccupati o sottoccupati, ragguardevoli, vi troverete sotterrati da una vera rivoluzione capace di superare qualunque “soglia di sbarramento” e di rimescolare il terreno per piantare e far crescere quei semi, resistenti ad ogni veleno, che si chiamano “onestà”, “solidarietà”, “cultura”, “integrità morale e civile” e “vero spirito sociale”, per ricostruire quanto vent’anni e più di comportamento disonesto ed arrogante hanno soffocato.




28 ottobre 2012

PIANTI AL TELEFONO

lily2.JPGDopo l’inizio della scuola ogni tanto mi squilla il cellulare e dall’altra parte dell’ètere mi arriva una voce a me ben nota che mi apostrofa come “mamma di…” e mi incarica di una “missione” che in passato svolgeva la mia mamma, quella di consolare un “pulcino” disperato.

- Prontooo…? Mamma di Sara?  Sara non vuole fare la pipì prima di andare a fare il riposino. Per favore dì a Sara che deve fare la pipì altrimenti si bagna le mutandine? Ora te la passo…

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso).Mammmaaa! (pianto disperato) Voglio venire a caaasa! (singhiozzi smocciolanti) …

- Sara! Amore di mamma tua! (voce flautata) Non piangere che la mamma, se fai la pipì e poi il riposino, quando ti svegli la trovi ad aspettarti.

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso) mammma vieniiii…

-Tranquilla amore mio, la mamma ora si prepara per venire, intanto tu vai a fare la pipì e poi la nanna che mamma arriva, va bene?

- Siii (sospiro moccioloso)…

- Grazie mamma di Sara, ora andiamo a fare la pipì.

Finalmente posso ridere!

- Pronto Mamma di Paolo? Per favore dì a Paolo che deve mangiare la pasta col sugo e poi fare la nanna?

- Sighhh! (piagnucolamento moccioloso).Mammmaaa! (pianto disperato) Voglio venire a caaasa! (singhiozzi smocciolanti) …

- Paolo amore!..

-Mamma vieni a prendermi…Uhhhhh!

- Tranquillo tesoro, non piangere, la mamma ora non può venire, ma mi spiccio e intanto tu mangi la pasta al sugo, così poi arrivo.. va bene? Dai retta alla maestra.

- Uhhhh! Sciiii!

- Grazie mamma di Paolo. Ora Paolo mangerà, vero?

- Shii…

Ho sempre avuto una vena profondamente gigionesca nei confronti dei bambini, al punto che mia figlia dice sempre che le ho “rovinato l’infanzia” con le mie invenzioni , come quella di convincerla che la coca cola rallentava la crescita, sfatata solo per ragionamento logico all’età di dieci anni, quindi l’interpretazione consolatoria per i pargoletti mi si adatta a meraviglia.

Ma le telefonate, fatte col cellulare personale e non rimborsate da alcuno, di quella maestra di una scuola dell’infanzia a seicento Km da casa mia, rivelano come sia complesso il lavoro nella scuola, e quanta fantasia e creatività richieda.

I bimbi di tre anni son cuccioletti forti e fragili nello stesso tempo e solo gli anni d’esperienza sanno creare lescuola,infanzia,maestre,bambini,pubblica istruzione,genitori,educazione condizioni migliori per la loro crescita. Non gli asettici corsi d’aggiornamento che “pontificano” grazie a teorie innovative sullo sviluppo cognitivo del fanciullo nella società moderna…

Nella società moderna ci sono genitori che mettono il pannolone ai bimbi di tre anni per non avere la “rottura” di abituarli al vasino, e protestano perché il pargolo “si bagna” a scuola, dove è d’obbligo essere autonomi nelle funzioni e (per regolamento) si accettano solo incidenti casuali.

Nella società moderna ci sono genitori che allevano i bambini fino ai tre anni solo con omogeneizzati e passati cosicché il pargoletto non sa masticare i solidi come la pasta.

E la maestra insegna a masticare, e la bidella pulisce e cambia più e più volte.

E il genitore non si capacita del motivo di tanti cambi. E il genitore confessa che è più comodo il pannolone che non mette in imbarazzo “nelle uscite”, o che la stanchezza del lavoro consiglia l’omogeneizzato, veloce e non impegnativo.

La mia bimba mangiava pane vecchio per massaggiare le gengive nella dentizione e a due anni stava sul vasino finchè non “la faceva” con la mamma che raccontava le favole rinunciando “a se stessa”.

La maestra ha sessant’anni, è una del ’52 che ha perso il diritto alla pensione quest’anno grazie alle nuove regole.

Ora, vorrei che la  M.me ministro la sostituisse almeno un paio di giorni per provare il piacere di una mocciosa piangente in braccio, un moccioloso attaccato alla gonna ed un terzo da portare velocemente sul vasino per fargli fare quella funzione fisiologica solida che è abituato a fare in piedi nel pannolone. Vorrei proprio “vedere” come se la cava!

Ed a quel simpatico ministro “odoroso”, che gira col sorriso ebete stampato sul viso per nascondere l’opinione della “propria superiorità umana, culturale e di competenza” alla plebe cenciosa che lo circonda, vorrei dire che il merito del fatto che la scuola permette a migliaia di ragazzi di crescere “decentemente” è discuola,infanzia,maestre,bambini,pubblica istruzione,genitori,educazione migliaia di maestri e di professori che se ne fottono delle “linee programmatiche” lavorando ben più delle ventiquattro ore che vorrebbe, e inventano giorno dopo giorno la didattica utile agli allievi che si trovano tra le mani, cercando di tirarsi dietro anche i più deboli, magari facendoli “attaccare alla gonna” per non perderli nel cammino, lottando in classi sovraffollate e mal equipaggiate, e contro burocrati abbarbicati alle norme a causa di collusioni e tangenti prese da altri burocrati, senza piegar la schiena sotto il peso del disprezzo, del dileggio della categoria e della stanchezza per l’età e per un lavoro reso sempre più complesso dall’arroganza ingorda di chi “comanda”.

 




22 ottobre 2012

IL TRIONFO DELL’OTTUSITA’

scuola,politici,tagli,istruzione,lavoroVogliamo chiamarla “ottusità” o “imbecillità” o “egocentrismo idiota” o altra definizione capace di stigmatizzare in un solo motto l’incapacità di valutare le conseguenze dei propri atti.

Seguo passivamente i notiziari e, sempre passivamente, leggo i titoli dei giornali online, ma talvolta scatta la molla del disgusto o della rabbia che conduce ad un colorito turpiloquio, come nel caso del “Celeste” che parla in terza persona innescando il dubbio sul “di chi” stia parlando.

Presuntuoso ed arrogante omuncolo in preda ad un delirio d’onnipotenza che ha pari solo negli ormai numerosi suoi “colleghi”. Esempio eclatante dell’ultim’ora la dichiarazione della Madamina  ministra del lavoro (che non c’è) e che si permette dall’alto della sua supponenza di consigliare ai giovani che “Non bisogna mai essere troppo ‘choosy‘ (schizzinosi), meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale”.

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Mi ricordano il “Lei non sa chi sono io” del film con Totò.

Emergono, giorno dopo giorno, ladrocini legalizzati, sprechi di infimo livello, corruzioni d’ogni tipo e in collusione con la malavita organizzata, di cui i componenti d’un qualsivoglia consesso istituzionale sembrano aver assorbito lo spirito e le regole.La triste conseguenza è che molti di coloro che hanno una qualsiasi posizione di “potere” vengono contagiati dallo stesso delirio e si convincono di essere autorizzati a qualunque bassezza.

Contemporaneamente vien data notizia che nelle scuole  «Mancano gli assistenti e i ragazzi disabili restano a casa», o «Mancano i soldi, tornate a casa, e trovatevi un’altra scuola». (Fu così che 27 studenti dell’istituto di formazione professionale, iscritti al corso per operatore elettronico, coordinata dal Comune di Roma Capitale che, a sua volta, dipende economicamente dall’ente presieduto da Renata Polverini,  sono a spasso. )

Son situazioni che urtano contro lo sperpero legato agli ignobili sprechi delle varie giunte regionali, o dei consigli comunali che, con indifferenza suprema, per pianger meglio miseria, tagliano i fondi per il “pulmino” che porta a scuola i bambini o la mensa a quelli i cui genitori son morosi, ma non tagliano le loro ruberie. E neppure le nascondono con la scusa del “così fan tutti”. Ancora una volta chi paga lo scotto sono i bambini ed il loro diritto a crescer “sani”, felici e “colti”.scuola,politici,tagli,istruzione,lavoro

Infatti è scritto nella Costituzione della Repubblica Italiana (art. 34) che viene stabilita l'istruzione pubblica, gratuita e obbligatoria per almeno 8 anni (aumentati in seguito) e viene sancita la libertà di istituire scuole "senza oneri per lo stato" (cioè le “private” confessionali e non).

Quindi, per mia deduzione logica, la mensa ed il trasporto dovrebbero essere gratuite per tutti nel periodo della scuola dell’obbligo, ed i fondi dovrebbero essere reperiti con priorità rispetto a quelli per i “rimborsi” dei gruppi consiliari, per le consulenze e per la somma negli stipendi eccedente il limite dello stipendio medio di un qualsiasi lavoratore specializzato, siano essi di parlamentari o dirigenti statali o impiegati o siano vitalizi.

E taglio netto a tutti quei privilegi come l’assistenza sanitaria “speciale”. Vadano come tutti alle Asl di zona!

Poi niente 5,650 milioni per i parcheggi dei deputati davanti alla Camera, niente sconti su autostrade e trasporti, perché il loro stipendio permette certo largamente di pagare questi servizi, visto che io mi son pagata sempre la benzina per ogni impegno istituzionale fuorisede (orientamento, maturità, corsi di aggiornamento, incontri al provveditorato) con lo stipendio da docente di media superiore.

Ma “lorsignori”, interessatamente “baciapile”, prevedono nella legge “di stabilità” 723 milioni di euro di tagli per l’istruzione pubblica, ma ne danno 233 di milioni alle “private”, per inciso togliendoli all’assistenza agli invalidi, senza parlare del fatto che 6 cacciabombardieri F-35 ci costano 765 milioni di euro.scuola,politici,tagli,istruzione,lavoro

Ma i caccia servono per difendere i privilegi di quei figli di madre ignota che si decidono da soli lo stipendio e che banchettano a botte di migliaia di euro, mentre i bimbi colti, diventati grandi, vanno a lavorare all’estero invece di fare gli zerbini a basso costo per l’intrallazzatore di turno.

Mi triturano “i cosiddetti” quotidianamente con le diatribe sulle “primarie”, sul “mi ricandido-no non mi ricandido”, sul “noi abbiamo fatto” e “voi non vi rendete conto”, sul “dimissioni si o no”, ma, porca paletta!, ormai la misura è colma, l’unico danaro che circola è quello dei benemeriti fetenti che piangono miseria per non rinunciare neppure a uno delle loro migliaia di euro, e quello dei loro corruttori e sodali che hanno trasferito all’estero ormai da tempo i loro capitali, ed ora raschiano il fondo delle tasche dei “morti di fame” per mantenere i loro privilegi.

Spero che la rabbia degli onesti inneschi una vendetta fredda e sadicamente studiata.

L’unico male che “coloro” temono è nella perdita dei loro privilegi e dei loro introiti. Perciò  sta evidenziandosi il terrore che sia eletto chi propone questa via, infatti ogni proposta in merito viene immediatamente oscurata, denigrata e distrutta, a partire da chi la fa, ed io spero che la gente apra gli occhi e non “scarti il libro a causa della copertina”, ma si soffermi a leggere le pagine interne prima di “comprare” un prodotto.


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14 giugno 2012

DI MALE IN PEGGIO


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Mi sento un disco rotto quando le scelte insulse dei signori ministri della pubblica, 
si! Pubblica, Istruzione, che dimenticano che devono garantirla per dettato costituzionale a tutti, mi spingono, per l’ennesima volta, a ripetere che la strada intrapresa da anni è quella di danneggiare i più fragili, di discriminare sulla base del potere economico.

Il valore di una scuola, di un docente, di un allievo non si può basare sul confronto con altri impari, ma sul percorso compiuto.

La valutazione su base generale non può dare indicazioni sul cammino fatto, o fatto fare, dal singolo.

Mi spiego : se  un docente ha una classe selezionata in partenza con allievi di competenze medio alte (un mio collega che formava i gruppi classe all’iscrizione, sceglieva accuratamente chi doveva essere messo nella “sua”), ed alla fine dell’anno alla verifica del livello raggiunto viene lodato per il successo,  è di certo  meno efficiente di chi ha una classe di ragazzi difficili e in un percorso ad ostacoli, sempre nuovi, riesce a raggiungere gli obiettivi minimi con quasi tutti, ma non becca neppure una pacca sulla spalla.

E non compare nella “bacheca” del merito.

La spinta evidente dei signori del ministero è nella direzione discriminatoria della “meritocrazia di casta”.

La richiesta di riconoscimento da parte di studenti e genitori è quella diretta  alla valorizzazione delle capacità individuali, quali esse siano, all’incentivazione positiva di ogni studente e non alla “medaglia al valore” appuntata sul petto.

Chi cerca “la medaglia” è chi è subdolamente classista. E’ lo stesso che non vuole che i suoi, “figli di dottore”, frequentino quelli dello “spazzino”.

La puttanata del secolo è quella di premiare il “migliore” della scuola, che verrà determinato sulla base dellascuola,docenti,tagli,crisi,pubblica istruzione,meritocrazia,merito votazione di un consiglio di classe addomesticato da fattori di concorrenza con gli altri consigli o con le altre scuole. (testimonianza d.o.c.g. )

Il vero studente “migliore” è quello che è passato da un nulla ad una conoscenza, strisciando su ginocchia e gomiti per raggiungere la meta. Ma non verrà premiato se non dalla vita che saprà costruirsi su questa base.

L’altro, magari vincitore di un quizzone, non sarà forse mai capace di superare gli ostacoli futuri senza il supporto di una cerchia di casta, e l’esperienza mi ha insegnato che subirà le frustrazioni degli insuccessi con scelte spesso discutibili se non addirittura tragiche.

Ma avrà comunque un attestato da esibire per avere sconti, ricchi premi e cotillons!

Le scelte del ministro, l’ultimo della serie, vanno nella direzione del mantenere lo statu quo della scuola evitando tagli ulteriori. Anche perché l’unico taglio all’istruzione oggi possibile sarebbe quello dei gioielli di famiglia dei docenti (maschi naturalmente!).

Tagliare le spese della difesa (es: F-35 circa 18 miliardi) o della politica (c’è una marea di sprechi!) o mettere una patrimoniale (avversata dalla casta per ovvi motivi … di casta!) per restituire alla scuola pubblica tutte quelle attività di supporto per i soggetti fragili (compresenze, corsi di sostegno, eccetera) questo no eh?!?

Eppure sarebbe questo il giusto passo nel verso di una crescita della società.

scuola,docenti,tagli,crisi,pubblica istruzione,meritocrazia,meritoCosì, guarda caso, scoppia il caso dei cinque bambini bocciati in prima elementare, proprio perché avevano bisogno di un aiuto che lo Stato ha loro negato per continuare a garantire i privilegi ai suoi rappresentanti (non eletti dal popolo!).

Vorrei che tutti coloro che lavorano al ministero della P.I. facessero una supplenza di almeno una settimana in una scuola superiore di periferia, preferibilmente in un istituto tecnico o professionale, visto che le signore ministro ne auspicano la scelta, cercando di insegnare qualcosa, per rendersi conto di quanto sia differente il concetto di “migliore” a seconda delle condizioni “ambientali”.

Anche se non sono  titoli accademici o onorifici, che infondo valgono per l’immagine, di medaglie acquisite sul campo ne ho tante.

Ho le macchie delle lacrime, quelle degli sputi, quelle del gesso e dell’inchiostro, ho le cicatrici di anni di lotta per mantenere un livello decente d’istruzione in una scuola  disprezzata perché pubblica e non elitaria, ho i lividi per le botte prese nella difesa dei ragazzi, ho l’impronta dei loro sorrisi quando superavano le difficoltà.  

Queste son le mie medaglie!

Queste sono i titoli che mi danno la competenza per criticare e dire che “senza mezzi” la scuola continuerà a contare solo sulla buona volontà di chi ci “vive” cercando di lavorare al meglio, perché parlano di flessibilità nel lavoro senza pensare quanto “flessibile” sia quello dei docenti, che passa dalle supplenze anche brevi scuola,docenti,tagli,crisi,pubblica istruzione,meritocrazia,merito(sovente anche in altre regioni), agli incarichi annuali e spesso per discipline molto diverse, in scuole spesso molto diverse e questo avviene anche se sei “di ruolo”, perché la sede viene data in base alle classi formate ed alle conseguenti esigenze di personale docente. Non tutti hanno la fortuna di “mantenere la cattedra” per anni. Quindi quest’anno sei qui ed il prossimo.. forse, anche con trent’anni d’anzianità.

Ma chi fa l’insegnante è ormai per antonomasia il fannullone ignorante di turno, mentre il parlamentare che legifera senza aver letto ciò per cui vota è un degno e capace lavoratore acculturato, come gli interventi sgrammaticati e le lauree scritte solo sul diploma dimostrano.

No! Stiamo andando di male in peggio, ma non vedo il fondo della china.

 




8 maggio 2012

L’ALBERO E’ CRESCIUTO STORTO

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici“Se vuoi che l’albero cresca dritto devi mettergli un tutore che ne sostenga ed accompagni la crescita” mi diceva il nonno quando mi lamentavo per le “regole” imposte.

Fuor di metafora, ogni ragazzo dovrebbe avere l’attenzione ed il sostegno tutoriale sia della famiglia che della società, rappresentato dall’istruzione pubblica.

Fornero: “I nostri giovani sanno troppo poco. Non conoscono le lingue, l’italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica. Non sanno fare di conto”.

Questa affermazione fatta poco tempo dopo quella della quarta carica dello stato a “Porta a Porta” in merito alla sua somaronaggine  fa ridere… magari amaro.

Per la dimestichezza con l’italiano poi, i parlamentari non son certo letterati, visto che fanno a pugni coi tempi verbali, e fanno la figura dei pirla se interrogati su termini desueti. (video)

E non sono certo dei “giovincelli”!

Con il “far di conto” poi nel mondo della politica c’è la dimostrazione di come la matematica SIA un’opinione, basta vedere come sanno dare i numeri in ogni occasione. Alle elezioni ad esempio non si sa come, ma vincono sempre tutti o “non perdono” secondo la loro lettura dei risultati!scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici

Per quanto riguarda le spese per “coloro”  gli zeri valgono nulla in uscita e molto in entrata!

Tornando all’analisi del ministro (mi rifiuto di chiamarla ministra perché il termine mi ricorda la minestrina in brodo! e, sinceramente mi sembra assomigli più ad una pietanza indigesta), ancora una volta esce fuori che i giovani studiano poco…

Ma Vah!?!

Negli ultimi anni la scuola è stata passata al tritacarne. Hanno infilato in un’aula più di trenta ragazzini, che raramente hanno avuto un tutore equilibrato fino a quel punto della crescita, hanno tagliato il numero degli insegnanti, hanno infilato nei programmi materie del cavolo per indottrinarli o sviluppare la creatività a danno della capacità di memorizzazione e delle conoscenze. Hanno creato tramite i media l’effimera convinzione dell’ascesa sociale solo attraverso l’apparire. Hanno generato il mostro “studio” e la principessa “ignoranza” perché questo fa comodo a loro. E ora spingono per l’apprendistato:

 “Crediamo che questo possa essere una via tipica per i giovani per entrare nel mondo del lavoro. Il giovane che entra in apprendistato, infatti, lo fa per migliorare le sue conoscenze e per irrobustire la sua risorsa umana..”.

Non un valorizziamo la scuola.

Non un pensiamo di fornirle i mezzi per “rincorrere” i ragazzi difficili e portarli a scuola.

Non un pensiamo di impegnare ancor più figure nel sostegno di quelli fragili.

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politiciNo! Va a laùrà Barbun! Che ti rafforzi la risorsa umana a forza di grattarti le “scatole” nell’impossibile ricerca di un lavoro che non c’è!

Ancora una volta viene a galla la completa estraneità del mondo dei signori “iosonotuttoetunonseiunc..” rispetto al vivere quotidiano della maggioranza della gente.

Emergono dai miei ricordi le facce di alcuni dei mie allievi che avevano un rapporto molto conflittuale con lo studio, fatto superare con tanti di quei calcioni negli stinchi (e sovente non metaforici!) che ancora ne portano i lividi, ma con il diploma o la laurea in tasca.

La “risorsa umana” degli adolescenti si sviluppa con l’attenzione, la pazienza e l’autorevolezza, e non con la ghettizzazione. La conoscenza si migliora con il lavoro certosino della fantasia nell’insegnamento.

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Molti anni fa ho scritto alcuni miei pensieri di insegnante che potrebbero essere utili alla Signora ministro e ai suoi “simili” per meditare su cosa vuol dire “insegnare” e che mal si conciliano con le riforme attuate:


 ... Negli ultimi anni scolastici i risultati estremamente deludenti che ottenevo, nonostante gli sforzi didattici, mi hanno indotto a mettere in discussione il mio atteggiamento verso gli studenti, perché non trovavo né logico né giusto scaricare ogni responsabilità sulla "poca voglia di studiare dei ragazzi d'oggi" o "sulla scarsa capacità di apprendimento" (un eufemismo per definire stupido qualcuno!). Avevo, in passato, letto testi sulla didattica e ascoltate conferenze o seminari sulla comunicazione, ma non avevo mai avuto il tempo di sedermi e pensare, pensare a lungo, rivedendo con gli occhi del ricordo il volto dei miei insuccessi, analizzando i pensieri ed i sentimenti ancora vivi nel mio subconscio, cercando di creare una struttura logica capace di unire più di vent'anni di problemi degli adolescenti della scuola media superiore. Poi ho trovato questo decalogo del professor Alex Johnstone dell'Università di Glasgow che ordina i miei pensieri e mi suggerisce una strada migliore…

 DIECI REGOLE PER CHI INSEGNA

 1.      Ciò che si apprende dipende da ciò che già si conosce e si capisce. (metafora di quanto detto dal pedagogista svizzero Pestalozzi :"Per condurre qualcuno non  importa dove, bisogna prenderlo dove egli è".)

2.      Il modo in cui si apprende è regolato da come si è riusciti ad apprendere con successo nel passato.

3.      Per essere efficace, l'apprendimento deve connettersi alle conoscenze e abilità preesistenti arricchendole e ampliandole.

4.      La quantità di materiale che può essere trattata nell'unità di tempo è limitata.

5.      Per sentirsi a proprio agio il discente ha bisogno di rassicurazione e di retroazione e a tal fine le modalità di valutazione devono essere umane.

6.      Si deve tener conto dei differenti stili d'apprendimento e delle diverse motivazioni.

7.      Gli studenti devono consolidare il proprio apprendimento interrogandosi su ciò che avviene nelle loro menti.

8.      Bisogna dare spazio alla soluzione di problemi veri e propri (non pure e semplici applicazioni di formule), in modo di mettere alla prova e rafforzare i nessi concettuali.

9.      Si devono dare occasioni per esercitare la creatività, sostenere le proprie ragioni, mettersi alla prova e fare ipotesi.

10. Si devono dare occasioni per insegnare e spiegare (non si conosce realmente un argomento finché non lo si ha insegnato).

(Pubblicato sul N. 44 (settembre 1997) della Education Division Newsletter della Royal Society of Chemistry e su “La Chimica nella Scuola”  n° 1 , 1998)




6 ottobre 2011

ASSURDO E’ UN EUFEMISMO

Articolo scatenante  : “Concorso per presidi nel caos tra quiz sbagliati e fughe di notizie”.

Naturalmente, visto che nella scuola ci sono letteralmente vissuta (19 da studente e quasi trenta da docente) quando leggo “scuola” vado a vedere di che si tratta.

Mi sono scaricata le domande (oltre 5000) e sono andata al leggerle a campione. (Per chi è curioso come me :  Il Miur ha pubblicato sul proprio sito la batteria di oltre 5mila quiz )

Premetto che per anni sono stata membro del consiglio d’istituto e della giunta esecutiva, nonché vicepreside di una scuola superiore con (ai tempi d’oro) più di 800 allievi.

Tra informazioni indispensabili nella preparazione di un dirigente scolastico vista la complessità dell’attuale normativa, ci sono domande che definire assurde è un eufemismo.

Ad esempio:

Nei seguenti Paesi europei, tranne uno,il capo d’istituto proviene esclusivamente dai ranghi dell’insegnamento. In quale Paese il capo d’istituto può provenire anche da altri settori?

Non in Italia, ma in altri paesi europei!

La Legge Fondamentale (Grundgesetz del 1949) per l’istruzione scolastica e universitaria in Germania colloca a quale livello le responsabilità legislative e amministrative nel settore?

Poi per l’area amministrativa penso che una laurea in giurisprudenza non sarebbe sufficiente senza un’approfondito studio delle normative comunitarie, e non solo nel campo dell’istruzione.

Boh!


concorso presidi,scuola,istruzioneQuei “nostri rappresentanti” che non sanno usare i congiuntivi, che fanno delle emerite figure di m…. alle banali domande sull’Italia (Le Iene: politici e Unità d'Italia, quante gaffe!) che sparano i neutrini in un tunnel di più di 700Km, vogliono dei dirigenti scolastici “super colti”, che sanno quanti condomini deve avere un condominio per avere un regolamento (area3 – n°323) oppure quando si apre una successione (morte del defunto o redazione del testamento o… area 3 – 337). Forse sperano in qualche lascito al ministero?

L’area4, quella psicopedagogica è spettacolare!

Ho fatto tanto lavoro a scuola senza sapere rispondere a quali novità sensazionali l’educazione cristiana introdusse rispetto all’educazione tradizionale, o quale fosse il pensiero riportato nella Ratio studiorum Societatis Jesu(1599) o il valore diAmos Komensky che con l’Orbis sensualium pictus realizzò un libro innovativo.

Poi mi vergogno di non sapere chi minchia sia Carleton Wolsey Washburne che, porca paletta!, ha influenzato significativamente lo sviluppo della scuola italiana.

Però … so cos’è un neutrino, come è composto un atomo, (un mio racconto è pubblicato anche sulla rivista CnS nel 2004 Così nacque la vita.) e ho saputo, a suo tempo, evitare più di qualche abbandono scolastico e parecchie situazioni critiche in un mondo difficile come quello degli adolescenti di un Istituto Tecnico.

Per chi volesse erudirsi, poi, sul metodo con cui si svolgerà il concorso, c’è il Facsimile istruzioni e risposte per il concorso che è veramente illuminante, specie nei fogli per la ricerca delle domande a cui si deve rispondere.

DEMENZIALE specie con 1 minuto per domanda!

Concorso vietato alle persone con leggera dislessia (quella che fa invertire le cifre : es. 137 in 173). Bocciati in partenza!

concorso presidi,scuola,istruzioneAh! Ci son poi 4 sezioni, una per ogni lingua comunitaria principale con domande in lingua originale.

Pretendono forse dirigenti poliglotti? Vada per l’informatica (area7) anche se prevede informazioni piuttosto particolareggiate (a me note però, quindi non più di tanto) , ma quattro lingue… al massimo un paio…

Ahò!  Ma un bel camion per la differenziata che se li carichi tanto son tutti da infilare nella frazione dell’umido no?!?…

 

 


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18 settembre 2011

LA MADRE DEGLI IMBECILLI E’ SEMPRE INCINTA

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Ma cosa mi tocca leggere (se fossi stata presente al collegio ora sarei nei guai!). L’articolo è :

Il preside del liceo scientifico Newton di Roma, Mario Rusconi, ha proposto e ottenuto che il personale della sua scuola doni allo Stato un'ora di lavoro a settimana. Volontariato «non retribuito - spiega - per dare al Paese il nostro contributo in un momento difficile». 

Da: Aule senza sedie (le presta il parroco) E bagni chiusi per risparmiare bidelli. La mappa dei disagi. Record a Milano: 56 in classe

Infondo che le scuole statali fossero ormai sull’orlo della disperazione non era difficile immaginarlo, ma che un preside obbligasse il personale a dare dei soldi ad uno Stato che calpesta la cultura riducendo le scuole statali in mutande è un assurdo!

scuola, finanziaria,gelmini,presideHo scritto “obbligasse” perché non credo che la cosa sia stata allegramente accettata se non per quello spirito di depressa rassegnazione  che ormai da tempo hanno tutti quelli che insegnano.

Vorrei guardare in faccia quel preside per capire se è il solito “montato” o se è solo disperazione allo stato puro.

Pretendere che gente con stipendi già indecenti diano soldi per garantire un diritto allo studio costituzionale, mentre quei figli di madre ignota che prosperano a Montecitorio, oltre che evitare di danneggiare con  tagli loro stessi, si concedono di tutto e di più e piangon pure miseria...è fuori da ogni logica!

scuola, finanziaria,gelmini,presideMa una meteorite… un terremotino… un fulminetto… un cedimento strutturale del palazzo… certo farebbe anche delle vittime innocenti, ma sarebbero “danni collaterali” da considerare accettabili, porco mondo!

E la signora “puzzasottoilnaso”, che si vanta del suo operare per evitare gli sprechi, che devolvesse lei metà delle sue abbondanti prebende a favore della scuola pubblica invece di prendere per i fondelli con la sua aria da “leinonsachisonoio”! Che di sicuro sua figlia la manderà a studiare nella scuola privata dove le faranno ponti d’oro e l’educheranno al comportamento consono al senso di superiorità della casta.

Puah!

Piuttosto pane e cipolle che condividere qualcosa con quella gente pur di banchettare!

E poi li ammazzo col fiato!

56 in classe! Ma viaaa!!!

Per italiano e storia si può anche fare se son adulti, se son ragazzini manco per sogno. Ma un laboratorio di un ITIS  come lo gestisci? E come ottieni l’attenzione durante la lezione? C’è il modo : un mitra e due bombe a mano sulla cattedra! E spieghi come si maneggiano!

Quella gente, che ancora pretende di avere ragione davanti a un preside che chiede le panche al parroco perché non ha sedie per i ragazzi, merita davvero di restare fulminata al primo temporale!scuola, finanziaria,gelmini,preside

Cosa posso pensare di chi pur di continuare a mangiare a quattro palmenti dalla mangiatoia pubblica ingoia qualunque rospo e trasforma i polpastrelli in ventose pur di arrampicarsi sugli specchi per difendersi?

Ladri, corrotti, porci (senza offesa per gli animali), ignoranti, fetecchie immonde, escrementi solidi…

Non mi rappresentano! Non li ho scelti io! Sono Italiana e me ne vanto. Loro non appartengono alla mia stessa popolazione. Sono un’aberrazione genetica!

Ci pensavo ieri… hanno trasformato una persona caratterialmente fiduciosa come me in una diffidente a trecentosessanta gradi … no, trecentocinquantanove… mi fido ancora di qualcuno di famiglia. Questo è un vero sacrilegio che merita il rogo! 


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7 agosto 2011

VIENI AVANTI, CRETINO!

 

politica,scuola,lega,finanziaria,casta,privilegiNon so da chi cominciare, visto che sembra il congresso dei cretini.

Ma si! Cominciamo da quello, anzi “quelli” che penso siano parte delle persone dall’evoluzione geneticamente bloccata alla fine dell’era glaciale, con i neuroni ancora leggermente congelati.

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Mi riferisco al popolo che va nella piana di Pontida con la faccia dipinta di bianco e verde e le corna incollate su una insalatiera usata come cappello, e all’imbarazzante “capo” che blatera e gesticola dal palco nel modo che la sua condizione di salute attuale gli permette.

Mi son presa la briga di leggere “l’impegno del governo per i prossimi 180 giorni” distribuito agli astanti.

Ma non son gli stessi punti programmatici già presentati più e più volte? Ma non son forse “coloro” nelle stanze di potere della “Roma ladrona”? Quella stessa Roma che stanno bellamente occupando con la colla nelle tasche per usarla quando si siedono su una poltrona?

politica,scuola,lega,finanziaria,casta,privilegiRisultato?   Il pensiero : “Ma questi ci sono o ci fanno?”

Se ci credono… ci sono. Se non ci credono però ci stanno… ci fanno.

In ogni caso come si può prestare fede ancora a chi son anni che vende aria fritta… A meno di non girare con la cazzarola cornuta sulla testa ed allora tutto è possibile!

Ed ora giocano a fare i “duri e puri” con la monnezza di Napoli. Niente trasferimenti in altre provincie.

Eggià! Finché lo faceva la cricca di Bertolaso & Company tutto bene, ora che qualcuno di onesto ha messo da parte gli intrallazzatori no!

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Senza ripensare a come l’imprenditoria padana, asl comprese, fosse ben felice di pagar poco lo smaltimento dei rifiuti speciali  e non porsi domande di “dove” fossero smaltiti, anche se facilmente intuibile il viaggio verso sud.

Il balletto della finanziaria, poi,  meriterebbe gli onori del palcoscenico.

Il taglio degli sprechi del loro stesso mondo lo fanno con le forbicine per le unghie, per il sociale invece usano la sega elettrica.

Scuola e Sanità si avviano verso un futuro di casta, cioè chi ha il danaro può avere tutto, chi non lo ha … peggio per loro!

Le auto blu, per quelle solo la cilindrata dei nuovi acquisti sarà limitata. Ma i voli di stato saranno limitati … forse… 

E le baby pensioni per loro, quelle guai a chi le tocca.

La Camera costerà nel 2011 un miliardo e non riuscirà ad abbassare questo tetto siderale né nel 2012 né nel 2013. Anzi, tra due anni, alla fine naturale della legislatura (sempre che ci si arrivi) costerà 74 milioni in più passando dalla previsione del 2011 di

1miliardo.070milioni.994mila.520euro,57centesimi

a 1.114.219.354 di euro. 

A quella data è destinato a pesare in bilancio soprattutto l'aumento dell'iperbolica cifra stanziata per i vitalizi dei parlamentari. Molti lasceranno il Transatlantico e non lo faranno a mani vuote. Lo stanziamento previdenziale passerà dagli attuali 138.200.000 a 143.200.000.

Oggi i deputati che prendono la pensione sono 1329 e 484 i familiari che godono della reversibilità. In totale 1813 persone che in media portano a casa 6352 euro mensili a testa.

Alla faccia di chi 6352 euro li prende in un anno intero di pensione e chi non li raggiunge neppure.

La proposta di abolire il vitalizio dopo solo 5 anni e' stata così (guarda video) accolta alla Camera: SI :  22    -   NO : 498.  Bipartisan ovviamente.

Il presidio medico interno alla camera costa 1 milione e 615 mila euro l'anno. Spesa indispensabile, a Roma infatti non ci sono ospedali.

politica,scuola,lega,finanziaria,casta,privilegiForse una normalissima “infermeria”, magari presidiata da un’infermiera non sarebbe sufficiente per quel gerontocomio che è la Camera! (A scuola in infermeria c’erano solo dei cerotti, un abbassalingua, un fagiolo per vomitarci dentro, e i bidelli o i professori che misuravano la febbre con il termometro di dotazione… per più di settecento persone, ma giovani o giovanili…)

Per non parlare dei servizi costosi ed efficienti di Montecitorio. Un esempio per tutti: i servizi di ristorazione e la spesa al mercato costano in tutto 6 milioni di euro.

Ed io che mi straccio le vesti se spendo più di 150 euro la settimana! (Un terzo in frutta e verdura).

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Dulcis in fundo, dopo l’assunzione di una pillola per il mal di fegato, il mostro d’arrogante vuoto intellettivo, ma di elevate capacità adulatorie e servili, della min-pub-istr. si lancia nella “svolta epocale” per la maturità fatta a quiz dall’INVALSI.

Visto che hanno avuto un sucessone con le griglie di valutazione sbagliate di quelli delle medie di quest’anno, il prossimo vogliono toppare quelli della maturità.

Ma questa manica di smidollati chi li boccia?

M’è capitato di leggere su di un giornale che son diminuiti i bocciati nella zona “perché studiano di più”. Non perché gli insegnanti sono ormai alla frutta e promuovono chi sa scrivere il proprio nome e cognome senza errori. Tanto nelle condizioni indecenti in cui son costretti a lavorare di più non si riesce ad insegnare!

Intanto : “Rotondi dice no ai tagli dei privilegi “La gente ci detesta, difendiamo la Casta””

Finalmente uno che dice quello che tanti di loro pensano! E difendiamo anche dai processi in corso “the Boss”, visto che ci siamo, infilando nella “finanziaria” le norme bocciate a gran voce da quelle 

nullità degli elettori.

politica,scuola,lega,finanziaria,casta,privilegiPoi , per i sacrifici veri, rimandare tutto alla prossima legislatura, così “son ca… di chi ci sarà” intanto “noi” ci pariamo il c…!

Mah! più che cretini questi son delinquenti e la cricca una vera e propria società a delinquere, compresi quelli che strillano “Roma ladrona” e usano il potere per interesse privato e scopi chiaramente nepotistici.

 




7 agosto 2011

"Bocciato.” … “No!.. scrivete Non Promosso!”...20° puntata

Mercoledì 17 Aprile

 

Venerdì scorso mi è arrivata una telefonata del preside :

-“ Ho chiamato per farle gli auguri… si.. di Buona Pasqua.”

 La voce e l’atteggiamento generale mi hanno fatto sospettare del vero scopo della chiamata,  sotto quelle parole gentili c’era un disegno diverso.

-“ …poi, volevo dirle che …

oggi o un altro giorno.. si.. dobbiamo vederci per chiarire…”

Eccolo! Altro che auguri, bisogna chiarire  il mio delitto di “lesa maestà”!

La lettera di dimissioni ha fatto il suo corso.. ed il suo effetto, ma più di quella certo lo hanno fatto i miei  “buchi” nella  gestione della quotidianità della scuola.

E chiarimento c’è stato!  Dio che chiarimento! ..

.....

(Non riporto quanto scritto nel diario perché son pensieri poco adatti ad una signora, comunque possono essere condensati nella frase con cui ho terminato la pagina  )

 

E’ un piccolo maschilista che vuole le donne sottomesse da esseri inferiori quali le reputa.

Meglio lasciarlo perdere! Coinciso e corretto!

Mi sono proprio rotta e chiudo bottega!

‘Mortammazzati tutti!

 

Giugno

 

L’anno scolastico si è concluso con il solito rito degli scrutini, un accadimento inevitabilmente lacerante per le menti e le anime di chi vi partecipa.

Discussioni a non finire… Il problema di “perdere l’anno”.

Com’è possibile perdere un anno, il tempo non viene mai perso, viene utilizzato in altra maniera, ogni giorno è un’esperienza che ci fa crescere, anche a cent’ anni ogni giorno ci regala qualcosa che ci arricchisce sempre e comunque.

La mia dolce nonnetta diceva : - “ Se fossi morta ieri non l’avrei imparato!  Bon ciò!” -  e sorrideva felice.

La scuola invece da tempo viene vista come un periodo “improduttivo, quindi da “attraversare” il più velocemente possibile per raggiungere l’agognata redditività.

Ammesso e non concesso di riuscire ad entrare nel mondo “produttivo”!

Lo scrutinio dunque è uno dei “pit stop” della carriera scolastica, dal quale si deve uscire velocemente incuranti  delle condizioni di arrivo, e se si viene fermati per guasti  ritenuti irreparabili, apriti cielo! Meglio andare a sbattere il muso contro il muro della vita e rovinarsela piuttosto che ripetere un giro!

I calendari delle sedute sono stati preparati da mesi, le classi sono inserite in una griglia oraria che deve rispettare le esigenze di chi deve presiedere lo scrutinio, cioè il preside, che dovrebbe garantire uniformità di comportamento tra i vari consigli.

Le regole generali sono scritte in tutti i regolamenti ministeriali ed interni, teoricamente nulla è lasciato al caso.

Teoricamente però, perché i consigli di classe sono composti di persone, ognuna con le proprie convinzioni, giuste o sbagliate che siano, e anche se il mestolo è lo stesso, il contenuto della zuppa servita varia di volta in volta, così le differenze permangono, le discussioni pure, e i risultati son diversi, legati come sono alla “politica” personale dei componenti.

E’ buffo osservare il caos organizzato di quei giorni.

I corridoi vuoti vengono attraversati da figure tutte molto simili, che trascinano i piedi stancamente, ma in fretta, carichi di fogli, borse, registri, e qualche bevanda, (perché a giugno generalmente fa caldo), diretti alle aule più fresche, scelte appositamente per le operazioni, con gli occhi stralunati ed un sorriso ebete rivolto a chi incontrano.

Qualcuno scende le scale scuotendo il capo, qualcuno le sale con aria rassegnata, tutti rivolgono una domanda: ”Quanti te ne mancano?” e invidiano chi risponde : ”Finito!” naturalmente senza “ho” poiché ormai le parole sono terminate, dopo tanto battagliare.

Perché gli scrutini son battaglie! Si, battaglie a colpi di numeri scritti su di un registro, con l’appoggio della cavalleria del giudizio che ognuno s’è fatto di quel determinato individuo.

Chi dirige deve farsi un’opinione basandosi su di un rigo di cifre, supportato dalle parole più o meno autorevoli dei vari presenti, e poi poggiare il suo peso, che in caso di parità vale doppio, da una delle due parti, ed allora è importante avere il dono dell’eloquenza per far prevalere le proprie convinzioni.

Alla fine dei lavori i furbi scappano e i soliti ligi al dovere si occupano del verbale e delle trascrizioni varie, un vero mare di burocrazia in cui affoga anche il nuotatore più provetto.

Quando, infine, si torna a casa, si porta con se uno strano senso di colpa misto ad un senso di liberazione che non permette il riposo tranquillo, almeno per quella notte.




1 giugno 2011

SèMO FòRA COL MùSSO

scuola,politica,crisi,casta,privilegi,disabili“Sèmo fòra col mùsso”(siamo usciti con il mulo..  il cavallo era per i “signori”) mi diceva la nonna quando, piccina, le chiedevo di comperarmi quella cioccolata che mi faceva tanta voglia, ed io comprendevo che non c’era danaro per le cose non indispensabili.

Cari Signori che state col deretano incollato alle poltrone, totalmente sordi e ciechi alle necessità della gente, talmente concentrati sulle vostre voglie da studiare ogni strategia, anche truffaldina, pur di soddisfarle,… noi il mulo ce lo siamo dovuto vendere per andare avanti!

Ed ora siamo in giro con l’ST, che non è una fuoriserie, ma sono le iniziali di “suole” e “tacchi”!

Madàme Morattì ha già predisposto, in caso di secondo mandato, la costruzione di un palazzo per il comune del costo di 120 milioni (più le spese che seguiranno per arredi e trasferimenti vari. Visto i gusti del bat-rampollo, che da qualcuno deve pur aver preso, non ci andranno leggeri, penso.)

Tanto mica paga lei.

Qualcuno parla con insistenza di delocalizzazione dei ministeri. Danno lustro e tirano danaro.

Forse sarebbe più onesto dire che danno posti di lavoro di tipo clientelare. E poi i trasferimenti non sarebbero certo a costo zero.

Così dopo il lievitare del numero dei sottosegretari, lieviterebbero anche i funzionari. Sempre con logiche clientelari naturalmente.

Tanto mica pagano loro.

Se ben ricordo la partenza era stata per una “pulizia” del numero delle cariche e delle leggi inutili… seee! come quando io metto in ordine l’armadio : “..questo lo tengo che può servire… questo mi può essere utile… questo è un ricordo di…” E conservo anche la polvere.  Naturalmente poi continuo ad accantonare  cose inutili per gli altri… (come i “responsabili”, utili solo a se stessi e ad uno a caso.)

L’economia non decolla, e la spesa pubblica aumenta grazie agli sprechi di un malgoverno generalizzato, che permette dalle pensioni baby di svariate migliaia di euro alle auto blu per andarescuola,politica,crisi,casta,privilegi,disabilianche al cesso, mentre le volanti della polizia sono tenute in funzione da spago e colla.

Allora, visto che chi legifera non vuol rinunciare a nulla, per risparmiare si guarda alla scuola.

Un paio di senatori (PdL) presentano un disegno di legge che apre ai privati “il sostegno agli allievi disabili”, naturalmente pagato dalle famiglie… anche perché le scuole lo potrebbero fare solo mandando i docenti, la sera, a prostituirsi.

Il busillis è nella visione, fraudolenta,  che vogliono avere del servizio pubblico come “azienda”.

L’azienda che intendono è quella del tipo privato, che deve avere profitti, deve seguire il mercato, e che mette a rischio il capitale.

Ma l’istruzione è un capitale che frutta solo a lunga scadenza.

E’ un capitale non immediatamente quantificabile. E’ un capitale legato a parametri imprevedibili, come la capacità di sviluppare abilità non apparenti connesse con lo stimolo del docente.

La scuola italiana dell’obbligo aveva raggiunto in questo campo livelli degni di nota, ed ora, grazie all’insipienza di una massa di percoroni, sta scivolando tutto nel cesso, acqua del bagnetto e bambino compreso.

E quei pirlotti che blaterano con cadenze dialettali che ci vuole manodopera specializzata stanno affossando le scuole pubbliche tecniche e professionali con taglio di ore e di fondi, forse per usare i corsi della provincia o della regione per lo stesso scopo, purtroppo con il  risultato di formare  tecnici meno qualificati.

scuola,politica,crisi,casta,privilegi,disabiliIntanto qualcuno sbandiera la connessione wi-fi nelle scuole… che spesso non hanno i pc, o hanno solo quelli che recuperano da aziende o banche che li cambiano.

Lo sostengo, e lo sottoscrivo se necessario, per cognizione di causa.

Mi viene in mente quella canzone : “Balocchi e profumi”. La bimba morente siamo noi e la mamma chi ci governa.

Attenta mamma che la ragazzina non è poi così moribonda da non tirare fuori la rabbia e strangolarti!




19 maggio 2011

NEPPURE SOGNARE IN PACE !

 

scuola,test invalsi,istruzione pubblica,bonea,elezioni comunaliNeanche la notte mi lasciano in pace! Invadono i miei sogni e mi sveglio incazzata!

Chi? Ma i soliti “ignoti” che durante il giorno invadono gli spazi mediatici sparando cazzate a raffica.

Ogni volta che compare la faccia, ingessata nell’espressività supponente di una trota bollita, della ministra della (sempre meno) pubblica istruzione  (a suo confronto “il trota” pare quasi normale) mi assale una botta di furore che fatico a trattenere per non danneggiare oggetti che poi dovrei riacquistare.

C’è in giro la storia dei test dell’invalsi. Ed io che faccio? Me li sogno.

Immagine onirica : un’aula qualsiasi.

I banchi in fila con la loro formica verdolina vuoti.

Seduta di lato alla cattedra osservo con indifferenza il pacco dei test  invalsi ancora sigillato. Sposto l’attenzione sul collega, più giovane di me, che resta perplesso in piedi, e osserva ora il pacco, ora me, ora l’altra collega che si è seduta sul primo banco sotto la finestra.

Visto che son la più vecchia aspettano istruzioni.

I ragazzi “si son dati” … un giorno di vacanza in massa e noi siamo i pirla che devono decidere che fare.

- “Abbiamo tre possibilità” dico, “o verbalizzare che non ci sono gli allievi,  o fare noi il test per tutti così la scuola alza la media,  o fare il test mettendo le crocette a caso così, statisticamente parlando, qualche risposta azzeccata ci sarà e la presa per il c… di questo test ha la risposta che si aspettano , cioè che la scuola pubblica è una schifezza!

…E mi sono svegliata con un impellente necessità fisiologica… peccato, mi sarebbe scuola,test invalsi,istruzione pubblica,bonea,elezioni comunalipiaciuto conoscere il seguito!

La rielaborazione onirica dei miei pensieri diurni chiarisce bene il problema.

Si vuole valutare una scuola che è stata messa in condizioni di non poter più garantire la pretesa qualità.

E’ come se, tanto per chiarire con un esempio, con la dispensa quasi vuota dovessi preparare un pranzo per dodici persone e, poi, qualcuno attribuisse alla performance le “stelle Michelin”.

Io mi domando come si possa pretendere di garantire un’adeguata formazione quando le classi sono sempre più numerose, le ore vengono diminuite di numero e, quindi, la didattica si deve adeguare. Chi segue bene e chi non segue …ciccia!

scuola,test invalsi,istruzione pubblica,bonea,elezioni comunaliDiscriminazione dei disabili, discriminazione per ceto (abbiente o meno abbiente, i poveri se la prendono come sempre in saccoccia!) discriminazione perfino di tipo ideologico sui docenti.

Il problema, infatti, viene poi scaricato sull’insegnante sia dalle famiglie che dalle istituzioni.

E chi si sta dannando per fare un buon lavoro, per non lasciare indietro alcun allievo, si sente cornuto e mazziato.

I “loro” figli invece non ha importanza quale capacità abbiano tanto ci pensa papà!

<< “Il Sindaco? Carica Ereditaria. Il Papà Del Neoeletto: “Farò Tutto Io” - “Mio figlio è giovane (ndr.18 anni): non parla con la stampa Non sa neppure che cos’è una delibera” >> (art. di Cristiano Vella su “il Fatto Quotidiano” del 18 maggio 2011)

Il luogo : Bonea in provincia di Benevento (1500 abitanti).

Gli attori : l’ex sindaco (carica ricoperta dal 2001) ora consigliere di maggioranza ed il di lui figlio presentato come “testa di legno”, felice di essere il più giovane ed ignorante (politicamente parlando) sindaco d’Italia.

scuola,test invalsi,istruzione pubblica,bonea,elezioni comunaliEd a giugno dovrà fare la maturità. Non so se come sindaco possa avere informazioni in anteprima…

Mi viene in mente il cavallo di Caligola fatto senatore… 1973 (più o meno) anni orsono.  In fondo era un cavallo serio e lavoratore. Ma non penso che l’abbia scelto per mantenere il comando…




14 aprile 2011

Dal mio diario ... 19° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Giovedì 12 aprile

 

La buriana è passata ed io sto lentamente riacquistando il controllo di me stessa e della situazione.  Solo dio sa che cosa ho passato!

Il 3 di aprile, sospettando quello che avrei trovato, vista la partenza per la gita di molti docenti,  sono arrivata a scuola con l’ansia che mi attanagliava lo stomaco.

Me lo sentivo, infatti … “cose da pazzi” !!!

Inizio con una mamma ed un ragazzo che mi stanno aspettando, perché, mi dicono, la mattinata è praticamente vuota dei suoi docenti e nel pomeriggio..”deve scontare una punizione aiutando i bidelli a ripulire le classi”. 

Nessuno mi ha avvisato della punizione, sospetto ci sia dolo nella trascuratezza, quindi devo “navigare a vista”. Tutte le classi hanno un docente in sostituzione di quello assente, quindi la risposta è che il ragazzo può restare ed effettuerà la punizione regolarmente.

Mando una benedizione di cuore a quei “carissimi colleghi” che mi hanno lasciato nelle peste!

Telefonata : Tizio è assente per tutta la settimana, devi sostituirlo…

Naturalmente la persona delegata dal preside non si vede e non si sente! Una trentina di classi, circa un terzo dei ragazzi presenti, la metà dei docenti in gita … ed io a dirigere il traffico! 

Faccio le sostituzioni utilizzando la lista dei colleghi la cui classe è in gita che mi hanno lasciato pronta sul tavolo. 

A questo punto inizia la baraonda perché cominciano ad arrivare con i foglietti delle sostituzioni in mano, protestando perché nella loro classe ci sono gli allievi, quindi non possono sostituire qualcuno.

Dopo il panico iniziale mi accorgo che stanno facendo “la manfrina” in modo da mettermi nei casini, perché hanno mediamente due o tre allievi presenti, quindi possono benissimo accorpare le classi! Per colmo di misura, chi ha programmato le sostituzioni e i docenti a disposizione sul professionale ha fatto un sacco di errori, e ha tenuto conto solo dei primi due giorni.

Mi sono sentita umiliata e furiosa, perché era palese il desiderio di mettermi in difficoltà.

La vigliaccheria e la piccineria di chi ha lavorato male con la scusa che “mi sarei arrangiata” mi ha fatto imbestialire. Per fortuna alcuni colleghi presenti mi hanno dato una mano a sistemare le cose più urgenti, per le altre è stato necessario riprendere in mano tutto e ricominciare daccapo. 

Chi ha fatto questa vigliaccata la pagherà, ma al momento opportuno. Hanno costruito la trappola, io ci sono caduta, ne sono uscita piena di rancore, e questo non mi piace!

I ragazzi son più corretti degli adulti, sanno capire quando li rispetti e ti ricambiano nello stesso modo, gli adulti non sempre lo fanno.

Alla fine della mattinata, tutta la settimana è organizzata come si deve, non ci saranno altri problemi.

Il delegato del preside si è presentato a mezza mattina chiedendo se tutto era a posto. So di certo che gli hanno riferito ogni istante del mio imbarazzo iniziale, ed ora mi chiede “se tutto è andato bene?”  

La risposta è stata un “Adesso si!” secco come una frustata, seguito dall’elenco delle “dimenticanze” e degli “errori” lasciati.

Il giorno 5, circa a metà della mattinata, in una classe del professionale “sparisce” il portafoglio di un ragazzo. Conteneva 170 mila lire. Avvertita raggiungo immediatamente l’aula accompagnata dalla collega che era presente al momento della scoperta del furto.

Accertato che il fatto era avvenuto in presenza della docente, impegnata nell’interrogazione di qualcuno, comincio a parlare dell’aspetto giuridico di un furto, della possibilità di essere denunciati e trattenuti fino all’arrivo dei carabinieri… poi, d’un tratto, le parole seguono un sentiero imprevisto, sento il bisogno di gridare il mio sconcerto al pensiero che uno di loro sia un ladro.

- “Guardate il vostro compagno di banco, guardatelo negli occhi! Come potete pensare di passare tutta la giornata vicino ad uno che potrebbe essere un ladro! Dovete vivere con la mano sul portafoglio per la paura di essere derubati? Io non posso guardare quegli occhi così vivaci e pensare che forse è stato lui .. !”

Mentre parlo, un ragazzino  si alza dall’ultimo banco, pallido avanza con 50.000 lire in mano.. – “ Non so chi le abbia prese, … a me sono state date, sento che le devo restituire, … adesso mi sospenda pure!”  E mi porge il danaro.

- “Non ti sospendo, anzi ti ringrazio perché hai avuto il coraggio di fare questo atto davanti a tutti, e, soprattutto, davanti a me, ben sapendo che potrei prendere dei provvedimenti disciplinari. Ci vuol coraggio per ammettere i propri errori, quindi nessuna punizione.”

Finisco il “pistolotto” che avevo iniziato poi esco disponendo una tregua di un’ora per restituire il maltolto.

Non passano dieci minuti che arriva una collega a riferirmi che tutta la somma è stata restituita, ed ora le cose sono a posto. Qualcuno si congratula per la soluzione di un problema così scabroso senza “colpo ferire”, e mi chiede la ricetta.

Il mio peggior difetto è anche il mio dono più prezioso  :  parlare!

Non so come e perché, ma le parole adatte arrivano al momento giusto, spesso per combinarmi qualche guaio, visto che dico sempre la verità, talvolta per risolvere una situazione difficile, come in questo caso.

La settimana passa, e la mia decisione in merito al da fare per il comportamento dei colleghi “boicottatori” matura. Mi dimetterò dall’incarico, con una lettera ben calibrata darò le dimissioni, così potranno fare anche la mia parte di lavoro. Una lettera scritta con l’amarezza che non riesco a smorzare, con la repulsione per il comportamento rozzamente “bastardo” di colleghi con i quali avrei dovuto collaborare, confermato dalle solite persone che, invece di tacere, raccontano brandelli di discorsi che hanno sentito, completando un puzzle di cui avevo supposto il disegno.

“…mi sono sentita umiliata nel mio ruolo…” le parole cadono sul foglio quasi facendo rumore, quanto sono pesanti.

Non posso continuare a subire l’imbecillità , la superficialità, la pressapocaggine degli altri, devo essere libera dalle pastoie degli sciocchi! Finora ho “tenuto duro” solo per aiutare la vicepreside che è al primo incarico, mentre io ho esperienze passate. Ora Lei è più forte, ha imparato a gestire l’ordinaria burocrazia.

Basta! Tutto il rancore sepolto risale alla luce.  Le “attenzioni” non date, le parole non dette, le cose pretese pur non essendo dovute, tutto torna alla luce del mio risentimento.

Quel senso profondo di angoscia, inghiottita nel nascondere a se stessi il proprio disagio davanti ad un torto, ritorna moltiplicato per tutti i torti subiti, ed esplode in una voglia di sole e di mare, di fuga dalla realtà, di rifiuto degli altri ai limiti del furore.

Lunedì 9 sono rientrati tutti sorridenti e soddisfatti, (qualche anno dopo ho saputo che hanno rischiato guai seri, se non fosse stato per una collega intervenuta appena in tempo), mi sono presentata dal preside,  ho esposto i fatti ed espresso il disagio subito.

Una serie di scuse accampate lì per lì, frasi del tipo “..ho pensato che nessuno sarebbe venuto a scuola..”, “..Ho pensato che si sarebbero arrangiati ad accorpare le classi..”, “..Pensavo di aver organizzato tutto per bene…”  hanno costellato i miei racconti.

Il preside ha presa la lettera, ha detto che l’avrebbe letta  ed avrebbe deciso. 

Sono sicura che fosse già a conoscenza di quanto avrei riferito grazie al tam-tam dei corridoi, e credo che accarezzasse già l’idea di mettermi da parte.

La vicepreside non era al corrente, e mi ha appoggiata nell’indignazione. Io le credo.



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