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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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7 agosto 2011

"Bocciato.” … “No!.. scrivete Non Promosso!”...20° puntata

Mercoledì 17 Aprile

 

Venerdì scorso mi è arrivata una telefonata del preside :

-“ Ho chiamato per farle gli auguri… si.. di Buona Pasqua.”

 La voce e l’atteggiamento generale mi hanno fatto sospettare del vero scopo della chiamata,  sotto quelle parole gentili c’era un disegno diverso.

-“ …poi, volevo dirle che …

oggi o un altro giorno.. si.. dobbiamo vederci per chiarire…”

Eccolo! Altro che auguri, bisogna chiarire  il mio delitto di “lesa maestà”!

La lettera di dimissioni ha fatto il suo corso.. ed il suo effetto, ma più di quella certo lo hanno fatto i miei  “buchi” nella  gestione della quotidianità della scuola.

E chiarimento c’è stato!  Dio che chiarimento! ..

.....

(Non riporto quanto scritto nel diario perché son pensieri poco adatti ad una signora, comunque possono essere condensati nella frase con cui ho terminato la pagina  )

 

E’ un piccolo maschilista che vuole le donne sottomesse da esseri inferiori quali le reputa.

Meglio lasciarlo perdere! Coinciso e corretto!

Mi sono proprio rotta e chiudo bottega!

‘Mortammazzati tutti!

 

Giugno

 

L’anno scolastico si è concluso con il solito rito degli scrutini, un accadimento inevitabilmente lacerante per le menti e le anime di chi vi partecipa.

Discussioni a non finire… Il problema di “perdere l’anno”.

Com’è possibile perdere un anno, il tempo non viene mai perso, viene utilizzato in altra maniera, ogni giorno è un’esperienza che ci fa crescere, anche a cent’ anni ogni giorno ci regala qualcosa che ci arricchisce sempre e comunque.

La mia dolce nonnetta diceva : - “ Se fossi morta ieri non l’avrei imparato!  Bon ciò!” -  e sorrideva felice.

La scuola invece da tempo viene vista come un periodo “improduttivo, quindi da “attraversare” il più velocemente possibile per raggiungere l’agognata redditività.

Ammesso e non concesso di riuscire ad entrare nel mondo “produttivo”!

Lo scrutinio dunque è uno dei “pit stop” della carriera scolastica, dal quale si deve uscire velocemente incuranti  delle condizioni di arrivo, e se si viene fermati per guasti  ritenuti irreparabili, apriti cielo! Meglio andare a sbattere il muso contro il muro della vita e rovinarsela piuttosto che ripetere un giro!

I calendari delle sedute sono stati preparati da mesi, le classi sono inserite in una griglia oraria che deve rispettare le esigenze di chi deve presiedere lo scrutinio, cioè il preside, che dovrebbe garantire uniformità di comportamento tra i vari consigli.

Le regole generali sono scritte in tutti i regolamenti ministeriali ed interni, teoricamente nulla è lasciato al caso.

Teoricamente però, perché i consigli di classe sono composti di persone, ognuna con le proprie convinzioni, giuste o sbagliate che siano, e anche se il mestolo è lo stesso, il contenuto della zuppa servita varia di volta in volta, così le differenze permangono, le discussioni pure, e i risultati son diversi, legati come sono alla “politica” personale dei componenti.

E’ buffo osservare il caos organizzato di quei giorni.

I corridoi vuoti vengono attraversati da figure tutte molto simili, che trascinano i piedi stancamente, ma in fretta, carichi di fogli, borse, registri, e qualche bevanda, (perché a giugno generalmente fa caldo), diretti alle aule più fresche, scelte appositamente per le operazioni, con gli occhi stralunati ed un sorriso ebete rivolto a chi incontrano.

Qualcuno scende le scale scuotendo il capo, qualcuno le sale con aria rassegnata, tutti rivolgono una domanda: ”Quanti te ne mancano?” e invidiano chi risponde : ”Finito!” naturalmente senza “ho” poiché ormai le parole sono terminate, dopo tanto battagliare.

Perché gli scrutini son battaglie! Si, battaglie a colpi di numeri scritti su di un registro, con l’appoggio della cavalleria del giudizio che ognuno s’è fatto di quel determinato individuo.

Chi dirige deve farsi un’opinione basandosi su di un rigo di cifre, supportato dalle parole più o meno autorevoli dei vari presenti, e poi poggiare il suo peso, che in caso di parità vale doppio, da una delle due parti, ed allora è importante avere il dono dell’eloquenza per far prevalere le proprie convinzioni.

Alla fine dei lavori i furbi scappano e i soliti ligi al dovere si occupano del verbale e delle trascrizioni varie, un vero mare di burocrazia in cui affoga anche il nuotatore più provetto.

Quando, infine, si torna a casa, si porta con se uno strano senso di colpa misto ad un senso di liberazione che non permette il riposo tranquillo, almeno per quella notte.




14 aprile 2011

Dal mio diario ... 19° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Giovedì 12 aprile

 

La buriana è passata ed io sto lentamente riacquistando il controllo di me stessa e della situazione.  Solo dio sa che cosa ho passato!

Il 3 di aprile, sospettando quello che avrei trovato, vista la partenza per la gita di molti docenti,  sono arrivata a scuola con l’ansia che mi attanagliava lo stomaco.

Me lo sentivo, infatti … “cose da pazzi” !!!

Inizio con una mamma ed un ragazzo che mi stanno aspettando, perché, mi dicono, la mattinata è praticamente vuota dei suoi docenti e nel pomeriggio..”deve scontare una punizione aiutando i bidelli a ripulire le classi”. 

Nessuno mi ha avvisato della punizione, sospetto ci sia dolo nella trascuratezza, quindi devo “navigare a vista”. Tutte le classi hanno un docente in sostituzione di quello assente, quindi la risposta è che il ragazzo può restare ed effettuerà la punizione regolarmente.

Mando una benedizione di cuore a quei “carissimi colleghi” che mi hanno lasciato nelle peste!

Telefonata : Tizio è assente per tutta la settimana, devi sostituirlo…

Naturalmente la persona delegata dal preside non si vede e non si sente! Una trentina di classi, circa un terzo dei ragazzi presenti, la metà dei docenti in gita … ed io a dirigere il traffico! 

Faccio le sostituzioni utilizzando la lista dei colleghi la cui classe è in gita che mi hanno lasciato pronta sul tavolo. 

A questo punto inizia la baraonda perché cominciano ad arrivare con i foglietti delle sostituzioni in mano, protestando perché nella loro classe ci sono gli allievi, quindi non possono sostituire qualcuno.

Dopo il panico iniziale mi accorgo che stanno facendo “la manfrina” in modo da mettermi nei casini, perché hanno mediamente due o tre allievi presenti, quindi possono benissimo accorpare le classi! Per colmo di misura, chi ha programmato le sostituzioni e i docenti a disposizione sul professionale ha fatto un sacco di errori, e ha tenuto conto solo dei primi due giorni.

Mi sono sentita umiliata e furiosa, perché era palese il desiderio di mettermi in difficoltà.

La vigliaccheria e la piccineria di chi ha lavorato male con la scusa che “mi sarei arrangiata” mi ha fatto imbestialire. Per fortuna alcuni colleghi presenti mi hanno dato una mano a sistemare le cose più urgenti, per le altre è stato necessario riprendere in mano tutto e ricominciare daccapo. 

Chi ha fatto questa vigliaccata la pagherà, ma al momento opportuno. Hanno costruito la trappola, io ci sono caduta, ne sono uscita piena di rancore, e questo non mi piace!

I ragazzi son più corretti degli adulti, sanno capire quando li rispetti e ti ricambiano nello stesso modo, gli adulti non sempre lo fanno.

Alla fine della mattinata, tutta la settimana è organizzata come si deve, non ci saranno altri problemi.

Il delegato del preside si è presentato a mezza mattina chiedendo se tutto era a posto. So di certo che gli hanno riferito ogni istante del mio imbarazzo iniziale, ed ora mi chiede “se tutto è andato bene?”  

La risposta è stata un “Adesso si!” secco come una frustata, seguito dall’elenco delle “dimenticanze” e degli “errori” lasciati.

Il giorno 5, circa a metà della mattinata, in una classe del professionale “sparisce” il portafoglio di un ragazzo. Conteneva 170 mila lire. Avvertita raggiungo immediatamente l’aula accompagnata dalla collega che era presente al momento della scoperta del furto.

Accertato che il fatto era avvenuto in presenza della docente, impegnata nell’interrogazione di qualcuno, comincio a parlare dell’aspetto giuridico di un furto, della possibilità di essere denunciati e trattenuti fino all’arrivo dei carabinieri… poi, d’un tratto, le parole seguono un sentiero imprevisto, sento il bisogno di gridare il mio sconcerto al pensiero che uno di loro sia un ladro.

- “Guardate il vostro compagno di banco, guardatelo negli occhi! Come potete pensare di passare tutta la giornata vicino ad uno che potrebbe essere un ladro! Dovete vivere con la mano sul portafoglio per la paura di essere derubati? Io non posso guardare quegli occhi così vivaci e pensare che forse è stato lui .. !”

Mentre parlo, un ragazzino  si alza dall’ultimo banco, pallido avanza con 50.000 lire in mano.. – “ Non so chi le abbia prese, … a me sono state date, sento che le devo restituire, … adesso mi sospenda pure!”  E mi porge il danaro.

- “Non ti sospendo, anzi ti ringrazio perché hai avuto il coraggio di fare questo atto davanti a tutti, e, soprattutto, davanti a me, ben sapendo che potrei prendere dei provvedimenti disciplinari. Ci vuol coraggio per ammettere i propri errori, quindi nessuna punizione.”

Finisco il “pistolotto” che avevo iniziato poi esco disponendo una tregua di un’ora per restituire il maltolto.

Non passano dieci minuti che arriva una collega a riferirmi che tutta la somma è stata restituita, ed ora le cose sono a posto. Qualcuno si congratula per la soluzione di un problema così scabroso senza “colpo ferire”, e mi chiede la ricetta.

Il mio peggior difetto è anche il mio dono più prezioso  :  parlare!

Non so come e perché, ma le parole adatte arrivano al momento giusto, spesso per combinarmi qualche guaio, visto che dico sempre la verità, talvolta per risolvere una situazione difficile, come in questo caso.

La settimana passa, e la mia decisione in merito al da fare per il comportamento dei colleghi “boicottatori” matura. Mi dimetterò dall’incarico, con una lettera ben calibrata darò le dimissioni, così potranno fare anche la mia parte di lavoro. Una lettera scritta con l’amarezza che non riesco a smorzare, con la repulsione per il comportamento rozzamente “bastardo” di colleghi con i quali avrei dovuto collaborare, confermato dalle solite persone che, invece di tacere, raccontano brandelli di discorsi che hanno sentito, completando un puzzle di cui avevo supposto il disegno.

“…mi sono sentita umiliata nel mio ruolo…” le parole cadono sul foglio quasi facendo rumore, quanto sono pesanti.

Non posso continuare a subire l’imbecillità , la superficialità, la pressapocaggine degli altri, devo essere libera dalle pastoie degli sciocchi! Finora ho “tenuto duro” solo per aiutare la vicepreside che è al primo incarico, mentre io ho esperienze passate. Ora Lei è più forte, ha imparato a gestire l’ordinaria burocrazia.

Basta! Tutto il rancore sepolto risale alla luce.  Le “attenzioni” non date, le parole non dette, le cose pretese pur non essendo dovute, tutto torna alla luce del mio risentimento.

Quel senso profondo di angoscia, inghiottita nel nascondere a se stessi il proprio disagio davanti ad un torto, ritorna moltiplicato per tutti i torti subiti, ed esplode in una voglia di sole e di mare, di fuga dalla realtà, di rifiuto degli altri ai limiti del furore.

Lunedì 9 sono rientrati tutti sorridenti e soddisfatti, (qualche anno dopo ho saputo che hanno rischiato guai seri, se non fosse stato per una collega intervenuta appena in tempo), mi sono presentata dal preside,  ho esposto i fatti ed espresso il disagio subito.

Una serie di scuse accampate lì per lì, frasi del tipo “..ho pensato che nessuno sarebbe venuto a scuola..”, “..Ho pensato che si sarebbero arrangiati ad accorpare le classi..”, “..Pensavo di aver organizzato tutto per bene…”  hanno costellato i miei racconti.

Il preside ha presa la lettera, ha detto che l’avrebbe letta  ed avrebbe deciso. 

Sono sicura che fosse già a conoscenza di quanto avrei riferito grazie al tam-tam dei corridoi, e credo che accarezzasse già l’idea di mettermi da parte.

La vicepreside non era al corrente, e mi ha appoggiata nell’indignazione. Io le credo.




28 marzo 2011

Dal mio diario ... 18° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Mercoledì 28 marzo

 

Domani la mia collega parte per Innsbruck come accompagnatrice nella “visita d’istruzione”della sua classe.

Quante cose successe in questo mese appena trascorso! Piccole cose, ma tutte create ad arte per aumentare la demotivazione.  In questo microcosmo che si chiama scuola, nonostante l’apparenza di struttura democratica, vige l’autocrazia presidenziale.

Le idee che possono contrastare con la visione della massa, unitariamente prona rispetto agli obiettivi e alle consuetudini di un gruppo ristretto, porta ad essere identificati come anarchici, imbelli e intolleranti, riuniti in formazione sediziosa che si ribella alla sudditanza. L’innovazione, o la semplice proposta di una differenziazione nella struttura didattica tra i due ordini di scuola, Tecnico e Professionale,  diventa un fomento rivoluzionario nella visione, maliziosamente perversa o semplicemente limitata da una corrispondenza cerebrale esigua, dei “consiliori” dirigenziali.

La realtà di vita dei due Istituti viene vista come territorio di caccia : caccia all’immagine, caccia al mero guadagno, caccia grossa ai colleghi che potrebbero oscurare o impedire le loro losche manovre.  Si punta dritto ai corsi che offrono la possibilità di guadagnare e mantenere una posizione di prestigio, difendendo caparbiamente l’accesso all’offerta.

Il gioco duro è passato attraverso “pranzi in ristoranti che garantiscono prezzi irrisori” (e cucina adeguata, visto gli eritemi comparsi sul viso di qualche commensale), ai quali non sono stata invitata, unica esclusa del gruppo dei collaboratori del preside, logica scelta visto la mia ben nota indipendenza intellettuale.

La cosa divertente è stata che ogni volta l’organizzazione avveniva segretamente, come se si trattasse di un evento cospiratorio, così da essere più evidente a chiunque che se fosse stato fatto alla luce del sole.  Non sono nelle grazie del vertice, perché mi rifiuto di sottostare alle lunghe sedute di approvazione incondizionata di qualsivoglia decisione presa dal dirigente, che si accolla anche le più stupide operazioni che potrebbero essere delegate a noi collaboratori, non per sfiducia, ma perchè non si fida! Le uniche correzioni che accetta sono quelle della collega,  sul periodare in lingua italiana.

La mia compagna di lavoro, senza riferire ad alcuno, manda avanti le operazioni di routine, che sono la linfa vitale della scuola, mentre, per quanto mi riguarda, faccio quello che devo fare senza curarmi delle malignità gratuite, e tiro dritto, sempre più demotivata.

Per fortuna ogni tanto si accende una candelina che illumina questo buio di creatività.

Ieri è venuto a trovarmi un mio ex allievo, che ho accompagnato attraverso l’adolescenza fino all’università.

E’ arrivato quindicenne, demotivato da una bocciatura in altra scuola, e, con l’intelligenza vivace che lo contraddistingueva, ha seguito il percorso scolastico seguendo le norme del “massimo rendimento con il minimo sforzo”. Un caratterino che “ti raccomando”, gli ha garantito un certo numero di craniate contro il muro, che ho curato adeguatamente con una serie di calci nel sedere, dati in qualche angolo nascosto della scuola dove lo trascinavo di peso, e dove facevo opera di convincimento per indirizzarlo verso il futuro che pensavo gli dovesse appartenere.

Dio che sgridate che gli rifilavo! E come borbottava scuse su scuse! Comunque è arrivato alla maturità, e poi, un : “ Basta con lo studio!!” detto a luglio, salvo poi arrivarmi a casa a ottobre per comunicarmi che s’era iscritto all’università. Nel suo stile!

Ieri, dicevo, è venuto per raccontarmi i suoi successi, e ringraziarmi per alcuni “maltrattamenti” didattici subiti nella mia disciplina,  che gli avevano facilitato l’ultimo esame. Questa è una soddisfazione talmente rara da essere preziosa.  (P.S. Il “bestiaccia” è laureato in chimica con ottimi voti e lavora nell’industria ormai da anni!)

La prossima settimana partiranno per le visite d’istruzione la maggior parte delle classi, accompagnati da tutto lo staff di presidenza con l’unica esclusione di… Me!  Naturalmente la responsabilità della scuola è stata data ad altri, .. Io non sono stata neppure interpellata.. Permalosamente decido di mandarli a….

 




6 marzo 2011

Dal mio diario ... 17° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof. 

 Mercoledì 28 febbraio

 

 

E’ passato un mese denso di avvenimenti : prima gli scrutini con la classica paranoia dilagante per il tempo totalmente insufficiente a compiere tutte le operazioni.

“Basta organizzarsi!”, dice la voce dall’alto, ma la predisposizione anticipata di tutte le operazioni richieste non concede comunque quel tempo tanto importante per le discussioni in merito alle situazioni individuali, così i primi in elenco hanno lo spazio più o meno corretto, gli ultimi vengono scagliati letteralmente nel cesto del tabellone dei voti. Al termine, per le operazioni burocratiche, naturalmente il lavoro più gravoso ricade sempre sui soliti fessi, visto che i furbi si dileguano anguillescamente al momento opportuno!

Sic transit gloria mundi!

Per quanto mi riguarda, ho fatto il verbale prima dello scrutinio, tanto son vent’anni che sento la stessa musica e quindi la suono ad orecchio! Ovviamente ci son sempre piccole correzioni da fare, o qualche rara aggiunta, ma nell’insieme ci colgo da dio!

Ai giorni “caldi” son seguiti quelli di sospensione delle lezioni per effettuare i “corsi di recupero” per gli allievi con votacci in “non più di due materie” , e le altre…  “ fatti loro, potevano studiare prima!”

Penso che chi ha progettato la farsa sia assolutamente digiuno di come funziona la scuola e il cervello dei ragazzi.

Fare i corsi a febbraio e non quando servono veramente, cioè quando si rilevano le prime difficoltà,  è come prendere una malattia, diagnosticarla, ma rimandare di qualche mese la cura. O guarisci da solo o quando la cura arriva sei già in coma e puoi salvarti solo se non è coma irreversibile…

Così si fa “spallucce”, chi può farlo recupera “in itinere” (cioè quando serve ferma il programma e ripete per i ragazzi in difficoltà mentre gli altri fanno qualcosa “in più”), chi non può ci prova a febbraio.

Tutto il mondo gira allo stesso modo, ma questo non mi consola, perché vorrei che il mio lavoro avesse la struttura solida e limpida della competenza e dell’onestà intellettuale….

Nella settimana di sospensione delle lezioni ho “rispolverato” il mio progetto per una diversa distribuzione oraria, che permetta il lavoro su gruppi differenziati, sfruttando le ore di 50 minuti e i conseguenti recuperi dei 10 minuti. Naturalmente d’un canto non è facile far capire un meccanismo, semplice nella sua complessità, ad una mente che lo rifiuta a priori, (il dirigente!), d’altro canto c’è l’obbligo di un orario più pesante, e di un lavoro di squadra,  da far accettare ad un gruppo di  persone che, per abitudine, demotivazione o stanchezza tira a far il meno possibile.

In fondo, visti i chiari di luna, non son certa di dar loro completamente torto.

Logica conclusione : “ Se proprio vuole… lo portiamo in commissione autonomia, ma non penso che venga accettato per la storia delle ore da recuperare..”

Giorni di lavoro scritti su di un rotolo di carta igienica messa in uso nel bagno della scuola!




6 febbraio 2011

Dal mio diario ... 16° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 Sabato 27 gennaio

 

Già!  Come passa il mio tempo!

Sono trascorsi i giorni e le storie si sono intrecciate in quella rete che copre il tempo trascorso e lo fa scomparire, finché un filo tirato per caso non fa riaffiorare, maglia dopo maglia, tutta la trama.

Le facce riemergono scorrendo come diapositive proiettate sulla superficie del tempo, scomparendo e riapparendo assieme a brandelli di discorso ed a suoni registrati dalla mente, e lentamente si forma, impalpabile eppur concreta,  la sensazione dell’inutilità di tanta agitazione, vista l’esiguità degli “obiettivi raggiunti”.

Due sono gli avvenimenti più interessanti del periodo,  entrambi legati all’attività del gruppo C.I.C. ( il gruppo di persone che si occupa delle cose più importanti per la scuola, cioè lo “sportello d’ascolto” per ragazzi e genitori, e l’educazione alla salute, ma generalmente derubricate dalla maggior parte dei colleghi ad attività inutili  inventate per rubare tempo alla didattica e mettere le mani su “chissàquali” fondi da gente “bacata” nel cervello visto che si fa supportare da una psicologa).

C’è stato un incontro con l’esperta in psicologia e didattica per fare il punto della situazione per i progetti in corso.

Purtroppo le cose non vanno bene, perché l’ottusa burocrazia lega i finanziamenti a tempi diversi da quelli della scuola (anno finanziario), quindi ogni lavoro deve essere svolto ..”nella speranza che poi venga finanziato” , o accantonato in attesa …

Quindi niente gente “dal di fuori”, solo poveri cretini che pur di fare un buon lavoro, pur di rispondere concretamente alle richieste ed alle necessità dei ragazzi, fanno quello che possono, ben consci del rischio di non essere remunerati o di raccogliere solo le briciole di quella “coperta” sempre troppo corta, che si chiama bilancio.

Si, perché la miopia dei Consigli d’Istituto nei confronti dei veri “bisogni” dei ragazzi, soggetta sovente alle subdole manovre della parte meschinamente avida dei componenti, dà come prioritarie le attività socializzanti, quali le famose “visite d’istruzione”, rispetto agli incontri con esperti su argomenti come “le malattie a trasmissione sessuale” o le “dipendenze”.

Pagare uno psicologo poi, soldi sprecati!  Se un ragazzo ha dei problemi, ci pensi la famiglia!  Basta qualche oretta di presenza tanto per dare l’immagine all’esterno, e riempirsi la bocca col  “Noi c’abbiamo lo psicologo”  quando si fa l’orientamento!

I docenti possono arrangiarsi tra di loro, e, se qualcuno dà fuori di matto, la colpa è di chi non sa fare il proprio lavoro.

Per i Presidi il C.I.C.   " DEVE esistere, DEVE lavorare, DEVE avere un’immagine di efficienza" , ma senza rompere i coglioni con pretese di danaro, che tanto si sa che non c’è!

Allora tu docente devi fronteggiare quotidianamente situazioni, anche estreme,  di rabbia, di tensione, di megalomania o ipereccitabilità, di depressione o di pseudoanoressia, di bulimia, o border line nel campo della schizofrenia, senza avere gli strumenti culturali di tipo diagnostico e, poi, terapeutico per affrontarli, affidandoti solo alla tua sensibilità e all’esperienza, per uscirne viva, ma sempre meno sana, fino a “dar fuori di testa”, come succede spesso per chi svolge la mia professione.

Nessuno tiene seriamente conto di quanto costi, in materia di formazione della persona, il contatto prolungato con docenti “schizzati” o “paranoici” o, addirittura “matti”.

Così sulle cattedre siedono spesso persone che, stanchi di subire le indesiderabili attenzioni degli “adolescenti problematici”, hanno elaborato strategie di sopravvivenza docimologicamente “poco corrette”, ma di sicura efficacia.

Il terrore è una di queste, alla faccia dell’educazione sentimentale.

Altro modo è l’indifferenza, assoluta asetticità nei confronti di ogni rapporto, sublimata nell’uso corrente della terza persona singolare, il distaccatissimo “Lei”.

Poi c’è il lamento cronico, cantilenante, generalmente inascoltato, sicuramente  esasperante.

Buon ultimo, per questa sintetica disamina, c’è l’attitudine all’eliminazione fisica dei soggetti sgraditi, dalla classe naturalmente, non dalla faccia della terra, anche se quest’ipotesi mantiene il suo fascino!

E’ più che evidente una situazione di disagio che permea entrambe le parti, docenti e discenti.

Potrei raccontare di docenti letteralmente coperti di polvere di gesso con il cancellino usato come un piumino da cipria dagli allievi, o presi in giro con “storie pietose” talmente veritiere da essere credute, come quella della ragazza che si faceva aiutare nello studio dell’inglese dalla sorella maggiore che aveva studiato a Oxford, peccato che fosse figlia unica! Il bello è che si è sentita dire : “Vedo che l’aiuto sta dando i suoi frutti, vedi che  stai migliorando?!” . L’ho saputo dalla ragazza, “in confessione” durante una chiacchierata con la classe, e, per non tradire la loro fiducia, ho tradito quella della collega, ma dopo un’adeguata ramanzina sull’onestà che, forse ora che è diventata grande avrà i suoi frutti.. o forse no, chissà!

Un collega è stato segregato nella classe con il trucco della maniglia svitata dal di fuori, un altro è stato convinto dai ragazzi di aver sbagliato ora, e solo dopo svariati minuti se n’è accorto. 

Il mio istinto fanciullesco mi ha salvata in molte situazioni ed anche il mio senso dell’humor mi ha spesso aiutata a superare momenti difficili, perché i ragazzi sono come i gatti, si arrabbiano se li accarezzi contropelo e mordono la mano che tu porgi loro, e  non è sempre facile trovare il verso giusto.

Durante la riunione con la psicologa il preside ha dimostrato di aver poca dimestichezza con la “lungimiranza”, infatti la dottoressa gli ha fatto rilevare come il lavoro da Lei fatto non avesse avuto la minima attenzione, anche se indirizzato alla formazione dei “suoi” docenti ed al benessere dei “suoi” allievi.

Il preside è come uno che ha due macchine,  una Ferrari ed una Panda, e guida la prima come se fosse la seconda, e pretende dall’utilitaria le prestazioni della sportiva, ritrovandosi, quindi, con una “rossa” ingolfata ed una Panda fusa. 

Traduzione : stà andando tutto a put…!

In certi momenti la frustrazione è alle stelle e l’umore nel fango!




23 gennaio 2011

Dal mio diario ... 15° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 13 gennaio 

Comincia bene la mattina!

Devo mandare qualcuno a sostituire il solito docente “rompiscatole” che è assente, ma prima devo avvertire la collega che ci siamo “dimenticate” di avvisare gli insegnanti di elettrotecnica e di meccanica che arriveranno i genitori degli allievi di seconda per l’orientamento, anche se la venuta era prevista da tempo e dovrebbero ricordarselo da soli, senza le balie che li imbocchino!

È nel loro interesse, altrimenti andrà a vantaggio di altri settori!

C’è confusione e non si riesce a finire una frase che sia pur anche breve! Tutti vogliono qualcosa, e, soprattutto la priorità nel parlare dei loro problemi!

Non riesco a trattenere l’irritazione quando con arroganza mi si accusa perché l’aula magna è occupata da altri ragazzi  mentre di solito è destinata alla  “terza area” del professionale!

- “ LO SAI che il sabato c’è la terza area!!”

Sbotto ringhiando :

- “ Non me ne sono ricordata ed ora non ha importanza, visto che il problema c’è e lo devo risolvere!”.

Questa situazione della gestione degli spazi… pur essendo fortunati nell’avere sufficienti aule per le classi, se si deve usufruire di spazi ulteriori è un casino!

Prendi questi di qui e spostali lì, libera la classe mandando in laboratorio chi magari sta facendo la lezione di preparazione all’esercitazione, e quindi comincia a protestare, e fraziona l’orario dei malcapitati che hanno necessità di un locale in più. 

Poi salta sempre fuori la solita bega che io sono “contro” il Professionale, che mi sento “superiore” perché sono del Tecnico!

Quel maledetto accorpamento, e la microcefalia acuta di coloro che l’hanno pilotata in maniera scorrettamente “nepotistica” ( applicando la regola del “quel che è tuo ora è mio, e quel ch’era mio resta mio!” )  andando contro la normativa senza trovare resistenza alcuna, con il consenso di tutti quelli che, mal informati o incapaci di leggere il  burocratese, hanno avallato le spallate di un manipolo di  “male intenzionati”.

Accidenti! Accidenti a tutti!

Poi qualcuno si offende perché ho detto che non me ne frega niente addirittura di fronte ad un “esperto” che non fa parte del nostro entourage! Come se avessi offeso la sua nobiltà! Poteva fare a meno di  essere arrogante così sarei stata più gentile!

- “ Va bene .. non lo faccio più” - taglio corto e mi metto a risolvere il problema.

Alle 11 arrivano i genitori dei ragazzi di seconda.  Son proprio quattro gatti! Era prevedibile, la maggior parte ha già le idee chiare.

Resisto stoicamente al desiderio di andare a far qualcosa d’altro, e rimango accanto al preside, alla vicepreside ed ai colleghi. 

Finito l’incontro il Preside mi invita assieme ad un “certo” collega nella presidenza.

- “ …Mi ha telefonato il dottor…  dell’ASL di …. E’ uno psicologo ed ha in cura dei ragazzi con “problemi”. Si è lamentato perché LEI, con quello che ha detto nell’incontro d’orientamento, li ha destabilizzati. Cioè Lui aveva impiegato un sacco di tempo per convincerli che dovevano scegliere il professionale, e Lei in mezz’ora ha fatto cambiar loro idea… Poi, che cosa va dicendo che il professionale è una scuola di serie B o C…adesso non sanno più che fare… non si orienta in questo modo!”.

Il mio primo istinto è stato quello di ridergli in faccia. Come?! ero riuscita a fare un lavoro migliore di quello dello psicologo e Lui preside, mi accusava? Di cosa, poi! Di parlar male del professionale?!! Ancora la solita storia!  Non mi è mai passato per la testa di fare una cosa del genere! Che Sciocchezza! Fatta sulla misura dell’altro che era presente!

Io destabilizzatrice occulta!

Senz’altro non mi mancano le qualità comunicative, ma questo non vuol dire che abbia fatto qualcosa dolosamente!

In quella scuola media, avevo trovato come insegnante una mia ex allieva, avevamo scherzato sul suo passato di fronte ai ragazzi, e, naturalmente si parlava di ITIS, visto che Lei era diplomata ITIS!  La mia complicità con la loro docente aveva fatto il resto. Ecco tutto! Ma un semplice chiedere prima di giudicare denoterebbe un’intelligenza che evidentemente manca!

Lentamente la rabbia mi montava dentro, per la storia della destabilizzazione, per la menzogna del professionale odiato, per il fatto che un preside non fosse così sufficientemente intelligente da non abbassarsi a tali livelli d’ingenuità, e soprattutto da non essere in grado di giudicare dell’onestà di un suo subalterno. Ognuno giudica gli altri con il proprio metro! Il suo evidentemente aveva le tacche diverse dal mio e piccole come lui!

Ormai furiosa, dall’alto della mia statura è uscito un vero e proprio ringhio:

- “ Ancora?!? Questa storia del professionale di serie B mi ha stufata! Mai e poi mai ho detto questo! Non l’ho neppure pensato! Ora lo penso e lo penserò, visto la bassezza e superficialità di chi mi accusa! Io ho sempre pensato e sostenuto che il professionale è una scuola di grande dignità, e adatta a chi non vuole poi continuare gli studi perché garantisce quella specializzazione che il mercato richiede per offrire un posto di lavoro! Questo ho sempre detto! Anzi, ho detto che chi non aveva voglia di studiare non doveva scegliere un ITIS che pretende un’adeguata preparazione teorica oltre che pratica,  quindi tanto studio!  Poi è inammissibile che uno che si occupa di psicologia non capisca che uno psicolabile cambia parere in base alle simpatie! Evidentemente gli son stata simpatica! Se vuole che gli insegni il mestiere mi chiami, io sono a scuola dalle otto alle tredici tutti i giorni escluso il venerdì !  Che Lei mi faccia questi discorsi poi mi offende! Io faccio il mio lavoro al meglio ed onestamente, al contrario di altri!”

Ora, ripensandoci mi chiedo perché il preside abbia voluto la presenza di quell’altro, se non perché quello che ho visto è un abito che gli calza a pennello!

La solita macchinazione. Io dico a te, tu dici a lui, lui dice a … Non mi tangono punto! Son cose che mi fanno incazzare momentaneamente, poi son così più basse di me che mi viene il mal di schiena a seguirle!

Tutti questi che lottano per un “potere” che io non capisco!

Non ho mai cercato di far carriera. Vado dritta per la mia strada e trovo in continuazione delle persone che si mettono sul mio cammino, poi si lamentano se li tratto male, (questo è un eufemismo, visto che ho le armi per difendermi adeguatamente!)

La discussione finisce a questo punto, come sempre quando mi arrabbio sul serio!

Forse è unanime convinzione che io sia capace di uccidere. Anche gli elefanti, come le formiche, s’incazzano, ma le conseguenze son ben differenti!

 


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13 gennaio 2011

Dal mio diario ... 14° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

  

Lunedì 8 gennaio

 

Giornata maledetta!!

Ricomincia la scuola! Lo so che tutti pensano che facciamo troppe vacanze, ma, sinceramente se potessi le prolungherei per tutto l’anno!

Sono in ritardo (e fin qui nulla di nuovo) perché una macchina bloccava la strada ed il proprietario non aveva fretta e neppure educazione! Ho fatto marcia indietro per consentirgli di accostare e lasciarmi passare e continuare i suoi traffici senza dar fastidio. Nulla! Ha continuato imperterrito a fare quello che stava facendo, e poi con calma è ripartito.  Che bello!! Che grande!! Che str…o!

Arrivata a scuola, tanto per cominciare bene, vengo a sapere che l’insegnante tecnico di laboratorio deve fare un esame all’università e torna tra due settimane. Se mi avessero avvertita avrei ripassato la lezione, invece dovrò usare la memoria… Si! Evviva! Due ore di “Fermentazioni” e tutto a memoria! Dovevamo andare in laboratorio, e neppure ricordo che diamine c’era da fare.. Una tragedia!

Se all’entrata ero grigia, dopo poco son diventata nera!

E come se non bastasse c’è un freddo dell’accidenti, perché anche i termosifoni son partiti in ritardo! ..Guarda caso!! … Son anni che dopo qualche giorno di sosta i termosifoni non partono!  Per risparmiare sperimentano miscele sempre più ricche in acqua .. penso che sperino che le caldaie si abituino e funzionino solo con quella!  Regolarmente gli ugelli si intasano e per sbloccarli deve venire il tecnico dal capoluogo.. (tanto per dire ... abbiamo nella scuola una sezione Professionale per termotecnici ed una ITIS per meccanici… ed un aiutante tecnico che sa dove mettere le mani… ma la ditta appaltatrice viene dalla “città”e…).

Mi si stanno congelando i piedi, e per fortuna solo quelli, perché son vestita a strati in previsione della situazione di gelo!

Salgo in quinta e che ti trovo? La classe al buio! Il solito interruttore che non funziona, se lo attacchi fa saltare la corrente su tutto il piano.

Infuriata come un bufalo sbatto la borsa a terra e dal telefono del corridoio chiamo in vicepresidenza per chiedere se c’è da qualche parte un’aula libera in cui funzioni l’illuminazione visto che piove, che è inverno e che c’è un accidenti di buio!

Freddo, buio, e la lezione non preparata! Cos’altro deve succedere?  Qualche minuto dopo mi viene “concessa” l’auletta del laboratorio di seconda, quindi si scende!

Lascio i ragazzi da soli e vado a telefonare al Preside..

La gente mi saluta da lontano... devo avere un aspetto terribile…

Al telefono con il “capo” qualche frase di circostanza e la richiesta :

- ”Quando cavolo vi decidete a far riparare quell’interruttore?

Non è ammissibile che in un istituto con periti elettrotecnici ed operatori elettrici non ci sia un cane che aggiusti un interruttore! Lo saprei fare anch’io! Se non fosse proibito lo farei! Diamine! Lo stesso discorso vale per strumenti che valgono milioni, fermi per qualche cretinata che non si riesce ad aggiustare! Quella cavolo di Provincia quando si decide ad esempio a mettere la centralina per i gas per mettere in funzione l’assorbimento atomico?! Eppure non è un intervento da milioni di dollari!..”

-“Lei cerca un capro espiatorio..”

-“Forse!.. ma a chi devo rivolgermi se non a Lei?... Mi dica cosa devo fare e lo faccio! Devo chiamare in Provincia? Mi dia il numero ed il nome… lo faccio!”

-“.. Va bene , stia tranquilla ora faccio una telefonata.”

-“ Si! Ma s’incazzi, perché “con la gentilezza” siamo ancora al buio!... Arrivederci!” e chiudo l’apparecchio con la delicatezza adatta al momento.

Giornata di Merda!

 

 

Martedì 9 Gennaio

 

 ….. A metà mattina son arrivati gli elettricisti della Provincia……….ih! ih! ih! ih! ih! ih! ih! ih!.........




27 dicembre 2010

Dal mio diario ... NATALE...

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Natale

 

Sono in vacanza! Sono in vacanza!! Sono in vacanza!!!! …voglio essere in vacanza!

E’ da lunedì 18 dicembre che l’atmosfera di vacanza ha pervaso tutta la scuola!  I ragazzi avevano negli occhi voglia di libertà, i docenti di riposo, i precari di casa, i muri di pace e silenzio.

Le ultime verifiche sono state affrontate con l’indifferenza del “..se va male ci penso dopo le vacanze!”.

Molti ragazzi hanno anticipato la sospensione delle lezioni in totale autonomia sin dal 21, le famiglie son sempre complici se non fomentatrici di tali comportamenti, perché “devono” andare a sciare, o al “paesello natio”. Contenti loro… tanto la scuola è ormai diventata un parcheggio quasi gratuito in cui si possono portare e riprendere i figli ad ogni ora, rispettando le esigenze familiari, più che quelle culturali dei rampolli.

Il desiderio di “Svacation” (come scritto sul calendario casalingo da mia figlia), era ormai palpabile come la galaverna dell’inverno padano.

I docenti che ci son riusciti si son fatti sostituire da colleghi e son partiti qualche giorno prima, anche il preside è partito il giorno prima dell’inizio delle vacanze, in fondo era l’unico da assolvere, visto le grane che deve affrontare quotidianamente!

Io sono stata presente fino all’ultimo minuto che mi spettava, ma solo con il corpo, visto che il cervello era in totale “deregulation” come quello dei miei allievi!

A tal proposito, c’è stata una valanga di “stupidate” fatte dai ragazzi in questi ultimi giorni, a partire dal famoso “gesto dell’ombrello” nei confronti di un collega, che ha poi invitato il ragazzo a “ripeterlo alla madre quel gesto”, cosa che ha fatto infuriare l’allievo perché “la mamma non si tocca!!”, mentre il suo era stato uno scherzo..

Arrivata a me la grana, l’istinto mi avrebbe spinto ad eliminare fisicamente il piccolo arrogante, presuntuoso ed egocentrico, mentre la ragione mi ha costretta a spiegare, usando ben cinque esempi diversi, come il torto fosse suo, e non fosse il caso di puntare il dito sul docente che aveva risposto ad una provocazione, e, per di più, fatta da un “tipino” iperattivo e fastidioso come una zanzara. La punizione grazie allo spirito natalizio è stata rimandata alla prossima scorrettezza.

Incredibile! Autocontrollo ferreo, anche se la rabbia era palpabile nell’atteggiamento, cosa che in certi casi può avere anche una valenza educativa. Spero di aver formato un pezzetto di essere umano in quell’ammasso di istinti e di irrazionalità!

Poi, il solito collega “fuori di testa”, ha dato i numeri. Ha una laurea con lode della Statale di Milano, varie pubblicazioni e un buon metodo didattico, ma è troppo “educato” e quegli aguzzini degli adolescenti lo hanno mangiato vivo ed ora ne sputano le ossa.

Ma com’è possibile che persone che, per la loro fragilità, vengono massacrate dalla crudeltà dei ragazzi, debbano restare ancora “sulla cattedra”, invece di essere impiegate in altri compiti, come ad esempio, il sostegno agli allievi in difficoltà nella loro disciplina.

Ci dovrebbe essere un automatismo, quando il livello di tolleranza umana del docente viene superato, la stessa dirigenza dovrebbe essere autorizzata ad impiegare il personale in altra maniera, tanto le attività scolastiche hanno tali e tanti risvolti che il tempo ed il personale non bastano mai.

Invece, generazioni di studenti raccontano che il prof. Tizio faceva così, o che il prof Caio faceva colà e loro lo prendevano bellamente per il …! Quante volte ho letteralmente pregato i ragazzi di avere un comportamento correttamente umano, così da permettere al docente di controllare la propria emotività! Niente da fare, la gioventù e l’ineducazione attuale, non fanno sconti a nessuno!

D’altra parte ci son casi anche di “cretini” che piantano grane incredibili, svolgono il programma approssimativamente, (segnano sul diario personale di aver svolto l’argomento, poi vai a verificare se lo hanno svolto o sono i ragazzi che, e questo lo fanno regolarmente con tutti, “ci marciano”,  per cui entra in funzione il meccanismo del “famo a metà”!).

Il problema nasce al quinto anno, quando la preparazione risulta carente, allora entrano in funzione meccanismi perversi, quali quello di una relazione scritta in modo da far intuire la reale situazione della classe, che quindi ha necessità di essere aiutata.

La scuola non dovrebbe essere così! Il peccato enorme sta nel fatto che mille docenti lavorano a tempo pieno con competenza e capacità, non risparmiando né fatica né lavoro, ma non vengono riconosciuti perché messi nel mazzo assieme ai “fuori di testa” agli “ignoranti come scarpe” agli “infingardi”, che al massimo sono l’uno o due per cento del corpo docente.

D’altronde sono i politici che “governano” la scuola, ed allora come si può pretendere qualcosa di intelligente!

Lo diceva anche Trilussa nella poesia da “le Cose” scritta nel 1922

 

La Modestia der Somaro

 

- Quello che te fa danno è la modestia :

- disse un Cavallo a un Ciuccio – ecco perché

Nun sei riuscito a diventà una bestia

Nobbile e generosa come me! –

 

Er Ciuccio disse : - Stupido che sei !

S’io ciavevo davero l’ambizione

De fa carriera, a st’ora già sarei

Ministro de la Pubblica Istruzione!

 

Mon Dieu ! Che tristezza!!!


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24 dicembre 2010

Dal mio diario ... 13° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Giovedì 14 dicembre

 

E’ arrivato , trascorso e terminato il giorno fatidico!

La presentazione del lavoro fatto con il patrocinio del Comune per il controllo delle acque di roggia è passata! Deo Gratias! 

La tensione si è fatta sentire con tutti i normali sintomi, irritabilità, leggera nausea, secchezza delle fauci, lieve tremore della voce, ma poi tutto è filato liscio, anche le solite malelingue, non hanno avuto di che sparlare, o almeno lo hanno fatto lontano da me. Se questo è successo lo verrò a sapere in breve tempo, perché c’è sempre un’anima buona che non si fa gli affari suoi! Così non posso neppure far la giusta scenata per non tradire la fiducia dell’informatore.

Alle nove ed un quarto siamo partiti dalla scuola alla spicciolata per recarci alla sala messa a disposizione dal Comune.

Bella!  Doveva essere in origine una cappella , con volte alte ed una cupola.  Per metà era occupata da una mostra di quadri, uno dei quali  faceva da sfondo al palco, una donna con bambino (metafora della scuola?).

Sono partita con l’organizzazione ... i ragazzi… il tavolino all’ingresso... i volantini... le tesine…

I ragazzi ubbidivano. 

La lavagna luminosa doveva essere posizionata in maniera da dare un’immagine di grandezza adeguata, e lo schermo , su cui doveva essere proiettata la presentazione, sistemato. Dopo varie prove, scartato lo schermo che risultava troppo piccolo, si è optato per una  parete laterale.

Gli invitati sono arrivati con  puntualità.

I ragazzi li hanno accolti con un volantino e qualche parola, era presente anche l’assessore, delegato dal sindaco, impegnato altrove.

Dopo gli “gli onori di casa”, mi è spettata di diritto l’apertura della manifestazione.

Erano tutti davanti a me, con gli occhi attenti, pronti a cogliere le note discordanti, le sfumature del discorso... ho aperto gli appunti e poi sono andata a braccio, ..giuro che non ricordo quello che ho detto, ma ad un certo punto la platea era attenta, e aveva negli occhi il sorriso. Devo essere riuscita a “comunicare” con loro. L’imbarazzo era passato, così la presentazione è continuata con oratori sempre emozionati, ma che dopo qualche incertezza prendevano il via !

L’unico spigliato dal primo momento è stato Andrea, è un vero guitto! Ha l’istinto per muoversi sul palco! Qualche volta fa cadere le statuine di porcellana, ma poi si fa perdonare.

Il discorso di chiusura è stato fatto dal Preside che, con voce che tradiva un certo turbamento,  ha sparso miele sui presenti.

Sono sicura che comunque le critiche si sprecheranno, ma non m’importa, sono orgogliosa del lavoro fatto dai “miei ragazzi”!


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15 dicembre 2010

Dal mio diario ... 12° puntata (seconda parte)

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 9 dicembre  (seconda parte)

 

In ogni modo mi serve un break  per ricaricare le batterie. L’iperattività non è più possibile alla mia età!

L’orientamento per le scuole medie è a buon punto, sono state contattate trentanove scuole medie, sono stati regalati centinaia di depliant, sono uscite, da ugole melense, milioni di parole.

Avremo un utile da tutto ciò? Vedremo! Ho usato a larghe mani la carta dell’onestà, perché penso sia quella che paga meglio.

Sabato prossimo ci sarà l’open day, cioè la scuola aperta tutto il pomeriggio, addobbata a festa, per convincere genitori e allievi delle scuole medie che vorranno visitarla, ad iscrivere i figli in questa meravigliosa struttura.

Open Day, cioè scuola aperta per un giorno, ma la scuola è aperta tutti i giorni!

Per me se i genitori vogliono visitare la scuola possono farlo anche oggi, o domani ….  

Scuola aperta – Casa chiusa… il mondo gira intorno alle apparenze.

Bagnetto, profumino, vestitino della festa, sorriso di circostanza e poi…… dita nel naso?

In settimana sono successe tante cose :

1- Organizzazione della presentazione dei lavori degli studenti per giovedì.

Nessuno voleva parlare. Una sfuriata con i controfiocchi e si sono sprecati i volontari!

I lucidi da fare? Nessuno si fa avanti, come di rito.

Un’occhiataccia e Andrea ha preso in mano la situazione mettendo in riga i punti e le virgole.

Andrea! Che tipo! Attivo, fantasioso, egocentrico, un carattere strano. Capace di rabbia repressa, che si evidenzia con l’atteggiamento dei galletti da combattimento: petto gonfio, cresta più rossa che mai, occhio di sfida al corpo a corpo.

 La madre lo assedia con le sue paure, e lui per reazione limita il suo rendimento scolastico al minimo indispensabile e non perde occasione per mettersi in contrasto. (Sono stata testimone di un secco battibecco tra i due. E’ stato pazzesco! Ho dovuto far appello a tutte le mie doti di mediazione ed alla mia statura di docente per portarli a più miti consigli.)

2- I docenti del professionale hanno ricevuto una lettera nominativa ma non protocollata, con un richiamo al regolamento per il controllo degli allievi, perché, negli ultimi tempi, sono avvenuti atti di danneggiamento e “casini” vari, imputabili  al basso livello di controllo delle uscite dei ragazzi durante le ore di lezione.

L’hanno presa proprio male! Non hanno capito che si trattava di un richiamo generico, indirizzato a tutti, anche se specifico.

Dopotutto, chi è nel torto, sa di esserlo, e strilla più degli altri. Chi sa controllare i suoi allievi, chi è responsabile e lavora con correttezza, ha  capito o si è limitato a chiedere spiegazioni  alla presidenza.

I soliti furbi, invece, hanno montato come chiara d’uovo i soliti inesperti, che hanno espresso a gran voce il loro dissenso, ma solo per i corridoi, visto che quello che difetta nel popolo degli ingenui è il coraggio di parlare guardando negli occhi la controparte, preferendo il “dietrolespalle”, cosa comunque meno stigmatizzabile del comportamento dei sobillatori, che lo fanno solo per pura vigliaccheria.

Quello che ha fatto la figura peggiore è stato uno dei collaboratori del preside!

3- “Offesa! Terribile offesa!” anzi due offese.

Prima offesa : Non era stato interpellato in anticipo!

Oddio, forse il preside doveva parlarne, ma è sua prerogativa indiscutibile quella di prendere provvedimenti se ne ravvisa la necessità, e già molte volte i provvedimenti singoli non avevano sortito alcun risultato, perciò, collaboratori o non collaboratori, il preside ha esercitato un suo diritto e lui strilla come un gatto a cui hanno pestato la coda. Forse  perché ha la coscienza sporca?…

Seconda offesa : la lettera è arrivata anche a lui !

Accidenti! Reato palese di Lesa Maestà! Talmente grave da prevedere la pena di morte!

Così, offeso nei suoi pretesi diritti, e sicura dignità, con il pelo arruffato come quello di un gatto che sta per attaccare un cane, ha minacciato le dimissioni, rientrate quando gli è stato fatto notare che aveva l’esonero parziale e quindi non sarebbe stato possibile.  A questo punto però qualcosa doveva fare.

Allora ha dichiarato che avrebbe lavorato solo le ore Dovute!. Esattamente come ha sempre fatto, visto che le altre le utilizza sempre per fare i fatti suoi, infrattato da qualche parte per parlare di un certo suo progetto con qualcuno.

Tutto nella norma!

Giovedì dovrò parlare in pubblico, e mi preoccupa il rischio di fare qualche brutta figura. 

Questo mi mette in veramente apprensione!




13 dicembre 2010

Dal mio diario ... 12° puntata (prima parte)

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 9 dicembre  (prima parte)

 

Tre giorni di tranquillità! Anzi quattro se si conta anche giovedì prossimo visto che aderirò allo sciopero. Un ponte meraviglioso!

Motivo dello sciopero?

Naturalmente la profonda insoddisfazione!

Siamo trattati da fannulloni, incapaci, ignoranti e pagati poco più delle collaboratrici domestiche, con la scusa che facciamo solo 18 ore (sulla classe), naturalmente tutte le altre ore ci è permesso di farle a casa o gratis, che tanto i fondi non ci sono comunque.

Penso che le 18 ore, poi, siano state elaborate dopo un attento studio, in modo da far si che si arrivi alla pensione solo con l’esaurimento nervoso, giusto poco prima di suicidarsi.

Basta immaginare di passare trent’anni con quei dannati adolescenti e già si sfiora l’istigazione al suicidio.  Venticinque o trenta per aula! Un branco di assatanati senza ombra di vergogna! Tu invecchi e loro no! Loro cambiano ogni anno, tu invece ti limiti ad invecchiare nella stessa classe!

…uno scritto di tanti anni fa ...

Insegnanti e “luoghi comuni”

C’è una frase che mi perseguita da quando ho cominciato a lavorare come insegnante:

- ” Di che cosa vi lamentate voi che, infondo, lavorate solo mezza giornata e  avete tre mesi di ferie all’anno !”

Anch’io un tempo pensavo che stare dall’altra parte della cattedra fosse una pacchia,

- “ Io comando e tu ubbidisci! ” - e i giochi sono fatti!

Già! Ma non tenevo conto del fatto che davanti a me ci sarebbero stati almeno una venticinquina di adolescenti, nella maggior parte maschi, affetti dalla nota sindrome della “stupidità temporanea”, mescolata con sprazzi di “delirio d’onnipotenza”, che li portano ad essere totalmente imprevedibili e incredibilmente incoscienti.

Non pensavo certo alla lotta tra volontà: quella dell’insegnante che vuole “far fare” e quella dello studente che “non vuole fare”!

Avete (o avete avuto) dei figli adolescenti? Provate a convincerli a fare come dite voi! Il meglio che vi possa capitare è una lunga, interminabile, accesa discussione! Ed alla fine.. un compromesso! Nessuno è più testardo di un adolescente!

Ed allora pensate di averne una ventina di fronte, provate a  convincerli che stare seduti, magari composti,  per qualche ora è normale, provate a catturare la loro attenzione, magari con un artificio, e poi teneteli legati alle vostre parole per almeno mezz’ora, senza usare né armi da fuoco, né argomenti quali il sesso o le loro bravate, ed al termine del discorso chiedete loro di quale argomento avete parlato e che cosa hanno capito, avrete così  una pallida idea di cosa vuol dire insegnare.

Non mi riferisco certo a quella piccola parte della popolazione adolescenziale che “arde dal desiderio d’imparare”,  e che, generalmente, frequenta le scuole “nobili”,  emergendo, anche in queste,  dal gruppo classe.

Parlo di tutte gli altri adolescenti “normali”, che frequentano tutte le altre scuole, “nobili e non”, che arrivano la mattina con il problema di tirare l’una senza essere costretti a mettere in funzione i loro neuroni, o, per meglio dire, mettendoli in funzione per trovare il modo per combinarne “qualcuna di spettacolare”, per poi scaricarne la colpa sulla vittima  della classe.

La loro tabella di marcia è:

 -Prima dell’inizio : sigaretta, chiacchierata, scopiazzatura dei compiti

-Prima ora : rielaborazione dei residui di sonno con un pisolino ristoratore

-Fino all’intervallo : evitare accuratamente di ascoltare, seguire, e, sopratutto, il controllo diretto dei compiti o di essere interrogati

-Appena possibile, a qualsiasi ora,  uscire per andare al bagno e non arrivarci mai

 -Intervallo : farlo durare il più a lungo possibile

-Dopo l’intervallo : cercare di non essere svegliati dal sonno profondo altrimenti, nel pomeriggio quando si deve uscire con gli amici, si è stanchi.

E così trascorrono le ore di scuola per i ragazzi.

E l’insegnante? Chi è l’insegnante ? E’ quel tipo che deve distruggere tali propositi, evitando accuratamente di farsi odiare, perchè rischia di ottenere il “muro di gomma”, e catturare la loro attenzione, per poi tenerla viva per almeno mezz’ora! E questo per più ore ogni giorno.

Ho sempre pensato che un attore viene definito “grande” quando, per due o tre ore, tiene viva l’attenzione di una platea che ha pagato per vederlo, mentre il docente è colui che deve tener viva per più ore l’attenzione di una platea che pagherebbe per non vederlo, ed alla fine viene definito “quello che lavora poco ed ha pure il coraggio di lamentarsi!”.

Non voglio mettere nel conto del tempo dedicato al lavoro d’insegnante la preparazione delle lezioni, perchè è una parte che mi diverte permettendomi di scoprire sempre cose nuove o non notate prima, né la correzione dei compiti, perchè spesso è ripagate dalle risate per la “barzelletta del secolo”, (come quella che mi capita sovente dei “ 25 millilitri che corrispondono a 25000 litri “ ai cui autori consiglio una verifica pratica provando a farsene un clistere!). 

Nel conto metto solo lo sforzo di aiutare a crescere, umanamente ed intellettualmente, quei ragazzi che attraversano la fase della vita durante la quale i genitori spesso non sanno a che santo votarsi, cercando di trovare l’equilibrio tra le difficoltà di tutti i giorni (perchè anche gli insegnanti hanno una vita da far quadrare come tutti gli altri), e l’impegno nei confronti di quel lavoro che non ti offre che raramente il piacere di vederne i risultati, poiché quando l’adolescente matura,... passa ad altri “uffici”.”

 

Ora la penso ancor peggio, se possibile! I soldi per la scuola pubblica vengono utilizzati per finanziamenti alle scuole private. Io non sono d’accordo! Se ti serve un servizio migliore Tu! Stato! Finanzia meglio le scuole pubbliche ed otterrai per tutti il servizio richiesto!

Le scuole private non danno prestazioni  qualitativamente migliori di quelle pubbliche, ma sanno solo nascondere meglio la spazzatura sotto i tappeti.

i ragazzi che vogliono studiare lo fanno alle private come alle pubbliche, dove i docenti sono spesso gli stessi, perché, per riuscire a sopravvivere, si lavora anche nelle scuole private (con i limiti orari permessi dalla legge, cioè altre sette ore al massimo).  …….

 

 


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8 dicembre 2010

Dal mio diario ... 11° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

1° dicembre

 

Anna, altezza media, corporatura media, capelli di quel colore che si perde nelle sfumature delle meches (comunque tendente al biondo), occhi vivaci, carattere esuberante, cuore grande.

La cosa che più colpisce è la sua personalità, vivace fino ad essere quasi “debordante”, espressa dalla classica tonalità di voce della bergamasca DOC, un’ottava al disopra del normale, con l’uso casuale di frasi idiomatiche in puro vernacolo, inserite al momento giusto.

L’ho conosciuta quand’era nella scuola come genitore di uno dei miei allievi, madre angosciata di un adolescente, buono come il pane, ma, come tutti i suoi coetanei, poco avvezzo allo studio.

Ricordo due occhi sorridenti, simili a quelli della madre, un orecchino al lobo, ed una sensazione di simpatica allegria, anche nei più neri insuccessi scolastici.

Anna, figlia della “Gera d’Adda”, con lo spirito arguto della gente di questa terra avara, che vive tra estremi, come la coperta di nebbia che non ti fa vedere la punta del tuo naso, o il gelo della galaverna, che copre gli alberi di merletti di ghiaccio, o l’afa più torrida  che fa maturare le pannocchie per la “polenta taragna”.

In un momento di genitoriale disperazione, tentata ogni altra soluzione, Anna scrive al Vescovo una lettera in cui dice più o meno così :

- “ Noi, suoi genitori naturali, abbiamo provato ogni strada per mettere un po’ di sale in zucca a nostro figlio, senza ottenere alcun risultato, ora, visto che Voi vi dite suoi padri spirituali, provateci un po’ Voi a raddrizzargli le idee!..”.

Limpida come l’acqua e come l’acqua semplice e naturale.

Il suo cuore è nel suo sguardo, rabbia, felicità, allegria o tristezza, tutto appare sul suo volto senza veli o menzogne.

-                 “ Professoressa… Sa che cosa ho combinato?! .. Una mia vicina ha il marito ch’el laùra in televisùn.. lì a Canale cinque.. alùra gli ho detto, ma non podarès  mia farmi venire in trasmisùn, ma non mi piace come pubblico.

 Allora mi ha detto di provare col “brutto anatroccolo”, sono andata e mi hanno presa subito!… C’era tanta gente, ma certe facce brutte per davvero! Poi gli è piaciuto che faccio la bidella e adesso vogliono venire a scuola a fare le riprese, e io gli dico che sono dell’ITIS, vogliono riprendere i ragassi,….. Lei che ne dice?….. “

La decisione alle riprese nella scuola spetta al Preside, quindi bisogna che Lui dia l’autorizzazione.

Giorni di si e di no, di “..glielo dico..” poi di “..no! non se ne fa niente!”

Alla fine, negato il premesso per le riprese a scuola, si va a Milano.

-        “Prof. .. la regista vuole cinque ragazzi e nessuno vuole venire!.. mi aiuti… devo trovare qualcuno!.. Perché non mi accompagna Lei così dice qualcosa dell’ITI..”

-        “..No, io non posso venire, ma perché non prova con quei disperati della V°A laggiù nel corridoio, quelli sono tanto matti che di certo qualcuno lo trova che l’accompagni.”

-        “..Certo, non ci avevo pensato, si quelli mi stanno sempre tra i piedi, .. vediamo …adesso vado a chiedere..”

-        ..”non ora…….”

Ma lei è già nel corridoio che cerca la sua claque.

Dopo qualche minuto torna felice perché ne ha trovati a iosa, tutti vogliono accompagnarla. Vogliono vedere cosa succede al di là dello schermo, lo immaginavo, sono una manica di buontemponi, poca voglia di studiare, ma tanta simpatia!

Io mi accontento di conoscere le leggi fisiche del tubo catodico, mentre ai giovani interessano molto di più quelle della natura, soprattutto della riproduzione umana! Femmine! Dove ci sono femmine..

Le loro età si dividono in :

1.     Anche se non respirano

2.     anche se non respirano purché da poco

3.     basta che respirino

4.     devono piacere

La quarta corrisponde alla maturità che qualcuno non raggiungerà mai!

Ieri sono andati a registrare la puntata, e stamani Anna è arrivata a scuola con un caschetto di capelli color tiziano e gli occhi bistrati che sprizzavano allegria.

-        “ E’ stato bellissimo!! mi sono divertita tanto, poi scendere la scala con i Boys! che belli che erano! Poi i bidelli che mi hanno accompagnata li hanno inquadrati, e anche i ragazzi!  E’ stato bellissimo, Le piaccio?!”

-        “Sei proprio cambiata, ma tu sei sempre la stessa ..pazza di un’Anna!”




24 novembre 2010

Dal mio diario ... 10° puntata

 Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

 Sabato 18 novembre

 

E’ trascorsa ancora un’intera settimana di paranoie.

Il 21 ci sarà una riunione per gruppi di discipline, detta RPM o riunione per materia, per discutere della revisione dei curricula.

Seeee…. “Rivedere” ché!?!

Il 99% ha solo una vaga idea di che cosa si tratti.

Anch’io sono tra loro, pur avendo letto in merito tutto quello che è scritto sulle riviste specializzate.

Se prima avevo le idee poco chiare ora le ho molto confuse.

Una volta si seguivano i programmi ministeriali, poi, sulla base dei suddetti, si stendeva un programma plausibile, tenuto conto del materiale umano che dovevi raggiungere.

In seguito si è passati al POF ( Piano dell’Offerta Formativa ) basato sulle direttive ministeriali per cui i programmi “devono” essere in sintonia con il POF e quindi “devono” basarsi sul piano curricolare che “deve” favorire la libera iniziativa in vista dell’obiettivo trasversale che va perseguito in modo verticale con valenze orizzontali …e tutto nella media della “comprensibilità” del corpo docente …il cui cervello, e certe parti intime , obbedienti alle direttive ministeriali, fanno POF.. cadendo per naturale gravità verso il pavimento!

E’una metafora. Infatti per fortuna, vaccinati dalle continue riforme e controriforme, direttive ministeriali e smentite delle stesse,  i docenti annuiscono entusiasti di fronte ad ogni innovazione, imparano diligentemente ogni nuova terminologia, e la utilizzano per cambiare solo i titoli e le parole chiave, che ormai vengono riconosciute  immediatamente, e poi continuano imperterriti a scrivere sempre le stesse cose, perché l’esperienza sul campo è quella che determina le scelte intelligenti e didatticamente valide.

L’unico punto che viene maniacalmente curato è ciò che deve essere scritto a verbale, e come deve essere scritto, in modo che sia inattaccabile ed inappuntabile. In questo campo sono un genio!

Durante la riunione rivediamo il curricolo, spostando gli argomenti in modo da uccidere letteralmente la logica, ed eliminandone alcuni …”..in favore della qualità e non della quantità..”(come dettato prioritario del  Signor Ministero che riduce le ore per aumentare la qualità!) e si finisce regolarmene per scegliere di toglierci dai coglioni quelli che non ci piacciono.

L’area di progetto e l’interdisciplinarietà saranno soddisfatte da qualche sovrapposizione d’argomento, che esiste ormai da secoli, continuando a fare i soliti lavori, ma divisi in capitoli con nome diversamente altisonante…. e vissero tutti felici, demotivati e indifferenti, per continuare la strada che porta all’agognata pensione.

Logica avrebbe voluto che qualcuno, debitamente preparato, spiegasse bene ai coordinatori d’area che cosa si pretendeva facessero, ma naturalmente solo chi è tanto fesso da essere convinto di essere onniscente si permette di dirigere l’orchestra, tranne poi fare la figura del povero pirla quando le domande non trovano che risposte vaghe e insensate.

Il mio carattere severamente intransigente, e la mia capacità logica, sviluppata dagli studi scientifici, creano sempre malumori ed intolleranze.

Devo sinceramente riconoscere che non me ne lascio sfuggire alcuna, sottolineando, talora più del dovuto, la povertà intellettuale altrui, incapace di tacere di fronte all’arroganza, alla miseria dell’ingegno o ai limiti del grado di elasticità intellettiva di qualcuno.

Ne ho le tasche piene!

Quei cretini con la coda di paglia, che nascondono le loro magagne dietro il berciar come bertucce, perché non si danno da fare seriamente invece che triturare gli zebedei a me!  (Devo riconoscere che un po’ li provoco e loro ci cascano a piè giunti! )

E’ il destino che mi perseguita dall’infanzia, regalandomi frustrazioni su frustrazioni e la voglia di mandare a quel paese tutta quella manica di decerebrati che occupa le poltrone per pura ambizione e non per merito.

La vicepreside continua a fare il miglior lavoro possibile nelle condizioni in cui viene a trovarsi, ma non riesce a delegare più di tanto, e si trova a lavorare al posto degli altri, senza aver più tempo per se stessa.

L’Istituto professionale è una scuola di frontiera, sia come allievi che come docenti.  I secondi, generalmente giovani alle prime armi, vengono sbattuti davanti ad una classe di ragazzi tra i più difficili da trattare, e  per di più nell’età della “stupidèra”, perciò, con l’ausilio dei consigli di qualche incompetente, (e non faccio nomi!), riescono a combinare dei pasticci irreparabili. 

Su quest’ordine di scuola sarebbe necessario mettere i docenti più preparati, affiancati da esperti in psicologia e didattica, così da , come si dice, tirare fuori il sangue dalle rape che, alla fine, sono meno rape di quanto appaiano. Invece si arriva a demotivare anche chi vuole fare, e i docenti, appena possono se ne vanno passando su altro istituto.


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17 novembre 2010

Dal mio diario ... 9° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Venerdì 10 novembre

 

E’ il mio giorno libero..  perciò vado a scuola! 

Devo prendere del materiale per l’orientamento ed ho appuntamento con una collega.  Andiamo insieme alla scuola  media di …...

Passando per un paese sulla provinciale osservo che è proprio brutto!  Quello in cui andiamo invece … pure, forse un po’ meno.

Troviamo la scuola media, con un po’ di fortuna, visto che prima era dove ora c’è la materna, mentre la media è passata dove prima c’erano le elementari, ..ma dall’altra parte..  Per fortuna me la so cavare tra strade e giri viziosi.

Cemento armato ed un’aria di impalpabile confusione.

Arrivano due colleghi con il gruppo interessato.

Hanno tentato di preparare l’incontro, ma il materiale con cui lavorare è talmente grezzo e poco malleabile che è necessario “recitare a soggetto”.

Attacco con l’approccio confidenzial-serioso.

Catturo l’attenzione e vado avanti con ..”quelli che hanno poca voglia di studiare e tanta di rompere, non scelgano la nostra scuola, perché da noi si lavora seriamente.” Il discorso non è cosi crudo, ma servito adeguatamente, il concetto è questo.

Siamo una scuola che prepara bene e quindi pretende un certo carico di lavoro. Chi non è in grado di sopportarlo, per evitare degli insuccessi, è meglio si rivolga ad altri ordini di studi. 

Domande ? Mani alzate.

“Si?”

…”..Da voi vendono le pizzette?” ..

…“Ci sono da fare i pomeriggi?”

 ...”..siete cattivi? Quanti ne bocciate?”..

Sempre le stesse domande cretine. Una volta non ho resistito ed ho risposto che ero così grossa perché mangiavo un allievo per colazione ogni giorno.

All’uscita con la collega discutiamo su come sia possibile comunicare in modo chiaro e accattivante, tanto da catturare anche l’attenzione dei più ribelli.

Pretendere che un ragazzo di tredici anni scelga del suo futuro è solo una baggianata. Penso che al massimo il cinque per cento abbia delle caratteristiche talmente spiccate  da poter programmare il proprio avvenire, l’altro novantacinque per cento sicuramente ha ben chiaro un solo concetto : quello di non aver voglia di studiare.

 La scuola, solamente perché tale, toglie il fascino ad ogni cosa. Tutte le belle teorie dell’insegnamento che porti l’allievo ad imparare scoprendo, o libero di inventare la sua strada, o…   s’infrangono come gingilli di vetro contro la parola scuola. 

E’ un fenomeno come quello della dieta, cioè quando decidi di stare a dieta ti viene una fame tale da renderti appetibile anche ciò che prima non avresti mangiato  nemmeno per scommessa.

Per la scuola è la stessa cosa. Ti piace leggere? Tanto!  Fuorché i libri che ti obbligano a leggere a scuola, salvo apprezzarli una volta esaurito l’obbligo.

Ecco cos’è! E’ l’obbligo di fare qualcosa nel momento in cui non sei ancora pronto  a farlo.

Così  si pretende di scegliere un percorso che deve durare una vita quando l’unica cosa che tutti sono disposti a fare è di stare con gli amici e divertirsi, godersi la vita in branco, senza né obblighi né limiti, né interferenze, convinti di essere immortali, intangibili e onniscienti.

Tornata al mio istituto scopro che per la partecipazione al Salone Informagiovani manca ancora l’adesione di una classe.

Piccola inchiesta e vengo a sapere che il materiale è stato preso da un collega che …” non ha avuto tempo per leggerlo alla classe.” Quattro righe in croce! Pazzesco!

Tra meno di un’ora devo inviare il fax con il numero dei partecipanti.

In cinque minuti, nell’indifferenza totale, cerco la classe, vado, leggo, organizzo il tutto e concludo il discorso.

Pirla! Non trovo altre parole.


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13 novembre 2010

Dal Mio Diario : Intermezzo tra l’8° e la 9° puntata

 

Una Storia Infinita

Cronaca di basso livello di un giorno qualunque

 

Sono le dieci e trenta  di un giorno qualunque, dalle inferiate della grande finestra entra un sole  splendente, incredibile dopo i lunghi giorni bui  di pioggia battente.

I fiori rossi della pianta sul davanzale allargano i loro petali per raccogliere ogni  fotone, pazzi di piacere e di energia. Le mani diafane della signora battono stancamente i tasti del telefono,nella ricerca spasmodica di contatto orientativo con le ex Scuole Medie , ora Istituti Onnicomprensivi, ( ..cioè che accettano tutto anche le minchiate del ministero!) ..dalle materne a Dio sa che cosa!

-".. Buongiorno sono G… dell'ITI di Treviglio, telefono per l'orientamento…

-"…? .. questa è la materna… noi non facciamo orientamento….

-"… Si, ci credo!! cerco la scuola media:"

-"….Ah! le do il numero perché questa è la direzione didattica…… aspetti ……si…..è….036….

-" Grazie.! "

-".. Buongiorno sono G… dell'ITI di Treviglio, telefono per l'orientamento…

_"  ……?   Si ..l'orientamento… Senti … sai chi si occupa dell'orientamento? ……. attenda le passo …..

-" .. Certo faccia pure….

Sono splendidi i fiori sotto il sole…….  È così bello ……..

La coda dell'occhio percepisce una figura che si avvicina , un corpo si flette per sussurrare qualche parola alla signora:

-        "……Scusa G. .volevo dirti che questo è un telefono di servizio, se mi chiamano dal piano come faccio a saperlo… e poi devo fare le telefonate per le uscite anticipate, non potresti andare a fare le Tue  dillllà? Che così posso……"

-        " No dilllà non se ne parla… adesso vedo!….”.

E' incredibile….. proprio come se stessi parlando con l'amante!

-        “Pronto, ..pronto, ..Il prof. V.. non è ancora arrivato, può telefonare la prossima ora?”

-        “Certo, richiamo io , non si preoccupi.”

Il sole è tiepido e quel cortile interno sembra quasi bello, con l’erba ancora bagnata, che scintilla .

La Signora, pressata dallo scocciatore che cammina avanti ed indietro nella luce della porta, si avvia furiosa verso la presidenza augurandogli di espletare al più presto le sue funzioni organiche fino all'esaurimento delle scorte!

La presidenza è vuota ed il telefono libero. Seduta sulla poltroncina accanto alla scrivania la Signora riprende il rosario di chiamate, ed il foglio degli appuntamenti lentamente si riempie. Un’ora dopo, quasi priva di senso dell'equilibrio, scivola nel corridoio passando di fronte alla stanza del famigerato telefono, quando lo squillo richiama la sua attenzione..

Non avendo più la forza di reagire, lascia proseguire lo squillo, indifferente al suo destino. Ma la fortuna arride ….o se la ride….  In questi casi .  E qualcuno risponde ….

-" E' il Preside per te…

Maledetto strumento di tortura!

-        "…Pronto sono G……

-        "… Senta ..Scartabellando ho trovato l'autorizzazione del Provveditorato per il corso di operatore Chimico-Biologico.. PERCHÉ non mi è stato detto che c'era? … Lei lo sapeva?…. Mi hanno detto che è chimica (n.d.r. ..ma va?!?) e forse voi lo sapete!……

-        "Certo che lo sapevo !   E , ..porca puttana , chi è che dice che non lo sa? È stato approvato dal Collegio, scritto sui volantini, e CHI dice che non lo sa? Era X che lo doveva dire. E' una specializzazione del settore professionale”

-        " Aspetti! Ci sono qui A. e B. che dicono di non saperne nulla!

-        " Ma come ciazetadueo  possono dire così, visto che, ripeto,   è stato approvato dal collegio e pubblicizzato con volantini provvisori? ……

-        " COMUNQUE .. Lei ha il quadro orario ..che devo urgentemente mandare in tipografia i depliant..

-        " Li devono avere dilllà visto che da qualche parte sono usciti……

-        " Dicono di NO che è una cosa che riguarda voi !!!”

-        " Riguarda noi un tubo! La specializzazione l’hanno chiesta loro!... LORO devono saperlo,  visto che lo hanno pubblicizzato nelle scuole alla fine dell'orientamento dello scorso anno, quando ancora non era ufficiale l’autorizzazione…!! Comunque adesso li cerco e poi Le so dire…  !”

…La Signora si erge in tutta la sua possanza, gli occhi dilatati lanciano sguardi che inceneriscono solo sfiorando, le labbra mormorano parole che condensano nell'aria come pugnali di ghiaccio e si conficcano nel nervo acustico generando  nel cervello dei malcapitati immagini sodomitiche. La ricerca è breve poiché tutti gli ostacoli vengono prestamente rimossi dal cammino della donna.

Copia del volantino viene consegnata per essere portata .. dilllà ...nella Sede .. ad una mano benevola e mediatrice, per evitare che il vorticoso moto degli umori della Signora generi, a contatto con l'atmosfera surriscaldata  della "zona a Lei proibita" , un ciclone degno dei mari del sud.

Una parola cortese alla signora che spazza l'atrio e le chiome, che incorniciano come criniera il capo della Signora, spariscono dietro il raggio di sole riflesso dal vetro di un finestrino. 

E la giornata scioglie la sua luce luminosa nei prodromi della prossima perturbazione.


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10 novembre 2010

Dal mio diario ... 8° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Mercoledì 8 novembre 

 

Sono dentro l’orientamento fino al collo!

Quanto lavoro sommerso! Nessuno si rende conto che dietro a quei pezzi di carta che arrivano tra le mani dei ragazzi e degli insegnanti delle scuole medie c’è un lavoro di progettazione, elaborazione ed organizzazione, fatto in modo sommerso e non riconosciuto.

Distribuire il lavoro è molto difficile perché sono poche le persone disponibili nei confronti di un impegno, anche se limitato nel tempo, decisamente massacrante.

Le Scuole medie cominciano a chiamare per gli incontri, le Università ad offrirsi, i ragazzi premono con le loro “necessità” ... io sono in surmenage e perdo di lucidità.

Non sono più in grado di sostenere un ritmo di lavoro che richieda decisioni immediate su più fronti, e un contemporaneo sottofondo di normale routine.

Ho dimenticato uno dei tanti impegni, presa completamente dagli altri.

A metà mattina mi è arrivata una comunicazione, ricevuta dalla segreteria il 3/11, (solo 5 giorni per percorrere i 5 metri di corridoio, un metro al giorno!), che proponeva la partecipazione dei ragazzi al  Salone dell’Informagiovani per l’orientamento post diploma, a cui si richiedeva l’adesione entro venerdì 10 cioè dopodomani!

Venerdì è  anche in programma la visita ad una media per l’orientamento, quindi in mattinata deve essere organizzata una circolare per sapere quali classi, o chi nelle classi, siano interessati, e preparato il fax d’adesione.

Odio fare le cose di corsa e, per di più, mai fatte prima, come l’uscita di una classe, con permessi, circolari e cartacce varie.

Ho chiamato i rappresentanti di classe, che sono arrivati “scazzati” ed indifferenti all’offerta. Ma ti pare che debba essere io a costringerli ad interessarsi del loro futuro ?!? Incredibile! 

Naturalmente i miei del V° chimici non c’erano, erano in laboratorio ed è stato loro “consigliato” di badare alle cose importanti.

Tutto dipende dagli  insegnanti che hanno in classe.


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2 novembre 2010

Dal mio diario ... 7° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Mercoledì 1° Novembre

 

Ho lavorato tutto il giorno per preparare i materiali per l’orientamento!

Lavoro come una schiava e, alla fine, mi chiedo il perché!

Ieri c’è stata la riunione con i colleghi della Commissione Orientamento, tutte donne, ...nuovamente…

chissà perché!

Si, è vero percentualmente siamo in maggioranza nella scuola, ma non è questa la ragione, lo è invece quella che solamente noi donne accettiamo di “smazzare per un pugno di lenticchie” , perché alla fine da questo lavoro non c’è da ricavare che tanti oneri e pochi onori.

Non sono nati problemi se non sul “cosa dire”, visto che dobbiamo vendere un prodotto che è il migliore possibile nelle circostanze in cui siamo, ma che fa acqua da tutte le parti, specialmente da quella del Dirigente che non ha capito un tubo dei problemi di questa scuola a due settori, e tratta il tecnico come il fratello scemo del professionale. 

Non possiamo andare a dire che cambiamo il Preside un anno si e uno no, che la demotivazione per lo studio dei ragazzi del professionale tende ad influenzare anche quelli del tecnico, visto che per gli adolescenti l’unico comandamento valido è quello del puntare al risultato sufficiente con il minimo sforzo possibile.

… Dobbiamo fornire l’immagine di una scuola seria, sicura, e soprattutto di qualità.    La scuola che si regge sulle nostra povere spalle di docenti che lavorano con il cuore oltre che con il cervello (connesso!), di tutti quegli insegnanti (e sono almeno l’80%) che, senza comparire, fanno il loro lavoro con competenza, e dai quali gli allievi accettano anche le peggiori rampogne, perché sanno che sono corretti e che vogliono loro bene!

Non sempre è facile.

Dovremo girare la pianura padana gratis et amore Dei, (manco la benzina ci rimborsano e in caso d’incidente mica so se c’è copertura..), con la lancia in resta ed il cimiero con la celata abbassata per nascondere la nostra espressione di triste stanchezza, sperando di fare un buon lavoro, onesto, nei limiti del possibile, per aumentare almeno gli iscritti alla 1°… altrimenti siamo destinati a.. già! a che cosa?

Con la riforma non si capisce un tubo.  Parte dalle primarie. Dovrebbe arrivare alle superiori… se non erro… quando sarò in pensione! 

Sperèm..

Ecco come vive un’insegnante che ama il proprio lavoro!

Figurarsi quelli che lo fanno per forza.




30 ottobre 2010

Dal mio diario ... 6° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Giovedì 26 ottobre

 

Alle 14.30 riunione della commissione orientamento in presidenza.

Il preside si ostina a restare in quella stanza che deprimerebbe anche un’ottimista!

Il tavolo  per le riunioni è chiaramente un vecchio tavolo da lavoro di qualche officina, con dei buchi dai quali, forse, passavano i fili per gli impianti elettrici. Ci sono due poltrone in pelle, retaggio di qualche vecchio ufficio,   tanto basse che io, finalmente, quando sono seduta riesco ad essere alta come gli altri; il problema nasce quando devo alzarmi! (Scherzo, ma certo non sono adatte ad una persona bassa perché avrebbero un effetto fantozziano!).

E pensare che il “Mega Direttore Amministrativo”, dipendente del Preside, ha un ufficio arredato con mobili di una certa età, ma sicuramente ben assortiti e curati.  La presidenza dell’altro edificio invece è arredata con mobili nuovi. Chissà per quale manovra politico-social-economica  vuole restare  in quella stanza, forse perché è più piccola e meglio si adatta alla sua altezza .. oops!

E’ presente tutto lo staff, ognuno al suo posto, chi indaffarato ad infilare l’aria nei polmoni del capo, chi  in distaccata osservazione della scena, ( un soldo per i suoi pensieri! Sono convinta che ne sentirei delle belle!).

Io mi sento a disagio, anche per il rapporto tra la mia mole e le sedie della stanza, non riesco mai a stare comoda, poi l’atmosfera mi indispone.

Inizia la riunione. Il preside mostra con orgoglio il materiale che utilizzano per l’orientamento nella scuola dove era lo scorso anno, ci istruisce su cosa dire, ci consiglia su come comportarci.

Mioddio! 

Ho fatto per anni l’orientamento, ho scritto un progetto complesso, a ricaduta su tutte le componenti della scuola, e “costui” mi sta dicendo cose che stanno a me come l’aritmetica sta alla meccanica quantistica!

Forse qualcuno avrebbe dovuto spiegargli che “sarebbe stato intelligente” informarsi in merito ai progetti degli anni precedenti prima di fare la figura dell’analfabeta.

Ma davanti all’esibizione presuntuosa di quel incrocio tra due DNA difettosi, non mi spreco neppure a parlare, giammai! Perché rovinargli la scena? Poi non ci arriverebbe comunque, …  i progetti sono sullo scaffale alto! (Oopss!).

Ad un certo punto, tanto per… prende a vantarsi del CIC (centro interno di consulenza) che funziona nella sua vecchia scuola,...

Peccato che non ricordi che il primo progetto presentato dalle scuole è stato quello della commissione di cui facevo parte,  finanziato poi dal Provveditorato e ripreso da tutta la Provincia. E’ del giugno del ’95. Il suo di quale anno sarà?

Poi si passa alla giornata di “ Scuola Aperta” che avverrà il 16 dicembre.

       … “Separare le due scuole?”

       “No! Questi sono pregiudizi! Le due scuole sono della stessa serie A”.

Peccato che io non abbia mai parlato di differenza, semmai di confusione!

Che facciamo ci mettiamo i vigili a dirigere il traffico? Poi magari chi vuole vedere il tecnico si ritrova nel professionale e viceversa. 

Ancora le solite stupidaggini! Ma ‘c’avesse per caso la coda di paglia l’amico? Esce ancora fuori la storia dell’accorpamento dell’ITIS al Professionale e del mio presunto disprezzo per il nome “appiccicato” da qualcuno.

Non ho alcun pregiudizio verso quel cavolo di nome attribuito a forza alle due scuole, sono solo intervenuta a segnalare un abuso, visto che il decreto di accorpamento ( e non di annessione!) prevede letteralmente che la denominazione degli istituti resti invariata e sia segnalata sotto la dicitura generale senza intitolazione.  Il nome dato è quindi un abuso, di qualche microcerebrato incapace di leggere una normativa chiara e semplice, o di un presuntuoso voglioso di rivincita su non so bene chi o cosa.

Naturalmente le mie sono intemperanze! 

Dulcis in fundo………

Antefatto : ieri, alla fine della seconda ora, al secondo piano dove ci sono le aule del professionale, qualche incivile ha compiuto il solito atto vandalico, bruciando il portarotoli,  di quelli grandi per bagno pubblico, danneggiando anche le pareti.

Conseguenze : riunione dal preside, suggerimenti sui provvedimenti da prendere, a partire dal costringere le classi del piano a ripulire e imbiancare la stanza, fino alla sospensione con coinvolgimento dei genitori e far pagare i danni  agli insegnanti che non hanno vigilato.

Tra i tanti possibili interventi per mantenere sotto controllo la situazione emerge anche la possibilità di chiudere uno dei due servizi (per ognuno dei quali ci sono tre bagni, quindi più che sufficienti )  durante le ore di lezione, aprendo entrambi solo durante l’intervallo, in modo da rendere più facile la vigilanza anche contro il fumo.

Ne fosse andata bene una!

Per i grandi conoscitori dell’animo adolescenziale, e delle tecniche educative, tutto urtava contro il muro della sensibilità dei genitori, o di chissà chi, ( il mio sospetto è che ci vogliano le palle quadrate per essere buoni educatori, e tra i presenti penso che non ci fossero neppure quelle ovali!) per cui alla fine la decisione è stata di fare una circolare che richiami “con delicatezza” studenti e docenti al rispetto delle cose comuni e delle regole, ed un’ora di sospensione per lunedì, cioè niente!

 Mi chiedo come si possa trattare con tanta leggerezza un atto vandalico! Durante la riunione ho evidenziato più volte come la circolare sia troppo tenera e la punizione solo simbolica.

       “E’ un primo passo…. Lei non è abituata a gestire un professionale!..”

Io saprei farlo molto meglio di loro, perché sono capace di essere autorevole, cosa che loro non sono, poi ho l’esperienza di una vita sulle spalle, vita a contatto con quelle bestie che si chiamano adolescenti, e sarà per istinto, sarà per intelligenza, sarà per esperienza, ma con loro sono in grado di comunicare e non solo parlare!

Sono gli adulti con cui non mi piace trattare perché sono pieni di fisime e polemici!

La scuola sta diventando piena di soprusi e violenze gratuite perché nessuno ha più il coraggio di far rispettare le regole, per non essere giudicati, ma proprio questo genera il caos ed una  pessima fama! 

L’immagine proiettata all’esterno, di severità e di efficienza, condita con il sugo dell’autorevolezza è quella vincente. Ma và a farlo capire a chi non ha che subdolo rancore per gli altri e timore di essere depredato  di un ruolo primario conquistato con il  servilismo più che con il merito.

E “piccino” è colui che, incensato, da loro retta !


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 30/10/2010 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



13 agosto 2008

BOH !!

Qualche tempo fa Il ministro della pubblica (d)istruzione tanto per far vedere che esisteva e che aveva le idee chiare ha 322297016.jpgtirato fuori la boutade che sarebbe stato bene reintrodurre, come segno di serietà nei confronti dell’istituzione, il grembiule per gli studenti.
Mai oui! Certainement! I ragazzi vogliono appartenere ad un gruppo, vogliono sentirsi omologati, hanno la necessità di essere insieme contro tutti, e lo fanno scegliendo linguaggi, modi di dire, abbigliamenti ed atteggiamenti, ma di loro iniziativa, di libera scelta, mai imposti da altri, a meno che non siano i loro leader.
Il grembiule poi! Solo alle donne o anche ai maschi? Per evitare eventuali sfoggi di capi firmati? Che poi occhieggerebbero comunque dai pertugi lasciati debitamente aperti? Lo facevamo noi, negli anni ’60 quando portavamo il grembiule a scuola.
Meglio la divisa! Certo! Per evitare sfoggi, adottiamo la divisa a scuola. Le ragazze in camicetta bianca e gonna a pieghe nera, i ragazzi in pantaloni neri e camicia bianca o in tuta cachi, o mimetica.. No, forse sbaglio epoca!
Allora tanto per rendere tutti economicamente uguali, evitando capi costosi, adottiamo la divisa che identifichi la scuola! La facciamo disegnare dalla famosa stilista “Pinca Pallina”, la facciamo comperare al negozio “Tal dei Tali”, e così i fanciulli e le fanciulle saranno orgogliosi di appartenere ad un “gruppo” …elitario naturalmente, visto che 1597060958.jpgquegli straccioni della scuola “XY” non l’hanno certo bella come quella! Omologazione e spirito egualitario!
La divisa ecct. È un fatto che sta succedendo realmente a Milano, lo hanno detto al TG regionale.
Figuriamoci poi in questo periodo di difficoltà chiedere di comperare una divisa, visto che personalmente nel mio passato di docente di chimica ho avuto difficoltà nel far comperare il camice da laboratorio agli studenti, infatti avevo una popolazione policroma accettando camici di qualunque colore purchè abbottonati davanti, per norma di sicurezza.
Poi l’elegante e vitalissima Ministro vuole reintrodurre nelle scuole secondarie :” …la disciplina "Cittadinanza e costituzione", che sarà oggetto di specifica valutazione, con 33 ore annuali di insegnamento previste. «Non è casuale - ha aggiunto il ministro - che l'introduzione della valutazione e del comportamento si affianchi all'introduzione della disciplina "cittadinanza e costituzione", in quanto la diffusione della cultura della cittadinanza e della conoscenza delle istituzioni tra i giovani deve essere inserita a pieno titolo nel piano dell'offerta formativa».
La signora Ministro forse non sa che nella scuola secondaria tecnica ( Istituti Tecnici ) viene già insegnata la disciplina denominata “Diritto ed Economia” che prevede proprio l’insegnamento dei fondamenti della costituzione, e che negli ITIS, cioè istituti tecnici industriali ( ITC sono i commerciali, ITG sono i geometri, ITA sono gli agrari), i ragazzi la mandano giù come si fa con l’olio di ricino e, come per questo, se ne liberano velocemente dopo le interrogazioni, mentre negli ITC è una delle materie più importanti.
33848689.jpgLe 33 ore previste poi andrebbero nel pacchetto italiano-storia-geografia, probabilmente, lo spero, solo per i licei, andando ad erodere quel tempo già limitato che serve a portare i ragazzi ad imparare, non dico il congiuntivo, ma almeno a comprendere quanto leggono e a riassumerlo adeguatamente, cosa che risulta decisamente scarsa nella popolazione scolastica media attuale.
Fermo restando il fatto che ai docenti di lettere già è stato imposto di insegnare geografia, una disciplina che non tutti conoscono a fondo, cosa a cui è stato posto rimedio con un “corso di aggiornamento” di qualche ora, il prossimo ministro che cosa s’inventerà? Farà insegnare agli stessi magari anche “supporto psicologico nella cattiva coscienza “?
Tanto per raccontarcela, 33 ore all’anno equivalgono a circa 1 ora alla settimana per il periodo scolastico, un tempo per gli adolescenti pari al nulla: si ascolta e nei sei giorni successivi si scorda, si studia per l’interrogazione mettendo quattro cavolate nella memoria a breve e subito dopo si dimentica tutto. Esperienza insegna!
1676372772.jpgLa civiltà nel comportamento deve essere insegnata partendo dalla famiglia che non deve accettare e poi difendere ad ogni costo i comportamenti scorretti dei figli, e finendo alla società che deve smetterla di imporre con i mezzi di comunicazione esempi di comportamento aberranti, come avviene nelle trasmissioni televisive in cui si perpetrano scherzi spesso atroci, che possono indurre per imitazione al bullismo, o rissosi e prevaricanti, come in moltissimi talk show.
Troppa gente “Opre bocca e je da fiato”!!




14 luglio 2008

QUANTE SCEMENZE!

Ancora una volta l’unico gentiluomo indiscutibile, il tempo, ha riportato con il caldo la voglia di vacanze, in tutti, anche nei “cittadini più cittadini degli altri”, uno dei quali ormai soddisfatto di 8aaf62063379e3ce6e5923e6b700bf03.jpgpoter toccare io sedere di chiunque o rifilare baci umidi a qualunque persona lo stimoli senza tema, può lasciare campo libero alle dichiarazioni d’intenti per il futuro autunno.
Naturalmente l’unica situazione che lo rappresenti è quella del totale candore della sua anima di fanciullo. Padre-padrone sorride comprensivo alle “boutades” dei suoi “compagnucci”, tanto il tempo sarà galantuomo anche con lui, e la pausa imposta sarà fertile d’idee, visto il perdurare dell’offerta del “tre-per-due” nell’hard discount aperto alla nascita dai suoi neuroni.
Naturalmente anche le piogge di questi giorni son colpa dei magistrati comunisti, che inventano “teoremi accusatori” talmente fantasiosi da risultare insensati.
Meglio riformare tutto, e spicciarsi, perché ci son scadenze che si avvicinano, come il referendum di primavera.
7bd09cb3cf32f725fe3a121de83f521f.jpgLa scelta sarà facile : si prendono tutti coloro che viaggiano carponi con in bocca il santino del “Capo”, gli altri via! Sai quanti si metteranno in posizione per mantenere uno stipendio “niente male”?
Nel frattempo l’attenzione va ben spostata, e perché non sulla scuola?
Discorsetto:
<<Invece di pensare a cambiare la struttura, cominciamo a preoccuparci delle persone…A cominciare dagli insegnanti.>>
Uèeelà!? Occupiamoci degli insegnanti!.. Ne facciamo fuori 85 mila, portiamo gli studenti a 35 per classe e regaliamo loro un mitra carico, così faranno lezione!
Questa è la dimostrazione che non ha esperienza didattica, o ha vissuto solo nelle scuole “nobili” in cui i ragazzi sono spalleggiati da genitori che li triturano nel MagicBullet se si permettono di non studiare! Nelle scuole normali i ragazzi “pretendono” e basta ed i genitori.. invece pure!
Se solo leggesse quello che ho raccontato nel mio libro!
« Secondo la ricerca di Bankitalia i docenti sono anziani … Non penso che sia tanto un problema di anzianità, quanto di motivazioni: si è persa la percezione del ruolo dell’insegnante, della centralità della funzione educativa nella società.».
I docenti anziani son quelli che hanno meno di 60 anni, cioè età inferiore di chi siede e pontifica da Montecitorio, …poi non si parla di allungare l’età pensionabile? Ed allora…??
L’aggiornamento è comunque indispensabile, visto che quelle persone generalmente sanno ancora scrivere in ottimo italiano, rispettano i congiuntivi, conoscono le tabelline, sanno fare le quattro operazioni, specialmente con i multipli del 2 e del 5, “a mente” e sanno che i malleoli non sono i cogl..! Bisogna insegnare loro ad essere …adeguati.
<<….penso a un sistema di incentivi per gli insegnanti che garantiscano la permanenza per un ciclo scolastico in una determinata scuola. >>
Ahooo!! ..Ma se diminuiscono le cattedre ogni anno e il 40% dei docenti nella scuola sono precari, chi perde cattedra si deve spostare e prendere il posto di precari che si spostano altrove! Solo pochi docenti se ne vanno di propria volontà, e solitamente quando hanno la possibilità di avvicinarsi a casa e sovente solo se è in dubbio l’esistenza del loro posto.
L’ultimo mio anno di scuola come docente ho perso il posto e quindi l’ho fatto con la titolarità di cattedra in un’altra città a 25 Km da casa, e il distacco presso la vecchia scuola solo perché ero part time come docente (il resto vicepreside).
Allora, più allievi per docente, meno risorse, insegnanti che entrano in ruolo in regioni diverse da quella di provenienza, e che appena possono tornano a casa..
“..Io penso che per elevare la qualità della scuola occorra prima di ogni cosa valorizzare il capitale umano piuttosto che occuparsi di archetipi organizzativi.” Archetipi organizzativi? Ci mancherebbe altro che il ricominciare con le riforme!
d73573cd1e4e758e07e60ad61879ca43.jpgLe scuole vivono di organizzazione! Gestiscili tu, accidenti , 1500 ragazzi dai 14 ai 20 anni, 200 docenti e una cinquantina di non docenti senza organizzazione!
E fallo tu l’orario delle lezioni con i precari che ti spariscono da un giorno all’altro perché sono in corso le nomine!
E fai combaciare le necessità dei laboratori con quelle delle palestre e delle aule coperte.
E copri tu le classi i cui docenti si ammalano senza avere gente a disposizione, visto che tutti fanno orario completo. Ti devi dannare a cercare qualcuno che sia presente e non sulla classe. Oppure accorpare due classi… di 35 adolescenti? Organizzazione! Te li potrei elencare i buchi creati nell’organizzazione dalle masturbazioni mentali del Ministro di turno!
Mo’ tutti berciano sui corsi di recupero, ma nessuno pensa quanto sia difficile mettere d’accordo famiglie che scalpitano, adolescenti che vanno in vacanza mentale il 15 maggio e docenti che non ce la fanno più!
<<..Entro il 2015 circa il 30% degli insegnanti andrà in pensione..>>
Nella mia provincia tra il 2006 ed il 2008 sono andati in pensione circa il 50% dei docenti… Entro il 2015 sai quanta acqua passerà…!
Che i docenti debbano recuperare “autorevolezza” è una vita che lo sostengo. Che si debba avere una scuola che incentivi l’adolescente allo studio, anche questo lo sostengo da sempre, ma tutto quello che ho letto sull’argomento in questi giorni ha solo l’aria di essere il solito discorso aulico, altisonante e pieno di risibili ovvietà.




6 luglio 2008

MANGIANO PANE E VOLPE A COLAZIONE

 Mentre si parla ad alta voce di processi alle alte cariche dello stato, di intercettazioni telefoniche, di giudici sovversivi, di 1 milione (lo zero è sparito!) di “padani disposti a lottare”, nella luce soffusa delle periferie di Montecitorio si prepara il futuro per la scuola italiana : gli studenti metteranno il grembiulino !
c5db7e1d885cf42c0b7b960f49dd1a2e.jpgVecchi ricordi di un tempo passato!
Per evitare vanità poco consone le ragazze dovevano indossare il grembiule nero. E’ ancora chiuso nel mio armadio, con lo strappo sotto la tasca cucito dalla mia mamma, il grembiule nero “di plastica” , dicevo, visto che era uno dei primi in fibra sintetica.
Tanta era l’abitudine a portarlo che poi ho passato una vita intera in camice bianco (da chimico e non da salumiere, come mi derideva un collega, naturalmente ingegnere, beccando un sonoro ..”telodicoiodovetelodoilsalame..”!! di risposta).
Certo, nascondiamo tutto sotto il grembiule, facciamo finta di essere tutti uguali, anche quelli che dovranno frequentare le scuole pubbliche, alle quali verranno tagliati i fondi ed i docenti, anche per lasciare spazio alle private, nelle quali ogni respiro ha il suo prezzo, ma “fanno” classe come una griffe.
Tanto gli insegnanti sono indecentemente fannulloni ed ignoranti, quindi prendiamo “la creme” e buttiamo nel calderone dei professionali quello che avanza, soprattutto gli studenti che a livello adolescenziale non hanno la cosiddetta voglia di studiare.
62145ff101c6706a477018b964fbf536.jpgMa quale adolescente ha voglia di appiattirsi le terga sulla sedia se non incentivato da una cultura sociale che ghettizza l’ignorante? Se hai due belle tette, o come si dice la/lo dai facilmente, fai carriera, egualmente.
Per inciso, questa mattina ho sentito per radio che una “giornalista” di Retequattro, pupilla dello stuoino del Cavaliere , tal Emilio Fido, passa da Mediaset alla Rai, previo consenso chiesto direttamente dal responsabile Rai al “direttore” Mediaset…
Cioè non è lei che sceglie di.., ma c’è un “bonifico in uscita” dal palazzo del re verso la zona scuderie. Chissà se qualche intercettazione telefonica riguardava la conduttrice del nuovo programma che peraltro pare sia lo stesso di prima con il nome cambiato, cioè gli metteranno il grembiulino candido ed il bimbo sembrerà un altro!Poi esce fuori che :” I neolaureati fuggono all'estero: carriera più rapida e guadagni più alti”

Ma Vàaa!
Le Università, territorio baronale per eccellenza, sempre poco portate alla incentivazione economica delle persone valide, si vedono i fondi 90c038cf8044025c13659f985730f35e.jpgtagliati ancora. Così per far dimagrire chi s’abbuffa a tradimento si elimina il cuore ed il cervello, lasciando intatto stomaco ed intestino..
Santa Logica ora pro nobis!
La scuola deve educare, la scuola deve insegnare, la scuola deve essere sempre agile nel cambiamento per essere al passo con la società, la scuola deve fornire un servizio.. si, ogni 20 allievi c’è un cesso, magari con le porte scassate, magari con i lavandini dallo scarico rotto, magari senza carta igienica perché i ragazzi ci giocano…, perché è la provincia o il comune che ci deve pensare.
Così meno docenti e meno fondi, ma corsi di recupero obbligatori durante tutto l’anno solare, ma obbligo di assistenza ai ragazzi portatori di handicap (e non parlo del fisico, che è ampiamente assistibile, ma dello psichico, che è sovente ingestibile in una classe di trenta e passa studenti), ma ricerca di un risultato didattico di qualità.
Sarà il nuovo tipo di miracolo di San Gennaro!
E per i test di ammissione alle Università a numero chiuso con 250mila domande e 30mila posti disponibili, viene istituita una commissione, anzi, no, due commissioni che evitino i casini dello scorso anno.. << Dicesi “Commissione” un gruppo di svogliati selezionati da un gruppo di incapaci per il disbrigo di qualcosa di inutile.>> Dal libro di Stella e Rizzo “La deriva
Amen!



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