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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

la legge è uguale.JPG

free bloggerC3.jpg


25 giugno 2013

COME SPAZZATURA

donna,femminicidio,politica,televisione,informazioneMi guardo allo specchio e vedo un essere umano con gli occhi pieni di tristezza.

Non vedo una donna, ma una mamma, una figlia, una compagna di vita, un agglomerato di sentimenti e fragilità, forza e debolezza, desiderio di esistere e di sparire, cioè un essere vivente come tutti gli altri.

Come tutte le donne del mondo.

Come tutti gli uomini del mondo.

Allora perché si arriva a trattare un essere umano come spazzatura, lasciandone il corpo chiuso in un sacco dell’immondizia sul pianerottolo delle scale del condominio?

E’ un ulteriore tentato omicidio di una donna, ma il disprezzo dell’atto di chiuderla in un sacco della spazzatura e come tale abbandonarla al suo destino, evidenzia una cultura dello svilimento del rapporto umano: l’io dominante maschile e la sottospecie femminile degna solo d’essere schiava.

L’allucinante termine, forgiato da un “avvocato politico” in difesa di un “imputato politico”, di “utilizzatore finale”, nel becero tentativo di derubricare a nullità il rapporto con meretrici del suo cliente, è l’immagine icastica della considerazione in cui viene tenuta dai personaggi in questione un individuo di sesso femminile.

Essere considerata alla stessa stregua di un’auto, magari rubata e poi passata di mano in mano, così che l’ultimo proprietario è colpevole solo di ingenuità, è il sogno d’ogni persona.

E sottolineo persona.

E’ la cultura della sopraffazione verso il più debole, sia a livello fisico che culturale o sociale.

E’ la visione radicata nella società del “possesso” di ogni cosa rientri nel proprio desiderio.

Esattamente come i bambini che “vogliono” il giocattolo e poi lo distruggono per non concederlo ad altri.

Purtroppo da decine di anni l’educazione dei flauti magici della comunicazione è rivolta all’esaltazione di comportamenti negativi e all’assuefazione alla crudeltà, sia psicologica che fisica, per mezzo, ad esempio, di cartoons o telefilm con scene esplicite d’ogni sorta o con la volgare esposizione di fragilità umane fatte a pezzi per divertimento.

Tutto ciò viene esaltato dal momento di debolezza individuale legata alla crisi, ed allora ricompare l’ancestrale istinto dell’io come unico mezzo di sopravvivenza.

Il “possedere” diventa uno status symbol più importante di prima, da ottenere con ogni mezzo, lecito o meno.

Stiamo assistendo da anni a brutalità verbali, che definire ignobili risulta un eufemismo, da parte di chi dovrebbe rappresentare il top sociale, ovvero gli eletti alle cariche ufficiali dello stato, (comune, provincia, regione o parlamento siano) che mirano alla distruzione psicologica non solo dell’avversario, ma anche e soprattutto alla demonizzazione del “diverso” che non fa parte del gruppo e non si piega a regole di sudditanza.

La nuova “moda” del twittare, ha sostituito quella dell’aprir bocca e darle fiato, con la differenza che ne rimane traccia imperitura, grazie alla rete di internet, e non si può più smentire con “l’interpretazione errata dei suoni”.

Così girano opinioni degne di cloache, dal sempre più infimo attacco all’immigrante colpevole di cercare una “vita migliore” e di trovare spesso una morte impietosa, al dispregio nei confronti della donna, definita puttana, senza tener conto che è sempre una pretesa di sottomissione anche l’uso della parola stessa.

Ma chi “vende se stessa” non è sottomessa, al contrario prova il più profondo disprezzo per chi “compra” (cosa evidenziata in alcune intercettazioni di telefonate tra “venditrici” pubblicate dalla stampa).

Sono in aumento anche i “distrattori di massa”, cioè quei falsi obiettivi che fanno da “dito” per nascondere la “luna”.

Quelle boiate sulle quali, di giorno, i parlamentari discutono, mentre la gente impazzisce letteralmente  nelle difficoltà quotidiane, del tipo “se vendere la sigaretta elettronica in farmacia o no”, mentre di notte brigano per immettere, nascoste con linguaggi criptici in allegati di emendamenti o contro emendamenti contrassegnati da numeri, norme tese a favorire l’impunità dei peggiori delinquenti, cioè quelli che frodano lo stato, o la destinazione di ulteriori fondi agli amici che poi li riconsegnano al mittente almeno in parte, magari sotto forma di benefit.

E la scadenza del brevetto del “viagra”, con la corsa al ribasso del costo, offre sponda alla soluzione di tutti i problemi, nel modo preferito da chi il sangue in corpo lo preferisce far affluire nel basso ventre piuttosto che al cervello.




25 settembre 2009

GUARDO LA TV SENZA AUDIO

 

Aderisco allo Sciopero4.JPGSempre più spesso tolgo l’audio alla tv,.. quando è accesa.

Lo faccio perché m’infastidisce molto qualunque discussione in cui si sovrappongano due o più voci, che per istinto di supremazia alzano sempre di più i toni.

amiciii.jpgDiventa un vero spettacolo l’immagine di chi si dimena nell’intento di soverchiare con la propria voce quella degli altri, il gesticolare dei conduttori, le espressioni talora vuote, talora stanche di chi assiste senza intervenire.

Quando invece si tratta di spettacoli in cui ci sono “vallette” che veline3.jpgballano… see.. diciamo che agitano braccia e sederini sempre a favore di telecamera, mentre i piedi, arrampicati su trampoli da vertigine, restano praticamente paralleli ed immobili per favorire il movimento ondulatorio e sussultorio del culetto visto dal basso, allora lo spettacolo ha ben altri “risvolti”, e la mia censura dell’audio è legata alle imbecillità delle conversazioni ed all’attesa del programma successivo.

Le trasmissioni della De Filippi sono quasi un “cult” da questo punto di vista. Provare per credere!

Togliendo l’audio l’attenzione si focalizza sull’immagine e si possono più facilmente osservare gli atteggiamenti, le espressioni, i “personaggi” e anche il contour  spesso invisibile altrimenti.

uomini e donne2.JPGOggi, ad esempio, nella trasmissione “Uomini e Donne” (Boh! Direi più “Masculi e Fimmine”), dietro ad una De Filippi non particolarmente curata nell’aspetto, compariva  la suola di una scarpa da donna col tacco fine e la punta affusolatissima  (di quelle che se le indossassi io col mio piedone la punta arriverebbe dieci minuti prima di me) di color beige e non nuovissime. Poi son comparse le gambe abbronzate  di altra persona non più giovane. Il tutto mentre due ragazze inquadrate alternativamente, discutevano animatamente non so di che, scacciando nervosamente le chiome corvine dai volti e strabuzzando spesso gli occhi. Una delle due aveva il labbro superiore “taroccato” per fare la boccuccia più sensuale.

franceschini-belpietro.jpgAltro esempio, a Ballarò  c’è sempre dietro a chi parla un volto (maschile o femminile, non è importante) con caratteristiche peculiari adatte alla situazione, che invariabilmente assente (nel senso “dice di si”) ad ogni parola venga detta a favore di telecamera.

A Forum invece il pubblico ha imparato l’importanza del labiale e, se inquadrato, esprime la propria opinione con veemenza, tanto da rendere facile la lettura.

Anche i TG, che ormai non seguo quasi più, son belli senz’audio.

E che diamine serve sentire le parole che son sempre le stesse? Anche le facce lo sono, come le bugie che dicono, come le verità che mistificano. Uno aspetta le immagini e, se sembrano interessanti allora ripristina il contatto.

unomattina.jpgAltro : Si parla di scuola… una mattina qualsiasi…un programma Rai. Il maestro unico..pardon  “prevalente”

“ La ministra dice che la scuola deve essere meritocratica e severa. Lei che ne pensa del maestro prevalente?”

 “ Io ho fatto le scuole quando c’era un solo maestro e mi son trovata bene..”

Naturale, anch’io che ho più di sessant’anni avevo una sola maestra, ma picchiava sulla nuca e faceva i puntini sul naso con la penna rossa ad ogni errore di ortografia! Provaci nel nostro tempo..   Arriverebbero mandrie imbufalite di genitori che impalerebbero l’insegnante. Fermo restando che fosse ancora in piedi, visto che i bambini d’oggi menano le mani senza limitazioni, ad imitazione di quei “bellissimi” cartoons che girano per videogiochi o tv.

goldrake2.jpgUna vita orsono, entrando in classe (una terza superiore di un ITIS) sono stata sfiorata da una buccia d’arancia che volava preceduta dal grido “Alabarda Spaziaaaaale”! 

Dopo una ramanzina “il colpevole” è stato soprannominato Goldrake, ma senza sconti nelle interrogazioni.

Allora c’era solo il “Goldrake” che faceva poco male, ora ti squartano con le mani nude o ti affettano con incuranza.. Poi si domanda il perché A-Team.JPGdell’indifferenza dei giovani nei confronti della violenza..

Quella mattina ho cambiato canale ed ho seguito, si fa per dire visto che stavo preparando la verdura per il pranzo, un vecchio telefilm, quello dell’ A-Team  almeno quando dicevano scemenze lo facevano per far ridere. 


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 25/9/2009 alle 19:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



1 novembre 2008

DEMOCRAZIA E’…

è    Democrazia è permettere di governare a persone senza scrupoli e prive di onestà.
è    Democrazia è riuscire a convivere con persone che non vedono aldilà del proprio tornaconto.
è    Democrazia è consentire di parlare a chi dice solo frasi fatte imparate a memoria, e contesta per partito preso.
Penso di essere masochista perché ho voluto assistere alle dichiarazioni di voto sul decreto Gelmini in senato.

gelmini coda.jpgLa signora ministro, seduta sul “trono”, con aria annoiata faceva finta di seguire le parole degli oratori. Si, faceva finta perché sfogliava con non chalance un libro sollevando a tratti il viso e lo sguardo verso un punto indefinito. L’aula era praticamente vuota, tra gli scranni qua e là qualche rappresentante dei vari schieramenti intento a distrarsi il più possibile.Gli oratori si susseguivano stando in piedi contornati da cinque colleghi, due ai lati e tre dietro, per riempire lo schermo della diretta televisiva. Loro si che ascoltavano, per poter assentire o applaudire, mentre gli altri presenti continuavano le loro faccende nella più totale indifferenza, in ogni caso erano proprio “quattro gatti” a presidio dei propri settori. Gli interventi erano parole scritte “a futura memoria”.. visto che interessavano solo la telecamera…

·  “..Signora ministro, Noi…. Bla, bla, bla …(cose come:  le hanno fatto fare una schifezza di decreto che non tiene in alcun conto l’opinione di chi lavora nel settore, prende a calci nelle pa… più di un centinaio di migliaia di lavoratori precari, e se ne frega  altamente dei bambini che, dal tono con cui ne parla, sembra le rompano solo gli zebedei..)”.. Oppure

·  “..Signora ministro, Noi…. Bla, bla, bla …(cose come : ..Insomma qualcosa di buono in quello che è scritto può esserci ad analizzare con attenzione i punti e le virgole, ma i tagli sono troppo evidenti e profondi, potevate nasconderli almeno un po’, in ogni caso l’aver esautorato il parlamento ci mette nelle condizioni di operare una scelta…)”.. Oppure

·  “..Signora ministro, Noi…. Bla, bla, bla …(cose come : Siamo fermamente convinti che sia un decreto bellissimo. Anche perché lo ha concepito il “capo” che sa quello che fa, e noi siamo sempre con lui. La sinistra deve finirla di intromettersi in cose che non capisce. I comunisti vogliono che la scuola insegni a ragionare! Basta! La nostra scuola sarà un’ottima scuola d’elite!..)”..

senato.jpgLa reazione era sempre la stessa, un pallido sorriso agli “amici”, niente agli altri, nessuna reazione visibile se non quella dello stereotipo dell’indifferenza.

Un’immagine tristissima del Senato.

Il mio limite di sopportazione è stato velocemente raggiunto ed ho chiuso la TV. L’unica cosa bella di quella scatola è il tasto che permette di cancellare fisicamente una presenza sgradevole. Ormai le varie reti stanno modellando i palinsesti  in modo da fornire un’informazione preconfezionata ed il resto diretto ad una platea immatura, preparato in modo  da indurre una specie di “anestesia” dei valori che ne formi dei sudditi miopi ed obbedienti.

Quando si assiste alla performance di un capo del governo che, come mia nonna buonanima, identifica il demonio nei comunisti, e invita gli industriali  a non fare pubblicità su “certe reti” le cui Inflation.comp.jpgtrasmissioni “diffondono panico e sfiducia”, quando si sentono ministri che affermano che per la scuola non ci sono “lettere di licenziamento”, (e tte credo! I docenti di ruolo non sono licenziabili se non in casi veramente particolari, e quelli che ci lasciano la pelle sono i precari, cioè quei docenti che vengono assunti da settembre alla fine delle lezioni, vale a dire giugno, e non mangiano a luglio ed ad agosto, che lo sono magari da 10 e più anni, che hanno abilitazione, laurea specialistica per l’insegnamento, corsi di tutti i tipi fatti per avere punteggi in più nelle graduatorie, e che nella scuola in cui insegnavo erano dal 40 al 60% del corpo docente, una bazzecola), allora si deve pensare che questa sia la vera democrazia, permettere che cose così succedano!



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