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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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10 aprile 2016

CONTRO NATURA ?

Mentre centinaia di persone lottano quotidianamente per riuscire a sbarcare il lunario senza un lavoro, o con la spada di Damocle della precarietà sulla testa, per cosa si stracciano le vesti in parlamento? Per i rapporti omosessuali, definiti “contro natura”, e per il diritto delle coppie dello stesso sesso di cornificarsi allegramente, mentre per le coppie etero il tradimento è vietato.

Oltre ogni limite di decenza.

Parliamo della definizione di “contro natura”.

Siamo alla solita imbecillità delle definizioni degli “scientificamente ignoranti”, esattamente come nel caso di “chimico o naturale”(post del 2005).

Anche se vorrei non reputarla tale, quella di chi ci governa è una “forma di vita naturale”, pur se con processi chimici, che ne permettono l’esistenza, limitati al funzionamento degli organi vitali e del sistema idraulico.

Cioè, per costoro funzionano solo le reazioni comandate da un pensiero primitivo ed istintivo di predazione ed accumulazione inestinguibile che li rende indifferenti o incapaci di prevedere le conseguenze che ne possono derivare per gli altri.

La natura, ordinando gli atomi in molecole e le molecole in strutture sempre più complesse, ha creato ogni cosa presente nell’universo, dalle stelle ai due neuroni nel cranio di qualcuno che si crede in grado di governare il mondo.

Ora, “andare contro natura” è un concetto sbagliato, perché la natura non ha direzione o verso come i vettori, ma influisce su ogni cosa indipendentemente dalla volontà del soggetto.

La cosiddetta “libertà di scelta” è un’illusione perché è sempre influenzata dalla genetica e dalle situazioni contingenti.

Una persona che ha ereditato un carattere irascibile, esattamente come quello del nonno paterno ad esempio, nei suoi comportamenti sociali tenderà sempre a ripetere gli errori atavici, modificati solo dall’educazione ricevuta e dal contesto sociale del momento.

E’ il codice genetico che comanda, in collaborazione con eventuali variazioni legate a processi biochimici influenzati da fattori casuali ed imprevedibili.

Prendiamo in considerazione il colore della pelle umana.

Esso è determinato da una sola sostanza, la melanina biologica. Questo porta ad avere variazioni del colore di pelle e capelli a seconda del meccanismo genetico di partenza che ne determina la concentrazione.

Bianchi, rossi, gialli o neri, siamo tutti frutto degli stessi processi chimici di base, variati dall’incrocio genetico plurimillenario e dalla relativa selezione naturale.

Anche il colore degli occhi dipende dalla quantità di melanina, ed il variare della proporzione di eumelanina (un pigmento nero prodotta dai melanociti) provoca la variazione del colore dell’iride che la contiene.

Alle volte un codice variato casualmente nella gestazione provoca una diversa colorazione delle due iridi, (eterocromia), che può essere anche parziale (nello stesso occhio). Ma questo non è “innaturale”, ma naturalissimo, come lo sono tutti i vari caratteri, da quelli somatici al sesso, determinati nella fase di concepimento e sviluppo del feto, fase in cui i delicatissimi equilibri biochimici possono condurre a variazioni del codice base e, quindi, ad una difformità del “prodotto finale” rispetto alla matrice del concepimento.

Esattamente come una variazione di un codice di sistema del pc può portare ad un programma ben diverso da quello concepito inizialmente, ma perfettamente funzionante.

Ma tutto ciò è assolutamente naturale e non “contro natura”.

A questo punto della dissertazione mi sorge il dubbio che la Natura sia soggetta ad una sorta di continua sperimentazione legata all’intelletto.

Partita da soggetti genetici di varia levatura della mente, essa ha elaborato un metodo d’incrocio basato sul “minimale” al fine di ottenere da soggetti capaci di mirare sempre al proprio interesse anche a scapito di quello comune a persone normali.

Ma la faccenda sembra le sia sfuggita di mano.

I simili di basso profilo si sono diffusi ed incrociati più del dovuto generando un eccesso statistico di “deficitari”, confluiti prevalentemente nelle posizioni direttive e di governo.

Ora, la natura ha generalmente una difesa immunitaria che limita i danni.

Mi aspetto che entri velocemente in azione provocando la distruzione degli elementi dannosi per la società.

O perlomeno lo spero…





permalink | inviato da AnnaSerenity il 10/4/2016 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



11 novembre 2015

RICORDI DI LICEO

Da : “il portone della scuola”

· Comincia l'anno scolastico e la nuova fase della vita; il Liceo scientifico è il più noto nella nuova città. C'è un tragitto piuttosto lungo per arrivarci, ma nulla è troppo per avere il meglio!

Una strada piena di sole e di storia.

Dietro alle spalle il simbolo più noto delle origini del popolo italiano, il Colosseo, davanti il candido testimone della Repubblica Italiana, nel mezzo un severo palazzo con la base di pietra "a bugnato" dell' ex convento, le finestre alte e severe, ancora una volta di legno grigio, ( il ministero della P.I. deve avere scorte infinite di vernice grigia!) ed un grande portone nero, che si chiude alle ore 8.30, e si riapre solo alle 13.30, cascasse il mondo!

Dietro al portone quella breve salita scura, poi il cortile con il portico da una parte, le scale interne in vecchia pietra e i corridoi e le aule con il piancito in legno consumato dall'uso.

Nelle vecchie aule i banchi a gradinata con le ribaltine nere ed i sedili fissi, naturalmente grigi, con le incisioni accumulate nei lunghi anni d'uso, che saranno lentamente sostituiti dai nuovi banchi in formica verde, ma mai verrà a finire quell'odore di legno vecchio ed impolverato, imbevuto delle più impregnanti e varie essenze umane, cotto dal sole estivo che penetra dalle finestre prive di scuri, misto al profumo delle sostanze usate nelle pulizie.

E del grande portone rimarrà indelebile nelle orecchie il sordo rumore del catenaccio che non perdona i ritardi e che delimita il tempo dell'attesa libertà al suono dell'ultima campanella.

Da : Essere Donna…

· Anni ’60. La finestra della stanza del vecchio convento riconvertito in liceo scientifico incorniciava una larga lama di sole, quel sole di maggio che riempiva le menti degli allievi di immagini di libertà.

La vita premeva contro il muro della lezione di latino, ed i secondi erano minuti, ed i minuti ore..

Quel largo grembiule nero, che doveva celare le braccia ormai scoperte e le gonne più leggere lunghe fin sotto al ginocchio, pesava come una corazza.

Finalmente la campanella della fine!

Via il grembiule, sulle spalle il golfino di cotone ed Anna con i libri nella borsa corre verso la libertà sottobraccio a due compagni, uno a destra ed uno a sinistra, tre moschettieri con il passo lungo e sicuro e il sorriso incontenibile della gioventù e della primavera nel sangue.

La mattina seguente Anna è convocata in Presidenza dove il Preside, uomo burbero, severo, con grandi baffi, la rimprovera per il comportamento “poco dignitoso per una signorina” nel dare esplicita dimostrazione di confidenza verso i compagni di sesso opposto.

Le scuse di Anna e l’espressione compunta son solo di circostanza, pur di fuggire da quella stanza ammetterebbe anche un delitto. Con quei compagni c’è un cameratismo poco “femminile”, ma che racchiude un affetto sincero che nulla potrà scalfire.

Riaffiorato tra i tanti (ormai!) ricordi..

  • Mattina di primavera. Le finestre dell’aula sono spalancate.

I ragazzi gironzolano tra i banchi in attesa dell’arrivo del docente chiacchierando con le (poche) ragazze della classe.

L’aula è troppo piccola per il numero di allievi ed i banchi su tre file la riempiono quasi da muro a muro.

Qualcuno si affaccia e osserva il piccolo campo in terra rossa circondato da reti che “funziona” da campo sportivo, dove sta per arrivare un gruppo di studenti con il professore di educazione fisica, un giovane docente pieno di energia.

Nell’aula un paio di ragazzi inizia a fare degli aeroplanini di carta sfidandosi nel volo più lungo.

“Guarda.. sembra un jet!”, “Eh no! Il mio vola più lontano.. guarda…” e tutti osservano la splendida virata verso lo spazio aperto della finestra… fino a giù nel campetto rosso.

Imitare la cosa ormai è una sfida e tre o quattro missili di carta partono verso l’ignoto.

Qualcuno è affacciato per vedere il percorso quando la voce del professore di educazione fisica lancia un esasperato :

  • ” Smettetela che ora arrivo io! Che classe è quella lì ?!”

Il solito compagno burlone si affaccia e risponde:

  • “Non è una classe. Questo è l’aeroporto di Ciampino!” e si ritira precipitosamente.

Poco dopo arriva il docente della classe seguito da quello di ginnastica decisamente incinghialato.

La classe affronta ad occhi bassi l’inevitabile ramanzina, sembra il pentimento fatto persona, ma le labbra serrate bloccano il riso e la soddisfazione per la battuta.

Non ricordo come sia finita…


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 11/11/2015 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



3 ottobre 2015

NON SONO NORMALE...

Cronaca di un giorno di dieci anni fa...


Li chiamano Eventi….


Giornata uggiosa. Sono sveglia dalle sei, ma non vorrei mai scendere dal letto, specialmente quest’oggi, il giorno del Convegno di Matematica. Ieri ho lottato tutto il dì con la mia capacità intellettuale (decisamente inadeguata per la situazione)  per prevedere ogni cosa, e far in modo che tutto sia al posto giusto, conscia che comunque dovrò affrontare mille imprevisti.

‘Che almeno le cose prevedibili siano pronte!

Sono le otto meno cinque, ovviamente sono in ritardo, avrei voluto essere a scuola alle sette e tre quarti. Ho lottato strenuamente contro i miei capelli (lunghissimi e mezzi ricci), con l’abito (non scivolava adeguatamente, o, per meglio dire, si era attorcigliato in modo inusitato), con il cane, (che poverino voleva pisciottare qua e là con calma nel giardino, mentre io dovevo uscire con l’automobile).

I ragazzi stanno arrivando a frotte, tranquillamente, mentre scendo dalla macchina davanti alla scuola.

Entro con passo frettoloso, e la bidella mi assale con un  “Finalmente!! Una Signora è qui dalle sette e mezza. E’ una di quelli che parlano, e vuole vedere se  è tutto pronto”.

“Va bene Teresa, ora me ne occupo io.”

Sto per entrare nella mia stanza per posare il cappotto, quando sono letteralmente investita da un collega furioso, che mi urla in faccia :

- “ Come ti sei permessa di far entrare la mia classe più tardi! Chi te lo ha detto di farlo!”

La collega, che collabora con me, ha gli occhi a palla, è arrabbiata, ed  aggiunge :

- ” Eccola, finalmente sei arrivata,  è stata lei a dirmelo, figurati se avrei preso io un’iniziativa del genere! Questo sta strillando con me…….”

-“ Hai dato l’adesione al Convegno e quindi ti ho lasciato libero da impegni, come ho fatto con gli altri!”

- “Ma io partecipavo solo dalla terza ora! Chi ti ha autorizzato! Come ti sei permessa!”

- “Mi è stato dato, dalla collega che raccoglieva le adesioni,  il tuo nome insieme agli altri, ed io ho  organizzato le cose in modo da favorire la tua a scelta. Nessuno mi ha detto che avresti partecipato solo dalla terza ora.”

L’energumeno con la solita arroganza, perché purtroppo non è la prima volta che mi capita di discutere con lui,  si avvicina urlandomi in faccia :

-“Allora cerchiamo la collega, e vediamo un poco se…….”

-“Se continui con questo tono  ci vediamo in tribunale, perché ti denuncio!” Dico, con un tono di voce quasi baritonale per la rabbia repressa,  scansandolo dalla porta ed entrando nella vicepresidenza, vibrante di collera, per posare la borsa.

Dei ragazzi, quelli che avevo designato per l’accoglienza dei convegnisti, mi attorniano chiedendomi istruzioni e chiarimenti, e la collega, dietro alla scrivania, continua ad organizzare le sostituzioni.

L’energumeno non smette di sbraitare, chiedendomi chi mi dà l’autorità per fare certe cose.  Lo sciocco non si rende conto di far la figura che merita, visto che “certe scelte” mi sono autorizzate dalla stessa funzione che svolgo, senza voler scomodare il fatto che il Dirigente mi ha dato carta bianca per l’occasione, troppo importante per il prestigio della scuola.

Appendo il cappotto all’appendiabiti e, girandomi, sbatto contro la faccia irritante ed irritata del personaggio in questione. 

Aspiro a fondo per dominare i miei istinti, conto a bassa voce fino a cinque, mentre il campione d’arroganza e presunzione continua nella sua sceneggiata,  quindi, con la fredda razionalità che situazioni particolari richiedono, stringo il suo gomito con una mano, accompagnandolo con autorità verso la porta, ringhiando (letteralmente):

 - “Fuori da questa stanza! Ti ho detto di uscire dalla stanza, ‘che devo fare altro che ascoltare te!”

Chiudo la porta senza sbatterla, con un miracolo di self-control, poi mi giro verso gli allievi che assistevano impauriti alla scena,  essendo note le mie doti animalesche nella rabbia più pura, perplessi dal mio autocontrollo, dicendo :

- ” Allora, è qui tutto preparato, dovete…….” Poi mostro loro le mani che tremano, quasi per scusarmi non so bene di cosa….

Comincia una giostra di ordini, spiegazioni, richieste, controlli, passi veloci da un posto all’altro, perché tutto parta adeguatamente.

 …..Chiamare il tecnico per caricare il file sul PC della sala riunioni. 

……Salutare le colleghe-amiche provenienti da altre scuole…

….. Sollecitare i ragazzi all’accoglienza  delle persone che arrivavano, coadiuvata dal personale della scuola…

…… Mandare in classe, ringhiando affettuosamente, i ritardatari…

……. Calmare borbottii dovuti a pretesi disservizi, rimandando quello che non è urgente, ed  abbaiando contro i soliti ragazzini curiosi che volevano spiare gli arrivi…….. 

Nel frattempo osservo il professore arrabbiato che parla concitatamente con la collega che risponde per le rime.. Se avessi avuto il dono della stregoneria, credo che “qualcuno” non sarebbe riuscito a raggiungere il bagno prima di rilasciare le sue scorie!

Lentamente ogni tessera raggiunge la sua posizione, ed il puzzle inizia a mostrare la sua trama. 

Arrivano le personalità che attendevamo, arrivano i relatori, che avevo incontrato la sera precedente, arrivano alla spicciolata  molte persone non preventivamente iscritte, arrivano le parole e gli applausi, mentre la vecchia macchina, rilucidata a nuovo, con quell'orgoglio delle vecchie carrette, ormai misconosciuto alle nuove produzioni rilucenti di tecnologia, ma povere di spina dorsale e di cuore, percorre silenziosamente il suo cammino a testa alta, superando le difficoltà, con quella fantasia e quella forza che l’hanno fatta arrivare, ancora efficiente,  all'età della pensione.





13 agosto 2015

TOCCARE IL FONDO E’ IMPOSSIBILE

E’ impossibile toccare il fondo perché la supponente ignoranza di chi si succede sulle poltrone del ministero dell’istruzione (e anche di altri ministeri) ha un andamento esponenziale.

Riforma (della scuola), il piano assunzioni rischia di causare un grande esodo.

Per i 55mila posti di potenziamento, le cosiddette fasi 2 e 3, si dovrà pescare da graduatorie con docenti prevalentemente del Sud, dove le scuole sono sature. Il modulo di domanda d'assunzione, infatti, prevede di esprimere preferenze per tutte e cento le province italiane.”

Sembrerebbe un “nulla di che”, ma in realtà è un disastro, oltre per chi lo subisce in prima persona anche per l’organizzazione stessa della realtà scolastica.

Le fasi in questione sono quelle che riguardano i 55mila posti di potenziamento, cioè le assunzioni supplementari varate dal governo per creare i nuovi organici funzionali a disposizione dei presidi. Tradotto in italiano vuol dire che ad ogni plesso scolastico saranno assegnati un certo numero di docenti, (non ho capito come scelgano le discipline,) che faranno di tutto e di più, magari spostandosi nelle varie scuole del plesso, e, anche se i docenti resisteranno qualche anno , la ruota riprenderà a girare presto perché, appena possibile, chiederanno il trasferimento in tanti.

E visti i tagli, tutti, docenti, studenti, famiglie, eccetera, si dovranno accontentare, zitti e mosca!

Nel 2008 una delle menti più brillanti del parlamento con le sue dichiarazioni mi stimolò a scrivere un post che trovo ancora in argomento, (tanto per giustificare il titolo):


Posted on 26 ottobre 2008

“ Tour operator” ?!? Olèe !!!

<< ROMA (26 ottobre) - Per il ministro delle Riforme Umberto Bossi ci vorrebbero delle graduatorie regionali per gli insegnanti, da sostituire a quelle nazionali per evitare che i prof si spostino in continuazione «come in un tour operator». Durante un comizio che ha tenuto a Sotto il Monte…>>

Questa la trovo decisamente esilarante! Se non ricordo male quando si iniziava a parlare di tagli sulla scuola si disse che i docenti in esubero avrebbero potuto essere impiegati nel settore turistico… Che sia stato un “ lapis froidiano” (Lapsus freudiano)?

Mioddio, il discorso delle graduatorie regionali ha un senso se ci si riferisce alle supplenze brevi durante l’anno scolastico, perché è più facile “trovare” chi accetti 15 giorni di lavoro precario magari a 50 Km da casa che a 800, è invece cosa diversa se la supplenza dura più di 30 giorni. Ma con questi chiari di luna è un problema assolutamente inutile da porsi, visto che nelle scuole non ci son fondi per pagare i supplenti. Allora “L’è tant per dir..” !

Poi parlando dell’opportunità della riforma ha detto..

«.. Senza contare poi che c’è il problema che al Sud è più facile avere voti alti che favoriscono nei concorsi. Io mi auguro che la Gelmini stia in forza e continui sulla sua strada»,

dimenticando , il tapino, che la suddetta ha sostenuto l’esame di Stato per la professione di avvocato presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria nel 2002, dopo aver svolto il primo anno di praticantato a Brescia e il secondo nella stessa città di Reggio Calabria, o forse lo dice in conferma che..?

Aggiunge poi.. «Sembra davvero un nuovo ’68 . Io lo sapevo che se si cerca di modificare la scuola la sinistra si scatena, non ha più gli operai e adesso usa come motore gli studenti».

Già, non ci sono più gli operai, perché son tutti “a spasso” visto che l’attuale situazione delle banche ha messo tanti piccoli imprenditori con crediti provati in crisi di liquidità, pertanto in condizione di lasciare a casa la manodopera, iniziando da quella precaria e, purtroppo, spesso finendo anche con quella a tempo indeterminato.

Il dorato mondo della finanza se ne frega, tanto scarica ora ed ha scaricato in passato ogni perdita sulle fasce deboli con incredibile disumanità.

Chissà perché si sente dire che mentre i consumi legati ai generi di prima necessità continuano a contrarsi, quelli dei prodotti d’élite sono in crescita. Sicuramente il “Mario Rossi” nazionale, operaio con il mutuo, non si mette in coda per comperare la Ferrari , né investe in arte o gioielli. Anzi non ha neppure il fiato per gridare la sua rabbia!

Nel ’68 ero all’Università, ed ho vissuto il cambiamento in prima persona, quindi posso ben testimoniare che sono due situazioni assolutamente diverse.

Allora c’era in ballo una trasformazione sociale, i giovani chiedevano una “modernizzazione”, un adeguamento della struttura che favorisse la diffusione della cultura.

Oggi lottano per non morire strangolati da un taglio dei fondi statali, e dalla “privatizzazione” degli atenei che porterebbe ad un aumento vertiginoso delle tasse universitarie, che si rischia diventino come in America rendendo la laurea un privilegio. Naturalmente il peggio sarebbe per le facoltà scientifiche, quelle che devono offrire laboratori adeguati, nei quali si fa spesso quella ricerca di base che poi sviluppata porta alle “scoperte del secolo”.

Una vita fa ho costruito apparecchiature di distillazione usando perfino i secchi di latta come “bagnomaria”, per la scarsità di risorse, ma quante cose ho imparato a fare!

Oggi vogliono rubare anche i secchi, e con questi l’allegria dei giovani che già stanno guardando al loro futuro nella prospettiva di emigrare, come sta succedendo a mia figlia ed a molti dei suoi colleghi.

E nel frattempo sui giornali ci triturano gli zebedei con la “guerra di cifre” sui partecipanti alla manifestazione del Circo Massimo. Come fosse importante un numero! Erano tanti, punto. Erano quelli che erano, punto.

Il Circo Massimo.. ci correvano le bighe, ora ci fanno correre le beghe, quelle piccinerie che non hanno nulla a che spartire con la vita di troppa gente, quella stessa gente che dicono li abbia “legittimati” a far ciò che fanno.

Mentono sapendo di mentire!

Nessuno di noi “popolo cencioso e cane” ha messo una crocetta sul nome del “suo” rappresentante, ma si è dovuta accontentare di scommettere su di un gruppo di partiti, sperando che alle parole seguissero i fatti, mentre son seguiti solo spot mediatici, dietro ai quali è nascosto il più becero abuso, quello delle leggi ad personam e del taglio al sociale.

Son passati quasi otto anni ed al peggio sarà mai messa la parola “fine”??




1 dicembre 2014

FAVOLA DI NATALE

Un articolo letto in questi giorni mi ha riportato a rileggere un mio scritto di quasi 15 anni fa, nato dalla fantasia indotta dall’approfondimento di alcuni argomenti scientifici, necessario per la mia professione.

Rileggendo questo racconto di fantasia mi sono accorta di aver inserito informazioni corrette e facili da comprendere, ed un vero e proprio grido di dolore per la frustrazione di chi cerca di comunicare e non viene ascoltato.

Forse è vero che vengo da un mondo parallelo e per questo non capisco quello che mi circonda…

FAVOLA DI NATALE

Dietro i vetri della finestra la tenda ondeggiava leggera, quasi mossa da un alito di vento;

Seduta sul divano, la mano abbandonata in una carezza continua sulla testa del cane, Madame ne osservava il movimento, nella luce di ghiaccio del tardo meriggio di quella stupida giornata invernale. “Presto comincerà a nevicare”, pensava , ed il pensiero aveva il colore della luce e la lievità della neve, e non lasciava quasi traccia nella mente, mentre si allontanava nelle strade aggrovigliate del cervello a cavallo di un bizzoso impulso elettrico, che sconvolgeva gli equilibri cellulari in cui incappava.

Lentamente gli occhi presero a fissare un punto lontano, creando contorni di ombre grigie, e nelle orecchie prese vita in suono, sempre più netto e sempre più vicino, una cantilena di natale, dalle parole senza senso, ma dalla melodia ben nota. .." ..Ui .scio ..Meri crismas…….. ui uiscio a meri crismas end epi niu ir… .." e di nuovo…e di nuovo… Ma nella casa non c'era nessuno oltre a Madame ed al suo cane, e la strada era lontana , troppo lontana per un suono così netto.

La tenda oscillava sempre di più, ma non c'era alcun alito di vento, e la voce ripeteva all'infinito la cantilena, sempre più vicino alla signora che quasi per istinto protese una mano verso il suono ritirandola poi di scatto.

Aveva toccato qualcosa che però non vedeva!

Protese nuovamente la mano guardando attentamente la punta delle dita che ad un certo punto cominciavano a scomparire ed iniziava la sensazione tattile. Poi anche la mano spariva e…

Il suono s'interrompe, per un attimo il silenzio prende la forza di un boato, poi dal nulla dove spariva la mano arriva uno scroscio di risa, la voce è melodiosa ed infantile

.." .. mi fai il solletico !! Chi sei ? vedo solo le tue dita.. sembri una signora!…"

Madame cerca disperatamente di collegare le sensazioni tattili con quelle uditive e con i pochi elementi scientifici che avrebbero dovuto spiegare il fenomeno, ma lo stupore paralizza le sue facoltà.

La voce riprende..

" Ehi!! Non ti spaventare!! Non c'è nulla di cui avere paura ! E' solo un normale fenomeno fisico! Non te lo hanno spiegato a scuola?…"

Madame prende fiato e proferisce un "no" talmente flebile che non muove quasi l'aria.

..".. Certo.." dice la voce ".. non mi capacito mai di come la mia dimensione, pur essendo parallela alla vostra sia tremendamente più sviluppata!.. forse sarà merito della struttura dell'antielettrone che riesce , con la sua carica positiva , a favorire tutte le attività cerebrali. Evidentemente le sinapsi vengono attraversate più facilmente per uno squilibrio di potenziale opposto al vostro! "

… Madame prende nuovamente fiato e si raddrizza sul divano. Il cane non mostrava segni di nervosismo anche se seguiva attentamente le mosse della padrona. Forse non sentiva la voce…..forse si trattava di un sogno…

" Perché il cane non sembra sentirti? …. Cosa significa antielettrone?.. dimensione parallela.. che cos'è?.."

.." Si, calma, ora ti spiego; Neppure io ti vedo ma ti sento soltanto, se passi attraverso la zona di perturbazione posso vederti, ma non lo fare totalmente perché poi non so se potresti rientrare nella tua dimensione, il passaggio potrebbe essere irreversibile o causare danni permanenti al ritorno. Sono colta ma non sono un'esperta del fenomeno.

Dunque.. sai che esiste l'antimateria… e che è formata esattamente come la materia che tu conosci, protoni, neutroni, elettroni, ma con cariche esattamente opposte, cioè il protone dei miei atomi è negativo, dei tuoi è positivo, ma hanno la stessa massa e la stessa disposizione nel nucleo. E così anche per gli elettroni che, per me , sono positivi per te negativi, l'unica differenza è nel campo generato dallo spin……sai di che si tratta?"

…"no" ….

" Dunque.. l'elettrone gira su se stesso generando un campo elettrico, e sai che il campo elettrico è vettoriale, cioè ha una direzione ed un verso, e il verso in questo caso è opposto nelle due dimensioni… quali caratteristiche determini ..non lo so.. , ma , se pure siamo uguali come forma e dimensioni , abbiamo occhi, naso, bocca, eccetera anche noi, pure siamo più evoluti della vostra specie, i nostri esperti hanno inventato delle lenti particolari che permettono di vedere la vostra dimensione, e per questo so come sei fatta.

Ogni tanto tra la materia e antimateria si forma una specie di fascia di transito per cui possiamo entrare in contatto. Il Cane sente la mia voce ma non mi vede… quindi pensa sia la radio.. o la televisione…… voi siete ancora con la televisione non è vero?…… "

.." Si, sono sconvolta! Perché nessuno ha mai parlato di questo? …..eppure non devo essere stata la prima……"

.." Certo che no!.. non ci facciamo sentire spesso, ci piace giocare sugli equivoci…. In fondo è la nostra televisione, giocare con voi…..Mai sentito parlare di fenomeni paranormali?.. Siamo noi che facciamo spostare i tavolini nelle sedute spiritiche! Come ci divertiamo a rispondere secondo scemenza alle vostre paure!…. Abbiamo dei piccoli apparecchi che si comperano nei supermercati, che ci permettono di attraversare le perturbazioni, ma voi non potete vederci perché non rifrangiamo le vostre lunghezze d'onda, ma altre a voi invisibili. Ho visto la tua mano perché stavo indossando gli occhiali dell'altra dimensione, li ho presi quando mi sono sentita toccare. "

.. " perché ti sento?"..

“ Perché sfruttiamo le stesse lunghezze d'onda nel campo dei suoni, e questo ci permette di sentire da uno spazio all'altro. "

…" Allora tutte le storie di fantasmi.."

" Ah! Ah! .. Certo ..è sempre molto divertente… Pensa che la scorsa settimana ho comperato un pacchetto viaggi per un castello scozzese della vostra dimensione… in quella zona sono frequentissime le perturbazioni!!

Il prossimo fine settimana , con mio marito e la bimba andiamo a spaventare qualche turista in cerca di emozioni!!"..

.. " Pacchetto turistico?.."

… "Certo…. Visitiamo la nostra Scozia … e spaventiamo la vostra….."

.. " Ma non ci sono rischi?" ….

" No! .. forniscono tutta l'attrezzatura necessaria direttamente nel pacchetto!"…

".. Ma il contatto tra materia e antimateria non dovrebbe creare l'annichilimento della materia?.." …" Certo se avviene in condizioni di stato normale e non perturbato come ora!.. Nella perturbazione dimensionale le caratteristiche personali restano invariate ma non entrano in contatto con gli opposti per una sorta di campo in opposizione… non lo so spiegare meglio… è un fenomeno legato al campo elettrico generato dalle nostre strutture opposte, che non si attira ma può coesistere.. non mi chiedere di più! .."

.. " Quanto dura questa perturbazione?"..

" E’ stata inattesa quindi da un momento all'altro può chiudersi…a proposito mi chiamo Anna e tu?…." ..

" Anna anch'io. Quanti anni hai?… io cinquanta..".

" Anch'io cinquanta e sono sposata con una figlia che si chiama Sonia."…

.." Sonia come mia figlia!… "

.." Già!!!! … E' un fatto eccezionale incontrare il proprio opposto! .. Sai che siamo esattamente uguali?.. Ho infilato la testa nella perturbazione e ti ho vista! .. "

.." .. Sono perplessa, ma la cosa mi piace.. vivi una vita uguale alla mia?…."

…" Non credo, ma solo perché le realtà sono diverse, però qui sono quello che saresti tu se fossi al mio posto.."

.. " Cioè.. che vita fai? "..

" .. insegno, come te, ma nelle nostre scuole dove tutto è più tecnologico, ci pagano meglio di voi, sappiamo tutto dai racconti dei viaggiatori fra le due dimensioni, e, poi, sono stata eletta nella commissione del diritto alla felicità e sto facendo un ottimo lavoro, specialmente con i ragazzi….. sono riuscita ad introdurre delle macchine che permettono di sentirsi felici solo quando si apprende una cosa nuova!"

.." Invidia feroce! Ecco cosa sento! Darei la metà dei miei organi interni per avere la macchina!"

…" Pazienta ! Arriverà presto anche da voi, visto che tutto comincia dalla realtà virtuale.. quella con casco e guanti…..noi non la usiamo più…ormai tutto è diventato micro….. basta un elettrodo sulla tempia e puoi fare……l'amore con chi ti pare o essere gratificato da una torta senza mangiarla davvero, o imparare ed essere felice!"

…" Spero di vederla questa realtà.. per ora comincerò a sognarla.."

.. "Ora la perturbazione si sta chiudendo. Ciao….Se si riapre torn……"

….." ciao….."

Madame si riappoggia allo schienale del divano ripensando a quanto vissuto…. Forse è stato tutto un sogno. Lo sguardo si perde nella luce grigia del pomeriggio che entra dalla finestra ……cominciano i primi fiocchi di neve…… Presto sarà Natale.




13 ottobre 2014

RESPIRARE

Sul comodino borbotta la caffettiera elettrica ed arriva alle narici l’odore del caffè che segna l’inizio della giornata.

Il liquido fumante viene versato nella tazza, preparata alla sera con lo zucchero ed il cucchiaino pronti all’uso, per permettere alla vita di abbandonare dolcemente il sonno e riprendere contatto con la realtà, quella realtà che i sogni hanno ricordato sotto metafora tutta la notte.

Aprire le persiane.

L’afa assale sin dal primo raggio di sole.

Un refolo di vento caldo entra e muove le tende sfiorando il gatto steso pancia all’aria sul pavimento.

Anche lui ha caldo.

Non è il caldo il nemico peggiore, ma il pensiero di tutto quello che aspetta prima di sera, prima di quel sospiro liberatorio dell’ultimo atto, prima di stendersi a letto per una notte di sogni in libertà.

Manca il respiro. Manca l’allegria nel sorriso. Manca la voglia di avvicinarsi agli altri.

Ma questo non importa.

Il respiro si comanda, il sorriso si impone e la capacità di ascoltare è ormai un’abitudine.

Ascoltare. Nessuno, o quasi nessuno, ascolta più.

Tutti, o quasi tutti, parlano. Parlano di se. Parlano di quello che pensano degli altri. Parlano della vita di tutti i giorni e dei problemi che ne derivano.

E ti guardano stupendosi che tu muova le labbra perché non sentono le tue parole, ma è solo un inciso.

E indossi l’abito grigio della pazienza e della tolleranza, al collo metti la collana di perle della saggezza di un’intera vita, passata di madre in figlia per più generazioni, con il fermaglio prezioso della rettitudine.

Non temi d’esser depredata perché nessuno crede ormai che quei monili valgano più d’un soldo bucato.

Tutti indossano perle finte e pietre luccicanti di convenienza e manierismo, monili che finiscono nel fondo d’un cassetto senza pena alcuna quando non servono più alla menzogna.

Non indossi abiti firmati, anche se in realtà la firma c’è ed è quel fiore dipinto da te sulla spalla, ma l’unicità del capo non è evidente.

Non sbandieri la tua cultura e tuoi titoli ed allora sei un nessuno a cui si offrono poche parole perché ritenuto non all’altezza di capire.

Dio com’è frustrante lo sguardo sorpreso quando qualcosa fa intuire la tua erudizione e la tua competenza. Allora viene dispensata la scienza a gocce perché, comunque, si reputa che tu non possa essere loro pari.

Comprendi e passi oltre.

Le tue braccia offrono l’appoggio a chiunque sia in difficoltà, sorrette dall’istintivo desiderio d’essere utili, sempre e comunque, anche se respinte malamente.

E la stanchezza toglie il respiro.

I problemi si accavallano. Li districhi e li risolvi uno per volta.

Un piede segue l’altro per un cammino che copre il tempo del giorno.

Guardi il colore del cielo attraverso i rami dell’albero di fronte alla tua finestra. Quell’azzurro ti fa male. Chissà perché.

Forse perché gli occhi sono stanchi di guardare lo strano puzzle che si chiama vita, per trovare il pezzo giusto per andare avanti. C’è sempre qualcuno che scompiglia i tasselli e bisogna allora ricominciare secondo nuove “logiche illogiche” da imparare velocemente prima che tutto si rovini e divenga più difficile.

Si avvicina un temporale che rende l’aria elettrica e l’afa peggiore, ma poi si allontana e lascia solo le macchie di poche gocce sul selciato.

Si forza l’aria nei polmoni oppressi. Si continua il cammino.

E si fa sera…





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25 agosto 2014

MA IN CHE MONDO VIVIAMO…

Sfogliare i giornali on line è un piccolo piacere che mi concedo ogni giorno… ma da un po’ si sta trasformando quasi in una pratica masochista perché il mondo che ne traspare è un qualcosa che ferisce o indigna.

La parte riguardante la politica evidenzia un totale scollamento con la realtà della vita quotidiana della maggior parte dei cittadini, quell’ottanta per cento che vive, o cerca di vivere, con il frutto del proprio lavoro, se lo ha, o in qualche modo se non lo ha più.

Un gruppo omogeneo di persone prive di onore e dignità, colme di arroganza e presunzione, dall’alto del proprio rapace egoismo pretende di estrarre fino all’ultima goccia di sangue da chi è ormai morto dissanguato pur di non rinunciare alla coppa di champagne di marca, e pontifica senza pudore in merito a questioni di cui non sa nulla, se non quanto riferito da altri.

Se ciò non bastasse vuole anche metter mano a quella Costituzione Italiana che è rimasta l’ultimo baluardo a difesa della nostra dignità.

Lo sport più praticato dal popolo di questi presenzialisti ad oltranza è l’esprimere opinioni su ogni argomento senza avere la più pallida idea dei fatti nella loro realtà.

Critica un libro o uno scritto senza averlo letto, partendo da una frase scelta a caso e puntando sull’effetto che può avere per sostenere una tesi o quella contraria, su dettato del “padrone” di loro competenza. Esattamente come nelle votazioni parlamentari. “Mi hanno detto di votare così perché è nella politica del partito”.

Non importa se sia giuso o sbagliato, in accordo o in contrasto con l’interesse comune.

Già, l’interesse comune… quando per loro l’unico interesse ammissibile è “il proprio”.

Qualsiasi logica viene calpestata.

Giocano con la vita e l’intelligenza della gente facendo promesse che non verranno mantenute, ed il peggio è che lo sanno in partenza, quindi con dolo.

E’ così che portano all’esasperazione e alla disperazione che avvelena le menti, specialmente quelle più fragili, quelle abituate alla crudeltà delle immagini diffuse ampiamente dalla tv, che ormai loro identificano come l’unica realtà, ed allora succede di leggere un elenco di aberrazioni, riportate tutte nello stesso giorno da un quotidiano on line (Il Messaggero )

· Genitori si rifiutano di finanziare le spese folli del figlio: lui li fa a pezzi, li cucina e li mangia

· Uccisa dall'ecstasy a 17 anni: arrestato il padre, le aveva dato la droga

· Festeggia nascita del figlio, poi lo massacra di botte: il bimbo rimarrà con una paralisi cerebrale

· Salerno, fratello e sorella massacrano il papà, bruciano il corpo e lo occultano

· Ucciso e sepolto sotto la sabbia due arresti nel cuneese

· Lodi, cadavere a pezzi in un trolley. Era stato compagno di scuola di Berlusconi

· Lasciato dalla famiglia senza cibo mangia insetti: a 8 anni pesa 11 chili

· Stermina l'intera famiglia in vacanza poi chiama le sorelle: ora mi uccido

· Picchia, insegue e uccide la madre infilandole un sacchetto in bocca

L’indignazione in questo caso è tutta per quella maledetta classe politica che, protetta dalla classe economica (banchieri) e da quella delinquenziale (mafia, ndrangheta, sacra corona e affini), da un quarto di secolo si fa gli affari propri alla faccia dell’onestà, e per avere mano libera ipnotizza le menti con falsi idoli facendo passare per normale ciò che normale non è, dal sesso di scambio (e non mi riferisco agli “scambisti”) all’evasione fiscale, passando per il vuoto culturale e l’assoluta assenza di morale che ammette anche l’omicidio.

Un’intensa diatriba è aperta da giorni su come intervenire per sconfiggere il terrorismo, naturalmente solo quello rivolto alle nazioni del mondo cosiddetto “democratico-occidentale”, quello delle altre nazioni non è che un danno collaterale accettabile.

Ancora una volta i soloni blaterano senza sapere, alzano bandiere di condanna o lanciano minacce.

Ma quando le mie mani sono legate dietro alla schiena e sono in ginocchio davanti al re di turno, che io vedo nudo mentre agli altri fa comodo vederlo paludato di sete e broccati, mi resta solo lo sputo per dimostrare il mio disprezzo.

Se prima avessero ascoltato le mie parole e mi avessero convinto ad ascoltare le loro, forse avremmo trovato un punto di partenza per scrivere un futuro.

Ma la gente purtroppo non ascolta, sente solo.

Questo è un mondo che non mi appartiene e che ho sempre combattuto con la forza della mia parola e del mio esempio, insegnando che l’albero della violenza non porta che frutti avvelenati mentre quello della comunicazione e dell’ascolto ne porta solo di buoni…




17 luglio 2014

LE MIE FAVOLE

I TRE PORCELLINI NEGLI ANNI 2000

L’inverno era ormai passato e quel mattino il sole primaverile entrava libero nella cucina della casa dalla porta-finestra spalancata riscaldando l’aria piena dei profumi delle vivande appena cotte,aggiungendo ad essi il classico odore di sole, così morbido e pieno da fondersi perfettamente con quello del cibo.

Nella luce della finestra un seggiolone bianco e rosso coccolava una bimba bruna,dagli occhi un pochino a mandorla, con al collo una bavaglia a collare bianca e verde, e tra le mani un cucchiaio che luccicava nel sole.

“Adesso la mamma ti da la pappa, e ti racconta la favola dei porcellini ranocchietta mia!”

 

Allora.........   C’erano una volta  Tre Porcellini che si chiamavano Timmy, Tommy e Jimmy , che vivevano in una terra lontana, dove ci sono tanti porcellini, porcelloni e semplici porci!  Poi ci sono anche tante vacche, orsi, lupi e così via.

In quella terra gli animali hanno imparato dagli uomini a parlare e a comportarsi come loro.

I tre porcellini vivevano insieme, perchè erano fratelli, ma non andavano d’accordo, litigavano sempre come  te e tuo cugino.

Timmy voleva sempre guardare la televisione e non permetteva a nessuno di usare il telecomando, Tommy portava sempre via i giochi dei fratelli e poi li lasciava in giro, così la mamma sgridava gli altri per colpa sua, Jimmy era il più grande, il più serio, e non sopportava il disordine nella sua stanzetta, ma la doveva dividere con gli altri due disordinati, non ce la faceva proprio più!

Così un giorno, stanco di tutto questo,fu proprio Jimmy che propose ai fratelli di costruire ognuno una casetta ed andare ad abitare da soli, in questo modo tutte le lotte sarebbero finite!

OH! Yesss! Disse Timmy, che adorava il Surf e aveva sempre pensato ad una bella casetta sulla spiaggia per andare sulle onde anche quando non c’era vacanza!

Tommy, invece, adorava la campagna e non vedeva l’ora di starsene sdraiato giorno e notte dentro ad un pagliaio, per sentire l’odore della paglia e del fieno, e dell’erba bagnata. Era un’idea meravigliosa quella di dividersi, tanto i genitori se ne erano andati via,vivevano con due nuovi compagni, la madre, al nord, viveva con un verro grosso al doppio del papà, con un muso da porco che sprècati!, ma chissà se sarebbe durata, visto che aveva due cosce da prosciutto che facevano impazzire!

Il Papà se la faceva a Tahiti con una scrofetta mezzo sangue,  che aveva la stessa età di Jimmy, e che gli prosciugava tutte le energie tanto che ormai non era più adatto nemmeno a fare salami!

Anche Tommy era dunque d’accordo!

Jimmy avrebbe potuto restare nella stalla dove erano nati, gli altri due pretendevano solo il danaro per comperare un fazzoletto di terra e il materiale da costruzione per la baracca e il pagliaio. I risparmi fatti dal fratello maggiore erano sufficienti a soddisfare le richiesta dei due minori, quindi tutti tre si misero alla ricerca del posto adatto.

La pianura in cui vivevano aveva da una parte il mare e dall’altra delle splendide colline, sulle quali era stata costruita la stalla. La strada, che scendeva a valle, aveva la stessa forma della coda di Jimmy, e passava tra campi seminati a grano ed a mais, alternati a boschetti di pioppi e betulle.

Tommy scelse una piccola radura ai margini di un boschetto, poco lontano dalla strada, così non avrebbe avuto difficoltà a raggiungere i fratelli, in caso di necessità.  Il terreno era in vendita perchè il precedente padrone si doveva trasferire in Francia, dove aveva ereditato una fattoria con vigneto e cantina produttrice di champagne doc. Che c.. !  (pardon), fortuna per lui!  D’altronde era uno che, figlio di immigrati bretoni,  per tanti anni aveva tirato la cinghia per farsi quel po’ di terra, prima della fortuna, quindi nessuna invidia! Felici per lui e per Tommy!

I fratelli cominciarono a progettare e costruire un bel pagliaio, piano terra con pareti laterali in tavole di legno e fascine di paglia, scala interna in legno e piano rialzato in fascine, con tetto a cono, tutto in paglia scelta, trattata antipioggia, con un’ampia apertura davanti, per poter guardare il cielo. Tavolo sedie, letto, armadio,tutto di paglia di prima scelta, profumata all’essenza di fieno! Una vera sciccheria!   Perfino le tende erano state tessute a mano con fili di paglia di Firenze. Le ragazze sarebbero state felici di visitare ( si fa per dire) quel meraviglioso luogo, per rotolarsi nella paglia profumata! Poi, come non plus ultra, c’era una stanza da bagno con una vasca piena di fanghi curativi, ed una doccia di polvere antiparassitariaal profumo di campagna in fiore!

I Lavori furono lunghi e faticosi, perchè Jimmy era un perfezionista, ed i fratelli non si sprecavano certo, quindi il più era sulle spalle dell’unico dotato di buon senso. Aveva provato a far capire a Tommy che forse una base in muratura e cemento armato avrebbe reso il tutto più stabile e sicuro, ed un tetto in tegole avrebbe riparato meglio  specie durante l’inverno, ma chi lo ascoltava? Non certo quella testa calda di Tommy, che sognava solo di rotolarsi nella paglia con la sua ultima fiamma! Ed allora ...sia fatta la volontà dello stolto!

Finito il pagliaio, e naturalmente inauguratolo con una festa adeguatamente sgangherata, e fuori dai canoni, ( la musica a tutto volume aveva fatto scappare una famiglia di puzzole che aveva la tana a cinque chilometri di distanza!), i tre fratelli partirono per cercare il terreno su cui costruire la casa per Timmy.

La via principale costeggiava una spiaggia poco frequentata, lunga dieci Km, il cui arenile era soggetto a divieto di edificazione, ad esclusione di un’ area di soli due Km quadrati,posta al confine tra due comuni vicini, che litigavano di continuo per il possesso di quel territorio finendo per non concedere autorizzazioni all’edificazione per tanto tempo che .. alla fine non le chiedeva più nessuno.

Jimmy, che conosceva bene la storia,passò in entrambi i comuni, chiese l’autorizzazione all’edificazione di una semplice baracca, (tre camere, salone, doppi servizi, cucina abitabile e boxauto), facendo capire all’impiegato che nell’ALTRO comune gli era stato detto che quel LORO territorio era inedificabile, che però lui era sicuro fosse loro,e così gli avevano detto che il terreno era di loro pertinenza e poteva chiedere l’autorizzazione!

Entrambi i sindaci firmarono la concessione, solo per dispetto all’altro e per affermare, con la loro firma, il possesso della terra.  Insomma, tutto il mondo è paese, e tra i litiganti il porcellino gode come un maiale!

Così, carte alla mano, iniziarono i lavori di edificazione della baracca-villetta ad un piano, con accesso diretto al mare!

Legno di prima scelta, pavimenti in parquet, accessori bagno della Maial-Signori con vasca  ad idromassaggio salino-fangoso ed asciugatura tramite lampade solari a raggi-vino (quelli uva li usano solo i maiali di seconda classe!). Naturalmente anche questa casa fu fatta senza murature, perchè ci voleva troppo  tempo per fare delle fondamenta decenti, e la stagione del Surf si avvicinava.

All’inaugurazione furono invitati i due sindaci che, sbronzi come due maiali, si scambiarono solo bicchieri di vino,rum, tequila, amaretto di Saronno, limoncello, e grappa,  e finirono a dormire sulla spiaggia abbracciati come amanti, dopo aver vomitato anche il pertugio finale dell’intestino. E, da allora, furono amici per la pelle.

Così ogni fratello ebbe ciò che voleva,e l’estate benedì con sole e belle maialine l’esistenza dei tre porcellini,  Timmy, divenne il più quotato surfista della zona, ricercato dalle “ragazze”come un topolino da un branco di gatti affamati.

Tommy si fidanzò ogni sera nella paglia,regalando sogni e numeri al lotto (10= Maiale, 32=Traditore, 27=Cretina,9=Gravidanza, 80=Tragedia) che uscirono ben tre volte in un mese.

Quando furono terminati gli impegni coni fratelli, Jimmy, rinforzò le fondamenta in muratura della vecchia stalla, con l’aggiunta di pilastri in cemento armato sotto la soletta del pianterreno,imbiancò tutte le pareti e, riarredate le camere dei fratelli, si dichiarò alla Rosa, la porcellina che amava da sempre, e convolò con lei a giuste nozze.

Ma il destino non sempre è benevolo con chi si fa gli affari propri e...

Nella zona viveva un lupo di nome Ezechiele, Lele per gli amici, un tipo ben conosciuto nella zona, infatti possedeva le stazioni radio dei due comuni sopradetti, aveva costruito un paio di quartieri nelle vicinanze delle città, aveva fatto urbanizzare tutta la fascia compresa tra la città e i quartieri a spese dei comuni, aveva messo suo fratello a capo delle più importanti compagnie commerciali della zona, e suo cognato , uno strano individuo con la lingua saettante e biforcuta anche se appartenente alla specie dei lupi, gli parava le terga con adeguate teste di legno e con piuttosto costoso proselitismo ad ogni livello.

Anche a livello politico era ben legato con cani e porci, per avere da ogni parte le migliori occasioni per il proprio vantaggio. Molti ammiravano la sua innata capacità di manovrare le situazioni in modo da averne il tornaconto migliore, ma si trattava solo di incroci genetici, che della specie dei lupi avevano poco, generalmente rimanevano loro solo le zanne , che però si cariavano inevitabilmente con facilità, e il pelo dentro allo stomaco, che serviva a poco visto che non riuscivano mai a saziare il loro appetito avendo i lupi il monopolio della cacciagione.

Ezechiele aveva sposato, in prime nozze,una lupa, conosciuta quando aveva ancora poco danaro, anzi, giocava a comprare cose senza danaro e rivenderle prima di averle pagate, spuntando un prezzo maggiore, in contanti, con cui sanava il debito precedente. Una situazione ad alto rischio, che non sempre andava dritta, ma da cui egli riusciva ad uscire grazie alle “amicizie” che aveva.

Da questa Lupa aveva avuti più figli, ai quali aveva insegnato il gioco del “quello che dico io è vangelo, altrimenti fuori o ti sbrano”. E la famiglia crebbe sana forte , ma non felice, infatti Lele si era invaghito, dopo pochi anni, di una lupetta smorfiosa, che girava per i set cinematografici, non molto colta, ma molto sviluppata nelle partigiuste, così, dopo un divorzio, convolò con lei a giuste nozze, e ci fece altri cuccioli che, tra scuole private e relazioni con altri lupi con la puzza sotto il naso, crebbero talmente presuntuosi da debuttare in società come lupi con il pedigree.

Pensare che ci fosse nella contea qualcosa che Ezechiele non potesse dire suo, era quasi un’offesa alla morale!Cose da maiali comunisti!

“....Quelli vogliono tutto loro! Non vorrebbero che avessi il possesso di tutte le radio e televisioni della zona, non parliamo dei giornali poi, loro dicono che son tutti miei ed invece ne hanno uno anche loro! E su quello dicono male di me!”

diceva.

Era legato a doppio filo con i politici del partito dei falchi, che si decoloravano le penne per sembrare colombe, ma non sempre riuscivano a nascondere gli artigli, anche se facevano tutti i giorni i gargarismi col miele per addolcire le loro voci.

Un giorno, passando con lo Yacht davanti alla spiaggia, aveva osservato la baracca di Timmy, ed aveva pensato che su quella spiaggia avrebbe potuto farci un bel villaggio turistico,con piscina, campi da tennis e ristorante a sei stelle, molto esclusivo, così s’informò dal sindaco,suo compaesano e del partito dei falchi, in merito alla proprietà.

“ Lo convinco io a vendere! Poi ti do la percentuale e per il comune sarà un trampolino di lancio!” disse al Sindaco del primo comune, che gli suggerì di tirare dentro all’affare anche l’altro sindaco... un bravo ragasso!

Così Timmy fu contattato da una schiera di avvocati, accompagnati da portaborse con la giacca rigonfia sotto l’ascella.Se avesse venduto il terreno  avrebbe avuto la direzione del “Club Esclusivo” e sarebbe stato l’attrazione principale come Trainer della “Scuola di Surf del campione Timmy”, avrebbe potuto conoscere maialette di razza, e pranzare con lupi di grido, nessuno avrebbe mai fatto salami con le sue carni! Parola di Ezechiele! Altrimenti....... Tim, Tim,..prosciuttin...!

Come rinunciare ad una tanto gentile e“succosa” proposta?

Timmy pensò di consultarsi con i fratelli, ma una graziosa porcellina, infilatasi “per caso” nella sua vasca idromassaggio, lo convinse a capitolare velocemente, e Timmy divenne la testa di legno di Ezechiele nella gestione del “SuperSurf Club”, mantenendo la sua casa come reception del villaggio, composto da bungalow immersi nella pineta, con spiaggia privatissima fornita di idromassaggio con acqua marina, e massaggiatori e massaggiatrici bravissimi e disponibilissimi, nonché prezzi da almeno tre zeri  in euro!

Ma un’altra situazione stimolava la fantasia e l’orgoglio di Ezechiele, e si trattava della piccola proprietà di Tommy che, guarda caso, era confinante con le proprietà di due cari amici del lupo, che si erano messi in testa di fare un’azienda agrituristica, ma quel porcellino che divideva le loro terre mandava a monte i loro progetti.

Non fosse mai! Due amici fraterni che potevano diventare ricchi e non ci riuscivano a causa di un innocuo maiale? Come si usa dire.. “ o ci vendi la terra , o facciamo SALAMI!”.

Ma così non sempre si ottiene quello che si desidera.

Ed allora si può offrire la direzione dell’ “agriturismo del maialino rosa”, con servizio di Bed and Breakfast, e per il resto ci pensavano gli altri, naturalmente la casa di paglia sarebbe stata ampliata con l’aggiunta di almeno altre cinque stanze con servizi adeguati, ed una cucina con tutte le comodità, compresa una cuoca più brava di quella del club sulla spiaggia.

A Tommy, che in fondo non gradiva di essere oggetto di minacce, e che dopotutto voleva solo spassarsela con le sue amichette, un agriturismo avrebbe fornito tutta la varietà possibile, (poi un direttore ci smicia  mica di poco!), così non ci pensò che pochi istanti e firmò un contratto bicentenario per l’uso della sua casa come suggerito dai due emissari del lupo.

All’inizio ci fu un po’ di confusione per i lavori, ma poi non fu certo scontento nel vedere che il giro di ospiti offriva vantaggi sia economici che in natura!

Jimmy ad ogni novità scuoteva la testa esi ripeteva che la vita era loro, che erano ormai grandi, che lui aveva fatto anche troppo, e poi ormai aveva famiglia, che cosa poteva fare se quegli sconsiderati non avevano la testa sulle spalle come lui, e si lasciavano affascinare da quel venditore di illusioni, la cui caratteristica più spiccata era quella di mentire a proprio vantaggio, fino a convincere la maggior parte dei suoi conoscenti  di essere assolutamente onesto e, per di più, anche perseguitato dai comunisti invidiosi e malvagi!

Così passava le giornate dividendosi trai lavori della stalla e dell’orto, e il rinforzo delle pareti della sua amata casetta.

La vittoria  del lupo Lele, per essere completa,  mancava solo della proprietà di Jimmy.

La banda iniziò a tastare il terreno,con la prospettiva di un allevamento di bovini da latte d.o.c. ed annessa produzione di formaggi  di qualità selezionata per la vendita solo nelle “boutiques du fromage” in coppia con vini d.o.p. oppure d.s.p.q.r  (decisamente solo per qualche riccone) prodotti nelle cantine del gruppo “anche” con l’uva(tanto chi se ne sarebbe mai accorto! Il marchio fa la qualità!). L’azienda agricola “La bella Rosa” avrebbe avuto tutte le caratteristiche per finire nello spot del “Cielo azzurro” come simbolo di purezza della catena di produzioni alimentari facente capo alla solita combriccola.

Dapprima gli inviti furono cortesi,melliflui, caldamente solleciti e adeguatamente remunerativi, poi sempre più pressanti e sottilmente allusivi nei confronti delle salumerie della catena.

Ma il destino ha le sue strade imprevedibili, e, mentre la trattativa era ancora in corso, dopo un inverno né troppo freddo, né troppo caldo,  venne un’estate talmente piovosa che tutta la campagna ne fu allagata, i raccolti andarono persi, di turisti manco l’ombra, e Tommy dovette essere salvato da una motobarca dei pompieri, mentre stava abbarbicato al ramo più alto del ciliegio che cresceva da anni (per fortuna) dietro al pagliaio.

Per Timmy fu ancor peggio, infatti una mareggiata, figlia di una leggera scossa tellurica con epicentro al largo della costa, che nessuno poteva prevedere, portò via bungalow, baracche,  sdraio ed ombrelloni, e, per poco, non fece affogare anche lui, che si salvò solo perchè si era legato ad un canotto che il vento trascinò fino a cinque Km dalla costa, ma verso l’interno, tanto era tutto allagato!

Così Ezechiele si ritrovò con tantidanni che nemmeno le abbondanti sovvenzioni statali che sicuramente avrebbeottenuto sarebbero state sufficienti a coprire, e con un terreno che nonavrebbe dato frutti per almeno tre anni, e con tanti dipendenti che, perso illavoro, chiedevano di essere pagati almeno per il periodo precedente.

Ma Lele i conti li sapeva fare e l’unica soluzione era di prendere i soldi, ricostruire solo le case, e lottizzare il tutto rivendendolo sul mercato dopo qualche anno, quando l’evento fosse dimenticato e ...chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato!

Timmy e Tommy, a quel punto non poterono far altro che, con la coda fra le gambe, tornare da Jimmy, che, fatta loro la giusta ramanzina, li assunse come stallieri, e, nel tempo,  fu per loro un padrone inflessibile, ma giusto, come il suo gran cuore gli suggeriva, e li aiutò a ricominciare tutto da capo dando  loro una piccola casa in affitto, e spingendoli a trovare una brava scrofetta che dividesse con loro un’esistenza serena!

..................Finita la storia ..................finita la pappa!.......... Ed ora andiamo a cercare ilgatto... vedrai che è nascosto sotto il cespuglio del giardino.........




6 maggio 2014

IL PIANETA DEI DINOSAURI




Si legge nei libri di storia che i dinosauri si estinsero migliaia di anni orsono, per una delle tante vicissitudini meteorologiche  che il nostro pianeta ha subito dal momento della sua formazione in poi. 

La verità è nota solo a pochi, ed ora è giunto il momento di informare il pubblico, perché nulla deve rimanere celato all'infinito!

Orbene, torniamo alla notte dei tempi, quando il cielo si fece scuro e la natura cominciò a morire lentamente, molte specie animali si rifugiarono negli angoli più disparati del pianeta per riuscire a sopravvivere, e solo coloro che, anche attraverso mutazioni, furono in grado di adattarsi alle nuove condizioni, tramandarono i loro geni verso il futuro.
Tra tante specie,  ve ne fu una che mutò talmente il proprio aspetto da non essere più riconoscibile come tale, ma creò una mutazione a tal punto forte da giungere, solo parzialmente evoluta, fino ai giorni nostri : il Mini Tyrannosaurus Rox, fratello minore del Tyrannosaurus Rex, del quale aveva preso il caratteraccio, il cervello piccolo e l’istinto predatorio rivolto a qualunque specie o cosa mobile o immobile.

Il Ty.Rox (denominazione abbreviata)  mutò il suo aspetto, aumentando le doti di postura eretta, trasformando le zampe anteriori in braccia, quelle posteriori in gambe, la testa divenne ovoidale (più o meno come quella degli ominidi), la coda si accorciò fino a diventare una semplice appendice nascosta tra le due natiche,   ma il resto rimase quello che era, cioè cervello minuto, caratteraccio ed istinto predatorio  non mutarono di un pelo. 

Furono proprio quest’ultime caratteristiche che garantirono la conservazione della specie nei secoli, perché estremamente adatte alla conquista di posizioni strategiche per la loro sopravvivenza.

La società si evolse, divenne sempre più complessa, necessitò sempre maggiormente di strutture gerarchiche e di comando piramidali, denominate governi, i quali ebbero necessità di una base organizzata rigidamente che potesse sopportare le continue vicissitudini ed abusi dei vertici. Tali basi necessitavano di una supervisione di coordinamento che potesse dare forma, più che sostanza (della quale la base era sempre abbondantemente dotata), alle parti  sottostanti.

Quale posizione più adatta per la specie dei Ty-Rox!

Comando, ossia soddisfazione del caratteraccio, su di una base di per se stessa votata al martirio.

Possibilità di annientare qualunque irresponsabile ribelle, soddisfazione dell’istinto predatorio.

Uso limitato del cervello, poiché la biologia pone le sue barriere! 

Bastava cambiare il nome alla specie trasformandolo in quello di Burocrate!

Burocrati tra noi.

Burocrati  contro di noi.

Noi esseri umani che, dall’inizio della nostra storia, combattiamo contro questa specie, incapace di vedere ad un palmo dal proprio naso, che si nutre di regole e regolamenti, che non conosce la fantasia, che accetta prona e deferente qualunque ingiunzione cali dall’alto, e la trasmette come “verbo divino” da imporre con rigore e crudeltà, che non accetta il progresso finché non è diventato obsoleto, che uccide, per asfissia da protocolli, tutte le iniziative volte all'innovazione, che per essere resa inoffensiva deve essere messa a riposo tramite C.F.R. (congedo di fine rapporto, non gas asfissiante).

Chi non si è mai imbattuto in un ex Ty-Rox, magari nel momento in cui avrebbe avuto l’idea per risolvere il problema della sua vita, ed ha, invece,  dovuto aggirare o abbattere le decine di ostacoli burocratici per ottenere solo ciò che gli spettava!?!

L’ultimo esemplare  della specie  da me incontrato vive comodamente abbarbicato ad una poltrona d’ufficio, controllando con minuzia maniacale che nulla cambi, che la situazione contingente del “suo” territorio rimanga immutata.

E così, accampando regole, regolamenti, e, soprattutto, bieca e cieca obbedienza nei confronti di quelle direttive complessamente involute ed assurdamente bizzarre che portano verso una società divisa in due gruppi distinti, quelli che vorrebbero fare e quelli che fanno di tutto per non permetterlo,  afferma  il suo potere mantenendo tutto immobile, fiero della sua arroganza.

Ecco dove sono finiti i dinosauri : nel pianeta Burocrazia!


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24 aprile 2014

PARTIGIANI

Questa è una storia vera, raccontatami dalla protagonista (mia madre) e ripescata nei miei ricordi.. Solo i nomi son di fantasia,  anche se li ricordo bene..


Donnnn…Uno, … L'una!

Il sonno non vuole arrivare, fa caldo! D'altronde  è luglio, non sarebbe giusto facesse freddo,  e poi, thiene notte.gifdopo tutto il freddo patito lo scorso inverno! Niente combustibile e niente calore. Solo la stufa nella cucina, con la legna presa dal Giuà ed il poco carbone rimasto dal passato!!

E' tutto buio, posso spostare la tenda dell'oscuramento così entra un po’ di aria., se c'è!.

La piazza con la fontana che borbotta nel buio, quale buio! Con questa luna ci si vede quasi meglio che a mezzogiorno!....

Nella fontana l'acqua sembra  argento liquido.

Esagerata…

Si, ma tutte quelle storie sull'oscuramento per evitare che "Pippo" il bombardiere individui  un obiettivo.

In questa notte così chiara non serve certo mostrare una luce, 'che Pippo può contare le mattonelle del sagrato! 

Già! Pippo! Chissà che faccia ha. Tutte le notti, alla stessa ora, passa per darci la buonanotte spezzonando or qui or lì, tanto per accendere qualche fuocherello per riscaldar  la notte tanto fredda e farti dormire in cantina!

…E quella sera che ha spezzonato proprio il “Convento Paglia”, la cascina dove vive la nonna di Nino,B-17_Flying_Fortress1.jpg e mia suocera ha spento le braci pestandole coi piedi! Cosa da ustionarsi anche di brutto! Per fortuna i danni non sono stati rilevanti! Quel cretino di Pippo non poteva mollare il carico sul comando tedesco!

Deutsche Kommend Comando Tedesco.  Proprio nella villetta della Gina! Quando la vado a trovare… veramente non ci sono più andata. Il solo pensiero che ci portano i partigiani per farli parlare!…Le urla si sentono da fuori…   Crudeltà! Solo tanta crudeltà. Gli uomini son capaci delle peggiori azioni senza un briciolo di cuore.

Povera Gina… Ha perso la testa per quel….. Colonnello?  Bho!  Non mi va più di andare da lei, viene lei da me in negozio. ……  

Cos’è laggiù? Un’ombra o un cristiano?..

Chi è quel matto che gira con il coprifuoco?

Dio sono due ..e ..sembra il Tonio, ma mica sarà matto a venire giù da Asiago, i tedeschi lo cercano, sanno che è coi partigiani! Quello scemo vuole farci arrestare tutti,  se lo trovano  ci fucilano senza prima chiedere permesso!..

Sta almeno sotto il portico, mona!,  'che la luna ti illumina tutto! 

partigiani12.jpgIl Tonio, diciassette anni e via sulle montagne, senza pensare che ha una famiglia, due sorelle  ed una madre, e un negozio. Potrebbero farla pagare a loro, e poi, quel fascista dell'Alvise che abita proprio davanti alle loro finestre.

"E' partito con gli alpini!" ..Bella bugia detta a tutti dalla madre, come se non si sapesse che è fuori con il Tancredi, l'altro matto, il figlio della Amneris, …  

Amneris ..e il padre si chiama Otello! Dio li fa e poi li accoppia! 

Credo che la Licia faccia la “postina” per il gruppo. Sparisce spesso sul tardi e va con la bici verso le campagne, o fa il contrabbando, o fa la postina per i partigiani! 

Certo che hanno fegato! 

L'altro mese al paese qui vicino i tedeschi hanno bruciato la casa  di una contadina  perché cercavano i figli che secondo loro erano nascosti dentro. L’hanno legata all'albero davanti casa perché dicesse dov'erano, ma lei non ha parlato. Dicono che fossero davvero nascosti in una cantina. La madre per questo ha dato fuori di matto, pare non parli più da allora, pare non mangi né dorma! Va bene la guerra, ma questa è pura crudeltà!… Se poi i partigiani fanno saltare i crucchi sulle mine, o li fanno sparire nelle grotte….

Anche se poi non sono tutti dei santi, quei ragazzi! Anche loro col fatto che vogliono liberarci dai mangiacrauti spesso si prendono delle belle libertà!  "Fanno la spesa" dai contadini e poi s’arrabbiano e urlano se non trovano abbastanza! .. I tedeschi per la stessa ragione invece li ammazzano,  donne e bambini compresi.307.jpg

Anche se i contadini sanno farsi i loro affari, ma tra i cartofen e i partigiani……

Dio!! Era proprio il Tonio, è salito dalla parte di dietro, Dio aiutaci! che nessuno dei fascisti lo abbia visto!. Fa tanto caldo che dubito di essere la sola alla finestra! Certo che per la signora Luisa almeno vedere che il figlio è ancora vivo!..

Vorrei tanto fumare una sigaretta, di quelle vere, col tabacco dentro, non  con la cicoria essiccata come quelle che mi faccio! Ho provato di tutto! Anche la paglia! Credo di non aver provato solo lo sterco di vacca!!  Ma se somigliasse al tabacco…!!!!! 

..Lo sapevo! Quel disgraziato del  Canessi che la lebbra lo colpisca!!! Lo sapevo che non dormiva!!! Non dorme mai quello!! Fascista della prim'ora !  Camicia Nera nell'anima! Solo il diavolo conosce il nero del suo cuore!! Eccolo che và verso il Comando… Ho solo cinque minuti per avvertire la signora Luisa!……. passo per la corte così sono solo amici se mi vedono! …….  Presto!!!..  La luna per fortuna mi fa vedere dove metto i piedi! .. non devo cadere! ….

-" signora Luisa!!!" .. " ..Si affacci!" .. -" signora Luisa!!!" . -" signora Luisa!!!" .

-"Signora Luisaaa!!!!" … -

-"Che C'è….. "

-" Quel verme del Canessi stà andando verso il Comando.."

-" E allora..??!"

-"Ho visto … so chi c'è…"…." Faccia presto… io ho avvisato.. e torno a letto……almeno se arrivano son in casa!.."

-" Grazie…"

Ha capito per fortuna.. speriamo bene..  chiudiamo bene la porta…. Per quel che vale.. tanto se vogliono la sfondano!!.. 

Spio dalla finestra da lontano …  vedrai che ho indovinato!…. Il Tonio passerà per i tetti e scenderà dalla canonica, che il prete è dei loro…o quasi…….. eccoli  i tedeschi!! Corrono quei bastardi!  E quella faccia da demonio davanti!  Guarda il verme come ci gode a far vedere che lui è il bravo leccac… dei cartofen! 29cdc11837a19142d0a99b5e337433f1.jpg

Fermati cuore!!…. Sei forte altrimenti avresti già fatto un infarto!   ….  Questo maledetto suono degli stivali sulla strada! Arrivati!! 

Bussano….. anche qui!! Mio Dio aiutami..

-"Arrivo!!!!"..  "Cosa succede!"…

-"Dove scala.. Ya.. Tu mostra prego!" ..

-"di là….. ma cosa è successo..??  sono i tedeschi Mamma ,  non so cosa sia capitato….. " -"..stanno cercando la terrazza.. .. evidentemente cercano qualcuno!"

-"Chi in qvesta casa? Raus!!"

-" ..noi e mia sorella piccola….. eccola…vieni qui vicino a me..  nessun altro!! "

_" dove andate.. li c'è il bagno!…  Noi non abbiamo fatto niente..!  .. Non aver paura tesoro, non vogliono noi, ma chissà chi…"

-" Nicht ! ……..Raus !  Commensire...."

Se ne vanno... non hanno trovato niente...

-" Prego comodi.. fate come se foste a casa vostra!..  arrivederci……all'inferno spero!.. Chiudi la porta che ..senti come strillano dalla signora Luisa! Povera donna… cercano suo figlio… Assassini!! Cosa le fanno!!   ..   Maledetto Canessi .. sarà contento di sentirla urlare! Signore falli smettere che non ha fatto nessun male! .. mamma non ce la faccio a sopportare..  Venite via  che lo strazio è troppo!! … …… stanno buttando all'aria la casa…… andate in camera mia così si sente di meno, che adesso arrivo anch'io.. chiudo le finestre .. meglio il caldo!…….   "

Voglio spiare se  lo hanno trovato……  sembra di no!  Stanno picchiando la madre, maledetti! Che succeda anche alle vostre!..   siete voi che parlate un'altra lingua, perché dobbiamo capirvi!! Animali!…… Vanno via scornati…..  appena fa giorno vado a vedere passando per la corte! ……… stanno andando in canonica……lo sapevo che ci sarebbero arrivati….. ma ormai sarà di nuovo lontano ……se la prenderanno con il prete….. speriamo se la prendano col Canessi …. Quel verme mira alla bottega della signora Luisa, farebbe carte false per…si in fondo le ha fatte con la drogheria dell'ebreo! E pensare che la madre dell'ebreo era sua cugina! Prima si fa mettere a suo nome la bottega, poi  guarda caso lo fa partire col treno pieno di giovani fascisti! Bella trovata! Se mai giustizia ci sarà spero paghi 1940.jpgun conto salato!

La piccola si è calmata, con la mamma ci parlerò quando potrò…… questa notte non si dorme più! .. manca solo un allarme aereo…….  Dio, le sirene! Prevedo il futuro!……. andiamo a passare le ultime ore della notte in cantina!…..   

Domani ….. vedrò un domani?…..




1 aprile 2014

PESCE D'APRILE

L'ultimo anno  prima della pensione ho voluto fare uno "scherzo d'addio" ai ragazzi della mia scuola in occasione del 1° di Aprile. Ecco il racconto:



Oggi è il primo giorno di aprile, un sabato come tanti altri, ma.. mi sono alzata dal letto con una specie di effervescenza neuronica nell’area del cervello dedicata alla creatività, chissà come evolverà.

Sotto la doccia medito. Non mi piacciono gli scherzi, perché sono maledettamente permalosa, ma, con l’età, ho cominciato a superare l’handicap, e liberare il mio spirito irridente, anche se con molte limitazioni legate al mio ruolo.

Quest’anno divido i grattacapi della vicepresidenza con una collega dallo spirito adolescenziale, che riesce ad “indurmi in tentazione”, anche se , finora, ho solo lasciato fare, non opponendomi alla “zingarata” (definizione toscana di scherzo), consolando la vittima dello zimbello, ma solo dopo averlo adeguatamente deriso.

Si sa però che.. chi va con il lupo impara ad ululare, e quel movimento scomposto di scariche elettriche tra i neuroni, forse con il calore dell’acqua calda, lentamente prende una forma di pensiero, un pensierino.. ino.. ino, che cresce e si palesa in un’idea balzana : un “pesce d’aprile”!! Il problema è rivolto a chi? Ai colleghi? Agli studenti? Ad una persona particolare? 

E mica è semplice scegliere per un’azione “elegantemente bilanciata” e nel contempo divertente! 

La vittima è essenziale, ha un ruolo ben definito, quello di vittima, ruolo impegnativo e non adatto a tutti! In base alla vittima, poi, si deve scegliere l’azione, che non deve essere offensiva, né lesiva della dignità, ne sguaiata.

Dunque, scartati i colleghi, per sfiducia nelle loro capacità ironiche, ed in molti casi per la semplicità nell’eventuale raggiro, che avrebbe tolto il gusto all’azione, eleggo vittime gli allievi, anche per il gusto sadico che, negli anni, ho accumulato nei loro confronti. 

Ora non resta che scegliere l’azione.

Le operazioni mattutine, ormai da tempo routinarie, vengono svolte con automatismo, soverchiate dalla creazione di un gioco adeguatamente progettato per coinvolgere decine e decine di persone, senza sconvolgere la vita di alcuno!

Alla fine, mentre guido verso la scuola, il progetto giunge alla conclusione, completo anche nei particolari. 

Sorrido immaginando lo sconquasso, ma non so se avrò il coraggio di attuare l’imbroglio. Naturalmente, comunicato il pensiero in linea generale alla collega, vengo sostenuta con “ole”e applausi. 

Mi metto al PC e scrivo una “COMUNICAZIONE URGENTE” da appendere nelle bacheche, ed un bigliettino da consegnare alle vittime dello scherzo, naturalmente di persona. 

Per correttezza chiedo l’autorizzazione al Preside, che inizialmente non comprende, poi, pensando che tanto lui non c’entra, approva con un ghignetto sadico.

Dopo pochi minuti, con la complicità di due bidelli, le fotocopie della comunicazione sono attaccate in posti molto frequentati dagli allievi.

Ecco la comunicazione :

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Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore


xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

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Indirizzi:

Meccanico - Elettrotecnico - Chimico – Informatico Meccanico - Termico - Elettrico

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T……..,01/04/2006


COMUNICAZIONE URGENTE

A TUTTI GLI ALLIEVI


Oggetto: partecipazione attività extrascolastica


Qualunque allievo voglia partecipare alla trasmissione “School in Action” di MTV, che avrà luogo presso il nostro Complesso, deve iscriversi tramite modello in distribuzione presso la vicepresidenza, ENTRO E NON OLTRE LE ORE 12.00 DI OGGI.


PER IL DIRIGENTE SCOLASTICO

(firma mia)

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Ed ecco il bigliettino che ogni allievo arrivato ad iscriversi riceveva, accompagnato dalla frase : 

….“ Ecco quello che devi fare” ..oppure….. “Qui ci sono gli indirizzi”.

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INVECE DI SPRECARE TEMPO IN STUPIDAGGINI PENSA A STUDIARE “ASINO” !!!!!

1° APRILE 2006

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Giuro! Non mi sono mai divertita tanto! Anche perché ogni vittima veniva trasformata in carnefice dalla richiesta di assoluto silenzio riguardo al pesce d’Aprile, altrimenti non ci sarebbe più caduto nessuno nella trappola. E le vittime hanno accompagnato, irridenti, decine di nuove vittime!

Il gioco ha colpito anche alcuni adulti, che hanno chiesto il modulo per qualcuno, o per l’intera classe, ed il Preside, constatato il successo, ha voluto copia della comunicazione e del biglietto, per ridere  della cosa.

Ma il successo maggiore l’ho avuto perché nessuno ha creduto che sia stata farina dl mio sacco, ma colpa della collega burlona, che giurava e stragiurava sulla sua innocenza, derisa da tutti.. tanto per confermare la favola del “Al lupo! Al lupo!”.

Prima di uscire ho trovato incollato sulla mia porta un grosso foglio su cui sono rappresentata con forme di pesce (muso rotondo e con gli occhiali) e con una bavaglia con le mie iniziali, con sotto scritto con il pennarello rosso :

“GRAZIE PER IL PESCE D’APRILE……. A buon rendere!!!”

Ne sono felice, anch’io ho avuto il mio pesce!

E’ il mio ultimo anno di scuola e voglio chiudere in bellezza, tra tante grane, rimbrotti, arrabbiature, quelle sane risate saranno uno dei ricordi più cari!



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17 febbraio 2014

100 VOLTE CENERENTOLA

Alla ricerca di un sorriso  ho trovato un altro scritto di tanti anni fa. E' una storia vera. 

Nel buio di queste giornate piovose, nella angoscia per il baratro in cui vedo caduti i miei valori, nella tristezza per il vuoto egocentrismo di chi "ha" ed è indifferente alla sorte di chi non "ha", l'allegria di questo ricordo riconcilia con la vita.


100 volte Cenerentola



Sono le nove della sera, la stanza è illuminata solo dalla luce fioca di una piccola abatjour. Seduta sulla sponda del “lettone” la mamma accarezza dolcemente i capelli della sua bimba supina nel lettino di ferro laccato in rosso, avvolta in un piumone morbido e caldo, che la guarda con gli occhi spalancati nel buio.

-          “ Che storia vuoi che ti racconti questa sera tesoro?”..

La mamma pone la domanda di rito con la segreta speranza di non sentirsi chiedere un’altra volta Cenerentola, l’ha raccontata tutte le sere nelle ultime (almeno) dodici settimane ed ormai non prova più il sottile piacere del racconto, ma solo la noia della routine, che invece pare rassicurare la bimba.

La povera tapina della protagonista della fiaba ha variato tutte le espressioni della sofferenza, la fata ha subito tutte le possibili trasformazioni ammissibili con la trama, il principe è stato via, via  più bello, più dolce, più triste, più ….più…!  Le sorellastre e la matrigna hanno sfiorato la demenza e la laidezza.  Tutto finisce a mezzanotte, tutto termina a tarallucci e vino! La mamma, che tre mesi fa era riuscita ad abbandonare “ I tre porcellini “ al loro destino, cerca ora una via di fuga.

-“ ..che ne dici di Biancaneve?

La bimba scuote la testa.

-“ Allora Bianca e Bernie?”

Stessa risposta!

-“ Il gatto con gli stivali?”

-“ No ! Cenerentola !!”.

La voce è perentoria e la risposta univoca e irreversibile! … Si ricomincia…

-“ ..Va bene… ( sospiro) ..C’era una volta …  “ 

Il racconto procede fluido, la voce è modulata, i personaggi interpretano il loro ruolo senza intoppi.

-“ …Abracadula ..megicabula..bibiti..bobiti..buuum …” …….

La solita canzoncina  con le parole inventate con il suono similare a quelle di sempre… e la zucca diventa carrozza, il cavallo cocchiere, e i topolini cavalli ….. La migliore idiozia del secolo! Perché il cavallo deve diventare cocchiere e i topolini cavalli …??? … Boh!

-“ Ma non posso andare al ballo vestita così!  -  dice la povera Cenerentola…  Già! Seduta in una zucca , tirata da quattro sorci, e per dipiù guidata da un  cavallo?!?.. al ballo ci puoi andare anche in  mutande!..”

La bimba gorgoglia spalancando gli occhi ..

-“ Mammmaa!!! Che dici!!”

-“ Niente .. lascia perdere… continuiamo la storia!”.

E così Cenerentola continua ad entrare  più bella che mai, neanche un capello fuori posto, nel salone. Il principe continua a spalancare quegli occhioni tanto belli e scodinzolare  incontro alla “visione sublime”. Le sorellastre continuano a morire d’invidia! ( ma non crepano mai!) . Il ballo non serve più perché il principe s’è preso la sbandata della vita sua !!

Le parole che  fluiscono dalle labbra  della mamma sono quelle di sempre, ma i pensieri fanno curvare la bocca in un sorriso represso.

-“ Don…don.. ……Porc…Putt… è mezzanotte ..devo andare…… E Cenerentola comincia a correre come una matta verso l’uscita!”.

-“..Ma ‘ndo vai??!!?..viè qquà! … Fermate che stò a scivolà su sto marmo der cavolo!!… le grida dietro il principe..”

La madre è ormai partita per la tangente !  Immagina la scena  con le tinte accese  della borgata romana  e con lo spirito irridente  che nasce dalla noia.  Gli occhi della bambina sono spalancati e colmi di punti interrogativi. Non capisce perché le cose non vadano  come sempre. Il piccolo mondo fantastico della storia sta’ per essere sconvolto da un ciclone,  la tragedia avanza al ritmo sempre più concitato delle parole della mamma ..

-“ Donnn… Cenerentola scappa veloce , ma le scarpette scivolano sul marmo lucido! Accidenti! Comincia anche lo scalone e chi riesce a frenare!!??.. Donnn … “quella scema della fata ti va a fare le scarpine di cristallo! Almeno ci avesse messo le suole di gomma ! …Poi accidenti! Il cristallo è fragile! Poi son dure e fanno le vesciche ai piedi! Tanto a Lei che je frega ! I calli sono miei  e mica ce deve còre!” .. e nello scendere Sbaradamm! .. Era logico che cascava! E che le scarpine si rompevano .. !!  “ ahi…!  Ahi!! .. tutti i vetri infilati nel piede!  Cenerentola piange come una fontana!  Il Principe la raggiunge trafelato, vede  la tipa che piange, vede il sangue .. Donnn …  intanto i rintocchi continuano, solleva Cenerentola tra le braccia..”

La bimba , ormai completamente disorientata dal riso nella voce materna e dal risvolto cruento  della fiaba, non sa se optare per il pianto o seguire la mamma nel riso. Il volto della madre sta mimandola scena con smorfie di dolore rese più strane dal gorgoglio delle risa soffocate.

-“ …Il principe  con Cenerentola in braccio  sale sulla carrozza  che parte al volo … Don … dieci … Don  … undici .. Cenerentola si guarda il piede sanguinante e se ne frega del principe e del campanile… Don ..dodici!  … Puuff! … la carrozza ridiventa zucca, i cavalli sorci, il cocchiere cavallo, Cenerentola una stracciona  ..ed il principe un cretino che non capisce che diamine sia successo!! .

Cenerentola  continua a piangere per il male  ed il principe, quasi automaticamente, la solleva dicendo “.. Poi mi devi spiegare..” e corre verso il pronto soccorso  che è in fondo alla strada. Arrivati li, compare il più bel giovane che mai Cenerentola abbia  visto, lavora all’ospedale  e , d’istinto, sottrae Cenerentola alle braccia del Principe, che è tanto confuso da girare sui tacchi e tornare al ballo.

Il dottore porta la fanciulla con se in ambulatorio, la medica, la consola, la seduce e se la sposa !!! E vissero felici e contenti, mentre il principe ancora gira chiedendo a tutti come fa una zucca a diventare un cavallo che tira due sorci e fa don don! “.

La mamma finalmente ride di cuore delle sue invenzioni e dell’espressione del cucciolo nel lettino!

-“ Ma mamma che cosa hai raccontato questa sera! La favola non è mica così !! Domani me la racconti bene, vero??!”

La mamma, ormai paga del male fatto alla fiaba, asciugando le lacrime del riso, riacquistata la voce tenera e tranquilla, risponde..


-“ .. Certo tesoro! ..ma ora è tardi e, da brava bambina, devi dormire!…” .


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3 novembre 2013

UN MONDO DIVERSO

scuola,temiTra poco ricominciano le lezioni nelle scuole nel caos più completo.

La “nuova didattica”, dettata da soloni che non capiscono un tubo di cosa sia il vero insegnamento, basata su ipotesi psico-intellettive, inapplicabili indifferentemente agli individui “studente” data la varietà di personalità e sviluppo emotivo, e debitamente sottomessa a logiche di tipo imprenditoriale che sono disinteressate alle vere necessità della scuola, si prepara a fare i soliti danni.

Una classe docente ormai allo stremo, chi per l’età avanzata, chi per la precarietà che porta a cambiare scuola quasi ogni anno con l’impossibilità di formare il rapporto empatico indispensabile per la trasmissione del sapere, sta per ritrovare le aule tristi e “sgarrupate” di tante scuole, dal nord al sud.

Ma i ragazzi son sempre ragazzi (o bambini), mentre gli insegnanti invecchiano, e, troppi di loro, grazie allo slittamento delle età per andare in pensione, ricordano nostalgici com’era la scuola tanti anni fa, mentre devono affrontare un mondo che non capiscono più.

Conservo tracce di quella scuola diversa, quella della mia infanzia, e nei temi  scritti con il pennino e l’inchiostro blu sulle “righe di quinta” del quaderno nero, ritrovo quella leggerezza di un tempo in cui “essere bambini” voleva dire guardare il mondo con i propri occhi e colorarlo con la propria fantasia. (Allora non c’era alcuna “sirena televisiva” a stregare le nostre menti dal momento della colazione).

Un tema risalente ai miei 10 anni, fatto come “compito delle vacanze” (la scuola cominciava il 1° di ottobre), difficile e strano si è trasformato per me un vero exploit di comicità letteraria involontaria che mi ha fatto ridere di cuore. Ne ricopio il testo (errori compresi):

“ Trieste, 8 settembre 1958

Tema : La nebbia

La nebbia e formata di nuvole.

La nebbia può venire sotto forma di nebbia forte cioè che non ci si può vedere, nebbia giusta e foschia che sarebbe pochina.

Mestre, sotto la nebbia, scompare perché non ci sono grattacieli e neppure case alte.

Ora vi racconto cosa successe un giorno.

Era notte, le strade deserte. In tutta la città non si vedeva anima viva.

Pioveva fortissimo, diluviava si può dire.

Le luci erano spente, era più di mezzanotte , regnava la pace.

Tutta la notte ci fu una nebbia molto fitta.

La mattina dopo ancora la nebbia e l’acqua alta mezzo metro.

Tutti si incontravano e, prima di vedersi , dovevano battere i nasi l’uno contro l’altro.

La sera sentimmo il giornale radio dissero che per fortuna nessuna vittima ma tutti avevano fatto un bagno più o meno lungo.

Da quel giorno tutti si munirono di un costume di lana per simili sgradevoli sorprese.”

Beata ingenuità!scuola,temi

 (p.s. : Il costume era di lana perché le fibre sintetiche non avevano ancora raggiunto il mercato.)


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22 febbraio 2013

SERVIZI AI CITTADINI

Boh.JPGIn questo scorcio d’inverno, tra i fiocchi di neve ed il cielo d’un grigio che mette tristezza, mi son trovata a dover prenotare per telefono una visita specialistica presso l’ospedale.

Con la pazienza della depressione ho contattato il “centro prenotazioni” e, dopo due tentativi risultati con linea occupata, è partita la voce registrata :

“ Siete collegati con il …. Se dovete prenotare un’indagine radiografica premere ”1” , se dovete prenotare ecc…. premere “2”… ecc.. “

Premuto l’atteso tasto che mi riguardava è iniziata la nuova serie.

“Siete collegati con … siete in lista d’attesa al quarto posto…. “ musichetta  “assicuratevi d’aver pronto il tesserino sanitario e…” musichetta “ci scusiamo per l’attesa, tutti gli operatori sono occupati” musichetta  “siete al terzo posto…”musichetta ” siete al secondo posto. Se volete essere richiamati dall’operatore digitate 1, se restate in attesa digitate 2”… attesa e musichetta…”siete al primo posto…” musichetta … “siete al primo posto” …musichetta  … cambio musica e suono di “occupato”!!

OTTO e dico otto minuti per un segnale di occupato!

Depressa più che mai e passiva più che mai ricomincio il giretto.

Stesso identico percorso e dopo solo Sei minuti, visto che son partita terza, identico risultato.

Testarda come sono non voglio mollare, perciò ritento.

Olè! Parto solo dal secondo posto!!!

Cinque minuti per il temuto “occupato”. Ormai è una sfida!

Cerco di aggirare l’ostacolo chiamando il centralino e “piangendo al telefono” chiedo aiuto.

La strada percorsa era esatta e non c’è altra soluzione!

Riprovo dunque e, strano a dirsi, son al primo posto, ma temo il solito cambio di musica con occupato finale…

Questa volta, finalmente, risponde l’operatore al quale, con la voce stremata, richiedo la prestazione e, a pagamento, l’ottengo per aprile… senza pagare chissà quando…

Questi sono i servizi sanitari forniti alla cittadinanza da una politica regionale, prima che statale, che si offre vacanze in yacht e aragoste, e lascia le briciole agli utenti dei servizi.

Le mie fonti anonime, poi, mi hanno detto che di taglio in taglio si son trovati a fare in quattro il lavoro di sei e in certi reparti è anche peggio.

Un politico vecchio e rincoglionito, lubridicamente fissato col sedere delle donne, va in giro sparando cazzate protetto e difeso da un plotone di esseri di entrambi i sessi  che mirano solo al loro angolino di potere, e a tal fine circonvengono gli incapaci.

Altri con “la puzza sotto il naso” vedono nella privatizzazione la soluzione d’ogni problema, e forse hanno ragione, così i poveri muoiono più in fretta o si fanno sodomizzare per un pugno di lenticchie, e loro possono continuare con fragole e champagne.

Ingroia ha ricevuto una lettera di minaccia molto seria che recitava testualmente: “Ingroia comunista di merda ritirati o ti facciamo fare la fine di Falcone e Borsellino. 1000 kg di Tnt-T4 sono pronti…”.

Se il destinatario fosse stato uno dei 4 altri concorrenti alla “poltrona” apriti cielo!

Ma per una persona che anche se “non dice” di sicuro “sa”, che forse è nel mirino di tanti perché sa dove andare a mettere le mani, allora basta un trafiletto o un accenno, poi basta altrimenti si rischia di fargli un favore…

In un’intervista alla tv (La7) c’è stata una domanda fatta al magistrato la cui risposta mi ha fatto pensare..:

"Se dovessi incrociare Giorgio Napolitano in Parlamento lo saluterei con il massimo rispetto che si deve a un ex capo dello Stato e a un senatore a vita. Un conto sono le situazioni istituzionali, altro sono i rapporti personali" ha precisato l'ex procuratore aggiunto di Palermo protagonista dell'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia che alla domanda se è permaloso assicura: "No, io no".

Prima di metter la croce su di un simbolo c’è da meditare.




6 maggio 2012

QUALE GENEROSITÀ !!

IMG_5420.JPGE’ comico, anzi no è drammatico.

All’emergere dei copiosi rivoli  da cui il danaro pubblico viene incanalato nelle capaci tasche dei vari voraci “appartenenti”, siano essi leader o parenti o amici fidati, si assiste alla recita di uno stesso copione, quasi un “copia – incolla” del medesimo file.

·                  Primo : Affidarsi a Santa Negazione

·          Secondo : Rafforzare il concetto con il ben collaudato “a mia insaputa”

·                  Terzo :  Cospargere di cenere il capo con il lacrimante “io mi fidavo”

·                  Quarto :  Un genuflesso “sono stato ingannato e mi dispiace”

·                   Quinto (dopo lo sputtanamento totale ed evidente) : Restituiamo le briciole che son rimaste sulla tovaglia.

Fatti emersi in questi ultimi tempi hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, escludendo il risvolto penale, che la morale per molta gente è come l’elastico delle mutande, che a causa dell’uso continuato al limite massimo dell’estensione diventa una fettuccia inutile.

L’unico fine della loro ignobile esistenza diventa l’arraffare di tutto e di più.

A questo scopo viene montata la “manfrina” ad uso e consumo degli sprovveduti.

Rutelli: ‘Nostri soldi agli esodati’.. “Oggi iniziamo a dare i soldi in avanzo di bilancio della Margherita agli esodati  …. 5 milioni di Euro

I soldi in avanzo di bilancio… Ma che generosità! 

E votare la rinuncia alla ultima tranche del cosiddetto “rimborso”?

E rimborsare quello che è stato “rapinato a vostra insaputa” con i vostri stipendi e beni perché son soldi anche miei, e che ora tocca a me riempire il buco fatto da voi?politici,crisi,soldi,morale,bossi,grillo,onestà,finanziamenti pubblici

Quell’altro della padania poi…

Un bugiardo patologico con un innegabile ascendente da imbonitore di fiera paesana, affiancato da un paio di becere matrone con il problema della sistemazione della “famiglia” e del titolo accademico, che usa il partito in modo autocratico a sua immagine e somiglianza, e osa senza vergogna alcuna dichiarare che “…quel denaro è nostro. Un partito può buttare i soldi dalla finestra”, (che se l’avesse fatto veramente almeno avrebbe fatto felici i passanti!).

Ecchèglienefrega a quello!

Mentre gridava “ladroni!” si metteva, e continua a mettersi, in tasca fior di quattrini, assieme ad un pesce in barile geneticamente copia del genitore,  spudoratamente convinto della sua onnipotenza, confermata dal supporto di chi lo attornia per partecipare al banchetto sia alla tavola del sire che ai suoi piedi per raccogliere le briciole.

Ormai i “cinque punti” son stati più volte percorsi e quello che mi stupisce è la profonda convinzione con cui ogni atto vien ripetuto.

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Ma negli ultimi tempi c’è il vezzo, da parte delle istituzioni, di rimbrottare non costoro, ma chi stigmatizza questi comportamenti, usando magari parole non totalmente corrette, ma sicuramente oneste.


Esempio ne sia Grillo ed il suo “parlar da comico”.

Per Beppe Grillo “la politica strangola, Cosa nostra no”. Scudi alzati e apriti cielo!

E’ innegabile che la mafia sia un’associazione a delinquere e non sia degna di uno Stato civile, ma uno Stato civile provvede ai bisogni dei suoi cittadini e non solo ai desideri di una casta, usa il danaro delle sue tasse per i servizi pubblici e non per i “finanziamenti mascherati da rimborsi”, protegge ed incentiva istruzione e ricerca pubblica e non privata, e in caso di necessità taglia i fondi a chi ha di più e non a chi ha meno.

Uno stato civile non permette la disperazione della gente.. ("Vedove della Crisi "  un video che fa molto male al cuore nella sua profonda verità). Questo stato invece lo sta facendo.

Uno stato civile non uccide. Questo stato invece lo sta facendo.

Strangola a morte i deboli per garantire la ricchezza ad una schiera di corrotti.

"Chi non ha fatto una vacanza in barca?"  politici,crisi,soldi,morale,bossi,grillo,onestà,finanziamenti pubblici

Non è una gaffe, ma il modo di pensare che ha distrutto la nazione.




30 novembre 2011

HANNO PAURA !

Da non crederci!

Libero shock: “Togliete i libri alle donne e torneranno a far figli” (link da Lettera Viola)

libero,donne,istruzione,treni,casteNegli anni della mia gioventù ci consigliavano di andare “a fare la calzetta” invece che imparare a guidare la macchina o lavorare in fabbrica.

Cavolo! E’ passato mezzo secolo e mi ritrovo degli imbecilli che rivogliono la donna schiava.

Ignorante e schiava.

Fattrice come una vacca e analfabeta, per ritrovare il predominio intellettuale.

Si, perché i “signori” che espongono tali idee hanno meno intelletto di un carciofo e le palle talmente insignificanti da non essere in grado di competere.

(citazioni dall’articolo)

“…fare il genitore... non esiste oggi lavoro più gravoso e meno remunerato, anzi tartassato.”

 Io ho una figlia che non è mai stata un lavoro per me, ma un affetto, una tenerezza, una promessa per la continuazione della mia genetica, ecco la remunerazione! 

“…Una volta i piccoli erano braccia per l’agricoltura, i grandi bastoni per la vecchiaia… adesso tocca mantenerli vita natural durante..” 

“… Culle vuote e barconi pieni sono fenomeni strettamente legati…”

“… ci vorrebbe un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, dall’Egitto, dalla Libia,..”

“… se non è la religione, se non è l’ideologia, qual è il vero fattore fertilizzante?...”

“… il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione …”

Pazzesco!

L’ignoranza fertilizzante, come il letame per i campi.

Non è la difficoltà di un mondo del lavoro governato da caimani ingordi che affossano i servizi sociali pubblici a favore della casta dei rapaci.

Non è la corruzione generalizzata che impedisce lo sviluppo delle eccellenze sul territorio nazionale.

Non sono le lobbies che blindano il presente affossando le scoperte scientifiche che potrebbero danneggiare il loro business.

Sono le donne istruite che “rendono infertile” la società.

L’imbecille in questione, poi, ironizza sulle migrazioni, non tenendo conto che i “più migranti” nel mondo siamo proprio noi italiani, e che subiamo l’onta di aver tali furfanti in patria.

Nobili, clero e terzo stato!

E donne, anzi femmine che hanno l'audacia di sostenere d’aver cervello.libero,donne,istruzione,treni,caste

Reietti che osano alzar la testa sostenendo d’essere persone ed aver diritto alla “felicità”.

Quel signore superbo, tal Moretti,  a.d. di Trenitalia, ha concepito e partorito il nuovo treno con quattro classi : executive, business, premium e standard.

Cioè superricchi spocchiosi con la puzza sotto il naso, manager facoltosi, benestanti desiderosi di apparire, gente normale anzi un po’ puzzolente.

E per evitare mescolamenti di genere il passaggio tra le carrozze dei poveri e quelle dei ricchi viene sigillato. Fosse mai che t’attacchino la rogna!

Poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi…

E le donne ignoranti e sottomesse (nel senso di messe sotto, tanto servono solo a quello!)

Mi spiace! Ma ormai le donne non hanno più timore a mettersi in gioco e hanno sicuramente più determinazione di tanti uomini nella lotta per la vita.

E sanno usare il cervello.

E anche il cuore.

Per questo gli uomini hanno paura!


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 30/11/2011 alle 23:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



7 agosto 2011

IL SENSO DEL LIMITE

 

IMG_4557.JPGPiù mi guardo intorno e più m’accorgo come stia scomparendo il “senso del limite”, cioè quell’istinto che permette di non andare oltre il lecito.

Ormai tutto pare sia consentito, dalla parolaccia alla bestemmia, (purché non detta durante lo show  “l’isola dei famosi”), dall’esibizione volgare dell’erotismo alle immagini truculente.

Il vecchio “buon gusto” che garantiva il rispetto della sensibilità altrui ormai sembra sepolto nella fanghiglia del malcostume.

Arroganza, presunzione, cultura esasperata dell’interesse personale, assenza assoluta dell’autocritica ed esasperazione della critica. Ecco quali sono le nuove frontiere.

Ormai le colpe son tutte degli “altri”, la legge deve punire solo gli “altri”, e i diritti degli “altri” valgono meno dei propri. Il limite è la siepe del proprio giardino.

Valanghe di eccessi di pessimo gusto invadono l’aere e avvelenano le menti incolte infondendo la convinzione che tutto sia lecito dal sesso “rubato” o “imposto” o “mercificato”, al razzismo integralista sotto l’egida di una bandiera “a scelta”.

In Norvegia una mente contorta, nutrita di falsi ideali, ha compiuto una strage con decine di vittime. Nel coro di voci dolenti spiccano gli interventi di due personalità ben diverse come peso culturale e morale.

Il primo è di un giornalista al quale si dovrebbe ascrivere sia l’abitudine al controllo del pensiero che il buon senso (antico come il mio, vista l’età)..

L’uso corretto delle sue capacità cerebrali sarebbe stato sufficiente a mettere in evidenza il fatto che in una situazione di panico generale risulta impossibile una reazione di coordinamento del gruppo che prevedrebbe un’organizzazione di tipo militare. Poi se un unico soggetto o più soggetti in singolo, hanno tentato di intervenire (non egoisti…!) non si saprà mai, perché sicuramente sopraffatti dallo sparatore.

Nelle parole del giornalista c’è una grave carenza di sensibilità e di senso dell’opportunità. Ha decisamente superato il limite del buon gusto.

Il secondo intervento è di un “essere vivente” (non riesco a chiamarlo uomo) già noto per le sue opinioni estremiste :

Non so quanto sia possibile considerare opinioni di tale bassezza l’espressione di un essere umano. Qui non è solo l’opportunità o il limite ad essere infranto, lo sono anche tutte le leggi morali e civili. E’ una palese istigazione alla violenza, infatti l’unico pensiero che ho avuto è stato quello dell’eliminazione fisica del soggetto.

Questi sono due esempi “border line”  nel caso del “senso del limite”.

Più adeguato è quello di alcune voci satiriche che per ironizzare usano immagini o linguaggio che mette in imbarazzo le “vecchie signore” come me, come nell’inserto satirico de “Il Fatto Quotidiano”(“Il Misfatto”) nel quale ci sono strisce a fumetti il cui disegno anatomicamente esplicito mi crea un disagio che non me ne permette la lettura.

società,politica,giornalismo,feltri,borghezioEvitare quel tratto grafico non sarebbe censura, ma rispetto della sensibilità altrui.

Questo dovrebbe essere un pensiero dell’autore, come in altri casi dello scrittore o dell’attore. E nel caso un paio di attori satirici  ho la stessa reazione : li evito solo per non sentirmi ad un certo punto in imbarazzo. E questo mi dispiace.

La satira è piacevole quando è argutamente ironica, non volgare o eccessiva.

Senza eccessi nel vietare e senza eccessi nel concedere.

Questo vuol dire “senso del limite”.

Nel mondo in cui danaro vuol dire potere, poi, ogni limite è stato infranto ormai.

La corruzione può esser vista come l’espressione moderna del “do ut des” portata all’esasperazione per pura rapacità. Per ebbrezza da dominio. Per follia da comando.

La società, nella sua evoluzione, aveva messo il limite dell’emarginazione sociale alla corruzione.

Questo  confine ormai non esiste più. L’essere scorretti o corrotti o collusi o dei veri delinquenti è diventato un peccato veniale.

società,politica,giornalismo,feltri,borghezioIl problema grave è che chi ha le redini della società e dovrebbe intervenire per modificare la situazione non lo farà mai perché è al vertice proprio grazie alla corruzione e si nutre di arrogante rapacità.

La società onesta e sana perciò deve reagire e riportare l’indignato ostracismo nei confronti di ogni “furfante” marchiandolo a fuoco con l’affermazione pubblica delle sue malefatte, senza riguardo alcuno.

 

Solo così forse sarà possibile un futuro migliore.

 




7 agosto 2011

"Bocciato.” … “No!.. scrivete Non Promosso!”...20° puntata

Mercoledì 17 Aprile

 

Venerdì scorso mi è arrivata una telefonata del preside :

-“ Ho chiamato per farle gli auguri… si.. di Buona Pasqua.”

 La voce e l’atteggiamento generale mi hanno fatto sospettare del vero scopo della chiamata,  sotto quelle parole gentili c’era un disegno diverso.

-“ …poi, volevo dirle che …

oggi o un altro giorno.. si.. dobbiamo vederci per chiarire…”

Eccolo! Altro che auguri, bisogna chiarire  il mio delitto di “lesa maestà”!

La lettera di dimissioni ha fatto il suo corso.. ed il suo effetto, ma più di quella certo lo hanno fatto i miei  “buchi” nella  gestione della quotidianità della scuola.

E chiarimento c’è stato!  Dio che chiarimento! ..

.....

(Non riporto quanto scritto nel diario perché son pensieri poco adatti ad una signora, comunque possono essere condensati nella frase con cui ho terminato la pagina  )

 

E’ un piccolo maschilista che vuole le donne sottomesse da esseri inferiori quali le reputa.

Meglio lasciarlo perdere! Coinciso e corretto!

Mi sono proprio rotta e chiudo bottega!

‘Mortammazzati tutti!

 

Giugno

 

L’anno scolastico si è concluso con il solito rito degli scrutini, un accadimento inevitabilmente lacerante per le menti e le anime di chi vi partecipa.

Discussioni a non finire… Il problema di “perdere l’anno”.

Com’è possibile perdere un anno, il tempo non viene mai perso, viene utilizzato in altra maniera, ogni giorno è un’esperienza che ci fa crescere, anche a cent’ anni ogni giorno ci regala qualcosa che ci arricchisce sempre e comunque.

La mia dolce nonnetta diceva : - “ Se fossi morta ieri non l’avrei imparato!  Bon ciò!” -  e sorrideva felice.

La scuola invece da tempo viene vista come un periodo “improduttivo, quindi da “attraversare” il più velocemente possibile per raggiungere l’agognata redditività.

Ammesso e non concesso di riuscire ad entrare nel mondo “produttivo”!

Lo scrutinio dunque è uno dei “pit stop” della carriera scolastica, dal quale si deve uscire velocemente incuranti  delle condizioni di arrivo, e se si viene fermati per guasti  ritenuti irreparabili, apriti cielo! Meglio andare a sbattere il muso contro il muro della vita e rovinarsela piuttosto che ripetere un giro!

I calendari delle sedute sono stati preparati da mesi, le classi sono inserite in una griglia oraria che deve rispettare le esigenze di chi deve presiedere lo scrutinio, cioè il preside, che dovrebbe garantire uniformità di comportamento tra i vari consigli.

Le regole generali sono scritte in tutti i regolamenti ministeriali ed interni, teoricamente nulla è lasciato al caso.

Teoricamente però, perché i consigli di classe sono composti di persone, ognuna con le proprie convinzioni, giuste o sbagliate che siano, e anche se il mestolo è lo stesso, il contenuto della zuppa servita varia di volta in volta, così le differenze permangono, le discussioni pure, e i risultati son diversi, legati come sono alla “politica” personale dei componenti.

E’ buffo osservare il caos organizzato di quei giorni.

I corridoi vuoti vengono attraversati da figure tutte molto simili, che trascinano i piedi stancamente, ma in fretta, carichi di fogli, borse, registri, e qualche bevanda, (perché a giugno generalmente fa caldo), diretti alle aule più fresche, scelte appositamente per le operazioni, con gli occhi stralunati ed un sorriso ebete rivolto a chi incontrano.

Qualcuno scende le scale scuotendo il capo, qualcuno le sale con aria rassegnata, tutti rivolgono una domanda: ”Quanti te ne mancano?” e invidiano chi risponde : ”Finito!” naturalmente senza “ho” poiché ormai le parole sono terminate, dopo tanto battagliare.

Perché gli scrutini son battaglie! Si, battaglie a colpi di numeri scritti su di un registro, con l’appoggio della cavalleria del giudizio che ognuno s’è fatto di quel determinato individuo.

Chi dirige deve farsi un’opinione basandosi su di un rigo di cifre, supportato dalle parole più o meno autorevoli dei vari presenti, e poi poggiare il suo peso, che in caso di parità vale doppio, da una delle due parti, ed allora è importante avere il dono dell’eloquenza per far prevalere le proprie convinzioni.

Alla fine dei lavori i furbi scappano e i soliti ligi al dovere si occupano del verbale e delle trascrizioni varie, un vero mare di burocrazia in cui affoga anche il nuotatore più provetto.

Quando, infine, si torna a casa, si porta con se uno strano senso di colpa misto ad un senso di liberazione che non permette il riposo tranquillo, almeno per quella notte.




14 aprile 2011

Dal mio diario ... 19° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Giovedì 12 aprile

 

La buriana è passata ed io sto lentamente riacquistando il controllo di me stessa e della situazione.  Solo dio sa che cosa ho passato!

Il 3 di aprile, sospettando quello che avrei trovato, vista la partenza per la gita di molti docenti,  sono arrivata a scuola con l’ansia che mi attanagliava lo stomaco.

Me lo sentivo, infatti … “cose da pazzi” !!!

Inizio con una mamma ed un ragazzo che mi stanno aspettando, perché, mi dicono, la mattinata è praticamente vuota dei suoi docenti e nel pomeriggio..”deve scontare una punizione aiutando i bidelli a ripulire le classi”. 

Nessuno mi ha avvisato della punizione, sospetto ci sia dolo nella trascuratezza, quindi devo “navigare a vista”. Tutte le classi hanno un docente in sostituzione di quello assente, quindi la risposta è che il ragazzo può restare ed effettuerà la punizione regolarmente.

Mando una benedizione di cuore a quei “carissimi colleghi” che mi hanno lasciato nelle peste!

Telefonata : Tizio è assente per tutta la settimana, devi sostituirlo…

Naturalmente la persona delegata dal preside non si vede e non si sente! Una trentina di classi, circa un terzo dei ragazzi presenti, la metà dei docenti in gita … ed io a dirigere il traffico! 

Faccio le sostituzioni utilizzando la lista dei colleghi la cui classe è in gita che mi hanno lasciato pronta sul tavolo. 

A questo punto inizia la baraonda perché cominciano ad arrivare con i foglietti delle sostituzioni in mano, protestando perché nella loro classe ci sono gli allievi, quindi non possono sostituire qualcuno.

Dopo il panico iniziale mi accorgo che stanno facendo “la manfrina” in modo da mettermi nei casini, perché hanno mediamente due o tre allievi presenti, quindi possono benissimo accorpare le classi! Per colmo di misura, chi ha programmato le sostituzioni e i docenti a disposizione sul professionale ha fatto un sacco di errori, e ha tenuto conto solo dei primi due giorni.

Mi sono sentita umiliata e furiosa, perché era palese il desiderio di mettermi in difficoltà.

La vigliaccheria e la piccineria di chi ha lavorato male con la scusa che “mi sarei arrangiata” mi ha fatto imbestialire. Per fortuna alcuni colleghi presenti mi hanno dato una mano a sistemare le cose più urgenti, per le altre è stato necessario riprendere in mano tutto e ricominciare daccapo. 

Chi ha fatto questa vigliaccata la pagherà, ma al momento opportuno. Hanno costruito la trappola, io ci sono caduta, ne sono uscita piena di rancore, e questo non mi piace!

I ragazzi son più corretti degli adulti, sanno capire quando li rispetti e ti ricambiano nello stesso modo, gli adulti non sempre lo fanno.

Alla fine della mattinata, tutta la settimana è organizzata come si deve, non ci saranno altri problemi.

Il delegato del preside si è presentato a mezza mattina chiedendo se tutto era a posto. So di certo che gli hanno riferito ogni istante del mio imbarazzo iniziale, ed ora mi chiede “se tutto è andato bene?”  

La risposta è stata un “Adesso si!” secco come una frustata, seguito dall’elenco delle “dimenticanze” e degli “errori” lasciati.

Il giorno 5, circa a metà della mattinata, in una classe del professionale “sparisce” il portafoglio di un ragazzo. Conteneva 170 mila lire. Avvertita raggiungo immediatamente l’aula accompagnata dalla collega che era presente al momento della scoperta del furto.

Accertato che il fatto era avvenuto in presenza della docente, impegnata nell’interrogazione di qualcuno, comincio a parlare dell’aspetto giuridico di un furto, della possibilità di essere denunciati e trattenuti fino all’arrivo dei carabinieri… poi, d’un tratto, le parole seguono un sentiero imprevisto, sento il bisogno di gridare il mio sconcerto al pensiero che uno di loro sia un ladro.

- “Guardate il vostro compagno di banco, guardatelo negli occhi! Come potete pensare di passare tutta la giornata vicino ad uno che potrebbe essere un ladro! Dovete vivere con la mano sul portafoglio per la paura di essere derubati? Io non posso guardare quegli occhi così vivaci e pensare che forse è stato lui .. !”

Mentre parlo, un ragazzino  si alza dall’ultimo banco, pallido avanza con 50.000 lire in mano.. – “ Non so chi le abbia prese, … a me sono state date, sento che le devo restituire, … adesso mi sospenda pure!”  E mi porge il danaro.

- “Non ti sospendo, anzi ti ringrazio perché hai avuto il coraggio di fare questo atto davanti a tutti, e, soprattutto, davanti a me, ben sapendo che potrei prendere dei provvedimenti disciplinari. Ci vuol coraggio per ammettere i propri errori, quindi nessuna punizione.”

Finisco il “pistolotto” che avevo iniziato poi esco disponendo una tregua di un’ora per restituire il maltolto.

Non passano dieci minuti che arriva una collega a riferirmi che tutta la somma è stata restituita, ed ora le cose sono a posto. Qualcuno si congratula per la soluzione di un problema così scabroso senza “colpo ferire”, e mi chiede la ricetta.

Il mio peggior difetto è anche il mio dono più prezioso  :  parlare!

Non so come e perché, ma le parole adatte arrivano al momento giusto, spesso per combinarmi qualche guaio, visto che dico sempre la verità, talvolta per risolvere una situazione difficile, come in questo caso.

La settimana passa, e la mia decisione in merito al da fare per il comportamento dei colleghi “boicottatori” matura. Mi dimetterò dall’incarico, con una lettera ben calibrata darò le dimissioni, così potranno fare anche la mia parte di lavoro. Una lettera scritta con l’amarezza che non riesco a smorzare, con la repulsione per il comportamento rozzamente “bastardo” di colleghi con i quali avrei dovuto collaborare, confermato dalle solite persone che, invece di tacere, raccontano brandelli di discorsi che hanno sentito, completando un puzzle di cui avevo supposto il disegno.

“…mi sono sentita umiliata nel mio ruolo…” le parole cadono sul foglio quasi facendo rumore, quanto sono pesanti.

Non posso continuare a subire l’imbecillità , la superficialità, la pressapocaggine degli altri, devo essere libera dalle pastoie degli sciocchi! Finora ho “tenuto duro” solo per aiutare la vicepreside che è al primo incarico, mentre io ho esperienze passate. Ora Lei è più forte, ha imparato a gestire l’ordinaria burocrazia.

Basta! Tutto il rancore sepolto risale alla luce.  Le “attenzioni” non date, le parole non dette, le cose pretese pur non essendo dovute, tutto torna alla luce del mio risentimento.

Quel senso profondo di angoscia, inghiottita nel nascondere a se stessi il proprio disagio davanti ad un torto, ritorna moltiplicato per tutti i torti subiti, ed esplode in una voglia di sole e di mare, di fuga dalla realtà, di rifiuto degli altri ai limiti del furore.

Lunedì 9 sono rientrati tutti sorridenti e soddisfatti, (qualche anno dopo ho saputo che hanno rischiato guai seri, se non fosse stato per una collega intervenuta appena in tempo), mi sono presentata dal preside,  ho esposto i fatti ed espresso il disagio subito.

Una serie di scuse accampate lì per lì, frasi del tipo “..ho pensato che nessuno sarebbe venuto a scuola..”, “..Ho pensato che si sarebbero arrangiati ad accorpare le classi..”, “..Pensavo di aver organizzato tutto per bene…”  hanno costellato i miei racconti.

Il preside ha presa la lettera, ha detto che l’avrebbe letta  ed avrebbe deciso. 

Sono sicura che fosse già a conoscenza di quanto avrei riferito grazie al tam-tam dei corridoi, e credo che accarezzasse già l’idea di mettermi da parte.

La vicepreside non era al corrente, e mi ha appoggiata nell’indignazione. Io le credo.




28 marzo 2011

Dal mio diario ... 18° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Mercoledì 28 marzo

 

Domani la mia collega parte per Innsbruck come accompagnatrice nella “visita d’istruzione”della sua classe.

Quante cose successe in questo mese appena trascorso! Piccole cose, ma tutte create ad arte per aumentare la demotivazione.  In questo microcosmo che si chiama scuola, nonostante l’apparenza di struttura democratica, vige l’autocrazia presidenziale.

Le idee che possono contrastare con la visione della massa, unitariamente prona rispetto agli obiettivi e alle consuetudini di un gruppo ristretto, porta ad essere identificati come anarchici, imbelli e intolleranti, riuniti in formazione sediziosa che si ribella alla sudditanza. L’innovazione, o la semplice proposta di una differenziazione nella struttura didattica tra i due ordini di scuola, Tecnico e Professionale,  diventa un fomento rivoluzionario nella visione, maliziosamente perversa o semplicemente limitata da una corrispondenza cerebrale esigua, dei “consiliori” dirigenziali.

La realtà di vita dei due Istituti viene vista come territorio di caccia : caccia all’immagine, caccia al mero guadagno, caccia grossa ai colleghi che potrebbero oscurare o impedire le loro losche manovre.  Si punta dritto ai corsi che offrono la possibilità di guadagnare e mantenere una posizione di prestigio, difendendo caparbiamente l’accesso all’offerta.

Il gioco duro è passato attraverso “pranzi in ristoranti che garantiscono prezzi irrisori” (e cucina adeguata, visto gli eritemi comparsi sul viso di qualche commensale), ai quali non sono stata invitata, unica esclusa del gruppo dei collaboratori del preside, logica scelta visto la mia ben nota indipendenza intellettuale.

La cosa divertente è stata che ogni volta l’organizzazione avveniva segretamente, come se si trattasse di un evento cospiratorio, così da essere più evidente a chiunque che se fosse stato fatto alla luce del sole.  Non sono nelle grazie del vertice, perché mi rifiuto di sottostare alle lunghe sedute di approvazione incondizionata di qualsivoglia decisione presa dal dirigente, che si accolla anche le più stupide operazioni che potrebbero essere delegate a noi collaboratori, non per sfiducia, ma perchè non si fida! Le uniche correzioni che accetta sono quelle della collega,  sul periodare in lingua italiana.

La mia compagna di lavoro, senza riferire ad alcuno, manda avanti le operazioni di routine, che sono la linfa vitale della scuola, mentre, per quanto mi riguarda, faccio quello che devo fare senza curarmi delle malignità gratuite, e tiro dritto, sempre più demotivata.

Per fortuna ogni tanto si accende una candelina che illumina questo buio di creatività.

Ieri è venuto a trovarmi un mio ex allievo, che ho accompagnato attraverso l’adolescenza fino all’università.

E’ arrivato quindicenne, demotivato da una bocciatura in altra scuola, e, con l’intelligenza vivace che lo contraddistingueva, ha seguito il percorso scolastico seguendo le norme del “massimo rendimento con il minimo sforzo”. Un caratterino che “ti raccomando”, gli ha garantito un certo numero di craniate contro il muro, che ho curato adeguatamente con una serie di calci nel sedere, dati in qualche angolo nascosto della scuola dove lo trascinavo di peso, e dove facevo opera di convincimento per indirizzarlo verso il futuro che pensavo gli dovesse appartenere.

Dio che sgridate che gli rifilavo! E come borbottava scuse su scuse! Comunque è arrivato alla maturità, e poi, un : “ Basta con lo studio!!” detto a luglio, salvo poi arrivarmi a casa a ottobre per comunicarmi che s’era iscritto all’università. Nel suo stile!

Ieri, dicevo, è venuto per raccontarmi i suoi successi, e ringraziarmi per alcuni “maltrattamenti” didattici subiti nella mia disciplina,  che gli avevano facilitato l’ultimo esame. Questa è una soddisfazione talmente rara da essere preziosa.  (P.S. Il “bestiaccia” è laureato in chimica con ottimi voti e lavora nell’industria ormai da anni!)

La prossima settimana partiranno per le visite d’istruzione la maggior parte delle classi, accompagnati da tutto lo staff di presidenza con l’unica esclusione di… Me!  Naturalmente la responsabilità della scuola è stata data ad altri, .. Io non sono stata neppure interpellata.. Permalosamente decido di mandarli a….

 




6 marzo 2011

Dal mio diario ... 17° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof. 

 Mercoledì 28 febbraio

 

 

E’ passato un mese denso di avvenimenti : prima gli scrutini con la classica paranoia dilagante per il tempo totalmente insufficiente a compiere tutte le operazioni.

“Basta organizzarsi!”, dice la voce dall’alto, ma la predisposizione anticipata di tutte le operazioni richieste non concede comunque quel tempo tanto importante per le discussioni in merito alle situazioni individuali, così i primi in elenco hanno lo spazio più o meno corretto, gli ultimi vengono scagliati letteralmente nel cesto del tabellone dei voti. Al termine, per le operazioni burocratiche, naturalmente il lavoro più gravoso ricade sempre sui soliti fessi, visto che i furbi si dileguano anguillescamente al momento opportuno!

Sic transit gloria mundi!

Per quanto mi riguarda, ho fatto il verbale prima dello scrutinio, tanto son vent’anni che sento la stessa musica e quindi la suono ad orecchio! Ovviamente ci son sempre piccole correzioni da fare, o qualche rara aggiunta, ma nell’insieme ci colgo da dio!

Ai giorni “caldi” son seguiti quelli di sospensione delle lezioni per effettuare i “corsi di recupero” per gli allievi con votacci in “non più di due materie” , e le altre…  “ fatti loro, potevano studiare prima!”

Penso che chi ha progettato la farsa sia assolutamente digiuno di come funziona la scuola e il cervello dei ragazzi.

Fare i corsi a febbraio e non quando servono veramente, cioè quando si rilevano le prime difficoltà,  è come prendere una malattia, diagnosticarla, ma rimandare di qualche mese la cura. O guarisci da solo o quando la cura arriva sei già in coma e puoi salvarti solo se non è coma irreversibile…

Così si fa “spallucce”, chi può farlo recupera “in itinere” (cioè quando serve ferma il programma e ripete per i ragazzi in difficoltà mentre gli altri fanno qualcosa “in più”), chi non può ci prova a febbraio.

Tutto il mondo gira allo stesso modo, ma questo non mi consola, perché vorrei che il mio lavoro avesse la struttura solida e limpida della competenza e dell’onestà intellettuale….

Nella settimana di sospensione delle lezioni ho “rispolverato” il mio progetto per una diversa distribuzione oraria, che permetta il lavoro su gruppi differenziati, sfruttando le ore di 50 minuti e i conseguenti recuperi dei 10 minuti. Naturalmente d’un canto non è facile far capire un meccanismo, semplice nella sua complessità, ad una mente che lo rifiuta a priori, (il dirigente!), d’altro canto c’è l’obbligo di un orario più pesante, e di un lavoro di squadra,  da far accettare ad un gruppo di  persone che, per abitudine, demotivazione o stanchezza tira a far il meno possibile.

In fondo, visti i chiari di luna, non son certa di dar loro completamente torto.

Logica conclusione : “ Se proprio vuole… lo portiamo in commissione autonomia, ma non penso che venga accettato per la storia delle ore da recuperare..”

Giorni di lavoro scritti su di un rotolo di carta igienica messa in uso nel bagno della scuola!




6 febbraio 2011

Dal mio diario ... 16° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 Sabato 27 gennaio

 

Già!  Come passa il mio tempo!

Sono trascorsi i giorni e le storie si sono intrecciate in quella rete che copre il tempo trascorso e lo fa scomparire, finché un filo tirato per caso non fa riaffiorare, maglia dopo maglia, tutta la trama.

Le facce riemergono scorrendo come diapositive proiettate sulla superficie del tempo, scomparendo e riapparendo assieme a brandelli di discorso ed a suoni registrati dalla mente, e lentamente si forma, impalpabile eppur concreta,  la sensazione dell’inutilità di tanta agitazione, vista l’esiguità degli “obiettivi raggiunti”.

Due sono gli avvenimenti più interessanti del periodo,  entrambi legati all’attività del gruppo C.I.C. ( il gruppo di persone che si occupa delle cose più importanti per la scuola, cioè lo “sportello d’ascolto” per ragazzi e genitori, e l’educazione alla salute, ma generalmente derubricate dalla maggior parte dei colleghi ad attività inutili  inventate per rubare tempo alla didattica e mettere le mani su “chissàquali” fondi da gente “bacata” nel cervello visto che si fa supportare da una psicologa).

C’è stato un incontro con l’esperta in psicologia e didattica per fare il punto della situazione per i progetti in corso.

Purtroppo le cose non vanno bene, perché l’ottusa burocrazia lega i finanziamenti a tempi diversi da quelli della scuola (anno finanziario), quindi ogni lavoro deve essere svolto ..”nella speranza che poi venga finanziato” , o accantonato in attesa …

Quindi niente gente “dal di fuori”, solo poveri cretini che pur di fare un buon lavoro, pur di rispondere concretamente alle richieste ed alle necessità dei ragazzi, fanno quello che possono, ben consci del rischio di non essere remunerati o di raccogliere solo le briciole di quella “coperta” sempre troppo corta, che si chiama bilancio.

Si, perché la miopia dei Consigli d’Istituto nei confronti dei veri “bisogni” dei ragazzi, soggetta sovente alle subdole manovre della parte meschinamente avida dei componenti, dà come prioritarie le attività socializzanti, quali le famose “visite d’istruzione”, rispetto agli incontri con esperti su argomenti come “le malattie a trasmissione sessuale” o le “dipendenze”.

Pagare uno psicologo poi, soldi sprecati!  Se un ragazzo ha dei problemi, ci pensi la famiglia!  Basta qualche oretta di presenza tanto per dare l’immagine all’esterno, e riempirsi la bocca col  “Noi c’abbiamo lo psicologo”  quando si fa l’orientamento!

I docenti possono arrangiarsi tra di loro, e, se qualcuno dà fuori di matto, la colpa è di chi non sa fare il proprio lavoro.

Per i Presidi il C.I.C.   " DEVE esistere, DEVE lavorare, DEVE avere un’immagine di efficienza" , ma senza rompere i coglioni con pretese di danaro, che tanto si sa che non c’è!

Allora tu docente devi fronteggiare quotidianamente situazioni, anche estreme,  di rabbia, di tensione, di megalomania o ipereccitabilità, di depressione o di pseudoanoressia, di bulimia, o border line nel campo della schizofrenia, senza avere gli strumenti culturali di tipo diagnostico e, poi, terapeutico per affrontarli, affidandoti solo alla tua sensibilità e all’esperienza, per uscirne viva, ma sempre meno sana, fino a “dar fuori di testa”, come succede spesso per chi svolge la mia professione.

Nessuno tiene seriamente conto di quanto costi, in materia di formazione della persona, il contatto prolungato con docenti “schizzati” o “paranoici” o, addirittura “matti”.

Così sulle cattedre siedono spesso persone che, stanchi di subire le indesiderabili attenzioni degli “adolescenti problematici”, hanno elaborato strategie di sopravvivenza docimologicamente “poco corrette”, ma di sicura efficacia.

Il terrore è una di queste, alla faccia dell’educazione sentimentale.

Altro modo è l’indifferenza, assoluta asetticità nei confronti di ogni rapporto, sublimata nell’uso corrente della terza persona singolare, il distaccatissimo “Lei”.

Poi c’è il lamento cronico, cantilenante, generalmente inascoltato, sicuramente  esasperante.

Buon ultimo, per questa sintetica disamina, c’è l’attitudine all’eliminazione fisica dei soggetti sgraditi, dalla classe naturalmente, non dalla faccia della terra, anche se quest’ipotesi mantiene il suo fascino!

E’ più che evidente una situazione di disagio che permea entrambe le parti, docenti e discenti.

Potrei raccontare di docenti letteralmente coperti di polvere di gesso con il cancellino usato come un piumino da cipria dagli allievi, o presi in giro con “storie pietose” talmente veritiere da essere credute, come quella della ragazza che si faceva aiutare nello studio dell’inglese dalla sorella maggiore che aveva studiato a Oxford, peccato che fosse figlia unica! Il bello è che si è sentita dire : “Vedo che l’aiuto sta dando i suoi frutti, vedi che  stai migliorando?!” . L’ho saputo dalla ragazza, “in confessione” durante una chiacchierata con la classe, e, per non tradire la loro fiducia, ho tradito quella della collega, ma dopo un’adeguata ramanzina sull’onestà che, forse ora che è diventata grande avrà i suoi frutti.. o forse no, chissà!

Un collega è stato segregato nella classe con il trucco della maniglia svitata dal di fuori, un altro è stato convinto dai ragazzi di aver sbagliato ora, e solo dopo svariati minuti se n’è accorto. 

Il mio istinto fanciullesco mi ha salvata in molte situazioni ed anche il mio senso dell’humor mi ha spesso aiutata a superare momenti difficili, perché i ragazzi sono come i gatti, si arrabbiano se li accarezzi contropelo e mordono la mano che tu porgi loro, e  non è sempre facile trovare il verso giusto.

Durante la riunione con la psicologa il preside ha dimostrato di aver poca dimestichezza con la “lungimiranza”, infatti la dottoressa gli ha fatto rilevare come il lavoro da Lei fatto non avesse avuto la minima attenzione, anche se indirizzato alla formazione dei “suoi” docenti ed al benessere dei “suoi” allievi.

Il preside è come uno che ha due macchine,  una Ferrari ed una Panda, e guida la prima come se fosse la seconda, e pretende dall’utilitaria le prestazioni della sportiva, ritrovandosi, quindi, con una “rossa” ingolfata ed una Panda fusa. 

Traduzione : stà andando tutto a put…!

In certi momenti la frustrazione è alle stelle e l’umore nel fango!




23 gennaio 2011

Dal mio diario ... 15° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 13 gennaio 

Comincia bene la mattina!

Devo mandare qualcuno a sostituire il solito docente “rompiscatole” che è assente, ma prima devo avvertire la collega che ci siamo “dimenticate” di avvisare gli insegnanti di elettrotecnica e di meccanica che arriveranno i genitori degli allievi di seconda per l’orientamento, anche se la venuta era prevista da tempo e dovrebbero ricordarselo da soli, senza le balie che li imbocchino!

È nel loro interesse, altrimenti andrà a vantaggio di altri settori!

C’è confusione e non si riesce a finire una frase che sia pur anche breve! Tutti vogliono qualcosa, e, soprattutto la priorità nel parlare dei loro problemi!

Non riesco a trattenere l’irritazione quando con arroganza mi si accusa perché l’aula magna è occupata da altri ragazzi  mentre di solito è destinata alla  “terza area” del professionale!

- “ LO SAI che il sabato c’è la terza area!!”

Sbotto ringhiando :

- “ Non me ne sono ricordata ed ora non ha importanza, visto che il problema c’è e lo devo risolvere!”.

Questa situazione della gestione degli spazi… pur essendo fortunati nell’avere sufficienti aule per le classi, se si deve usufruire di spazi ulteriori è un casino!

Prendi questi di qui e spostali lì, libera la classe mandando in laboratorio chi magari sta facendo la lezione di preparazione all’esercitazione, e quindi comincia a protestare, e fraziona l’orario dei malcapitati che hanno necessità di un locale in più. 

Poi salta sempre fuori la solita bega che io sono “contro” il Professionale, che mi sento “superiore” perché sono del Tecnico!

Quel maledetto accorpamento, e la microcefalia acuta di coloro che l’hanno pilotata in maniera scorrettamente “nepotistica” ( applicando la regola del “quel che è tuo ora è mio, e quel ch’era mio resta mio!” )  andando contro la normativa senza trovare resistenza alcuna, con il consenso di tutti quelli che, mal informati o incapaci di leggere il  burocratese, hanno avallato le spallate di un manipolo di  “male intenzionati”.

Accidenti! Accidenti a tutti!

Poi qualcuno si offende perché ho detto che non me ne frega niente addirittura di fronte ad un “esperto” che non fa parte del nostro entourage! Come se avessi offeso la sua nobiltà! Poteva fare a meno di  essere arrogante così sarei stata più gentile!

- “ Va bene .. non lo faccio più” - taglio corto e mi metto a risolvere il problema.

Alle 11 arrivano i genitori dei ragazzi di seconda.  Son proprio quattro gatti! Era prevedibile, la maggior parte ha già le idee chiare.

Resisto stoicamente al desiderio di andare a far qualcosa d’altro, e rimango accanto al preside, alla vicepreside ed ai colleghi. 

Finito l’incontro il Preside mi invita assieme ad un “certo” collega nella presidenza.

- “ …Mi ha telefonato il dottor…  dell’ASL di …. E’ uno psicologo ed ha in cura dei ragazzi con “problemi”. Si è lamentato perché LEI, con quello che ha detto nell’incontro d’orientamento, li ha destabilizzati. Cioè Lui aveva impiegato un sacco di tempo per convincerli che dovevano scegliere il professionale, e Lei in mezz’ora ha fatto cambiar loro idea… Poi, che cosa va dicendo che il professionale è una scuola di serie B o C…adesso non sanno più che fare… non si orienta in questo modo!”.

Il mio primo istinto è stato quello di ridergli in faccia. Come?! ero riuscita a fare un lavoro migliore di quello dello psicologo e Lui preside, mi accusava? Di cosa, poi! Di parlar male del professionale?!! Ancora la solita storia!  Non mi è mai passato per la testa di fare una cosa del genere! Che Sciocchezza! Fatta sulla misura dell’altro che era presente!

Io destabilizzatrice occulta!

Senz’altro non mi mancano le qualità comunicative, ma questo non vuol dire che abbia fatto qualcosa dolosamente!

In quella scuola media, avevo trovato come insegnante una mia ex allieva, avevamo scherzato sul suo passato di fronte ai ragazzi, e, naturalmente si parlava di ITIS, visto che Lei era diplomata ITIS!  La mia complicità con la loro docente aveva fatto il resto. Ecco tutto! Ma un semplice chiedere prima di giudicare denoterebbe un’intelligenza che evidentemente manca!

Lentamente la rabbia mi montava dentro, per la storia della destabilizzazione, per la menzogna del professionale odiato, per il fatto che un preside non fosse così sufficientemente intelligente da non abbassarsi a tali livelli d’ingenuità, e soprattutto da non essere in grado di giudicare dell’onestà di un suo subalterno. Ognuno giudica gli altri con il proprio metro! Il suo evidentemente aveva le tacche diverse dal mio e piccole come lui!

Ormai furiosa, dall’alto della mia statura è uscito un vero e proprio ringhio:

- “ Ancora?!? Questa storia del professionale di serie B mi ha stufata! Mai e poi mai ho detto questo! Non l’ho neppure pensato! Ora lo penso e lo penserò, visto la bassezza e superficialità di chi mi accusa! Io ho sempre pensato e sostenuto che il professionale è una scuola di grande dignità, e adatta a chi non vuole poi continuare gli studi perché garantisce quella specializzazione che il mercato richiede per offrire un posto di lavoro! Questo ho sempre detto! Anzi, ho detto che chi non aveva voglia di studiare non doveva scegliere un ITIS che pretende un’adeguata preparazione teorica oltre che pratica,  quindi tanto studio!  Poi è inammissibile che uno che si occupa di psicologia non capisca che uno psicolabile cambia parere in base alle simpatie! Evidentemente gli son stata simpatica! Se vuole che gli insegni il mestiere mi chiami, io sono a scuola dalle otto alle tredici tutti i giorni escluso il venerdì !  Che Lei mi faccia questi discorsi poi mi offende! Io faccio il mio lavoro al meglio ed onestamente, al contrario di altri!”

Ora, ripensandoci mi chiedo perché il preside abbia voluto la presenza di quell’altro, se non perché quello che ho visto è un abito che gli calza a pennello!

La solita macchinazione. Io dico a te, tu dici a lui, lui dice a … Non mi tangono punto! Son cose che mi fanno incazzare momentaneamente, poi son così più basse di me che mi viene il mal di schiena a seguirle!

Tutti questi che lottano per un “potere” che io non capisco!

Non ho mai cercato di far carriera. Vado dritta per la mia strada e trovo in continuazione delle persone che si mettono sul mio cammino, poi si lamentano se li tratto male, (questo è un eufemismo, visto che ho le armi per difendermi adeguatamente!)

La discussione finisce a questo punto, come sempre quando mi arrabbio sul serio!

Forse è unanime convinzione che io sia capace di uccidere. Anche gli elefanti, come le formiche, s’incazzano, ma le conseguenze son ben differenti!

 


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13 gennaio 2011

Dal mio diario ... 14° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

  

Lunedì 8 gennaio

 

Giornata maledetta!!

Ricomincia la scuola! Lo so che tutti pensano che facciamo troppe vacanze, ma, sinceramente se potessi le prolungherei per tutto l’anno!

Sono in ritardo (e fin qui nulla di nuovo) perché una macchina bloccava la strada ed il proprietario non aveva fretta e neppure educazione! Ho fatto marcia indietro per consentirgli di accostare e lasciarmi passare e continuare i suoi traffici senza dar fastidio. Nulla! Ha continuato imperterrito a fare quello che stava facendo, e poi con calma è ripartito.  Che bello!! Che grande!! Che str…o!

Arrivata a scuola, tanto per cominciare bene, vengo a sapere che l’insegnante tecnico di laboratorio deve fare un esame all’università e torna tra due settimane. Se mi avessero avvertita avrei ripassato la lezione, invece dovrò usare la memoria… Si! Evviva! Due ore di “Fermentazioni” e tutto a memoria! Dovevamo andare in laboratorio, e neppure ricordo che diamine c’era da fare.. Una tragedia!

Se all’entrata ero grigia, dopo poco son diventata nera!

E come se non bastasse c’è un freddo dell’accidenti, perché anche i termosifoni son partiti in ritardo! ..Guarda caso!! … Son anni che dopo qualche giorno di sosta i termosifoni non partono!  Per risparmiare sperimentano miscele sempre più ricche in acqua .. penso che sperino che le caldaie si abituino e funzionino solo con quella!  Regolarmente gli ugelli si intasano e per sbloccarli deve venire il tecnico dal capoluogo.. (tanto per dire ... abbiamo nella scuola una sezione Professionale per termotecnici ed una ITIS per meccanici… ed un aiutante tecnico che sa dove mettere le mani… ma la ditta appaltatrice viene dalla “città”e…).

Mi si stanno congelando i piedi, e per fortuna solo quelli, perché son vestita a strati in previsione della situazione di gelo!

Salgo in quinta e che ti trovo? La classe al buio! Il solito interruttore che non funziona, se lo attacchi fa saltare la corrente su tutto il piano.

Infuriata come un bufalo sbatto la borsa a terra e dal telefono del corridoio chiamo in vicepresidenza per chiedere se c’è da qualche parte un’aula libera in cui funzioni l’illuminazione visto che piove, che è inverno e che c’è un accidenti di buio!

Freddo, buio, e la lezione non preparata! Cos’altro deve succedere?  Qualche minuto dopo mi viene “concessa” l’auletta del laboratorio di seconda, quindi si scende!

Lascio i ragazzi da soli e vado a telefonare al Preside..

La gente mi saluta da lontano... devo avere un aspetto terribile…

Al telefono con il “capo” qualche frase di circostanza e la richiesta :

- ”Quando cavolo vi decidete a far riparare quell’interruttore?

Non è ammissibile che in un istituto con periti elettrotecnici ed operatori elettrici non ci sia un cane che aggiusti un interruttore! Lo saprei fare anch’io! Se non fosse proibito lo farei! Diamine! Lo stesso discorso vale per strumenti che valgono milioni, fermi per qualche cretinata che non si riesce ad aggiustare! Quella cavolo di Provincia quando si decide ad esempio a mettere la centralina per i gas per mettere in funzione l’assorbimento atomico?! Eppure non è un intervento da milioni di dollari!..”

-“Lei cerca un capro espiatorio..”

-“Forse!.. ma a chi devo rivolgermi se non a Lei?... Mi dica cosa devo fare e lo faccio! Devo chiamare in Provincia? Mi dia il numero ed il nome… lo faccio!”

-“.. Va bene , stia tranquilla ora faccio una telefonata.”

-“ Si! Ma s’incazzi, perché “con la gentilezza” siamo ancora al buio!... Arrivederci!” e chiudo l’apparecchio con la delicatezza adatta al momento.

Giornata di Merda!

 

 

Martedì 9 Gennaio

 

 ….. A metà mattina son arrivati gli elettricisti della Provincia……….ih! ih! ih! ih! ih! ih! ih! ih!.........




7 gennaio 2011

CADERE NEI RICORDI

 

Rileggere le pagine scritte tanti anni orsono mi fa sempre cadere nel calderone dei ricordi di una vita piena d’irruenza e fantasia.

L’ultimo scritto pubblicato mi ha riportato l’immagine di quel collega “fuori di testa”.

Professor_1.jpgQuando è arrivato era al primo incarico, inesperto giovanotto con il gilet di lana sulla camicia bianca.

Credenziali inappuntabili di vero esperto nel suo campo, aveva optato per l’insegnamento in quanto nel campo della ricerca non c’erano sbocchi (allora come oggi !) per la nota miopia dei governanti.

Eravamo colleghi di corso in una delle classi del biennio ITIS, una “classetta” con l’argento vivo addosso e tre o quattro leader veramente “da picchiare”.

Dio come se lo sono sbranato! Ricordo che ho cercato di ricattare la classe per Caught_by_Uncle_Sam.jpgammorbidirla. Forse ho evitato gli scherzi peggiori, ma ne hanno combinate di cotte e di crude fino al punto da costringere il Preside a convocare il “consiglio di disciplina” (organo della scuola di fresca istituzione).

Il Tapino ne ha subito le conseguenze, ma quelle peggiori sono state d’ordine psicologico.

Pian piano è scivolato in un mondo parallelo nel quale svolgeva puntualmente il suo lavoro senza percezione alcuna della realtà contestuale.

Mi spiego con un fatto accaduto. Un giorno il suo collaboratore per il laboratorio lo ha trovato, dopo l’intervallo, che faceva l’appello nella classe vuota.

-“Professore, ma non c’è nessuno”!Teacher_7.jpg

-“ Zitto! non mi distrarre che sto facendo l’appello! E tu là in fondo! Smettila di chiacchierare”!  

Alla spicciolata dopo un po’ sono arrivati i ragazzi e la lezione, didatticamente inappuntabile, già iniziata, è continuata nella totale indifferenza di un branco di adolescenti spocchiosi e ridanciani.

Insegnare è come essere al volante di una macchina da rally su strade rally_1.jpgsterrate durante una competizione.

Hai in mano il volante e devi usare marce, freno, acceleratore in modo da evitare gli ostacoli, i dissesti e le asperità del suolo e non finire fuori strada. E se capita ci son varie possibilità :

-        Puoi capottare e farti più o meno male.

-        Puoi investire gli spettatori e avere feriti o addirittura morti.

-        Puoi sballottarti un po’ e rientrare sul percorso con l’unico danno del tempo perso.

-        Puoi “incartarti” su di un tronco e lasciarci le penne.cmrdirt_8.jpg

In ogni caso è necessario “essere portati” per la guida, avere i nervi saldi e i riflessi pronti… esattamente come per insegnare.

Una volta i miei ragazzi per farmi uno scherzo si son nascosti tutti nel bagno, escluso uno.

Entrata nella classe vuota, mangiata la foglia, ho cominciato ad accumulare le cartelle abbandonate tra i banchi sotto la mia cattedra. Poi ho mandato l’unico presente a cercare gli altri.

Quando sono entrati si aspettavano una lavata di capo. Io zitta.

Lentamente ha cominciato a girare la storia delle cartelle ed allora le ho restituite ad uno ad uno, ma solo a seguito di una richiesta in ginocchio.

Walking_to_School_2.jpgDopo l’iniziale perplessità i ragazzi hanno cominciato a divertirsi della cosa tanto che l’unico non “punito” voleva darmi anche la sua di cartella. Così hanno imparato che ogni azione prevede una reazione non sempre prevedibile, e che con me l’imprevisto era la norma.

Son finita fuori strada, ma senza conseguenze per me e per gli spettatori che invece hanno imparato a tenere le distanze di sicurezza.


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27 dicembre 2010

Dal mio diario ... NATALE...

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Natale

 

Sono in vacanza! Sono in vacanza!! Sono in vacanza!!!! …voglio essere in vacanza!

E’ da lunedì 18 dicembre che l’atmosfera di vacanza ha pervaso tutta la scuola!  I ragazzi avevano negli occhi voglia di libertà, i docenti di riposo, i precari di casa, i muri di pace e silenzio.

Le ultime verifiche sono state affrontate con l’indifferenza del “..se va male ci penso dopo le vacanze!”.

Molti ragazzi hanno anticipato la sospensione delle lezioni in totale autonomia sin dal 21, le famiglie son sempre complici se non fomentatrici di tali comportamenti, perché “devono” andare a sciare, o al “paesello natio”. Contenti loro… tanto la scuola è ormai diventata un parcheggio quasi gratuito in cui si possono portare e riprendere i figli ad ogni ora, rispettando le esigenze familiari, più che quelle culturali dei rampolli.

Il desiderio di “Svacation” (come scritto sul calendario casalingo da mia figlia), era ormai palpabile come la galaverna dell’inverno padano.

I docenti che ci son riusciti si son fatti sostituire da colleghi e son partiti qualche giorno prima, anche il preside è partito il giorno prima dell’inizio delle vacanze, in fondo era l’unico da assolvere, visto le grane che deve affrontare quotidianamente!

Io sono stata presente fino all’ultimo minuto che mi spettava, ma solo con il corpo, visto che il cervello era in totale “deregulation” come quello dei miei allievi!

A tal proposito, c’è stata una valanga di “stupidate” fatte dai ragazzi in questi ultimi giorni, a partire dal famoso “gesto dell’ombrello” nei confronti di un collega, che ha poi invitato il ragazzo a “ripeterlo alla madre quel gesto”, cosa che ha fatto infuriare l’allievo perché “la mamma non si tocca!!”, mentre il suo era stato uno scherzo..

Arrivata a me la grana, l’istinto mi avrebbe spinto ad eliminare fisicamente il piccolo arrogante, presuntuoso ed egocentrico, mentre la ragione mi ha costretta a spiegare, usando ben cinque esempi diversi, come il torto fosse suo, e non fosse il caso di puntare il dito sul docente che aveva risposto ad una provocazione, e, per di più, fatta da un “tipino” iperattivo e fastidioso come una zanzara. La punizione grazie allo spirito natalizio è stata rimandata alla prossima scorrettezza.

Incredibile! Autocontrollo ferreo, anche se la rabbia era palpabile nell’atteggiamento, cosa che in certi casi può avere anche una valenza educativa. Spero di aver formato un pezzetto di essere umano in quell’ammasso di istinti e di irrazionalità!

Poi, il solito collega “fuori di testa”, ha dato i numeri. Ha una laurea con lode della Statale di Milano, varie pubblicazioni e un buon metodo didattico, ma è troppo “educato” e quegli aguzzini degli adolescenti lo hanno mangiato vivo ed ora ne sputano le ossa.

Ma com’è possibile che persone che, per la loro fragilità, vengono massacrate dalla crudeltà dei ragazzi, debbano restare ancora “sulla cattedra”, invece di essere impiegate in altri compiti, come ad esempio, il sostegno agli allievi in difficoltà nella loro disciplina.

Ci dovrebbe essere un automatismo, quando il livello di tolleranza umana del docente viene superato, la stessa dirigenza dovrebbe essere autorizzata ad impiegare il personale in altra maniera, tanto le attività scolastiche hanno tali e tanti risvolti che il tempo ed il personale non bastano mai.

Invece, generazioni di studenti raccontano che il prof. Tizio faceva così, o che il prof Caio faceva colà e loro lo prendevano bellamente per il …! Quante volte ho letteralmente pregato i ragazzi di avere un comportamento correttamente umano, così da permettere al docente di controllare la propria emotività! Niente da fare, la gioventù e l’ineducazione attuale, non fanno sconti a nessuno!

D’altra parte ci son casi anche di “cretini” che piantano grane incredibili, svolgono il programma approssimativamente, (segnano sul diario personale di aver svolto l’argomento, poi vai a verificare se lo hanno svolto o sono i ragazzi che, e questo lo fanno regolarmente con tutti, “ci marciano”,  per cui entra in funzione il meccanismo del “famo a metà”!).

Il problema nasce al quinto anno, quando la preparazione risulta carente, allora entrano in funzione meccanismi perversi, quali quello di una relazione scritta in modo da far intuire la reale situazione della classe, che quindi ha necessità di essere aiutata.

La scuola non dovrebbe essere così! Il peccato enorme sta nel fatto che mille docenti lavorano a tempo pieno con competenza e capacità, non risparmiando né fatica né lavoro, ma non vengono riconosciuti perché messi nel mazzo assieme ai “fuori di testa” agli “ignoranti come scarpe” agli “infingardi”, che al massimo sono l’uno o due per cento del corpo docente.

D’altronde sono i politici che “governano” la scuola, ed allora come si può pretendere qualcosa di intelligente!

Lo diceva anche Trilussa nella poesia da “le Cose” scritta nel 1922

 

La Modestia der Somaro

 

- Quello che te fa danno è la modestia :

- disse un Cavallo a un Ciuccio – ecco perché

Nun sei riuscito a diventà una bestia

Nobbile e generosa come me! –

 

Er Ciuccio disse : - Stupido che sei !

S’io ciavevo davero l’ambizione

De fa carriera, a st’ora già sarei

Ministro de la Pubblica Istruzione!

 

Mon Dieu ! Che tristezza!!!


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24 dicembre 2010

Dal mio diario ... 13° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Giovedì 14 dicembre

 

E’ arrivato , trascorso e terminato il giorno fatidico!

La presentazione del lavoro fatto con il patrocinio del Comune per il controllo delle acque di roggia è passata! Deo Gratias! 

La tensione si è fatta sentire con tutti i normali sintomi, irritabilità, leggera nausea, secchezza delle fauci, lieve tremore della voce, ma poi tutto è filato liscio, anche le solite malelingue, non hanno avuto di che sparlare, o almeno lo hanno fatto lontano da me. Se questo è successo lo verrò a sapere in breve tempo, perché c’è sempre un’anima buona che non si fa gli affari suoi! Così non posso neppure far la giusta scenata per non tradire la fiducia dell’informatore.

Alle nove ed un quarto siamo partiti dalla scuola alla spicciolata per recarci alla sala messa a disposizione dal Comune.

Bella!  Doveva essere in origine una cappella , con volte alte ed una cupola.  Per metà era occupata da una mostra di quadri, uno dei quali  faceva da sfondo al palco, una donna con bambino (metafora della scuola?).

Sono partita con l’organizzazione ... i ragazzi… il tavolino all’ingresso... i volantini... le tesine…

I ragazzi ubbidivano. 

La lavagna luminosa doveva essere posizionata in maniera da dare un’immagine di grandezza adeguata, e lo schermo , su cui doveva essere proiettata la presentazione, sistemato. Dopo varie prove, scartato lo schermo che risultava troppo piccolo, si è optato per una  parete laterale.

Gli invitati sono arrivati con  puntualità.

I ragazzi li hanno accolti con un volantino e qualche parola, era presente anche l’assessore, delegato dal sindaco, impegnato altrove.

Dopo gli “gli onori di casa”, mi è spettata di diritto l’apertura della manifestazione.

Erano tutti davanti a me, con gli occhi attenti, pronti a cogliere le note discordanti, le sfumature del discorso... ho aperto gli appunti e poi sono andata a braccio, ..giuro che non ricordo quello che ho detto, ma ad un certo punto la platea era attenta, e aveva negli occhi il sorriso. Devo essere riuscita a “comunicare” con loro. L’imbarazzo era passato, così la presentazione è continuata con oratori sempre emozionati, ma che dopo qualche incertezza prendevano il via !

L’unico spigliato dal primo momento è stato Andrea, è un vero guitto! Ha l’istinto per muoversi sul palco! Qualche volta fa cadere le statuine di porcellana, ma poi si fa perdonare.

Il discorso di chiusura è stato fatto dal Preside che, con voce che tradiva un certo turbamento,  ha sparso miele sui presenti.

Sono sicura che comunque le critiche si sprecheranno, ma non m’importa, sono orgogliosa del lavoro fatto dai “miei ragazzi”!


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15 dicembre 2010

Dal mio diario ... 12° puntata (seconda parte)

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 9 dicembre  (seconda parte)

 

In ogni modo mi serve un break  per ricaricare le batterie. L’iperattività non è più possibile alla mia età!

L’orientamento per le scuole medie è a buon punto, sono state contattate trentanove scuole medie, sono stati regalati centinaia di depliant, sono uscite, da ugole melense, milioni di parole.

Avremo un utile da tutto ciò? Vedremo! Ho usato a larghe mani la carta dell’onestà, perché penso sia quella che paga meglio.

Sabato prossimo ci sarà l’open day, cioè la scuola aperta tutto il pomeriggio, addobbata a festa, per convincere genitori e allievi delle scuole medie che vorranno visitarla, ad iscrivere i figli in questa meravigliosa struttura.

Open Day, cioè scuola aperta per un giorno, ma la scuola è aperta tutti i giorni!

Per me se i genitori vogliono visitare la scuola possono farlo anche oggi, o domani ….  

Scuola aperta – Casa chiusa… il mondo gira intorno alle apparenze.

Bagnetto, profumino, vestitino della festa, sorriso di circostanza e poi…… dita nel naso?

In settimana sono successe tante cose :

1- Organizzazione della presentazione dei lavori degli studenti per giovedì.

Nessuno voleva parlare. Una sfuriata con i controfiocchi e si sono sprecati i volontari!

I lucidi da fare? Nessuno si fa avanti, come di rito.

Un’occhiataccia e Andrea ha preso in mano la situazione mettendo in riga i punti e le virgole.

Andrea! Che tipo! Attivo, fantasioso, egocentrico, un carattere strano. Capace di rabbia repressa, che si evidenzia con l’atteggiamento dei galletti da combattimento: petto gonfio, cresta più rossa che mai, occhio di sfida al corpo a corpo.

 La madre lo assedia con le sue paure, e lui per reazione limita il suo rendimento scolastico al minimo indispensabile e non perde occasione per mettersi in contrasto. (Sono stata testimone di un secco battibecco tra i due. E’ stato pazzesco! Ho dovuto far appello a tutte le mie doti di mediazione ed alla mia statura di docente per portarli a più miti consigli.)

2- I docenti del professionale hanno ricevuto una lettera nominativa ma non protocollata, con un richiamo al regolamento per il controllo degli allievi, perché, negli ultimi tempi, sono avvenuti atti di danneggiamento e “casini” vari, imputabili  al basso livello di controllo delle uscite dei ragazzi durante le ore di lezione.

L’hanno presa proprio male! Non hanno capito che si trattava di un richiamo generico, indirizzato a tutti, anche se specifico.

Dopotutto, chi è nel torto, sa di esserlo, e strilla più degli altri. Chi sa controllare i suoi allievi, chi è responsabile e lavora con correttezza, ha  capito o si è limitato a chiedere spiegazioni  alla presidenza.

I soliti furbi, invece, hanno montato come chiara d’uovo i soliti inesperti, che hanno espresso a gran voce il loro dissenso, ma solo per i corridoi, visto che quello che difetta nel popolo degli ingenui è il coraggio di parlare guardando negli occhi la controparte, preferendo il “dietrolespalle”, cosa comunque meno stigmatizzabile del comportamento dei sobillatori, che lo fanno solo per pura vigliaccheria.

Quello che ha fatto la figura peggiore è stato uno dei collaboratori del preside!

3- “Offesa! Terribile offesa!” anzi due offese.

Prima offesa : Non era stato interpellato in anticipo!

Oddio, forse il preside doveva parlarne, ma è sua prerogativa indiscutibile quella di prendere provvedimenti se ne ravvisa la necessità, e già molte volte i provvedimenti singoli non avevano sortito alcun risultato, perciò, collaboratori o non collaboratori, il preside ha esercitato un suo diritto e lui strilla come un gatto a cui hanno pestato la coda. Forse  perché ha la coscienza sporca?…

Seconda offesa : la lettera è arrivata anche a lui !

Accidenti! Reato palese di Lesa Maestà! Talmente grave da prevedere la pena di morte!

Così, offeso nei suoi pretesi diritti, e sicura dignità, con il pelo arruffato come quello di un gatto che sta per attaccare un cane, ha minacciato le dimissioni, rientrate quando gli è stato fatto notare che aveva l’esonero parziale e quindi non sarebbe stato possibile.  A questo punto però qualcosa doveva fare.

Allora ha dichiarato che avrebbe lavorato solo le ore Dovute!. Esattamente come ha sempre fatto, visto che le altre le utilizza sempre per fare i fatti suoi, infrattato da qualche parte per parlare di un certo suo progetto con qualcuno.

Tutto nella norma!

Giovedì dovrò parlare in pubblico, e mi preoccupa il rischio di fare qualche brutta figura. 

Questo mi mette in veramente apprensione!




13 dicembre 2010

Dal mio diario ... 12° puntata (prima parte)

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 9 dicembre  (prima parte)

 

Tre giorni di tranquillità! Anzi quattro se si conta anche giovedì prossimo visto che aderirò allo sciopero. Un ponte meraviglioso!

Motivo dello sciopero?

Naturalmente la profonda insoddisfazione!

Siamo trattati da fannulloni, incapaci, ignoranti e pagati poco più delle collaboratrici domestiche, con la scusa che facciamo solo 18 ore (sulla classe), naturalmente tutte le altre ore ci è permesso di farle a casa o gratis, che tanto i fondi non ci sono comunque.

Penso che le 18 ore, poi, siano state elaborate dopo un attento studio, in modo da far si che si arrivi alla pensione solo con l’esaurimento nervoso, giusto poco prima di suicidarsi.

Basta immaginare di passare trent’anni con quei dannati adolescenti e già si sfiora l’istigazione al suicidio.  Venticinque o trenta per aula! Un branco di assatanati senza ombra di vergogna! Tu invecchi e loro no! Loro cambiano ogni anno, tu invece ti limiti ad invecchiare nella stessa classe!

…uno scritto di tanti anni fa ...

Insegnanti e “luoghi comuni”

C’è una frase che mi perseguita da quando ho cominciato a lavorare come insegnante:

- ” Di che cosa vi lamentate voi che, infondo, lavorate solo mezza giornata e  avete tre mesi di ferie all’anno !”

Anch’io un tempo pensavo che stare dall’altra parte della cattedra fosse una pacchia,

- “ Io comando e tu ubbidisci! ” - e i giochi sono fatti!

Già! Ma non tenevo conto del fatto che davanti a me ci sarebbero stati almeno una venticinquina di adolescenti, nella maggior parte maschi, affetti dalla nota sindrome della “stupidità temporanea”, mescolata con sprazzi di “delirio d’onnipotenza”, che li portano ad essere totalmente imprevedibili e incredibilmente incoscienti.

Non pensavo certo alla lotta tra volontà: quella dell’insegnante che vuole “far fare” e quella dello studente che “non vuole fare”!

Avete (o avete avuto) dei figli adolescenti? Provate a convincerli a fare come dite voi! Il meglio che vi possa capitare è una lunga, interminabile, accesa discussione! Ed alla fine.. un compromesso! Nessuno è più testardo di un adolescente!

Ed allora pensate di averne una ventina di fronte, provate a  convincerli che stare seduti, magari composti,  per qualche ora è normale, provate a catturare la loro attenzione, magari con un artificio, e poi teneteli legati alle vostre parole per almeno mezz’ora, senza usare né armi da fuoco, né argomenti quali il sesso o le loro bravate, ed al termine del discorso chiedete loro di quale argomento avete parlato e che cosa hanno capito, avrete così  una pallida idea di cosa vuol dire insegnare.

Non mi riferisco certo a quella piccola parte della popolazione adolescenziale che “arde dal desiderio d’imparare”,  e che, generalmente, frequenta le scuole “nobili”,  emergendo, anche in queste,  dal gruppo classe.

Parlo di tutte gli altri adolescenti “normali”, che frequentano tutte le altre scuole, “nobili e non”, che arrivano la mattina con il problema di tirare l’una senza essere costretti a mettere in funzione i loro neuroni, o, per meglio dire, mettendoli in funzione per trovare il modo per combinarne “qualcuna di spettacolare”, per poi scaricarne la colpa sulla vittima  della classe.

La loro tabella di marcia è:

 -Prima dell’inizio : sigaretta, chiacchierata, scopiazzatura dei compiti

-Prima ora : rielaborazione dei residui di sonno con un pisolino ristoratore

-Fino all’intervallo : evitare accuratamente di ascoltare, seguire, e, sopratutto, il controllo diretto dei compiti o di essere interrogati

-Appena possibile, a qualsiasi ora,  uscire per andare al bagno e non arrivarci mai

 -Intervallo : farlo durare il più a lungo possibile

-Dopo l’intervallo : cercare di non essere svegliati dal sonno profondo altrimenti, nel pomeriggio quando si deve uscire con gli amici, si è stanchi.

E così trascorrono le ore di scuola per i ragazzi.

E l’insegnante? Chi è l’insegnante ? E’ quel tipo che deve distruggere tali propositi, evitando accuratamente di farsi odiare, perchè rischia di ottenere il “muro di gomma”, e catturare la loro attenzione, per poi tenerla viva per almeno mezz’ora! E questo per più ore ogni giorno.

Ho sempre pensato che un attore viene definito “grande” quando, per due o tre ore, tiene viva l’attenzione di una platea che ha pagato per vederlo, mentre il docente è colui che deve tener viva per più ore l’attenzione di una platea che pagherebbe per non vederlo, ed alla fine viene definito “quello che lavora poco ed ha pure il coraggio di lamentarsi!”.

Non voglio mettere nel conto del tempo dedicato al lavoro d’insegnante la preparazione delle lezioni, perchè è una parte che mi diverte permettendomi di scoprire sempre cose nuove o non notate prima, né la correzione dei compiti, perchè spesso è ripagate dalle risate per la “barzelletta del secolo”, (come quella che mi capita sovente dei “ 25 millilitri che corrispondono a 25000 litri “ ai cui autori consiglio una verifica pratica provando a farsene un clistere!). 

Nel conto metto solo lo sforzo di aiutare a crescere, umanamente ed intellettualmente, quei ragazzi che attraversano la fase della vita durante la quale i genitori spesso non sanno a che santo votarsi, cercando di trovare l’equilibrio tra le difficoltà di tutti i giorni (perchè anche gli insegnanti hanno una vita da far quadrare come tutti gli altri), e l’impegno nei confronti di quel lavoro che non ti offre che raramente il piacere di vederne i risultati, poiché quando l’adolescente matura,... passa ad altri “uffici”.”

 

Ora la penso ancor peggio, se possibile! I soldi per la scuola pubblica vengono utilizzati per finanziamenti alle scuole private. Io non sono d’accordo! Se ti serve un servizio migliore Tu! Stato! Finanzia meglio le scuole pubbliche ed otterrai per tutti il servizio richiesto!

Le scuole private non danno prestazioni  qualitativamente migliori di quelle pubbliche, ma sanno solo nascondere meglio la spazzatura sotto i tappeti.

i ragazzi che vogliono studiare lo fanno alle private come alle pubbliche, dove i docenti sono spesso gli stessi, perché, per riuscire a sopravvivere, si lavora anche nelle scuole private (con i limiti orari permessi dalla legge, cioè altre sette ore al massimo).  …….

 

 


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 13/12/2010 alle 18:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



8 dicembre 2010

Dal mio diario ... 11° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

1° dicembre

 

Anna, altezza media, corporatura media, capelli di quel colore che si perde nelle sfumature delle meches (comunque tendente al biondo), occhi vivaci, carattere esuberante, cuore grande.

La cosa che più colpisce è la sua personalità, vivace fino ad essere quasi “debordante”, espressa dalla classica tonalità di voce della bergamasca DOC, un’ottava al disopra del normale, con l’uso casuale di frasi idiomatiche in puro vernacolo, inserite al momento giusto.

L’ho conosciuta quand’era nella scuola come genitore di uno dei miei allievi, madre angosciata di un adolescente, buono come il pane, ma, come tutti i suoi coetanei, poco avvezzo allo studio.

Ricordo due occhi sorridenti, simili a quelli della madre, un orecchino al lobo, ed una sensazione di simpatica allegria, anche nei più neri insuccessi scolastici.

Anna, figlia della “Gera d’Adda”, con lo spirito arguto della gente di questa terra avara, che vive tra estremi, come la coperta di nebbia che non ti fa vedere la punta del tuo naso, o il gelo della galaverna, che copre gli alberi di merletti di ghiaccio, o l’afa più torrida  che fa maturare le pannocchie per la “polenta taragna”.

In un momento di genitoriale disperazione, tentata ogni altra soluzione, Anna scrive al Vescovo una lettera in cui dice più o meno così :

- “ Noi, suoi genitori naturali, abbiamo provato ogni strada per mettere un po’ di sale in zucca a nostro figlio, senza ottenere alcun risultato, ora, visto che Voi vi dite suoi padri spirituali, provateci un po’ Voi a raddrizzargli le idee!..”.

Limpida come l’acqua e come l’acqua semplice e naturale.

Il suo cuore è nel suo sguardo, rabbia, felicità, allegria o tristezza, tutto appare sul suo volto senza veli o menzogne.

-                 “ Professoressa… Sa che cosa ho combinato?! .. Una mia vicina ha il marito ch’el laùra in televisùn.. lì a Canale cinque.. alùra gli ho detto, ma non podarès  mia farmi venire in trasmisùn, ma non mi piace come pubblico.

 Allora mi ha detto di provare col “brutto anatroccolo”, sono andata e mi hanno presa subito!… C’era tanta gente, ma certe facce brutte per davvero! Poi gli è piaciuto che faccio la bidella e adesso vogliono venire a scuola a fare le riprese, e io gli dico che sono dell’ITIS, vogliono riprendere i ragassi,….. Lei che ne dice?….. “

La decisione alle riprese nella scuola spetta al Preside, quindi bisogna che Lui dia l’autorizzazione.

Giorni di si e di no, di “..glielo dico..” poi di “..no! non se ne fa niente!”

Alla fine, negato il premesso per le riprese a scuola, si va a Milano.

-        “Prof. .. la regista vuole cinque ragazzi e nessuno vuole venire!.. mi aiuti… devo trovare qualcuno!.. Perché non mi accompagna Lei così dice qualcosa dell’ITI..”

-        “..No, io non posso venire, ma perché non prova con quei disperati della V°A laggiù nel corridoio, quelli sono tanto matti che di certo qualcuno lo trova che l’accompagni.”

-        “..Certo, non ci avevo pensato, si quelli mi stanno sempre tra i piedi, .. vediamo …adesso vado a chiedere..”

-        ..”non ora…….”

Ma lei è già nel corridoio che cerca la sua claque.

Dopo qualche minuto torna felice perché ne ha trovati a iosa, tutti vogliono accompagnarla. Vogliono vedere cosa succede al di là dello schermo, lo immaginavo, sono una manica di buontemponi, poca voglia di studiare, ma tanta simpatia!

Io mi accontento di conoscere le leggi fisiche del tubo catodico, mentre ai giovani interessano molto di più quelle della natura, soprattutto della riproduzione umana! Femmine! Dove ci sono femmine..

Le loro età si dividono in :

1.     Anche se non respirano

2.     anche se non respirano purché da poco

3.     basta che respirino

4.     devono piacere

La quarta corrisponde alla maturità che qualcuno non raggiungerà mai!

Ieri sono andati a registrare la puntata, e stamani Anna è arrivata a scuola con un caschetto di capelli color tiziano e gli occhi bistrati che sprizzavano allegria.

-        “ E’ stato bellissimo!! mi sono divertita tanto, poi scendere la scala con i Boys! che belli che erano! Poi i bidelli che mi hanno accompagnata li hanno inquadrati, e anche i ragazzi!  E’ stato bellissimo, Le piaccio?!”

-        “Sei proprio cambiata, ma tu sei sempre la stessa ..pazza di un’Anna!”



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