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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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27 dicembre 2010

Dal mio diario ... NATALE...

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Natale

 

Sono in vacanza! Sono in vacanza!! Sono in vacanza!!!! …voglio essere in vacanza!

E’ da lunedì 18 dicembre che l’atmosfera di vacanza ha pervaso tutta la scuola!  I ragazzi avevano negli occhi voglia di libertà, i docenti di riposo, i precari di casa, i muri di pace e silenzio.

Le ultime verifiche sono state affrontate con l’indifferenza del “..se va male ci penso dopo le vacanze!”.

Molti ragazzi hanno anticipato la sospensione delle lezioni in totale autonomia sin dal 21, le famiglie son sempre complici se non fomentatrici di tali comportamenti, perché “devono” andare a sciare, o al “paesello natio”. Contenti loro… tanto la scuola è ormai diventata un parcheggio quasi gratuito in cui si possono portare e riprendere i figli ad ogni ora, rispettando le esigenze familiari, più che quelle culturali dei rampolli.

Il desiderio di “Svacation” (come scritto sul calendario casalingo da mia figlia), era ormai palpabile come la galaverna dell’inverno padano.

I docenti che ci son riusciti si son fatti sostituire da colleghi e son partiti qualche giorno prima, anche il preside è partito il giorno prima dell’inizio delle vacanze, in fondo era l’unico da assolvere, visto le grane che deve affrontare quotidianamente!

Io sono stata presente fino all’ultimo minuto che mi spettava, ma solo con il corpo, visto che il cervello era in totale “deregulation” come quello dei miei allievi!

A tal proposito, c’è stata una valanga di “stupidate” fatte dai ragazzi in questi ultimi giorni, a partire dal famoso “gesto dell’ombrello” nei confronti di un collega, che ha poi invitato il ragazzo a “ripeterlo alla madre quel gesto”, cosa che ha fatto infuriare l’allievo perché “la mamma non si tocca!!”, mentre il suo era stato uno scherzo..

Arrivata a me la grana, l’istinto mi avrebbe spinto ad eliminare fisicamente il piccolo arrogante, presuntuoso ed egocentrico, mentre la ragione mi ha costretta a spiegare, usando ben cinque esempi diversi, come il torto fosse suo, e non fosse il caso di puntare il dito sul docente che aveva risposto ad una provocazione, e, per di più, fatta da un “tipino” iperattivo e fastidioso come una zanzara. La punizione grazie allo spirito natalizio è stata rimandata alla prossima scorrettezza.

Incredibile! Autocontrollo ferreo, anche se la rabbia era palpabile nell’atteggiamento, cosa che in certi casi può avere anche una valenza educativa. Spero di aver formato un pezzetto di essere umano in quell’ammasso di istinti e di irrazionalità!

Poi, il solito collega “fuori di testa”, ha dato i numeri. Ha una laurea con lode della Statale di Milano, varie pubblicazioni e un buon metodo didattico, ma è troppo “educato” e quegli aguzzini degli adolescenti lo hanno mangiato vivo ed ora ne sputano le ossa.

Ma com’è possibile che persone che, per la loro fragilità, vengono massacrate dalla crudeltà dei ragazzi, debbano restare ancora “sulla cattedra”, invece di essere impiegate in altri compiti, come ad esempio, il sostegno agli allievi in difficoltà nella loro disciplina.

Ci dovrebbe essere un automatismo, quando il livello di tolleranza umana del docente viene superato, la stessa dirigenza dovrebbe essere autorizzata ad impiegare il personale in altra maniera, tanto le attività scolastiche hanno tali e tanti risvolti che il tempo ed il personale non bastano mai.

Invece, generazioni di studenti raccontano che il prof. Tizio faceva così, o che il prof Caio faceva colà e loro lo prendevano bellamente per il …! Quante volte ho letteralmente pregato i ragazzi di avere un comportamento correttamente umano, così da permettere al docente di controllare la propria emotività! Niente da fare, la gioventù e l’ineducazione attuale, non fanno sconti a nessuno!

D’altra parte ci son casi anche di “cretini” che piantano grane incredibili, svolgono il programma approssimativamente, (segnano sul diario personale di aver svolto l’argomento, poi vai a verificare se lo hanno svolto o sono i ragazzi che, e questo lo fanno regolarmente con tutti, “ci marciano”,  per cui entra in funzione il meccanismo del “famo a metà”!).

Il problema nasce al quinto anno, quando la preparazione risulta carente, allora entrano in funzione meccanismi perversi, quali quello di una relazione scritta in modo da far intuire la reale situazione della classe, che quindi ha necessità di essere aiutata.

La scuola non dovrebbe essere così! Il peccato enorme sta nel fatto che mille docenti lavorano a tempo pieno con competenza e capacità, non risparmiando né fatica né lavoro, ma non vengono riconosciuti perché messi nel mazzo assieme ai “fuori di testa” agli “ignoranti come scarpe” agli “infingardi”, che al massimo sono l’uno o due per cento del corpo docente.

D’altronde sono i politici che “governano” la scuola, ed allora come si può pretendere qualcosa di intelligente!

Lo diceva anche Trilussa nella poesia da “le Cose” scritta nel 1922

 

La Modestia der Somaro

 

- Quello che te fa danno è la modestia :

- disse un Cavallo a un Ciuccio – ecco perché

Nun sei riuscito a diventà una bestia

Nobbile e generosa come me! –

 

Er Ciuccio disse : - Stupido che sei !

S’io ciavevo davero l’ambizione

De fa carriera, a st’ora già sarei

Ministro de la Pubblica Istruzione!

 

Mon Dieu ! Che tristezza!!!


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24 dicembre 2010

Dal mio diario ... 13° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Giovedì 14 dicembre

 

E’ arrivato , trascorso e terminato il giorno fatidico!

La presentazione del lavoro fatto con il patrocinio del Comune per il controllo delle acque di roggia è passata! Deo Gratias! 

La tensione si è fatta sentire con tutti i normali sintomi, irritabilità, leggera nausea, secchezza delle fauci, lieve tremore della voce, ma poi tutto è filato liscio, anche le solite malelingue, non hanno avuto di che sparlare, o almeno lo hanno fatto lontano da me. Se questo è successo lo verrò a sapere in breve tempo, perché c’è sempre un’anima buona che non si fa gli affari suoi! Così non posso neppure far la giusta scenata per non tradire la fiducia dell’informatore.

Alle nove ed un quarto siamo partiti dalla scuola alla spicciolata per recarci alla sala messa a disposizione dal Comune.

Bella!  Doveva essere in origine una cappella , con volte alte ed una cupola.  Per metà era occupata da una mostra di quadri, uno dei quali  faceva da sfondo al palco, una donna con bambino (metafora della scuola?).

Sono partita con l’organizzazione ... i ragazzi… il tavolino all’ingresso... i volantini... le tesine…

I ragazzi ubbidivano. 

La lavagna luminosa doveva essere posizionata in maniera da dare un’immagine di grandezza adeguata, e lo schermo , su cui doveva essere proiettata la presentazione, sistemato. Dopo varie prove, scartato lo schermo che risultava troppo piccolo, si è optato per una  parete laterale.

Gli invitati sono arrivati con  puntualità.

I ragazzi li hanno accolti con un volantino e qualche parola, era presente anche l’assessore, delegato dal sindaco, impegnato altrove.

Dopo gli “gli onori di casa”, mi è spettata di diritto l’apertura della manifestazione.

Erano tutti davanti a me, con gli occhi attenti, pronti a cogliere le note discordanti, le sfumature del discorso... ho aperto gli appunti e poi sono andata a braccio, ..giuro che non ricordo quello che ho detto, ma ad un certo punto la platea era attenta, e aveva negli occhi il sorriso. Devo essere riuscita a “comunicare” con loro. L’imbarazzo era passato, così la presentazione è continuata con oratori sempre emozionati, ma che dopo qualche incertezza prendevano il via !

L’unico spigliato dal primo momento è stato Andrea, è un vero guitto! Ha l’istinto per muoversi sul palco! Qualche volta fa cadere le statuine di porcellana, ma poi si fa perdonare.

Il discorso di chiusura è stato fatto dal Preside che, con voce che tradiva un certo turbamento,  ha sparso miele sui presenti.

Sono sicura che comunque le critiche si sprecheranno, ma non m’importa, sono orgogliosa del lavoro fatto dai “miei ragazzi”!


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 24/12/2010 alle 18:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



15 dicembre 2010

Dal mio diario ... 12° puntata (seconda parte)

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 9 dicembre  (seconda parte)

 

In ogni modo mi serve un break  per ricaricare le batterie. L’iperattività non è più possibile alla mia età!

L’orientamento per le scuole medie è a buon punto, sono state contattate trentanove scuole medie, sono stati regalati centinaia di depliant, sono uscite, da ugole melense, milioni di parole.

Avremo un utile da tutto ciò? Vedremo! Ho usato a larghe mani la carta dell’onestà, perché penso sia quella che paga meglio.

Sabato prossimo ci sarà l’open day, cioè la scuola aperta tutto il pomeriggio, addobbata a festa, per convincere genitori e allievi delle scuole medie che vorranno visitarla, ad iscrivere i figli in questa meravigliosa struttura.

Open Day, cioè scuola aperta per un giorno, ma la scuola è aperta tutti i giorni!

Per me se i genitori vogliono visitare la scuola possono farlo anche oggi, o domani ….  

Scuola aperta – Casa chiusa… il mondo gira intorno alle apparenze.

Bagnetto, profumino, vestitino della festa, sorriso di circostanza e poi…… dita nel naso?

In settimana sono successe tante cose :

1- Organizzazione della presentazione dei lavori degli studenti per giovedì.

Nessuno voleva parlare. Una sfuriata con i controfiocchi e si sono sprecati i volontari!

I lucidi da fare? Nessuno si fa avanti, come di rito.

Un’occhiataccia e Andrea ha preso in mano la situazione mettendo in riga i punti e le virgole.

Andrea! Che tipo! Attivo, fantasioso, egocentrico, un carattere strano. Capace di rabbia repressa, che si evidenzia con l’atteggiamento dei galletti da combattimento: petto gonfio, cresta più rossa che mai, occhio di sfida al corpo a corpo.

 La madre lo assedia con le sue paure, e lui per reazione limita il suo rendimento scolastico al minimo indispensabile e non perde occasione per mettersi in contrasto. (Sono stata testimone di un secco battibecco tra i due. E’ stato pazzesco! Ho dovuto far appello a tutte le mie doti di mediazione ed alla mia statura di docente per portarli a più miti consigli.)

2- I docenti del professionale hanno ricevuto una lettera nominativa ma non protocollata, con un richiamo al regolamento per il controllo degli allievi, perché, negli ultimi tempi, sono avvenuti atti di danneggiamento e “casini” vari, imputabili  al basso livello di controllo delle uscite dei ragazzi durante le ore di lezione.

L’hanno presa proprio male! Non hanno capito che si trattava di un richiamo generico, indirizzato a tutti, anche se specifico.

Dopotutto, chi è nel torto, sa di esserlo, e strilla più degli altri. Chi sa controllare i suoi allievi, chi è responsabile e lavora con correttezza, ha  capito o si è limitato a chiedere spiegazioni  alla presidenza.

I soliti furbi, invece, hanno montato come chiara d’uovo i soliti inesperti, che hanno espresso a gran voce il loro dissenso, ma solo per i corridoi, visto che quello che difetta nel popolo degli ingenui è il coraggio di parlare guardando negli occhi la controparte, preferendo il “dietrolespalle”, cosa comunque meno stigmatizzabile del comportamento dei sobillatori, che lo fanno solo per pura vigliaccheria.

Quello che ha fatto la figura peggiore è stato uno dei collaboratori del preside!

3- “Offesa! Terribile offesa!” anzi due offese.

Prima offesa : Non era stato interpellato in anticipo!

Oddio, forse il preside doveva parlarne, ma è sua prerogativa indiscutibile quella di prendere provvedimenti se ne ravvisa la necessità, e già molte volte i provvedimenti singoli non avevano sortito alcun risultato, perciò, collaboratori o non collaboratori, il preside ha esercitato un suo diritto e lui strilla come un gatto a cui hanno pestato la coda. Forse  perché ha la coscienza sporca?…

Seconda offesa : la lettera è arrivata anche a lui !

Accidenti! Reato palese di Lesa Maestà! Talmente grave da prevedere la pena di morte!

Così, offeso nei suoi pretesi diritti, e sicura dignità, con il pelo arruffato come quello di un gatto che sta per attaccare un cane, ha minacciato le dimissioni, rientrate quando gli è stato fatto notare che aveva l’esonero parziale e quindi non sarebbe stato possibile.  A questo punto però qualcosa doveva fare.

Allora ha dichiarato che avrebbe lavorato solo le ore Dovute!. Esattamente come ha sempre fatto, visto che le altre le utilizza sempre per fare i fatti suoi, infrattato da qualche parte per parlare di un certo suo progetto con qualcuno.

Tutto nella norma!

Giovedì dovrò parlare in pubblico, e mi preoccupa il rischio di fare qualche brutta figura. 

Questo mi mette in veramente apprensione!




13 dicembre 2010

Dal mio diario ... 12° puntata (prima parte)

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Sabato 9 dicembre  (prima parte)

 

Tre giorni di tranquillità! Anzi quattro se si conta anche giovedì prossimo visto che aderirò allo sciopero. Un ponte meraviglioso!

Motivo dello sciopero?

Naturalmente la profonda insoddisfazione!

Siamo trattati da fannulloni, incapaci, ignoranti e pagati poco più delle collaboratrici domestiche, con la scusa che facciamo solo 18 ore (sulla classe), naturalmente tutte le altre ore ci è permesso di farle a casa o gratis, che tanto i fondi non ci sono comunque.

Penso che le 18 ore, poi, siano state elaborate dopo un attento studio, in modo da far si che si arrivi alla pensione solo con l’esaurimento nervoso, giusto poco prima di suicidarsi.

Basta immaginare di passare trent’anni con quei dannati adolescenti e già si sfiora l’istigazione al suicidio.  Venticinque o trenta per aula! Un branco di assatanati senza ombra di vergogna! Tu invecchi e loro no! Loro cambiano ogni anno, tu invece ti limiti ad invecchiare nella stessa classe!

…uno scritto di tanti anni fa ...

Insegnanti e “luoghi comuni”

C’è una frase che mi perseguita da quando ho cominciato a lavorare come insegnante:

- ” Di che cosa vi lamentate voi che, infondo, lavorate solo mezza giornata e  avete tre mesi di ferie all’anno !”

Anch’io un tempo pensavo che stare dall’altra parte della cattedra fosse una pacchia,

- “ Io comando e tu ubbidisci! ” - e i giochi sono fatti!

Già! Ma non tenevo conto del fatto che davanti a me ci sarebbero stati almeno una venticinquina di adolescenti, nella maggior parte maschi, affetti dalla nota sindrome della “stupidità temporanea”, mescolata con sprazzi di “delirio d’onnipotenza”, che li portano ad essere totalmente imprevedibili e incredibilmente incoscienti.

Non pensavo certo alla lotta tra volontà: quella dell’insegnante che vuole “far fare” e quella dello studente che “non vuole fare”!

Avete (o avete avuto) dei figli adolescenti? Provate a convincerli a fare come dite voi! Il meglio che vi possa capitare è una lunga, interminabile, accesa discussione! Ed alla fine.. un compromesso! Nessuno è più testardo di un adolescente!

Ed allora pensate di averne una ventina di fronte, provate a  convincerli che stare seduti, magari composti,  per qualche ora è normale, provate a catturare la loro attenzione, magari con un artificio, e poi teneteli legati alle vostre parole per almeno mezz’ora, senza usare né armi da fuoco, né argomenti quali il sesso o le loro bravate, ed al termine del discorso chiedete loro di quale argomento avete parlato e che cosa hanno capito, avrete così  una pallida idea di cosa vuol dire insegnare.

Non mi riferisco certo a quella piccola parte della popolazione adolescenziale che “arde dal desiderio d’imparare”,  e che, generalmente, frequenta le scuole “nobili”,  emergendo, anche in queste,  dal gruppo classe.

Parlo di tutte gli altri adolescenti “normali”, che frequentano tutte le altre scuole, “nobili e non”, che arrivano la mattina con il problema di tirare l’una senza essere costretti a mettere in funzione i loro neuroni, o, per meglio dire, mettendoli in funzione per trovare il modo per combinarne “qualcuna di spettacolare”, per poi scaricarne la colpa sulla vittima  della classe.

La loro tabella di marcia è:

 -Prima dell’inizio : sigaretta, chiacchierata, scopiazzatura dei compiti

-Prima ora : rielaborazione dei residui di sonno con un pisolino ristoratore

-Fino all’intervallo : evitare accuratamente di ascoltare, seguire, e, sopratutto, il controllo diretto dei compiti o di essere interrogati

-Appena possibile, a qualsiasi ora,  uscire per andare al bagno e non arrivarci mai

 -Intervallo : farlo durare il più a lungo possibile

-Dopo l’intervallo : cercare di non essere svegliati dal sonno profondo altrimenti, nel pomeriggio quando si deve uscire con gli amici, si è stanchi.

E così trascorrono le ore di scuola per i ragazzi.

E l’insegnante? Chi è l’insegnante ? E’ quel tipo che deve distruggere tali propositi, evitando accuratamente di farsi odiare, perchè rischia di ottenere il “muro di gomma”, e catturare la loro attenzione, per poi tenerla viva per almeno mezz’ora! E questo per più ore ogni giorno.

Ho sempre pensato che un attore viene definito “grande” quando, per due o tre ore, tiene viva l’attenzione di una platea che ha pagato per vederlo, mentre il docente è colui che deve tener viva per più ore l’attenzione di una platea che pagherebbe per non vederlo, ed alla fine viene definito “quello che lavora poco ed ha pure il coraggio di lamentarsi!”.

Non voglio mettere nel conto del tempo dedicato al lavoro d’insegnante la preparazione delle lezioni, perchè è una parte che mi diverte permettendomi di scoprire sempre cose nuove o non notate prima, né la correzione dei compiti, perchè spesso è ripagate dalle risate per la “barzelletta del secolo”, (come quella che mi capita sovente dei “ 25 millilitri che corrispondono a 25000 litri “ ai cui autori consiglio una verifica pratica provando a farsene un clistere!). 

Nel conto metto solo lo sforzo di aiutare a crescere, umanamente ed intellettualmente, quei ragazzi che attraversano la fase della vita durante la quale i genitori spesso non sanno a che santo votarsi, cercando di trovare l’equilibrio tra le difficoltà di tutti i giorni (perchè anche gli insegnanti hanno una vita da far quadrare come tutti gli altri), e l’impegno nei confronti di quel lavoro che non ti offre che raramente il piacere di vederne i risultati, poiché quando l’adolescente matura,... passa ad altri “uffici”.”

 

Ora la penso ancor peggio, se possibile! I soldi per la scuola pubblica vengono utilizzati per finanziamenti alle scuole private. Io non sono d’accordo! Se ti serve un servizio migliore Tu! Stato! Finanzia meglio le scuole pubbliche ed otterrai per tutti il servizio richiesto!

Le scuole private non danno prestazioni  qualitativamente migliori di quelle pubbliche, ma sanno solo nascondere meglio la spazzatura sotto i tappeti.

i ragazzi che vogliono studiare lo fanno alle private come alle pubbliche, dove i docenti sono spesso gli stessi, perché, per riuscire a sopravvivere, si lavora anche nelle scuole private (con i limiti orari permessi dalla legge, cioè altre sette ore al massimo).  …….

 

 


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 13/12/2010 alle 18:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



8 dicembre 2010

Dal mio diario ... 11° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

1° dicembre

 

Anna, altezza media, corporatura media, capelli di quel colore che si perde nelle sfumature delle meches (comunque tendente al biondo), occhi vivaci, carattere esuberante, cuore grande.

La cosa che più colpisce è la sua personalità, vivace fino ad essere quasi “debordante”, espressa dalla classica tonalità di voce della bergamasca DOC, un’ottava al disopra del normale, con l’uso casuale di frasi idiomatiche in puro vernacolo, inserite al momento giusto.

L’ho conosciuta quand’era nella scuola come genitore di uno dei miei allievi, madre angosciata di un adolescente, buono come il pane, ma, come tutti i suoi coetanei, poco avvezzo allo studio.

Ricordo due occhi sorridenti, simili a quelli della madre, un orecchino al lobo, ed una sensazione di simpatica allegria, anche nei più neri insuccessi scolastici.

Anna, figlia della “Gera d’Adda”, con lo spirito arguto della gente di questa terra avara, che vive tra estremi, come la coperta di nebbia che non ti fa vedere la punta del tuo naso, o il gelo della galaverna, che copre gli alberi di merletti di ghiaccio, o l’afa più torrida  che fa maturare le pannocchie per la “polenta taragna”.

In un momento di genitoriale disperazione, tentata ogni altra soluzione, Anna scrive al Vescovo una lettera in cui dice più o meno così :

- “ Noi, suoi genitori naturali, abbiamo provato ogni strada per mettere un po’ di sale in zucca a nostro figlio, senza ottenere alcun risultato, ora, visto che Voi vi dite suoi padri spirituali, provateci un po’ Voi a raddrizzargli le idee!..”.

Limpida come l’acqua e come l’acqua semplice e naturale.

Il suo cuore è nel suo sguardo, rabbia, felicità, allegria o tristezza, tutto appare sul suo volto senza veli o menzogne.

-                 “ Professoressa… Sa che cosa ho combinato?! .. Una mia vicina ha il marito ch’el laùra in televisùn.. lì a Canale cinque.. alùra gli ho detto, ma non podarès  mia farmi venire in trasmisùn, ma non mi piace come pubblico.

 Allora mi ha detto di provare col “brutto anatroccolo”, sono andata e mi hanno presa subito!… C’era tanta gente, ma certe facce brutte per davvero! Poi gli è piaciuto che faccio la bidella e adesso vogliono venire a scuola a fare le riprese, e io gli dico che sono dell’ITIS, vogliono riprendere i ragassi,….. Lei che ne dice?….. “

La decisione alle riprese nella scuola spetta al Preside, quindi bisogna che Lui dia l’autorizzazione.

Giorni di si e di no, di “..glielo dico..” poi di “..no! non se ne fa niente!”

Alla fine, negato il premesso per le riprese a scuola, si va a Milano.

-        “Prof. .. la regista vuole cinque ragazzi e nessuno vuole venire!.. mi aiuti… devo trovare qualcuno!.. Perché non mi accompagna Lei così dice qualcosa dell’ITI..”

-        “..No, io non posso venire, ma perché non prova con quei disperati della V°A laggiù nel corridoio, quelli sono tanto matti che di certo qualcuno lo trova che l’accompagni.”

-        “..Certo, non ci avevo pensato, si quelli mi stanno sempre tra i piedi, .. vediamo …adesso vado a chiedere..”

-        ..”non ora…….”

Ma lei è già nel corridoio che cerca la sua claque.

Dopo qualche minuto torna felice perché ne ha trovati a iosa, tutti vogliono accompagnarla. Vogliono vedere cosa succede al di là dello schermo, lo immaginavo, sono una manica di buontemponi, poca voglia di studiare, ma tanta simpatia!

Io mi accontento di conoscere le leggi fisiche del tubo catodico, mentre ai giovani interessano molto di più quelle della natura, soprattutto della riproduzione umana! Femmine! Dove ci sono femmine..

Le loro età si dividono in :

1.     Anche se non respirano

2.     anche se non respirano purché da poco

3.     basta che respirino

4.     devono piacere

La quarta corrisponde alla maturità che qualcuno non raggiungerà mai!

Ieri sono andati a registrare la puntata, e stamani Anna è arrivata a scuola con un caschetto di capelli color tiziano e gli occhi bistrati che sprizzavano allegria.

-        “ E’ stato bellissimo!! mi sono divertita tanto, poi scendere la scala con i Boys! che belli che erano! Poi i bidelli che mi hanno accompagnata li hanno inquadrati, e anche i ragazzi!  E’ stato bellissimo, Le piaccio?!”

-        “Sei proprio cambiata, ma tu sei sempre la stessa ..pazza di un’Anna!”




5 dicembre 2010

NEPPURE L’INFERNO!

Mi si stanno letteralmente rivoltando le budella dalla rabbia.

In momenti così vorrei essere come mia nonna che “galleggiava” in una fede incrollabile e Anonimo_Inferno.jpgdemandava le punizioni all’aldilà.

Le punizioni dantesche sarebbero secondo me troppo dolci per quella manica di sepolcri imbiancati che dopo essersi battuti il petto tra i banchi di una chiesa formulano pensieri indegni d’un essere umano.

Ed il peggio è che non fai a tempo di smaltirne una che ne arrivano due di nuove.

Nel buio creato dalle luci dei riflettori puntati su quella ignobile pletora di avidi che popola il parlamento le grida indegne passano quasi sotto silenzio.

Accidenti! Bla! Bla! Bla!

Tutti pronti alla difesa dell’embrione o del dovere di vivere anche contro la propria volontà, tutti pronti a balaterare sull’iniquità delle scelte degli altri e poi..?

Poi se ne fottono ampiamente se con le leggi sul respingimento centinaia (pare attualmente 250) di eritrei, donne e bambini compresi, vengono ammazzati a bastonate ed abbandonati morto-nel-deserto.jpgnel deserto del Sinai (da Il Fatto Quotidiano).

Se ne fregano se gente nata sotto altri cieli muore di freddo e di fame sotto il nostro cielo.

Alcuni sono crudeli al punto da dichiarare che sono auspicabili «Campi di concentramento per i rom», che “Bisogna toglierli  (i bambini) alle famiglie appena nati se li vuoi cambiare, forse".

Si! Forse! Perché il discorso continua con un “bisognerebbe ammazzarli tutti”...

Per me sono i loro figli ad essere dei reietti. Crescere all’ombra di tanta intolleranza ne farà delle persone infelici, egoisti e senza cuore.220px-PortschyTobias.jpg

Ho trovato nel blog di Pino Petruzzelli   la lettera che, nel 1938, il Governatore della Stiria, Tobias Portschy, indirizzò al ministro nazista Lammers:

Corsi e ricorsi storici…

Per ragioni di salute pubblica e, in particolare, per la dose di accentuata ereditarietà a cui gli zingari sono notoriamente soggetti, (perchè essi costituiscono un gruppo di criminali inveterati che in seno al nostro popolo non sono altro che parassiti), conviene impedir loro di riprodursi, e sottometterli all’obbligo dei lavori forzati.

Gli argomenti a favore di una sterilizzazione zingara possono essere tacitamente sviluppati al punto di arrivare, con la sola legge per la profilassi contro la progenitura portatrice di malattie ereditarie, a prendere misure efficaci contro l’accrescersi della polluzione zigana. Dobbiamo servirci arditamente e senza reticenze di questa legge. Almeno, non daremo modo alla stampa straniera di lanciare alte grida, per la buona ragione che potremo sempre sostenere che questa legge per la profilassi contro la primogenitura portatrice di malattie ereditarie, è altrettanto valida per i cittadini del Reich tedesco. Così, i principi dei paesi democratici, secondo cui tutti devono essere uguali davanti alla legge, saranno pienamente rispettati.

In conformità del principio che in uno Stato dagli elevati costumi, e in particolare nel Terzo Reich, può soltanto vivere colui che lavora e che produce .

 

Ma non basta.  

 (ASCA) - Roma, 30 nov - ''Tra i tanti emendamenti al Decreto Sicurezza, una mendicante.pngproposta di modifica a firma Saltamartini e Piso (PdL) si preoccupa nientemeno che della intollerabile minaccia alla sicurezza del nostro paese costituita dai mendicanti''.

Legger quello che scrivono è “pura poesia”!

Il testo recita proprio :  "alle persone che, in modo ripugnante, arrecano disturbo ai passanti".

Che rischierebbero conseguenze pesanti: foglio di via obbligatorio, sorveglianza speciale, obbligo di soggiorno.

Perché sono questi “pezzenti” che attentano alla sicurezza della gente. Non tutta quella manica di figli di puttana che ormai ha trangugiato ogni risorsa del paese, che ha fatto della corruzione e della concussione un’arte, che è talmente tronfia e piena d’arroganza da mettere in dubbio anche la Costituzione ed i poteri del Capo dello Stato da essa previsti, …ma messi in discussione  “dal punto di vista politico”! Boh!  Visto che dice :  “Delle prerogative del Capo dello Stato ce ne freghiamo”   Certo che con tutti i procedimenti giudiziari che ci sono in ballo serve questo parlamento.

Poi vien fuori anche il razzismo campanilistico  :

_45702930_wanjiru416gt.jpg<< Padova. Lega: «Basta soldi alla maratona tanto vincono sempre i neri»… «atleti africani o comunque extracomunitari in mutande» dixit! >>

Se t’incontrassi io vedresti come la medaglia d’oro sarebbe tua deficiente!

Mai caduti così in basso.

 

LO SAPEVATE CHE…

·     Italia rifiuta i Canadair agli israeliani: aerei fermi, piloti da mesi senza stipendi

·     Il silenzio è d'oro

E dal blog di Slasch

So con certezza che per fare un uomo ci vogliono vent'anni, per fare un pirla bastano pochi minuti.”          DATEGLI TORTO!!!



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