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  dalmiopuntodivistacon [ considerazioni, opinioni e ricordi di una professoressa in pensione ]
         

Perchè pubblico il mio Diario

Con questi chiari di luna che illuminano una scuola “sgarrupata” ed inefficiente ho pensato che la mia testimonianza reale, perché scritta per liberare nell’inchiostro il veleno o la disperazione o anche l’allegria delle mie giornate, possa mettere in luce quell’impegno, sottovalutato non solo dal punto di vista economico ma anche da quello morale, che fa di una persona “un insegnante” e di una scuola un “luogo di crescita civile e culturale”, senza i proclami vuoti di contenuto di classi politiche prive di intelligenza logica.

Seguirò, riportando le pagine del mio diario di un “qualsiasi” anno di scuola, il procedere del tempo.

Naturalmente son situazioni di parecchi anni orsono che ho deciso, con un po’ di imbarazzo per lo specifico tono autobiografico, di pubblicare in questo spazio che è diventato il mio diario virtuale, sperando che il giudizio non sia troppo severo.

Scuola Maltrattata..1° e 2° puntata.

Dal mio diario ..3° puntata.

Dal mio diario ... 4° puntata

Dal mio diario ... 5° puntata

Dal mio diario ... 6° puntata

Dal mio diario ... 7° puntata

Dal mio diario ... 8° puntata

Dal Mio Diario : Intermezzo...

Dal mio diario ... 9° puntata

Dal mio diario ... 10° puntata

Dal mio diario ... 11° puntata

Dal mio diario ... 12°...

Dal mio diario ... 12°...II°

Dal mio diario ... 13° puntata

Dal mio diario ... NATALE...

Dal mio diario ... 14° puntata

Dal mio diario ... 15° puntata

Dal mio diario ... 16° puntata

Dal mio diario ... 17° puntata

Dal mio diario ... 18° puntata

Dal mio diario ... 19° puntata

Dal mio diario ... 20° puntata

  LIBERA DI SCRIVERE !

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31 maggio 2012

NON HANNO CAPITO NULLA

Lily depressa.JPGIl terremoto quando arriva sconvolge oltre alla terra anche quella vita che faticosamente vi è stata costruita sopra, distruggendo quel “tetto” faticosamente conquistato, e seppellendo quelle piccole cose con cui si rinnovano i ricordi d’ognuno, senza le quali sembra di non avere un passato.

Ricominciare daccapo è possibile in rapporto inversamente proporzionale all’età. Quando i ricordi son tanti, quando le “tue cose” son divenute importanti, quando un giorno dura quasi nulla in rapporto a tutti quelli vissuti, ricominciare è impossibile, e tutto diviene solo un “andare avanti” e basta.

Ascoltavo le parole dette da un qualcuno qualsiasi dei soliti “presenzialisti” del piccolo schermo, a scelta fra giornalisti e politici, e sentivo palpabile la falsità del loro cordoglio, l’assoluta vacuità delle loro parole, la sciacallagine pura fatta dono all’altare del presenzialismo.

Poi c’è stato il viraggio netto dei discorsi sull’affermazione “blasfema” riguardo al campionato di calcio, e lì la partecipazione è diventata vera, l’indignazione palese, il dibattito infocato.scimmia_sorride--400x300.jpg

A parte che l’affermazione  era stata fatta a livello personale ed ipotetico, non istituzionale e programmatico, mi son chiesta il perché sia stata fatta, visto che non ritengo la persona in questione tipo da aprir bocca senza un fine predefinito.

Il volume delle voci sul secondo argomento offuscava quello sul primo, e l’attenzione ritornava puntata su di “un dito” invece che su quella luna piena di buchi vista da lontano piena nel cielo.

E dietro a quel dito continua l’ignobile manfrina dei “non eletti dal popolo” per mantenere i privilegi e continuare a depredare chi è a portata di ladrocinio perché non può opporsi al furto.

Non ho visto che un “moderato” correre al destinare i fondi che forse arriveranno o un dirottarli da altre iniziative, purchè non siano quelle legate al mondo dei privilegiati.

Non hanno capito nulla.

Lo sguardo diretto verso la parte pulita della società nelle ultime elezioni (con le dovute eccezioni) non ha suggerito di usare l’occasione per una virata netta nel senso dell’equità.

Così ci prendiamo tra capo e collo l’aumento delle accise sulla benzina, come quando ero giovane per il Vajont del ’63, per Firenze del ’66, per il Belice del ’68, per il Friuli del ’76, per l’Irpinia dell’1980,

(La vergogna delle tasse sulla benzina Tratto dal sito del Governo italiano  ww.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed440/pdfbt31.pdf)

senza parlare dell’1,90 lire per l’Abissinia del 1935.

La Casta è incapace di rinunciare al suo danaro.

Sentir parlare di un presidente di provincia che si “regala” vacanze da centinaia di migliaia di euro mentre centinaia di migliaia di persone non riescono ad arrivare a fine mese mi fa salire la pressione.

Sentire disquisizioni dotte sul patrimonio artistico da ricostruire mentre migliaia di persone non hanno più casa mi fa pensare.

Si, pensare che l’arroganza dell’essere umano ancora una volta stabilisce la scala dei valori, decidendo che le persone possono avere pregio diverso a seconda del loro “potere contrattuale”, e che dunque possono essere discriminate anche rispetto alle cose, teorizzando un legame tra di loro che favorendo le seconde offra possibilità alle prime. 

Se nel frattempo non son morte!

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Penso che la distruzione delle chiese per il terremoto sia la metafora del momento.

Anche i simulacri di una fede che ha abbandonato i suoi stessi principi si sono sbriciolati alla reazione della terra che non premia o castiga, ma semplicemente “vive”.


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permalink | inviato da AnnaSerenity il 31/5/2012 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



8 maggio 2012

L’ALBERO E’ CRESCIUTO STORTO

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici“Se vuoi che l’albero cresca dritto devi mettergli un tutore che ne sostenga ed accompagni la crescita” mi diceva il nonno quando mi lamentavo per le “regole” imposte.

Fuor di metafora, ogni ragazzo dovrebbe avere l’attenzione ed il sostegno tutoriale sia della famiglia che della società, rappresentato dall’istruzione pubblica.

Fornero: “I nostri giovani sanno troppo poco. Non conoscono le lingue, l’italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica. Non sanno fare di conto”.

Questa affermazione fatta poco tempo dopo quella della quarta carica dello stato a “Porta a Porta” in merito alla sua somaronaggine  fa ridere… magari amaro.

Per la dimestichezza con l’italiano poi, i parlamentari non son certo letterati, visto che fanno a pugni coi tempi verbali, e fanno la figura dei pirla se interrogati su termini desueti. (video)

E non sono certo dei “giovincelli”!

Con il “far di conto” poi nel mondo della politica c’è la dimostrazione di come la matematica SIA un’opinione, basta vedere come sanno dare i numeri in ogni occasione. Alle elezioni ad esempio non si sa come, ma vincono sempre tutti o “non perdono” secondo la loro lettura dei risultati!scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici

Per quanto riguarda le spese per “coloro”  gli zeri valgono nulla in uscita e molto in entrata!

Tornando all’analisi del ministro (mi rifiuto di chiamarla ministra perché il termine mi ricorda la minestrina in brodo! e, sinceramente mi sembra assomigli più ad una pietanza indigesta), ancora una volta esce fuori che i giovani studiano poco…

Ma Vah!?!

Negli ultimi anni la scuola è stata passata al tritacarne. Hanno infilato in un’aula più di trenta ragazzini, che raramente hanno avuto un tutore equilibrato fino a quel punto della crescita, hanno tagliato il numero degli insegnanti, hanno infilato nei programmi materie del cavolo per indottrinarli o sviluppare la creatività a danno della capacità di memorizzazione e delle conoscenze. Hanno creato tramite i media l’effimera convinzione dell’ascesa sociale solo attraverso l’apparire. Hanno generato il mostro “studio” e la principessa “ignoranza” perché questo fa comodo a loro. E ora spingono per l’apprendistato:

 “Crediamo che questo possa essere una via tipica per i giovani per entrare nel mondo del lavoro. Il giovane che entra in apprendistato, infatti, lo fa per migliorare le sue conoscenze e per irrobustire la sua risorsa umana..”.

Non un valorizziamo la scuola.

Non un pensiamo di fornirle i mezzi per “rincorrere” i ragazzi difficili e portarli a scuola.

Non un pensiamo di impegnare ancor più figure nel sostegno di quelli fragili.

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politiciNo! Va a laùrà Barbun! Che ti rafforzi la risorsa umana a forza di grattarti le “scatole” nell’impossibile ricerca di un lavoro che non c’è!

Ancora una volta viene a galla la completa estraneità del mondo dei signori “iosonotuttoetunonseiunc..” rispetto al vivere quotidiano della maggioranza della gente.

Emergono dai miei ricordi le facce di alcuni dei mie allievi che avevano un rapporto molto conflittuale con lo studio, fatto superare con tanti di quei calcioni negli stinchi (e sovente non metaforici!) che ancora ne portano i lividi, ma con il diploma o la laurea in tasca.

La “risorsa umana” degli adolescenti si sviluppa con l’attenzione, la pazienza e l’autorevolezza, e non con la ghettizzazione. La conoscenza si migliora con il lavoro certosino della fantasia nell’insegnamento.

scuola,insegnamento,ignoranza,didattica,politici

Molti anni fa ho scritto alcuni miei pensieri di insegnante che potrebbero essere utili alla Signora ministro e ai suoi “simili” per meditare su cosa vuol dire “insegnare” e che mal si conciliano con le riforme attuate:


 ... Negli ultimi anni scolastici i risultati estremamente deludenti che ottenevo, nonostante gli sforzi didattici, mi hanno indotto a mettere in discussione il mio atteggiamento verso gli studenti, perché non trovavo né logico né giusto scaricare ogni responsabilità sulla "poca voglia di studiare dei ragazzi d'oggi" o "sulla scarsa capacità di apprendimento" (un eufemismo per definire stupido qualcuno!). Avevo, in passato, letto testi sulla didattica e ascoltate conferenze o seminari sulla comunicazione, ma non avevo mai avuto il tempo di sedermi e pensare, pensare a lungo, rivedendo con gli occhi del ricordo il volto dei miei insuccessi, analizzando i pensieri ed i sentimenti ancora vivi nel mio subconscio, cercando di creare una struttura logica capace di unire più di vent'anni di problemi degli adolescenti della scuola media superiore. Poi ho trovato questo decalogo del professor Alex Johnstone dell'Università di Glasgow che ordina i miei pensieri e mi suggerisce una strada migliore…

 DIECI REGOLE PER CHI INSEGNA

 1.      Ciò che si apprende dipende da ciò che già si conosce e si capisce. (metafora di quanto detto dal pedagogista svizzero Pestalozzi :"Per condurre qualcuno non  importa dove, bisogna prenderlo dove egli è".)

2.      Il modo in cui si apprende è regolato da come si è riusciti ad apprendere con successo nel passato.

3.      Per essere efficace, l'apprendimento deve connettersi alle conoscenze e abilità preesistenti arricchendole e ampliandole.

4.      La quantità di materiale che può essere trattata nell'unità di tempo è limitata.

5.      Per sentirsi a proprio agio il discente ha bisogno di rassicurazione e di retroazione e a tal fine le modalità di valutazione devono essere umane.

6.      Si deve tener conto dei differenti stili d'apprendimento e delle diverse motivazioni.

7.      Gli studenti devono consolidare il proprio apprendimento interrogandosi su ciò che avviene nelle loro menti.

8.      Bisogna dare spazio alla soluzione di problemi veri e propri (non pure e semplici applicazioni di formule), in modo di mettere alla prova e rafforzare i nessi concettuali.

9.      Si devono dare occasioni per esercitare la creatività, sostenere le proprie ragioni, mettersi alla prova e fare ipotesi.

10. Si devono dare occasioni per insegnare e spiegare (non si conosce realmente un argomento finché non lo si ha insegnato).

(Pubblicato sul N. 44 (settembre 1997) della Education Division Newsletter della Royal Society of Chemistry e su “La Chimica nella Scuola”  n° 1 , 1998)




6 maggio 2012

QUALE GENEROSITÀ !!

IMG_5420.JPGE’ comico, anzi no è drammatico.

All’emergere dei copiosi rivoli  da cui il danaro pubblico viene incanalato nelle capaci tasche dei vari voraci “appartenenti”, siano essi leader o parenti o amici fidati, si assiste alla recita di uno stesso copione, quasi un “copia – incolla” del medesimo file.

·                  Primo : Affidarsi a Santa Negazione

·          Secondo : Rafforzare il concetto con il ben collaudato “a mia insaputa”

·                  Terzo :  Cospargere di cenere il capo con il lacrimante “io mi fidavo”

·                  Quarto :  Un genuflesso “sono stato ingannato e mi dispiace”

·                   Quinto (dopo lo sputtanamento totale ed evidente) : Restituiamo le briciole che son rimaste sulla tovaglia.

Fatti emersi in questi ultimi tempi hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, escludendo il risvolto penale, che la morale per molta gente è come l’elastico delle mutande, che a causa dell’uso continuato al limite massimo dell’estensione diventa una fettuccia inutile.

L’unico fine della loro ignobile esistenza diventa l’arraffare di tutto e di più.

A questo scopo viene montata la “manfrina” ad uso e consumo degli sprovveduti.

Rutelli: ‘Nostri soldi agli esodati’.. “Oggi iniziamo a dare i soldi in avanzo di bilancio della Margherita agli esodati  …. 5 milioni di Euro

I soldi in avanzo di bilancio… Ma che generosità! 

E votare la rinuncia alla ultima tranche del cosiddetto “rimborso”?

E rimborsare quello che è stato “rapinato a vostra insaputa” con i vostri stipendi e beni perché son soldi anche miei, e che ora tocca a me riempire il buco fatto da voi?politici,crisi,soldi,morale,bossi,grillo,onestà,finanziamenti pubblici

Quell’altro della padania poi…

Un bugiardo patologico con un innegabile ascendente da imbonitore di fiera paesana, affiancato da un paio di becere matrone con il problema della sistemazione della “famiglia” e del titolo accademico, che usa il partito in modo autocratico a sua immagine e somiglianza, e osa senza vergogna alcuna dichiarare che “…quel denaro è nostro. Un partito può buttare i soldi dalla finestra”, (che se l’avesse fatto veramente almeno avrebbe fatto felici i passanti!).

Ecchèglienefrega a quello!

Mentre gridava “ladroni!” si metteva, e continua a mettersi, in tasca fior di quattrini, assieme ad un pesce in barile geneticamente copia del genitore,  spudoratamente convinto della sua onnipotenza, confermata dal supporto di chi lo attornia per partecipare al banchetto sia alla tavola del sire che ai suoi piedi per raccogliere le briciole.

Ormai i “cinque punti” son stati più volte percorsi e quello che mi stupisce è la profonda convinzione con cui ogni atto vien ripetuto.

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Ma negli ultimi tempi c’è il vezzo, da parte delle istituzioni, di rimbrottare non costoro, ma chi stigmatizza questi comportamenti, usando magari parole non totalmente corrette, ma sicuramente oneste.


Esempio ne sia Grillo ed il suo “parlar da comico”.

Per Beppe Grillo “la politica strangola, Cosa nostra no”. Scudi alzati e apriti cielo!

E’ innegabile che la mafia sia un’associazione a delinquere e non sia degna di uno Stato civile, ma uno Stato civile provvede ai bisogni dei suoi cittadini e non solo ai desideri di una casta, usa il danaro delle sue tasse per i servizi pubblici e non per i “finanziamenti mascherati da rimborsi”, protegge ed incentiva istruzione e ricerca pubblica e non privata, e in caso di necessità taglia i fondi a chi ha di più e non a chi ha meno.

Uno stato civile non permette la disperazione della gente.. ("Vedove della Crisi "  un video che fa molto male al cuore nella sua profonda verità). Questo stato invece lo sta facendo.

Uno stato civile non uccide. Questo stato invece lo sta facendo.

Strangola a morte i deboli per garantire la ricchezza ad una schiera di corrotti.

"Chi non ha fatto una vacanza in barca?"  politici,crisi,soldi,morale,bossi,grillo,onestà,finanziamenti pubblici

Non è una gaffe, ma il modo di pensare che ha distrutto la nazione.



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