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BOH !!

Qualche tempo fa Il ministro della pubblica (d)istruzione tanto per far vedere che esisteva e che aveva le idee chiare ha 322297016.jpgtirato fuori la boutade che sarebbe stato bene reintrodurre, come segno di serietà nei confronti dell’istituzione, il grembiule per gli studenti.
Mai oui! Certainement! I ragazzi vogliono appartenere ad un gruppo, vogliono sentirsi omologati, hanno la necessità di essere insieme contro tutti, e lo fanno scegliendo linguaggi, modi di dire, abbigliamenti ed atteggiamenti, ma di loro iniziativa, di libera scelta, mai imposti da altri, a meno che non siano i loro leader.
Il grembiule poi! Solo alle donne o anche ai maschi? Per evitare eventuali sfoggi di capi firmati? Che poi occhieggerebbero comunque dai pertugi lasciati debitamente aperti? Lo facevamo noi, negli anni ’60 quando portavamo il grembiule a scuola.
Meglio la divisa! Certo! Per evitare sfoggi, adottiamo la divisa a scuola. Le ragazze in camicetta bianca e gonna a pieghe nera, i ragazzi in pantaloni neri e camicia bianca o in tuta cachi, o mimetica.. No, forse sbaglio epoca!
Allora tanto per rendere tutti economicamente uguali, evitando capi costosi, adottiamo la divisa che identifichi la scuola! La facciamo disegnare dalla famosa stilista “Pinca Pallina”, la facciamo comperare al negozio “Tal dei Tali”, e così i fanciulli e le fanciulle saranno orgogliosi di appartenere ad un “gruppo” …elitario naturalmente, visto che 1597060958.jpgquegli straccioni della scuola “XY” non l’hanno certo bella come quella! Omologazione e spirito egualitario!
La divisa ecct. È un fatto che sta succedendo realmente a Milano, lo hanno detto al TG regionale.
Figuriamoci poi in questo periodo di difficoltà chiedere di comperare una divisa, visto che personalmente nel mio passato di docente di chimica ho avuto difficoltà nel far comperare il camice da laboratorio agli studenti, infatti avevo una popolazione policroma accettando camici di qualunque colore purchè abbottonati davanti, per norma di sicurezza.
Poi l’elegante e vitalissima Ministro vuole reintrodurre nelle scuole secondarie :” …la disciplina "Cittadinanza e costituzione", che sarà oggetto di specifica valutazione, con 33 ore annuali di insegnamento previste. «Non è casuale - ha aggiunto il ministro - che l'introduzione della valutazione e del comportamento si affianchi all'introduzione della disciplina "cittadinanza e costituzione", in quanto la diffusione della cultura della cittadinanza e della conoscenza delle istituzioni tra i giovani deve essere inserita a pieno titolo nel piano dell'offerta formativa».
La signora Ministro forse non sa che nella scuola secondaria tecnica ( Istituti Tecnici ) viene già insegnata la disciplina denominata “Diritto ed Economia” che prevede proprio l’insegnamento dei fondamenti della costituzione, e che negli ITIS, cioè istituti tecnici industriali ( ITC sono i commerciali, ITG sono i geometri, ITA sono gli agrari), i ragazzi la mandano giù come si fa con l’olio di ricino e, come per questo, se ne liberano velocemente dopo le interrogazioni, mentre negli ITC è una delle materie più importanti.
33848689.jpgLe 33 ore previste poi andrebbero nel pacchetto italiano-storia-geografia, probabilmente, lo spero, solo per i licei, andando ad erodere quel tempo già limitato che serve a portare i ragazzi ad imparare, non dico il congiuntivo, ma almeno a comprendere quanto leggono e a riassumerlo adeguatamente, cosa che risulta decisamente scarsa nella popolazione scolastica media attuale.
Fermo restando il fatto che ai docenti di lettere già è stato imposto di insegnare geografia, una disciplina che non tutti conoscono a fondo, cosa a cui è stato posto rimedio con un “corso di aggiornamento” di qualche ora, il prossimo ministro che cosa s’inventerà? Farà insegnare agli stessi magari anche “supporto psicologico nella cattiva coscienza “?
Tanto per raccontarcela, 33 ore all’anno equivalgono a circa 1 ora alla settimana per il periodo scolastico, un tempo per gli adolescenti pari al nulla: si ascolta e nei sei giorni successivi si scorda, si studia per l’interrogazione mettendo quattro cavolate nella memoria a breve e subito dopo si dimentica tutto. Esperienza insegna!
1676372772.jpgLa civiltà nel comportamento deve essere insegnata partendo dalla famiglia che non deve accettare e poi difendere ad ogni costo i comportamenti scorretti dei figli, e finendo alla società che deve smetterla di imporre con i mezzi di comunicazione esempi di comportamento aberranti, come avviene nelle trasmissioni televisive in cui si perpetrano scherzi spesso atroci, che possono indurre per imitazione al bullismo, o rissosi e prevaricanti, come in moltissimi talk show.
Troppa gente “Opre bocca e je da fiato”!!

Pubblicato il 13/8/2008 alle 20.13 nella rubrica attualità.

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