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Dal mio diario ... 9° puntata

 

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 

Venerdì 10 novembre

 

E’ il mio giorno libero..  perciò vado a scuola! 

Devo prendere del materiale per l’orientamento ed ho appuntamento con una collega.  Andiamo insieme alla scuola  media di …...

Passando per un paese sulla provinciale osservo che è proprio brutto!  Quello in cui andiamo invece … pure, forse un po’ meno.

Troviamo la scuola media, con un po’ di fortuna, visto che prima era dove ora c’è la materna, mentre la media è passata dove prima c’erano le elementari, ..ma dall’altra parte..  Per fortuna me la so cavare tra strade e giri viziosi.

Cemento armato ed un’aria di impalpabile confusione.

Arrivano due colleghi con il gruppo interessato.

Hanno tentato di preparare l’incontro, ma il materiale con cui lavorare è talmente grezzo e poco malleabile che è necessario “recitare a soggetto”.

Attacco con l’approccio confidenzial-serioso.

Catturo l’attenzione e vado avanti con ..”quelli che hanno poca voglia di studiare e tanta di rompere, non scelgano la nostra scuola, perché da noi si lavora seriamente.” Il discorso non è cosi crudo, ma servito adeguatamente, il concetto è questo.

Siamo una scuola che prepara bene e quindi pretende un certo carico di lavoro. Chi non è in grado di sopportarlo, per evitare degli insuccessi, è meglio si rivolga ad altri ordini di studi. 

Domande ? Mani alzate.

“Si?”

…”..Da voi vendono le pizzette?” ..

…“Ci sono da fare i pomeriggi?”

 ...”..siete cattivi? Quanti ne bocciate?”..

Sempre le stesse domande cretine. Una volta non ho resistito ed ho risposto che ero così grossa perché mangiavo un allievo per colazione ogni giorno.

All’uscita con la collega discutiamo su come sia possibile comunicare in modo chiaro e accattivante, tanto da catturare anche l’attenzione dei più ribelli.

Pretendere che un ragazzo di tredici anni scelga del suo futuro è solo una baggianata. Penso che al massimo il cinque per cento abbia delle caratteristiche talmente spiccate  da poter programmare il proprio avvenire, l’altro novantacinque per cento sicuramente ha ben chiaro un solo concetto : quello di non aver voglia di studiare.

 La scuola, solamente perché tale, toglie il fascino ad ogni cosa. Tutte le belle teorie dell’insegnamento che porti l’allievo ad imparare scoprendo, o libero di inventare la sua strada, o…   s’infrangono come gingilli di vetro contro la parola scuola. 

E’ un fenomeno come quello della dieta, cioè quando decidi di stare a dieta ti viene una fame tale da renderti appetibile anche ciò che prima non avresti mangiato  nemmeno per scommessa.

Per la scuola è la stessa cosa. Ti piace leggere? Tanto!  Fuorché i libri che ti obbligano a leggere a scuola, salvo apprezzarli una volta esaurito l’obbligo.

Ecco cos’è! E’ l’obbligo di fare qualcosa nel momento in cui non sei ancora pronto  a farlo.

Così  si pretende di scegliere un percorso che deve durare una vita quando l’unica cosa che tutti sono disposti a fare è di stare con gli amici e divertirsi, godersi la vita in branco, senza né obblighi né limiti, né interferenze, convinti di essere immortali, intangibili e onniscienti.

Tornata al mio istituto scopro che per la partecipazione al Salone Informagiovani manca ancora l’adesione di una classe.

Piccola inchiesta e vengo a sapere che il materiale è stato preso da un collega che …” non ha avuto tempo per leggerlo alla classe.” Quattro righe in croce! Pazzesco!

Tra meno di un’ora devo inviare il fax con il numero dei partecipanti.

In cinque minuti, nell’indifferenza totale, cerco la classe, vado, leggo, organizzo il tutto e concludo il discorso.

Pirla! Non trovo altre parole.

Pubblicato il 17/11/2010 alle 18.31 nella rubrica Diario.

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