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LA BUONA SCUOLA!

Inizio anno scolastico ed … ecco quali sono le novità:

Già! C’è un nuovo ministro della P.I. che, naturalmente, deve fare qualcosa di nuovo… come assumere 150mila precari… ma non da subito perché lo Stato “no tiene dinero” ed allora per quest’anno si prova a metterne dentro 30mila… che son quelli già previsti dal precedente ministro e senza i quali non si coprirebbero le necessità minime indispensabili.

Come al solito prendono in giro!

Siamo nell’epoca delle slide e delle comunicazioni via internet. Allora si presenta un sito di proposte e lo si intitola : “La buona scuola”

Forse tanto per evidenziare la differenza con quella che c’è adesso e che si reputa una scuola cattiva?

Porca paletta! Son trent’anni che ministro dopo ministro la scuola pubblica viene riformata con logiche puramente aziendali, d’immagine e politiche, assolutamente prive del buon senso necessario all’educazione culturale dei giovani.

Nel 2007 ho pubblicato “Una presa per i fondelli” e nel 2010 “Povera, povera scuola.. “, in cui esprimo il mio parere sulle dichiarazioni del ministro d’allora, ma sembra che nulla sia cambiato …ancora una volta.

Le proposte son sempre le stesse, come quella della valorizzazione degli insegnanti. Si, quella specie “poco umana” caratterizzata da lazzaronismo e ignoranza, assassina determinata delle libertà dei virgulti della società, e sadicamente decisa ad instilare nozioni inutili nelle loro menti.

Allora, visto che ardono dal desiderio di diffondere cultura, diamo loro più allievi in classe, così aumenta la probabilità che trovino qualcuno che li comprenda…!

Ma santa paletta! Come ciazetadueo si può fare una “buona scuola” con le classi sovraffollate?

Basta pensare ad una trentina di ragazzi del giorno d’oggi, stipati come sardine in classi spesso di dubbia agibilità con un docente che cerca di ottenere l’attenzione senza bazooka o lanciagranate.

Ormai qualche anno è passato da quando con “soli” venticinque dèsesperados sollevavo un lato della cattedra e poi la lasciavo ricadere di botto per ottenere il silenzio. Qualcuno protestava per l’infarto che gli avevo provocato, ma nessuno dubitava della possibilità d’essere sollevato di peso dalla gemella della statua della libertà quale appaio agli occhi dei comuni mortali.

Non so cosa farei con le nuove leve che son state allevate a presunzione ed arroganza, ma so bene che differenza fa avere venticinque o trenta allievi. E so bene anche come sia importante dare loro attenzione, e più alunni hai meno ne puoi dare.

Se poi son marmocchi delle materne che le madri sparano dentro alle scuole con la fionda perchè “non li reggono più” dopo le vacanze, è da immaginare la piacevolezza di quel branco scatenato, tra urla e naso moccioso per le lacrime, capricci per il distacco e mini risse per il dominio degli spazi o delle cose.

Ma questo al governo non interessa un tubo!

Si deve risparmiare, purchè non sulle loro prebende. Quindi chissenefrega della scelta giusta. Basta la slide della “Buona Scuola” e chiacchiere su chiacchiere.

“Le aziende entrino nella scuola”.

A Pirla al quadrato! Negli anni ’98-2000 e seguenti lavoravo con le aziende del territorio a tesine nell’ambito della chimica con allegata premiazione finale in presenza dei maggiorenti del territorio e di chiunque riuscissimo a convincere in cambio del ringraziamento dei nostri allievi. (Il rinfresco finale è stato spesso finanziato da un paio di colleghi e da me, che ero anche incaricata di comperare cibi e bevande al più vicino discount che non si chiamava ancora così. E le bidelle preparavano un’aula con i banchi a ferro di cavallo e le tovaglie portate da casa.. visto che la scuola è sempre stata povera).

E per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro dagli anni novanta c’era già collaborazione con le aziende per stages estivi. Ricordo che un anno un ragazzo della chimica fu messo a guidare un muletto in azienda ed il professore responsabile degli stages fece un casino.

Il tutto “a gratis” per preparazione e organizzazione, compreso il lavoro per le slides che nel 2000 erano d’avanguardia.

Mo’ si son svegliati tutti e vantano l’adeguamento tecnologico.

Per fare una “buona scuola” i pc a quell’epoca li rimediavamo dalle banche della zona, erano quelli che loro “dismettevano”…. Adesso.. invece forse pure.

Tanto per non smentirsi, notizia fresca-fresca, l’ultimo decreto con i soldi destinati alle nostre scuole per il miglioramento e la messa in sicurezza vede inserito anche il Fondo edifici di culto, che è un fondo immobiliare che ha come unica missione la manutenzione e la conservazione di circa 750 edifici religiosi e non contempla scuole nel suo patrimonio.

In fondo non hanno tutti i torti visto che con queste premesse non resta che pregare!

Pubblicato il 14/9/2014 alle 18.42 nella rubrica attualità.

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